#GeografiaDelleRelazioni – Lo scrittore è solitario quando crea, ma il carburante sono gli incontri
Nell’immaginario collettivo persiste l’idea dello scrittore come figura solitaria, chiuso in una stanza in penombra, il viso concentrato illuminato dallo schermo del computer su un tavolo ricoperto di fogli, penne e libri.
Il momento creativo richiede, in effetti, isolamento e concentrazione, ma tutto il resto del tempo è caratterizzato da un susseguirsi di relazioni vivaci e stimolanti.
L’ispirazione, per esempio, non nasce solamente dalla lettura, anche se capita, durante le ricerche per la stesura di una nuova storia, di scoprire eventi o personaggi che ci suscitano curiosità e che mettiamo da parte per approfondire in un momento successivo. Spesso le suggestioni ci arrivano invece dalle relazioni che intrecciamo con le persone che incontriamo fuori e dentro il mondo editoriale: presentazioni di libri, concorsi letterari, fiere, letture ad alta voce, corsi di scrittura. Situazioni in cui è inevitabile incontrarsi e confrontarsi.
A Imola, per esempio, diciassette anni fa è nata l’idea di «Turno di Notte», un concorso letterario unico nel suo genere perché prevede la stesura di un racconto, partendo da un incipit uguale per tutti, da scrivere dalle 22 alle 5 di notte in una data scelta dagli organizzatori. Si può partecipare da remoto, ma anche riunendosi con altri in alcune sedi sparse per l’Italia. Dopo diciassette edizioni si è creata una rete di amicizie, collaborazioni e nuove idee che serve da carburante non solo per gli appuntamenti futuri del concorso, ma per la realizzazione di altri progetti come le rassegne letterarie, una vera fucina di relazioni.
Senza voler idealizzare il mondo editoriale, popolato come tutti gli ambienti lavorativi anche da personaggi negativi, ho potuto constatare di persona quanto questi intrecci si riproducano e moltiplichino in modo inarrestabile. Nascono amicizie, collaborazioni lavorative, relazioni basate sulla condivisione degli stessi interessi e delle stesse passioni destinate a durare nel tempo.
Personalmente trovo che la nascita di queste connessioni sia una delle parti più belle della scrittura.
Sabrina Grementieri
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