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Cronaca 4 Ottobre 2019

L'Anpi e i Comuni di Imola e Riolo Terme ricordano i partigiani caduti a Ca' Genasia al monumento di via Sabbioni

Presso il monumento di Ca’ Genasia, all’incrocio tra via Sabbioni e via Caduti di Toranello, domani sabato 5 ottobre, alle ore 11, avrà luogo una cerimonia per ricordare i partigiani caduti, Rino Ruscello, Marino Dalmonte ed Elisa Gambassi, appartenenti al Sap Montano. La commemorazione è organizzata dai Comuni e dalle sezioni Anpi di Imola e Riolo Terme. Parleranno, per il Comune di Riolo Terme, la vice sindaco Francesca Merlini, per il Comune di Imola, l’assessore Claudio Frati, per l’Anpi di Imola, Fabrizia Fiumi. Saranno presenti gli studenti di due classi terze dell’Istituto comprensivo 7 di Imola e alcune classi dell’Istituto comprensivo di Riolo Terme.

Il Battaglione Sap Montano fu istituito quando gli sviluppi della guerra di liberazione suggerirono la necessità di affrontare la nuova situazione derivata dall’avanzata degli Alleati e la conseguente ritirata delle forze tedesche e si decise, perciò, di costituire una unità partigiana omogenea di media entità nelle colline alla sinistra le località di Torano, Montecatone, Monte della Valle, Casalfiumanese; e sulle colline della destra, le località di Ghiandolino, Goccianello, Bergullo, Pediano, Toranello, Codrignano, Montemeldola.

La vicenda di Ca’ Genasia ebbe origine dall’assalto che alcuni partigiani mossero a un carro tedesco, durante il quale un soldato rimase ucciso e il carico fu abbandonato nelle mani dei partigiani. La reazione tedesca fu rapida e sul posto giunsero una quarantina di tedeschi con due autoblindo che, a causa del terreno fangoso non riuscirono ad agganciare i partigiani in ritirata. Ruscello e Dalmonte restarono di vedetta a Ca’ Genasia per la notte ma, poco prima del mattino, furono sorpresi da truppe tedesche e uomini della Brigata nera nel fienile dove stavano dormendo e ingaggiarono un aspro combattimento, terminato con l’incendio del fienile e la morte dei due partigiani. Nelle fasi precedenti dello scontro aveva perso la vita anche la staffetta Elisa Gambassi che si trovava nella casa. (r.cr.)

L'Anpi e i Comuni di Imola e Riolo Terme ricordano i partigiani caduti a Ca' Genasia al monumento di via Sabbioni
Cronaca 19 Luglio 2019

A Castel del Rio inaugura il giardino “Enrico Berlinguer' con il sindaco, Raffaello De Brasi e Vasco Errani

Sarà inaugurato domani, sabato 20 luglio a Castel del Rio, in via della Resistenza, il giardino intitolato a Enrico Berlinguer. La cerimonia avrà inizio alle 10.30 e vi interverranno il sindaco di Castel del Rio Alberto Baldazzi, l”onorevole Raffallo De Brasi e il senatore Vasco Errani. Seguirà un rinfresco.

Di seguito il racconto degli ultimi momenti di vita di Enrico Berlinguer, che fu segretario del Partito Comunista Italiano dal 1972 alla morte, avvenuta 12 anni dopo e della quale quest”anno si è celebrato il 35° anniversario.

«E” il 7 giugno 1984. Di lì a poco si terranno le elezioni europee e il segretario del Pci, Enrico Berlinguer, è sul palco allestito in piazza della Frutta, a Padova, per un comizio. Mentre sta parlando accusa un malore. «Compagni, lavorate tutti, casa per casa…». La voce si incrina, si porta un fazzoletto alla bocca. Fa fatica, ma continua, mentre la folla, accortasi della sua sofferenza, gli urla «Basta Enrico».Finito il comizio rientra in albergo, dove si addormenta sul letto entrando in coma. Le sue condizioni appaiono subito drammatiche; viene trasferito in ospedale, dove morirà quattro giorni dopo, alle ore 12.45 dell’11 giugno, a causa dell’emorragia cerebrale. Il presidente della Repubblica, Sandro Pertini, che già si trovava a Padova per ragioni di Stato, andrà a trovarlo in ospedale. Farà in tempo a vederlo e baciarlo sulla fronte. Poche ore dopo il decesso imporrà che la salma venga caricata sull’aereo presidenziale per portarla lui stesso nella capitale. “Lo porto via – disse – come un amico fraterno,come un figlio, come un compagno di lotta”».

Questa invece è una parte del ricordo affidato a «sabato sera» dall”onorevole Massimo Marchignoli, tra gli artefici dell”iniziativa di intitolazione: «Enrico Berlinguer viene eletto segretario del Pci nel marzo 1972. Avevo poco meno di quattordici anni e mi iscrissi, per la prima volta, alla Federazione giovanile comunista italiana. Per la mia generazione era impossibile crescere “filosovietici”. Volevamo cambiare il mondo. Chiedevamo un profondo rinnovamento economico, sociale, culturale. Eravamo contro l’equilibrio del terrore che vedeva le due grandi potenze impegnate in una folle corsa nel dotarsi di nuovi armamenti nucleari. Volevamo il disarmo unilaterale e la pace planetaria. «Per noi la guida di tutto ciò era Enrico Berlinguer».

«Un grandissimo e coraggioso innovatore, una persona perbene e coerente, gentile nei comportamenti e nel linguaggio – conclude l”ex sindaco di Castel del Rio e di Imola -. Una figura di statista, l’aggettivo che troverete scritto nella targa commemorativa che scopriremo sabato 20 luglio a Castel del Rio». (r.cr.)

L”intero racconto della scomparsa di Berlinguer e la testimonianza completa di Massimo Marchignoli sono su «sabato sera» del 18 luglio

A Castel del Rio inaugura il giardino “Enrico Berlinguer' con il sindaco, Raffaello De Brasi e Vasco Errani
Cronaca 22 Giugno 2019

Commendatori e cavalieri, le onorificenze del 2 Giugno che hanno interessato personaggi di Imola e Ozzano

Il 2 giugno è stata la giornata di celebrazione nazionale della nascita della Repubblica italiana. Giornata in cui si sono svolte cerimonie ufficiali organizzate dalle prefetture un po’ su tutto il territorio nazionale, con parate militari passate in rassegna dai prefetti nelle veste di più alta autorità governativa in provincia. E nell’occasione si sono svolte anche le cerimonie di consegna delle onorificenze al merito della Repubblica italiana. Ebbene tra i 64 neoinsigniti che hanno partecipato alla cerimonia solenne svoltasi a palazzo Caprara Montpensier, sede della prefettura di Bologna, c”erano gli imolesi Stefano Domenicali (presidente e amministratore delegato della Lamborghini) e Libero Calamosca (impegnato nel sindacato degli agenti immobiliari), il primario dell”Oncologia di Imola, ma conselicese d”origine Antonio Maestri e l”ozzanese Gianluca Migliozzi, tenente colonnello dei carabinieri. 

Stefano Domenicali. Attuale presidente e amministratore delegato della Lamborghini, la casa automobilistica di Sant’Agata Bolognese produttrice di auto di lusso, di proprietà della tedesca Audi, è stato insignito del titolo di Commendatore della Repubblica, onorificenza che va ad aggiungersi al titolo di Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana assegnatogli nel 2002. «Sono molto orgoglioso di ricevere questo riconoscimento in questo giorno di festa nazionale – ha commentato il neocommendatore – perché, da italiano, sento molto certi valori e certe responsabilità». Prima del passaggio al gruppo Audi, Domenicali ha avuto un ruolo di primo piano nei successi della scuderia Ferrari nei campionati di Formula 1 degli anni 2000, divenendo direttore della gestione sportiva della casa di Maranello in sostituzione di Jean Todt dal 2008 al 2014.

Libero Calamosca. Personaggio noto a Imola per via dell’attività di agente immobiliare, lo scorso 2 giugno è stato insignito invece del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica italiana. «E’ stata una grande emozione, che ancora porto dentro nonostante i giorni già trascorsi dalla cerimonia in prefettura – commenta -. Alla mia età ricevere un simile riconoscimento per ciò che si è fatto durante la vita è sicuramente motivo di orgoglio e di grande soddisfazione». I meriti di Calamosca non si limitano alla lunga attività libero professionale ma anche all’impegno profuso in ambito sindacale nella categoria degli agenti e dei consulenti immobiliari.

Antonio Maestri. E” un nome noto della sanità imolese, dal dicembre 2010 direttore del dipartimento dell’Azienda Usl di Imola comprendente il reparto di oncologia dell’ospedale Santa Maria della Scaletta, il day hospital oncologico e l’hospice di Castel San Pietro.

Gianluca Migliozzi. E” stato nominato Cavaliere al merito della Repubblica italiana, riconoscimento proposto dal sindaco di Ozzano, Luca Lelli, per il servizio prestato dall’ufficiale, con il grado di capitano, tra il 2005 e il 2009, alla guida della compagnia di San Lazzaro di Savena. «Ricordo molto bene l’esperienza e la grande disponibilità del capitano Migliozzi ed i rapporti continui e costanti che riusciva a tenere con gli amministratori del territorio – ha raccontato il sindaco di Ozzano dell’Emilia -. Fu grazie al suo prezioso apporto che si riuscì ad intensificare i servizi di controllo, riuscendo a disarticolare sodalizi criminali dediti allo sfruttamento della prostituzione e al traffico internazionale di droga». (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 20 giugno

Nella foto sopra il prefetto di Bologna Patrizia Impresa con Stefano Domenicali e il sindaco metropolitano Virginio Merola. Sotto, a sinistra Libero Calamosca con il prefetto e a destra Gianluca Migliozzi con il prefetto e il sindaco di Ozzano Luca Lelli

Commendatori e cavalieri, le onorificenze del 2 Giugno che hanno interessato personaggi di Imola e Ozzano
Cronaca 12 Giugno 2019

Il 13 luglio in San Cassiano l'ordinazione episcopale di don Giovanni Mosciatti, nuovo vescovo di Imola

Tempi brevi per l’ordinazione episcopale del vescovo eletto di Imola don Giovanni Mosciatti. La cerimonia avverrà infatti sabato 13 luglio 2019 alle 17 nella cattedrale di San Cassiano, quindi (come già anticipato) direttamente a Imola e non nella diocesi d”origine del sacerdote.

Tre i vescovi consacranti: l”arcivescovo metropolita di Bologna monsignor Matteo Zuppi, il vescovo uscente monsignor Tommaso Ghirelli, che attualmente ricopre la carica di amministratore apostolico della Diocesi di Imola e monsignor Stefano Russo, amministratore apostolico della Diocesi di Fabriano-Matelica (dalla quale don Mosciatti proviene) e segretario generale della Conferenza episcopale italiana.

Dopo il rito religioso ci sarà un momento di festa e di musica. Il giorno successivo poi, domenica 14 luglio, alle 19, il nuovo vescovo presiederà una concelebrazione eucaristica nella chiesa della Collegiata a Lugo, seconda città per dimensioni della diocesi. (r.cr.)

Il 13 luglio in San Cassiano l'ordinazione episcopale di don Giovanni Mosciatti, nuovo vescovo di Imola
Cronaca 10 Aprile 2019

La mensa-auditorium della primaria “Luciana Sassatelli' di Castel San Pietro intitolata alla partigiana Ermelinda Bersani

Taglio del nastro affollato e commosso a Castel San Pietro Terme, nei giorni scorsi, per il nuovo edificio della mensa scolastica e sala auditorium della scuola primaria Luciana Sassatelli, che è stato intitolato alla partigiana Ermelinda Bersani (1908-2002). Il significato di questa intitolazione a quella che fu la prima donna eletta in Consiglio comunale a Castel San Pietro Terme nelle elezioni libere del 1946, membro e organizzatrice delle staffette partigiane nel territorio castellano e moglie dell’antifascista Giorgio Nardi, è stato sottolineato dal sindaco Fausto Tinti, che ha dichiarato: «Inauguriamo questi nuovi spazi per i nostri bambini e per il personale che lavora nella scuola per educare, che è un grande valore che questa Giunta ha voluto portare avanti, dando priorità alle scuole con questa opera che abbiamo realizzato e con le altre che abbiamo programmato. L’altro valore che abbiamo voluto affermare, insieme al Consiglio Comunale che l’ha scelta all’unanimità, è quello rappresentato dall’intitolazione di questi spazi a Ermelinda Bersani, una donna impegnata nella lotta partigiana, che ha avuto un ruolo importante nella nostra comunità».

Toccante è stata poi la lettura, da parte della sindaca del Consiglio comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, Michelle Lamieri, di una testimonianza scritta della stessa Ermelinda Bersani, nella quale la donna ripercorreva i difficili anni delle lotte sindacali e partigiane da lei sostenute, giovane madre di un bambino, fino alla gioia della Liberazione, al ritorno del marito che era stato deportato e all”elezione in Consiglio comunale. Il dirigente della Direzione Didattica Statale Roberto Gallingani ha invece sottolineato il valore di questa nuova mensa-auditorium anche dal punto di vista estetico: «Vivere in una scuola bella – queste le sue parole – aiuta ad assimilare i valori connessi con la bellezza, che sono la verità, l’armonia, l’ordine e la giustizia».

Alla cerimonia erano presenti, oltre alla famiglia Nardi Bersani, anche il senatore Daniele Manca, membro della Commissione permanente Bilancio e commissione parlamentare per le questioni regionali e la senatrice Valeria Valente, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e su ogni forma violenza di genere, che hanno sostenuto l’importanza di investire nella scuola in un momento storico in cui i valori su cui sono costruite le nostre comunità rischiano di essere messi in discussione. Insieme al taglio del nastro è stata scoperta anche l’opera dell’artista Gianni Buonfiglioli dedicata a Ermelinda Bersani, mentre alle ricerche storiche, alle letture e testimonianze riguardanti l’intitolazione dell’auditorium, hanno collaborato le associazioni “Terra Storia Memoria” e Anpi.

Nella foto un momento della cerimonia

La mensa-auditorium della primaria “Luciana Sassatelli' di Castel San Pietro intitolata alla partigiana Ermelinda Bersani
Cronaca 9 Aprile 2019

La sindaca Sangiorgi ha consegnato il Grifo “Città di Imola' al procuratore Fausto Cardella per l'attività contro la mafia

La sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, ha consegnato oggi in municipio il Grifo “Città di Imola” al procuratore generale presso la Corte d’Appello di Perugia, Fausto Cardella, in occasione dell’incontro conclusivo del progetto “Educare alla Legalità”, organizzato da Luisa Rago per la seconda volta consecutiva nelle scuole imolesi. Al progetto, patrocinato dal Comune e dalla Regione e che ha ricevuto un contributo dalle aziende Cefla e Weleda, ha partecipato attivamente la Compagnia di Imola della Guardia di Finanza.

Oggi il dottor Cardella ha incontrato gli studenti dell’istituto superiore “Paolini Cassiano” di Imola, in un faccia a faccia moderato dal giornalista Valerio Baroncini, redattore capo del Resto del Carlino di Bologna. La consegna del Grifo è avvenuta in apertura, con questa motivazione: “Al Procuratore Generale Dottor Fausto Cardella il nostro ampio riconoscimento unito ai sentimenti di stima e profonda ammirazione e gratitudine per il lavoro e la dedizione di una vita nella lotta alla criminalità organizzata e al perseguimento dei valori della legalità. Che il Suo esempio possa essere il modello per tanti”.

«È un piacere per me e per l’intera Amministrazione comunale della città di Imola ospitare nella sala del Consiglio del nostro municipio il dottor Fausto Cardella e le tante autorità presenti. La salvaguardia e la promozione dei valori di democrazia, legalità e libertà hanno contraddistinto ed accompagnato l’intera carriera del dottor Cardella che, applicato alla Direzione distrettuale Antimafia di Caltanissetta, ha partecipato alle indagini sulle stragi in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e le rispettive scorte».

Nel ricevere il riconoscimento, Cardella ha detto «sono felice ed è per me un onore ricevere il Grifo Città di Imola. Ringrazio la sindaca Manuela Sangiorgi per avermelo consegnato. Conoscevo già Imola, una città che può essere considerata un esempio di buona amministrazione e da oggi avrò un motivo in più per amarla e per ritornarci». Parlando dell’attività di magistrato, il procuratore ha proseguito: «L’Italia ha un primato che nessun altro Paese del libero Occidente possiede: è quello di avere 28 magistrati uccisi dalla mafia, dal terrorismo o da altre forme di criminalità. A questo triste elenco si aggiungono anche gli uomini e le donne delle forze dell’ordine, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza ed anche giornalisti e politici uccisi nell’espletare il proprio lavoro. Per questo il mio ringraziamento va alle forze dell’ordine, che accompagnano quotidianamente il lavoro della Magistratura”. Il procuratore Cardella ha evidenziato come fra i 28 magistrati uccisi ce ne siano alcuni che sono meno noti alla ribalta delle cronache nazionali. Fra questi Giangiacomo Ciaccio Montalto, ucciso dalla mafia a Trapani e Alberto Giacomelli, anch’egli ucciso a Trapani, il cui figlio don Giuseppe, è parroco ad Imola. A questo proposito ha ricordato la recente iniziativa dello Stato di Israele che, insieme ad una delegazione di magistrati italiani, ha messo a dimora, nel bosco sacro alle porte di Gerusalemme, 28 piante in memoria dei 28 magistrati italiani uccisi dal mafie e dalla criminalità.  

Nel corso della cerimonia sono intervenuti anche l’assessore alla Sicurezza e alla Legalità, Andrea Longhi («Oggi la mafia, le mafie e tutte le forme di criminalità organizzata si sono evolute ed hanno cambiato strategia, cercano di entrare nei salotti buoni grazie a professionisti, imprenditori, politici e burocrati. La mafia è interessata a condizionare la pubblica amministrazione, e la gestione del denaro pubblico. Questo implica che la lotta alla mafia e alla corruzione sono aspetti da affrontare di pari passo facendo essi parte, della stessa condotta criminale») e l’assessore alla Scuola, Claudia Resta («il tema dell’educazione alla legalità rappresenta da sempre un fondamento nella costruzione dell’identità di ogni studente nella sua veste di cittadino; proprio per questo “legalità e cittadinanza”»). L’ideatrice di “Educare alla legalità”, Luisa Rago, ha infine sottolineato che il progetto « è rivolto a tutti gli studenti, dai bambini delle scuole primarie fino ai ragazzi delle scuole medie e superiori, con l’obiettivo di avvicinarli al concetto di regole, legalità e convivenza civile». (r.cr.)

Nella foto il momento della consegna del Grifo “Città di Imola”

La sindaca Sangiorgi ha consegnato il Grifo “Città di Imola' al procuratore Fausto Cardella per l'attività contro la mafia
Cronaca 8 Marzo 2019

Sarà reinaugurato sabato 9 marzo a Imola il monumento ai caduti “La Rossa' in viale Amendola

Il Cidra, l’Anpi di Imola e di Riolo Terme e i Comuni di Imola e di Riolo Terme organizzano la cerimonia in memoria degli otto partigiani uccisi dai nazifascisti il 10 marzo 1945 e sepolti in una buca creata da una delle tante bombe d’aereo cadute nella zona, nei pressi del podere La Rossa.  Le vittime erano Lorenzo Baldisserri (di 20 anni), Emilio Benedetti (di 20 anni), Paolo Farolfi (di 21 anni), Dante Giorgi (di 21 anni), Sergio Ragazzini (di 20 anni), Antonio Roncassaglia (di 20 anni), Paolo Roncassaglia (di 22 anni) e Attilio Visani (di 28 anni).

L’iniziativa si svolgerà sabato 9 marzo, alle ore 10, presso il monumento ai caduti La Rossa, in viale Amendola, nei pressi della rotonda Altiero Spinelli. Saranno presenti il presidente dell’Anpi di Imola Gabrio Salieri, l’assessore al Bilancio e Risorse umane del Comune di Imola Claudio Frati, la vice sindaca del Comune di Riolo Terme Francesca Merlini. Il monumento ai caduti La Rossa sarà il primo a essere reinaugurato per la quinta edizione del progetto “Quando un posto diventa un luogo”, ideato e coordinato dall’artista imolese Annalisa Cattani, che quest’anno interesserà undici luoghi e monumenti riferiti alla storia del territorio imolese dal 1943 al 1945.

La reinaugurazione sarà a cura della classe 3ª B della scuola media Andrea Costa, con la professoressa Maria Di Ciaula; l’azione progettata, messa in atto dai ragazzi, è composta da un’installazione artistica e da una performance che intende immaginare un passaggio di testimone tra i giusti tra le nazioni, i partigiani, i profughi di oggi e le vittime di Hiroshima. (r.cr.)

Sarà reinaugurato sabato 9 marzo a Imola il monumento ai caduti “La Rossa' in viale Amendola
Cronaca 3 Marzo 2019

Castel San Pietro, consegnata in consiglio comunale al fratello Marino la piastrina di Enrico Cattani, caduto sul Don

Emozioni e commozione in apertura della seduta del Consiglio comunale di martedì 19 febbraio, con la cerimonia di consegna ai familiari della piastrina di riconoscimento dell’artigliere alpino Enrico Cattani, caduto nella seconda guerra mondiale durante la campagna di Russia. Un gesto simbolico con il quale l’Amministrazione comunale di Castel San Pietro ha voluto rendere omaggio a questo concittadino caduto in guerra, rievocarne la memoria storica e ricordarlo insieme alla sua famiglia.

Il sindaco Fausto Tinti ha innanzitutto riepilogato la vicenda. Enrico Cattani, arruolato nel 3° Reggimento artiglieria alpina, 36ª Batteria Gruppo val Piave, Divisione Julia, partì giovanissimo per la Russia e si pensa sia caduto il 20 gennaio 1943. La sua piastrina, rinvenuta a Voronez, nel bacino del Don, era venuta in possesso dell’associazione “Armir il ritorno dall’oblio” di Bari, che aveva incaricato della consegna Mauro Caselli, presidente dell’associazione di promozione sociale “I sempar in baraca” di Crevalcore. Il presidente Caselli si era quindi messo in contatto con il sindaco Tinti, che a sua volta aveva coinvolto gli uffici demografici comunali per la ricerca dei familiari e per l’organizzazione della consegna.

Il sindaco ha poi ringraziato per l’impegno profuso il presidente Caselli e per la partecipazione alla cerimonia anche gli altri rappresentati dell’associazione di Crevalcore e la delegazione del Gruppo alpini di Castel San Pietro Terme, guidata dal capogruppo Leonardo Bondi. Fra gli applausi della Giunta, del Consiglio comunale e degli ospiti presenti, il presidente Caselli e il sindaco Tinti hanno quindi consegnato la piastrina, incorniciata insieme a una foto in divisa del giovane Enrico, all’unico ancora vivente dei suoi cinque fratelli, Marino Cattani, che era accompagnato dai figli Sandra e Giuseppe.

La famiglia Cattani è una famiglia storica di Castel San Pietro Terme. Oltre a Marino (che si era trasferito a Dozza nel 2008), gli uffici demografici del Comune erano riusciti a rintracciare anche un altro familiare di Enrico, Roveno Ronchi, figlio della sorella Albertina, deceduta nel 2006. Questo nipote, che risiede a Castel San Pietro Terme con la moglie Paola Menetti, non ha però potuto essere presente alla cerimonia. (r.cr.)

Castel San Pietro, consegnata in consiglio comunale al fratello Marino la piastrina di Enrico Cattani, caduto sul Don
Cronaca 23 Febbraio 2019

Domenica 24 febbraio l'Anpi di Imola e Sesto Imolese ricorda gli antifascisti e i partigiani di Osteriola

Le sezioni Anpi di Imola e di Sesto Imolese organizzano un incontro a ricordo degli antifascisti e dei partigiani di Osteriola Lino Afflitti, Otello Cardelli, Candido Contoli, Zelino Frascari, Armando Gardi, Enea Suzzi e Angelo Volta, che si terrà domenica 24 febbraio presso la Lapide ai partigiani di Osteriola, sulla via San Vitale, alle ore 10.30. Interverranno Ettore Bacchilega (Anpi Sesto Imolese), Daniele Bassi (sindaco di Massa Lombarda), Paola Pula (sindaco di Conselice) e Bruno Solaroli (Anpi Imola).

Durante il fascismo e negli anni della Resistenza a Osteriola il sentimento antifascista non fu mai sopito e molte persone si impegnarono direttamente a sostegno degli antifascisti prima e dei partigiani poi, che avevano una propria base nel podere Ghina. Fu proprio a causa di questo sentimento antifascista diffuso che la piccola frazione della bassa fu sottoposta a stretta sorveglianza, come nel caso del rastrellamento del 26 febbraio 1945, in seguito al quale molti abitanti furono imprigionati e torturati e quattro di loro furono portati a Bologna, per essere processati, condannati a morte e fucilati a San Ruffillo a metà marzo: Angelo Volta, Otello Cardelli, Zelino Frascari, tutti e tre non avevano ancora vent’anni, e Armando Gardi, che stava per compiere 44 anni.

In precedenza, nel settembre 1944, in seguito all’occupazione di Sesto Imolese da parte delle forze partigiane, a causa di rappresaglie e repressioni, avevano perso la vita Enea Suzzi e Candido Contoli. Lino Afflitti, anch’egli partigiano, perse la vita in un’altra occasione.

Domenica 24 febbraio l'Anpi di Imola e Sesto Imolese ricorda gli antifascisti e i partigiani di Osteriola
Cronaca 8 Febbraio 2019

Il Giorno del Ricordo a Imola e Castel San Pietro Terme tra cerimonie e drammatizzazioni teatrali

Domenica 10 febbraio ricorre il “Giorno del Ricordo”, in memoria delle vittime delle Foibe, dell”esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale. In questa occasione sono in programma alcune iniziative in vari comuni del circondario imolese.

A Castel San Pietro Terme la ricorrenza sarà celebrata sabato 9 febbraio al teatro Cassero (via Matteotti) con una drammatizzazione teatrale sul tema dell”esodo, proposta dall”Istituto Scappi in collaborazione con l”Amministrazione comunale e l”associazione castellana “Terra Storia Memoria”. L”iniziativa comincerà alle 10.15 con i saluti istituzionali del sindaco di Castel San Pietro, Fausto Tinti e del dirigente scolastico Vincenzo Manganaro. Alle 10.30 ci sarà una presentazione del “Giorno del Ricordo”, che preluderà all”inizio dello spettacolo “Esodi”, costruito a partire dallo studio e dalle riflessioni su alcune testimonianze storiche. Concluderà la mattinata, alle 11.30, il laboratorio teatrale di lettura espressiva.

A Imola sarà invece riproposta nella mattinata di domenica 10 febbraio la cerimonia che ogni anno il Comune organizza nell”area verde ex Limonaia, all”incrocio tra le vie Manzoni e Alfieri, intitolata ai “Martiri delle Foibe e dell”esodo giuliano-dalmata”. L”appuntamento è alle 10.30 e alla cerimonia interverrà la sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi.

La foto è tratta dalla locandina dello spettacolo “Esodi”, che sarà messo in scena dall”Istituto Scappi di Castel San Pietro Terme il 9 febbraio al teatro Cassero

Il Giorno del Ricordo a Imola e Castel San Pietro Terme tra cerimonie e drammatizzazioni teatrali

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