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Cronaca 18 Settembre 2021

I trent’anni di attività del Banco alimentare, da Imola all’Emilia Romagna

Nel 2021 il Banco Alimentare Emilia Romagna festeggia 30 anni di attività e lo fa con una serie di eventi anche a Imola. Oggi (ore 18) la messa a San Cassiano celebrata dal vescovo, monsignor Giovanni Mosciatti. Venerdì 24 settembre, invece, nell’aula magna di Montericco il convegno «È la gratitudine che genera operosità». Presenti Stefano Gheno, presidente Cdo Opere Sociali, Federico Bassi, responsabile «Giornata Nazionale della Colletta Alimentare» e Stefano Dalmonte, presidente Fondazione Banco Alimentare Emilia Romagna Onlus. Sabato 25 settembre, infine, la presentazione del bilancio sociale 2020 a Modena con il presidente della Regione, Stefano Bonaccini.

«Dal 1991 il Banco è cresciuto come dimensioni (ad esempio l’allargamento del magazzino a Zello) ed oggi raccontiamo una storia bellissima che in Emilia Romagna coinvolge 750 strutture, nel giorno della Colletta oltre 19 mila volontari e che nel 2020 ha donato l’equivalente di venti milioni di pasti – ha commentato Stefano Dalmonte, presidente Fondazione Banco Alimentare Emilia Romagna Onlus -. Adesso ci prepariamo per i prossimi 30 anni».

Per informazioni: eventi@ emiliaromagna.bancoalimentare.it; per prenotarsi agli eventi è indispensabile compilare, entro il 22 settembre, il modulo online.

I trent’anni di attività del Banco alimentare, da Imola all’Emilia Romagna
Economia 22 Aprile 2021

Quasi 600 mila pasti donati, per Clai e Banco Alimentare obiettivo raggiunto

Obiettivo raggiunto: quasi 600 mila pasti donati a chi è in difficoltà. È questo il bilancio dell’iniziativa di solidarietà avviata lo scorso dicembre da Clai, in collaborazione con il Banco Alimentare. La cooperativa agroalimentare imolese, fondata nel 1962, è riuscita a distribuire su tutto il territorio nazionale 590 mila pasti: 10 mila per ogni anno di vita. I volontari del Banco Alimentare hanno distribuito oltre 5.200 porzioni di cibo al giorno (ognuna contenente 500 grammi di alimenti) a persone e famiglie che stanno attraversando un momento di grande difficoltà economica.

A fornire un contributo decisivo alla riuscita dell’iniziativa sono stati anche gli stessi clienti Clai. «Bisogna ragionare e lavorare sempre più in un’ottica di comunità solidale e inclusiva – commenta il presidente Clai, Giovanni Bettini – all’interno della quale tutti si sentano coinvolti e possano fare la loro parte, prendendosi cura gli uni degli altri, “dando” o “ricevendo” a seconda delle situazioni e dei momenti». «È confortante constatare come si stia diffondendo sempre più una nuova sensibilità orientata ad un impatto positivo sulla società» conclude Giovanni Bruno, presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus. (lo.mi.)

Quasi 600 mila pasti donati, per Clai e Banco Alimentare obiettivo raggiunto
Cronaca 23 Dicembre 2020

Natale 2020, Imola Bevande ha scelto di sostenere la Fondazione Banco Alimentare Emilia Romagna

Il Natale 2020 di Imola Bevande sarà all’insegna della solidarietà e della condivisione. In occasione di questa festività, infatti, la nota azienda imolese di distribuzione del settore beverage ha scelto di sostenere con una donazione l’attività della Fondazione Banco Alimentare Emilia Romagna Onlus.

Con questa iniziativa, capace di coprire i costi per il recupero e la distribuzione di prodotti per 21 mila pasti, Imola Bevande conferma la propria sensibilità all’indirizzo delle realtà sociali e solidali del territorio. «Al termine di un’annata così difficile e contraddistinta dalle tante criticità che ci hanno accomunato tutti – spiega Giuseppe Sgalaberni, amministratore delegato dell’azienda -, abbiamo deciso di sostenere i nostri dipendenti anticipando la cassa integrazione e riconoscendo un premio ai nostri agenti con un contributo mensile.  La chiusura dei locali e l’incertezza sulle aperture  sta colpendo pesantemente il nostro settore ma non mancherà mai la volontà di sostenere queste iniziative». (da.be.)

Natale 2020, Imola Bevande ha scelto di sostenere la Fondazione Banco Alimentare Emilia Romagna
Cronaca 16 Dicembre 2020

Clai dona al Banco Alimentare 590 mila pasti per i suoi 59 anni di storia

Ben 590 mila pasti (pari ognuno a 500 grammi di alimenti) da donare entro marzo 2021 a chi ha bisogno. È l’iniziativa solidale della cooperativa agroalimentare imolese Clai, in partnership con il Banco Alimentare, che dal 1989 combatte lo spreco alimentare in Italia. Perché proprio 590 mila pasti? Perché in marzo Clai compirà 59 anni. «L’anima Clai è basata da sempre su un forte senso di responsabilità sociale – spiega il presidente di Clai, Giovanni Bettini -. È nella natura della cooperativa ascoltare, vivere e aiutare attivamente le persone e il territorio. Con il Banco Alimentare condividiamo gli stessi valori, anche Clai considera la lotta allo spreco e alla povertà un tema fondamentale. Per questo le due realtà hanno stretto una partnership nella quale Clai metterà a disposizione i suoi prodotti e allo stesso tempo attiveranno un’iniziativa benefica con l’obiettivo di donare 590 mila pasti entro il 31 marzo 2021. A marzo del prossimo anno Clai compirà 59 anni e abbiamo pensato che in questo momento 10 mila pasti per ogni anno di storia fossero il miglior modo per celebrare l’anniversario».

Anche i consumatori potranno contribuire all’iniziativa, acquistando la salsiccia stagionata passita Clai, nella versione Special edition. «Ringraziamo Clai, che ci sostiene da tempo, anche per questa importante iniziativa – dichiara Giovanni Bruno, presidente della Fondazione Banco Alimentare onlus -. Grazie al loro contributo saremo in grado di distribuire un’importante quantità di alimenti alle persone bisognose. Si sta creando una consapevolezza sempre più forte della tragicità del momento che stiamo vivendo e che purtroppo non finirà a breve. È fondamentale quindi avere al nostro fianco aziende così, che dimostrino la propria vicinanza alle persone in difficoltà con gesti concreti». (lo.mi.)

Nella foto: il presidente di Clai, Giovanni Bettini

Clai dona al Banco Alimentare 590 mila pasti per i suoi 59 anni di storia
Cronaca 22 Novembre 2020

Buoni anziché beni, la Colletta del Banco alimentare non si ferma davanti al Coronavirus

Il Covid-19 non ferma la Colletta alimentare. La consueta iniziativa di fine autunno, promossa dalla fondazione Banco alimentare in tutta Italia e giunta quest’anno alla 24a edizione, non avrà però le stesse modalità degli anni precedenti. Chi vorrà donare, infatti, non farà materialmente la spesa nei punti vendita aderenti all’iniziativa per poi consegnare i prodotti nelle mani dei volontari in pettorina gialla, bensì acquisterà buoni da 2, 5 o 10 euro, cumulabili, che saranno trasformati in prodotti di corrispondente importo che il supermercato provvederà a consegnare al Banco alimentare.

Una modalità certamente meno empatica, che richiede, sottolinea il presidente del Banco alimentare dell’Emilia Romagna, Stefano Dalmonte, «un salto di qualità nella coscienza della donazione, perché non ci sarà la gratificazione della consegna tangibile della borsina con la spesa. Resta, invece, il significato, l’idea del dono e dell’atto di gratuità nei confronti dei più bisognosi».

Di fatto la Colletta edizione 2020 durerà di più. Nella modalità on line è già attiva e si protrarrà per una ventina di giorni (per il sito cliccate qui), mentre per le donazioni nei punti vendita durerà 18 giorni, dal 21 novembre all’8 dicembre, con il clou previsto per il tradizionale ultimo sabato di novembre, che quest’anno cadrà il 28. (mi.ta.)

Ulteriori approfondimenti su «sabato sera» del 19 novembre.

Nella foto: il presidente del Banco alimentare dell’Emilia Romagna, Stefano Dalmonte

Buoni anziché beni, la Colletta del Banco alimentare non si ferma davanti al Coronavirus
Cronaca 18 Luglio 2020

Banco Alimentare, pubblicato il bilancio sociale 2019. Post Coronavirus 5 mila richieste di aiuto in più

La Fondazione Banco Alimentare Emilia Romagna, in occasione della pubblicazione del bilancio sociale 2019, ha illustrato i dati che evidenziano un calo dell’industria, ma una crescita del 60% per quanto riguarda gli alimenti freschi dalla grande distribuzione e del 43% quello dai consorzi ortofrutticoli. Nel 2019 sono state 781 le organizzazioni convenzionate, a cui sono state distribuite 8.000 tonnellate di cibo, ma a preoccupare è l’emergenza sociale post Covid-19.

Nel 2019 il Banco Alimentare Emilia Romagna ha registrato un forte calo (-52% rispetto al 2018) nell’arrivo dei prodotti del programma comunitario Fead (di cui è distributore e che coprono normalmente oltre il 40% del quantitativo di alimenti distribuiti), ma tale diminuzione è stata in gran parte compensata dall’andamento generale dell’attività di recupero di alimenti (+7,8%). Nello stesso anno il Banco Alimentare Emilia Romagna ha registrato un risultato positivo per quanto riguarda i prodotti salvati dallo spreco. Le quasi 5.000 tonnellate di eccedenze (prodotti perfettamente edibili non più commercializzabili) recuperate dalla filiera agroalimentare, dalle produzioni agricole, dall’industria, dalla grande distribuzione organizzata e dalla ristorazione collettiva hanno rappresentato il 61,8% del totale degli approvvigionamenti effettuati. Se aggiungiamo i prodotti raccolti mediante la Colletta Alimentare di novembre ed altre piccole raccolte, si arriva al 74,2% del totale. «Abbiamo raggiunto nel 2019 risultati che ci riempiono di soddisfazione e che riflettono la dedizione e gli sforzi che ogni giorno il nostro staff porta avanti per supportare chi è in difficoltà – commenta Stefano Dalmonte, presidente del Banco Alimentare Emilia Romagna – Per questi straordinari risultati bisogna dire grazie ai dipendenti, ai volontari, alle aziende donatrici e alle strutture caritative che condividono la nostra mission. Siamo però preoccupati per il dramma del bisogno di cui abbiamo fatto e facciamo esperienza nella difficile situazione generata dall’epidemia Covid-19. Temiamo purtroppo che in autunno le richieste di aiuto potrebbero tornare a salire».

A inizio 2020, era stato effettuato un aggiornamento del numero degli assistiti dalle strutture convenzionate, che aveva portato da quasi 129 mila a 117 mila il numero delle persone riceventi gli alimenti distribuiti dal Banco in Emilia Romagna, dato da leggere positivamente poiché si avvertiva un piccolo miglioramento della situazione della povertà alimentare in regione. L’emergenza generata dal Coronavirus ha però causato un aumento delle richieste di aiuto. Dai primi dati analizzati, oltre 5 mila persone in più hanno chiesto e ricevuto aiuti alimentari, ma riteniamo sia una situazione ancora in progresso. Sono piccoli artigiani e imprenditori, commercianti, lavoratori precari i nuovi poveri che in questi mesi hanno fatto richiesta alla rete regionale. Tra le cause di povertà che spingono i più bisognosi a rivolgersi al Banco in Emilia Romagna attraverso le strutture caritative partner, al primo posto la mancanza di lavoro, da cui un reddito insufficiente al fabbisogno familiare, e i pochi risparmi terminati a cui si aggiungono cause di difficoltà pregresse. (r.c.)

Nella foto: due volontari del Banco Alimentare al lavoro

Banco Alimentare, pubblicato il bilancio sociale 2019. Post Coronavirus 5 mila richieste di aiuto in più
Cronaca 8 Luglio 2020

Coronavirus, richieste di cibo aumentate dal 20 al 40% in regione

Durante la pandemia, in Emilia-Romagna le richieste di cibo sono aumentate «tra il 20 e il 40%, a seconda delle zone». A rendere noto il dato è Stefano Dalmonte, presidente della fondazione Banco alimentare Emilia-Romagna, prevendo anche che «che questo dato potrebbe salire nei prossimi mesi».

Insomma, «anche in Emilia Romagna, l’epidemia Covid-19 ha colpito duramente – commenta Dalmonte –. Lo staff del Banco ed i cento volontari hanno proseguito l’attività pur tra tante difficoltà, per rispondere il più possibile alle richieste di aiuto, nuove e pregresse. Per far fronte alle aumentante richieste di aiuti alimentari, abbiamo incrementato il recupero delle eccedenze». (r.cr.)

Coronavirus, richieste di cibo aumentate dal 20 al 40% in regione
Cronaca 29 Giugno 2020

L'associazione Bof dona quattro tonnellate di beni a No sprechi e 1.200 euro a Cri, Caritas e Banco alimentare

Più di 1 tonnellata di pasta, riso, farina e zucchero, quasi 400 litri di latte ed olio, e circa 3.700 confezioni di passate di pomodoro, tonno, cioccolate, merendine, grissini, biscotti, e prodotti per l’infanzia, per la persona e per l’igiene della casa, per un quantitativo complessivo di circa 4 tonnellate di beni.
Sono i numeri di Spesa solidale, l’iniziativa che l’associazione Bof di Imola ha lanciato durante il lockdown per aiutare l’Emporio “No sprechi” di via Lambertini.

E la raccolta fondi destinata al comitato di Imola della Croce rossa italiana, alla Caritas della Diocesi di Imola e alla fondazione Banco alimentare ha permesso di destinare a ciascuno di loro la somma di 400 euro, per un totale di 1.200 euro.

«Con l’impegno di tutti i nostri giovani volontari abbiamo ottenuto un buon risultato – commenta Alfonso Bottiglieri, presidente dell’associazione Bof – e questo ci da la carica per poter promuove nuove iniziative e collaborazioni sul territorio col l’auspicio di un supporto anche da parte delle autorità locali». (r.cr.)

Nella foto: la consegna della somma donata

L'associazione Bof dona quattro tonnellate di beni a No sprechi e 1.200 euro a Cri, Caritas e Banco alimentare
Cronaca 29 Novembre 2019

Torna l'ultimo sabato di novembre la Colletta Alimentare in 44 punti vendita nel circondario imolese più Ozzano

E’ tutto pronto per la Giornata nazionale della Colletta alimentare. Chi andrà a fare la spesa domani, sabato 30 novembre, troverà infatti, nella stragrande maggioranza dei supermercati (sono 44 i punti vendita aderenti quest’anno all’iniziativa nel circondario imolese più Ozzano), i gilet gialli del Banco alimentare, impegnati nella 23ª edizione della ben nota raccolta solidale di alimenti a lunga conservazione destinati alle persone bisognose. Un rito che nella nostra regione, nel 2018, ha coinvolto poco meno di 20 mila volontari in 1.164 punti vendita. Un anno fa, la giornata ha permesso di raccogliere quasi 844 tonnellate di prodotti, che sono poi stati successivamente redistribuiti a mense e associazioni convenzionate a beneficio delle famiglie assistite.

«Per noi il gesto della Colletta alimentare – ha dichiarato il presidente della Fondazione Banco alimentare, Giovanni Bruno, nel presentare l’edizione 2019 dell’iniziativa – ha innanzitutto una valenza educativa che dà senso all’azione sociale. La Colletta alimentare ci educa e testimonia a tutti che è possibile cambiare pezzi di vita, restituirli alla dignità e alla speranza, spezzando l’indifferenza. Vogliamo ricordare a noi stessi, ai volontari che si adoperano per renderla possibile, e quindi a tutti i nostri concittadini, che solo la gratuità, la solidarietà e il dono rendono realmente umana la convivenza civile e vincono l’indifferenza, causa vera di tante ingiustizie. Per questo proponiamo a tutti di partecipare alla Colletta, gesto semplice di straordinaria solidarietà e carità».

Le modalità di svolgimento della Colletta sono le stesse degli altri anni: all’ingresso dei punti vendita, i volontari consegneranno ai clienti i sacchetti per gli alimenti, che dovranno essere a lunga conservazione per poter essere stoccati nei magazzini del Banco (a Zello, lo ricordiamo, si trova il magazzino principale del Banco Emilia Romagna) ed essere poi consegnati in un secondo tempo, in qualche caso anche a distanza di alcuni mesi. I generi oggetto della raccolta sono, in particolare, alimenti per l’infanzia, tonno in scatola, riso, olio, legumi, sughi e pelati, biscotti. (r.cr.)

Torna l'ultimo sabato di novembre la Colletta Alimentare in 44 punti vendita nel circondario imolese più Ozzano
Cronaca 18 Dicembre 2018

Nel territorio imolese più doni per Natale a 4 mila persone in difficoltà grazie alla Colletta alimentare

Un dono in più per circa 4 mila persone in difficoltà in occasione delle feste natalizie. E per tanti il gusto di avere fatto qualcosa di concreto per le persone meno fortunate. Anche quest’anno la Colletta alimentare ha fatto centro. Sono stati oltre 900 i volontari con il gilet giallo (le pettorine del Banco alimentare che non protestano, ma si mobilitano per la solidarietà) impegnati nel territorio del circondario di Imola più Ozzano nell’ultimo sabato di novembre che la Fondazione Banco alimentare dedica a raccogliere nei supermercati quei generi di prima necessità che non arrivano attraverso la quotidiana attività di recupero.

Una autentica e non scontata mobilitazione, che ha coinvolto 45 punti vendita negli undici comuni e che ha permesso di raccogliere 31.032 chilogrammi di prodotti alimentari, lo 0,7% in più rispetto al 2017. Una mobilitazione che ha coinvolto anche tanti volontari. Per capire cosa c’è dietro la scelta di dedicare un po’ del proprio tempo a questa iniziativa abbiamo raccolto tre testimonianze: il presidente dell’associazione No sprechi di Imola, una volontaria imolese e il rappresentante di un’as-sociazione che ha deciso di dare il proprio contributo «collettivo» a questa giornata di solidarietà.

«No sprechi onlus», associazione imolese nata quattro anni fa, gestisce un emporio dove le persone in difficoltà economica possono fare la spesa gratuitamente. Il presidente Sergio Suzzi racconta la sua duplice esperienza di volontario della Colletta e di membro di un’associazione che gli effetti della Colletta li può speri-mentare nell’attività di distribuzione del ricavato alle famiglie assistite. «Anche quest’anno ho risposto all’appello lanciato dal Banco alimentare per dare una mano alla buona riuscita della colletta nazionale – spiega Suzzi -. L’ho fatto sia come cittadino che non si sottrae ai doveri di solidarietà verso chiunque si trovi nel bisogno, sia come responsabile dell’associazione che ogni settimana (e questo da quasi 5 anni) riceve i prodotti del Banco alimentare per ridistribuirli attraverso il proprio emporio solidale. Guardando con soddisfazione i dati relativi alla raccolta, ho così potuto gioire doppiamente: primo perché due ore del mio tempo hanno contribuito (anche se molto modestamente) ad un grosso risultato e secondo perché so che, nelle prossime settimane, al nostro Emporio solidale arriveranno molti più prodotti».

Suzzi ha anche una terza soddisfazione. «Saranno certamente contente anche le oltre 350 famiglie che in media ogni mese vanno a fare la spesa gratuita all’emporio solidale e che, in occasione delle festività natalizie, potranno beneficiare anche di un pacco dono (con riso, marmellate e legumi vari) confezionato anche grazie all’apporto della Colletta organizzata dal Banco, una iniziativa che fino al 19 gennaio consentirà al maggior numero possibile di famiglie di poterne beneficiare. Fare rete con il Banco attraverso la colletta e insieme, Banco ed Emporio solidale, promuovere un’azione di concreto sostegno di cui beneficiano molte persone indigenti del nostro territorio, si intona magnificamente con il clima natalizio, ma aspira a concretizzarsi in ogni giorno dell’anno: anche se con fatica, l’azione dell’Emporio sta raggiungendo questo obiettivo e di certo l’apporto del Banco e della Colletta (fortunatamente sommato ad altri generosi apporti) svolgono a tale fine un ruolo determinante. Il prossimo anno – conclude il presidente Suzzi – con gli stessi obiettivi e con tante persone di buona volontà (meglio se ancora più numerose) sarò felice di ripetere l’esperienza». (m.t.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 13 dicembre

Nel territorio imolese più doni per Natale a 4 mila persone in difficoltà grazie alla Colletta alimentare

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