Posts by tag: ballo

Cronaca 15 Giugno 2020

Via libera a sagre e cerimonie. Da venerdì ripartono il ballo e le sale giochi per bambini

Organizzare nuovamente sagre e fiere locali, oltre a cerimonie ed eventi assimilabili. Riaprire le sale giochi e le aree giochi per bambini.
Lo si potrà fare in Emilia-Romagna da oggi, sulla base dell”ordinanza firmata dal presidente della Regione Stefano Bonaccini il 12 giugno, che contiene le linee guida con le misure da osservare per garantire la sicurezza delle persone, degli utenti e dei lavoratori.

Il provvedimento prevede poi che dal 19 giugno si possa tornare a ballare, nel rispetto, anche qui, di linee guida per le discoteche recepite nel provvedimento e solo negli spazi esterni.

Viene poi stabilito che con una successiva ordinanza verranno definite le linee guida da rispettare per la ripresa delle attività delle sale slot, sale giochi, sale bingo e sale scommesse a partire sempre dal 19 giugno. (r.cr.)

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, l”edizione 2019 di Calici di stelle a Fontanelice

Via libera a sagre e cerimonie. Da venerdì ripartono il ballo e le sale giochi per bambini
Cultura e Spettacoli 10 Maggio 2020

Su Facebook il talent show con ispirazione gotica proposto dall'associazione «Ombre d'arte»

Contest, challenge, dirette, webinar: nel periodo di quarantena non sono certo mancati sui social gli spunti per restare in contatto gli uni con gli altri. Aziende, enti e società hanno trovato il modo di comunicare in maniera efficace, spesso allietando le giornate di chi non si poteva muovere da casa. In questo senso, anche le organizzazioni locali si sono mosse nei confronti dei propri sostenitori: non fa eccezione «Ombre d’Arte», associazione no profit che si occupa di eventi in tinte gotiche. È nato così «Ombre d’Arte’s Goth Talent», talent show creato per la piattaforma Facebook e dedicato a chiunque abbia la passione per il canto, il ballo, la musica, ma più in generale l’arte, con ispirazione appunto gotica, dark, dark fantasy, celtica, medievale e pagan folk.

Abbiamo intervistato Roberta Mercatelli, fondatrice dell’associazione, che ha raccontato qualcosa in più di lei e di Ombre d’Arte. «Ho 45 anni e sono bolognese, ma da circa un decennio mi sono trasferita a Imola. Ho sempre avuto la passione per il genere dark e fantasy, sin da bambina: mi affascinava la letteratura gotica di romanzi come Dracula e Frankenstein. L’idea per la nascita dell’associazione mi è venuta a metà 2015, quando seguivo un’altra passione: quella per la fotografia. Sono così entrata in un mondo diverso, quello delle Fiere Comics, dove mi sono avvicinata allo steam punk, ma come associazione abbiamo deciso di discostarci dai cosplay». (an.ca.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 7 gennaio

Nella foto Roberta Mercatelli (l”immagine è stata scattata da Maurizio Simoni ed è tratta dalla pagina Facebook di Ombre d’Arte)

Su Facebook il talent show con ispirazione gotica proposto dall'associazione «Ombre d'arte»
Cronaca 11 Dicembre 2019

Lo storico locale da ballo ozzanese «Al Camaroun» non esiste più, l'edificio abbattuto qualche settimana fa

Da metà novembre lo storico locale da ballo (dancing) ozzanese «Al Camaroun», gestito dal circolo Arci Tolara, tempio della Filuzzi, non esiste più. L’immobile è stato abbattuto e il terreno è sgombro in attesa che l’azienda farmaceutica Fatro Spa, che ha il suo quartier generale lì vicino e che l’ha acquistato un annetto fa, decida come riutilizzare quell’area. «Stiamo valutando varie opzioni- dice Silvana Dal Magro, presidente di Fatro Spa -. Per il momento non abbiamo ancora definito alcun programma preciso».

Sul tavolo due sono le ipotesi più accreditate: parcheggio o mensa per i dipendenti (più di 300 nella sede ozzanese). Per conoscere i dettagli, occorrerà attendere verosimilmente i primi mesi del 2020. L’area si trova nella frazione di Tolara di Sotto, e comprende 6.825 metri quadrati, di cui 4 mila di superficie utile edificabile con destinazione produttiva. La Fatro l’ha acquistata all’asta dal Comune di Ozzano, proprietario dell’area, per 905 mila euro. L’operazione ha smantellato il locale da ballo che comprendeva,oltre al bar (già chiuso in precedenza), un folto numero di anziani appassionati di ballo popolare.

La grande sala in oltre quarant’anni di attività aveva visto esibirsi celebrità da Claudio Villa a Nilla Pizzi, più di recente Gianni Morandi e Joe Bastianich che qualche stagione fa registrò una puntata per Sky arte su una serie dedicata alla danza. Non tutto è svanito, comunque, perché già dai primi mesi del 2019 gli amanti del ballo hanno iniziato a frequentare il circolo Arci Benassi, nei pressi del parco dei Cedri, al confine tra San Lazzaro e Bologna. (ti.fu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 5 dicembre

Nelle foto: a sinistra l”area dove sorgeva “Al Camaroun”, a destra il vecchio locale nel 2018 

Lo storico locale da ballo ozzanese «Al Camaroun» non esiste più, l'edificio abbattuto qualche settimana fa
Cronaca 5 Dicembre 2019

La polka chinata ozzanese è salita sul palco di Got Talent España, trasmissione seguita da 3 milioni di spettatori

Il duo della polka chinata giunge a Madrid, negli studi di Telecinco. Lunedì 18 novembre gli ozzanesi Antonio Clemente e Loris Brini hanno gareggiato a Got Talent España, edizione spagnola della celebre trasmissione. Tre milioni gli spettatori dacasa, ma grande successo su Youtube dove l’esibizione ha già sfiorato le 100 mila visualizzazioni. Peccato che la giuria non abbia votato compatta per i ballerini (che tra l’altro hanno sfoderato un perfetto spagnolo) decretandone l’eliminazione. Discutibile la scelta della regia di usare le note de «Il padrino».

I due non sono nuovi a spettacoli oltre confine. Nel 2018 si erano esibiti a Atene, per il riconoscimento a patrimonio culturale immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco, che per ora non c’è ancora stato, ma si spera possa arrivare nelle prossime edizioni. (ti.fu.)

Nelle foto la coppia ozzanese durante l”esibizione a Madrid

La polka chinata ozzanese è salita sul palco di Got Talent España, trasmissione seguita da 3 milioni di spettatori
Cronaca 31 Luglio 2019

La professoressa Irene Montanari e la sua battaglia contro la malattia: «Il ballo come terapia, non bisogna arrendersi mai»

Adenocarcinoma endometriale per alcuni sono solo due parole quasi impronunciabili, ma per tanti altri, purtroppo, hanno un solo significato: cancro. Un mostro silenzioso e tremendo che ti cambia drasticamente la vita, così come è successo ad Irene Montanari, 48enne imolese docente di lettere al Liceo Alessandro da Imola. Parlando anche solo mezz’ora al telefono, la prima cosa che questa signora trasmette è una gioia di vivere fuori dal comune, che può essere da esempio per chi tutti i giorni affronta le proprie battaglie personali. Lei la sua medicina l’ha trovata, oltre che in una straordinaria forza d’animo, soprattutto nello sport, diventando una ballerina di folk romagnolo. «Non mi interessa passare per un’eroina o sentirmi dire brava – racconta Irene -. A chiunque stia lottando contro qualsiasi malattia voglio dire che l’attività fisica può davvero aiutare a reagire e trovare un’ancora di salvezza come è successo a me. Quindi trovatevi una passione o un hobby ed inseguite il vostro obiettivo con tutte le forze».

Come ha scoperto la malattia?

«Tutto è iniziato alla fine del 2014. Da mesi stavo molto male, ma i dottori brancolavano nel buio. All’ennesima visita specialistica, attraverso una biopsia, si scoprì la causa dei miei problemi e mi comunicarono la diagnosi. Così in un anno, sempre seguita dall’equipe del dottor De Iaco dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna, ho subìto due operazioni e affrontato la chemioterapia, ma oltre ad un grande dolore fisico, il male peggiore è stata la sofferenza morale, la paura di non farcela, l’angoscia, il sudore freddo che mi svegliava di notte all’improvviso, gli incubi, la sensazione di rabbia e di impotenza e le mille domande senza risposta».

Così è finita in una scuola di ballo.

«A dire il vero avevo iniziato con la palestra, ma è durata poco perché non vedevo benefici. Personalmente mi è sempre piaciuto ballare così, insieme al mio compagno Matteo Zanelli, che mi ha sempre supportata e sopportata rivelandosi un aiuto fondamentale, ci siamo iscritti, nel settembre 2016, al corso di folk romagnolo (valzer, mazurka e polka) presso la scuola di ballo Gian Paolo & Mila Danze di Castel Bolognese, fondata dai maestri Gian Paolo Ceroni e Mila Rontini, con cui siamo ancora tesserati». (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 25 luglio.

Nella foto: da sinistra Irene Montanari e il compagno Matteo Zanelli con le madaglie di campioni italiani

La professoressa Irene Montanari e la sua battaglia contro la malattia: «Il ballo come terapia, non bisogna arrendersi mai»
Sport 19 Dicembre 2018

Boogie-woogie, argenti mondiali ed europei per Gianluca Burbassi e Patrizia Agati

Sabato 1 dicembre a Schaffhausen (Svizzera) si sono svolti gli Europei di boogie-woogie e a rappresentare l’Italia erano presenti anche due coppie del Club The Stars allenate da Betty Mancurti e Mirko Benericetti. Ottimo risultato per Gianluca Burbassi e Patrizia Agati, che hanno ottenuto un secondo posto nella categoria Senior. Brillante prova anche per Lucio D’Amato e Beatrice Venturi, sesti sempre tra i Senior. Sabato 8 dicembre a Lubiana (Slovenia) si è invece svolta la finale di Coppa del Mondo; grandissima emozione per la coppia Gianluca Burbassi e Patrizia Agati, che sono saliti sul podio ottenendo un secondo posto tra i Senior. Ottima prestazione anche per Lucio D’Amato e Beatrice Venturi (settimi). Entrambe le coppie sono tra le migliori 10 della ranking-list mondiale. (Redazione sportiva)

Nella foto: Gianluca Burbassi e Patrizia Agati

Boogie-woogie, argenti mondiali ed europei per Gianluca Burbassi e Patrizia Agati
Cultura e Spettacoli 3 Agosto 2018

A Ozzano inizia «Agosto con noi»: più di cento artisti per un evento che sostiene l'Istituto Ramazzini

Saranno più di un centinaio gli artisti che animeranno le serate della XXXII edizione di «Agosto con noi», manifestazione che inizia questa sera e continua fino al 16 agosto ad Ozzano Emilia. Organizzata dai soci dell’Istituto Ramazzini, vuole sostenere le due cliniche di Ozzano e Bologna e il Centro di ricerca “Cesare Maltoni” di Bentivoglio che si occupano di ricerca e lotta contro il cancro, ed è diretta artisticamente da Umberta Conti. Tra i tanti artisti che parteciperanno all’evento benefico, ci sono Andrea Vasumi, Paolo Mengoli, le Fruste di Romagna, Barbara Cola, Franco Fasano, Tizana Rivale, Marco Ferradini, Andrea Mingardi e molti altri cantautori, illusionisti, ballerini e cabarettisti che si avvicenderanno nell’arco delle quattordici serate. Gli spettacoli cominceranno, come di consueto, alle ore 20.30 presso viale Due Giugno, nel piazzale antistante il palazzetto dello sport. Inoltre lo stand gastronomico dalle 18.30 permetterà a chi lo vuole di cenare con piatti dell atradizione, quali primi, secondi, crescentine, affettati e dolci. La serata di questa serata si concluderà con un grande spettacolo di fuochi artificiali, e al taglio del nastro interverranno anche il sindaco di Ozzano, Luca Lelli, e il presidente dell’Istituto Ramazzini, Simone Gamberini.

Nella foto il comico Andrea Vasumi che sarà sul palco di Ozzano martedì 7 agosto

A Ozzano inizia «Agosto con noi»: più di cento artisti per un evento che sostiene l'Istituto Ramazzini
Cronaca 27 Luglio 2018

Tradizioni, la polka chinata conquista l'Unesco e si avvia a diventare patrimonio dell’umanità

La polka chinata degli ozzanesi Antonio Clemente e Loris Brini conquista il mondo. E’ accaduto ad Atene in occasione del «51° Congresso internazionale di ricerca sulla danza», dal 4 all’8 luglio. A volerli lì, il produttore Rai Fabrizio Silvestri che commenta: «Il presidente del Consigio internazionale della danza dell’Unesco, Alkis Raftis, si è reso disponibile a promuovere questa disciplina in via di estinzione. Il procedimento verso il riconoscimento della polka chinata come patrimonio culturale immateriale dell’umanità è iniziato». Una decina sono i mesi necessari perché l’iter del riconoscimento sia completato, ma «è probabile che l’esito della commissione dell’Unesco arrivi già entro fine anno» sostiene Clemente.

Ad Atene, i due ballerini ozzanesi si sono imbattuti nei massimi esponenti Unesco nel campo delle arti e ad Alkis Raftis hanno regalato i libri pubblicati sulla polka chinata, ossia Quando la polka si ballava chinata (Bacchilega editore), Fino all’ultimo passo e Tot’ a Baler (Minerva). Due sono state le loro esibizioni, una nel Teatro greco della danza nei pressi dell’Acropoli, l’altra alla Ionia Hall dell’Unesco. Scopo dell’evento è facilitare lo scambio tra artisti e operatori del mondo dello spettacolo e includere nell’elenco dei patrimoni dell’umanità le forme di espressione artistiche e culturali meritevoli di essere salvaguardate.

I due ballerini ozzanesi, così come i «colleghi» Alessandro Poli e Alessandro Lenzi di Castel San Pietro, hanno ricevuto il titolo di membri permanenti dell’Unesco, ossia ogni anno potranno far parte della giuria che valuterà i balli più strani del mondo. (ti.fu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 26 luglio

Nella foto: Brini, Clemente e Silvestri donano ad Alkis Raftis i libri sulla polka chinata

Tradizioni, la polka chinata conquista l'Unesco e si avvia a diventare patrimonio dell’umanità
Cronaca 4 Giugno 2018

Gli ozzanesi Antonio Clemente e Loris Brini con la loro Polka-chinata rappresenteranno l'Italia al Congresso Unesco di danza. IL VIDEO

Sarà la Polka-chinata a rappresentare l’Italia come unico ballo “di genere” alla prossimo Congresso di danza dell”Unesco che si terrà ad Atene dal 4 all’8 Luglio. Considerato il più vasto raduno di specialisti della danza, «quest’anno è stata scelta la Polka-chinata per il suo valore storico e per la capacità di rappresentare un’intera area geografica, che si rispecchia nella velocità, nelle acrobazie e nelle gare che un tempo si svolgevano sotto i portici di Bologna, creando un genere unico», afferma Fabrizio Silvestri, produttore artistico che ha selezionato i ballerini italiani.

Nell”olimpo della danza, i due ballerini ozzanesi Antonio Clemente e Loris Brini. Nel video, una recente esibizione all”Archiginnasio di Bologna, con le musiche dal vivo dei fratelli Marcheselli. Promuovere la danza è uno degli scopi di una speciale sezione dell’Unesco, in particolare in quei paesi – sono più di 60 – dove il ballo è ancora proibito. 

tiz.fu.

Nella foto: i ballerini di Polka-chinata Loris Brini e Antonio Clemente

Gli ozzanesi Antonio Clemente e Loris Brini con la loro Polka-chinata rappresenteranno l'Italia al Congresso Unesco di danza. IL VIDEO
Cultura e Spettacoli 23 Aprile 2018

Le danze orientali come sport, intervista alle campionesse Gaia Chillo e Giulia Guccini

A differenza di quanto si potrebbe pensare, la danza orientale non è un ballo esclusivamente singolo: per sei anni negli ultimi sette, cioè dal 2011 e fino allo scorso anno (ad eccezione del 2014), le castellane Gaia Chillo e Giulia Guccini si sono laureate campionesse italiane di Oriental dance duo della Fids, Federazione italiana danza sportiva.

Si tratta di una disciplina agonistica basata sui molteplici fondamenti delle diverse discipline orientali e premia la coreografia e la sincronizzazione della coppia. “Oriental dance è una disciplina culturale oltre che sportiva – spiega Chillo – che valuta non solo la bravura tecnica ma anche la contestualità di costumi ed accessori”. Per tre anni, dei sette di medaglie, le due hanno vinto il primo premio con coreografie e costumi ideati da loro stesse, così come anche l’anno scorso quando hanno trionfato con lo show oriental dance ispirato al film Memorie di una geisha.

Come nasce una così grande passione per la danza orientale?

«Entrambe balliamo da quando eravamo adolescenti, condividiamo la stessa passione anche perché siamo amiche fin dalla nascita – racconta Guccini –. Prima abbiamo imparato i balli latino-americani e poi ci siamo date al sincro moderno, disciplina coreografica. Per scherzo abbiamo seguito le nostre mamme, anche loro amiche, ad un corso di danza del ventre e dopo la diffidenza iniziale ci siamo appassionate. Così dal gioco siamo passate all’agonismo».

Cosa cambia fra ballare per gioco e ballare come una vera disciplina sportiva?

«Amiamo la danza a prescindere – precisa Chillo – ma ballare come disciplina aggiunge una sfida nella sfida: da un lato devi imparare alla perfezione le tecniche, i movimenti e il contesto, che nella danza orientale è oggetto di valutazione perché all’interno della stessa materia vi sono molteplici sfumature. Poi devi dare sfogo alla fantasia per realizzare la tua personalissima esibizione ed interpretazione di una cultura ricca e stimolante come quella orientale. Per ogni coreografia, da quando abbiamo iniziato a idearle da noi, va scelta la musica giusta, i movimenti e i passi indicati, l’abbigliamento più idoneo e gli eventuali accessori permessi a seconda del grado di esperienza della competizione. Avendo avuto entrambe una formazione di balli moderni, nelle nostre prime esibizioni, ad esempio, peccavamo di spettacolarità, mentre la danza orientale è una disciplina più composta e questa sua caratteristica fa parte dell’arte che è. Abbiamo dovuto trovare la giusta via di mezzo fra espressività e imperturbabilità».

Essere grandi amiche vi ha aiutato?

«Senza dubbio – concordano –. Caratterialmente siamo i due lati della stessa medaglia, ci compensiamo a vicenda, ci stimoliamo e ci diamo forza quando serve. Abbiamo raggiunto un tale livello di complicità che ci capiamo con uno sguardo, cosa che aiuta sia a ideare coreografie buone, sia ad improvvisare».

Quali difficoltà avete trovato nel vostro percorso?

«Provenendo dai balli moderni, nelle discipline orientali ci siamo scontrate con differenze importanti: ad esempio il tempo di ritmo e movimento non è strettamente cadenzato come in altri stili, dove a percussione corrisponde passo. Nel ballo orientale è tanto importante seguire il tempo quanto la melodia, in un certo senso devi lasciarti trasportare. Questo rende il sincro ancora più complesso ma anche emozionante, e non c’è cosa più bella di fare qualcosa che ti emoziona con qualcuno che ti emoziona – ammette Chillo –. È proprio perché si tratta di una disciplina emozionante che riesce ad emozionare lo spettatore».

Nella vita, oltre a ballare per passione, studiano e lavorano. Giulia, ventiquattrenne, è laureata in Scienze motorie e sta frequentando la magistrale per specializzarsi nell’ambito riabilitativo; inoltre è istruttrice in palestra ed insegnante di ginnastica. Gaia Chillo, venticinquenne, si sta invece preparando per fare l’insegnante della scuola dell’infanzia e lavora contemporaneamente in un asilo nido e un pub.

«Crescendo aumentano gli impegni – non nascondono le ballerine – e proprio recentemente si è sciolto il gruppo di danze orientali della scuola Ballando Ballando, nel quale eravamo ormai solo in cinque a continuare lo studio della disciplina. Come spesso accade, forse per colpa delle mode che cambiano, qualche anno fa eravamo molte di più a praticare danze orientali».

«Ma da esperta di scienze motorie voglio consigliare le danze orientali per i molteplici benefici che la danza del ventre può donare alla mobilità articolare e alla spina dorsale – aggiunge Guccini –. Non solo può migliorare fisicamente i piccoli dolori della schiena, ma dal punto di vista mentale, rilassa e dona una maggiore consapevolezza corpo-mente».

«Noi comunque non vogliamo assolutamente abbandonare la danza orientale, ma per quest’anno non gareggeremo – concludono –. Ci prendiamo un anno sabbatico e poi torneremo in pista per sport, passione, amicizia».

mi.mo

Nella foto: le due ballerine ai campionati italiani a Rimini nel 2013

Le danze orientali come sport, intervista alle campionesse Gaia Chillo e Giulia Guccini

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