Posts by tag: poesia

Cultura e Spettacoli 29 Luglio 2020

Il regista imolese Mauro Bartoli presenta il documentario su Giovanni Pascoli a Villa Torlonia

Sarà Villa Torlonia a San Mauro Pascoli, casa natale di Giovanni Pascoli, a ospitare, questa sera (ore 21, ingresso libero fino a esaurimento posti), la presentazione del documentario Narratore dell”avvenire-Un film su Giovanni Pascoli, poeta del regista imolese Mauro Bartoli.
«Un luogo bellissimo e veramente suggestivo», commenta Bartoli.

A seguire, un concerto dei Quintorigo, compositori delle musiche originali del film. (r.cr.)

Il regista imolese Mauro Bartoli presenta il documentario su Giovanni Pascoli a Villa Torlonia
Cronaca 26 Settembre 2019

Un carabiniere che ama la poesia, la passione del nuovo Capitano di Imola Andrea Oxilia

Un carabiniere che ama la poesia. E” questa la grande passione del nuovo Capitano della Compagnia di Imola Andrea Oxilia. «So può sembrare qualcosa di particolare – ha ammesso -. Almeno così, però, l”Arma non è ricordata solo per le barzellette, che ci stanno e fanno piacere, ma può essere tenuta in considerazione in quanto al suo interno c”è anche chi si dedica alla cultura».

Poesie scritte non solo in italiano, ma anche in cimbro. «E” una lingua minoritaria germanofona che, come tante altre, è tutelata da una Legge nazionale. Non ne fa parte, ad esempio, il romagnolo perché invece è considerato un dialetto. Da dove nasce questa passione? Merito delle origini della mia famiglia che sono per metà veronesi e per l”altra metà trentine. Soprattutto in Trentino, infatti, si parla il cimbro. Scrivere in questa lingua però è difficile, perché serve un profondo studio della semantica, dell”etimologia e della sintassi, in quanto risale al 1100 e non si è mai evoluta».

Proprio con una poesia in cimbro, nel luglio scorso, Oxilia ha vinto il primo premio al concorso nazionale per lingue minoritarie «Mendránze n poejia» svolto nel Comune di Livinallongo del Col di Lana, in provincia di Belluno. «Non è il primo riconoscimento, comunque, che ricevo, anche per poesie scritte in italiano. Questo è un concorso biennale importante che, ormai da quindici anni, riunisce tanti poeti da tutta Italia. La mia poesia, intitolata Àltaz nisnótaz tàuc (Vecchio cimbro inutile), parla della lingua cimbra in modo provocatorio, delineandola prima come inutile, per poi far capire quanto invece sia importante e porti con sè storia, origini e tradizioni che non possono essere perse». (d.b.)

Nella foto: a destra il Capitano Oxilia, insieme all”ex Maggiore dei carabinieri di Imola Gallù

Un carabiniere che ama la poesia, la passione del nuovo Capitano di Imola Andrea Oxilia
Cronaca 29 Maggio 2019

Si è conclusa la quinta edizione del concorso di poesia delle scuole San Giovanni Bosco, 139 gli studenti partecipanti

L’attesa è finita per i 139 studenti che hanno partecipato alla quinta edizione del concorso di poesia organizzato dalle scuole San Giovanni Bosco e intitolato alla memoria di Giacomo Pierotti e Anna Raspanti. Lo scorso 10 maggio, al Sersanti, sono stati premiati i vincitori del concorso che quest’anno aveva per tema, appunto, «l’attesa» e per traccia la poesia di Clemente Rebora “Dall’imagine tesa”, tratta dalla raccolta “Canti anonimi”.

«In questi anni – spiegano gli organizzatori – abbiamo scoperto quello che i ragazzi hanno sperimentato scrivendo i loro testi, cioè che la poesia può diventare strumento privilegiato di ricerca e di verità; per far questo, però, tutta la vita e tutta l’esperienza devono entrarvi. Così ha fatto anche l’autore al quale ci siamo ispirati per il titolo del concorso. Quest’anno abbiamo chiesto agli studenti di raccontarci attraverso un componimento poetico una delle loro attese, un’occasione in cui hanno aspettato che venisse realizzata una promessa che era stata loro fatta: un incontro, una giornata bella, augurando di scoprire che la promessa più bella è la loro stessa vita».

Il numero dei partecipanti della quinta edizione, alunni delle classi terze delle scuole medie del territorio, ha avuto «un incremento di oltre il 50 per cento rispetto all’anno precedente – sottolineano gli organizzatori -. Siamo grati anche a tutti i presidi e agli insegnanti che hanno scelto di promuovere il nostro concorso tra i loro alunni». L’Andrea Costa (Ic6) si è aggiudicata il premio per la scuola con più partecipanti. Oltre al San Giovanni Bosco, hanno aderito anche le scuole Luigi Orsini (Ic7) e Visitandine Malpighi di Castel San Pietro. Ai vincitori sono stati consegnati bonus da destinare a spese scolastiche. (r.cr.)

Sul «sabato sera» del 23 maggio le poesie vincitrici

Nella foto i vincitori del concorso

Si è conclusa la quinta edizione del concorso di poesia delle scuole San Giovanni Bosco, 139 gli studenti partecipanti
Cultura e Spettacoli 11 Maggio 2018

Matteo Sabbatani presenta “A mani alzate' alla Biblioteca comunale

Dopo aver scritto e pensato molto, Matteo Sabbatani, con il suo nuovo lavoro A mani alzate, intende proporre il risultato di una riflessione che riguarda sia la sua produzione letteraria che il suo pensiero e, in fin dei conti, la sua vita.

Apre cassetti virtuali, più o meno distanti nel tempo, ne esamina il contenuto e ce ne propone un distillato di prosa e poesia che ci accompagna lungo tutte le pagine di questo libro. Detto in quattro parole sembra assai facile, ma in verità si tratta di una riflessione che riguarda un’intera esistenza, come ci spiega meglio lo stesso autore.

«Ecco, finalmente sono solo e pare che il silenzio – tra le morbide spire del quale, volentieri, mi lascio cadere come in un abbraccio – non mi sia ostile; ecco che, anzi – quieto e benevolo, quasi leggesse il momento per quello che è – sembra disposto a coccolarmi un po’, cosa che – a dire il vero – a me, a noi poeti, capita spesso, ma che – in questo caso – s’accompagna ad una commozione sincera, ad una sentita gratitudine.Vedete, sono giorni – questi – in cui quel cappio invisibile che è il tempo – per chissà quale imperscrutabile ragione – si fa sempre più stretto, sino a pretendere per sé l’intero proscenio dell’anima: no, non credo voglia soffocarmi; no, penso abbia in serbo per me una di quelle sorprese che – di tanto in tanto – si diverte a disseminare lungo la scia del mio destino, un pacco regalo fuori stagione il cui reale contenuto mi sarà noto – ovviamente – solo dopo che lo avrò scartato.Per ora, infatti, c’è soltanto una bella tavolozza di colori davanti a me, metaforicamente parlando; c’è – di fronte – un foglio vuoto, bianco, in attesa – pure lui – di sapere quali saranno i tratti del disegno che le sue fibre conserveranno – si spera – in eterno; c’è – appunto – quel cappio che chiamiamo tempo la cui corda non smette di pencolare ritmicamente tra il sogno e la ragione o, come avrebbe detto De André, “tra l’aorta e l’intenzione”; c’è – in fine – quest’uomo che sono, che di anni – a proposito di tempo – ne ha quaranta e che – per un bislacco volere della sorte – si ritrova, per l’ennesima volta, a dover tentare di spiegare l’inspiegabile, cioè il senso di un’empatia – quella tra se stesso e la scrittura – che è stata, è e sarà – per lui – un approdo sempre certo, un incrollabile pilastro esistenziale, il porto più sicuro in cui attraccare all’abbisogna, una fedele compagna di vita e tanto, tanto altro ancora.Dunque, ogni singolo colore della tavolozza – di fatto – non è altro che un prisma: la luce che rifrange è quella del presente, dell’oggi, ma l’emozione che riflette è figlia di un trascorso e – inevitabilmente – assume le sembianze di un ricordo più o meno lontano, più o meno piacevole, più o meno intimo e personale. Conosco a menadito tutti gli arcobaleni che – giocando di sponda col prisma – quella luce proiettano sul muro: quindi sorridendo, li guardo e – sì – ammetto che l’idea – per così dire – di “riaprire le finestre”, i quaderni, i cassetti e le stanzette virtuali non è poi tanto balzana, tanto assurda, tanto campata in aria e può aiutarmi – chissà – a fare ordine anche, se non soprattutto, dentro me stesso. Sì, è una fortuna poter contare sulla precisione e – in un certo qual modo – «sull’immortalità» della scrittura, sapete perché? Perché più scartabello, più mi rendo conto che, in tutti questi anni, nulla – né di me, né del mondo attorno a me – le è sfuggito, tal che – se mi si chiedesse: “Com’è nata questa Antologia?”» – senza alcuna remora, risponderei: “In contumacia, per autopoiesi!».

Il libro A mani alzate, pubblicato da Bacchilega editore, sarà presentato alla Biblioteca comunale di Imola sabato 12 maggio alle ore 10.30 e sarà in vendita dalla prossima settimana al prezzo di 12 euro. (r.c.)

Matteo Sabbatani presenta “A mani alzate' alla Biblioteca comunale
Cultura e Spettacoli 26 Aprile 2018

L'amicizia è stato il tema della quarta edizione del concorso di poesia del San Giovanni Bosco

Novanta inni all’amicizia hanno partecipato quest’anno alla quarta edizione del concorso di poesia Giacomo Pierotti, organizzato dalle scuole San Giovanni Bosco e rivolto agli studenti delle classi terze delle scuole medie di Imola e circondario. «La poesia ha un linguaggio che spesso allontana chi non la conosce – spiega l’insegnante Tania Vannini, referente organizzativa del premio -. Il tema di questa edizione era l’amicizia e i ragazzi ci hanno colpiti, perché hanno ricercato con cura le immagini e le parole, sono stati proprio attenti a dire le cose in un modo giusto e quindi vero. Con la poesia hanno fatto quello che noi ci auguravamo quando abbiamo organizzato il primo concorso dedicato a Giacomo Pierotti: hanno cercato di capire la vita. Con la poesia hanno dato concretezza all’amicizia, accorgendosi di più della sua presenza, l’hanno inseguita e si sono chiesti il perché di questo rapporto. Hanno verificato a modo loro la veridicità di quello che afferma Gilbert Keith Chesterton, “l’abisso che corre fra l’essere soli e l’avere un alleato. Si può concedere ai matematici che quattro è due volte due; ma due non è due volte uno: due è duemila volte uno”».

Era infatti questa una delle citazioni proposte come spunto di riflessione, assieme ai versi dell’Inferno di Dante, con le parole pronunciate da Ulisse nel canto XXVI, a proposito dell’avventuroso viaggio compiuto con i suoi compagni oltre la fine del mondo: «…ma misi me per l’alto mare aperto, sol con un legno e con quella compagna picciola da la qual non fui diserto». Il concorso è dedicato allo studente Giacomo Pierotti. «Durante la terza si ammalò molto gravemente – ha ricordato il presidente della cooperativa Il Bosco, Gianni Montroni -. Il panorama, gli alberi e il bosco attorno all’ospedale di Montecatone, dove era ricoverato, gli fecero capire il valore dell’“Infinito” di Leopardi. Fece una parafrasi della poesia e invitò i compagni di classe a fare altrettanto. Questi furono colpitissimi dal ragazzo, che nonostante la malattia aveva domande, bisogno di significato e attraverso la poesia è riuscito a esprimere tutto questo. Non vogliamo dimenticarlo. Vi auguro – ha poi aggiunto rivolgendosi agli studenti – di essere poeti sempre, aperti a voi stessi e a quello che avete davanti, fino a scoprire lo stupore e il significato che le cose portano».

I componimenti sono stati valutati dallo scrittore e poeta Davide Rondoni, dalla critica letteraria Irene Mezzaluna e da un’insegnante di Lettere della scuola. Lo scorso 20 aprile, a palazzo Sersanti, sono stati premiati i vincitori, che hanno ricevuto bonus di vari importi per le spese scolastiche, e la scuola con il maggior numero di partecipanti, l’Istituto comprensivo 6 (scuola media Andrea Costa), che ha presentato 26 componimenti, aggiudicandosi così i 500 euro in palio. Alla premiazione hanno partecipato anche Irene Mezzaluna e il poeta Riccardo Frolloni, direttore del Centro di poesia contemporanea di Bologna. 

lo.mi.

Le prime tre poesie classificate su «sabato sera» in edicola dal 25 aprile.

Nella foto (Isolapress): i primi tre classificati. Da sinistra Gaia Tufano, Matilde Mongardi e Francesco Cassani insieme alla critica letteraria Irene Mezzaluna e il poeta Riccardo Frolloni

L'amicizia è stato il tema della quarta edizione del concorso di poesia del San Giovanni Bosco

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