Cronaca

Continua il trend negativo della produzione di miele

Continua il trend negativo della produzione di miele

Stagione chiusa per il miele e conferme delle anticipazioni di giugno. «Annata negativa – dice Giorgio Baracani, vicepresidente di Conapi, il maggiore consorzio italiano di apicoltori e apicoltore lui stesso a Castel Guelfo – in linea, più o meno, con quella dello scorso anno. Leggermente meglio in Appennino per la produzione di castagno». Insomma, niente di nuovo. «Purtroppo – continua Baracani – confermiamo un trend che già si era delineato, ma aspettavamo la chiusura della raccolta. Per l’acacia abbiamo il 70% in meno, pochissima, e poi è di scarsa qualità perché troppo scura. Il tiglio è sotto la media, pra- ticamente un meno 30-50%, del millefiori ne manca oltre il 50% e la quantità, comunque, è a macchia di leopardo».

Segni in ribasso dovuti allo stato di salute degli alveari e a dei fenomeni che sono definiti strani. E poi la varroa. «La malattia – precisa Baracani – è un problema presente da sempre, occorre imparare a conviverci, i problemi sono altri e stanno diventando fissi. Il cambiamento cli- matico, e cioè inverni caldi con ritorni di freddo in pri- mavera, la riduzione della biodiversità nelle campagne, la patologia delle api e la convivenza dell’apicoltura con l’agricoltura. Tutti gli agricoltori, anche biologici, usano sostanze che per le api sono nocive. I trattamenti non sono utilizzati correttamente, manca il rispetto per questi impollinatori, c’è una scarsa attenzione, scarse precauzioni, da parte degli agricoltori, per evitare danni ai pronubi. Gli antiparassitari devono essere usati con maggiore oculatezza e mettendo in atto le buone pratiche agricole».

E poi il grave problema del miele importato dall’estero. «Scarsità di materia e quindi – sottolinea Baracani – si va a prendere in altri Paesi. Quest’anno, però, è un’an- nata molto complicata anche per le produzioni dell’Est Europa, acacia ungherese e rumena che di solito è sempre abbondante. Nazioni, queste, che sopperivano spesso le carenze di acacia italiana. Ci aspettiamo, quindi, molto prodotto dalla Cina che tutto è, tranne che miele, è falso miele». (a.g.)

Nella foto: Giorgio Baracani 

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