Cultura e Spettacoli

Per la rassegna «Freschi di stampa» approda alla Bim «Fuoco al cielo», romanzo della scrittrice Viola Di Grado

Per la rassegna «Freschi di stampa» approda alla Bim «Fuoco al cielo», romanzo della scrittrice Viola Di Grado

Tamara e Vladimir vivono a Musljumovo, remoto villaggio al confine con la Siberia, tra caseggiati in rovina e fabbriche abbandonate, una città segreta, luogo sinistro da cui era vietato uscire e comunicare con l’esterno, al centro di tre catastrofi nucleari negli anni ‘50 e ‘60. Sono i protagonisti di «Fuoco al cielo», romanzo di Viola Di Grado edito da “La nave di Teseo”, che sarà presentato martedì 23 luglio alle 21 nel giardino della biblioteca di Imola nell’ambito di «Freschi di stampa». «Vladimir, infermiere di buona famiglia, è arrivato da Mosca, scegliendo di prendersi cura di chi non ha niente, delle persone dimenticate dal mondo – si legge nella presentazione della serata-. Tamara, insegnante, è invece nata e cresciuta nel villaggio, e abituata a pensare che ogni cosa sia destinata a contaminarsi e guastarsi velocemente. Incontrandosi, i due vengono sorpresi da una passione totalizzante che si appropria di ogni pensiero, e accende un bagliore salvifico persino liì, nel luogo più radioattivo del pianeta, in mezzo ai resti di una natura satura di veleno.

Questo sentimento così tenace, che sembra schermarli dalle insidie del reale, li rafforza e li divora al tempo stesso, finché un evento prodigioso arriverà a sconvolgere le loro vite e le loro certezze. Ispirato a un fatto di cronaca che ha disorientato il mondo, «Fuoco al cielo» racconta del male ubiquo che appartiene alla Storia ma che si rintana anche all’interno di ogni amore assoluto: perché la “città segreta” non è solo un luogo reale di distruzione e segregazione, ma anche il nodo più intimo e pericoloso di ogni relazione, dove i confini tra il sé e l’altro si confondon oe può bastare una parola, un gesto, un grumo di silenzio per far crollare ogni cosa o metterla per sempre in salvo». Viola Di Grado è l’autrice di «Settanta Acrilico Trenta Lana» (2011), vincitore del premio Campiello Opera Prima e del premio Rapallo Carige Opera Prima e finalista all’Impac Dublin Literary Award, e di «Cuore Cavo» (2013), finalista al Pen Literary Award. Ha vissuto a Kyoto, Leeds e Londra, dove si è laureata in Filosofia dell’Asia orientale. I suoi libri sono tradotti In otto Paesi. (r.c.)

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