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Economia 13 Febbraio 2021

Per il gruppo Cassa di Ravenna (Banca di Imola) risultati 2020 migliori delle aspettative

Tutte le società del gruppo Cassa di Ravenna, tra cui Banca di Imola, hanno chiuso il bilancio 2020 in utile. «I risultati conseguiti – spiega in una nota il gruppo bancario ravennate, presieduto da Antonio Patuelli – sono migliori delle aspettative, confermano la solida posizione della Cassa e ne dimostrano la resilienza in questo anno dominato dalla pandemia e dall’emergenza sanitaria».

La raccolta complessiva da sola clientela ha superato i 12.914 milioni di euro (+5,67%). Gli impieghi a famiglie e imprese crescono a 3.880 milioni di euro (+4,45%). L’utile netto è superiore ai 16,8 milioni di euro (-11,88% rispetto all’anno precedente).

I coefficienti patrimoniali di vigilanza al 31 dicembre 2020 confermano l’elevata patrimonializzazione del gruppo: il Cet 1 Ratio di gruppo è pari al 13,64% rispetto al 7,53% richiesto dalle autorità al gruppo Cassa, mentre il Total capital ratio di gruppo è pari al 15,42%, rispetto all’11,45% richiesto. (lo.mi.) 

Nella foto: il presidente del gruppo bancario Cassa di Ravenna, Antonio Patuelli

Per il gruppo Cassa di Ravenna (Banca di Imola) risultati 2020 migliori delle aspettative
Cronaca 27 Luglio 2020

Antonio Patuelli rieletto presidente Abi: «I fondi Bce e Ue decisivi contro la crisi»

Antonio Patuelli, 69 anni, ravennate nato a Bologna, imprenditore agricolo, giornalista, storico del Risorgimento, componente dell’Accademia nazionale di agricoltura e di altri organismi culturali, presidente emerito dell’Accademia degli Incamminati, Cavaliere del Lavoro, presidente del Gruppo bancario La Cassa di Ravenna (di cui fa parte anche la Banca di Imola), è stato rieletto per la quarta volta alla guida dell’Associazione bancaria italiana per il prossimo biennio.

(…) Come si è mossa l’Abi per il Covid?
«Come Abi ci siamo mossi fin da febbraio, prima del lockdown, per promuovere moratorie (cioè rinvii delle scadenze dei prestiti o mutui) in accordo con le confederazioni delle imprese e dei lavoratori. I risultati di questo lavoro sono imponenti: vi sono state oltre 2,6 milioni di moratorie per circa 290 miliardi di euro, una cifra colossale. Per ciò che riguarda i prestiti con garanzia pubblica, le richieste inviate dalle banche al fondo di garanzia crescono di giorno in giorno, anche nei giorni festivi, e sono arrivate a circa 830 mila con oltre 51 miliardi di euro di garanzie richieste. Sono anch’essi imponenti numeri, sempre in crescita finché vi saranno domande da parte dei clienti. Inoltre, sono in atto altre misure di carattere bancario, più utilizzate in Italia che nel resto dell’Unione europea, come gli scoperti di conto, detti anche conti correnti passivi, che hanno permesso da subito ai titolari una immediata liquidità alle condizioni precedentemente pattuite. Fin da fine aprile le autorità istituzionali della Repubblica hanno pubblicamente riconosciuto, anche in audizioni parlamentari, l’eccezionale lavoro svolto dalle banche proprio nella fase di emergenza: per questo ringrazio tutti coloro che lavorano nelle banche». (c.f.)

L’intervista completa nel numero del Sabato sera del 23 luglio

Antonio Patuelli rieletto presidente Abi: «I fondi Bce e Ue decisivi contro la crisi»
Cronaca 29 Aprile 2020

Le banche alla prova del post-Covid. Banca di Imola: «Moltissime richieste per i finanziamenti alle imprese»

Il sistema bancario è un tassello fondamentale dell’economia e lo sarà anche per la ripartenza dopo l’emergenza Covid-19. Lunedì 20 sono partiti i famosi prestiti sotto i 25 mila euro da erogare «in giornata» o quasi. E ci sono le misure del «Cura Italia» e quelle del «decreto liquidità», il Fondo di garanzia delle Pmi e le richieste di anticipo sulla cassa integrazione. Per capire qual è la situazione nel circondario imolese ci siamo rivolti a tre istituti radicati nel territorio. Concludiamo con la Banca di Imola.

Dopo il «cura Italia» e il «decreto liquidità», attendiamo ulteriori misure economiche del Governo per sostenere la ripresa o meglio la «ripartenza». Ma quali sono state le richieste più frequenti che vi sono arrivate in queste settimane da famiglie e imprese e quali interventi avete messo in campo? Ad esempio, quante richieste di moratoria di finanziamenti avete accolto finora e per quale importo complessivo?
«La tipologia di clientela più rappresentata in Banca di Imola sono proprio le famiglie e le piccole e medie imprese – precisa Giovanni Tamburini, presidente della Banca di Imola Spa, che fa parte del Gruppo bancario La Cassa di Ravenna -, che fin dall’emanazione dei primi decreti si sono rivolte a noi per poter accedere quanto prima alle varie misure previste. Immediate e numerose le richieste di moratoria sui mutui, sia da parte delle famiglie, in particolare per i mutui prima casa, sia da parte delle imprese, così come quelle per l’anticipazione della cassa integrazione. Moltissime richieste anche per i finanziamenti alle imprese, sia per importi fino a 25.000 euro, che superiori a tale soglia». (r.cr.)

L”intervista completa nel numero del Sabato sera del 23 aprile

Le banche alla prova del post-Covid. Banca di Imola: «Moltissime richieste per i finanziamenti alle imprese»
Cronaca 28 Aprile 2020

Le banche alla prova del post-Covid. Bcc ravennate, forlivese e imolese: «Prevedibili nuove aggregazioni»

Il sistema bancario è un tassello fondamentale dell’economia e lo sarà anche per la ripartenza dopo l’emergenza Covid-19. Lunedì 20 sono partiti i famosi prestiti sotto i 25 mila euro da erogare «in giornata» o quasi. E ci sono le misure del «Cura Italia» e quelle del «decreto liquidità», il Fondo di garanzia delle Pmi e le richieste di anticipo sulla cassa integrazione. Per capire qual è la situazione nel circondario imolese ci siamo rivolti a tre istituti radicati nel territorio. Continuiamo con la Banca di credito cooperativo ravennate, forlivese e imolese.

Dopo il «cura Italia» e il «decreto liquidità», attendiamo ulteriori misure economiche del Governo per sostenere la ripresa o meglio la «ripartenza». Ma quali sono state le richieste più frequenti che vi sono arrivate in queste settimane da famiglie e imprese e quali interventi avete messo in campo?
«Le richieste di moratoria sono state numerosissime, circa 5.000 per oltre 60 milioni di rate sospese – precisa Gianluca Ceroni, direttore generale del Credito Cooperativo ravennate, forlivese e imolese -. Considerato il numero di richieste che stanno ancora pervenendo ipotizziamo che circa il 50 per cento delle imprese ed un 15-20 per cento delle famiglie ricorra a tale possibilità, finendo per raddoppiare sostanzialmente i numeri suddetti». (r.cr.)

L”intervista completa nel numero del Sabato sera del 23 aprile

Le banche alla prova del post-Covid. Bcc ravennate, forlivese e imolese: «Prevedibili nuove aggregazioni»
Cronaca 28 Aprile 2020

Cig e finanziamenti, il Commissario ha incontrato Banca di Imola e le due Bcc del territorio

Il Commissario straordinario ha incontrato il presidente della Banca di Imola Giovanni Tamburini, il presidente della Banca di credito cooperativo della Romagna occidentale Luigi Cimatti e il direttore generale della Banca di credito cooperativo ravennate, forlivese e imolese.

«E’ emerso il pieno impegno da parte della Banca di Imola, della Bcc della Romagna occidentale e della Bcc ravennate, forlivese e imolese per velocizzare il più possibile l’erogazione dell’anticipo della cassa integrazione ai lavoratori che ne fanno richiesta – fa sapere il Comune –. Per l’erogazione dei finanziamenti fino a 25 mila euro alle imprese, si è ribadito che tale finanziamento prevede espressamente che l’inizio del rimborso non avvenga prima di 24 mesi dall’erogazione e che non può essere utilizzato per compensare alcun prestito preesistente, anche nella forma dello scoperto di conto corrente».
Inoltre, «nell’ottica di valorizzare appieno il ruolo di banche del territorio, i suddetti istituti di credito hanno espresso la totale disponibilità e volontà di procedere in modo congiunto con il Comune, attraverso questo tavolo di confronto – aggiungono da via Mazzini –, sia a sostegno dei lavoratori sia del sistema delle imprese, nell’interesse di tutta la comunità imolese». (r.cr.)

Cig e finanziamenti, il Commissario ha incontrato Banca di Imola e le due Bcc del territorio
Cronaca 27 Aprile 2020

Le banche alla prova del post-Covid. Bcc Romagna occidentale: «Tantissime richieste di moratorie e finanziamenti»

Il sistema bancario è un tassello fondamentale dell’economia e lo sarà anche per la ripartenza dopo l’emergenza Covid-19. Lunedì 20 sono partiti i famosi prestiti sotto i 25 mila euro da erogare «in giornata» o quasi. E ci sono le misure del «Cura Italia» e quelle del «decreto liquidità», il Fondo di garanzia delle Pmi e le richieste di anticipo sulla cassa integrazione. Per capire qual è la situazione nel circondario imolese ci siamo rivolti a tre istituti radicati nel territorio. Cominciamo dalla Banca di credito cooperativo della Romagna occidentale.

Dopo il «Cura Italia» e il «decreto liquidità», attendiamo ulteriori misure economiche del Governo per sostenere la ripresa o meglio la «ripartenza». Ma quali sono state le richieste più frequenti che vi sono arrivate in queste settimane da famiglie e imprese e quali interventi avete messo in campo? Ad esempio, quante richieste di moratoria di finanziamenti avete accolto finora e per quale importo complessivo?
«Con il primo decreto “Cura Italia” – risponde Luigi Cimatti, presidente della Bcc Romagna Occidentale – le richieste di moratoria sono state tantissime, come era prevedibile, e disposte in esecuzione celermente dalla banca. Stiamo facendo il possibile e, per il non deliberato, abbiamo sospeso le rate dei mutui per evitare l’impagato. Anche per il “decreto liquidità” le richieste sono molte, ma c’è una diffusa percezione errata che si scontra con la realtà delle formule disposte per le richieste e gli adempimenti a cui si deve sottostare. Dare dati delle moratorie e delle richieste di finanziamento in questa fase non lo ritengo utile, perché incrementa giorno per giorno, ma saranno comunicati al termine di questo momento emergenziale. Posso affermare che abbiamo costituito da tempo un’unità dedicata a tale attività». (r.cr.)

L”intervista completa nel numero del Sabato sera del 23 aprile

Le banche alla prova del post-Covid. Bcc Romagna occidentale: «Tantissime richieste di moratorie e finanziamenti»
Economia 22 Novembre 2018

Una sede rinnovata per la Banca di Imola, da oltre 20 anni nel gruppo Cassa di Risparmio di Ravenna

La rinnovata sede di via Appia della Banca di Imola Spa, l’istituto di credito imolese che fa parte del gruppo bancario La Cassa di Ravenna, è stata inaugurata giovedì della settimana scorsa, 15 novembre. Presenti alla cerimonia Giovanni Tamburini e Sergio Zavatti, rispettivamente presidente e direttore generale dell’istituto, oltre ad Antonio Patuelli e Nicola Sbrizzi, rispettivamente presidente e direttore generale del gruppo bancario romagnolo, il sindaco di Imola, Manuela Sangiorgi, il vicario generale del vescovo, don Andrea Querzè e molte altre autorità.

L’incontro fra Cassa di Risparmio di Ravenna Spa e l’allora quasi centenaria Banca cooperativa di Imola risale a oltre vent’anni fa, per la precisione al 1997. Com’è noto, si dovette realizzare un’offerta pubblica di acquisto subordinata alla preventiva trasformazione della Banca cooperativa in Banca di Imola Spa, il che avvenne sotto la regia del presidente Alberto Domenicali e grazie all’impegno del direttore Vittorio Lenzi.

Un incontro rivelatosi particolarmente felice per l’istituto imolese, che ha vissuto un’espansione (Banca di Imola conta oggi 36 sportelli) e una crescita continue pur mantenendo le caratteristiche di banca locale.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 22 novembre

Nella foto l”inaugurazione della sede rinnovata

Una sede rinnovata per la Banca di Imola, da oltre 20 anni nel gruppo Cassa di Risparmio di Ravenna
Economia 4 Giugno 2018

Filiale del Bpm a rischio chiusura, raccolta firme tra i cittadini

C’è ancora grande incertezza sul futuro della filiale della banca Bpm (Banco Popolare di Milano) in Corso Europa a Fontanelice. Intanto, come già accaduto un paio di anni fa, i cittadini si sono mossi e, mentre si attende una risposta da Milano, è stata organizzata una raccolta firme per scongiurare la chiusura, che potrebbe avvenire già il prossimo 30 giugno. L’iniziativa è partita dai cittadini e ha subito ricevuto l’appoggio del sindaco Athos Ponti. Per il momento sono state raccolte una cinquantina di firme.

«Continueremo a raccoglierle per una settimana, o anche di più se necessario» dice Ponti. E’ possibile sottoscrivere la petizione in molti locali pubblici, dai bar al municipio, ma anche all’interno della stessa banca. Si tratta di una filiale storica, «aperta 130 anni fa come Cassa di Risparmio di Imola, poi diventata Banca popolare di Verona e, infine, Bpm – ricostruisce il sindaco -. A inizio maggio ho scritto al presidente del Cda del Bpm, Carlo Fratta Pasini, per chiedere conferma e cercare di scongiurare la chiusura, che sarebbe un problema specialmente per gli anziani (la filiale più vicina del Bpm è a Borgo Tossignano, ndr).

Non ho ancora ricevuto risposta e manderò un sollecito». Anche i sindacati, confederali e pensionati di Cgil, Cisl e Uil, si stanno interessando alla questione. «Solo muovendoci tutti insieme, forze sociali e politiche, si potrà ottenere un passo indietro da parte dell’istituto di credito o quantomeno un’apertura almeno nei giorni di mercato che garantisca la continuazione seppur parziale dell’erogazione dei servizi» dicono. A stretto giro, i consiglieri regionali Pd Roberto Poli e Francesca Marchetti hanno presentato un’interrogazione per richiedere l’intervento della Regione. «La privazione dell’unico sportello bancario esistente sarebbe una grave perdita per il territorio» dicono. (re.co.)     

Filiale del Bpm a rischio chiusura, raccolta firme tra i cittadini
Economia 19 Maggio 2018

A Fontanelice la filiale del Bpma è a rischio chiusura, l'allarme del sindaco e dell'Anci

C’è preoccupazione a Fontanelice per la possibile chiusura ella filiale della banca Bpm (Banco popolare Milano) di corso Europa, l’unica presente nel territorio comunale, nella quale lavorano tre dipendenti. «Alcune settimane fa mi è arrivata lavoce di una possibile chiusura della banca entro fine anno – dice il sindaco, Athos Ponti -. Così il 2 maggio ho scritto al presidente del Cda del Bpm, Carlo Fratta Pasini, per chiedere conferma e cercare di congiurare la chiusura».

La settimana successiva, anche il presidente dell’Anci Emilia Romagna, Fabio Fecci, ha preso carta e penna e fattolo stesso. «Pur sapendo che si tratta di un’attività privata, consideriamola presenza dell’unico sportello bancario sul territorio comunale alla pari di altri servizi di pubblica utilità – scrive Fecci -. Per questo ci uniamo alla richiesta del sindaco pregandovi di fare il possibile per mantenere aperto un presidio territoriale importante come punto di riferimento economico/finanziario».

Anche nel 2016 la filiale sembrava in procinto di chiudere, fu fatta anche una raccolta firme e, alla fine, la banca restò aperta. «E’ una filiale che va bene, i clienti non mancano e non ci spieghiamo questa decisione, che per la comunità sarebbe una grave perdita – aggiunge Ponti -. Tra l’altro, è una banca storica, aperta 130 anni fa come Cassa di Risparmio di Imola, poi diventata Banca popolare di Verona e, infine, Bpm». Se chiudesse, i fontanesi troverebbero un’altra filiale del gruppo a Borgo Tossignano.«Ma per gli anziani non sarebbe certo comodo – conclude Ponti -. Al più si potrebbe ragionare per una rimodulazione degli orari». (gi.gi.)

A Fontanelice la filiale del Bpma è a rischio chiusura, l'allarme del sindaco e dell'Anci

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