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Economia 28 Febbraio 2021

Bio-On all'asta il 5 maggio, offerte base da 94,9 milioni di euro

L’azienda di bioplastiche Bio-On, fallita nel dicembre 2019, andrà all’asta il 5 maggio. Il bando è stato pubblicato il 26 febbraio, due giorni dopo l’incontro del Tavolo di salvaguardia della Città metropolitana. Si tratta di un lotto unico, del valore di quasi 95 milioni di euro, composto dallo stabilimento produttivo di via Legnana a Gaiana (Castel San Pietro), così come da brevetti, marchi, know how riservato, partecipazioni azionarie, beni mobili (tra cui  una Porsche e una Harley Davidson), attrezzature e contratti di lavoro.

All’asta vanno quindi sia la società fallita Bio-On Spa, ma anche il complesso aziendale Bio-On Plants, a cui faceva capo la produzione di materie plastiche primarie, in quanto società interamente partecipata dal fallimento Bio-On Spa. Le offerte dovranno pervenire al tribunale di Bologna entro le ore 12 del 4 maggio. «Abbiamo motivo di pensare – aveva dichiarato nei giorni scorsi l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla – che possano esserci diverse manifestazioni d’interesse». (lo.mi.) 

Nella foto: lo stabilimento Bio-on a Gaiana (Castel San Pietro)

Bio-On all'asta il 5 maggio, offerte base da 94,9 milioni di euro
Cronaca 13 Gennaio 2021

Il Ct Cassani consegna la Bianchi del Tour 2000 del «Pirata» comprata all’asta a Tonina Pantani

Lo scorso dicembre la vendita all’asta dei cimeli di Marco Pantani che facevano parte della collezione esposta nel centro direzionale Mercatone Uno a Imola. Il lotto più gettonato è stato il numero 35, la bici Bianchi del Tour de France 2000, venduta per 66 mila euro alla cordata guidata dalla Dc’s Friends del Ct della Nazionale azzurra di ciclismo, Davide Cassani.

Oggi, nel giorno del 51° compleanno del Pirata, come promesso la bici è stata regalata al Museo Pantani di Cesenatico e consegnata direttamente alla mamma Tonina.  «Ho messo insieme una cordata con diversi amici – spiegò il Ct a sabato sera – perché ho ritenuto che quei ricordi non potevano essere divisi dall’immagine di Marco. Un grosso aiuto l’ha dato l’ingegner Carlo Pesenti, amministratore delegato dell’Immobiliare Spa, amico del ciclismo. Il pezzo più pregiato era la bici con cui Marco ha corso il Tour del 2000, quello con la sfida sul Ventoux con Armstrong. Erano lotti appartenuti a Luciano Pezzi e Romano Cenni e cercare di ottenerli è stato anche un atto di rispetto e riconoscenza nei loro confronti, oltre all’affetto verso Marco». (r.cr.)

Nella foto (Isolapress): il Ct della Nazionale Cassani consegna della bici a Tonina Pantani

Il Ct Cassani consegna la Bianchi del Tour 2000 del «Pirata» comprata all’asta a Tonina Pantani
Cronaca 10 Dicembre 2020

Cimeli Pantani, la bici del Tour de France 2000 ad una cordata guidata dal Ct Davide Cassani

La bici che Marco Pantani ha usato nel Tour de France 2000, aggiudicata ieri all”asta alla cifra record di 66 mila euro dopo decine di rilanci, andrà allo Spazio Pantani di Cesenatico, con la consegna che dovrebbe avvenire il prossimo 13 gennaio, giorno del cinquantesimo compleanno del Pirata. Lo rende noto la casa d”aste Bolaffi, che rivela l”identità del numero 320 aggiudicatario del lotto 35. Si tratta, infatti, «della cordata guidata dalla DC’s Friends del Ct della Nazionale azzurra di ciclismo, Davide Cassani, al telefono durante l’asta insieme a un importante imprenditore italiano, che si è offerto di sostenere la causa».

Causa a cui ha aderito anche Aste Bolaffi, donando al gruppo l’equivalente delle commissioni, pari al 25% da aggiungere al prezzo di martello, come annunciato nei giorni scorsi in un comunicato. «Aste Bolaffi riconosce l”importanza dei cimeli del ciclismo di Marco Pantani e Mercatone Uno e l”opportunità che rimangano patrimonio collettivo, per questo ha deciso di rinunciare alle commissioni di vendita sui memorabilia, qualora vengano acquistati da un museo o da un altro soggetto (privato o associazione) che si impegni a garantirne il pubblico accesso mediante donazione a un museo o qualunque altro modo che ne permetta la pubblica fruizione».

«Siamo molto soddisfatti per questo risultato – ha poi commentato Filippo Bolaffi, amministratore delegato di Aste Bolaffi – segna un record per il dipartimento di Sport Memorabilia e una vittoria sulla scommessa fatta cinque anni fa quando, con un catalogo di pochissimi lotti, organizzammo la prima asta. Segno che il collezionismo dei cimeli sportivi sta prendendo piede anche in Italia». (lo.mi.)

Nella foto: un momento dell”asta di ieri (immagine tratta dal sito www.astebolaffi.it)

Cimeli Pantani, la bici del Tour de France 2000 ad una cordata guidata dal Ct Davide Cassani
Cronaca 9 Dicembre 2020

Cimeli Pantani battuti all’asta per poco più di 160 mila euro. La più gettonata la bici Bianchi del Tour 2000

Si è appena conclusa l’asta Bolaffi per la vendita dei cimeli di Marco Pantani, che facevano parte della collezione esposta nel centro direzionale Mercatone Uno a Imola. Il lotto più gettonato è stato il numero 35, la bici Bianchi del Tour de France 2000, venduta per 66 mila euro all’anonimo acquirente numero 320 (il video qui sotto). La bici delle Olimpiadi di Sydney 2000 è stata aggiudicata invece per 46 mila euro all’acquirente 9126, a cui in precedenza era andato anche il lotto 22, una tempera su tela di Tonino dal Re. La maglia gialla dell’85° Tour de France 1998, con dedica autografa di Marco Pantani a Romano Cenni, fondatore della Mercatone Uno, è stata venduta per 11 mila euro, mentre la maglia rosa dell’81° giro d’Italia del 1998 è stata aggiudicata per 9.500 euro. In totale la vendita dei 37 lotti ha fruttato poco più di 160 mila euro.

Tra i partecipanti anche Confabitare, il consorzio di imprese imolese, che al termine ha voluto raccontare l’esito dell’asta attraverso un comunicato stampa. «Tra maglie battute (fra i 6mila e gli 11 mila euro), quadri e cimeli che partivano da 3/400 euro e arrivavano a 1.000 e biciclette (battute a prezzi “automobilistici”), siamo riusciti a recuperare qualche opera artistica di “Gio di Batte” raffiguranti Pantani ed altri ciclisti storici (alcune opere le ritroviamo anche riprodotte sui noti murales di Dozza). Era impensabile arrivare oltre (moltissimi partecipanti, anche dall’estero, pure dagli Emirati dicono, oltre ad alcuni ex campioni di ciclismo) e abbiamo fatto bene a battere per aggiudicarci, quanto meno, qualche opera. Davvero le maglie diventavano proibitive per quanto eravamo riusciti a raccogliere e quindi visto l’andazzo dei primi lotti, abbiamo preferito concentrarci subito su quelli sperando con il residuo di giocarci almeno una o due maglie. Ma nulla, queste partivano già con basi molto alte. Peraltro la quota residuata dal nostro montante di partecipazione non verrà certo dispersa: verrà destinata ad una società ciclistica del territorio. Per ricordare il grande Marco. Nei prossimi giorni comunicheremo quando riceveremo i cimeli ed in seguitoli consegneremo al museo “Spazio Pantani”di Cesenatico, se gradirà riceverli. E del pari comunicheremo il nome della società ciclistica che beneficerà della nostra piccola elargizione .Almeno, noi, la gara l’abbiamo fatta». (lo.mi.)

Nella foto: un momento dell’asta

Cimeli Pantani battuti all’asta per poco più di 160 mila euro. La più gettonata la bici Bianchi del Tour 2000
Economia 18 Novembre 2020

Mercatone Uno, all’asta i cimeli di Marco Pantani, per i dipendenti della sede imolese cassa integrazione per cessata attività

I cimeli del campione Marco Pantani, finora conservati al primo piano del centro direzionale Mercatone Uno a Imola, vanno all’asta. Lo annuncia Aste Bolaffi, la società del gruppo Bolaffi che allestisce vendite all’incanto di oggetti da collezione. Il pacchetto dei lotti da 1 a 37 comprende le due biciclette Bianchi preparate/usate da Pantani  in  occasione  del  Tour  de  France  e  delle Olimpiadi del 2000, maglie firmate dai campioni della squadra, trofei, materiale promozionale della squadra del pirata, sculture e quadri del pittore imolese Tonino dal Re, raffiguranti scene di ciclismo. Il tutto proveniente, precisa la casa d’aste, dalla  liquidazione Mercatone Uno. L’asta si terrà mercoledì 9 dicembre, con una diretta live alle ore 14.30.

Intanto sul fronte dell’amministrazione straordinaria delle società del gruppo Mercatone Uno, oggi è arrivato da Roma il via libera del ministero del Lavoro alla cassa integrazione straordinaria per cessata attività per i 278 dipendenti della società M Business Srl, di cui fanno parte anche i 43 lavoratori della sede amministrativa di Imola, che a inizio febbraio è stata trasferita dalla torre di via Molino Rosso a via Ugo La Malfa. Ieri sera si è svolto l’incontro in videoconferenza tra il Mise e le Regioni interessate territorialmente dalla crisi dei punti vendita ex Mercatone Uno.

«La Regione, tramite l’Agenzia regionale per il lavoro, metterà in campo le misure necessarie – ha detto l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla -, per la formazione e la ricollocazione dei lavoratori che sono ancora senza occupazione, affinché si possano aprire nuove opportunità e nessuno venga lasciato solo. Al contempo siamo impegnati ad agevolare le procedure di eventuali manifestazioni di interesse da parte di nuovi imprenditori, per l’acquisto dei punti vendita dismessi. Da tempo seguiamo da vicino la vicenda dell’ex Mercatone Uno, che anche nella nostra regione interessa numerosi lavoratori e coinvolge tante famiglie, cui oggi più che mai saremo vicini». (lo.mi.)

La Bianchi usata da Pantani al Tour de France del 2000, tra i cimeli che andranno all”asta il 9 dicembre

Mercatone Uno, all’asta i cimeli di Marco Pantani, per i dipendenti della sede imolese cassa integrazione per cessata attività
Cronaca 13 Gennaio 2020

Ex 3elle: sede e capannone a Asscooper ed Ecobuster

L’alienazione dei beni dell’ex 3elle, la cooperativa di porte e infissi in liquidazione dal 2014, prosegue. L’ultima asta, svoltasi il 18 dicembre scorso, ha riguardato due immobili: la sede principale in via Togliatti 93, oggi in locazione alla 3elleN, che in agosto aveva a sua volta acquisito all’asta il ramo d’azienda della 3elle; e il capannone in via Nenni, che un tempo ospitava la sala mostra e la sala conferenze, intitolata a Sandro Pertini.

«Il primo lotto – ci aggiorna il liquidatore giudiziale, Marco Ori – è stato aggiudicato congiuntamente al consorzio cooperativo Asscooper (60%) e alla Società autotrasporti Imola Sai (40%). Il prezzo a base d’asta era di 1 milione e mezzo di euro. Il bene è stato aggiudicato in via provvisoria, perché la cifra, 1 milione e 125 mila euro, era inferiore alla base d’asta».
Il consorzio Asscooper ha supportato sin dall’inizio 3elleN, costituita alla fine del 2014 con un’ottantina di lavoratori, dopo che la 3elle, con 106 anni di storia alle spalle e circa 250 lavoratori all’attivo, era giunta al concordato liquidatorio.

L’immobile di via Nenni, invece, risalente agli anni ’90, è andato alla società imolese Ecobuster, specializzata in disinfestazioni: la base d’asta era di 400 mila euro e l’aggiudicazione definitiva è avvenuta al prezzo di 590 mila euro.
Lo stesso immobile era già stato aggiudicato in via provvisoria a un’altra società alla precedente asta del 18 settembre. Il prezzo di aggiudicazione era in quel caso inferiore alla base d’asta (380 mila euro a fronte di 500 mila euro) e così il liquidatore giudiziale, avendo in seguito ricevuto l’interessamento da parte di un altro possibile acquirente ad un prezzo superiore, ha valutato nell’interesse dei creditori di riproporlo all’asta. (lo. mi.)

Ulteriori particolari sul numero del Sabato sera del 9 gennaio

Ex 3elle: sede e capannone a Asscooper ed Ecobuster
Sport 13 Luglio 2019

Atletica, il 79enne medicinese Gastone Chiarini tricolore nel salto con l'asta

Venerdì 5 luglio l’inossidabile 79enne Gastone Chiarini, ha vinto il titolo di campione italiano Fidal Master M75 nel salto con l’asta. La gara di Misano è risultata particolarmente difficile fin dall’inizio, in quanto il collega che avrebbe dovuto portare le aste ha avuto un problema all’auto e quindi Gastone si è dovuto adattare e improvvisare, cosa non facile ma con grande determinazione è riuscito a saltare la bellezza di 2,25. (r.s.)

Nella foto: Gastone Chiarini

Atletica, il 79enne medicinese Gastone Chiarini tricolore nel salto con l'asta
Cronaca 12 Aprile 2019

Rischia di sparire la stanza dei cimeli di Luciano Pezzi nella torre Mercatone Uno

«C’è un filo rosso che lega Coppi, Gimondi e Pantani, a reggerlo è Luciano Pezzi, che tesse la sua tela di grande direttore sportivo con l’acume che aveva già in corsa e con la passione che gli proviene dal cuore. Verrebbe quasi voglia di dire che Luciano Pezzi i campioni li fa diventare leggenda, Re Mida di un ciclismo che ha percorso pedalando senza smettere mai».

Lo abbiamo raccontato nel 2009 in 128 pagine con il libro «La bicicletta sul Muro» (Bacchilega Editore), dedicato al ciclismo a Dozza. E sicuramente Luciano Pezzi e Romano Cenni di pagine, nella storia del ciclismo italiano e mondiale, ne hanno scritte molte di più. Nato nel 1921, Luciano Pezzi fu un ottimo ciclista professionista a partire dal 1948, a 27 anni: prima la bicicletta lo aveva riportato a casa dal fronte, l’8 settembre 1943, dopo essere stato partigiano al fianco di Arrigo Boldrini, il comandante Bulow.

Fu poi il miglior gregario al servizio di Fausto Coppi, che si fidava ciecamente di lui, ma comunque capace di vittorie individuali (Pezzi trionfò in una tappa al Tour de France nel 1955). Empatico com’era, il futuro da direttore sportivo era scritto nel suo destino: e così accompagnò Felice Gimondi nei suoi trionfi in maglia Salvarani negli anni Sessanta, poi insieme a Romano Cenni, da presidente del team professionistico Mercatone Uno, fu l’artefice della rinascita sportiva di Pantani. A fine 1995 Marco da Cesenatico era un talento di 25 anni, già sul podio al Giro, al Tour e al Mondiale, ma scendendo dal Colle Superga alla Milano-Torino venne centrato da un’auto contromano: gambe massacrate e un anno di stop. Nessuno era mai tornato competitivo con così tante ossa rotte in carriera, ma Pezzi e Cenni erano certi che quel romagnolo potesse ancora vincere. Nel 1998 Pantani vinse il Giro d’Italia e, due mesi dopo, il Tour de France. Pezzi se ne andò a giugno, tra un trionfo e l’altro. Lo stesso anno nacque la Fondazione Luciano Pezzi, su iniziativa del figlio Fausto (proprio così, come Coppi) per mettere a disposizione di tutti gli appassionati di ciclismo una serie di cimeli conservati da Luciano nel corso di una carriera lunga esattamente 50 anni, dal ’48 al ’98.

«Nel 2002, poco dopo l’inaugurazione della nuova torre direzionale Mercatone Uno in via Molino Rosso – ricorda oggi Fausto Pezzi -, Romano Cenni mi fece la proposta di allestire una stanza, al primo piano della torre, con i ricordi conservati da mio padre. Qualcosa che ricordasse la figura di Luciano, legato a lui da una profonda amicizia, e che ripercorresse anche l’attività di Cenni nel ciclismo con i team Germanvox, attivo negli anni Sessanta con Vito Taccone e Ole Ritter, e Mercatone Uno negli anni Novanta con Cipollini, Bartoli e tanti altri, oltre a Pantani». La collezione di cimeli fu così affidata a titolo di comodato d’uso temporaneo dalla Fondazione Luciano Pezzi a Mercatone Uno. Un accordo sancito da una scrittura privata.

Quel documento è ancora in mano a Fausto, ma non è stato ritenuto sufficiente per attribuire la proprietà alla Fondazione Pezzi. E non è bastato nemmeno disporre della disponibilità degli atleti stessi a testimoniare il fatto di aver effettivamente donato i propri oggetti o trofei proprio a Pezzi e alla Fondazione. Così, oggi, i ricordi di Luciano sono stati acclusi tra quelli che potrebbero essere messi all’asta per pagare i creditori. (ma.ma.)

Altri particolari nell”articolo completo su “sabato sera” dell”11 aprile 2019.

Nella foto: Luciano Pezzi, scomparso nel giugno 1998, con Marco Pantani

Rischia di sparire la stanza dei cimeli di Luciano Pezzi nella torre Mercatone Uno
Cronaca 9 Novembre 2018

Ozzano, la Fatro si è aggiudicata il terreno con il Camaroun per 905 mila euro. L'acquisto sarà perfezionato a breve

La vendita del terreno sul quale sorge l’Arci Tolara meglio noto come «Camaroun» di Ozzano è ormai cosa fatta. Si è aggiudicata il lotto la ditta Fatro Spa, che ha il suo quartier generale proprio nei pressi, sulla via Emilia, nella zona di Tolara di Sotto. Prezzo dell’operazione 905 mila euro, di poco superiore alla base d’asta.

«Per ora è in assegnazione provvisoria – spiega il sindaco Luca Lelli –, mancano solo i tempi tecnici della transazione». L’acquisto attende la certificazione obbligatoria antimafia rilasciata dalla Prefettura che dovrebbe arrivare nel giro di 30 giorni. Negli ultimi mesi ci sono già stati diversi contatti tra l’azienda e l’Amministrazione comunale, e sono state presentate alcune proposte su ciò che Fatro intende realizzare nell’area di 6.825 metri quadrati, 4 mila di superficie utile edificabile, con destinazione produttiva: c’è l’ipotesi di una mensa aziendale, ma anche quella di un parcheggio, sempre per i dipendenti Fatro.

«La vendita non è stata fatta a cuor leggero», confida Lelli, che dal 2000 al 2003 fu presidente della stessa Arci Tolara. Risale proprio a quegli anni l’inizio di una graduale modifica della viabilità intorno al Camaroun, dapprima con l’introduzione del senso unico su quel tratto di via Tolara di Sotto a seguito della realizzazione della grande rotonda sulla via Emilia fino alla chiusura della strada, per finire con la vendita di un intero tratto di via I Maggio un anno fa, acquistato sempre dalla Fatro, che vi ha costruito attorno il suo polo logistico. Il circolo Arci risentì parecchio dei vari passaggi: il locale si trovò isolato, sempre meno clienti nel bar, una volta frequentatissimo dai lavoratori della zona, e a poco è servito l’abbassamento del canone d’affitto che il Comune chiedeva, ridotto da 16 mila a 3 mila euro l’anno. «Siamo consapevoli che l’Arci Tolara rappresenta ancora oggi un valore storico per molte persone non solo ozzanesi, specie tra i frequentatori della sala da ballo, ma ci teniamo a dire che non tutto è finito».

Il «Camaroun» era un luogo storico, che in passato ha visto passare celebri personaggi come Claudio Villa. Ma non tutto è perduto per gli appassionati del rito della Filuzzi in quel di Ozzano. «La sala Primavera di via Galvani è disponibile da subito a ospitare serate di ballo e musica, e mi auguro che possa essere sfruttata di più», dichiara Lelli. La sala si trova nel centro del capoluogo, non gode di un ottimo parcheggio, ma è facilmente raggiungibile. Anche la sala Primavera, tra l’altro, fa parte dell’Arci, ma di Ozzano non di Tolara.

A questa soluzione se ne sta affiancando un’altra, che Lelli descrive come «obiettivo finale di questo mandato» (le elezioni amministrative sono previste a metà del 2019). «Abbiamo avviato dei contatti con la proprietà della Villa degli Alpini in via Collegio di Spagna. Avremmo voluto acquistare l’area per ristrutturare l’edificio ma non ci è stato concesso. Dunque, puntiamo ad una concessione di lunga durata, con l’obiettivo di costruire, comunque, una nuova struttura da destinare ad attività ludiche e ricreative».  (ti.fu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Nella foto il polo logistico Fatro a Tolara di Sotto

Ozzano, la Fatro si è aggiudicata il terreno con il Camaroun per 905 mila euro. L'acquisto sarà perfezionato a breve
Cronaca 2 Ottobre 2018

Scadrà il 9 ottobre il bando per la vendita dello storico «Al Camaroun» di Ozzano

Il Comune di Ozzano ha deciso di mettere in vendita lo storico locale da ballo (dancing) «Al Camaroun», gestito dal circolo Arci Tolara, tempio della Filuzzi, nel quale nel corso degli anni sono passate tantissime orchestre di liscio e non solo. L’immobile e l’area circostante ai civici 2 e 4 di via Tolara di Sotto sono stati inseriti per la prima volta nel piano comunale delle alienazioni nel corso dell’estate e nei giorni scorsi è stato pubblicato il relativo bando. Complessivamente, parliamo di una superficie fondiaria di 6.825 metri quadrati, non lontano dalla rotonda sulla via Emilia. Si parte da una base d’asta di 905 mila euro e per presentare le offerte c’è tempo fino alle ore 12 di martedì 9 ottobre.

La notizia ha creato una certa fibrillazione tra gli ozzanesi e non solo che da decenni non perdevano occasione per un ballo sulla pista. «L’area, inizialmente di proprietà dell’Opera Pia dei Poveri Vergognosi di Bologna, è stata ceduta al Comune di Ozzano nel 2002 – ricostruisce il sindaco, Luca Lelli -. Da tempo siamo in contatto con il circolo Arci Tolara, ci siamo confrontati sulle difficoltà crescenti che stanno incontrando e la cosa ci dispiace. Ultimamente, abbiamo accorciato il periodo di affidamento in gestione all’Arci a soli tre anni e abbiamo deciso di abbassare il canone d’affitto portandolo a 3 mila euro l’anno, che il circolo ha sempre pagato. Tuttavia, la situazione ci ha portato a prendere la decisione di vendere».

Il primo passo è stato quello di cambiare la destinazione d’uso. «Da area destinata ad attrezzature ludiche e ricreative è diventata produttiva» dettaglia Lelli. Una scelta non casuale, considerando la collocazione a ridosso della zona artigianale e industriale. L’affidamento in gestione all’Arci scadrà il 31 dicembre di quest’anno. A quel punto, spetterà all’acquirente, se nel frattempo avremo ricevuto delle proposte formali, decidere se prolungare la gestione dell’Arci per un periodo o meno. Con la cifra che si potrebbe realizzare stiamo già pensando a tre destinazioni differenti» aggiunge il sindaco.

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 27 settembre.

Nella foto: il logo dello storico locale e come si presenta oggi il dancing «Al Camaroun»

Scadrà il 9 ottobre il bando per la vendita dello storico «Al Camaroun» di Ozzano

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