#ANGELOCÈ – I problemi delle Michelin, la grandezza di Marc e gli altri virgulti giovani
La volta scorsa avevo sottolineato come le gomme potrebbero rivelarsi decisive nell’assegnazione del mondiale della MotoGp. A Motegi è arrivata l’ennesima conferma, complice l’asfalto nuovo del tracciato giapponese che ha creato seri problemi alla Michelin. Stavolta però l’abilità dei piloti non è stata in discussione. Non per tutti almeno.
È tutto riassunto nella risposta che ha ricevuto Pedro Acosta dai propri tecnici prima della partenza del Gran Premio. Domanda: «Che gomma avete deciso di montare sulla mia Ktm?». Risposta: «Mettiamo quella che ha messo Marc Marquez sulla sua Ducati, visti i tempi fatti». E tanti altri li hanno seguiti. A conferma che sono molti quelli che prendono alcuni dei parametri del 9 volte iridato spagnolo come fosse oro colato. In particolare quando c’è da fare i conti con difficoltà particolari.
Che lui affronta con la strategia che gli deriva dal mestiere accumulato in tanti anni di dure battaglie. Mentre la maggior parte dei piloti cercavano il tempo sul giro, lui a Motegi costruiva le vittorie di sabato nella Sprint Race e di domenica. Grazie alle quali ora in classifica è arrivato a due sole lunghezze da Jorge Martin e la sua Aprilia.
Jorge, come gli altri virgulti giovani, non si accorge che l’uomo dei loro incubi corre con un braccio e mezzo, quello destro, che ha subito 7 interventi e oggi appare deformato e con metà della forza. Ecco, comunque vada, il segreto della grandezza di Marquez è tutto racchiuso qui.
Angelo Dal Pozzo
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