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Cronaca 19 Dicembre 2019

Tra i riconoscimenti ad Adriana Lodi anche la laura ad honorem in Pedagogia dall'Università di Bologna

Tempo di riconoscimenti per Adriana Lodi. L’ultimo è arrivato martedì 3 dicembre quando le è stata conferitala laurea ad honorem in Pedagogia dall’Università di Bologna «per l’alto impegno nel rinnovamento delle politiche educative nei confronti della prima infanzia e dei disabili, sia come assessore comunale che come parlamentare; per il suo ruolo di primo piano nella storia del welfare bolognese e nazionale, quale interprete fattiva e al tempo stesso lungimirante di una trasformazione culturale e insieme educativa, attenta ai bisogni dell’infanzia fin dai primi anni di vita e per aver contribuito a promuovere una cultura dell’inclusione che è diventata parte integrante del pensiero pedagogico dei nostri giorni, al punto da poter affermare oggi che ogni bambino è soggetto meritevole di attenzioni particolari».

Un mesetto prima era stato il sindaco di Bologna, Virginio Merola, a consegnarle il Nettuno d’Oro a 50 anni dall’apertura del primo asilo nido reso possibile «dalla sua lungimiranza». Nel mezzo, il Comune di Ozzano, città nella quale vive, ha voluto renderle omaggio. Già nel 2013 l’aveva insignita del premio «La Torre», ora «abbiamo voluto donarle una targa quale ringraziamento per aver tenacemente portato avanti e vinto la grande battaglia contro l’istituzionalizzazione degli anziani e dei bambini e per i risultati ottenuti a favore dei diritti delle donne e dei più deboli» spiega il sindaco ozzanese Luca Lelli. «Non mi aspettavo tanti riconoscimenti, ma sono felice di riceverli, vuol dire che qualcosa di buono ho fatto – ha commentato la Lodi -. Li appenderò tutti nel mio studio in casa e li conserverò con cura e tanta commozione». (r.cr.)

Tra i riconoscimenti ad Adriana Lodi anche la laura ad honorem in Pedagogia dall'Università di Bologna
Cronaca 25 Novembre 2019

A Castel San Pietro rette dei nidi ridotte con equità e proporzionalità

«Nella riduzione delle rette abbiamo deciso di applicare un principio di equità e proporzionalità. Per questo motivo, chi ha maggiori possibilità economiche ha uno sconto inferiore rispetto a chi ne ha meno».
L’assessora alle Politiche educative, Giulia Naldi, sintetizza così la scelta fatta dal Comune di Castel San Pietro per suddividere i 100 mila euro arrivati dalla Regione per abbassare le rette dei nidi (i comunali Girotondo di via Di Vittorio e Arcobaleno di Osteria Grande, più i privati convenzionati Don Luciano Sarti e La Casa di Mamma Oca).

Grazie a questi contributi, per le famiglie da 0 a 6 mila euro di Isee la retta sarà azzerata del tutto, per quelle da 6.001 a 11 mila lo sconto sarà del 70%, da 11.001 a 19 mila del 60% e da 19.001 a 26 mila del 40%. In più, per non creare troppo divario con le famiglie della fascia successiva, l’Amministrazione ha deciso di garantire con 9 mila euro di risorse proprie uno sconto del 20% per quelle con Isee compresa fra i 26.001 e i 35 mila (per i nidi convenzionati lo sconto di questa fascia non potrà superare l’importo corrispondente al 20% della retta comunale) «per ridurre il divario che si sarebbe creato con la fascia Isee successiva al limite di 26 mila euro» motiva Naldi.
Così come Medicina, questi sconti si sommano a quelli che il Comune sia l’anno scorso che quest’anno applica grazie ai finanziamenti statali della riforma cosiddetta «Buona Scuola» del Governo Renzi. La riduzione interessa 105 (74 ai comunali e 31 ai privati convenzionati) dei 155 bimbi iscritti (non c’è lista d’attesa). Tanto per fare qualche esempio, chi ha un Isee di 12 mila euro pagherà 86,19 euro mensili (anziché 253), mentre per chi ha un Isee di 25.800 euro la retta si riduce da 345 a 190 euro. Invece, chi ha un Isee di 28 mila euro pagherà 317 euro al posto dei 345 euro. La retta massima, senza sconti, è 425 euro.

«Crediamo fortemente nella funzione educativa degli asili nido comunali ed è giusto che siano il più possibile accessibili a tutti – commenta ancora la Naldi –. Tuttavia, non credo nel nido totalmente gratuito per tutti (scelta che ha fatto ad esempio San Lazzaro, ndr). Non sarebbe un giusto segnale perché si rischierebbe di dare per scontato, sminuendone il valore, un servizio che in realtà è molto costoso. Per il nostro Comune parliamo di circa 800 euro al mese per ogni bambino. Per rendere questo servizio gratuito bisognerebbe fare un ragionamento più ampio, su scala nazionale, e continuativo, senza interventi “spot” ma sistematici». (gi. gi.)

Immagine di repertorio

A Castel San Pietro rette dei nidi ridotte con equità e proporzionalità
Cronaca 25 Novembre 2019

A Medicina taglio del 30% per le rette per gli asili

«Grazie al finanziamento statale del Miur legato alla “Buona Scuola” (riforma del sistema di istruzione voluto da Renzi) le rette sono già state tagliate del 25%. Ora, grazie all’iniziativa “Al nido con la Regione”, abbiamo reso le rette ancora più leggere con un’ulteriore riduzione del 30%».
E’ decisamente orgogliosa l’assessora alla Scuola del Comune di Medicina, Dilva Fava, nell’annunciare la percentuale di sconto che interesserà buona parte delle famiglie medicinesi. Come detto, sia l’anno scorso che quest’anno, grazie a un finanziamento statale le rette (a prescindere dall’Isee) erano già state ridotte di un quarto e ora, grazie ai 90mila euro arrivati dalla Regione, chi ha un Isee inferiore a 26 mila euro potrà beneficiare di un’ulteriore riduzione, che porterà a un risparmio complessivo del 55%.

«Abbiamo tutte rette personalizzate in base all’Isee, quindi abbiamo deciso di mantenere la riduzione uguale per tutti in maniera proporzionale – motiva Fava –. Crediamo molto nella valenza del nido, che ha prima di tutto una funzione educativa. Già con il finanziamento del Miur, che consentiva di scegliere tra varie opzioni, avevamo deciso di destinare tutte le risorse al taglio delle rette e ora possiamo continuare su questa strada. Tra l’altro, la riduzione varrà anche per i mesi estivi, ossia luglio e agosto».

Nella città del Barbarossa ci sono 136 bimbi iscritti ai nidi, dei quali 108 alle strutture pubbliche (Girasoli di via Sillaro, Coccinelle di via Gramsci e Chiccodrillo nella frazione di Sant’Antonio) e 28 presso i privati convenzionati (Primavera a Villa Fontana e Polvere di cioccolato in via Argentesi). «Abbiamo riempito tutti i posti e non abbiamo lista d’attesa tra le famiglie nelle quali entrambi i genitori lavorano» precisa l’assessora.
Tra tutti gli iscritti, 92 (82 nei nidi comunali più 10 dei convenzionati) possono usufruire della riduzione della retta grazie al contributo regionale. Qualche esempio? Chi ha un Isee di 15 mila euro pagherà 135 euro (inizialmente erano 300 già ridotti a 225 con il finanziamento del Miur), chiha un Isee di 25 mila euro pagherà 225 euro (anziché 500). (gi. gi.)

Immagine di repertorio

A Medicina taglio del 30% per le rette per gli asili
Cronaca 21 Novembre 2019

Il sindaco di Bologna ha consegnato il «Nettuno d'Oro» ad Adriana Lodi, la «mamma» degli asili nido

«A Bologna cinquant’anni fa apriva il primo asilo nido comunale. Era il nido Patini alla Bolognina. Lo rese possibile la lungimiranza dell’assessore Adriana Lodi che, mettendo il bambino al centro, attuò una rivoluzione educativa che tutti ci invidiano grazie alla qualità dei nostri servizi e alla competenza del nostro personale» con queste parole il sindaco Virginio Merola ha motivato la consegna del prestigioso Nettuno d’Oro avvenuta sabato 9 novembre.

Adriana Lodi, 86 anni, e da tempo residente a Ozzano Emilia, fu prima sindacalista della Cgil, poi assessore nelle giunte dei sindaci bolognesi Dozza e Fanti. Nel 1969 entrò in Parlamento tra le fila del Pci e, tra le altre cose, si impegnò per la costruzione di una rete di asili nido comunali, che porterà ad inaugurare il primo nido bolognese nel 1969, in anticipo rispetto alla legge nazionale del 1971, di cui lei stessa sarà fautrice. La sua attività come onorevole si concluse nel 1992. (gi.gi.)

Nella foto il sindaco di Bologna Virginio Merola consegna il Nettuno d”Oro ad Adriana Lodi

Il sindaco di Bologna ha consegnato il «Nettuno d'Oro» ad Adriana Lodi, la «mamma» degli asili nido
Ciucci (ri)belli 13 Novembre 2019

Il filo di lana, a Imola nuovo spazio gratuito per bimbi 0-3 anni

Sabato 16 novembre 2019, dalle ore 10 alle ore 12, verrà inaugurato a Imola, Il filo di lana, spazio dedicato ai bimbi che di solito non frequentano un nido. Lo spazio è inserito nei locali del nido comunale Primavera, in via F.lli Gualandi 7, nel quartiere Zolino, anche se l’accesso è autonomo rispetto al nido.

Si tratta di un servizio gratuito, aperto per due mattine a settimana (il martedì e giovedì, dalle ore 9 alle 12) e un pomeriggio (il mercoledì, dalle ore 15 alle 18), che offre un’opportunità di incontro, socializzazione e confronto per le famiglie con bambini fino a 3 anni che, per diverse ragioni, non hanno ancora maturato la scelta di iscrivere al nido o alla scuola dell’infanzia il proprio figlio o figlia, nonostante l’evidente vantaggio che potrebbe costituire per la loro crescita. Assieme al bimbo dovrà essere presente un adulto, che ne rimane responsabile. A sostenere l’accoglienza, il dialogo tra gli adulti e il gioco tra i bambini sarà presente un’educatrice appositamente formata.

L’accesso può avvenire sia per invio da parte degli enti che si occupano del sostegno alle famiglie, sia spontaneamente, prenotandosi il lunedì, dalle ore 15 alle 18, al numero 0542/644059.

L’iniziativa è frutto di un accordo, valido fino a maggio 2021, tra il Comune di Imola, che mette a disposizione gli spazi, e Seacoop cooperativa sociale, che mette a disposizione le risorse finanziarie derivanti dal finanziamento della Fondazione, sia per l’acquisto degli arredi che per il personale educativo. Al gruppo di progetto, coordinato dal Servizio Infanzia del Comune di Imola, partecipano anche i Servizi sociali, il consultorio familiare e l’associazione Trama di terre.

“Questa iniziativa – informano dal Comune di Imola – intende promuovere la sperimentazione di nuove modalità di supporto comunitario alle famiglie, nell’ottica di favorire non solo momenti di benessere per chi ne fruisce, ma anche occasioni inedite per la costruzione di nuove reti sociali e per promuovere la successiva e auspicata iscrizione ai tradizionali servizi educativi per l’infanzia”.

“I bambini potranno accedere solo accompagnati da un adulto di riferimento, che ne rimane responsabile – spiegano da Seacoop -. L’incontro e la relazione tra gli adulti e i bambini è favorito e valorizzato da una nostra educatrice formata nella predisposizione di positivi contesti relazionali e di gioco con gruppi di adulti e bambini. L’intervento si connota come un passaggio dalla cura esclusivamente domestica alla cura comunitaria propriamente detta, quella che avviene nei nidi d’infanzia”.

Sabato 16 novembre, l’evento inaugurale prevede il taglio del nastro e i saluti da parte di Roberta Tattini, presidente di Seacoop, Maria Pia Gentilini, pedagogista di Seacoop, un rappresentante dell’amministrazione comunale e Daniele Chitti, responsabile del Servizio Infanzia del Comune di Imola. A seguire, si terrà la cerimonia di donazione dei beni e dei materiali con cui è stato allestito lo spazio, che Seacoop farà a favore del Comune di Imola. Sarà poi possibile visitare l’area dedicata al servizio Il filo di lana. Seguirà un piccolo buffet.

Il nido Primavera a Imola

Il filo di lana, a Imola nuovo spazio gratuito per bimbi 0-3 anni
Cronaca 12 Novembre 2019

Sconti significativi per le rette degli asili nido di Castel San Pietro e Medicina

Buone notizie per le famiglie di Medicina che hanno bambini che frequentano gli asili nido: «Anche per l’anno 2019 è stato possibile riconoscere a tutte le famiglie la rilevante riduzione del 25% sulla retta personalizzata – spiega l’Amministrazione – Ciò è stato possibile grazie alle risorse trasferite ai Comuni, per il secondo anno, con il “Fondo nazionale per il Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino ai 6 anni” istituito dal D.lgs. 65/2017 (cd. della Buona scuola)».
Ma non finisce qua: «Nella seduta della Giunta comunale del 21 ottobre è stata deliberata, per l’anno educativo 2019-20, con decorrenza dal mese di settembre 2019, l’ulteriore riduzione del 30% sulla retta personalizzata per le famiglie dei bambini che usufruiscono del servizio nido comunale con attestazione Isee non superiore a 26.000 euro – annuncia l’Amministrazione –. Questa riduzione è stata possibile grazie alle risorse trasferite ai Comuni dalla Regione Emilia-Romagna che ha approvato la misura denominata  “Al nido con la Regione”».
Numerose saranno le famiglie che usufruiranno dell’ulteriore riduzione: il numero dei bambini frequentanti i nidi comunali è di 108, di cui 82 si avvalgono della riduzione applicata grazie al contributo della Regione.

Ma possono gioire anche le famiglie di Castel San Pietro: grazie ai contributi del decreto attuativo della riforma “Buona scuola”, «per le famiglie da 0 a 6.000 euro di Isee la retta sarà azzerata, per quelle da 6.001 a 11.000 lo sconto sarà del 70%, da 11.000 a 19.000 del 60% e da 19.000 a 26.000 del 40% – spiega l’Amministrazione Tinti –. In più, per non creare troppo divario con le famiglie della fascia successiva, abbiano deciso di garantire uno sconto del 20% per quelle con Isee compresa fra i 26.001 e i 35.000 (per i nidi convenzionati lo sconto di questa fascia non potrà superare l’importo corrispondente al 20% della retta comunale). In questo modo potrà usufruire di questi sconti sulle rette circa il 60% delle 160 famiglie che oggi accedono al servizio del nidi d’infanzia comunali e convenzionati».
«Grazie alla Regione Emilia Romagna abbiamo avuto la possibilità di apportare un importante abbattimento alle rette dei nidi che abbiamo deciso di realizzare secondo i principi dell’equità e della proporzionalità, distribuendo la scontistica in modo di agevolare il più possibile  le fasce più bisognose – commenta Giulia Naldi, assessore alle Politiche educative –. Sono anche molto orgogliosa che siamo riusciti ad applicare, con fondi comunali, uno sconto ulteriore per ridurre il divario che si sarebbe creato con la fascia Isee successiva al limite di 26mila euro. Crediamo fortemente nella funzione educativa degli asili nido comunali ed è giusto che siano il più possibile accessibili a tutti». (r.cr.)

Fotografia del Comune di Castel San Pietro

Sconti significativi per le rette degli asili nido di Castel San Pietro e Medicina
Ciucci (ri)belli 11 Novembre 2019

Un giardino educativo a Castel San Pietro

Un nuovo giardino, ideato appositamente per favorire l’educazione all’aria aperta (outdoor education), è stato inaugurato in questi giorni per i bambini del nido d’infanzia comunale Girotondo di Castel San Pietro e per i bambini della sezione M della scuola dell’infanzia Rodari, che è ospitata all’interno della struttura comunale.

Qui i bambini sono liberi di esplorare, osservare, manipolare, arrampicarsi, sperimentare la caduta e la possibilità di tentare di nuovo, sviluppare il gioco simbolico. Il tutto sempre sotto l’attenta supervisione delle insegnanti e delle educatrici. «Abbiamo concordato con le insegnanti e le educatrici alcune regole che fungono da cornice al gioco libero dei bambini, in modo tale che possano sperimentare il “rischio”, ma essendo consapevoli dei reali pericoli» precisa la pedagogista. Inoltre, queste esperienze all’aperto vengono inserite nella programmazione didattica attraverso momenti di riflessione (narrazione, conversazione) e di produzione finale (grafica, plastica).

L’idea di questo giardino è nata da un’insegnante della scuola dell’infanzia Rodari, Costantina Puleo, ed è il frutto di un corso di formazione fatto sia dalle insegnanti dell’infanzia, sia dalle educatrici di nido. E’ stato progettato da un gruppo multidisciplinare composto dalla pedagogista, da tecnici comunali, giardinieri, insegnanti dell’infanzia ed educatrici del nido.

«L’educazione all’aria aperta, in termini tecnici “outdoor education” (OE), – spiega la pedagogista comunale -, si connota come una strategia educativa, basata sulla pedagogia attiva e sull’apprendimento esperienziale diretto dall’ambiente naturale attraverso l’utilizzo di quanto la natura mette a disposizione nelle diverse stagioni: la pioggia, la neve, il vento, la terra, il fango, le piante nelle varie stagioni, gli animali che si annidano tra la vegetazione o sulla terra o sotto terra ecc. Nella nostra società tecnologico-digitale è di vitale importanza mantenere nei bambini il sentimento di affinità che li lega alla natura, per un’educazione al rispetto dell’ambiente, in modo che da adulti possano vedere la natura non solo come risorsa da sfruttare, ma come la propria casa».

Il progetto finale ha portato alla suddivisione del giardino in aree:

  • Un’area con delle cassette dove vengono conservati numerosi materiali naturali (sezioni di tronco, canne di bambù, aghi di pino, sassi, foglie, rami, castagne, conchiglie) che i bambini utilizzano per giochi costruttivi e simbolici. Il materiale è stato raccolto dai genitori e portato al nido;
  • Un’area dedicata all’equilibrio costituita da: un percorso con sezioni di tronco di diversa altezza da cui i bambini possono saltare, tronchi che fungono da assi di equilibrio e una collinetta con un tunnel. La collinetta è stata lasciata senza erba, affinché i bambini possano sperimentare la difficoltà della salita con la terra che scivola sotto i piedi. Il tunnel permette di sperimentare il dentro e il fuori, il buio e la luce, può essere un rifugio e anche una galleria da attraversare con i tricicli;
  • Un’area dedicata all’orto con due vasche di diversa altezza (per bambini del nido e per bambini della scuola dell’infanzia) dove sono stati piantati dai bambini, durante la festa di inaugurazione, degli ortaggi, dei fiori e dei bulbi;
  • Un’area dedicata alla manipolazione della terra con due gomme riciclate riempite rispettivamente con sabbia e terra;
  • Un’area per il gioco simbolico con una pista per trattori, macchinine ecc. e una tenda costruita tra due alberi. La tenda viene utilizzata dai bambini anche come tana/luogo dove nascondersi;
  • Un’area per la stimolazione sonora costituita da delle bottiglie trasparenti contenenti elementi naturali appese ai rami degli alberi già presenti. Le bottiglie sono state realizzate dalle educatrici in collaborazione con i genitori.

Il giardino verrà utilizzato da gruppi misti di bambini di 2/4 anni in modo tale da favorire anche lo scambio e l’arricchimento reciproci. Le educatrici e l’insegnante dell’infanzia hanno condiviso anche l’atteggiamento educativo da tenere nei confronti dei bambini: l’adulto sarà una presenza non invadente, capace di conferire la sicurezza necessaria ad affrontare gli ostacoli, una guida gentile per trasmettere ai bambini fiducia nelle loro capacità. “Educare al rischio – spiegano le epserte – non significa permettere ai bambini di fare qualsiasi cosa senza supervisione, lasciare che si mettano o mettano gli altri in situazioni in cui possano farsi seriamente del male. Educare al rischio e non obbedire alla paura significa invece supervisionare da vicino le scelte di gioco dei bambini, osservandoli e acquisendo consapevolezza delle loro abilità fisiche e cognitive, pronti ad intervenire solo se necessario, essere capaci di dare un giudizio critico e consapevole delle ansie personali e saper fare uno sforzo per non trasferirle ai bambini”.

Un giardino educativo a Castel San Pietro
Cronaca 16 Ottobre 2019

Vaccini, sono tutti in regola i bambini iscritti ai nidi comunali di Castel San Pietro e Osteria Grande

Sono tutti in regola con le vaccinazioni obbligatorie i bambini iscritti ai nidi d”infanzia comunali di Castel San Pietro Terme. I 102 piccoli, di cui 60 frequentanti il nido Girotondo nel capoluogo e i 42 iscritti al nido Arcobaleno di Osteria Grande, sono tutti in possesso del requisito essenziale per poter frequentare i servizi per l”infanzia, vale a dire hanno tutti eseguito i vaccini previsti per la loro età. Le uniche due famiglie che, all”atto dell”iscrizione, non erano ancora in regola hanno infatti provveduto a sistemare la loro situazione.

La notizia è stata accolta con soddisfazione dal sindaco di Castel San Pietro Fausto Tinti, che ha dichiarato in proposito: «E’ un risultato di eccellenza all’interno di una realtà regionale particolarmente attenta alla tutela della salute dei cittadini e ai servizi per l’infanzia. La nostra è una comunità che si sa proteggere, in accordo con la cultura medico-scientifica, una comunità consapevole dell’importanza delle coperture vaccinali per la tutela in particolare delle persone più fragili, come bambini, anziani, malati». «Questo straordinario risultato – ha a sua volta sottolineato l”assessora alle Politiche educative, Giulia Naldi – è anche il frutto delle campagne d’informazione da tempo messe in atto da Regione e Ausl di Imola, supportate a livello locale dall’Amministrazione e dall’impegno del personale comunale, che ringrazio per la collaborazione».

La copertura vaccinale in Emilia Romagna è cresciuta negli ultimi anni a fronte di un calo complessivo a livello nazionale e non solo per i vaccini obbligatori, ma anche per quelli raccomandati. Secondo i dati di fine 2018, oltre il 95% dei bambini entro il 2° compleanno risultavano aver completato il ciclo vaccinale di tre dosi di antipolio, antidifterite, antitetano, antipertosse, antiepatite B, antiemofilo b, mentre il 93% aveva effettuato la prima dose di vaccino contro morbillo, parotite e rosolia. Ben sopra al 90% anche la copertura per quanto riguarda le vaccinazioni raccomandate, con quella per lo pneumococco al 93,8% e quella per il meningococco C al 92,1%. E se le coperture per la prima infanzia sono risultate molte alte, la tendenza positiva risultava confermata anche nelle successive fasce d’età rilevate. vale a dire 7 anni e 16 anni. (r.cr.)

Vaccini, sono tutti in regola i bambini iscritti ai nidi comunali di Castel San Pietro e Osteria Grande
Cronaca 22 Luglio 2019

Dalla Regione 18 milioni di euro per abbattere o azzerare le rette degli asili nido

Abbattimento o azzeramento delle rette di iscrizione ai nidi (compresi micronidi e sezioni primavera per bambini dai 24 a 36 mesi di età) e a tutti i servizi integrativi per la prima infanzia, pubblici e privati convenzionati con i Comuni, per i bimbi da 0 a 3 anni. Questo l”obiettivo della Regione Emilia Romagna. Per riuscirci ha destinato 18 milioni e 250.000 euro ai 220 Comuni sede di servizi educativi per la prima infanzia, che avranno il vincolo di utilizzarle esclusivamente per abbattere o azzerare le rette di frequenza al nido e ai servizi integrativi, sia pubblici che privati convenzionati.

Si tratta di una realtà che in Emilia Romagna interessa una platea di oltre 28.400 bambini (0-3 anni), quelli appunto iscritti, da Piacenza a Rimini, ai nidi e ai servizi integrativi per la prima infanzia. L”intenzione della Ragione è ripetere lo stanziamento anche per i due anni scolastici successivi, 2020-2021 e 2021-2022, in sede di predisposizione del prossimo bilancio pluriennale.

Nella fotografia, la conferenza stampa di presentazione del provvedimento

Dalla Regione 18 milioni di euro per abbattere o azzerare le rette degli asili nido
Ciucci (ri)belli 10 Giugno 2019

A Sasso Morelli la scuola d’infanzia sarà anche nido

A partire da settembre la scuola d’infanzia di Sasso Morelli accoglierà anche 6 bambini di età da 18 ai 24 mesi, residenti della frazione di Imola. Data la diminuzione di iscrizioni nella locale scuola dell’infanzia comunale a causa del calo demografico, dietro proposta delle docenti e del responsabile del Servizio infanzia, l’Amministrazione comunale ha deciso di accogliere, nel prossimo anno scolastico, anche bambini più piccoli.

Per la frazione, dove non è presente un nido d’infanzia (0-3 anni), sarà un notevole vantaggio, perché i residenti potranno disporre di un servizio vicino a casa. Verrà così creato un nuovo polo 0-6 anni. Come spiega l’assessore alla Scuola, Claudia Resta, “l’Amministrazione ha voluto accogliere le richieste delle famiglie ed organizzare un servizio di nido d’infanzia, all’interno di un polo 0-6, nella frazione di Sasso Morelli, dedicato ai più piccoli”.

Questo nuovo polo 0-6 anni si affiancherà a quello attivato formalmente dal Comune a Sesto Imolese, e si inserisce appieno nell’obiettivo che l’Amministrazione comunale si è data di procedere con determinazione alla costruzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino ai 6 anni, previsto dal D.lgs. 65/2017, superando la divisione attuale tra nidi d’infanzia e scuole dell’infanzia e puntando a realizzare veri e propri Poli per l’Infanzia. Ricordiamo che a tale proposito nell’aprile scorso la Giunta comunale ha approvato una apposita delibera che definisce le “Linee di indirizzo per la promozione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino ai sei anni nel territorio comunale – periodo 2019-2023”.

A Sasso Morelli la scuola d’infanzia sarà anche nido

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