Posts by tag: pandemia

Cronaca 8 Giugno 2020

Una fisiatra di Montecatone racconta la pandemia: «Fragilità clinica e psicologica dei pazienti»

Un periodo intenso, in cui il personale si è confrontato «non solo con la fragilità clinica ma anche psicologica dei pazienti legata all”isolamento e alla solitudine». Così Silvia Volini, medico fisiatra dell’Unità spinale del Montecatone Rehabilitation Institute di Imola racconta l’epidemia di coronavirus.

«Non eravamo e non ci sentivamo pronti a gestire un cambiamento di tale portata – aggiunge –, fatto di tante preoccupazioni: quella concreta di poter essere a nostra volta contagiati o essere veicolo di contagio per altri, per chi ci era attorno, sia all”interno sia all”esterno dell”ambiente lavorativo. Per questo la riorganizzazione ha dovuto tenere conto di diversi aspetti, di gesti che con l’andar del tempo sono apparsi quasi come maniacali, come il rito della vestizione e della svestizione, atti misurati e controllati per ridurre al minimo il rischio di contaminazione nelle fasi più delicate della giornata, all”ingresso e soprattutto all”uscita dalla cosiddetta zona sporca».
Ci sono stati, però, anche dei risvolti “positivi”: «Abbiamo imparato a lavorare in modo diverso – commenta –, adattandoci gli uni agli altri, talvolta abbandonando ciascuno il proprio ruolo, se necessario. Così facendo è stata possibile la creazione del reparto di Riabilitazione Covid19 e la gestione dell”elevato livello di stress psicologico e fisico che tale attività, per il tipo e la natura delle attenzioni da mantenere, richiede».

Passata la fase più acuta della pandemia, «ci siamo concentrati sui fabbisogni riabilitativi – spiega –: potendo seguire mielolesi affetti da Covid19 abbiamo raccolto i dati relativi all”andamento dell”infezione e, grazie a Carlotte Kiekens (direttore dell’Unità spinale, ndr) coordinato uno studio osservazionale prospettico multicentrico per monitorare l”andamento della malattia in questo specifico cluster. Abbiamo infine collaborato alla stesura di un protocollo riabilitativo che ci consentisse di accogliere in reparto Pazienti provenienti da altre realtà e con patologie diverse dalla lesione midollare». (r.cr.)

Una fisiatra di Montecatone racconta la pandemia: «Fragilità clinica e psicologica dei pazienti»
Cronaca 30 Maggio 2020

Il Comune di Ozzano rinegozia 29 mutui con la Cassa Depositi e Prestiti per far fronte alle spese da Covid-19

L”Amministrazione comunale di Ozzano Emilia ha deciso di aderire alla proposta della Cassa Depositi e Prestiti di rinegoziare i mutui dell”ente. L”operazione, precisa il sindaco Luca Lelli «va ad allungare la durata dei mutui e di conseguenza l”indebitamento del Comune, ma in questo momento particolare abbiamo ritenuto che potesse essere un”operazione vantaggiosa per noi». La nuova scadenza dei mutui rinegoziati, in tutto 29, viene spostata in avanti nel tempo al 31 dicembre 2043, con il risultato di «liberare ben 217.343 euro nella parte corrente del Bilancio per l”anno 2021 e oltre 158.000 euro negli anni futuri a partire dal 2022», dettaglia il primo cittadino.  

La delibera di rinegoziazione dei mutui è stata approvata dal Consiglio comunale il 27 maggio all”unanimità, quindi anche dai gruppi di minoranza. «Li ringrazio per l”appoggio dato all”Amministrazione comunale, a dimostrazione che tale operazione e” stata valutata come un atto ben interpretato e con la sola finalità di offrire un ulteriore aiuto alle esigenze della collettività», sottolinea Lelli, che aggiunge: «Abbiamo valutato e portato avanti questa decisione ragionando sul fatto che questa emergenza sanitaria da Covid-19 sta determinando un impegno finanziario straordinario per gli enti e le istituzioni coinvolte ed anche per i Comuni che si sono trovati in prima linea sia per la gestione sanitaria delle persone residenti sul territorio che per i casi sociali amplificati ed aumentati dalla chiusura di molte attività commerciali per il contenimento della diffusione della pandemia. Poter disporre quindi di una maggiore liquidità nella parte corrente del bilancio ci consente di  avere un “tesoretto” che possiamo utilizzare per “tamponare” la riduzione delle entrate e le maggiori spese conseguenti agli effetti indotti dalla diffusione del Covid-19». (r.cr.)

Il Comune di Ozzano rinegozia 29 mutui con la Cassa Depositi e Prestiti per far fronte alle spese da Covid-19
Cronaca 16 Maggio 2020

Virginio Merola e Matteo Montanari: «Anche ai Comuni zona rossa per iniziativa regionale i fondi per le zone rosse»

Il sindaco metropolitano Virginio Merola e il sindaco di Medicina Matteo Montanari insieme per chiedere al governo che i fondi per i Comuni zona rossa siano estesi anche a quelli zona rossa per iniziativa regionale. I due amministratori hanno scelto di avanzare la richiesta con una nota congiunta in cui appunto dichiarano che «è necessario che i fondi per i Comuni zona rossa siano estesi anche ai Comuni zona rossa per iniziativa regionale», precisando che per l”area bolognese il riferimento è al «Comune di Medicina che ha sofferto di più, anche per la sicurezza di tutti i cittadini della città metropolitana».

«Inoltre va risolta la posizione dei lavoratori di Medicina bloccati dalla zona rossa per cui ancora dopo oltre due mesi non ci sono indicazioni da parte dell”Inps che li parifichino ai lavoratori delle altre zone rosse – aggiungono Merola e Montanari -. Lo abbiamo chiesto al Governo e abbiamo interessato la Regione. Ci attendiamo una risposta positiva nel testo finale del decreto». (r.cr.)

Nella foto il sindaco Matteo Montanari nei giorni della zona rossa a Medicina

Virginio Merola e Matteo Montanari: «Anche ai Comuni zona rossa per iniziativa regionale i fondi per le zone rosse»
Cronaca 16 Maggio 2020

L'Iret di Ozzano è tra i laboratori autorizzati dalla Regione ad effettuare i testi sierologici per i privati

Tra i laboratori autorizzati dalla Regione Emilia-Romagna, ad effettuare i test sierologici sul Covid-19 per i privati cittadini e per le aziende che ne fanno richiesta, c’è anche il laboratorio della Fondazione Iret Onlus di Ozzano Emilia, ente di ricerca scientifica specializzato nello studio delle malattie degenerative del sistema nervoso. Sul sito internet (www.iretfoundation.org) campeggiano già le informazioni utili per poter accedere al test.

Laura Calzà, direttrice scientifica della Fondazione, cosa sono i test sierologici e qual è la differenza rispetto al tampone nasofaringeo?
«Mediante il tampone nasofaringeo si ricerca la presenza del virus; con i test sierologici si ricerca la presenza delle immunoglobuline, che rappresentano una delle risposte dell’organismo all’incontro con il virus».

La Regione Emilia Romagnaha ristretto il campo dei test a quelli da lei stessa «validati». Voi quale tipo effettuate?
«Dobbiamo per prima cosa distinguere tra i test da sangue capillare (pungidito o rapidi) e quelli da sangue venoso (prelievo standard). Questi ultimi si stanno mostrando più attendibili, ma anch’essi, come tutto in questa malattia, sono “nuovi” ed è necessario testarli per conoscere le loro caratteristiche tecniche. Chiariamo, non sono nuove le metodiche dei test, bensì i reagenti sviluppati per individuare le immunoglobuline specifiche per questo virus. Ed è del tutto normale che sia necessaria una sperimentazione sul campo comparativa per capire quali, fra i prodotti commerciali, siano i più affidabili e sensibili. È la procedura normale, e bene ha fatto la Regione a condividere una lista di fornitori già verificati. Noi partiamo con il test Elisa (acronimo di Enzyme linked immunosorbent assay), ma siamo pronti anche per il Clia (chemiluminescenza), entrambi su sangue venoso». (mo.or.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 14 maggio

Nella foto Laura Calzà

L'Iret di Ozzano è tra i laboratori autorizzati dalla Regione ad effettuare i testi sierologici per i privati
Cronaca 7 Maggio 2020

Quali spostamenti sono possibili nella «fase 2» e quali no, le spiegazioni della polizia locale

Da lunedì 4 maggio siamo nella «fase 2» dell’emergenza Coronavirus e, seppur con ancora tante restrizioni, fino al 17 maggio è possibile qualche spostamento in più. Oltre ai movimenti per salute, lavoro o necessità, è possibile ad esempio far visita ai propri congiunti in tutta la Regione o andare nelle seconde case per effettuare manutenzioni a patto però di far ritorno in giornata.

Tra le novità più rilevanti, segnaliamo la possibilità di fare la spesa e di praticare attività motoria e sportiva all’aperto in tutta la provincia (in tutta la Regione con la nuova ordinanza di Bonaccini e non solo «in prossimità» di casa), la riapertura di biblioteche (solo per il prestito e previa prenotazione, anche se ci sono comuni che proseguono con la sola consegna a domicilio), cimiteri (a Imola lunedì 4 l’apertura ritardata di qualche ora ha creato un capannello di persone in attesa), parchi e giardini pubblici. Il Giardino degli Angeli di Castel San Pietro, tuttavia, è ancora chiuso «per l’impossibilità di assicurare le misure di sicurezza e distanziamento necessarie» spiegano dal Comune. Sempre a Castello, dal 4 maggio è però di nuovo possibile prelevare l’acqua alla fonte Fegatella dal lato del parco Lungo Sillaro.

Al di là di decreti e ordinanze, abbiamo chiesto al comando della polizia locale di Imola di rispondere ad alcune domande per chiarire, usando situazioni concrete, cosa è possibile fare e cosa no. (gi.gi.)

Scoprite il contenuto completo dell”articolo su «sabato sera» del 7 maggio

Quali spostamenti sono possibili nella «fase 2» e quali no, le spiegazioni della polizia locale
Cronaca 2 Maggio 2020

Coronavirus, di nuovo accessibili gli orti comunali: la situazione a Imola e a Castel San Pietro

«Sono contenta di potervi dare una buona notizia: è consentita la cura e manutenzione di orti e terreni privati, ed è consentito spostarsi per raggiungerli, anche nel caso in cui siano in comuni diversi da quello di residenza, certificando la proprietà o il possesso, la produzione per autoconsumo e indicando il percorso». Ha sollevato un polverone il post che il ministro delle Politiche agricole e alimentari Teresa Bellanova ha pubblicato sulla propria pagina Facebook sabato 18 aprile. A stabilire una regola univoca per il nostro territorio ha provveduto il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, attraverso un’ordinanza di mercoledì 22 aprile: «È consentita l’attività diretta alla produzione per autoconsumo anche all’interno di orti urbani e comunali – si legge nel documento –. Tali attività potranno avvenire esclusivamente all’interno del proprio comune di residenza».

L’ordinanza regionale autorizza anche la vendita di prodotti florovivaistici, semi e fertilizzanti in primis. E per i campi con destinazione agricola/produttiva rimangono in vigore le disposizioni precedenti. A seguito del pronunciamento di Bonaccini, il Commissario straordinario del Comune di Imola Nicola Izzo ha disposto la riapertura sia delle aree che l’Associazione orti anziani gestisce fra via Banfi nel quartiere Campanella (130 lotti), via Tinti nel quartiere Zolino (124 lotti), via Serraglio nella zona industriale (33 lotti) e via Grilli nella frazione di Ponticelli (24 lotti), sia dell’area che fa capo al centro sociale Orti Bel Poggio (260 lotti), chiuse da venerdì 13 marzo. Mai chiusi completamente, invece, gli orti comunali sulle rive del fiume Sillaro a Castel San Pietro (131 lotti) e lungo il torrente Quaderna nella frazione di Osteria Grande (63 lotti). (lu.ba.)

L”articolo completo e approfondimenti sugli altri comuni sono disponibili su «sabato sera» del 30 aprile

Coronavirus, di nuovo accessibili gli orti comunali: la situazione a Imola e a Castel San Pietro
Economia 1 Maggio 2020

Come i sindacati vedono la «fase 2»: «Nulla sarà come prima, se ne esce solo stando uniti»

La fase 2 «scaglionata» ha visto ripartire da lunedì 27 aprile le grandi aziende rivolte prevalentemente all’export e i cantieri pubblici su dissesto, scuola, carceri e edilizia residenziale pubblica. Le aziende devono dimostrare di rispettare i protocolli sulla sicurezza con un’autocertificazione e la comunicazione alla prefettura. I cantieri edili privati devono aspettare il 4 maggio, così come le altre imprese e il commercio all’ingrosso. Poi dal 18 toccherà ai negozi, mentre ristoranti e parrucchieri l’1 giugno. Questo è quanto ha deciso il Governo. Ma qual è la situazione reale nel nostro territorio l’abbiamo chiesto ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil dell’imolese, che hanno partecipato ai tavoli tecnici attivati a livello locale e metropolitano, in stretto raccordo con quello regionale. Sicuramente per il territorio si prospettano giorni difficili: dalla Cisl parlano di circa 90 mila lavoratori incassa integrazione nelle sue varie forme a livello metropolitano, i dati della Cgil, calati nel circondario di Imola (Medicina esclusa), vedono più di 16.500 lavoratori e 980 aziende coinvolte, dalle piccole realtà del commercio numerose ma con pochi addetti, alle ceramiche con migliaia di dipendenti.

«La fase 2 ora procederà per step – ragiona Mirella Collina, segretaria della Cgil di Imola -. Occorrerà rivedere le decisioni in base a come andrà nei prossimi mesi. Dobbiamo guardare avanti e cercare soluzioni insieme, aziende, associazioni dei commercianti e delle imprese, affinché ci sia una ripresa, seppur lenta. Siamo una regione che ha oltre il 40% di export ma forse dobbiamo cominciare a pensare a come investire internamente cercando di rifornirci nel territorio, aiutarci l’un con l’altro. Ci possono essere anche aziende che si riconvertono. Nel circondario imolese credo che le più grandi debbano pensare ad una solidarietà territoriale. Non possiamo stare fermi e dire “è tutto uno sfacelo”, se ne può uscire insieme».

«Chiudere tutto è stato più semplice che riaprire – commenta Danilo Francesconi, segretario generale Cisl Area metropolitana bolognese – ci si sta rendendo conto man mano di tutta una serie di difficoltà che riguardano non solo la sicurezza negli ambienti di lavoro ma di tutto quello che ruota attorno alla ripartenza, pensiamo al tema delle scuole e degli asili chiusi quindi della gestione dei bambini se i genitori ricominciano a lavorare, poi ci sono i servizi di trasporto. Vedo criticità in tutti i settori: com’è possibile garantire a tutti di utilizzare i trasporti pubblici rispettando il distanziamento? Andrà ripensato il layout organizzativo di moltissime aziende, per primo il sindacato dovrà cambiare».

«Il problema è la mancanza di liquidità e le banche si devono dare una mossa – dice senza mezzi termini Giuseppe Rago, segretario generale Uil Imola -. Poi si deve consolidare lo smart working sia nel pubblico che nel privato, intervenire con le compagnie di forniture di telecomunicazioni che stanno tenendo chiusi i rubinetti sulla banda con grosse difficoltà per l’utilizzo di internet anche nel nostro territorio. Poi c’è da affrontare il nodo del trasporto pubblico e scolastico in vista della riapertura delle scuole a settembre. Lo scenario che ci aspetta è quello del dopoguerra tutto distrutto, tutto da ricostruire e tutto differente, dovremo cambiare modo di vivere, lavorare, viaggiare, inventarci nuovi lavori». (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 30 aprile

Nella foto: Mirella Collina, Danilo Francesconi e Giuseppe Rago

Come i sindacati vedono la «fase 2»: «Nulla sarà come prima, se ne esce solo stando uniti»
Cultura e Spettacoli 30 Aprile 2020

Proseguono nel mese di maggio le iniziative a distanza dei Musei Civici di Imola per tutte le età

In attesa della riapertura, fissata per il 18 maggio, continuano gli appuntamenti virtuali offerti dai Musei Civici di Imola su sito e canali social a persone di ogni fascia d”età. La tecnologia digitale permette infatti ai visitatori di passeggiare a distanza sugli spalti della Rocca Sforzesca, entrare nelle stanze di palazzo Tozzoni e ammirare fossili, conchiglie e dipinti esposti nel Museo di San Domenico, nell”ambito delle iniziative «Ad Arte: incontri e visite virtuali», «Giocamuseo a domicilio» e «Museo Replay», in programma tutte le domeniche di maggio. 

Si parte domenica 3 maggio con «Birdwatching: al museo e attorno a noi», un appuntamento di Giocamuseo, che prevede la visita virtuale alle collezioni ornitologiche dello Scarabelli, per poi passare all”osservazione, ovviamente sempre stando a casa, della natura e degli uccelli in primavera. Con i semplici materiali disponibili in tutte le case si potrà realizzare insieme una mangiatoia per i piccoli volatili che si trovano intorno alle abitazioni.

Domenica 10 maggio invece, questa volta per «Ad arte: incontri e visite virtuali», l”appuntamento è con «Le Rocche di Caterina: Caterina giovane sposa», per ripercorrere il viaggio di una giovanissima Caterina Sforza da Milano a Roma, per raggiungere il suo sposo. Nel corso del tragitto, nel maggio 1477, la nobildonna soggiornò a Imola, sede della sua signoria, dove il corteo di nobili e cavalieri, armi e mercanzie, venne accolto con tutti gli onori dai sudditi. Il racconto e la visita si svolgerà all’interno della Rocca, dove si potranno ripercorrere le tappe di questo lungo e importante viaggio. 

Giocamuseo, la rassegna pensata per avvicinare i bambini all”arte, alla storia e alla cultura del territorio in modo giocoso, torna invece domenica 17 maggio. L”appuntamento è con «Wedding planner alla corte di Caterina» ed è un divertente laboratorio per coinvolgere i visitatori virtuali nell”allestimento del matrimonio tra Caterina Sforza e Girolamo Riario. La versione a domicilio di Giocamuseo offre alcuni video sul canale YouTube e sui social dei Musei Civici, ma anche l”invito alle famiglie a mandare foto dei lavori realizzati dai bambini a musei@comune.imola.bo.it, con il nome e l’età del bambino, con l”obiettivo di raccogliere le immagini da pubblicare in una galleria virtuale sulle pagine social. 

Infine, nel mese di maggio continua «Museoreplay», la playlist dei Musei civici di Imola sul sito www.museiciviciimola.it, che contiene un elenco dei video delle attività svolte dai Musei stessi, con i link al canale YouTube dedicato. In particolare si segnala la novità di poter rivedere in un’unica sequenza i video del percorso in realtà aumentata presente alla Rocca Sforzesca, «Leonardo racconta la Rocca 3.0», ideato nel 2019 in occasione delle celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci.

Per informazioni: Musei civici di Imola (Via Sacchi 4 – 0542 602670) (r.c.)

Proseguono nel mese di maggio le iniziative a distanza dei Musei Civici di Imola per tutte le età
Cronaca 24 Aprile 2020

Coronavirus, Regione e Città metropolitana pensano alla «Fase 2»: ripartenza da manifattura, cantieri e trasporti

Si avvicina la «fase 2» dell’emergenza Covid-19 e i fari sono puntati sulla ripartenza delle attività economiche. Il Dpcm del 10 aprile scorso ha prorogato fino al 3 maggio le misure restrittive mirate al contenimento dei contagi, ma da settimane la Regione Emilia Romagna si è attivata, partendo dal Tavolo regionale del Patto per il lavoro, con l’obiettivo di costruire un «governo della ripartenza», come è stato definito dal presidente Stefano Bonaccini e dall’assessore allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla. Un governo che prevede la costituzione di Tavoli per la sicurezza nei luoghi di lavoro in tutte le province, ai quali la Regione mette a disposizione una dotazione di 1,5 milioni di euro, oltre a 5 milioni per la messa in sicurezza sanitaria e la sanificazione degli ambienti di lavoro.

Il primo a partire è stato il Tavolo promosso dalla Città metropolitana e dal Comune di Bologna, presieduto dal vicesindaco metropolitano e sindaco di Castel San Pietro, Fausto Tinti, con la partecipazione di rappresentanti di Governo, Regione, Ausl, parlamentari locali, autorità di controllo del lavoro e organizzazioni imprenditoriali e sindacali. Tra i compiti, la stesura di protocolli operativi di sicurezza per le principali filiere produttive, un argomento del quale si è discusso nella riunione in videoconferenza di lunedì 20, preceduta da un incontro con i parlamentari locali. Ma appare difficile, anche alla luce delle ultime dichiarazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ipotizzare ripartenze anticipate. «Le riaperture –ragiona Tinti – sono legate alla riduzione delle restrizioni personali, finché la gente non può uscire e non si riattivano i servizi dell’ecosistema, come si fa a pensare di aprire le aziende? Non ho mai messo in dubbio il 4 maggio come orizzonte unico. Questo però non vuol dire che non si debba correre, perché ce lo chiedono le imprese: non ci preoccupiamo se i primi protocolli dovremo tenerli chiusi in una scatola fino a quella data».

Tornando al Tavolo, quattro sono le filiere giudicate prioritarie in base ai criteri dell’internazionalizzazione, della competitività e della disponibilità di protocolli già implementati (è il caso dell’edilizia, nella quale l’Ance ha già fatto un notevole lavoro): manifattura e industria (in particolar modo i segmenti dell’automotive, dell’automazione e della moda), edilizia e cantieri, trasporto merci e logistica, mobilità delle persone, con l’inclusione degli hub funzionali (aeroporto, autostazione, Interporto eCentergross). (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 23 aprile

Coronavirus, Regione e Città metropolitana pensano alla «Fase 2»: ripartenza da manifattura, cantieri e trasporti
Cronaca 23 Aprile 2020

Coronavirus, Hera donerà alla Caritas italiana l'equivalente di 25 mila pasti per i bisognosi

Per ogni cliente che chiede l”invio elettronico della bolletta, Hera effettuerà una donazione a favore della Caritas italiana. E” la nuova iniziativa solidale lanciata dalla multiutility per dare una mano alle famiglie e alle aziende del territorio alle prese con l”emergenza Coronavirus. L”obiettivo è fornire l”equivalente di 25 mila pasti per chi ha bisogno, versando 2 euro per ogni cliente, domestico o business, che chiede l”attivazione della bolletta elettronica. L”iniziativa andrà avanti fino al 31 maggio e la raccolta, stimata appunto nel costo di 25 mila pasti, andrà a beneficio delle persone in difficoltà di Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Marche.

«In questa emergenza, che non è più solo sanitaria ma anche sociale ed economica, sta aumentando il numero di persone che non riescono a soddisfare neppure i bisogni primari come la garanzia di un pasto – commenta Cristian Fabbri, direttore centrale Mercato del gruppo Hera -. Con le agevolazioni già attivate per il pagamento delle bollette e questa ulteriore iniziativa in collaborazione con Caritas Italiana vogliamo dare un contributo concreto a chi si trova in maggiore difficoltà».  «Questa emergenza ci deve far sentire tutti uniti e solidali – aggiunge il direttore di Caritas Italiana don Francesco Soddu – ancora una volta le più esposte sono le persone più fragili e per questo auspichiamo che siano sempre di più le iniziative, come questa del Gruppo Hera, di solidarietà concreta in favore delle persone in difficoltà e in condizioni sempre più precarie».

L”invio della bolletta tramite e-mail può riguardare tutti i servizi forniti da Hera: energia elettrica, gas, acqua, teleriscaldamento e tariffa puntuale dei rifiuti. Ciascun cliente riceverà a tal proposito una mail o un sms di informazioni sulla campagna in atto. Quanto alla richiesta, per farla basta accedere ai servizi digitali del Gruppo (servizi online e app My Hera) oppure contattare il Servizio Clienti. Oltre al fine solidale, l”invio elettronico della bolletta consente di aiutare l”ambiente attraverso il risparmio di carta e la riduzione delle emissioni in atmosfera provocate dalla produzione e dal trasporto. Inoltre, è sempre attiva l”altra iniziativa di Hera, chiamata Digi e Lode, che collega all”attivazione dei servizi digitali da parte di un cliente la donazione di punti alle scuole del suo comune di residenza. I punti, convertiti in premi in denaro, serviranno alla digitalizzazione delle scuole stesse. Ma non è tutto: durante l”emergenza Coronavirus, Hera ha introdotto varie agevolazioni a favore di famiglie e imprese, che consentono diluizioni dei pagamenti e rateizzazioni (leggi qui).  (r.cr.)

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