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Cronaca 11 Dicembre 2019

Si inaugura l'anno accademico della sede universitaria di Imola con la premiazione dei migliori studenti

Si terrà domani, nell”aula magna di palazzo Vespignani, l”inaugurazione dell”anno accademico 2019-2020 della sede di Imola dell”Università di Bologna. La cerimonia rappresenta l”apertura ufficiale dei corsi di studio e del 35° ciclo del dottorato di ricerca in «Salute, sicurezza e sistemi del verde». Alla presenza del rettore dell”Ala Mater Francesco Ubertini, del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola Fabio Bacchilega, del vescovo Giovanni Mosciatti e in generale delle autorità civili, militari, religiose e accademiche, si svolgerà anche la premiazione delle studentesse e degli studenti più brillanti.

Nell”occasione, prima della premiazione Marco Faimali, responsabile della sede di Genova del Cnr-Ias, terrà la lectio magistralis sul tema «Uomo & Ambiente: equilibrio possibile o utopia?», nella quale si ripercorrerà il viaggio dell”uomo sulla terra, dalla comparsa dei primati all”Antropocene, come viene definita dagli scienziati l”era attuale, nella quale l”uomo e le sue attività sono i principali artefici delle modifiche ambientali e climatiche. 

L”università a Imola è presente da 22 anni, voluta fortemente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola che ha sempre garantito un grande impegno per consolidarla e farla crescere. La sede principale, palazzo Vespignani (in via Garibaldi) è stata inaugurata undici anni fa, mentre il taglio del nastro di palazzo Dal Pero, adiacente al primo, è di un anno fa, come pure l”apertura delle serre didattico-sperimentali operative all”istituto Scarabelli. Di otto anni fa è, invece, l”inaugurazione dei laboratori del Lolli. Si tratta di tasselli che, sempre grazie agli investimenti della Fondazione, in sinergia con l”Università di Bologna, nel corso del tempo hanno ampliato l”offerta formativa imolese, arricchendola di nuove dotazioni.

Per quanto riguarda i corsi di laurea, laurea magistrale e master, fanno capo attualmente alle aree di Agraria, Farmacia, Medicina e Chirurgia, con corsi post laurea (master di primo e secondo livello e corsi di alta formazione) delle aree di Ingegneria e Veterinaria. Venendo nel dettaglio al dottorato interdisciplinare in «Salute, sicurezza e sistemi del verde», ha ricevuto dal Ministero il riconoscimento di dottorato innovativo e, al suo secondo anno di attivazione, registra un incremento del 50% dei giovani ricercatori e attrae persone molto qualificate anche dall”estero. (r.cr.)

L”immagine è tratta dall”invito ufficiale all”inaugurazione dell”anno accademico

Si inaugura l'anno accademico della sede universitaria di Imola con la premiazione dei migliori studenti
Cronaca 3 Dicembre 2019

Festa in municipio a Medicina per le coppie che hanno raggiunto il traguardo delle «Nozze di Diamante»

Ben 19 coppie medicinesi sono state ricevute nei giorni scorsi dal sindaco Matteo Montanari e dal vicesindaco Dilva Fava nella sala del Palazzo Comunale, in occasione della cerimonia per le «Nozze di Diamante». Le 19 coppie, tutte arrivate all”invidiabile traguardo dei 60 anni di matrimonio, hanno ricevuto dal primo cittadino le pergamene preparate apposta per la ricorrenza. Alla cerimonia erano presenti anche figli e nipoti dei festeggiati, che hanno detto il loro sì nel 1959. Oltre all”attestato ufficiale del Comune dichiarante il traguardo raggiunto, consegnato dal sindaco, le longeve coppie hanno ricevuto anche una gerbera bianca dalle mani di Dilva Fava. 

Le coppie invitate alla cerimonia erano, in tutto, 28. Ecco i loro nomi: Rino Mondini e Natalina Cattani, Francesco Gherardi e Evelina Spiga, Angelo Guarino e Gerardina Rosamilia, Nazario Brini e Gianpaola Piancastelli, Luisa Tinti e Giancarlo Monti, Giovanna Ventura e Rino Bolognesi, Franca Piretti e Olindo Cere”, Maria Luisa Bertolini e Cesare Sgarzi, Enzo Amorati e Antonia Di Bella, Luigi Dall”Olio e Laura Pantaleoni, Ferruccio Avoni e Maria Rosa Martelli, Giuseppe e Maria Maddalena Paduano, Giuseppe Ferrisi e Francesca Roccaforte, Arrigo Mirri e Maria Sabattini, Medardo Nulli e Lucia Baldisserri, Silvio Maurizi e Franca Cheli, Carlo Stagni e Alma Guerra, Franco Rangoni e Maria Tinti, Icilio Randi e Lina Torri, Olindo Errani e Gigliola Albertazzi, Ebe Dall”Olio e Luigi Torselli, Anna Maria Dall”Olio e Augusto Mimmi, Paolo Masetti e Orlanda Parmeggiani, Angelo Cesari e Maria Martin, Giacomo Cenci e Giovanna Capellari, Aimone Rubbini e Cesarina Casadio. Ida Toschi e Damiano Gabaldo, Tiziano Filippini e Maria Teresa Bonetti. 

Alle coppie non presenti alla cerimonia l”Amministrazione comunale di Medicina spedirà la pergamena a casa, mentre a coloro che hanno partecipato alla cerimonia  (allietata anche dal buffet offerto dall”associazione I Portici di Medicina, con il contributo di Coop Reno) sarà inviata sempre a domicilio la foto scattata al momento della consegna. (r.cr.)

Festa in municipio a Medicina per le coppie che hanno raggiunto il traguardo delle «Nozze di Diamante»
Cronaca 21 Novembre 2019

Il sindaco di Bologna ha consegnato il «Nettuno d'Oro» ad Adriana Lodi, la «mamma» degli asili nido

«A Bologna cinquant’anni fa apriva il primo asilo nido comunale. Era il nido Patini alla Bolognina. Lo rese possibile la lungimiranza dell’assessore Adriana Lodi che, mettendo il bambino al centro, attuò una rivoluzione educativa che tutti ci invidiano grazie alla qualità dei nostri servizi e alla competenza del nostro personale» con queste parole il sindaco Virginio Merola ha motivato la consegna del prestigioso Nettuno d’Oro avvenuta sabato 9 novembre.

Adriana Lodi, 86 anni, e da tempo residente a Ozzano Emilia, fu prima sindacalista della Cgil, poi assessore nelle giunte dei sindaci bolognesi Dozza e Fanti. Nel 1969 entrò in Parlamento tra le fila del Pci e, tra le altre cose, si impegnò per la costruzione di una rete di asili nido comunali, che porterà ad inaugurare il primo nido bolognese nel 1969, in anticipo rispetto alla legge nazionale del 1971, di cui lei stessa sarà fautrice. La sua attività come onorevole si concluse nel 1992. (gi.gi.)

Nella foto il sindaco di Bologna Virginio Merola consegna il Nettuno d”Oro ad Adriana Lodi

Il sindaco di Bologna ha consegnato il «Nettuno d'Oro» ad Adriana Lodi, la «mamma» degli asili nido
Cronaca 4 Ottobre 2019

L'Anpi e i Comuni di Imola e Riolo Terme ricordano i partigiani caduti a Ca' Genasia al monumento di via Sabbioni

Presso il monumento di Ca’ Genasia, all’incrocio tra via Sabbioni e via Caduti di Toranello, domani sabato 5 ottobre, alle ore 11, avrà luogo una cerimonia per ricordare i partigiani caduti, Rino Ruscello, Marino Dalmonte ed Elisa Gambassi, appartenenti al Sap Montano. La commemorazione è organizzata dai Comuni e dalle sezioni Anpi di Imola e Riolo Terme. Parleranno, per il Comune di Riolo Terme, la vice sindaco Francesca Merlini, per il Comune di Imola, l’assessore Claudio Frati, per l’Anpi di Imola, Fabrizia Fiumi. Saranno presenti gli studenti di due classi terze dell’Istituto comprensivo 7 di Imola e alcune classi dell’Istituto comprensivo di Riolo Terme.

Il Battaglione Sap Montano fu istituito quando gli sviluppi della guerra di liberazione suggerirono la necessità di affrontare la nuova situazione derivata dall’avanzata degli Alleati e la conseguente ritirata delle forze tedesche e si decise, perciò, di costituire una unità partigiana omogenea di media entità nelle colline alla sinistra le località di Torano, Montecatone, Monte della Valle, Casalfiumanese; e sulle colline della destra, le località di Ghiandolino, Goccianello, Bergullo, Pediano, Toranello, Codrignano, Montemeldola.

La vicenda di Ca’ Genasia ebbe origine dall’assalto che alcuni partigiani mossero a un carro tedesco, durante il quale un soldato rimase ucciso e il carico fu abbandonato nelle mani dei partigiani. La reazione tedesca fu rapida e sul posto giunsero una quarantina di tedeschi con due autoblindo che, a causa del terreno fangoso non riuscirono ad agganciare i partigiani in ritirata. Ruscello e Dalmonte restarono di vedetta a Ca’ Genasia per la notte ma, poco prima del mattino, furono sorpresi da truppe tedesche e uomini della Brigata nera nel fienile dove stavano dormendo e ingaggiarono un aspro combattimento, terminato con l’incendio del fienile e la morte dei due partigiani. Nelle fasi precedenti dello scontro aveva perso la vita anche la staffetta Elisa Gambassi che si trovava nella casa. (r.cr.)

L'Anpi e i Comuni di Imola e Riolo Terme ricordano i partigiani caduti a Ca' Genasia al monumento di via Sabbioni
Cronaca 19 Luglio 2019

A Castel del Rio inaugura il giardino “Enrico Berlinguer' con il sindaco, Raffaello De Brasi e Vasco Errani

Sarà inaugurato domani, sabato 20 luglio a Castel del Rio, in via della Resistenza, il giardino intitolato a Enrico Berlinguer. La cerimonia avrà inizio alle 10.30 e vi interverranno il sindaco di Castel del Rio Alberto Baldazzi, l”onorevole Raffallo De Brasi e il senatore Vasco Errani. Seguirà un rinfresco.

Di seguito il racconto degli ultimi momenti di vita di Enrico Berlinguer, che fu segretario del Partito Comunista Italiano dal 1972 alla morte, avvenuta 12 anni dopo e della quale quest”anno si è celebrato il 35° anniversario.

«E” il 7 giugno 1984. Di lì a poco si terranno le elezioni europee e il segretario del Pci, Enrico Berlinguer, è sul palco allestito in piazza della Frutta, a Padova, per un comizio. Mentre sta parlando accusa un malore. «Compagni, lavorate tutti, casa per casa…». La voce si incrina, si porta un fazzoletto alla bocca. Fa fatica, ma continua, mentre la folla, accortasi della sua sofferenza, gli urla «Basta Enrico».Finito il comizio rientra in albergo, dove si addormenta sul letto entrando in coma. Le sue condizioni appaiono subito drammatiche; viene trasferito in ospedale, dove morirà quattro giorni dopo, alle ore 12.45 dell’11 giugno, a causa dell’emorragia cerebrale. Il presidente della Repubblica, Sandro Pertini, che già si trovava a Padova per ragioni di Stato, andrà a trovarlo in ospedale. Farà in tempo a vederlo e baciarlo sulla fronte. Poche ore dopo il decesso imporrà che la salma venga caricata sull’aereo presidenziale per portarla lui stesso nella capitale. “Lo porto via – disse – come un amico fraterno,come un figlio, come un compagno di lotta”».

Questa invece è una parte del ricordo affidato a «sabato sera» dall”onorevole Massimo Marchignoli, tra gli artefici dell”iniziativa di intitolazione: «Enrico Berlinguer viene eletto segretario del Pci nel marzo 1972. Avevo poco meno di quattordici anni e mi iscrissi, per la prima volta, alla Federazione giovanile comunista italiana. Per la mia generazione era impossibile crescere “filosovietici”. Volevamo cambiare il mondo. Chiedevamo un profondo rinnovamento economico, sociale, culturale. Eravamo contro l’equilibrio del terrore che vedeva le due grandi potenze impegnate in una folle corsa nel dotarsi di nuovi armamenti nucleari. Volevamo il disarmo unilaterale e la pace planetaria. «Per noi la guida di tutto ciò era Enrico Berlinguer».

«Un grandissimo e coraggioso innovatore, una persona perbene e coerente, gentile nei comportamenti e nel linguaggio – conclude l”ex sindaco di Castel del Rio e di Imola -. Una figura di statista, l’aggettivo che troverete scritto nella targa commemorativa che scopriremo sabato 20 luglio a Castel del Rio». (r.cr.)

L”intero racconto della scomparsa di Berlinguer e la testimonianza completa di Massimo Marchignoli sono su «sabato sera» del 18 luglio

A Castel del Rio inaugura il giardino “Enrico Berlinguer' con il sindaco, Raffaello De Brasi e Vasco Errani
Cronaca 22 Giugno 2019

Commendatori e cavalieri, le onorificenze del 2 Giugno che hanno interessato personaggi di Imola e Ozzano

Il 2 giugno è stata la giornata di celebrazione nazionale della nascita della Repubblica italiana. Giornata in cui si sono svolte cerimonie ufficiali organizzate dalle prefetture un po’ su tutto il territorio nazionale, con parate militari passate in rassegna dai prefetti nelle veste di più alta autorità governativa in provincia. E nell’occasione si sono svolte anche le cerimonie di consegna delle onorificenze al merito della Repubblica italiana. Ebbene tra i 64 neoinsigniti che hanno partecipato alla cerimonia solenne svoltasi a palazzo Caprara Montpensier, sede della prefettura di Bologna, c”erano gli imolesi Stefano Domenicali (presidente e amministratore delegato della Lamborghini) e Libero Calamosca (impegnato nel sindacato degli agenti immobiliari), il primario dell”Oncologia di Imola, ma conselicese d”origine Antonio Maestri e l”ozzanese Gianluca Migliozzi, tenente colonnello dei carabinieri. 

Stefano Domenicali. Attuale presidente e amministratore delegato della Lamborghini, la casa automobilistica di Sant’Agata Bolognese produttrice di auto di lusso, di proprietà della tedesca Audi, è stato insignito del titolo di Commendatore della Repubblica, onorificenza che va ad aggiungersi al titolo di Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana assegnatogli nel 2002. «Sono molto orgoglioso di ricevere questo riconoscimento in questo giorno di festa nazionale – ha commentato il neocommendatore – perché, da italiano, sento molto certi valori e certe responsabilità». Prima del passaggio al gruppo Audi, Domenicali ha avuto un ruolo di primo piano nei successi della scuderia Ferrari nei campionati di Formula 1 degli anni 2000, divenendo direttore della gestione sportiva della casa di Maranello in sostituzione di Jean Todt dal 2008 al 2014.

Libero Calamosca. Personaggio noto a Imola per via dell’attività di agente immobiliare, lo scorso 2 giugno è stato insignito invece del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica italiana. «E’ stata una grande emozione, che ancora porto dentro nonostante i giorni già trascorsi dalla cerimonia in prefettura – commenta -. Alla mia età ricevere un simile riconoscimento per ciò che si è fatto durante la vita è sicuramente motivo di orgoglio e di grande soddisfazione». I meriti di Calamosca non si limitano alla lunga attività libero professionale ma anche all’impegno profuso in ambito sindacale nella categoria degli agenti e dei consulenti immobiliari.

Antonio Maestri. E” un nome noto della sanità imolese, dal dicembre 2010 direttore del dipartimento dell’Azienda Usl di Imola comprendente il reparto di oncologia dell’ospedale Santa Maria della Scaletta, il day hospital oncologico e l’hospice di Castel San Pietro.

Gianluca Migliozzi. E” stato nominato Cavaliere al merito della Repubblica italiana, riconoscimento proposto dal sindaco di Ozzano, Luca Lelli, per il servizio prestato dall’ufficiale, con il grado di capitano, tra il 2005 e il 2009, alla guida della compagnia di San Lazzaro di Savena. «Ricordo molto bene l’esperienza e la grande disponibilità del capitano Migliozzi ed i rapporti continui e costanti che riusciva a tenere con gli amministratori del territorio – ha raccontato il sindaco di Ozzano dell’Emilia -. Fu grazie al suo prezioso apporto che si riuscì ad intensificare i servizi di controllo, riuscendo a disarticolare sodalizi criminali dediti allo sfruttamento della prostituzione e al traffico internazionale di droga». (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 20 giugno

Nella foto sopra il prefetto di Bologna Patrizia Impresa con Stefano Domenicali e il sindaco metropolitano Virginio Merola. Sotto, a sinistra Libero Calamosca con il prefetto e a destra Gianluca Migliozzi con il prefetto e il sindaco di Ozzano Luca Lelli

Commendatori e cavalieri, le onorificenze del 2 Giugno che hanno interessato personaggi di Imola e Ozzano
Cronaca 12 Giugno 2019

Il 13 luglio in San Cassiano l'ordinazione episcopale di don Giovanni Mosciatti, nuovo vescovo di Imola

Tempi brevi per l’ordinazione episcopale del vescovo eletto di Imola don Giovanni Mosciatti. La cerimonia avverrà infatti sabato 13 luglio 2019 alle 17 nella cattedrale di San Cassiano, quindi (come già anticipato) direttamente a Imola e non nella diocesi d”origine del sacerdote.

Tre i vescovi consacranti: l”arcivescovo metropolita di Bologna monsignor Matteo Zuppi, il vescovo uscente monsignor Tommaso Ghirelli, che attualmente ricopre la carica di amministratore apostolico della Diocesi di Imola e monsignor Stefano Russo, amministratore apostolico della Diocesi di Fabriano-Matelica (dalla quale don Mosciatti proviene) e segretario generale della Conferenza episcopale italiana.

Dopo il rito religioso ci sarà un momento di festa e di musica. Il giorno successivo poi, domenica 14 luglio, alle 19, il nuovo vescovo presiederà una concelebrazione eucaristica nella chiesa della Collegiata a Lugo, seconda città per dimensioni della diocesi. (r.cr.)

Il 13 luglio in San Cassiano l'ordinazione episcopale di don Giovanni Mosciatti, nuovo vescovo di Imola
Cronaca 10 Aprile 2019

La mensa-auditorium della primaria “Luciana Sassatelli' di Castel San Pietro intitolata alla partigiana Ermelinda Bersani

Taglio del nastro affollato e commosso a Castel San Pietro Terme, nei giorni scorsi, per il nuovo edificio della mensa scolastica e sala auditorium della scuola primaria Luciana Sassatelli, che è stato intitolato alla partigiana Ermelinda Bersani (1908-2002). Il significato di questa intitolazione a quella che fu la prima donna eletta in Consiglio comunale a Castel San Pietro Terme nelle elezioni libere del 1946, membro e organizzatrice delle staffette partigiane nel territorio castellano e moglie dell’antifascista Giorgio Nardi, è stato sottolineato dal sindaco Fausto Tinti, che ha dichiarato: «Inauguriamo questi nuovi spazi per i nostri bambini e per il personale che lavora nella scuola per educare, che è un grande valore che questa Giunta ha voluto portare avanti, dando priorità alle scuole con questa opera che abbiamo realizzato e con le altre che abbiamo programmato. L’altro valore che abbiamo voluto affermare, insieme al Consiglio Comunale che l’ha scelta all’unanimità, è quello rappresentato dall’intitolazione di questi spazi a Ermelinda Bersani, una donna impegnata nella lotta partigiana, che ha avuto un ruolo importante nella nostra comunità».

Toccante è stata poi la lettura, da parte della sindaca del Consiglio comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, Michelle Lamieri, di una testimonianza scritta della stessa Ermelinda Bersani, nella quale la donna ripercorreva i difficili anni delle lotte sindacali e partigiane da lei sostenute, giovane madre di un bambino, fino alla gioia della Liberazione, al ritorno del marito che era stato deportato e all”elezione in Consiglio comunale. Il dirigente della Direzione Didattica Statale Roberto Gallingani ha invece sottolineato il valore di questa nuova mensa-auditorium anche dal punto di vista estetico: «Vivere in una scuola bella – queste le sue parole – aiuta ad assimilare i valori connessi con la bellezza, che sono la verità, l’armonia, l’ordine e la giustizia».

Alla cerimonia erano presenti, oltre alla famiglia Nardi Bersani, anche il senatore Daniele Manca, membro della Commissione permanente Bilancio e commissione parlamentare per le questioni regionali e la senatrice Valeria Valente, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e su ogni forma violenza di genere, che hanno sostenuto l’importanza di investire nella scuola in un momento storico in cui i valori su cui sono costruite le nostre comunità rischiano di essere messi in discussione. Insieme al taglio del nastro è stata scoperta anche l’opera dell’artista Gianni Buonfiglioli dedicata a Ermelinda Bersani, mentre alle ricerche storiche, alle letture e testimonianze riguardanti l’intitolazione dell’auditorium, hanno collaborato le associazioni “Terra Storia Memoria” e Anpi.

Nella foto un momento della cerimonia

La mensa-auditorium della primaria “Luciana Sassatelli' di Castel San Pietro intitolata alla partigiana Ermelinda Bersani
Cronaca 9 Aprile 2019

La sindaca Sangiorgi ha consegnato il Grifo “Città di Imola' al procuratore Fausto Cardella per l'attività contro la mafia

La sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, ha consegnato oggi in municipio il Grifo “Città di Imola” al procuratore generale presso la Corte d’Appello di Perugia, Fausto Cardella, in occasione dell’incontro conclusivo del progetto “Educare alla Legalità”, organizzato da Luisa Rago per la seconda volta consecutiva nelle scuole imolesi. Al progetto, patrocinato dal Comune e dalla Regione e che ha ricevuto un contributo dalle aziende Cefla e Weleda, ha partecipato attivamente la Compagnia di Imola della Guardia di Finanza.

Oggi il dottor Cardella ha incontrato gli studenti dell’istituto superiore “Paolini Cassiano” di Imola, in un faccia a faccia moderato dal giornalista Valerio Baroncini, redattore capo del Resto del Carlino di Bologna. La consegna del Grifo è avvenuta in apertura, con questa motivazione: “Al Procuratore Generale Dottor Fausto Cardella il nostro ampio riconoscimento unito ai sentimenti di stima e profonda ammirazione e gratitudine per il lavoro e la dedizione di una vita nella lotta alla criminalità organizzata e al perseguimento dei valori della legalità. Che il Suo esempio possa essere il modello per tanti”.

«È un piacere per me e per l’intera Amministrazione comunale della città di Imola ospitare nella sala del Consiglio del nostro municipio il dottor Fausto Cardella e le tante autorità presenti. La salvaguardia e la promozione dei valori di democrazia, legalità e libertà hanno contraddistinto ed accompagnato l’intera carriera del dottor Cardella che, applicato alla Direzione distrettuale Antimafia di Caltanissetta, ha partecipato alle indagini sulle stragi in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e le rispettive scorte».

Nel ricevere il riconoscimento, Cardella ha detto «sono felice ed è per me un onore ricevere il Grifo Città di Imola. Ringrazio la sindaca Manuela Sangiorgi per avermelo consegnato. Conoscevo già Imola, una città che può essere considerata un esempio di buona amministrazione e da oggi avrò un motivo in più per amarla e per ritornarci». Parlando dell’attività di magistrato, il procuratore ha proseguito: «L’Italia ha un primato che nessun altro Paese del libero Occidente possiede: è quello di avere 28 magistrati uccisi dalla mafia, dal terrorismo o da altre forme di criminalità. A questo triste elenco si aggiungono anche gli uomini e le donne delle forze dell’ordine, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza ed anche giornalisti e politici uccisi nell’espletare il proprio lavoro. Per questo il mio ringraziamento va alle forze dell’ordine, che accompagnano quotidianamente il lavoro della Magistratura”. Il procuratore Cardella ha evidenziato come fra i 28 magistrati uccisi ce ne siano alcuni che sono meno noti alla ribalta delle cronache nazionali. Fra questi Giangiacomo Ciaccio Montalto, ucciso dalla mafia a Trapani e Alberto Giacomelli, anch’egli ucciso a Trapani, il cui figlio don Giuseppe, è parroco ad Imola. A questo proposito ha ricordato la recente iniziativa dello Stato di Israele che, insieme ad una delegazione di magistrati italiani, ha messo a dimora, nel bosco sacro alle porte di Gerusalemme, 28 piante in memoria dei 28 magistrati italiani uccisi dal mafie e dalla criminalità.  

Nel corso della cerimonia sono intervenuti anche l’assessore alla Sicurezza e alla Legalità, Andrea Longhi («Oggi la mafia, le mafie e tutte le forme di criminalità organizzata si sono evolute ed hanno cambiato strategia, cercano di entrare nei salotti buoni grazie a professionisti, imprenditori, politici e burocrati. La mafia è interessata a condizionare la pubblica amministrazione, e la gestione del denaro pubblico. Questo implica che la lotta alla mafia e alla corruzione sono aspetti da affrontare di pari passo facendo essi parte, della stessa condotta criminale») e l’assessore alla Scuola, Claudia Resta («il tema dell’educazione alla legalità rappresenta da sempre un fondamento nella costruzione dell’identità di ogni studente nella sua veste di cittadino; proprio per questo “legalità e cittadinanza”»). L’ideatrice di “Educare alla legalità”, Luisa Rago, ha infine sottolineato che il progetto « è rivolto a tutti gli studenti, dai bambini delle scuole primarie fino ai ragazzi delle scuole medie e superiori, con l’obiettivo di avvicinarli al concetto di regole, legalità e convivenza civile». (r.cr.)

Nella foto il momento della consegna del Grifo “Città di Imola”

La sindaca Sangiorgi ha consegnato il Grifo “Città di Imola' al procuratore Fausto Cardella per l'attività contro la mafia
Cronaca 8 Marzo 2019

Sarà reinaugurato sabato 9 marzo a Imola il monumento ai caduti “La Rossa' in viale Amendola

Il Cidra, l’Anpi di Imola e di Riolo Terme e i Comuni di Imola e di Riolo Terme organizzano la cerimonia in memoria degli otto partigiani uccisi dai nazifascisti il 10 marzo 1945 e sepolti in una buca creata da una delle tante bombe d’aereo cadute nella zona, nei pressi del podere La Rossa.  Le vittime erano Lorenzo Baldisserri (di 20 anni), Emilio Benedetti (di 20 anni), Paolo Farolfi (di 21 anni), Dante Giorgi (di 21 anni), Sergio Ragazzini (di 20 anni), Antonio Roncassaglia (di 20 anni), Paolo Roncassaglia (di 22 anni) e Attilio Visani (di 28 anni).

L’iniziativa si svolgerà sabato 9 marzo, alle ore 10, presso il monumento ai caduti La Rossa, in viale Amendola, nei pressi della rotonda Altiero Spinelli. Saranno presenti il presidente dell’Anpi di Imola Gabrio Salieri, l’assessore al Bilancio e Risorse umane del Comune di Imola Claudio Frati, la vice sindaca del Comune di Riolo Terme Francesca Merlini. Il monumento ai caduti La Rossa sarà il primo a essere reinaugurato per la quinta edizione del progetto “Quando un posto diventa un luogo”, ideato e coordinato dall’artista imolese Annalisa Cattani, che quest’anno interesserà undici luoghi e monumenti riferiti alla storia del territorio imolese dal 1943 al 1945.

La reinaugurazione sarà a cura della classe 3ª B della scuola media Andrea Costa, con la professoressa Maria Di Ciaula; l’azione progettata, messa in atto dai ragazzi, è composta da un’installazione artistica e da una performance che intende immaginare un passaggio di testimone tra i giusti tra le nazioni, i partigiani, i profughi di oggi e le vittime di Hiroshima. (r.cr.)

Sarà reinaugurato sabato 9 marzo a Imola il monumento ai caduti “La Rossa' in viale Amendola

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