Posts by tag: omicidio

Cronaca 7 Aprile 2020

Giovane investito e ucciso a Imola, la madre dopo la decisione dei domiciliari per Iorio: «Scarcerazione incomprensibile»

Non si è fatta attendere la risposta degli avvocati che tutelano i familiari di Mohamed Amine El Fatine, il giovane di 24 anni investito e ucciso in gennaio in via Mameli in centro a Imola da Vincenzo Iorio. Da giovedì 2 aprile, dopo tre mesi di carcere, Iorio è infatti agli arresti domiciliari, sebbene su di lui pesi ancora la pesante accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione (esclusa invece l”aggravante dei futili motivi). «Ci rendiamo conto che a causa della grave emergenza sanitaria c’è la necessità di sfollare le carceri ed evitare il rischio di ulteriori contagi – dicono in una nota gli avvocati Gino Salvatori e Bahija Afouzar -. Riteniamo però che per la gravità del reato e per i chiari elementi di colpevolezza emersi nel corso delle indagini preliminari a carico dell’indagato, le esigenze cautelari non potevano ritenersi affievolite».

Anche la madre di El Fatine, la signora Fidi Khadija, ha espresso il suo disappunto. «Rispetto la decisione del giudice anche se non la comprendo perché mi sembra che come la vita di mio figlio non valeva molto tanto da essere barbaramente ucciso, così la sua morte non merita una giusta e severa risposta da parte dei giudici – dice -. Sono emersi tanti e gravi elementi a carico del signor Iorio che mi rendono ancora più incomprensibile la sua scarcerazione. Per queste ragioni, spero che la giustizia faccia il suo corso, senza in alcun modo essere influenzata dal fatto che mio figlio fosse di nazionalità marocchina, ma valutando esclusivamente tutte le circostanze del caso». (gi.gi.)

Foto Isolapress

Giovane investito e ucciso a Imola, la madre dopo la decisione dei domiciliari per Iorio: «Scarcerazione incomprensibile»
Cronaca 3 Aprile 2020

Giovane investito e ucciso a Imola, Vincenzo Iorio esce dal carcere ed è agli arresti domiciliari

Dopo quasi tre mesi è uscito dal carcere e da ieri sera, giovedì 2 aprile, si trova agli arresti domiciliari. Si tratta di Vincenzo Iorio, 43 anni, accusato di omicidio volontario (senza l’aggravante dei futili motivi) per aver investito nella serata del 5 gennaio in via Mameli con la Jeep, di proposito, Mohamed Amine El Fatine, 24 anni.

La misura dei domiciliari, tra l’altro, arriva a stretto giro dal primo detenuto della Dozza deceduto dopo essere stato trovato positivo al Coronavirus. All’origine di tutta la vicenda ci sarebbe la rapina di un iPhone subita dal figlio 17enne di Iorio pochi giorni prima che, stando a quanto denunciato da padre e figlio alla polizia, sarebbe stata messa in atto proprio da El Fatine con la minaccia di un cacciavite (fatto rigettato dai legali della famiglia di El Fatine). Un episodio al quale è seguita, il 3 gennaio, una violenta lite in via Appia nel corso della quale il 43enne e il 24enne sono arrivati pesantemente alle mani (il giovane ne era uscito con una prognosi di 10 giorni per ferite medicate in pronto soccorso, mentre Iorio era stato denunciato per lesioni dalla polizia). «Abbiamo presentato un’istanza per un alleggerimento della misura cautelare e siamo soddisfatti di quanto deciso dal gip – commenta il legale di Iorio, Luca Sebastiani –. Ora ci concentreremo sul processo. Il mio assistito è più sereno». 

Le indagini, coordinate dalla pm felsinea Anna Maria Cecilia Sessa, però, sono ancora in corso perché vi sono diversi punti da chiarire. Iorio ha sempre sostenuto che, in quel vicolo del centro storico, non aveva intenzione di uccidere El Fatine, bensì di volerlo solo bloccare per dirgli di lasciare in pace il figlio, perché, a suo dire, avrebbe continuato a minacciare il figlio. Nella concitazione del momento, però, ha sbagliato la manovra, centrando il giovane con la Jeep. Sulla dinamica dell’investimento è stata disposta anche una perizia cinematica. «Siamo ancora in attesa dell’esito della perizia e di quello dell’autopsia» conclude l’avvocato. (gi.gi.)

Giovane investito e ucciso a Imola, Vincenzo Iorio esce dal carcere ed è agli arresti domiciliari
Cronaca 9 Gennaio 2020

Giovane investito e ucciso, Vincenzo Iorio rimane in carcere ma il gip esclude l'aggravante dei futili motivi

Resta in carcere Vincenzo Iorio, 43 anni, accusato di aver investito in via Mameli con la Jeep, di proposito, Mohamed Amine El Fatine, 24 anni. Oggi il gip Alberto Ziroldi ne ha convalidato l”arresto con l”accusa di omicidio volontario. “Ma il giudice ha escluso l”aggravante dei futili motivi – sottolinea il suo legale, Luca Sebastiani -. E” un esito che non ci sorprende considerata la pesante contestazione e il breve lasso temporale trascorso dal fatto”.

All”origine di tutta la vicenda ci sarebbe la rapina di un iPhone subita dal figlio 17enne di Iorio pochi giorni prima che, stando a quanto denunciato da padre e figlio alla polizia, sarebbe stata messa in atto proprio da El Fatine con la minaccia di un cacciavite. Un episodio al quale è seguita, il 3 gennaio, una violenta lite in via Appia nel corso della quale il 43enne e il 24enne sono arrivati pesantemente alle mani (il giovane ne era uscito con una prognosi di 10 giorni per ferite medicate in pronto soccorso, mentre Iorio era stato denunciato per lesioni dalla polizia).

Le indagini della polizia, coordinate dalla pm felsinea Anna Maria Cecilia Sessa,però, sono ancora in corso perché vi sono diversi punti da chiarire. Iorio ha sempre sostenuto, sia con la polizia che davanti al gip, che la sera dell”Epifania, in quel vicolo del centro storico, non aveva intenzione di uccidere El Fatine, bensì di volerlo solo bloccare per dirgli di lasciare in pace il figlio, perché, a suo dire, avrebbe continuato a minacciare il figlio. Nella concitazione del momento, però, ha sbagliato la manovra, centrando il giovane con la Jeep. Sulla dinamica dell”investimento è stata disposta anche una perizia cinematica.

“Nei prossimi giorni valuteremo se rivolgerci al tribunale del Riesame o presentare istanza di applicazione degli arresti domiciliari” conclude il legale di Iorio. (gi.gi.)

Nella foto la polizia in via Mameli dove è stato investito El Fatine (Isolapress)

Giovane investito e ucciso, Vincenzo Iorio rimane in carcere ma il gip esclude l'aggravante dei futili motivi
Cronaca 7 Gennaio 2020

Giovane investito e ucciso in via Mameli, disposta autopsia e perizia cinematica. Parla il legale dell'arrestato

“Il mio assistito ha avuto un comportamento collaborativo sin dall’inizio, ha chiamato i soccorsi e ha risposto alle domande del pm a poche ore dal fatto. E’ sotto choc e distrutto psicologicamente, è un momento di dolore per tutti”. A parlare è l’avvocato Luca Sebastiani, legale di Vincenzo Iorio, il 43enne finito in carcere con la pesante accusa di omicidio volontario con l’aggravante dei futili motivi (si attende ancora la convalida dell”arresto).

Iorio è accusato di aver investito di proposito con la Jeep Mohamed Amine El Fatine, 24 anni di origini marocchine ma residente a Imola, nella serata di domenica in via Mameli. All”origine di tutto ci sarebbe la rapina di un Iphone subita dal figlio 17enne di Iorio pochi giorni prima e, stando a quanto denunciato da padre e figlio alla polizia, messa in atto proprio dal 24enne con la minaccia di un cacciavite.

Un episodio al quale è seguita, venerdì 3 gennaio, una lite in via Appia nel corso della quale il 43enne e il 24enne erano arrivati pesantemente alle mani (quest”ultimo aveva rimediato una prognosi di 10 giorni, mentre il primo era stato denunciato per lesioni dalla polizia). Le indagini, però, sono ancora in corso perché vi sono diversi punti da chiarire. Per questo, saranno utili sia l’esito dell’autopsia sul corpo della vittima, sia la perizia cinematica sulla dinamica dell’investimento, entrambe disposte oggi.

“Quello che è successo non è ciò che avrebbe voluto il mio assistito – continua il legale di Iorio -. Valuteremo le prossime mosse, a partire da una richiesta di alleggerimento della misura cautelare”. (gi.gi.)

Nella foto il sopralluogo della polizia in via Mameli (Isolapress)

Giovane investito e ucciso in via Mameli, disposta autopsia e perizia cinematica. Parla il legale dell'arrestato

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