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Cronaca 23 Settembre 2020

Continua il trend negativo della produzione di miele

Stagione chiusa per il miele e conferme delle anticipazioni di giugno. «Annata negativa – dice Giorgio Baracani, vicepresidente di Conapi, il maggiore consorzio italiano di apicoltori e apicoltore lui stesso a Castel Guelfo – in linea, più o meno, con quella dello scorso anno. Leggermente meglio in Appennino per la produzione di castagno». Insomma, niente di nuovo. «Purtroppo – continua Baracani – confermiamo un trend che già si era delineato, ma aspettavamo la chiusura della raccolta. Per l’acacia abbiamo il 70% in meno, pochissima, e poi è di scarsa qualità perché troppo scura. Il tiglio è sotto la media, pra- ticamente un meno 30-50%, del millefiori ne manca oltre il 50% e la quantità, comunque, è a macchia di leopardo».

Segni in ribasso dovuti allo stato di salute degli alveari e a dei fenomeni che sono definiti strani. E poi la varroa. «La malattia – precisa Baracani – è un problema presente da sempre, occorre imparare a conviverci, i problemi sono altri e stanno diventando fissi. Il cambiamento cli- matico, e cioè inverni caldi con ritorni di freddo in pri- mavera, la riduzione della biodiversità nelle campagne, la patologia delle api e la convivenza dell’apicoltura con l’agricoltura. Tutti gli agricoltori, anche biologici, usano sostanze che per le api sono nocive. I trattamenti non sono utilizzati correttamente, manca il rispetto per questi impollinatori, c’è una scarsa attenzione, scarse precauzioni, da parte degli agricoltori, per evitare danni ai pronubi. Gli antiparassitari devono essere usati con maggiore oculatezza e mettendo in atto le buone pratiche agricole».

E poi il grave problema del miele importato dall’estero. «Scarsità di materia e quindi – sottolinea Baracani – si va a prendere in altri Paesi. Quest’anno, però, è un’an- nata molto complicata anche per le produzioni dell’Est Europa, acacia ungherese e rumena che di solito è sempre abbondante. Nazioni, queste, che sopperivano spesso le carenze di acacia italiana. Ci aspettiamo, quindi, molto prodotto dalla Cina che tutto è, tranne che miele, è falso miele». (a.g.)

Nella foto: Giorgio Baracani 

Continua il trend negativo della produzione di miele
Cultura e Spettacoli 18 Settembre 2020

Nel fine settimana Castel San Pietro profuma di miele

Castel San Pietro si profuma di… miele, con la 40^ edizione del concorso «Tre gocce d’oro. Grandi mieli d’Italia» in programma da oggi, venerdì 18 settembre, a domenica 20 settembre.

Venerdì 18 alle 16.30, in via Matteotti 79 si terrà un seminario dal titolo «Nuovi traguardi in materia di buone pratiche agricole a difesa dell’apicoltura» mentre alle 21 piazza XX Settembre ospiterà il Corpo bandistico cittadino in un concerto omaggio a Ennio Morricone. Sabato 19 si parte alle 9, sempre in piazza, con l’apertura della Fiera del miele, unitamente al «Borgo dei sapori, Fiera delle eccellenze enogastronomiche italiane». In serata evento condotto da Tessa Gelisio, con la premiazione del 1° concorso «Un piatto al miele». Si tratta di un concorso riservato ai ristoratori del territorio che vuole proporre la reinterpretazione dei piatti della Cultura Gastronomica Bolognese» così come probabilmente venivano preparati anticamente sia nelle tavole modeste così come in quelle dei ricchi, oppure liberando l’estro dello chef alla ricerca di nuovi abbinamenti. Tra i giurati Patrizio Roversi ((conduttore televisivo, esperto agroalimentare). Domenica 20 settembre, alle 10.30 in piazza Acquaderni, per «Tre Gocce d’Oro 2020, il 40°» ci sarà la presentazione della pubblicazione multimediale «I mieli italiani: un patrimonio unico di qualità e tipicità» con il resoconto sulla qualità dei mieli in concorso per l’edizione 2020, e la consegna dei riconoscimenti in un evento condotto da Patrizio Roversi. Ogni evento verrà realizzato nel rispetto delle norme per il contenimento
del Coronavirus.

Per informazioni clicca qui.

L’articolo completi su «sabato sera» del 17 settembre.

Nella foto: Patrizio Roversi

Nel fine settimana Castel San Pietro profuma di miele
Economia 21 Agosto 2020

Apicoltura, la Regione investe 555 mila euro per la salute delle api e la qualità del miele

Che le api siano importanti per la salvaguardia della biodiversità e quindi per la salute del nostro pianeta è un fatto ormai risaputo. Ma c”è di più: dal punto di vista della produzione e dei posti di lavoro, il comparto dell”apicoltura è un settore di rilievo a livello regionale. E proprio la Regione, ora, decide di investire per la salute delle api e la qualità del miele regionale.

La Giunta regionale ha infatti dato via libera al bando che dà attuazione agli interventi della seconda annualità del Programma regionale triennale 2020-2022. Per gli apicoltori emiliano-romagnoli si tratta di 555 mila euro che potranno essere richiesti entro il 19 novembre attraverso la piattaforma di AgreaBologna.

Ma quali sono gli interventi ammessi al finanziamento?

Si va dall”acquisto di interi sciami di api e famiglie con regine per favorire il ripopolamento degli alveari minacciati dagli effetti negativi dei cambiamenti climatici e dall’uso scorretto dei prodotti chimici per la difesa delle colture, al sostegno alle analisi di laboratorio per il miglioramento della qualità del miele; dall’ammodernamento delle attrezzature per la conduzione degli apiari, ai laboratori di smielatura e per praticare il nomadismo (ovvero lo spostamento delle arnie sul territorio seguendo le fioriture stagionali); dall’applicazione di nuovi metodi di lotta contro le malattie delle api all potenziamento dell’assistenza tecnica e dell’aggiornamento professionale.

Le risorse danno attuazione al piano di aiuti 2020/2021 per il settore, secondo step del Programma regionale triennale 2020-2022 che ha stimato un fabbisogno complessivo che sfiora i 3 milioni di euro nel prossimo triennio. Metà delle risorse sono di provenienza comunitaria, l’altra metà è resa disponibile dal Governo italiano.

Il budget per il 2020 è stato calcolato in base al numero di alveari presenti in Emilia-Romagna a fine 2019: sono 122.590 quelli censiti dall’Anagrafe apistica nazionale.

“L’apicoltura ha una crescente importanza economica in Emilia-Romagna – sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura a agroalimentare Alessio Mammi -. Quest’anno gli effetti negativi della crisi Covid sul mercato e le avversità climatiche, con le gelate di fine marzo che hanno determinato una produzione a macchia di leopardo, hanno colpito anche questo settore. Soprattutto le piccole aziende, che rappresentano la maggioranza tra gli apicoltori, hanno risentito del lockdown e del conseguente blocco del mercato. Il bando a cui diamo il via è uno degli strumenti primari per sostenere il settore nel segno della qualità e della tipicità della produzione”.

Maggiori informazioni, tabelle di ripartizione degli aiuti e dettaglio delle tempistiche di iscrizione al bando sono pubblicate sul sito della Regione.

(r.cr)

Imola

Apicoltura, la Regione investe 555 mila euro per la salute delle api e la qualità del miele
Cronaca 3 Marzo 2020

Fioriture fuori stagione ed eventi estremi fanno diminuire la produzione di miele

È arrivata la primavera, ma il calendario non sembra molto d’accordo. Le temperature sono decisamente sopra la media stagionale e le gemme a fiore sono pronte ad aprirsi. Questo espone i fiori, degli alberi da frutto in particolare, ad un grave rischio connesso alle gelate primaverili con conseguenze disastrose sull’economia agricola.
Come se tutto questo non bastasse, in questi giorni si parla anche di un rischio per le api ingannate da queste temperature troppo calde. «È troppo presto per parlare di rischio gelate, sono fenomeni non prevedibili. Inoltre le api con il freddo non escono dalle arnie». Calma subito gli animi Giancarlo Naldi, presidente dell’Osservatorio del Miele di Castel San Pietro.

Non ci dobbiamo preoccupare delle gelate, perché potrebbero non venire, ma è giusto preoccuparsi per il cambiamento climatico, oramai sotto gli occhi di tutti anche dei più scettici, in relazione al ciclo vitale delle api?
«Questa sì che è una preoccupazione seria, perché a causa del cambiamento climatico non c’è più corrispondenza tra lo sviluppo delle famiglie e delle fioriture, con il rischio concreto che queste non riescano a procurarsi cibo sufficiente (nettare e polline) per alimentare l’alveare. Inoltre i fenomeni atmosferici violenti che si presentano sempre più spesso, grandinate, bombe d’acqua, esondazioni, rendono alle api impossibile uscire dalle arnie. Questo porta a perdite anche totali della produzione di miele, perché il momento produttivo è concentrato in una fascia molto ristretta di tempo e costringe gli apicoltori ad alimentare artificialmente gli alveari e a spostare le arnie alla continua ricerca di posti migliori per la raccolta, con un conseguente aumento dei costi di produzione che stanno mettendo in ginocchio il settore. A complicare ulteriormente le cose, gli apicoltori devono anche far fronte al fenomeno delle sciamature sempre più frequenti». (moira orrù)

L”intervista completa nel numero del Sabato sera del 27 febbraio

Fioriture fuori stagione ed eventi estremi fanno diminuire la produzione di miele
Cronaca 18 Settembre 2019

Fiera del miele, dell’agricoltura e dell’enogastronomia a Castel San Pietro – IL VIDEO

Miele e agricoltura protagonisti nel terzo fine settimana di settembre a Castel San Pietro Terme con la trentanovesima edizione Fiera del Miele, dell’agricoltura e dell’enogastronomia.

A dimostrare il successo della manifestazione sono i numeri del concorso “Grandi mieli d’Italia-3 Gocce d’oro 2019”, condotto da Patrizio Roversi.
«Nell’anno della grande crisi produttiva sono stati ben 1.011 i mieli presentati al Concorso da parte di 440 apicoltori – ha spiegato l’Osservatorio nazionale miele-. Tutte le regioni sono state rappresentate. Quelle con il maggior numero di campioni sono state Lombardia e Puglia (112 campioni ciascuna), seguite da Piemonte (94 campioni), Sardegna (80 campioni), Emilia Romagna (77 campioni) e Sicilia (68 campioni)». (r.cr.)

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

Fiera del miele, dell’agricoltura e dell’enogastronomia a Castel San Pietro – IL VIDEO
Economia 13 Settembre 2019

La Regione Emilia-Romagna stanzia 560 mila euro per rilanciare l'apicoltura di qualità

Acquisto di interi sciami e famiglie con api regine per favorire il ripopolamento degli alveari minacciati dagli effetti negativi dei cambiamenti climatici e dell’uso scorretto dei prodotti chimici per la difesa delle colture; sostegno alle analisi di laboratorio finalizzate al miglioramento della qualità del miele; ammodernamento delle attrezzature per la conduzione degli apiari, i laboratori di smielatura e per praticare il nomadismo (cioè lo spostamento delle arnie sul territorio) seguendo le fioriture stagionali; nuovi metodi di lotta contro le malattie delle api; potenziamento dell’assistenza tecnica; partecipazione a corsi di aggiornamento professionale. Sono alcuni degli interventi finanziati dal bando varato ad inizio agosto dalla Giunta regionale, che ha messo a disposizione quasi 560 mila euro per dare attuazione al piano 2019-2020 di aiuti al settore dell’apicoltura. Primo step del Programma regionale triennale 2020-2022 approvato dall’Assemblea legislativa, che ha stimato un fabbisogno complessivo che sfiora i 3 milioni di euro nel prossimo triennio.

Metà delle risorse sono di provenienza comunitaria, l’altra metà è resa disponibile dal Governo italiano. Il budget per il 2019 è stato calcolato in base al numero di alveari presenti in Emilia Romagna a fine 2018 (113 mila quelli censiti dall’Anagrafe apistica nazionale). «L’apicoltura – sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli – è un settore di crescente importanza economica in Emilia Romagna, anche se quest’anno sta vivendo un’annata sfavorevole a causa delle cattive condizioni meteo della stagione primaverile, con piogge insistenti nel mese di maggio che hanno provocato un drastico calo della produzione di miele. Grazie al programma triennale di aiuti e alla nuova legge approvata nel marzo scorso dall’Assemblea legislativa, che ha rafforzato le misure di tutela delle api come sentinelle dell’ambiente, poniamo le basi per il rilancio del settore nel segno della qualità e della tipicità della produzione».

Le domande potranno essere presentate fino al 19 novembre 2019 attraverso la piattaforma informatica di Agrea (Sop). Gli aiuti sono in prevalenza riservati ad apicoltori singoli o aderenti a cooperative, associazioni apistiche, organizzazioni di produttori e, in parte, anche a enti ed istituti di ricerca. I contributi si riferiscono a spese sostenute nel periodo 1 agosto 2019-31 luglio 2020 e le percentuali di aiuto variano dal 50% al 100% a seconda della tipologia dell’intervento. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 12 settembre

La Regione Emilia-Romagna stanzia 560 mila euro per rilanciare l'apicoltura di qualità
Cronaca 15 Giugno 2019

Stasera il minicorso in piazza Acquaderni dal titolo «Giardino e verde per salvare le api»

Nell’ambito delle iniziative del Giugno castellano questa sera, sabato 15 giugno alle 20.30, in piazza Acquaderni, è in programma il minicorso “Giardino e verde per salvare le api” sulla manutenzione e cura sostenibile di giardini e verde pubblico al fine di proteggere api e altri insetti impollinatori. L’impiego massiccio e improprio della chimica mette in pericolo la sopravvivenza dell’ape, con tutto ciò che questo significa per la vita del pianeta.

Il fenomeno non riguarda solo l’agricoltura, per la quale si stanno promuovendo le migliori pratiche a difesa degli impollinatori. L’uso della chimica riguarda anche la cura del giardino e del verde pubblico. Anche su questo versante possono essere promosse pratiche in grado di sostenere la vita delle api. Parleranno di questo tema Alberto Contessi (presidente Osservatorio nazionale miele), Giorgio Baracani (presidente associazione Le nostre api) e Roberto Ferrari (direttore del Centro agricoltura ambiente di Crevalcore). Al termine smielatura live con assaggio di miele novello, a cura dell”associazione apicoltori felsinei “Le nostre api”. (r.cr.)

Stasera il minicorso in piazza Acquaderni dal titolo «Giardino e verde per salvare le api»
Economia 15 Giugno 2019

Produzione di miele in crisi nell'Imolese, la Cia spera nel Fondo di solidarietà nazionale per rifondere i danni agli apicoltori

E” in forte crisi la produzione di miele nel territorio imolese. L”allarme sul fronte apicoltura arriva dalla Cia di Imola, che sta valutando insieme agli apicoltori e produttori la richiesta di indennizzo straordinario per far fronte alla situazione. «Non si tratta solo della perdita di un raccolto, seppur importante come quello d’acacia, ma di un di un’anomalia climatica che ha alterato il ciclo produttivo del miele, provocato la moria delle api e compromesso l’intera annata», spiega Maurizio Nenzioni, apicoltore della Cia Imola che possiede 350 alveari.

Secondo la Federazione Apicoltori, in Italia quest”anno si è verificata una perdita stimata tra i 5 e 10 milioni di miele d’acacia e danni fino a 50 milioni di euro per il comparto. Nel settore da quasi trent”anni, Nenzioni a sua volta sostiene di non ricordare prima d”ora un altro maggio freddo e piovoso come quello del 2019, né una situazione così negativa per gli alveari. «In passato – sottolinea – è capitato di perdere una raccolta di miele, magari per un brusco calo delle temperature in primavera che ha compromesso le fioriture. Ma mai, dico mai, la situazione è stata così difficile. In realtà tutto è iniziato con i migliori auspici con un inverno mite e un aprile abbastanza buono per le fioriture a livello climatico. Poi, dai primi di maggio, sono arrivati pioggia e temperature rigide che sono durate per un mese intero, proprio nel periodo in cui la Regina ha deposto le uova e le api raccoglitrici erano pronte per uscire. Gli alveari sono regrediti: la Regina ha smesso di deporre, le api di uscire per cercare nutrimento e hanno attaccato il miele di scorta finché, esaurito anche quello, sono morte. Naturalmente abbiamo cercato di nutrirle con acqua e zucchero e prodotti appositi, ma quando non c’è il polline è come nutrire un bambino con solo pane, a un certo punto mancano tutti gli altri principi nutritivi e nascono i problemi».

Dal punto di vista economico la perdita del miele di acacia, fra i più richiesti dal mercato, è particolarmente pesante, ma ciò che preoccupa di più i produttori è la consapevolezza che sia molto difficile, se non impossibile, recuperare. «Si tratta proprio di una questione tecnica: la Regina con il caldo ha ricominciato a deporre, le uova si schiuderanno in una ventina di giorni e ne serviranno altri venti perché le api siano pronte per uscire dall’alveare, quindi a metà luglio – prosegue l”apicoltore -. Nel frattempo dovrebbero lavorare le api mature, ma sono rimaste in poche e anche quelle che ci sono ritornano spesso a “mani vuote”, forse perché non trovano il nettare giusto o il polline è poco. E consideriamo che a luglio non ci sarà quasi più nulla in fioritura e si dovrà iniziare a intervenire sui melari. Si tratta di un vero disastro». Per tutti questi motivi la Cia Imola auspica, vista la situazione di gravità, anche un intervento del Fondo di Solidarietà Nazionale per dare un aiuto concreto agli apicoltori danneggiati dall”insolita situazione climatica di quest”anno. (r.cr.)

Produzione di miele in crisi nell'Imolese, la Cia spera nel Fondo di solidarietà nazionale per rifondere i danni agli apicoltori
Cultura e Spettacoli 13 Settembre 2018

Il weekend a Castel San Pietro è dolce come il miele con fiera, concorso e convegni

Miele, miele e ancora miele. Il Settembre castellano punta l”attenzione sul nettare degli dei. Le manifestazioni apistiche a Castel San Pietro si aprono venerdì 14 settembre alle 10 quando al teatro Cassero si terrà il convegno dal titolo «Buone pratiche agricole e salvaguardia delle api, primi risultati dalle intese e prospettive future», seguito alle 14.30 da un ulteriore seminario dedicato a «Economia e impresa apistica». Alle 19.30, nella Galleria di arte moderna, verrà inaugurata la mostra fotografica «Ape, mieli, biodiversità con gusto». Alle 20 si torna al Cassero per parlare di «Zucchero 100% italiano per un”agricoltura più sostenibile» in collaborazione con Coprob Italia Zuccheri.

Sabato, ecco in centro storico dalle 10 alle 23 la «Fiera del Miele, dell’Agricoltura e dell’Enogastronomia» con mieli e tipicità italiani in via Matteotti, attrezzature apistiche in piazza Acquaderni, prodotti agroalimentari tipici, laboratori, fattorie didattiche e progetti sociali in piazza XX Settembre, prodotti agricoli a chilometro zero in piazza Galvani e via Cavour. Tutte iniziative che torneranno anche domenica dalle 9.30 alle 21. Non mancheranno, poi, i convegni: sabato alle 10 al Cassero si parlerà di «Legislazione regionale in materia apistica e necessario coordinamento normativo nazionale» e alle 14.30 di «Qualità del prodotto e mercato del miele in Italia». La serata vedrà al centro la musica: alle 21 in piazza XX Settembre ci sarà un concerto dal jazz al pop con il Corpo musicale San Luigi di Vedano al Lambro e il Corpo bandistico di Castel San Pietro. In città ci saranno anche intrattenimento e danze popolari dalle 20.30

Domenica 16 ritorna la Fiera in centro dalle 9.30 alle 23 e, sempre alle 9.30, in piazza XX Settembre si esibirà il corpo musicale lombardo. Nella piazza centrale della città dalle 10.30 si farà spazio al concorso «Grandi mieli d”Italia – 3 gocce d”oro» giunto alla trentottesima edizione: curato dall”Osservatorio nazionale del miele, vedrà la partecipazione in gara di 1124 mieli divisi in tre sezioni (i millefiori, i grandi mieli di Sicilia, i mieli da apicoltura biologica). La premiazione avverrà alle 12.30 e sarà condotta da Patrizio Roversi. Durante la manifestazione, verranno ricordati Maria Rosa Modelli e Cesarino Dalmonte dell”apicoltura Dalmonte. Al pomeriggio, dalle 16.30, spazio all”intrattenimento con le danze popolari.

Info: 051/6954112.

Il weekend a Castel San Pietro è dolce come il miele con fiera, concorso e convegni
Cultura e Spettacoli 1 Settembre 2018

Festa del Borgo e concerto rock per il Settembre castellano che questa sera a Varignana vede la sfida delle «carriole»

Stand dedicati ai team della Carrera, dj set e punti di ristoro affidati agli esercizi del centro storico, negozi aperti, punti di ristoro allestiti dagli esercenti delle vie Mazzini e Cavour, animazioni per bambini, live band, cocktail point, dj set e la speciale area dei giovani del Café della Carrera: è la Festa del borgo, novità di questo Settembre castellano, che animerà Castel San Pietro il 4 settembre. Organizzata in collaborazione con i commercianti di via Cavour e i team della Carrera, con il prezioso coordinamento dei ragazzi del Cafè della Carrera, metterà quindi «al centro la Carrera, protagonista del Settembre», come afferma l”assessore alla Cultura, Fabrizio Dondi. «L’appuntamento del 4 settembre risponde alla necessità di valorizzare come merita la zona di Via Cavour – spiega l’assessore al Commercio e al Turismo, Tomas Cenni – e di questo voglio ringraziare i commercianti, che hanno accettato di dividere in due serate le crapule che si svolgono in centro», ovvero nel 4 e nell”8 settembre (quando si terrà la SuperCrapula nella parte alta del centro storico). Un inizio di mese che comprende anche, tra l”altro, le prove ufficiali del 2 settembre, valide per definire la griglia di partenza delle gare del 9 settembre (Coppa Terme alle ore 12 e Carrera Autopodistica alle 18), e la serata di presentazione dei team (giovedì 6), che quest’anno avranno ognuno un video dedicato, in concomitanza con il contest di Miss e Mister Carrera 2018. Il 18 settembre la serata di premiazione dei Carrerissimi si terrà poi all’Arena di Castel San Pietro.

Una delle novità di questo Settembre è l’esibizione dell’Andrea Innesto Ensemble l”8 settembre alle ore 22. «E’ la prima esibizione di Andrea a Castel San Pietro, e siamo orgogliosi di averlo a suonare sul palco del Settembre Castellano» dice Cenni. Sarà uno spettacolo audiovisivo, in cui la musica live accompagnerà ogni fotogramma proiettato sul maxischermo.

Ovviamente, non sarebbe Settembre Castellano senza il castrato: oltre alla Sagra della Braciola, che si svolgerà il 9 settembre, torna la Locanda Slow, aperta tutte le sere dalle 19 dal 30 agosto al 19 settembre (il 2, 9 e 16 settembre anche a pranzo). Allestita nel parcheggio di viale Oriani, la Locanda servirà i piatti tipici della tradizione castellana. La novità di quest’anno risiede nella collaborazione con i ristoratori del territorio castellano, che contribuiranno alla promozione dei sapori locali nei propri esercizi. Immancabile, come ogni anno, l’appuntamento con la Fiera del miele, dell’agricoltura e dell’enogastronomia il 14, 15 e 16 settembre. «In questa edizione, nonostante l’annata sfavorevole, il concorso 3 Gocce d’Oro registra la partecipazione di 1064 mieli provenienti da tutta Italia», Giancarlo Naldi, direttore dell’Osservatorio Nazionale del Miele.

E poi ci sono le frazioni. «La parola chiave del Settembre Castellano è “castellanità” – dice Raimonda Raggi, presidente della Pro Loco -, definizione che va estesa anche alle frazioni del nostro territorio». La prima edizione di Sport in Osteria (13, 14 e 15 settembre) e la Festa sul Lago (22 e 23 settembre) animeranno Osteria Grande, mentre a Varignana, fino al 2 settembre, si rinnova l’appuntamento con Varignana di Notte. Oltre alla tradizionale corsa delle carriole, sabato 1 alle 21.30, sarà qui protagonista la musica, con il festival Musica a Spinta. Negli stessi giorni Varignana ospita il festival del fumetto Vari.china, giunto alla sua sesta edizione, con tanti artisti e esibizioni di live painting accompagnate dalla musica e proiettate sulla chiesa di San Lorenzo. Un trenino farà la spola tra il paese e il parcheggio di via Magnani a Osteria Grande, questa sera dalle 18 alle 2, per permettere di raggiungere la manifestazione. (ri.ra.)

L”articolo completo è sul «sabato sera» in edicola da giovedì 30 agosto

Nella foto la corsa delle carriole a Varignana nel 2015

Festa del Borgo e concerto rock per il Settembre castellano che questa sera a Varignana vede la sfida delle «carriole»

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