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Cronaca 12 Settembre 2021

Citybus, prima fermata per collegare Ozzano

L’avvio è slittato di un anno a causa dell’emergenza sanitaria, ma da domani, lunedì 13 settembre, entreranno in servizio i due citybus (navette) pensati per collegare la stazione ferroviaria con il centro abitato di Ozzano Emilia, gli stabilimenti Ima, la facoltà di Veterinaria, le zone industriali Primo Maggio, Quaderna e Ponte Rizzoli e la frazione di Ponte Rizzoli.

«Il servizio è cadenzato in base agli orari dei treni e sarà attivo dal lunedì al venerdì dalle 6.13 alle 19.35 – dettaglia la vicesin- daco e assessore alla Mobilità, Mariangela Corrado -. Si tratta di un servizio strutturato per incentivare l’uso del treno negli spostamenti quotidiani. Non solo, per l’abitato di Ponte Rizzoli, dal lunedì al venerdì il collegamento sarà servito da 13 coppie di corse al giorno e solo il sabato permarrà l’attuale servizio con solo 3 coppie di corse». (gi.gi.)

Approfondimenti e mappe dei percorsi dei citybus su «sabato sera» del 9 settembre.

Citybus, prima fermata per collegare Ozzano
Economia 14 Giugno 2021

Vaccinazioni al via oggi nell’hub interaziendale di Ima a Ozzano Emilia

Al via oggi le prime vaccinazioni nei tre hub vaccinali interaziendali organizzati da Confindustria Emilia area centro, per la vaccinazione dei dipendenti e dei collaboratori di tutte le imprese del territorio, associate e non. Oltre a Bonfiglioli Riduttori a Calderara di Reno e Voilàp Holding a Limidi di Soliera (Modena), anche il gruppo del packaging Ima ha messo a disposizione i propri locali in via Nobel 28/c a Ozzano Emilia.

Le prenotazioni per aderire alla campagna vaccinale, aperte lo scorso 4 giugno, avvengono attraverso la compilazione del form on line sulla piattaforma web di Confindustria Emilia e le imprese del territorio possono richiedere le somministrazioni oltre che per i propri dipendenti e collaboratori anche per tutti i loro familiari, decidendo dove e in quali settimane vaccinare le proprie persone.Questo darà modo alle aziende di avere date certe e di terminare i cicli completi di somministrazioni vaccinali con i richiami al più tardi entro la prima decade di agosto, permettendo così di velocizzare i tempi di attesa.

«Con questa rete di hub – spiega il presidente di Confindustria Emilia, Valter Caiumi – vogliamo perseguire la volontà di tutte le nostre imprese di tornare già dai primi giorni di settembre nuovamente in condizioni di normalità». (lo.mi.) 

Nella foto: l’esterno dell’hub vaccinale accolto da Ima a Ozzano Emilia

Vaccinazioni al via oggi nell’hub interaziendale di Ima a Ozzano Emilia
Cultura e Spettacoli 5 Giugno 2021

Daniele Vacchi (Ima) nuovo presidente dell’associazione Amici del Museo del patrimonio industriale

Daniele Vacchi, in rappresentanza dell’azienda Ima di Ozzano Emilia, è il nuovo presidente dell’associazione Amici del Museo del patrimonio industriale, che dal 1997 supporta il progetto culturale del museo situato all’ex fornace Gallotti in via della Beverarara a Bologna (aperto dal giovedì alla domenica, dalle ore 15 alle 19).

L’associazione è composta dalle principali aziende del territorio, provenienti dai settori che si sono imposti come storici motori di sviluppo dell’economia locale: dal packaging alla motoristica, dal biomedicale all’eterogenea realtà produttiva delle piccole e medie imprese.

Il 27 maggio scorso è stato nominato il nuovo Consiglio direttivo, di cui fa parte anche Romano Casalboni in rappresentanza di un’altra azienda ozzanese, la Pelliconi. Tra i progetti di prossima realizzazione, il rilancio del museo attraverso la Fabbrica del futuro e una campagna contro la segregazione delle carriere femminili all’interno delle aziende. 

Nella foto: Daniele Vacchi (Ima)

Daniele Vacchi (Ima) nuovo presidente dell’associazione Amici del Museo del patrimonio industriale
Economia 13 Marzo 2021

Vaccini anti-Covid, Castel San Pietro polo produttivo ideale grazie a Ima e Bio-on

Castel San Pietro potrebbe diventare un polo di rilievo nazionale per la produzione e il confezionamento di vaccini anti-Covid. Quella che per ora è un’ipotesi, potrebbe realizzarsi grazie a una serie di condizioni favorevoli già presenti sul territorio. La prima: il colosso del packaging Ima ha avviato a fine 2020 il trasferimento della propria divisione Ima Life da Ozzano allo stabilimento ex Decathlon in via degli Artigiani (zona Ca’ Bianca), 32 mila metri quadri destinati a produzione, più una nuova palazzina uffici da 10 mila metri quadri che sarà ultimata nel 2021. A regime vi lavoreranno circa 500 addetti, ma all’interno ci sono già reparti operativi.

C’è poi il caso della fallita Bio-on, con stabilimento produttivo nella frazione castellana di Gaiana. L’intero complesso, come spiegato sul sabato sera della scorsa settimana, andrà all’asta il 5 maggio. Anche la Regione Emilia Romagna nei giorni scorsi ha richiamato l’attenzione del Governo sulla possibilità di riconvertire le attrezzature esistenti alla produzione di vaccini. In un post su Facebook, il presidente Stefano Bonaccini ha commentato: «Cinque bioreattori di fermentazione farmaceutica e chimica più che adatti per produrre vaccini anti-Covid. Si trovano alla Bio-on di Castel San Pietro, nel bolognese, azienda all’asta a inizio maggio. Abbiamo già fatto presente al Governo l’esistenza di questo patrimonio. Così come numerose imprese del nostro territorio nel comparto farmaceutico, biomedicale e della meccanica possono dare il loro contributo. Qui può nascere un distretto produttivo di sieri anti-Covid all’avanguardia, al servizio del Paese. E la Regione è pronta a fare la sua parte». (lo.mi.)

Approfondimenti su «sabato sera» dell’11 marzo.

Nella foto: a sinistra una linea per la ripartizione in asettico di prodotti farmaceutici liquidi, realizzata dalla divisione Ima Life; a destra laboratori Bio-on a Gaiana

Vaccini anti-Covid, Castel San Pietro polo produttivo ideale grazie a Ima e Bio-on
Economia 28 Gennaio 2021

L'ozzanese Ima è uscita dalla Borsa di Milano

Ima è ufficialmente uscita dalla Borsa di Milano. Si è infatti conclusa oggi la procedura che ha portato alla revoca della quotazione delle azioni dell’azienda ozzanese del packaging, a 25 anni dall’ingresso, avvenuto nel 1995, in piazza Affari. Una scelta dettata, come anticipato nei mesi scorsi dalla stessa azienda, dalla necessità di accelerare la strategia di crescita e di avviare una nuova fase di sviluppo, basata sull’innovazione.

«L’esperienza di quotata – ha dichiarato il presidente e amministratore delegato Alberto Vacchi – è stata, secondo me, per quasi la metà della vita di Ima, che quest’anno celebrerà il 60° anniversario dalla fondazione, un’esperienza formativa e di stimolo. Ora Ima, con il nuovo socio Bc Partners, sempre con il controllo del gruppo storico che ha fondato e guidato Ima, avvierà un ambizioso progetto di innovazione tecnologica per accrescere la sua competitività sui mercati». (lo.mi.)

Nella foto: Alberto Vacchi, presidente e amministratore delegato di Ima

L'ozzanese Ima è uscita dalla Borsa di Milano
Cronaca 19 Novembre 2020

Coronavirus, tamponi gratuiti e su base volontaria per oltre 3.800 dipendenti del gruppo ozzanese Ima

Gli oltre 3.800 dipendenti italiani del gruppo ozzanese Ima e 700 lavoratori della filiera territoriale dall’11 al 13 novembre hanno avuto la possibilità di sottoporsi, su base volontaria, a un tampone per la diagnosi tempestiva di eventuale positività al Covid 19. «Si tratta – fa sapere l’azienda – di un’iniziativa one-shot che consentirà di avere un quadro completo della situazione nelle sedi italiane del gruppo e di monitorare il rischio di contagio».

Nei giorni scorsi, l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, ha visitato il centro servizi di Ima a Ozzano, dove era in corso uno screening. (r.e.)

Nella foto: la visita ad Ima dell’assessore regionale Donini

Coronavirus, tamponi gratuiti e su base volontaria per oltre 3.800 dipendenti del gruppo ozzanese Ima
Economia 1 Ottobre 2020

Ima si «fonde» con burro e formaggio e incorpora Corazza Spa. Attesa per la nomina dei nuovi amministratori

Non solo mascherine, ma anche dadi da brodo, formaggio e burro. Continuano le acquisizioni per il gruppo Ima Spa. Si tratta di una fusione per incorporazione di Corazza Spa, società con sede a Bologna già interamente controllata, leader mondiale nella produzione di macchine confezionatrici per dadi da brodo, formag- gio fuso, burro, margarina e lievito. «Tale incorporazione favorirà la semplificazio- ne della struttura societaria del gruppo Ima e l’ottimizzazione nella gestione dei relativi flussi finanziari» commentano dall’azienda.

Al contempo, il cda di Ima ha preso atto delle dimissioni della maggioranza degli amministratori di Ima, sospensivamente condizionate alla chiusura dell’operazione annunciata in data 28 luglio 2020. Pertanto, entro fine ottobre verrà convocata un’assemblea ordinaria nella quale verrà nominato il nuovo organo amministrativo, determinandone numero dei componenti, durata del mandato e compenso. (r.e.)

Ima si «fonde» con burro e formaggio e incorpora Corazza Spa. Attesa per la nomina dei nuovi amministratori
Cronaca 30 Settembre 2020

Dall'Ima di Ozzano pronte e già consegnate 25 macchine per il confenzionamento delle mascherine chirurgiche

Prosegue il contributo di Ima Spa nella lotta al Covid-19. Dopo la donazione di 100 mila mascherine all”Università di Bologna, negli ultimi mesi il colosso ozzanese ha portato avanti speditamente progettazione e fabbricazione delle macchine automatiche per la produzione di mascherine chirurgiche.

In tutto 25 macchine consegnate a fine agosto alla Protezione civile che le ha installate, assieme ad altrettante prodotte da Angelini Spa, in due stabilimenti italiani, uno di proprieta Luxottica, l’altro di Fca (Fiat Chrysler Automobiles).

La linea targata Ima si chiama «Face 400», ed è lunga più di 17 metri. Sforna dalle 200 alle 400 mascherine chirurgiche al minuto. Ogni pezzo è composto da tre strati, con clip per il naso, e ha il classico colore azzurro.

Altri dettagli su «sabato sera» in edicola da giovedì 1 ottobre

Nella foto: particolare della macchina Ima «Face 400»

Dall'Ima di Ozzano pronte e già consegnate 25 macchine per il confenzionamento delle mascherine chirurgiche
Economia 11 Settembre 2020

Ima dona 100 mila mascherine all'Università di Bologna

Ima, azienda ozzanese leader mondiale nella produzione di macchine automatiche, ha deciso di donare 100 mila mascherine all’Università di Bologna, che saranno utilizzate dalla comunità universitaria bolognese all’avvio del nuovo anno accademico. «Si tratta – ha dichiarato il presidente e amministratore delegato di Ima, Alberto Vacchi – di un segno di amicizia e di vicinanza. Dobbiamo stare tutti vicini e dare segni positivi al nostro Ateneo, in questo momento difficile per le incertezze generate dalla pandemia. Deve emergere con più forza l’esigenza di una formazione qualificata e competitiva per i nostri giovani, cui va il pensiero delle aziende che guardano al futuro». Il rettore dell’Università di Bologna,  Francesco Ubertini, ha ringraziato Vacchi e l’azienda che dirige, «una realtà imprenditoriale – ha aggiunto – che da sempre dimostra grande attenzione non solo al mondo della ricerca e della formazione, ma anche allo sviluppo complessivo della società e del territorio». (lo.mi.)
Ima dona 100 mila mascherine all'Università di Bologna
Economia 30 Luglio 2020

Accordo con un fondo d'investimento e Ima vola a Piazza Affari, obiettivo futuro uscire dalla Borsa italiana

All’indomani dell”annuncio di un accordo che prevede l’ingresso di un fondo d’investimento in Sofima, società che controlla la maggioranza dell’azienda, Ima vola a Piazza affari. I suoi titoli, infatti, segnano un aumento del 13% portandosi così a 67,8 euro, vicino ai 68 euro messi sul piatto, con un premio di oltre il 26% rispetto ai valori di borsa dell”ultimo mese.

Come detto, l’accordo annunciato ieri sera dal Cda prevede l’ingresso del fondo d’investimento Bc Partners nella società che controlla la maggioranza dell’azienda, Sofima appunto, con l’obiettivo futuro di ritirare Ima dalla Borsa italiana In base all’accordo alcuni membri della famiglia venderanno infatti a Bc Partners, fondo con sedi a Londra, New York, Amburgo e Parigi, un 20% di azioni di Sofima. Poi Ima verrà ritirata dalla Borsa italiana, tramite un’offerta pubblica che consentirà a Bc di salire fino al 45% circa di Sofima, mentre ai Vacchi resterà un 55%, rispetto al 51,6% controllato oggi, con una diversa distribuzione tra i familiari. Sempre ieri, inoltre, il Cda ha anche diffuso le stime preliminari sul bilancio del primo semestre, che vede i ricavi scendere da 694 a 636 milioni, pur confermando le previsioni già diffuse per tutto l’anno 2020, che valutano l’Ebitda in calo del 10%. (r.e.)

Nella foto: l’azienda Ima

Accordo con un fondo d'investimento e Ima vola a Piazza Affari, obiettivo futuro uscire dalla Borsa italiana

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