Baccanale 2026, il tema scelto: omaggio alla cucina italiana e a quella imolese “senza confini”
Il titolo scelto per l’edizione 2026 del Baccanale è “Incontri. La cucina italiana senza confini”. L’idea valorizza il riconoscimento che la cucina italiana ha ottenuto recentemente, ovvero l’iscrizione nel Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, e l’idea che, per quanto identitaria, sia anche “senza confini”, sia come messaggio nel mondo sia per sua natura. La cucina è frutto di influenze diverse, sapori e incontri che hanno saputo creare qualcosa di identitario e in continua evoluzione. Imola stessa è terra di confine, il “trattino” che unisce l’Emilia e la Romagna, attraversata dalla via Emilia e dalla via Selice, nord-sud-est-ovest, tra pianura, montagne e mare, tradizioni gastronomiche (e non solo) provenienti da tutta Italia e che ne costituiscono oggi, ricchezza e completamento. Quindi il mescolarsi, l’essere aperti agli altri, dà vita a piatti e menù meravigliosi. “Alimenti e bevande sono abili seduttori, che si diffondono per imitazione di prossimità o attraverso meccanismi di rete, per il tramite di cuochi, agronomi, commercianti, buongustai, scrittori” ha scritto Massimo Montanari, tra i massimi esperti di storia dell’alimentazione e presidente del comitato promotore per la candidatura italiana all’Unesco, nel suo “Geografia del gusto”.
red.cr.
Immagine dell’edizione 2024 del Baccanale (Isolapress)
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