Posts by tag: asta

Cronaca 13 Gennaio 2020

Ex 3elle: sede e capannone a Asscooper ed Ecobuster

L’alienazione dei beni dell’ex 3elle, la cooperativa di porte e infissi in liquidazione dal 2014, prosegue. L’ultima asta, svoltasi il 18 dicembre scorso, ha riguardato due immobili: la sede principale in via Togliatti 93, oggi in locazione alla 3elleN, che in agosto aveva a sua volta acquisito all’asta il ramo d’azienda della 3elle; e il capannone in via Nenni, che un tempo ospitava la sala mostra e la sala conferenze, intitolata a Sandro Pertini.

«Il primo lotto – ci aggiorna il liquidatore giudiziale, Marco Ori – è stato aggiudicato congiuntamente al consorzio cooperativo Asscooper (60%) e alla Società autotrasporti Imola Sai (40%). Il prezzo a base d’asta era di 1 milione e mezzo di euro. Il bene è stato aggiudicato in via provvisoria, perché la cifra, 1 milione e 125 mila euro, era inferiore alla base d’asta».
Il consorzio Asscooper ha supportato sin dall’inizio 3elleN, costituita alla fine del 2014 con un’ottantina di lavoratori, dopo che la 3elle, con 106 anni di storia alle spalle e circa 250 lavoratori all’attivo, era giunta al concordato liquidatorio.

L’immobile di via Nenni, invece, risalente agli anni ’90, è andato alla società imolese Ecobuster, specializzata in disinfestazioni: la base d’asta era di 400 mila euro e l’aggiudicazione definitiva è avvenuta al prezzo di 590 mila euro.
Lo stesso immobile era già stato aggiudicato in via provvisoria a un’altra società alla precedente asta del 18 settembre. Il prezzo di aggiudicazione era in quel caso inferiore alla base d’asta (380 mila euro a fronte di 500 mila euro) e così il liquidatore giudiziale, avendo in seguito ricevuto l’interessamento da parte di un altro possibile acquirente ad un prezzo superiore, ha valutato nell’interesse dei creditori di riproporlo all’asta. (lo. mi.)

Ulteriori particolari sul numero del Sabato sera del 9 gennaio

Ex 3elle: sede e capannone a Asscooper ed Ecobuster
Sport 13 Luglio 2019

Atletica, il 79enne medicinese Gastone Chiarini tricolore nel salto con l'asta

Venerdì 5 luglio l’inossidabile 79enne Gastone Chiarini, ha vinto il titolo di campione italiano Fidal Master M75 nel salto con l’asta. La gara di Misano è risultata particolarmente difficile fin dall’inizio, in quanto il collega che avrebbe dovuto portare le aste ha avuto un problema all’auto e quindi Gastone si è dovuto adattare e improvvisare, cosa non facile ma con grande determinazione è riuscito a saltare la bellezza di 2,25. (r.s.)

Nella foto: Gastone Chiarini

Atletica, il 79enne medicinese Gastone Chiarini tricolore nel salto con l'asta
Cronaca 12 Aprile 2019

Rischia di sparire la stanza dei cimeli di Luciano Pezzi nella torre Mercatone Uno

«C’è un filo rosso che lega Coppi, Gimondi e Pantani, a reggerlo è Luciano Pezzi, che tesse la sua tela di grande direttore sportivo con l’acume che aveva già in corsa e con la passione che gli proviene dal cuore. Verrebbe quasi voglia di dire che Luciano Pezzi i campioni li fa diventare leggenda, Re Mida di un ciclismo che ha percorso pedalando senza smettere mai».

Lo abbiamo raccontato nel 2009 in 128 pagine con il libro «La bicicletta sul Muro» (Bacchilega Editore), dedicato al ciclismo a Dozza. E sicuramente Luciano Pezzi e Romano Cenni di pagine, nella storia del ciclismo italiano e mondiale, ne hanno scritte molte di più. Nato nel 1921, Luciano Pezzi fu un ottimo ciclista professionista a partire dal 1948, a 27 anni: prima la bicicletta lo aveva riportato a casa dal fronte, l’8 settembre 1943, dopo essere stato partigiano al fianco di Arrigo Boldrini, il comandante Bulow.

Fu poi il miglior gregario al servizio di Fausto Coppi, che si fidava ciecamente di lui, ma comunque capace di vittorie individuali (Pezzi trionfò in una tappa al Tour de France nel 1955). Empatico com’era, il futuro da direttore sportivo era scritto nel suo destino: e così accompagnò Felice Gimondi nei suoi trionfi in maglia Salvarani negli anni Sessanta, poi insieme a Romano Cenni, da presidente del team professionistico Mercatone Uno, fu l’artefice della rinascita sportiva di Pantani. A fine 1995 Marco da Cesenatico era un talento di 25 anni, già sul podio al Giro, al Tour e al Mondiale, ma scendendo dal Colle Superga alla Milano-Torino venne centrato da un’auto contromano: gambe massacrate e un anno di stop. Nessuno era mai tornato competitivo con così tante ossa rotte in carriera, ma Pezzi e Cenni erano certi che quel romagnolo potesse ancora vincere. Nel 1998 Pantani vinse il Giro d’Italia e, due mesi dopo, il Tour de France. Pezzi se ne andò a giugno, tra un trionfo e l’altro. Lo stesso anno nacque la Fondazione Luciano Pezzi, su iniziativa del figlio Fausto (proprio così, come Coppi) per mettere a disposizione di tutti gli appassionati di ciclismo una serie di cimeli conservati da Luciano nel corso di una carriera lunga esattamente 50 anni, dal ’48 al ’98.

«Nel 2002, poco dopo l’inaugurazione della nuova torre direzionale Mercatone Uno in via Molino Rosso – ricorda oggi Fausto Pezzi -, Romano Cenni mi fece la proposta di allestire una stanza, al primo piano della torre, con i ricordi conservati da mio padre. Qualcosa che ricordasse la figura di Luciano, legato a lui da una profonda amicizia, e che ripercorresse anche l’attività di Cenni nel ciclismo con i team Germanvox, attivo negli anni Sessanta con Vito Taccone e Ole Ritter, e Mercatone Uno negli anni Novanta con Cipollini, Bartoli e tanti altri, oltre a Pantani». La collezione di cimeli fu così affidata a titolo di comodato d’uso temporaneo dalla Fondazione Luciano Pezzi a Mercatone Uno. Un accordo sancito da una scrittura privata.

Quel documento è ancora in mano a Fausto, ma non è stato ritenuto sufficiente per attribuire la proprietà alla Fondazione Pezzi. E non è bastato nemmeno disporre della disponibilità degli atleti stessi a testimoniare il fatto di aver effettivamente donato i propri oggetti o trofei proprio a Pezzi e alla Fondazione. Così, oggi, i ricordi di Luciano sono stati acclusi tra quelli che potrebbero essere messi all’asta per pagare i creditori. (ma.ma.)

Altri particolari nell”articolo completo su “sabato sera” dell”11 aprile 2019.

Nella foto: Luciano Pezzi, scomparso nel giugno 1998, con Marco Pantani

Rischia di sparire la stanza dei cimeli di Luciano Pezzi nella torre Mercatone Uno
Cronaca 9 Novembre 2018

Ozzano, la Fatro si è aggiudicata il terreno con il Camaroun per 905 mila euro. L'acquisto sarà perfezionato a breve

La vendita del terreno sul quale sorge l’Arci Tolara meglio noto come «Camaroun» di Ozzano è ormai cosa fatta. Si è aggiudicata il lotto la ditta Fatro Spa, che ha il suo quartier generale proprio nei pressi, sulla via Emilia, nella zona di Tolara di Sotto. Prezzo dell’operazione 905 mila euro, di poco superiore alla base d’asta.

«Per ora è in assegnazione provvisoria – spiega il sindaco Luca Lelli –, mancano solo i tempi tecnici della transazione». L’acquisto attende la certificazione obbligatoria antimafia rilasciata dalla Prefettura che dovrebbe arrivare nel giro di 30 giorni. Negli ultimi mesi ci sono già stati diversi contatti tra l’azienda e l’Amministrazione comunale, e sono state presentate alcune proposte su ciò che Fatro intende realizzare nell’area di 6.825 metri quadrati, 4 mila di superficie utile edificabile, con destinazione produttiva: c’è l’ipotesi di una mensa aziendale, ma anche quella di un parcheggio, sempre per i dipendenti Fatro.

«La vendita non è stata fatta a cuor leggero», confida Lelli, che dal 2000 al 2003 fu presidente della stessa Arci Tolara. Risale proprio a quegli anni l’inizio di una graduale modifica della viabilità intorno al Camaroun, dapprima con l’introduzione del senso unico su quel tratto di via Tolara di Sotto a seguito della realizzazione della grande rotonda sulla via Emilia fino alla chiusura della strada, per finire con la vendita di un intero tratto di via I Maggio un anno fa, acquistato sempre dalla Fatro, che vi ha costruito attorno il suo polo logistico. Il circolo Arci risentì parecchio dei vari passaggi: il locale si trovò isolato, sempre meno clienti nel bar, una volta frequentatissimo dai lavoratori della zona, e a poco è servito l’abbassamento del canone d’affitto che il Comune chiedeva, ridotto da 16 mila a 3 mila euro l’anno. «Siamo consapevoli che l’Arci Tolara rappresenta ancora oggi un valore storico per molte persone non solo ozzanesi, specie tra i frequentatori della sala da ballo, ma ci teniamo a dire che non tutto è finito».

Il «Camaroun» era un luogo storico, che in passato ha visto passare celebri personaggi come Claudio Villa. Ma non tutto è perduto per gli appassionati del rito della Filuzzi in quel di Ozzano. «La sala Primavera di via Galvani è disponibile da subito a ospitare serate di ballo e musica, e mi auguro che possa essere sfruttata di più», dichiara Lelli. La sala si trova nel centro del capoluogo, non gode di un ottimo parcheggio, ma è facilmente raggiungibile. Anche la sala Primavera, tra l’altro, fa parte dell’Arci, ma di Ozzano non di Tolara.

A questa soluzione se ne sta affiancando un’altra, che Lelli descrive come «obiettivo finale di questo mandato» (le elezioni amministrative sono previste a metà del 2019). «Abbiamo avviato dei contatti con la proprietà della Villa degli Alpini in via Collegio di Spagna. Avremmo voluto acquistare l’area per ristrutturare l’edificio ma non ci è stato concesso. Dunque, puntiamo ad una concessione di lunga durata, con l’obiettivo di costruire, comunque, una nuova struttura da destinare ad attività ludiche e ricreative».  (ti.fu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Nella foto il polo logistico Fatro a Tolara di Sotto

Ozzano, la Fatro si è aggiudicata il terreno con il Camaroun per 905 mila euro. L'acquisto sarà perfezionato a breve
Cronaca 2 Ottobre 2018

Scadrà il 9 ottobre il bando per la vendita dello storico «Al Camaroun» di Ozzano

Il Comune di Ozzano ha deciso di mettere in vendita lo storico locale da ballo (dancing) «Al Camaroun», gestito dal circolo Arci Tolara, tempio della Filuzzi, nel quale nel corso degli anni sono passate tantissime orchestre di liscio e non solo. L’immobile e l’area circostante ai civici 2 e 4 di via Tolara di Sotto sono stati inseriti per la prima volta nel piano comunale delle alienazioni nel corso dell’estate e nei giorni scorsi è stato pubblicato il relativo bando. Complessivamente, parliamo di una superficie fondiaria di 6.825 metri quadrati, non lontano dalla rotonda sulla via Emilia. Si parte da una base d’asta di 905 mila euro e per presentare le offerte c’è tempo fino alle ore 12 di martedì 9 ottobre.

La notizia ha creato una certa fibrillazione tra gli ozzanesi e non solo che da decenni non perdevano occasione per un ballo sulla pista. «L’area, inizialmente di proprietà dell’Opera Pia dei Poveri Vergognosi di Bologna, è stata ceduta al Comune di Ozzano nel 2002 – ricostruisce il sindaco, Luca Lelli -. Da tempo siamo in contatto con il circolo Arci Tolara, ci siamo confrontati sulle difficoltà crescenti che stanno incontrando e la cosa ci dispiace. Ultimamente, abbiamo accorciato il periodo di affidamento in gestione all’Arci a soli tre anni e abbiamo deciso di abbassare il canone d’affitto portandolo a 3 mila euro l’anno, che il circolo ha sempre pagato. Tuttavia, la situazione ci ha portato a prendere la decisione di vendere».

Il primo passo è stato quello di cambiare la destinazione d’uso. «Da area destinata ad attrezzature ludiche e ricreative è diventata produttiva» dettaglia Lelli. Una scelta non casuale, considerando la collocazione a ridosso della zona artigianale e industriale. L’affidamento in gestione all’Arci scadrà il 31 dicembre di quest’anno. A quel punto, spetterà all’acquirente, se nel frattempo avremo ricevuto delle proposte formali, decidere se prolungare la gestione dell’Arci per un periodo o meno. Con la cifra che si potrebbe realizzare stiamo già pensando a tre destinazioni differenti» aggiunge il sindaco.

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 27 settembre.

Nella foto: il logo dello storico locale e come si presenta oggi il dancing «Al Camaroun»

Scadrà il 9 ottobre il bando per la vendita dello storico «Al Camaroun» di Ozzano

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