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Cultura e Spettacoli 1 Maggio 2020

Il flautista imolese Massimo Mercelli tra i protagonisti del concerto del Primo maggio cinese

Imola protagonista al concerto del Primo maggio cinese, che sarà trasmesso in prima serata (alle 20) sulla tivù nazionale cinese. Il flautista imolese Massimo Mercelli è infatti l”unico musicista italiano invitato ad esibirsi in questa occasione insieme alla prestigiosa Beijing Symphony Orchestra, denominata “La perla orchestrale della capitale della Cina”. Mercelli in realtà ha suonato da casa, come tutti gli altri protagonisti del singolare concerto, naturalmente in sincronizzazione con tutti gli altri. Nel programma anche il quartetto K 285 in re maggiore di Mozart.

Il concerto del Primo maggio è frutto della collaborazione esistente tra l”Emilia Romagna Festival, di cui il maestro è direttore artistico, e la Cina, che si è rafforzata quest”anno in occasione del 50° anniversario delle relazioni diplomatiche bilaterali tra l”Italia e la Repubblica Popolare cinese. Tale speciale anniversario è stato soprannominato “Road to Fifty” (la via verso i Cinquanta) in riferimento alla via della Seta, il percorso principale che univa Oriente ed Europa fin dall”antichità e per la precisione l”antica capitale asiatica Xi”an e la Venezia di Marco Polo.

Per quanto riguarda la Bejing Symphony Orchestra, fu fondata nel 1977 ed è oggi nota in tutto il mondo grazie a un repertorio che comprende sia opere cinesi che occidentali. Ha sede nella Concert Hall della Città proibita, l”antico palazzo imperiale di Pechino ed è importantissima per la diffusione della musica colta in Cina. (r.c.)

Il flautista imolese Massimo Mercelli tra i protagonisti del concerto del Primo maggio cinese
Cronaca 15 Agosto 2019

«Hong Kong sta svelando la vera faccia della Cina». Alberto Forchielli commenta le rivolte in corso

«La situazione potrebbe peggiorare. Un po di preoccupazione c’è». Alberto Forchielli, dai microfoni della trasmissione “Circo Massimo” di Radio Capital, commenta le proteste in corso a Hong Kong, dove l’imprenditore ed esperto di economia imolese è di casa.

«In Cina il 1° ottobre si festeggiano i 70 anni del partito comunista, e sarebbe brutto fare la festa dei 70 anni con Hong Kong in rivoluzione, per cui c’è chi dice che la devono risolvere prima – entra nei particolari Forchielli –. Quindi loro hanno mandato questi duecento camion con dei cannoni ad acqua. E’ un bluff o fanno sul serio?».

Inoltre, «il regime sta facendo un sacco di propaganda, che dice che sono i nemici imperialisti che vogliono fermare lo sviluppo della Cina – aggiunge l’imprenditore –. Questa cosa di Hong Kong la mettono insieme alla guerra dei dazi».
Lo stesso trattamento viene riservato ai manifestanti: «Sono alti 1.60 e pesano 52kg, quando li vedi sembrano quasi ragazzini, però sono definiti terroristi e nemici della Cina – continua Forchielli –. Ogni tanto c’è qualche ragazzo di Hong Kong che cerca di fare passare i video su maltrattamenti della polizia, molto brutali, con militari in tenuta antisommossa che sparano dei proiettili, forse di plastica, ed i cinesi della madre patria li massacrano sui social».

Ancora, «la Cina vorrebbe prendersi Taiwan, ma i taiwanesi stanno guardando cosa succede ad Hong Kong, e se questo è il buongiorno col c***o che i taiwanesi ci stanno – prosegue l’imprenditore –. Se le robe ad Hong Kong continuano e la Cina interviene, il candidato presidente anti Cina viene eletto e quindi di fatto il partito comunista perde le lezione a Taiwan».

Insomma, «sono anni che i cinesi vogliono dire al mondo che sono buoni, che sono meglio degli americani, mentre Hong Kong sta svelando la loro vera faccia – conclude Forchielli –. Questi sono cinesi che non vogliono stare sotto altri cinesi. Ci sarà una ragione?». (lu. ba.)

Fotografia inviata da Alberto Forchielli: “Sulle barricate durante gli scontri del 2014”

«Hong Kong sta svelando la vera faccia della Cina». Alberto Forchielli commenta le rivolte in corso
Cultura e Spettacoli 16 Aprile 2018

Scienza, un incontro per parlare del sistema di allerta terremoti e le prospettive con il satellite cinese Cses

Una serata per parlare di terremoti e loro previsione tramite i satelliti è l”argomento dell”incontro con il professor Federico Palmonari, dal titolo «Sistemi di allerta per i terremoti, il satellite cinese Cses aprirà nuove prospettive?».

La Cina ha varato un programma spaziale per studiare la fattibilità e l’efficacia di una rete di satelliti in grado di allertare il pericolo di terremoti su scala mondiale. L’Agenzia spaziale italiana, che è stata una delle prime a studiare i dati satellitari per questo scopo, collabora al programma Cses (China satellites for earthquakes study) partecipando alla costruzione dei satelliti.

Alle ore 20.45, villa Torano, via Poggiolo 4.

Info: scardo48@alice.it oppure spaziotempo.sangiacomo@gmail.com

Nella foto (da facebook): villa Torano

Scienza, un incontro per parlare del sistema di allerta terremoti e le prospettive con il satellite cinese Cses

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