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Cronaca 12 Agosto 2019

Scrittori consigliano scrittori – Lisa Laffi

Grande appassionata d’arte Lisa Laffi, scrittrice e insegnante imolese, l’ha resa protagonista dei suoi romanzi dove non mancano anche grandi personaggi storici come Giovanni dalle Bande Nere. Nelle sue letture ama immergersi nel passato e i suoi consigli saranno perfetti per tutti coloro che vogliono fare un salto in un’altra epoca. Con Bacchilega editore ha pubblicato “Cento passi di donne” mentre è appena uscito “L’ultimo segreto di Botticelli” per Tre60.

Che libro sta leggendo al momento?
«Ho cominciato “La dama dei Medici” di Jeanne Kalogridis, un romanzo storico veramente affascinante. Quello che mi piace dei romanzi storici è che personaggi molto lontani da noi nel tempo si trovano a affrontare problemi che sono simili ai nostri».

Quale libro consiglierebbe a tutti?
«Sicuramente “Il cavaliere d’inverno” di Paullina Simons, è un romanzo storico ambientato a Stalingrado durante la Seconda guerra mondiale. Non bisogna farsi spaventare dalla mole perché è molto scorrevole».

Cosa leggeva da bambina?
«Spulciavo la libreria di mio padre, in particolare amavo Salgari e “Due anni di vacanze” di Jules Verne: quest’ultimo parla di un gruppo di ragazzini che si trova disperso su un’isola, non so, forse mi rivedevo in quell’avventura». (re.co.)

Fotografia tratta dal profilo Facebook di Lisa Laffi

Scrittori consigliano scrittori – Lisa Laffi
Cultura e Spettacoli 22 Luglio 2019

Per la rassegna «Freschi di stampa» approda alla Bim «Fuoco al cielo», romanzo della scrittrice Viola Di Grado

Tamara e Vladimir vivono a Musljumovo, remoto villaggio al confine con la Siberia, tra caseggiati in rovina e fabbriche abbandonate, una città segreta, luogo sinistro da cui era vietato uscire e comunicare con l’esterno, al centro di tre catastrofi nucleari negli anni ‘50 e ‘60. Sono i protagonisti di «Fuoco al cielo», romanzo di Viola Di Grado edito da “La nave di Teseo”, che sarà presentato martedì 23 luglio alle 21 nel giardino della biblioteca di Imola nell’ambito di «Freschi di stampa». «Vladimir, infermiere di buona famiglia, è arrivato da Mosca, scegliendo di prendersi cura di chi non ha niente, delle persone dimenticate dal mondo – si legge nella presentazione della serata-. Tamara, insegnante, è invece nata e cresciuta nel villaggio, e abituata a pensare che ogni cosa sia destinata a contaminarsi e guastarsi velocemente. Incontrandosi, i due vengono sorpresi da una passione totalizzante che si appropria di ogni pensiero, e accende un bagliore salvifico persino liì, nel luogo più radioattivo del pianeta, in mezzo ai resti di una natura satura di veleno.

Questo sentimento così tenace, che sembra schermarli dalle insidie del reale, li rafforza e li divora al tempo stesso, finché un evento prodigioso arriverà a sconvolgere le loro vite e le loro certezze. Ispirato a un fatto di cronaca che ha disorientato il mondo, «Fuoco al cielo» racconta del male ubiquo che appartiene alla Storia ma che si rintana anche all’interno di ogni amore assoluto: perché la “città segreta” non è solo un luogo reale di distruzione e segregazione, ma anche il nodo più intimo e pericoloso di ogni relazione, dove i confini tra il sé e l’altro si confondon oe può bastare una parola, un gesto, un grumo di silenzio per far crollare ogni cosa o metterla per sempre in salvo». Viola Di Grado è l’autrice di «Settanta Acrilico Trenta Lana» (2011), vincitore del premio Campiello Opera Prima e del premio Rapallo Carige Opera Prima e finalista all’Impac Dublin Literary Award, e di «Cuore Cavo» (2013), finalista al Pen Literary Award. Ha vissuto a Kyoto, Leeds e Londra, dove si è laureata in Filosofia dell’Asia orientale. I suoi libri sono tradotti In otto Paesi. (r.c.)

Per la rassegna «Freschi di stampa» approda alla Bim «Fuoco al cielo», romanzo della scrittrice Viola Di Grado
Cultura e Spettacoli 9 Luglio 2019

Per “Il gioco di Santa Oca' di Laura Pariani presentazione nel giardino della biblioteca di Imola

“Il gioco di Santa Oca”, pubblicato da La Nave di Teseo, è il romanzo di Laura Pariani che la scrittrice presenta martedì 9 luglio alle 21 nel giardino della biblioteca di Imola per la rassegna «Freschi di stampa». Definito «un romanzo di ribellione e libertà, la storia di un sogno di giustizia e di una donna coraggiosa che sfida le convenzioni del suo tempo», vede la cantastorie Pu`lvara raccontare ai contadini le imprese di Bonaventura Mangiaterra, a cui lei stessa ha partecipato vent’anni prima.

Nell’autunno 1652, infatti, alcuni uomini stanchi di subire le angherie dei nobili e dei soldati, che razziavano i paesi della brughiera lombarda tra una battaglia e l’altra, si erano raccolti intorno a Bonaventura, un capopopolo che affascinava i suoi compagni con la Bella Parola, una versione personale e ribelle delle storie della Bibbia. I nobili cercarono di fermare Bonaventura, diventato una leggenda, ma una sorpresa era in agguato.

Laura Pariani, pittrice, fumettista e scrittrice, è autrice, tra gli altri, di “Domani e` un altro giorno” disse Rossella O’Hara (2017), “Di ferro e d’acciaio” (2018). Per la sua opera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui Premio Grinzane Cavour, Premio Selezione Campiello, Premio Piero Chiara, Premio Elsa Morante, Premio Mondello. Ha all’attivo una ventina di opere teatrali rappresentate in Italia e all’estero. Ha partecipato alla sceneggiatura del film di Gianni Amelio Cosi` ridevano (Leone d’oro 1998). (r.c.)

Per “Il gioco di Santa Oca' di Laura Pariani presentazione nel giardino della biblioteca di Imola
Cronaca 24 Giugno 2019

Il 25 giugno all'hotel Donatello di Imola la presentazione del libro di Alberto Forchielli “Fuoco e fiamme'

Come sarà il mondo da qui a trent’anni? Come cambierà la nostra vita grazie, o a causa, di tecnologie sempre più pervasive e invasive? E come dobbiamo prepararci noi e i nostri figli per saper intercettare al meglio i cambiamenti già in atto, ma che da noi, in Italia, arrivano sempre in ritardo? Dopo il caustico pamphlet “Muovete il culo!”, col nuovo libro “Fuoco e fiamme” (Baldini+Castoldi) l’imolese Alberto Forchielli (imprenditore, giornalista esperto di economia, pirotecnico opinionista magistralmente imitato da Crozza) torna a scuotere le coscienze degli italiani per prepararli al mondo di domani. E lo fa con un viaggio pirotecnico nei luoghi ove il futuro non si aspetta ma si costruisce.

Un viaggio attraverso le città più innovative del mondo, passando per il Mit di Boston – dove Forchielli con il suo fondo di private equity Mandarin capital è membro del Mit Ilp (Industrial liaison program) e sostenitore del Deshpande center for technological innovation -, poi in California, tra Stanford e la Singularity university, e la Cina, con la sua potenza economica e tecnologica debordante. Un viaggio che sembra tratto dal film Blade Runner, ma che, per certi aspetti, è già realtà: in cui il Dna servirà non solo a riparare i corpi ma come hard disk millenario; in cui l’intelligenza artificiale controllerà case, città e il modo di fare banca; in cui la stampa 3D ci permetterà di avere il vestito desiderato fatto al momento in negozio; o in cui potremo agire a distanza pilotando un nostro avatar-robot. Un viaggio, infine, in cui non solo la geopolitica sarà diversa, col mondo ribaltato rispetto all’oggi, ma l’uomo stesso non sarà più un semplice uomo, bensì grazie a interfacce neurali potrà aumentare le facoltà della sua mente, o in cui i nanorobot cureranno ogni malattia a livello cellulare e potenzieranno i nostri organi.

Tutto ciò è la realtà che già si sta preparando nei migliori centri di ricerca del mondo e che Forchielli anticipa in “Fuoco e Fiamme”, libro che verrà presentato martedì 25 giugno, alle ore 20.45, presso l’hotel Donatello (sala Grand prix 2), in via Rossini 25. L’autore, nell’occasione, sarà intervistato dal direttore del settimanale sabato sera, Fulvio Andalò, e dal direttore del settimanale diocesano il nuovo Diario Messaggero, Andrea Ferri. L’iniziativa è organizzata da Centro studi Alcide De Gasperi, dall’associazione Imprese e professioni, dal Centro studi Luigi Einaudi e dall’associazione Codronchi Argeli, in collaborazione con Università Aperta. (r.cr.)

Nella foto la copertina del libro che sarà presentato domani 25 giugno

Il 25 giugno all'hotel Donatello di Imola la presentazione del libro di Alberto Forchielli “Fuoco e fiamme'
Cronaca 10 Giugno 2019

Oggi alla libreria Coop del Centro Leonardo la presentazione del libro sulla partigiana scampata alla fucilazione

Un calendario ricco di eventi accoglie i partecipanti di CooperAttivaMente, progetto ideato dal Consiglio di zona soci del circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e dalla cooperativa Bacchilega, in collaborazione con Librerie.coop., che organizza iniziative per promuovere la cooperazione, la legalità e corretti stili di vita e di consumo. Il prossimo appuntamento in programma oggi, lunedì 10 giugno, alle ore 17.30 presso la libreria Coop Alleanza 3.0 del centro commerciale Leonardo in viale Amendola 129, è la presentazione del libro “La ragazza ribelle – Annunziata Verità – Storia, amori e guerra di una sopravvissuta alla fucilazione fascista” di Claudio Visani (Carta Bianca Editore); dialogano con l’autore Benito Benati e l’on. Bruno Solaroli (presidente onorario dell’Anpi di Imola) e partecipa Gabrio Salieri (presidente dell’Anpi di Imola).

La staffetta partigiana Annunziata Verità, nipote di don Giovanni Verità, figura di spicco del Risorgimento italiano, fu processata e condannata a morte dai fascisti della Brigata nera faentina, ma scampò al plotone di esecuzione, davanti al quale fu portata assieme ad altri quattro compagni di lotta. Forse il caso, forse la minore statura rispetto agli uomini che erano con lei, fecero sì che rimanesse solo ferita, così come il colpo di grazia, che la raggiunse di striscio. Ripresasi dalle ferite, riuscì a raggiungere la Brigata sulle montagne. Nel dopoguerra lottò strenuamente perché i suoi aguzzini venissero sottoposti a processo per i crimini che avevano compiuto. (r.cr.)

Nella foto un particolare della copertina del libro di Claudio Visani

Oggi alla libreria Coop del Centro Leonardo la presentazione del libro sulla partigiana scampata alla fucilazione
Cultura e Spettacoli 16 Maggio 2019

Sabato e domenica a San Lazzaro il primo festival della narrativa noir della via Emilia

Si chiama «Aemilia Noir Festival» il primo festival della narrativa crime della via Emilia: il 18 e 19 maggio a San Lazzaro di Savena, Villa Serena, nel Centro Malpensa di via Jussi 33, ospiterà incontri, presentazioni e laboratori di scrittura a tema «giallo» o «noir». L’evento, organizzato da SQuiLibrai e patrocinato dal Comune di San Lazzaro di Savena, vedrà la presenza, tra gli altri, di autori come Gianluca Morozzi, con il suo libro Dracula ed io edito da Tea (domenica alle 17), Loriano Macchiavelli con il libro in uscita a fine mese per Einaudi Delitti senza castigo (sabato alle 15.30), Luca Occhi con il primo volume della nuovissima collana noir Zero di Bacchilega Editore Della stessa sostanza del buio (sabato alle 17), Barbara Baraldi con il suo Osservatore oscuro per Giunti (sabato alle 18.15), Francesca Bertuzzi con Fammi male edito da Mondadori (domenica alle 17.45), Gianni Biondillo con Il sapore del sangue di Guanda (domenica alle 19). Sabato alle 20.30 ci sarà poi una cena con autore che avrà come protagonista Valerio Varesi e il suo La paura nell’anima (Frassinelli editore). Sempre sabato, altri due appuntamenti sono l’aperitivo letterario delle 17.45 e l’incontro con Anna Copertino e Francesco Clemente (Un giorno per la memoria, Homo scrivens) a cura di Libera contro le mafie alle 19.15. Domenica mattina uno spazio di tre ore (dalle 10.30 alle 13.30) è dedicato a due laboratori di scrittura noir sia per adulti, con Gianluca Morozzi, sia per ragazzi con gli scrittori Sara Magnoli e Tiziano Riverso. (r.c.)

Per informazioni e iscrizioni ai laboratori e alla cena: squilibrai@gmail.com

Nella foto Luca Occhi

Sabato e domenica a San Lazzaro il primo festival della narrativa noir della via Emilia
Cultura e Spettacoli 29 Aprile 2019

Luca Occhi inaugura “Zero', la nuova collana della Bacchilega Editore con storie “nere' curata da Fabio Mundadori

«Zero» è la nuova collana della Bacchilega Editore dedicata al noir, al giallo e al thriller italiani, curata da Fabio Mundadori, una collana di «solo storie nere», perché così come esiste una cronaca nera, che racconta ciò che scaturisce dalla parte buia dell’animo umano, c’è anche la narrativa nera: quella che racconta le storie che nascono dall’immaginario oscuro di chi le racconta. Un immaginario che affonda le proprie radici in quel disagio che colpisce il nostro cervello quando non riesce a collocare fatti, persone, pensieri, azioni o situazioni nelle caselle bene/male, buono/cattivo, bianco/nero.Perché ciò che non è bianco o nero non è necessariamente grigio e spesso non ha un colore definito ed è questo che manda in crisi i meccanismi perfetti del nostro cervello, che rende il maleaffascinante ed è lì, nel cuore di quella strana sensazione a metà tra l’angoscia e l’attrazione morbosa verso ciò che nasconde il crepuscolo, che nascono le storie di Zero: storie scritte per essere lette.

Zero, con la pubblicazione del vincitore del «Premio romanzi inediti», sarà la collana di riferimento del festival Garfagnana in giallo, ma anche del Terni Horror Fest di cui pubblicherà l’antologia dei racconti finalisti per l’edizione 2019; lo scopo è far sì che sulle pagine di Zero autori esordienti trovino spazio accanto ad autori emergenti e affermati: unica discriminante la qualità dei testi e delle storie. (fa.mu.)

È Luca Occhi, l’autore de “Il Cainita”, a inaugurare con il suo secondo romanzo la nuova collana Zero dedicata alla letteratura noir, gialla e thriller della Bacchilega Editore. “Della stessa sostanza del buio”, questo il titolo della prima uscita, è un romanzo dalla scrittura scorrevole e accattivante, che dipinge una realtà brutale ma non per questo meno verosimile. Mathias Mestiz, il protagonista principale, è un emarginato che viene coinvolto, suo malgrado, nelle ricerche di una ragazzina scomparsa.

Condannato per un infamante delitto, si è sempre dichiarato estraneo alle accuse, ma ha un’ossessione oscura ed è per questo motivo che il padre della giovane lo convince ad aiutarlo nelle ricerche: chi, meglio di colui che certe deviazioni le conosce, può arrivare alla soluzione? (sa.gr.)

L”articolo completo e altre informazioni sulla collana “Zero” sono pubblicati su «sabato sera» del 18 aprile

Nella foto Luca Occhi al Grasparossa Noir dove il 12 aprile  ha presentato il suo libro

Luca Occhi inaugura “Zero', la nuova collana della Bacchilega Editore con storie “nere' curata da Fabio Mundadori
Cronaca 19 Marzo 2019

Mercoledì 20 marzo con CooperAttivaMente il libro della giornalista Francesca Mannocchi sul traffico di migranti

Solitamente vengono raccontate le storie dei migranti, si cerca di dare un volto e una voce ai disperati che cercano di raggiungere le spiagge italiane e l’Europa. La giornalista Francesca Mannocchi ha scelto invece la voce in prima persona di Khaled, un trafficante d’uomini. Una figura scomoda, sgradevole, che non si sente un criminale perché in Libia non sembrano esserci alternative a corruzione e violenza. Un giovane di poco piú di trent’anni, che nove anni fa ha partecipato alla rivoluzione che ha rovesciato Gheddafi, voleva fare l’ingegnere e costruire uno Stato nuovo. Oggi organizza barconi e smista donne, uomini e bambini, «la merce», dai confini del Sud fino ai centri legali e illegali della Libia, dove i trafficanti li rinchiudono, torturano, stuprano, ricattano le famiglie. Un mondo raccontato nelle pagine di «Io Khaled vendo uomini e sono innocente» (Einaudi editore), che sarà presentato mercoledì 20 marzo, alle ore 20.30 presso la Sala delle Stagioni di via Emilia 25. Un evento promosso da CooperAttivaMente, progetto di Coop. Bacchilega e del Consiglio di zona soci del Circondario di Coop Alleanza 3.0, in collaborazione con Librerie.coop, Libera e CulTurMedia.

Mannocchi collabora con varie testate italiane ed internazionali, a partire da l’Espresso; ha realizzato reportage da Iraq, Libia, Siria, Egitto, Afghanistan. «Khaled esiste davvero – dice – ma è anche un espediente letterario, attraverso il quale ho potuto raccontare tutte le voci collaterali».

Quello che si legge nel libro è tutto vero?
«Sì. Certi dettagli crudi o violentissimi non avrei mai potuto pensarli senza il racconto e l’ascolto come la donna eritrea che, al confine col Sudan, capisce che sta per essere stuprata e si lega i capelli nel tentativo di sembrare meno bella…».

Nel libro racconta come sono trattati i migranti in Libia: rinchiusi, affamati, torturati. La situazione è così drammatica?
«Assolutamente sì. In più negli ultimi due anni e mezzo il lavoro degli osservatori internazionali e dei giornalisti è sottoposto a minacce e ricatti come nell’epoca gheddafiana. Il giornalista straniero è obbligato a comunicare ogni spostamento e ad essere seguito da un uomo dei servizi segreti. Gli accordi tra Europa e Libia ci hanno fatto raccontare la favola dell’aiuto nei centri di detenzione libici, ma è una fandonia. L’ultimo report dell’Unhcr, pubblicato un mese fa, ha confermato che riportare i migranti in Libia significa destinarli ad essere rinchiusi senza sapere fino a quanto, reinseriti in un circolo vizioso di rapimento, ricatti e violenze». (l.a.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 14 marzo 

Nella foto Francesca Mannocchi

Mercoledì 20 marzo con CooperAttivaMente il libro della giornalista Francesca Mannocchi sul traffico di migranti
Cronaca 25 Febbraio 2019

Presentato alla Camera dei Deputati il libro di Bacchilega Editore “La Brigata Ebraica – 1944-1946'

Il libro “La Brigata Ebraica – 1944 -1946”, scritto dal rabbino Luciano Caro e da Romano Rossi e pubblicato da Bacchilega editore, è stato presentato alla Camera dei deputati, nella sala Aldo Moro, lo scorso giovedì 14 febbraio, alla presenza di numerose personalità.L’iniziativa è stata voluta e coordinata dall’on. Marco Di Maio, eletto nel collegio uninominale Forlì – Faenza e segretario della I Commissione della Camera (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni), che, nel suo intervento introduttivo, ha sottolineato l’importanza del contributo della Brigata Ebraica per la liberazione delle terre romagnole e le gravissime conseguenze delle leggi razziali del 1938 nei confronti di ebrei che, prima di tutto, erano cittadini italiani.

Questo tema è stato ripreso da Ettore Rosato, vicepresidente della Camera, che ha introdotto l’argomento, sottolineando l’importanza della legge contro il negazionismo, approvata ed entrata in vigore durante la precedente legislatura, nel 2016, con lo scopo di contrastare soprattutto le affermazioni di chi nega la Shoah e ricordando che, nel 2017, alla Brigata Ebraica è stata conferita la Medaglia d’oro al Valor militare. E’ stata poi la volta degli autori; Romano Rossi ha illustrato a grandi linee la storia della Brigata Ebraica, a partire dagli ebrei palestinesi che si arruolarono nelle fila dell’esercito britannico (furono oltre 50 mila) fino all’esaudimento della loro grande aspettativa di avere una formazione militare propria, con una propria bandiera, che sarebbe poi divenuta la bandiera dello Stato di Israele. Nacque così la Brigata Ebraica, che combatté in Italia nel 1945, nel ravennate prima, poi sul Senio a Riolo Terme, dove partecipò allo sfondamento del fronte, a fianco del Gruppo di combattimento Friuli, fu tra le prime formazioni a raggiun-gere Imola, poi proseguì verso Bologna.

Sul ruolo della Brigata Ebraica nell’immediato dopoguerra e sul contributo fondamentale alla nascita e alla sopravvivenza dello Stato di Israele è intervenuto Luciano Caro, che ha preferito puntare su un episodio person-le: «Dopo le leggi razziali in Italia e le persecuzioni eravamo sperduti, e chi è riuscito a prendere in mano le fila della situazione sono stati questi giovani, che hanno ricostituito le comunità ebraiche. Non dimenticherò mai, io ancora bambino, l’arrivo di questi giovani che ci dissero “ora potete uscire, siete liberi” e ci diedero del pane bianco da mangiare, dopo anni quasi senza cibo che, quando riuscivamo ad averne, era cattivissimo». (fa. ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 21 febbraio

Nella foto un momento della presentazione alla Camera

Presentato alla Camera dei Deputati il libro di Bacchilega Editore “La Brigata Ebraica – 1944-1946'
Cultura e Spettacoli 30 Gennaio 2019

CooperAttivaMente presenta il libro di Tiziano Terzani “In America. Cronache da un mondo in rivolta'

«In America. Cronache da un mondo in rivolta». Il titolo potrebbe essere quello di un instant book, e forse lo è il libro di Tiziano Terzani pubblicato per Longanesi. Anche cinquant”anni dopo la stesura gli articoli che lo compongono, raccolti con lo solita attenzione dal romagnolo di Monte Catone Àlen Loreti, che ce ne parla prima della presentazione delle 20.45 di giovedì 31 gennaio nella sala Cidra di via Fratelli Bandiera 23.

Si tratta di articoli scritti per la rivista «L”Astrolabio» diretta da Ferruccio Parri, che segnano l”ingresso nella professione di Tiziano Terzani. Reduce dall”esperienza quale reclutatore di personale per la Olivetti, premiato con una borsa di studio della Columbia University che dal 1967 al 1969 gli consente di trasferirsi con la moglie Angela negli Stati Uniti. La possibilità di studiare, viaggiare e formarsi (imparerà anche le prime nozioni di cinese) non bastano al grande fiorentino che si offre anche di scrivere settimanalmente reportage per la rivista della sinistra italiana diretta da Parri. E” l”inizio di una avventura professionale a cui non si può che guardare con ammirazione, scoprendo la freschezza dei suoi racconti e, appunto, la loro terribile attualità.

Àlen Loreti di Terzani ha una conoscenza profonda (basti dire che ha curato il Meridiano Mondadori con tutte le opere) ci guida alla scoperta di un altro filone dorato del lavoro di Terzani.

Àlen, la fortuna di essere in America aiuta l’audace Terzani che ci racconta quel mondo in rivolta, come spiega il titolo del libro. Perché queste cronache per «L’Astrolabio» sono importanti anche cinquant”anni dopo?
«Insieme alla moglie Angela Staude, autrice della prefazione, abbiamo scelto di mostrare i primi passi della sua vocazione giornalistica. Gran parte dei 50 articoli sono scritti da un Tiziano autodidatta non ancora giornalista. Virtualmente era ancora un manager dell’Olivetti, ma è grazie alla borsa di studio che lo porta a New York che decide di diventare giornalista e mollare la carriera aziendale. Le cronache sono il battesimo della sua carriera di reporter e rivelano i temi che lo motiveranno per tutta la vita: la passione per la politica internazionale, i destini dei popoli, i conflitti e i mutamenti del mondo».

La figura di Terzani giornalista, di rilevanza assoluta e mondiale, passa (purtroppo) in secondo piano rispetto ai suoi ultimi lavori che ne hanno fatto prevalere una immagine da «santone». Personalmente apprezzo la scelta della foto di copertina del libro che ci riconsegna un uomo che studia, visita, si interroga e pensa. Sono esagerato in queste considerazioni?
«Il proposito – annuisce Loreti – è lo stesso di cinque anni fa, quando pubblicammo i suoi diari “Un’idea di destino”, cioè restituire a Terzani un profilo umano e letterario smontando le etichette che gli sono state attribuite. Sulla pietra tombale che lo ricorda c’è una sola parola che scelse per definire se stesso: “viaggiatore”. Stiamo parlando di uomo che parlava cinque lingue, laureato in Giurisprudenza col massimo dei voti, che visse oltre quarant’anni “a giro per il mondo” e nonostante le migliaia di avventure non si convertì mai a nulla. Fino all’ultimo amava ripetere “sono un fiorentino che ha fatto tante esperienze”. Era figlio di un meccanico e di una sarta, una bella lezione di umiltà, un uomo coi piedi per terra… e li ha utilizzati per viaggiare». (pa.be.)

L”intervista completa è su «sabato sera» in edicola dal 31 gennaio

Nella foto Alen Loreti

CooperAttivaMente presenta il libro di Tiziano Terzani “In America. Cronache da un mondo in rivolta'

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