La
Cronaca
5 Luglio 2026

La scomparsa di Giorgio Marabini, un grande imolese nato in esilio

La scomparsa di Giorgio Marabini, avvenuta il 4 luglio, priva Imola di una delle figure più significative del secolo scorso e che di «sabato sera» fu collaboratore fin dall’inizio e per 50 anni filati.

Giorgio era nato a Mosca da padre italiano e madre russa, nel periodo in cui la famiglia paterna, originaria di Imola, risiedeva nella capitale russa. Il 22 luglio 1941 Mosca subì il primo bombardamento dei nazisti, che da un mese avevano attaccato la Russia per invaderla.

Il cognome Marabini per Imola ha un significato storico importante. Giorgio Bettini, storico direttore della nostra testata, nell’introduzione al suo libro «Un imolese in esilio» (Bacchilega Editore, 2011), che raccoglieva i suoi articoli per «sabato sera», lo indica chiaramente.

L’omaggio di Amendola alla quarta generazione

«Il 28 ottobre 1964, parlando a Imola, Giorgio Amendola sostenne che fra le peculiarità del movimento operaio e democratico imolese andava collocata ai primi posti la tradizione familiare: dinastie passate attraverso le esperienze prima risorgimentali, poi libertarie, quindi solidariste e riformiste, fedeli ad ideali alti portati nella politica che si evolveva coi tempi. E citò come esempio i Marabini; Giorgio ne è la quarta generazione».

Dalla natia Russia, nel 1945 Giorgio si trasferisce in Italia, dove frequenta le scuole a Imola e a Milano, conseguendo la maturità presso il Liceo Classico e proseguendo successivamente con gli studi di economia. Sposato con Annamaria Grandi, con lei ha avuto tre figli: Alessia, Lorenzo e Tullia.

La FGCI, l’imprenditoria e la Lega delle Cooperative

Il suo impegno nel giornalismo e nella politica locale inizia nei primi anni Sessanta: a partire dal 1962, infatti, è collaboratore del settimanale «sabato sera» fin dal suo primo numero e, dal 1962 al 1964, ricopre la carica di Segretario della FGCI (Federazione Giovanile Comunista Italiana) per la Federazione di Imola.

Dal 1967 alla fine del 1974 svolge l’attività di assistente e, in seguito, di direttore commerciale per un’industria metalmeccanica veneta fortemente orientata all’esportazione, per la quale crea e gestisce per alcuni anni anche un ufficio di rappresentanza ad Amsterdam.

Al termine del 1974 fonda la Comec Srl, una società specializzata in consulenze di marketing e nella promozione commerciale sia in Italia sia all’estero, focalizzandosi prevalentemente nei mercati dei paesi dell’Est Europeo e dell’ex-URSS.

Parallelamente all’attività imprenditoriale, prosegue l’impegno istituzionale sul territorio: dal 1980 al 1989 riveste il ruolo di Consigliere comunale a Imola e, dal 1985 al 1989, assume la presidenza della Lega delle Cooperative di Imola.

Tra il 1996 e la fine del 1998 opera in ambito internazionale come Team Leader di un progetto TACIS in Uzbekistan, focalizzato sullo sviluppo dell’occupazione e delle piccole e medie imprese (PMI). Successivamente, dal 2003 al 2008, costituisce e dirige la filiale di Mosca di un’impresa romagnola specializzata nel settore dell’elettronica di potenza.

Giorgio Bettini: «Cercare e trovare radici ovunque»

Citiamo sempre Giorgio Bettini per far capire il valore di Marabini e la sua capacità di vedere (e agire) a largo spettro. Bettini descrive i suoi articoli come «testimonianze di un percorso di vita – quello di Giorgio Marabini – che aveva sempre presente il rapporto con Imola: straordinaria simbiosi di un professionista e di un intellettuale che in verità non poteva avere e non ha radici se per tali si intende quel rapporto provinciale che oggi si spaccia per identità mutuata dal territorio. Ciò non tanto perché lui è nato a Mosca, ha una madre russa la cui famiglia vive sulla Moscova: dunque storia e lingua binarie. Ma perché la sua cultura, la sua esperienza di lavoro, il suo continuo viaggiare (dalla Russia all’America, dall’Inghilterra alla Cina, dall’Asia Centrale all’Olanda e in decine di altre terre) gli hanno insegnato, e nei suoi articoli ne avete la conferma, che amare davvero il proprio Paese, la propria Città, la Comunità a cui si appartiene vuol dire saper guardare oltre, cercare (e trovare) radici ovunque. La globalizzazione in questo caso non c’entra: c’entra il fatto che la nostra identità si costruisce nel rapporto con gli altri. E gli altri sono la diversità che occorre conoscere e capire per essere conosciuti e capiti. Gli “altri”, visti da fuori, siamo noi».

Portò a Imola la geopolitica, la «sua» sala di lettura alla Cgil

Marabini fu anche parte del consiglio direttivo di Università Aperta, dove fu artefice di corsi e incontri sul tema della geopolitica che tutt’ora, grazie agli incontri con Lucio Caracciolo, rappresentano un fiore all’occhiello della cooperativa imolese. A Marabini è stata dedicata la Sala di Lettura Geopolitica situata all’interno della sede della Cgil di Imola.

Il suo ultimo scritto fu il libro «Quando si sperava nella coesistenza pacifica» (Imola, Editrice La Mandragora, 2024) dal sottotitolo «Storia di una famiglia imolese. Un viaggio in libertà dal Santerno alla Moscova sul filo della memoria». Un viaggio terreno che si è concluso, ma che lascia grandi tracce.

A Giorgio il nostro omaggio più sentito, ai suoi familiari la nostra vicinanza e tutto l’affetto che meritano.

Paolo Bernardi

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