Posts by tag: natura

Cultura e Spettacoli 17 Maggio 2020

Guido Laffi dell’associazione «Nel giardino, nella natura» aiuta a muoversi nel mondo del verde

Se partiamo dal presuppo- sto che anche le piante hanno un’anima, allora dentro ogni giardino e ogni terrazza ci sono storie da raccontare. Nei cortili interni delle case, dove il verde potrebbe ridursi a quadrati incolti, potrebbero nascere vere e proprie esperienze di giardinaggio. Ma come fare? Come trasformare un terreno spoglio in qualcosa di bello da guardare e da raccontare?  Ne abbiamo parlato con Guido Laffi, uno dei soci fondatori e consigliere dell’associazione «Nel giardino, nella natura», nata nel 2006 a Imola.

Si tratta di un’associazione culturale costituita in forma spontanea, attraverso interessi e passioni in comune tra i soci fondatori. Quello che li ha spinti è la voglia di approfondire tutto quello che riguarda il verde, scambiandosi opinioni, conoscenze e esperienze, raccontandosi a vicenda. Fanno anche diverse visite a giardini pubblici o privati, a orti botanici o a mostre florovivaistiche, partecipano a manifestazioni e conferenze. Sono appassionati che vorrebbero diffondere le loro competenze ai cittadini, sensibilizzando il territorio. «La prima cosa da fare, quando ci si ritrova davanti ad un pezzo di terra e si vuole trasformarlo in un giardino, è avere un’idea». Come quando si vuole raccontare una storia, o costruire una casa, o arredare una camera, si tratta di riuscire a vedere quello che ancora non c’è, esattamente dove dovrebbe essere. «Sia i giardini che le terrazze – ci dice Guido – vanno pensati come luoghi piacevoli da vedere, nei quali si legga il pensiero che ci sta dietro». (fr. gia.)

L’articolo completo in tre pagine dedicate con molte belle immagini su «sabato sera» del 14 maggio.

Nella foto: Guido Laffi con peonie in primo piano 

Guido Laffi dell’associazione «Nel giardino, nella natura» aiuta a muoversi nel mondo del verde
Cronaca 7 Gennaio 2020

40,7 chili di sigarette raccolti grazie alla campagna “5 kg di frutta e verdura per un pugno di mozziconi”

Conclusa la prima fase del progetto “5 kg di frutta e verdura per un pugno di mozziconi” lanciato nel mese di novembre da La valle delle albicocche, azienda con poderi a Bagnacavallo e nella Valle del Santerno, in collaborazione con l’associazione Cambiavento di Imola.
Al 31 dicembre sono stati ritirati 40,7 kg di mozziconi di sigarette. Chi li ha consegnati ha ricevuto in cambio frutta e verdura. 104 persone hanno consegnato le cicche, dalla provincia di Firenze a quella di Rovigo, da Bologna a Ravenna fino a Ferrara e Rimini.

«Da un”operazione nata quasi per gioco potrebbe nascere un piccolo contributo per avere un mondo un poco più pulito e per dimostrare come le tre R (recupero, riciclaggio e riutilizzo) in una logica di economia circolare possono diventare realtà – commentano gli organizzatori del progetto –. Noi crediamo che qualsiasi tipo di impegno sia importante per mettere una pezza ai disastri ambientali che l’uomo produce, ma siamo altresì convinti che senza un concreto agire personale, che può anche partire dalle piccole cose, il cambiamento sia molto molto complesso». (r.cr.)

40,7 chili di sigarette raccolti grazie alla campagna “5 kg di frutta e verdura per un pugno di mozziconi”
Cronaca 6 Gennaio 2020

Futuro in Comune Imola offre una casa agli alberi di Natale dopo le festività

L’associazione Futuro in Comune Imola offre una casa agli alberi di Natale dopo le festività.
«La campagna Regala il tuo albero e salva l’ambiente è la ricerca di una nuova casa per gli alberi di Natale veri che le famiglie imolesi non sanno come/dove conservare dopo le festività – spiega Giuseppina Brienza, presidente dell’associazione –. Un dono all’intera collettività che verrà evidenziato da una targhetta con il nome delle famiglie e una dedica che accompagnerà l’albero nella sua nuova casa».
I riferimenti per i cittadini sono i numeri 3358053660 (Giuseppina Brienza), 3384109936 (Giulia Broggini), l’indirizzo e-mail futuroincomuneimola@gmail.com e la pagina Facebook Futuro in Comune Imola.

Il lancio della campagna arriva contemporaneamenre alla piantumazione di due tigli in via Goccianello da parte della Brienza e della candidata consigliera regionale di Europa verde Eya Ghannouchi, dopo che Futuro in Comune Imola ha deciso di fare propria la proposta del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini di piantare un albero per ciascun abitante.
«La salvaguardia dell’ambiente e la compensazione dei cambiamenti del territorio generati dall’attività dell’uomo devono diventare due fra i principi cardine dell’azione politica a qualsiasi livello – commenta la Ghannouchi –. E noi giovani, dopo essere scesi in piazza per chiedere alla politica di modificare le proprie priorità, adesso dobbiamo impegnarci in prima persona per innescare il cambiamento che abbiamo chiesto. In gioco c’è il nostro futuro».
«Come punto programmatico della coalizione di centrosinistra in vista delle elezioni amministrative proporremo l’individuazione di aree idonee per la piantumazione di 70.000 alberi, uno per ogni imolese», rilancia la Brienza. (r.cr.)

Nella fotografia, la piantumazione dei due tigli in via Goccianello

Futuro in Comune Imola offre una casa agli alberi di Natale dopo le festività
Cultura e Spettacoli 4 Dicembre 2019

La storia di Lauro Marchetti, il curatore di origini imolesi del «Giardino di Ninfa», in provincia di Latina

C’è un luogo, in provincia di Latina, dove la storia e la fiaba, la natura e la magia si intrecciano fino a fondersi in un’armonia fuori dal tempo. E’ il «Giardino di Ninfa», uno dei parchi più belli e affascinanti d’Europa, al quale l’associazione imolese «Nel giardino, nella natura», dedica la conferenza prevista per domani giovedì 5 dicembre, alle 18, nella sala Bcc di via Emilia 212 a Imola. Il luogo ha antiche e nobili origini; è stato infatti per secoli e secoli proprietà della famiglia Caetani, che tra i suoi membri più noti annovera quel papa Bonifacio VIII, al secolo appunto Benedetto Caetani, al quale Dante, nella Divina Commedia, predisse la futura dannazione.

A saper di fiaba e di magia, tuttavia, non è solo il luogo. Basta infatti ascoltare la storia di Lauro Marchetti, il direttore e curatore del giardino, per scoprire una vicenda davvero unica, oltre che legata a filo doppio a Imola e alla Romagna. Imolesi erano infatti i genitori di Marchetti, Sante e Domenica Dall’Osso, il primo nato a Ca’ Miseria, a Ponticelli, la seconda della famiglia Dall’Osso, che veniva da Fontanelice e dal podere La Tardanza, nella zona del cimitero. Di queste origini Marchetti è fiero e, benchè la sua vita sia trascors ainteramente nel Lazio, lui rivela di sentirsi «Ibrido di nascita, ma completamente romagnolo. Conosco il dialetto e il mio accento, a 70 anni, è ancora lo stesso. Ho passato a Miseria, dove stavano i miei, tutte le estati della mia infanzia e le vacanze da scuola, ma ho frequentato soprattutto Fontanelice e la Tardanza, il fiume Santerno, il ponte di Gaggio. Ricordo i nonni, gli animali, i primia mori giovanili».

La residenza ufficiale, però, era in provincia di Latina e come la famiglia sia finita a vivere così lontana dal luogo d’origine è lo stesso Marchetti a raccontarlo: «Il duca Caetani chiese consiglio al conte imolese Pasolini Dall’Onda perchè aveva bisogno di una “persona onesta” per amministrare la sua tenuta agricola. Mio padre era un sindacalista, che curava gli interessi degli operai facendo il mediatore tra datori di lavoro e lavoratori. Era partito poverissimo a raccogliere sassi con il padre birocciaio, ma poi aveva acquisito grandi capacità amministrative, contabili e di dialogo. Era una persona rispettata da tutti, operai e imprenditori. Pasolini Dall’Onda fece il suo nome ai Caetani e il mio mondo cambiò completamente». (mi.ta.)

La storia completa è su «sabato sera» del 28 novembre

La storia di Lauro Marchetti, il curatore di origini imolesi del «Giardino di Ninfa», in provincia di Latina
Cronaca 22 Novembre 2019

Il ragazzino punto da un trigone in Costa Rica è ricoverato a Montecatone per la riabilitazione

Il dodicenne ligure ferito da un trigone in Costa Rica è stato trasferito dal Maggiore al Montecatone Rehabilitation Institute. Il ragazzino, colpito al collo mentre si trovava in vacanza con la famiglia, ha subìto un trauma all”altezza della sesta vertebra cervicale che l”ha lasciato pressoché paralizzato. Il trigone è un pesce simile alle razze, dotato di un aculeo velenoso nella zona della coda le cui tossine provocano contrazioni e paralisi muscolari.

I chirurghi vertebrali dell’ospedale Maggiore di Bologna, il reparto del dottor Federico De Iure che, dopo la valutazione del complicato caso, hanno deciso per il momento di non intervenire. Lo sfortunato teenager inizierà subito, invece, il percorso riabilitativo a Montecatone. A renderlo noto è la struttura imolese stessa. «Il caso è molto particolare per la modalità dell’evento traumatico – spiega Virna Valmori, la direttrice sanitaria – ma la nostra esperienza, in ambito riabilitativo, ci mette nelle condizioni di affrontare questo nuovo caso e mettere in campo migliori professionalità per ottenere il maggior tasso possibile di recupero». La struttura imolese è tra quelle italiane leader nella riabilitazione dei pazienti con lesione midollare o con grave cerebrolesione.

«Il giovane è stato accolto nell’Unità Spinale – ha aggiunto Rita Capirossi, responsabile facente funzione dell’Unità Spinale – dove, da subito, dopo tutti gli accertamenti clinici per prevenire eventuali complicanze secondarie, inizierà l’attività riabilitativa. Al momento presenta un quadro di tetraplegia incompleta con prevalente interessamento degli arti inferiori; nonostante tutto appare fortemente motivato ad iniziare il percorso riabilitativo». I medici sono apparsi abbastanza ottimisti sulle sue condizioni e sul fatto che possa recuperare l”uso delle gambe anche se occorrerà un lungo percorso (su parla di almeno un anno).

Il ragazzino è rientrato in Italia tra domenica e lunedì con un volo dell”Aeronautica Militare, dopo circa un mese ricoverato all”ospedale di San Josè, finché l”ambasciata Italiana in Costa Rica non è riuscita, insieme alla Farnesina, ad organizzare il volo di Stato per il rimpatrio, autorizzato dal premier Conte. L”aero è atterrato nel cuore della notte all”aeroporto Marconi; a bordo anche i genitori, il fratello maggiore e una dottoressa rianimatrice dell”ospedale Maggiore di Bologna, mentre ad attenderlo in pista c”erano la nonna, con gli zii ed altri famigliari, arrivati da Genova.  (l.a.)

Nella foto l”ospedale di Montecatone e l”immagine di un trigone

Il ragazzino punto da un trigone in Costa Rica è ricoverato a Montecatone per la riabilitazione
Cronaca 14 Agosto 2019

Presenza del lupo stabile nel territorio. E calano gli attacchi al bestiame più dannosi

Presenza del lupo stabile nel territorio, con circa venti esemplari divisi fra i due versanti della vallata del Santerno. A segnalarlo è l’associazione “Enduro Motor Valley”, sottolineando anche come «il dato più evidente dell”ultimo anno è che da luglio 2018 non risultano più attacchi di lupo a bestiame d”allevamento con danni di una certa rilevanza».

Tuttavia, «i veterinari dell”Azienda sanitaria locale di Imola segnalano il persistere di predazioni puntiformi nel territorio di loro competenza – specifica Alessandro Magnani, portavoce del gruppo di volontari –. È evidente quindi che gli allevatori si sono organizzati con metodi di prevenzione sempre più efficaci, recinzioni adeguate, cani da guardia e dissuasori elettronici messi a disposizione dalla Regione utili a tenere lontano i lupi dagli allevamenti».

Tornando ai numeri, «è continuo e notevole il ricambio di individui – aggiunge Matteo Papa, veterinario responsabile del nucleo ambientale dell’associazione –. Molti soggetti spariscono, arrivano esemplari adulti da altre zone, risultano stabili le nascite, ma, come al solito, pochi lupacchiotti raggiungono l”età riproduttiva».
Inoltre , «il cinghiale rimane la principale fonte alimentare per il lupo, almeno il 70% delle marcature rinvenute contiene peli di questo suide – continua Papa –, mentre per la prima volta nella nostra zona si è constatata la predazione di nutrie i cui resti sono stati rinvenuti nello stomaco di un lupo investito da un”auto».

Ancora, «le immagini raccolte dal 2009 ad oggi con le videotrappole hanno sempre mostrato esemplari di lupo appenninico puro – prosegue Magnani – quindi non risultano ibridazioni con cani». E «monitorando il lupo ci si rende conto che il resto della fauna selvatica della vallata gode di ottima salute, dagli ungulati ai rapaci – conclude –, con avvistamenti sempre più regolari di aquila reale che spesso sorvola le aride zone calanchive in cerca di prede». (r.cr.)

Fotografia dell”associazione “Enduro Motor Valley”

Presenza del lupo stabile nel territorio. E calano gli attacchi al bestiame più dannosi
Cronaca 3 Maggio 2019

Quadrone, Barbarossa, cipolla e radiotelescopio: sabato 4 maggio Medicina protagonista su Rai 2 a Sereno Variabile

Medicina protagonista a “Sereno Variabile” sabato 4 maggio. La popolare trasmissione televisiva di Rai Due, condotta da Osvaldo Bevilacqua e in onda dalle 17, dedicherà infatti una puntata alla pianura bolognese.

A Medicina le telecamere Rai percorreranno un itinerario tra storia, natura, cultura e sapori tipici. Si andrà infatti alla scoperta dell”oasi di protezione faunistica “Il Quadrone”, istituita nel 1985, 270 ettari tra coltivazioni e cassa di espansione del canale Garda, un mosaico ambientale dove trovano rifugio numerose specie animali e vegetali.  Si parlerà inoltre della Festa del Barbarossa, la tradizionale rievocazione storica in programma a settembre, che ricorda i fatti accaduti nel 1155, quando l”imperatore giunse al Castello di Medicina e lo liberò dal Senato di Bologna. Una”altra tappa da non perdere sarà la stazione radioastronomica, ma ci sarà tempo anche per un incontro con il Consorzio della Confraternita della Cipolla. 

La puntata di “Sereno Variabile” toccherà anche il museo della Civiltà Contadina a San Marino di Bentivoglio, Cadriano (dove verrà intervistato Gino Fabbri, presidente dell”Accademia Maestri Pasticceri Italiani), il museo dei Burattini  e il museo dell”Ocarina a Budrio. (r.cr.)

Nella foto, tratta dal sito del Comune di Medicina, il radiotelescopio Croce del Nord

Quadrone, Barbarossa, cipolla e radiotelescopio: sabato 4 maggio Medicina protagonista su Rai 2 a Sereno Variabile
Cronaca 7 Aprile 2019

Lupo investito da un'auto mentre attraversa la provinciale Idice

Brutta esperienza l’altra mattina per un lupo sulla provinciale Idice. Un’auto di passaggio l’ha investito in località Castel dei Britti nel Comune di San Lazzaro di Savena. Erano circa le 7.30, quando l”animale, un bell”esemplare di maschio adulto, ha tentato di traversare la provinciale finendo contro un’auto di grossa cilindrata. Immediatamente sono stati allertati i carabinieri forestali di Monterenzio e il personale del Centro tutela e ricerca fauna esotica e selvatica di Monte Adone (Sasso Marconi). L’animale è stato prima spostato dalla strada per evitare altre collisioni con le auto in transito; inizialmente stordito, successivamente si è rialzato allontanandosi barcollante verso il bosco. I forestali l’hanno seguito per permetterne il recupero, cosa che è avvenuta all”interno del perimetro del Parco dei Gessi bolognesi e calanchi dell”Abbadessa. A quel punto è stato trasportato presso il Centro Monte Adone per le cure del caso. Alle attività hanno collaborato personale della polizia municipale di Ozzano Emilia e le Gev di Bologna. Illeso l’uomo alla guida della vettura.

Ozzano Emilia

Lupo investito da un'auto mentre attraversa la provinciale Idice
Cultura e Spettacoli 2 Dicembre 2018

La valle del Sillaro tra testimonianze storiche e bellezze naturali raccontata in un video realizzato con immagini da drone

E” un punto di vista inedito quello che Giorgia Bottazzi e Fabio Avoni hanno regalato con le loro riprese aree della vallata del Sillaro, condensate in un video presentato al pubblico giusto un anno fa nell’ambito dell’edizione 2017 della Festa della storia, su iniziativa dell’Associazione culturale Terra Storia Memoria.

«Un viaggio reale e virtuale», lo definì allora Giorgia Bottazzi, lungo il corso del fiume da Castel San Pietro, precisamente dal ponte su cui la via Emilia ne passa le acque, fino alle sorgenti, oltrepassando i confini regionali e raggiungendo la Toscana. Per realizzare il video ci si è serviti di un moderno drone radiocomandato, aprendo così scorci inediti su un paesaggio familiare a tutti i castellani, esaltandone la bellezza e riscoprendo i frammenti di storia sparsi sulle colline appenniniche emiliane. La raccolta di immagini era durata un anno, fino a pochi giorni prima della presentazione della videoproduzione.

Un paesaggio, quello che corre al di sotto della telecamera, che muta con il passare delle stagioni, passando dalla delicatezza della primavera che lascia spazio alle roventi tonalità di giallo e verde del periodo estivo, che si spengono, poi, con l’avvento dell’autunno, soppiantato a sua volta dal candore della neve invernale. Un’esperienza quasi mistica, insomma, scandita dalla voce narrante della stessa Giorgia Bottazzi.

La presentazione è stata arricchita dall’intervento di Eolo Zuppiroli che, da profondo conoscitore, ha descritto la conformazione geologica della vallata e le sue caratteristiche in termini di flora protetta. «La geologia segue una misurazione del tempo molto diversa da quella a cui l’uomo è abituato – ha spiegato allora -. L’età delle formazioni rocciose si misura nell’ordine dei milioni di anni e la loro diversa composizione racconta la storia del nostro territorio».

Sono molteplici, infatti, le tracce lasciate sulle rocce dalle acque ancestrali che ricoprivano la pianura Padana nell’antichità: le riprese del drone hanno mostrato chiaramente le conchiglie fossili incastonate nella formazione delle «sabbie gialle», che si estende tra la chiusa fluviale di Castel San Pietro e il paese di Civichella, e le creste frastagliate delle «argille scagliose», formatesi sul fondale del preistorico oceano Ligure tra 22 e 160 milioni di anni fa.

Visti dall’alto, questi antichi massicci ricordano gigantesche scaglie di un drago dormiente: è una visione di una bellezza inquietante, che stravolge il punto di vista su qualcosa di tanto familiare ai castellani come i calanchi. «I nostri monti – ha continuato Zuppiroli – sono estremamente antichi: monte Calderaro e monte Grande, ad esempio, sono resti di antiche isole oceaniche, trascinati dai sedimenti nella loro posizione attuale». Anche il leggendario Sasso di San Zanobi e i suoi cugini Sasso Nero e Sasso della Mantesca sono di formazione marina. «Trattasi di ofioliti – ha spiegato il relatore -, formazioni rocciose appartenenti all’antica catena vulcanica sottomarina che passava per queste zone».

Non è solo la variegata composizione geologica a risaltare nel video: l’occhio aereo ha messo a nudo anche la storia di queste terre, rivelando autentiche perle disseminate per la valle e le sue colline. Sulla vetta di un calanco, seminascosto dalla vegetazione, il campanile dell’antico borgo di Fiagnano, luogo natale di papa Onorio II, domina la vallata sottostante: è il solitario superstite del complesso ecclesiastico del paesino, la cui chiesetta è franata nel corso del tempo, inghiottita dallo strapiombo.

Su un’altra altura fa capolino il castello di Frassineto, con le sue porte ogivali e la torre medievale, sopravvissuti al passare dei secoli. Il drone, a questo punto, alzandosi di quota, regala uno scorcio a volo d’aquila sulla valle: ecco il Villaggio della Salute, ed ecco le braglie, le piscinette formate dall’imbrigliamento delle acque del Sillaro, popolarissime tra la gente del posto negli anni Settanta e Ottanta, e anche oggi molto frequentate. (ri. ra.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 29 novembre

Nella foto una veduta aerea della valle del Sillaro

La valle del Sillaro tra testimonianze storiche e bellezze naturali raccontata in un video realizzato con immagini da drone
Sport 26 Ottobre 2018

Escursione nella Vena del Gesso per imparare ad immortalare la natura con un fotografo esperto

Domani, sabato 27 ottobre, la sezione locale del Cai organizza una mattinata dedicata alla fotografia naturalistica nella Vena del Gesso. Si farà una bella escursione per cogliere gli aspetti cromatici della montagna in autunno. Durante la camminata, un esperto fotografo guiderà alla scoperta dei segreti per ottenere gli scatti migliori. La durata è di circa 4 ore, il percorso non è difficile, ma c’è un dislivello di circa 600 metri. La partenza è alle ore 8 dal parcheggio della Bocciofila in viale Saffi, con ritrovo 10 minuti prima. Occorre essere forniti di pedule o scarponcini, giacca a vento impermeabile, zaino con acqua e cibo. L’accompagnatore è Luca Logistico (tel. 331-3726869).

r.s.

Nella foto (dal sito del parco nazionale della Vena del Gesso): scorcio del paesaggio

Escursione nella Vena del Gesso per imparare ad immortalare la natura con un fotografo esperto

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast