Cronaca

Giovane investito e ucciso a Imola, Vincenzo Iorio condannato per omicidio volontario a 8 anni e 2 mesi

Giovane investito e ucciso a Imola, Vincenzo Iorio condannato per omicidio volontario a 8 anni e 2 mesi

È stato condannato a 8 anni e 2 mesi di reclusione Vincenzio Iorio, accusato di omicidio volontario (le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi erano già state escluse) per aver investito nella serata del 5 gennaio 2020 in via Mameli, nel centro storico di Imola, con la Jeep, di proposito, Mohamed Amine El Fatine, 24 anni.

È questa la sentenza al termine del rito abbreviato (che consente uno sconto di un terzo della pena). Il pubblico ministero Anna Cecilia Maria Sessa aveva chiesto sedici anni, ma il giudice ha riconosciuto le attenuanti.

«È una sentenza che ci soddisfa, perché rende merito all”importante lavoro fatto, e ci solleva – commenta il legale di Iorio, Luca Sebastiani –. Ricordiamoci che il giorno in cui è stato arrestato, Iorio era accusato di omicidio pluriaggravato, dalla premeditazione e dai futili motivi, e rischiava l’ergastolo. Ora, invece, sono state riconosciute le attenuanti generiche e lo stato d”ira determinato da un fatto ingiusto altrui, quindi uno scenario differente».

All’origine di tutta la vicenda ci sarebbe la rapina di un iPhone subita dal figlio 17enne di Iorio pochi giorni prima che, stando a quanto denunciato da padre e figlio alla polizia, sarebbe stata messa in atto proprio da El Fatine con la minaccia di un cacciavite (fatto rigettato dai legali della famiglia di El Fatine). Un episodio al quale era seguita una violenta lite in via Appia nel corso della quale Iorio ed El Fatine erano arrivati pesantemente alle mani. Poi l’investimento. Iorio ha sempre sostenuto di non aver avuto intenzione di uccidere El Fatine, bensì di volerlo solo bloccare per dirgli di lasciare in pace il figlio, perché, a suo dire, avrebbe continuato a minacciarlo. Nella concitazione del momento, però, avrebbe sbagliato la manovra, centrando il giovane con la Jeep.

«Tutte le perizie cinematiche avvalorano la nostra versione – prosegue Sebastiani –. Attendiamo di leggere le motivazioni (occorreranno 60 giorni), ma necessariamente faremo appello chiedendo con convinzione che venga esclusa l’intenzione, consapevoli di avere buoni elementi probatori per farlo». Attualmente Iorio si trova agli arresti domiciliari.

Nella sentenza sono stati disposti anche i risarcimenti per i familiari della vittima, costituitisi parte civile. La provvisionale è di 15 mila euro ciascuno per compagna, madre, padre e sorella e di 30 mila euro per la figlia, che all’epoca aveva appena 20 mesi. Esclusi dai risarcimenti, invece, nonni, zii e un cugino. (gi.gi.)

Nella foto la polizia in via Mameli dove è stato investito El Fatine (Isolapress)

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