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Cronaca 31 Luglio 2019

La professoressa Irene Montanari e la sua battaglia contro la malattia: «Il ballo come terapia, non bisogna arrendersi mai»

Adenocarcinoma endometriale per alcuni sono solo due parole quasi impronunciabili, ma per tanti altri, purtroppo, hanno un solo significato: cancro. Un mostro silenzioso e tremendo che ti cambia drasticamente la vita, così come è successo ad Irene Montanari, 48enne imolese docente di lettere al Liceo Alessandro da Imola. Parlando anche solo mezz’ora al telefono, la prima cosa che questa signora trasmette è una gioia di vivere fuori dal comune, che può essere da esempio per chi tutti i giorni affronta le proprie battaglie personali. Lei la sua medicina l’ha trovata, oltre che in una straordinaria forza d’animo, soprattutto nello sport, diventando una ballerina di folk romagnolo. «Non mi interessa passare per un’eroina o sentirmi dire brava – racconta Irene -. A chiunque stia lottando contro qualsiasi malattia voglio dire che l’attività fisica può davvero aiutare a reagire e trovare un’ancora di salvezza come è successo a me. Quindi trovatevi una passione o un hobby ed inseguite il vostro obiettivo con tutte le forze».

Come ha scoperto la malattia?

«Tutto è iniziato alla fine del 2014. Da mesi stavo molto male, ma i dottori brancolavano nel buio. All’ennesima visita specialistica, attraverso una biopsia, si scoprì la causa dei miei problemi e mi comunicarono la diagnosi. Così in un anno, sempre seguita dall’equipe del dottor De Iaco dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna, ho subìto due operazioni e affrontato la chemioterapia, ma oltre ad un grande dolore fisico, il male peggiore è stata la sofferenza morale, la paura di non farcela, l’angoscia, il sudore freddo che mi svegliava di notte all’improvviso, gli incubi, la sensazione di rabbia e di impotenza e le mille domande senza risposta».

Così è finita in una scuola di ballo.

«A dire il vero avevo iniziato con la palestra, ma è durata poco perché non vedevo benefici. Personalmente mi è sempre piaciuto ballare così, insieme al mio compagno Matteo Zanelli, che mi ha sempre supportata e sopportata rivelandosi un aiuto fondamentale, ci siamo iscritti, nel settembre 2016, al corso di folk romagnolo (valzer, mazurka e polka) presso la scuola di ballo Gian Paolo & Mila Danze di Castel Bolognese, fondata dai maestri Gian Paolo Ceroni e Mila Rontini, con cui siamo ancora tesserati». (d.b.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 25 luglio.

Nella foto: da sinistra Irene Montanari e il compagno Matteo Zanelli con le madaglie di campioni italiani

La professoressa Irene Montanari e la sua battaglia contro la malattia: «Il ballo come terapia, non bisogna arrendersi mai»
Sport 19 Dicembre 2018

Boogie-woogie, argenti mondiali ed europei per Gianluca Burbassi e Patrizia Agati

Sabato 1 dicembre a Schaffhausen (Svizzera) si sono svolti gli Europei di boogie-woogie e a rappresentare l’Italia erano presenti anche due coppie del Club The Stars allenate da Betty Mancurti e Mirko Benericetti. Ottimo risultato per Gianluca Burbassi e Patrizia Agati, che hanno ottenuto un secondo posto nella categoria Senior. Brillante prova anche per Lucio D’Amato e Beatrice Venturi, sesti sempre tra i Senior. Sabato 8 dicembre a Lubiana (Slovenia) si è invece svolta la finale di Coppa del Mondo; grandissima emozione per la coppia Gianluca Burbassi e Patrizia Agati, che sono saliti sul podio ottenendo un secondo posto tra i Senior. Ottima prestazione anche per Lucio D’Amato e Beatrice Venturi (settimi). Entrambe le coppie sono tra le migliori 10 della ranking-list mondiale. (Redazione sportiva)

Nella foto: Gianluca Burbassi e Patrizia Agati

Boogie-woogie, argenti mondiali ed europei per Gianluca Burbassi e Patrizia Agati
Cultura e Spettacoli 3 Agosto 2018

A Ozzano inizia «Agosto con noi»: più di cento artisti per un evento che sostiene l'Istituto Ramazzini

Saranno più di un centinaio gli artisti che animeranno le serate della XXXII edizione di «Agosto con noi», manifestazione che inizia questa sera e continua fino al 16 agosto ad Ozzano Emilia. Organizzata dai soci dell’Istituto Ramazzini, vuole sostenere le due cliniche di Ozzano e Bologna e il Centro di ricerca “Cesare Maltoni” di Bentivoglio che si occupano di ricerca e lotta contro il cancro, ed è diretta artisticamente da Umberta Conti. Tra i tanti artisti che parteciperanno all’evento benefico, ci sono Andrea Vasumi, Paolo Mengoli, le Fruste di Romagna, Barbara Cola, Franco Fasano, Tizana Rivale, Marco Ferradini, Andrea Mingardi e molti altri cantautori, illusionisti, ballerini e cabarettisti che si avvicenderanno nell’arco delle quattordici serate. Gli spettacoli cominceranno, come di consueto, alle ore 20.30 presso viale Due Giugno, nel piazzale antistante il palazzetto dello sport. Inoltre lo stand gastronomico dalle 18.30 permetterà a chi lo vuole di cenare con piatti dell atradizione, quali primi, secondi, crescentine, affettati e dolci. La serata di questa serata si concluderà con un grande spettacolo di fuochi artificiali, e al taglio del nastro interverranno anche il sindaco di Ozzano, Luca Lelli, e il presidente dell’Istituto Ramazzini, Simone Gamberini.

Nella foto il comico Andrea Vasumi che sarà sul palco di Ozzano martedì 7 agosto

A Ozzano inizia «Agosto con noi»: più di cento artisti per un evento che sostiene l'Istituto Ramazzini
Cronaca 27 Luglio 2018

Tradizioni, la polka chinata conquista l'Unesco e si avvia a diventare patrimonio dell’umanità

La polka chinata degli ozzanesi Antonio Clemente e Loris Brini conquista il mondo. E’ accaduto ad Atene in occasione del «51° Congresso internazionale di ricerca sulla danza», dal 4 all’8 luglio. A volerli lì, il produttore Rai Fabrizio Silvestri che commenta: «Il presidente del Consigio internazionale della danza dell’Unesco, Alkis Raftis, si è reso disponibile a promuovere questa disciplina in via di estinzione. Il procedimento verso il riconoscimento della polka chinata come patrimonio culturale immateriale dell’umanità è iniziato». Una decina sono i mesi necessari perché l’iter del riconoscimento sia completato, ma «è probabile che l’esito della commissione dell’Unesco arrivi già entro fine anno» sostiene Clemente.

Ad Atene, i due ballerini ozzanesi si sono imbattuti nei massimi esponenti Unesco nel campo delle arti e ad Alkis Raftis hanno regalato i libri pubblicati sulla polka chinata, ossia Quando la polka si ballava chinata (Bacchilega editore), Fino all’ultimo passo e Tot’ a Baler (Minerva). Due sono state le loro esibizioni, una nel Teatro greco della danza nei pressi dell’Acropoli, l’altra alla Ionia Hall dell’Unesco. Scopo dell’evento è facilitare lo scambio tra artisti e operatori del mondo dello spettacolo e includere nell’elenco dei patrimoni dell’umanità le forme di espressione artistiche e culturali meritevoli di essere salvaguardate.

I due ballerini ozzanesi, così come i «colleghi» Alessandro Poli e Alessandro Lenzi di Castel San Pietro, hanno ricevuto il titolo di membri permanenti dell’Unesco, ossia ogni anno potranno far parte della giuria che valuterà i balli più strani del mondo. (ti.fu.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 26 luglio

Nella foto: Brini, Clemente e Silvestri donano ad Alkis Raftis i libri sulla polka chinata

Tradizioni, la polka chinata conquista l'Unesco e si avvia a diventare patrimonio dell’umanità
Cronaca 4 Giugno 2018

Gli ozzanesi Antonio Clemente e Loris Brini con la loro Polka-chinata rappresenteranno l'Italia al Congresso Unesco di danza. IL VIDEO

Sarà la Polka-chinata a rappresentare l’Italia come unico ballo “di genere” alla prossimo Congresso di danza dell”Unesco che si terrà ad Atene dal 4 all’8 Luglio. Considerato il più vasto raduno di specialisti della danza, «quest’anno è stata scelta la Polka-chinata per il suo valore storico e per la capacità di rappresentare un’intera area geografica, che si rispecchia nella velocità, nelle acrobazie e nelle gare che un tempo si svolgevano sotto i portici di Bologna, creando un genere unico», afferma Fabrizio Silvestri, produttore artistico che ha selezionato i ballerini italiani.

Nell”olimpo della danza, i due ballerini ozzanesi Antonio Clemente e Loris Brini. Nel video, una recente esibizione all”Archiginnasio di Bologna, con le musiche dal vivo dei fratelli Marcheselli. Promuovere la danza è uno degli scopi di una speciale sezione dell’Unesco, in particolare in quei paesi – sono più di 60 – dove il ballo è ancora proibito. 

tiz.fu.

Nella foto: i ballerini di Polka-chinata Loris Brini e Antonio Clemente

Gli ozzanesi Antonio Clemente e Loris Brini con la loro Polka-chinata rappresenteranno l'Italia al Congresso Unesco di danza. IL VIDEO
Cultura e Spettacoli 23 Aprile 2018

Le danze orientali come sport, intervista alle campionesse Gaia Chillo e Giulia Guccini

A differenza di quanto si potrebbe pensare, la danza orientale non è un ballo esclusivamente singolo: per sei anni negli ultimi sette, cioè dal 2011 e fino allo scorso anno (ad eccezione del 2014), le castellane Gaia Chillo e Giulia Guccini si sono laureate campionesse italiane di Oriental dance duo della Fids, Federazione italiana danza sportiva.

Si tratta di una disciplina agonistica basata sui molteplici fondamenti delle diverse discipline orientali e premia la coreografia e la sincronizzazione della coppia. “Oriental dance è una disciplina culturale oltre che sportiva – spiega Chillo – che valuta non solo la bravura tecnica ma anche la contestualità di costumi ed accessori”. Per tre anni, dei sette di medaglie, le due hanno vinto il primo premio con coreografie e costumi ideati da loro stesse, così come anche l’anno scorso quando hanno trionfato con lo show oriental dance ispirato al film Memorie di una geisha.

Come nasce una così grande passione per la danza orientale?

«Entrambe balliamo da quando eravamo adolescenti, condividiamo la stessa passione anche perché siamo amiche fin dalla nascita – racconta Guccini –. Prima abbiamo imparato i balli latino-americani e poi ci siamo date al sincro moderno, disciplina coreografica. Per scherzo abbiamo seguito le nostre mamme, anche loro amiche, ad un corso di danza del ventre e dopo la diffidenza iniziale ci siamo appassionate. Così dal gioco siamo passate all’agonismo».

Cosa cambia fra ballare per gioco e ballare come una vera disciplina sportiva?

«Amiamo la danza a prescindere – precisa Chillo – ma ballare come disciplina aggiunge una sfida nella sfida: da un lato devi imparare alla perfezione le tecniche, i movimenti e il contesto, che nella danza orientale è oggetto di valutazione perché all’interno della stessa materia vi sono molteplici sfumature. Poi devi dare sfogo alla fantasia per realizzare la tua personalissima esibizione ed interpretazione di una cultura ricca e stimolante come quella orientale. Per ogni coreografia, da quando abbiamo iniziato a idearle da noi, va scelta la musica giusta, i movimenti e i passi indicati, l’abbigliamento più idoneo e gli eventuali accessori permessi a seconda del grado di esperienza della competizione. Avendo avuto entrambe una formazione di balli moderni, nelle nostre prime esibizioni, ad esempio, peccavamo di spettacolarità, mentre la danza orientale è una disciplina più composta e questa sua caratteristica fa parte dell’arte che è. Abbiamo dovuto trovare la giusta via di mezzo fra espressività e imperturbabilità».

Essere grandi amiche vi ha aiutato?

«Senza dubbio – concordano –. Caratterialmente siamo i due lati della stessa medaglia, ci compensiamo a vicenda, ci stimoliamo e ci diamo forza quando serve. Abbiamo raggiunto un tale livello di complicità che ci capiamo con uno sguardo, cosa che aiuta sia a ideare coreografie buone, sia ad improvvisare».

Quali difficoltà avete trovato nel vostro percorso?

«Provenendo dai balli moderni, nelle discipline orientali ci siamo scontrate con differenze importanti: ad esempio il tempo di ritmo e movimento non è strettamente cadenzato come in altri stili, dove a percussione corrisponde passo. Nel ballo orientale è tanto importante seguire il tempo quanto la melodia, in un certo senso devi lasciarti trasportare. Questo rende il sincro ancora più complesso ma anche emozionante, e non c’è cosa più bella di fare qualcosa che ti emoziona con qualcuno che ti emoziona – ammette Chillo –. È proprio perché si tratta di una disciplina emozionante che riesce ad emozionare lo spettatore».

Nella vita, oltre a ballare per passione, studiano e lavorano. Giulia, ventiquattrenne, è laureata in Scienze motorie e sta frequentando la magistrale per specializzarsi nell’ambito riabilitativo; inoltre è istruttrice in palestra ed insegnante di ginnastica. Gaia Chillo, venticinquenne, si sta invece preparando per fare l’insegnante della scuola dell’infanzia e lavora contemporaneamente in un asilo nido e un pub.

«Crescendo aumentano gli impegni – non nascondono le ballerine – e proprio recentemente si è sciolto il gruppo di danze orientali della scuola Ballando Ballando, nel quale eravamo ormai solo in cinque a continuare lo studio della disciplina. Come spesso accade, forse per colpa delle mode che cambiano, qualche anno fa eravamo molte di più a praticare danze orientali».

«Ma da esperta di scienze motorie voglio consigliare le danze orientali per i molteplici benefici che la danza del ventre può donare alla mobilità articolare e alla spina dorsale – aggiunge Guccini –. Non solo può migliorare fisicamente i piccoli dolori della schiena, ma dal punto di vista mentale, rilassa e dona una maggiore consapevolezza corpo-mente».

«Noi comunque non vogliamo assolutamente abbandonare la danza orientale, ma per quest’anno non gareggeremo – concludono –. Ci prendiamo un anno sabbatico e poi torneremo in pista per sport, passione, amicizia».

mi.mo

Nella foto: le due ballerine ai campionati italiani a Rimini nel 2013

Le danze orientali come sport, intervista alle campionesse Gaia Chillo e Giulia Guccini
Cultura e Spettacoli 23 Aprile 2018

Cinzia Ravaglia racconta cosa sono Sarqi e Baladi, Sufi e Baghra, le danze orientali

Oltre la pancia nuda c”è di più. I balli orientali comprendono infatti numerosi stili diversi fra loro, che differiscono per ritmi più o meno lenti, musiche, strumenti utilizzati, ed anche abiti ed accessori. Non tutti prevedono pance nude come la più nota danza del ventre. Solo per citare alcuni stili, esistono il Sarqi, il Baladi o Sayydi, il Saabi e il Baghra, stile tipo Bollywood che nel mese di maggio sbarca a Imola grazie ad un workshop ospitato presso la scuola Area 111 di Imola dove insegna anche Cinzia Ravaglia, grande appassionata di danze orientali che qualcuno forse conoscerà anche per il comic burleque, un misto fra sensualità e comicità, vista al programma tv Italias got talent.

Appassionata di balli orientali da oltre metà della propria vita, Cinzia Ravaglia è insegnante di discipline orientali da vent”anni, e racconta: Le danze orientali fanno lavorare contemporaneamente sul corpo e il suo equilibrio e sulla consapevolezza di sé e dello spazio. In maniera del tutto opposta dalla danza classica, le danze orientali si basano su armonia e flessibilità, che sono tuttaltro che doti semplici da imparare ed esprimere, per apprenderle servono anni e sarebbe indicato proporle già nelle scuole.

Nel corso degli anni Ravaglia ha conseguito numerose specializzazioni orientali, dalla danza del ventre alla danza sufi, quella caratterizzata da giri concentrici pressoché infiniti che punta allequilibrio del corpo e della psiche. Il sufi è una disciplina che innalza, che punta ad eliminare le paure lavorando in maniera intima sulla ricerca del proprio spazio personale nello spazio fisico spiega . Più in generale, invece, le danze orientali sono utili perché insegnano a lavorare sullisolamento muscolare, ovvero nel far lavorare una sola parte del corpo alla volta, e poi sulla coordinazione, perché i singoli movimenti orizzontali, verticali e sagittali appresi vanno uniti fra loro. Sono però danze complesse, perché solo dopo aver imparato i movimenti si uniscono i passi e le varie tecniche.

AllArea 111 Ravaglia segue classi di differenti livelli, da principianti ad avanzati, più le coreografie per gli spettacoli della sua compagnia Demetra oriental dance group composta da una quarantina di persone, donne di differenti età. Spesso per le mie allieve la danza orientale diventa una medicina per piccole problematiche di tutti i giorni, dalla corretta postura al giusto atteggiamento nei confronti della vita continua . Anche gli spettacoli sono una sfida, metafora della vita e di come va affrontata. Ma non va mai dimenticato laspetto ludico e divertente del ballo, per questo ho ideato, a partire dal prossimo anno, il corso di danza del ventre madre-figlia, come opportunità per fare movimento e divertirsi fra femmine.

mi.mo

Nella foto: un gruppo di ballerine della compagnia Demetra oriental dance group

Cinzia Ravaglia racconta cosa sono Sarqi e Baladi, Sufi e Baghra, le danze orientali
Sport 3 Marzo 2018

Danza sportiva, domani si balla Low Cost alla Cavina

Domani presso la palestra Cavina si terrà Il primo Concorso sociale Low Cost di danza sportiva organizzato dalla Dea, Dance Evolution Academy, e patrocinato dal Comune di Imola, che ha concesso l’utilizzo gratuito della struttura.

Il concorso prevede la mattina le competizioni tra adulti, mentre dal primo pomeriggio i protagonisti saranno i bambini. «Lavoriamo a Imola da un paio d’anni – spiega Letizia Ingrosso che, insieme al suo ballerino Marco Cavallaro, ha fondato l’associazione – e la città ha risposto molto bene alle nostre iniziative. Ci aspettiamo una buona partecipazione anche stavolta. Ci saranno ballerini provenienti da tutta Italia, le iscrizioni non sono ancora chiuse ma pensiamo di raggiungere tra le 150 e 200 coppie di partecipanti».

Il concorso imolese, inserito in un circuito promosso da Promodanza e Asc, è aperto dai 6 anni in su per tutte le specialità di danza sportiva: standard, latino americano e liscio unificato e per le classi B, C e D. Parteciperanno anche due coppie italiane di fama internazionale come Domenico Aliberti accompagnato da Giulia De Maio e Francesco Esposito con la sua ballerina Svetlana Kostenko che terranno due esibizioni nel corso della giornata. Anche la Dance Evolution Academy avrà dei propri partecipanti: «Sono cinque coppie di piccoli atleti – conclude Letizia Ingrosso – che hanno già partecipato a concorsi nazionali e sono molto eccitati all’idea che se ne tenga uno anche a Imola».

re.co.

Nella foto: la fondatrice dell”associazione Dea Letizia Ingrosso insieme ad alcuni atleti

Danza sportiva, domani si balla Low Cost alla Cavina
Sport 26 Febbraio 2018

Boogie woogie al Club The Stars, il passatempo «social» con l'aiuto della Fondazione Crimola

«I want you to Boogie Woogie», canta uno dei primi brani di successo del genere nato dal blues e diffusosi a partire dagli anni Quaranta, Pinetop’s Boogie Woogie. Apparso per la prima volta negli Stati Uniti, oggi il boogie woogie è un ballo di coppia diffuso ovunque nel mondo che coinvolge tantissimi appassionati.

Ad Imola l’associazione sportiva dilettantistica Club The Stars raccoglie circa 200 soci appassionati di boogie woogie fra iscritti ai corsi di avviamento al ballo e coppie di ballerini agonisti. «Ballare è un passatempo social: fa conoscere fra loro persone diverse che hanno in comune la medesima passione e le fa frequentare dal vivo in diverse occasioni e sale da ballo». Per Elisabetta Mancurti, presidente dell’associazione, nonché socio fondatore del Club The Stars, è questa la più importante caratteristica del ballo.

«Sono appassionata di boogie e lo ballo da sempre, per me e gli altri ballerini con cui condividevo questa passione è stato naturale fondare il Club The Stars nel 1993 allo scopo di raccogliere altri appassionati del genere – continua -. Fin da subito abbiamo aperto corsi di boogie per tutte le età, a partire dai 5-6 anni e senza alcun limite, infatti contiamo anche soci ballerini ultra ottantenni; accanto, portiamo avanti da sempre l’attività agonistica anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio che ogni anno sostiene l’acquisto di divise ed altro materiale per le gare e ci aiuta a coprire le spese di iscrizione e trasferta. In questi 25 anni di attività abbiamo vinto così tante medaglie e coppe, che non saprei contarle. Nei primi anni Duemila siamo anche stati la squadra vice campione del mondo per ben due volte».

Ogni anno il Club The Stars partecipa a sei competizioni nazionali ed altre 4 o 5 internazionali, fra campionati di ballo e singole coppe; si tratta sempre di competizioni Coni ufficiali, cui l’Asd può prendere parte grazie all’iscrizione alla Fids, Federazione italiana di danza sportiva. Ad esempio il prossimo 3 marzo 7 coppie di ballerini imolesi saranno impegnate nella Coppa del Mondo che andrà in scena in Francia. Alle competizioni partecipano per lo più ballerini di 15-20 anni di età, ma si può iniziare già dagli 8 anni «se si ha la stoffa e la voglia». Il Club The Stars ha agonisti attivi anche nella categoria Senior Over 35, fra cui una coppia che vanta nel proprio curriculum tre titoli italiani e tre mondiali.

Oltre al contributo della Fondazione ed altri piccoli sponsor, l’Asd si sostiene con i corsi di avviamento al ballo, presso il centro sociale Campanella, tenuti dai due maestri tecnici di boogie Mirko Benericetti e la stessa Mancurti, che sono anche i coach della squadra sportiva. Accanto al boogie il Club The Stars tiene anche corsi di hip hop per bambini e ragazzi. «Recentemente poi abbiamo aggiunto anche il lindy hop, ballo di coppia simile al boogie ma dal diverso atteggiamento – continua la presidente –. Rispetto a qualche anno fa, infatti, il boogie e gli altri balli anni Quaranta e Cinquanta sono tornati di moda anche per i giovani, che sempre più numerosi si avvicinano al ballo ma anche alla moda e allo stile di vita vintage. All’estero, poi, questa moda è ancora più coinvolgente e sono organizzati con frequenza dei veri e propri festival swing che contano migliaia di partecipanti».

Ad esempio c’è il recente «Rock that swing festival» tenutosi a Monaco, fra i cui organizzatori figura anche una ventenne ex allieva del Club The Stars trasferitasi in Svezia per fare del boogie una vera professione. Nel suo piccolo, il Club The Stars propone un evento swing alle Cantine Zuffa sabato sera (24 febbraio): un’opportunità per conoscere il boogie e lasciarsi trasportare dalle sue note vivaci. 

mi.mo.

Nella foto: alcuni ballerini del Club The Stars

Boogie woogie al Club The Stars, il passatempo «social» con l'aiuto della Fondazione Crimola

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