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Cronaca 13 Gennaio 2021

L’associazione App&Down di Natale Zero Pare fa un bel regalo da 2.700 euro alla Caritas di Imola

Lo scorso dicembre l’associazione App&Down, causa pandemia, non ha avevo potuto organizzare a Imola il tradizionale evento Natale Zero Pare. Per questo decise di lanciare l’iniziativa «Brindiamo lo stesso» per raccogliere fondi a favore della Caritas Diocesana di Imola. «Oggi comunichiamo con grande piacere che riusciremo a donare 2.700 euro, grazie alla generosità delle tante persone che hanno aderito. Questi soldi verranno utilizzati dalla Caritas diocesana per distribuire buoni spesa al crescente numero di famiglie in difficoltà economica.

Entusiasta anche il vescovo di Imola, monsignor Mosciatti. «La pandemia non ha bloccato la solidarietà e la carità. Quello che apparentemente sembrava un limite, cioè non poter più fare una manifestazione, si è rivelata un”occasione inaspettata, bella e utile. Grazie a tutti, rinnoviamo sempre questa disponibilità di fronte a quanto accade. Le circostanze non ci bloccano». 

Nella foto (Isolapress): la consegna dell’assegno da 2.700 euro

L’associazione App&Down di Natale Zero Pare fa un bel regalo da 2.700 euro alla Caritas di Imola
Cronaca 9 Gennaio 2021

Castel San Pietro piange la benefattrice Paola Reggiani Amadori

Si è spenta improvvisamente ieri a 80 anni, per infarto, la castellana Paola Reggiani, vedova di Ezio Amadori, fondatore della Tecna, azienda produttrice di macchine saldatrici a Castel San Pietro, scomparso nel 2015. Lo scorso anno, con grande generosità, la Reggiani aveva finanziato la realizzazione della Casa di accoglienza della Caritas, poi inaugurata il 27 settembre.

«È una grave perdita per la comunità di Castel San Pietro Terme – sottolinea il sindaco Fausto Tinti -. Siamo vicini alla figlia Annalisa e a tutta la famiglia in questo triste momento. La signora Paola è stata per tutti noi un grande esempio di intelligenza, generosità e sensibilità. La sua vita, sempre al fianco del marito Ezio, titolare di una delle imprese di eccellenza di Castel San Pietro Terme, è una conferma che dietro a ogni grande uomo c’è una grande donna. Pochi mesi fa, ho avuto modo di ringraziare la signora Paola a nome dell’Amministrazione e di tutta la città, in occasione dell’inaugurazione della Casa di accoglienza della Caritas – Volontariato di servizio della parrocchia di Santa Maria Maggiore, alla quale era presente come ospite d’onore il cardinale Matteo Zuppi. Un’opera per la quale aveva generosamente donato l’immobile di via Miglioli 30 e sostenuto tutte le spese, che ha messo a disposizione quattro appartamenti per famiglie che si trovano in condizioni di emergenza abitativa, ad esempio per sfratto o per difficoltà lavorative, che si rivolgono ai centri d’ascolto Caritas. Un gesto che esalta il valore del dono come punto di forza della nostra comunità, per il quale le siamo infinitamente grati e la ricorderemo sempre».

All’inaugurazione della Casa di Accoglienza, Paola Reggiani aveva detto: «Mio marito Ezio ed io abbiamo sempre evitato di metterci in mostra per quanto realizzato per la comunità o per le persone in stato di disagio, ma ora sono stata costretta a uscire allo scoperto. Non ho nessun merito per questa opera, me lo ha permesso mio marito con il lavoro di un’intera vita laboriosissima. Insieme a tutta la sua squadra di dipendenti e artigiani del territorio ha realizzato l’azienda Tecna, una ricchezza per il territorio, infatti tutto veniva redistribuito equamente, come dovrebbe sempre essere in un’economia rispettosa delle persone e del territorio, quella che viene definita un’economia gentile. Questa realizzazione che tutti voi mi avete permesso di vedere è un regalo a ricordo di mio marito Ezio, uomo buono e generoso, che certamente sarebbe stato d’accordo con me».

La signora Paola era ragioniera e nei primi tempi aveva messo a disposizione la sua competenza contabile per la gestione finanziaria della Tecna, poi era sempre rimasta al fianco del marito Ezio. Negli ultimi anni, quando per problemi di salute lui non poteva più occuparsi dell’azienda, era entrata nel Consiglio di amministrazione, portando avanti i principi e le idee che avevano condiviso, anteponendoli sempre agli interessi economici, tanto che, quando aveva ceduto l’azienda, non aveva preteso il massimo del valore, ponendo in cambio la condizione di avere il potere di veto a un’eventuale trasferimento dell’azienda fuori da Castel San Pietro.

Un altro importante aspetto della sua personalità era che, oltre a dimostrare una grande sensibilità per i temi sociali, Paola Reggiani ha sempre dedicato molta attenzione all’ambiente, all’ecologia e all’uso di prodotti biologici, anche in tempi in cui non erano ancora diffusi. Il funerale si terrà martedì 12 gennaio, alle ore 15, nella chiesa del convento dei Frati Cappuccini di Castel San Pietro. (lo.mi.)

Nella foto: Paola Reggiani Amadori all’inaugurazione della Casa di accoglienza, avvenuta lo scorso 27 settembre

Castel San Pietro piange la benefattrice Paola Reggiani Amadori
Cronaca 25 Novembre 2020

App&Down lancia l’iniziativa «Brindiamo lo stesso», una raccolta fondi per la Caritas di Imola

In vista delle feste natalizie, l’associazione culturale App&Down lancia l’iniziativa «Brindiamo lo stesso”, una raccolta fondi il cui ricavato sarà devoluto alla Caritas di Imola per far fronte al crescente numero di richieste di aiuto da parte di persone in difficoltà economica. I fondi saranno raccolti attraverso la vendita di speciali birre natalizie, offerte ad un prezzo speciale da Forst e Imola Bevande. «Quest’anno non sarà possibile organizzare Natale Zero Pare – dichiara Beppe Bianco di App&Down – ma non volevamo rinunciare alla solidarietà che è sempre stato un obiettivo importante del nostro evento. Per questo motivo abbiamo pensato ad una raccolta fondi per aiutare le famiglie più in difficoltà».

La Caritas utilizzerà questa donazione trasformandola in «buoni spesa» con i quali le famiglie potranno recarsi presso i supermercati ed acquistare liberamente ciò di cui maggiormente necessitano. «Sono proprio incredibili i nostri amici dell’associazione App&Down – afferma il vescovo Monsignor Mosciatti – nel momento della prova emerge sempre la verità che siamo. E i nostri amici, proprio in questo tempo, ci mostrano la radice del loro cuore. Quanta dedizione e sforzo per organizzare le bellissime serate di Natale nell”area del Mercato. Se oggi non si può, ecco emergere la radice profonda di tutto l”impegno: la solidarietà. Che brindisi sarebbe se chi è intorno a noi nel bisogno non ce la fa? E allora una festa diversa, un Natale solidale, un brindisi di condivisione. Grazie di cuore ai nostri amici. Vogliamo imparare da loro». (da.be.)

Nella foto (Isolapress): i ragazzi dell’associazione App&Down insieme al vescovo di Imola Monsignor Mosciatti

App&Down lancia l’iniziativa  «Brindiamo lo stesso», una raccolta fondi per la Caritas di Imola
Cronaca 8 Luglio 2020

Hera dona oltre 38.000 pasti alla Caritas. In via di definizione un progetto a Imola

Scegliere l’invio elettronico della bolletta è un piccolo gesto che ha permesso di contribuire a dare un aiuto concreto a chi ha più bisogno. Grazie ad una campagna durata da metà aprile a fine giugno il Gruppo Hera ha trasformato le oltre 76.800 richieste di attivazione della bolletta per e-mail nell’equivalente di oltre 38.000 pasti da destinare alle persone in difficoltà in Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche, Lombardia e Puglia, a fronte dei 25.000 previsti, oltre 10.000 in più.
Per ciascuna richiesta il Gruppo Hera ha donato 2 euro a favore della Caritas Italiana che sono stati trasformati in pasti.

In particolare, a Bologna la Caritas ha destinato una parte dei fondi donati dal Gruppo Hera all’acquisto di pasti destinati agli ospiti della mensa parrocchiale “Sacra Famiglia” in via Irma Bandiera 24, del centro di accoglienza Beltrame per cittadini senza dimora, in via Sabatucci 2, e a Villa Serena, nella zona Barca, che ospita persona senza fissa dimora in isolamento preventivo e/o fiduciario per Covid-19.
E’ in via di definizione anche un ulteriore progetto per il loro utilizzo a Imola. (r.cr.)

Hera dona oltre 38.000 pasti alla Caritas. In via di definizione un progetto a Imola
Cronaca 29 Giugno 2020

L'associazione Bof dona quattro tonnellate di beni a No sprechi e 1.200 euro a Cri, Caritas e Banco alimentare

Più di 1 tonnellata di pasta, riso, farina e zucchero, quasi 400 litri di latte ed olio, e circa 3.700 confezioni di passate di pomodoro, tonno, cioccolate, merendine, grissini, biscotti, e prodotti per l’infanzia, per la persona e per l’igiene della casa, per un quantitativo complessivo di circa 4 tonnellate di beni.
Sono i numeri di Spesa solidale, l’iniziativa che l’associazione Bof di Imola ha lanciato durante il lockdown per aiutare l’Emporio “No sprechi” di via Lambertini.

E la raccolta fondi destinata al comitato di Imola della Croce rossa italiana, alla Caritas della Diocesi di Imola e alla fondazione Banco alimentare ha permesso di destinare a ciascuno di loro la somma di 400 euro, per un totale di 1.200 euro.

«Con l’impegno di tutti i nostri giovani volontari abbiamo ottenuto un buon risultato – commenta Alfonso Bottiglieri, presidente dell’associazione Bof – e questo ci da la carica per poter promuove nuove iniziative e collaborazioni sul territorio col l’auspicio di un supporto anche da parte delle autorità locali». (r.cr.)

Nella foto: la consegna della somma donata

L'associazione Bof dona quattro tonnellate di beni a No sprechi e 1.200 euro a Cri, Caritas e Banco alimentare
Cronaca 5 Giugno 2020

La solidarietà di Gruppo Hera e Caritas non si ferma, iniziativa dei pasti ai più bisognosi prorogata al 30 giugno

Gruppo Hera e Caritas Italiana sempre insieme in favore dei più bisognosi. Una donazione alla Caritas Italiana per ogni cliente che richiede l’invio elettronico della bolletta, per fornire pasti a chi ne ha bisogno. È questa l’iniziativa di solidarietà messa in campo dal Gruppo Hera a partire da metà aprile, e che ora viene prorogata fino al 30 giugno. Nel primo mese e mezzo sono stati già raggiunti gli obiettivi che permettono di donare all’ente fondi equivalenti all’erogazione di oltre 20.000 pasti.

Fino al 30 giugno, quindi, per ciascun cliente, domestico o business, che attivi l’invio elettronico della bolletta, il Gruppo Hera donerà 2 euro a favore della Caritas Italiana per l’erogazione di pasti da destinare alle persone in difficoltà in Emilia-Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche e Lombardia. È possibile richiedere l’invio della bolletta per e-mail, in sostituzione di quella cartacea, per le bollette di energia elettrica, gas, acqua, teleriscaldamento e tariffa a corrispettivo puntuale per la gestione dei rifiuti. Farlo è semplice: basta accedere ai servizi digitali del Gruppo Hera (Servizi Online e app My Hera) o contattare il Servizio Clienti.

 Scegliere l’invio elettronico della bolletta è un piccolo gesto con il quale ora, però, si può contribuire a dare un aiuto concreto a chi ha più bisogno, per superare questa emergenza. Allo stesso tempo rappresenta un vantaggio per i clienti, poiché l’invio per e-mail assicura puntualità di consegna, e anche per l’ambiente, in termini di risparmio di carta ed emissioni in atmosfera per produrla e trasportarla.

Tutte le informazioni utili. (da.be.)

Foto d’archivio

La solidarietà di Gruppo Hera e Caritas non si ferma, iniziativa dei pasti ai più bisognosi prorogata al 30 giugno
Cronaca 13 Aprile 2020

Coronavirus: aziende chiuse e precari a casa, è l’emergenza dei nuovi poveri

C’è un dramma nel dramma che si manifesta in conseguenza non tanto dell’emergenza sanitaria, quanto delle misure decise dalle autorità per arginare il contagio: l’aumento delle persone e dei nuclei familiari sotto la soglia di povertà. Le attività costrette a chiudere e gli impieghi precari hanno tolto infatti la fonte di sostentamento a tante persone.

A fotografare la situazione sono le associazioni che operano per aiutare chi ha bisogno, a cominciare dalla Caritas diocesana, che non ha smesso di tenere aperto il suo centro di ascolto, nonostante la fatica per il minor numero di volontari a disposizione e l’obbligo di rispettare le prescrizioni anti-Coronavirus.
«Vediamo famiglie sempre più disperate – conferma il direttore, Luca Gabbi –. A volte le stesse, più disperate di prima, ma anche diverse nuove. Riceviamo moltissime telefonate e richieste di delucidazioni, non occorre essere profeti per capire che si prospettano momenti a dir poco delicati. I lavoratori precari, a chiamata e in nero sono tutti a casa e c’è una richiesta maggiore di viveri che arriva a No Sprechi. La ripresa economica degli ultimi tempi aveva aiutato molte fasce deboli che, ora che è tornata la secca, sono rimaste a piedi. Non parlo solo di chi lavorava in ristoranti e pizzerie, ma anche di alcuni commercianti e artigiani edili ora fermi».
Poiché la mensa è chiusa, la Caritas consegna i cestini con i pasti preparati dalla mensa Acli per il pranzo di mezzogiorno. Pasti che sono «quasi raddoppiati», aggiunge Gabbi. (mi.ta.)

Tutte le interviste sul numero del Sabato sera del 6 aprile

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, il lavoro alla sede dell”associazione No sprechi

Coronavirus: aziende chiuse e precari a casa, è l’emergenza dei nuovi poveri
Cronaca 24 Dicembre 2019

Asp, Cri, Caritas e Sol.Co in rete per combattere gravi marginalità e povertà

Asp del circondario imolese, Caritas della diocesi di Imola, comitato di Imola della Croce rossa italiana e gruppo cooperativo Sol.Co in rete per combattere situazioni di grave marginalità e povertà estrema.
Ad unirli in uno sforzo comune è un finanziamento di poco più di 80.000 euro che il Nuovo circondario imolese ha ricevuto nell’ambito del Piano nazionale di contrasto alla povertà 2018/2020, che ha spinto l’ente di via Boccaccio a coordinare le diverse realtà che operano sul nostro territorio per migliorare i servizi di presa in carico e sostegno all’uscita dalla povertà delle persone bisognose.

In quest’ottica, salgono a tre le uscite serali dell’unità di strada del comitato di Imola della Croce rossa italiana per la distribuzione di coperte, sacchi a pelo, generi alimentari -paste dolci e salate donate da pasticcerie cittadine- e acqua/bevande calde, e per indirizzare le persone incontrate verso un’accoglienza notturna adeguata, ancora di più in periodo di emergenza freddo.
A questo scopo, il Comitato di Imola della Croce rossa italiana, la Caritas della diocesi di Imola e l’associazione Santa Maria della carità (di cui la Caritas è il “braccio operativo”, ndr) collaborano alla gestione de “Il rifugio di Sofia”, un appartamento predisposto per l’accoglienza di quattro donne e di dodici uomini, e hanno incrementato gli orari di apertura dei propri centri di ascolto.
Con l’obiettivo successivo  di avviare le persone accolte a percorsi di graduale autonomia, il gruppo cooperativo Sol.Co ha avviato due progetti di housing first ed housing led a “Casa Santa Chiara”, un appartamento arredato che ospiterà quattro donne senza fissa dimora, e in un altro appartamento individuato dal Comune di Imola e da Area Blu destinato a soli uomini. (r.cr.)

Tutti gli approfondimenti nel numero di Sabato sera che uscirà dopo le festività natalizie

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapess, la conferenza stampa di presentazione del progetto

Asp, Cri, Caritas e Sol.Co in rete per combattere gravi marginalità e povertà
Cronaca 2 Dicembre 2019

“Natale zero pare' ancora più solidale con la cena della Vigilia per le persone bisognose e sole

Sarà un “Natale zero pare” ancora più solidale quello immaginato dall’associazione “App&Down” per quest’anno. La sera del 24 dicembre, infatti, si svolgerà una cena solidale gratuita dedicata alle persone in condizioni di difficoltà economica o sole. Un’dea che è subito piaciuta a monsignor Giovanni Mosciatti, vescovo di Imola, che ha assicurato la propria presenza durante la serata.

«Pensiamo che Natale sia una bella occasione per passare del tempo con i propri cari, ma può diventare un momento difficile per chi rimane solo – spiega Giuseppe Bianco, presidente dell’associazione –. Per questo motivo abbiamo pensato ad una serata da passare tutti assieme».

Alla cena si potrà partecipare esclusivamente ritirando un ticket presso Caritas, comitato di Imola della Croce rossa e fondazione Santa Caterina, che collaborano all’organizzazione e alla realizzazione della serata. (r.cr.)

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, i rappresentanti dell”associazione, della Caritas diocesana, del comitato cittadino della Croce rossa e della fondazione Santa Caterina ricevuti dal vescovo

“Natale zero pare' ancora più solidale con la cena della Vigilia per le persone bisognose e sole
Cronaca 13 Marzo 2018

Rapporto povertà 2017, in aumento gli italiani rispetto agli stranieri. I dati della Caritas di Imola

E” uscito in questi giorni il “Rapporto sulle povertà 2017” redatto, per l”undicesima edizione, dalla Caritas di Imola. 

Nel 2017 si sono rivolti al centro di ascolto 731 nuclei familiari (pari ad un totale di 1.849 persone) di questi, il 56% è stato preso in carico dall”Asp. Gli italiani che si sono rivolti alla Caritas sono aumentati dal 44,5% del 2016 al 49,2% del 2017. Gli ingressi sono rimasti costanti rispetto all’anno precedente, ma il numero medio di accessi quotidiani è passato dal 10,8% del 2016 al 12,7%  del 2017 (+17%). A questi dati vanno aggiunti i circa 384 nuclei seguiti direttamente dalle Caritas parrocchiali della diocesi di Imola (Castel San Pietro e Medicina appartengono alla diocesi di Bologna). Sono, quindi, ben 1.115 le famiglie che si sono presentate (in sede o nelle parrocchie) nel 2017 per chiedere qualche forma di aiuto.

Ritornando ai dati della Caritas diocesana, gli stranieri provengono da 37 Paesi, in particolare dal Marocco, anche se l”aumento maggiore si è verificato tra gli albanesi. Su un totale di 371 nuclei stranieri (-8% rispetto al 2016), 311 vengono da Paesi extra Ue e ben il 95% di essi possiede un permesso di soggiorno regolare.

Riguardo alla fascia d”età in generale di tutti i nuclei accolti dalla Caritas diocesana è preoccupante come il 22,3% delle persone che si rivolgono al Centro abbia meno di 35 anni, mentre la percentuale dei disoccupati è diminuita rispetto all’anno precedente: 46% contro il 51% (più frequente tra gli stranieri rispetto agli italiani).

Un incremento c”è stato sul numero delle persone senza fissa dimora cresciute dal 14,8% del 2007 all’attuale 23%. Sono stati complessivamente 212 i «nuovi arrivi» (197 nel ’16) dove la percentuale degli italiani è del 52% circa, contro il 45% del ’16; tra gli stranieri extra Ue soltanto il 5,3% non possedeva il permesso di soggiorno (contro il 14,8% del 2016). Ii «ritorni», ovvero coloro che si sono ripresentati in Caritas dopo oltre un anno di assenza, sono stati 183, in calo rispetto al 2016. Nel 2017 sono state ospitate 22 persone (due terzi sono italiani) che dormivano in situazione estreme come in auto, in garage o all’addiaccio.

Le problematiche maggiori emerse, sia si tratti di persone sole che nuclei familiari, sono principalmente economiche, abitative e occupazionali. “Siamo ancora di fronte ad una precarietà lavorativa diffusa che colpisce principalmente le fasce deboli, quelle cioè con bassa scolarità e senza specializzazioni” scrive la Caritas nel suo rapporto.

r.c.

Nella foto: il rapporto della Caritas di Imola

Rapporto povertà 2017, in aumento gli italiani rispetto agli stranieri. I dati della Caritas di Imola

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