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Cronaca
22 Agosto 2026

Un respiro per Cuba: Simeone e Francesca hanno portato medicinali anche al dottore che aiutò l’Italia col Covid

Grandi emozioni nella missione dei due volontari imolesi Simeone Del Prete e Francesca Trevigno, impegnati sul convoglio dell’associazione internazionale “Let Cuba breathe”, che porta sull’isola caraibica aiuti sanitari e materiale scolastico raccolto anche dal nostro territorio. Pur con tutte le difficoltà di una connessione ballerina per mancanza di elettricità (una delle piaghe che stanno stremando la popolazione dopo il peggioramento dell’embargo statunitense) sono riusciti a mandarci una seconda puntata di racconti e testimonianze dal viaggio che sta volgendo al termine.

Le drammatiche conseguenze dell’embargo di Trump: la dialisi solo ai giovani

Particolarmente toccanti gli incontri con i medici. Nel centro medico di La Tinta, nell’estremo est dell’isola, hanno parlato con un dottore che ha fatto parte del contingente venuto a dare una mano in Italia durante il Covid. Il dottore ha detto che da gennaio è sempre più difficile reperire farmaci per le malattie croniche come il diabete. Ancora più drammatica la testimonianza del vicedirettore dell’Hospital General Docente di Baracoa, struttura che garantisce cure mediche ad almeno un migliaio di persone a settimana: le ambulanze senza carburante sono state sostituite da carri tirati dai cavalli, per non parlare del dramma etico di scegliere a quali pazienti somministrare la dialisi, purtroppo garantita solo ai giovani con maggiori speranze di vita. Fra le casse donate all’ospedale di Baracoa anche due scatole di dispositivi e disinfettanti chirurgici raccolti a Imola.

L’ospitalità cubana e la volontà di lottare

Ma i nostri hanno toccato con mano anche la volontà dei cubani di continuare a lottare nonostante le difficoltà: a Baracoa hanno assistito all’inaugurazione di una nuova ala del reparto di nefrologia. Inoltre in tutte le tappe il convoglio è stato ricevuto con onori a festeggiamenti, un’ospitalità connaturata all’indole cubana, ma segno anche del riconoscimento degli aiuti, che fanno sentire meno isolati dalla comunità internazionale. Così a Santiago i volontari sono stati condotti al cimitero storico di Santa Ifigenìa, dove sono sepolti Fidel Castro, Josè Martì (considerato padre della patria per aver guidato la guerra di indipendenza dagli spagnoli) ed altri eroi cubani. Mentre a El Cobre, alle porte della Sierra Maestra, dove sono state lasciate casse di medicinali ad uno degli ospedali locali, alcuni insegnanti delle scuole medie hanno condotto ad una visita alla cittadina, un tempo importante sito minerario, che nel 1731 fu teatro della prima rivolta contro gli spagnoli da parte degli schiavi, per la maggior parte africani.

Per i giovani situazione logorante ma la colpa è del “bloqueo”. Le provocazioni Usa

Al ritorno a Santiago è stato concesso ai nostri di essere i primi stranieri a potersi affacciarsi dal balcone da cui Fidel nel 1959 annunciò il trionfo dei barbudos. I volontari sono stati convolti nei grandi festeggiamenti che si sono svolti per il centenario della nascita di Castro. Al ritorno a Baracoa, la città più antica dell’isola, si sono ritrovati nel mezzo dei festeggiamenti per i 515 anni dalla fondazione. Simeone e Francesca hanno approfittato dei brindisi con alcuni giovani per sondare il loro stato d’animo: i ragazzi non hanno nascosto il malcontento per una situazione ormai logorante, ma anche la consapevolezza che una grande responsabilità cade sul “bloqueo” americano, da loro definito “asfissia genocidiaria”. Nella tappa a Caimanera, fra la frontiera cubana e Guantanamo, nota per la presenza della base americana accusata più volte di non rispettare i diritti dei detenuti, la comunità locale ha espresso forte preoccupazione per le continue provocazioni dei soldati Usa a fianco dell’escalation bellica.

Fabiana Villa
@riproduzione riservata

Alcune immagini delle consegne dei pacchi di aiuti; Simeone Dal Prete con una delle scatole

 

LA PRIMA PUNTATA DEL RACCONTO DEGLI IMOLESI SIMEONE DEL PRETE E FRANCESCA TREVIGNO

 

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