Appello
Corte d'Appello di Bologna
Cronaca
16 Luglio 2026

Appello Radici, confermate le condanne e l’aggravante mafiosa; il Comune: «Tutelato il lavoro onesto»

«La sentenza della Corte d’Appello di Bologna conferma l’impianto accusatorio del processo Radici, ribadendo le condanne e l’aggravante del metodo mafioso per le infiltrazioni nel nostro tessuto economico locale. Come Comune di Imola abbiamo scelto fin da subito di costituirci parte civile per un motivo molto chiaro: difendere la nostra comunità significa tutelare il lavoro onesto e la nostra imprenditoria sana. Questo esito rappresenta un segnale forte e rassicurante per tutto il nostro territorio. Imola possiede un tessuto economico e sociale solido, profondamente sano e capace di respingere con fermezza queste dinamiche inaccettabili».

Così il sindaco di Imola Marco Panieri e l’assessore alla Legalità Giacomo Gambi hanno commentato la decisione dei magistrati al termine del secondo grado del processo partito da un’indagine della finanza che ha appurato infiltrazioni della ’ndrangheta in Romagna tramite fallimenti e cambi di gestione di pasticcerie, bar, ristoranti e hotel, minacce e ritorsioni.

Tra gli condannati di spicco Francesco Patamia, ex candidato alla Camera con la lista Noi Moderati. Nell’inchiesta è finita anche Imola con il fallimento del Forno Imolese Srl. Al Comune, che si è costituito parte civile sin dall’inizio sono andati 9 mila euro.

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