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Cronaca 1 dicembre 2018

Giornata mondiale contro l'Aids, in regione sempre meno sieropositivi ma vietato abbassare la guardia

In Emilia Romagna sono sempre meno le persone che contraggono l’infezione da Hiv, in dieci anni, dal 2008 al 2017, le nuove diagnosi tra i residenti sono diminuite quasi del 40%. I nuovi casi di sieropositività sono stati 262 (193 uomini e 69 donne) lo scorso anno, con un’incidenza del 5,9% ogni 100 mila abitanti. Una buona notizia nella Giornata mondiale contro l”Aids, oggi 1° dicembre, che arriva dall”assessorato regionale alle Politiche per la salute. Questo non significa che si può abbassare la guardia, gli esperti della sanità dicono che occorre continuare a sensibilizzare e informare affinché il numero dei malati si abbassi ulteriormente.

Non solo, oggi grazie alle terapie antiretrovirali il numero di persone che sopravvive nonostante la malattia è aumentato ma potrebbe essere ancora migliore se le persone arrivassero in tempi più rapidi a scoprire di avere contratto l’infezione, “poiché la diagnosi precoce consente di attivare tempestivamente cure efficaci” dicono dalla Regione. Invece, un malato su due ancora oggi scopre di essere positivo nella fase avanzata dell’infezione o quando è già in Aids conclamato (nei nuovi casi il 38%).

I dati regionali ci dicono che tra le persone sieropositive il 74% è maschio, il 32% ha dai 30 ai 39 anni, il 69% è italiano. La classe di età più colpita è quella tra i 20 e i 49 anni (79%). Le persone straniere con Hiv sono sensibilmente più giovani rispetto agli italiani e prevalentemente di sesso femminile. La modalità di trasmissione principale (91% nel 2017) è quella sessuale, nel 51% dei casi eterosessuale. 

“È anche grazie a giornate come questa- afferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi- che si riesce a spiegare e ad avvicinare i cittadini, giovani in primis, a un tema così importante, di cui negli ultimi anni si tende purtroppo a parlare meno. Invece la soglia di attenzione deve rimanere alta, perché la prevenzione e la diagnosi precoce sono fondamentali”. 

Per la lotta all”Aids, in Emilia-Romagna è attiva una rete di servizi di prevenzione e assistenza. Un telefono verde permette la prenotazione, in forma anonima e gratuita, del test Hiv in tutta la regione: 800 856080 la telefonata è gratuita per chi chiama dai cellulari e dai telefoni fissi dell”Emilia Romagna. Gli operatori rispondono dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 18 e il lunedì anche dalle 9 alle 12. Inoltre, 24 ore su 24 è attivo un sistema automatico di risposta, che dà informazioni di carattere generale su Aids, Hiv e Centri di riferimento nei quali è possibile effettuare il test.

Il sito regionale www.helpaids.it, gestito dall’Azienda Usl di Modena, offre informazioni, approfondimenti e consulenze personali in anonimato.

Per quanto riguarda i servizi per la consulenza e la prevenzione, i punti di riferimento sono gli Spazi giovani e Spazi per le donne immigrate e loro bambini dei Consultori familiari, Dipartimenti di sanità pubblica, Servizi per le tossicodipendenze (Sert), Centri prelievo Hiv, Blq Checkpoint per l’effettuazione del test in convenzione con l’Ausl di Bologna, Ambulatori per le malattie a trasmissione sessuale.

Nella foto l”immagine della campagna regionale di sensibilizzazione contro l”Aids

Giornata mondiale contro l'Aids, in regione sempre meno sieropositivi ma vietato abbassare la guardia
Cronaca 27 novembre 2018

Il 28 novembre ultima iniziativa del Tavolo 81, si premiano le idee per migliorare la sicurezza sul lavoro

Il quarto e ultimo appuntamento con «Le settimane della sicurezza», la rassegna di iniziative promossa annualmente in novembre dal Tavolo 81 (www.tavolo81imola.org), è dedicato a startup e idee innovative. Gli organizzatori si son chiesti infatti: può il mondo dell’innovazione dare un con-tributo al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro? E per dare una risposta a questa domanda, l’incubatore Innovami, il campo prove Piùsicurezza e altri partner hanno promosso il bando Open innovation for a safer workplace, allo scopo di individuare idee innovative e tecnologie all’avanguardia per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro: dal monitoraggio degli ambienti e dei rischi alle procedure ed alle attrezzature, fino alle tecnologie ed agli strumenti per la prevenzione e la formazione dei lavoratori e degli addetti alla salute nei luoghi di lavoro.

In palio un montepremi complessivo di 26 mila euro, tra premi in denaro e servizi. Il bando, rivolto a team di progetto e startup (costituite o meno) del territorio nazionale, si è chiuso giovedì 8 novembre. La premiazione delle tre migliori startup, che si aggiudicheranno i premi in palio, è in programma mercoledì 28 novembre, presso l’auditorium di Sacmi, in via Provinciale Selice 17/A, ad Imola. Il programma inizierà alle ore 14.30 con i saluti istituzionali e l’illustrazione del bando. A seguire, le startup finaliste saranno chiamate a presentare i loro progetti davanti al comitato di valutazione e al pubblico presente. Dalle ore 16 si succederanno alcuni interventi di aziende, che presenteranno loro prodotti innovativi ed esperienze. Alle ore 17.40 proclamazione del vincitore e premiazione. La partecipazione è gratuita.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 22 novembre

Il 28 novembre ultima iniziativa del Tavolo 81, si premiano le idee per migliorare la sicurezza sul lavoro
Cronaca 20 novembre 2018

La sicurezza dentro e fuori dal magazzino, un incontro del Tavolo 81 il 21 novembre a Castel San Pietro

Dopo molti anni di relativa calma, il settore della logistica in Italia è oggi in piena trasformazione, spinto com’è dai rapidi e radicali cambiamenti imposti dall’e-commerce e da altri trend epocali. Si pensi a cosa succede con Amazon, alle centrali di stoccaggio e scambio che porteranno a ridosso delle città un traffico maggiore dal punto di vista della necessità di veicolare merci e un traffico minore dal punto di vista dei volumi trasportati.

«Il trasporto su gomma, per quanto vituperato, rimarrà comunque la modalità di trasporto di riferimento», tiene a rimarcare Davide Baroncini, responsabile commerciale di Dekra, una delle più importanti organizzazioni al mondo nei settori della mobilità, industriale e della formazione.

Lo scorso 16 ottobre Dekra ha presentato a Roma il rapporto annuale sulla sicurezza stradale del trasporto merci. Ebbene, tale rapporto ha evidenziato un costante aumento degli incidenti mortali causati dal fattore umano ed al contempo ha lanciato un grido di allarme sullo stato delle infrastrutture nel nostro Paese, insufficienti e con una manutenzione carente. Ecco perché il terzo appuntamento con Le settimane della sicurezza (organizzate come ogni anno dal Tavolo 81), in agenda per mercoledì 21 novembre, con inizio alle ore 14.30, presso la sede di Trascoop, in via Giulio Golini 251, a Castel San Pietro, sarà dedicato alla sicurezza in logistica, dentro e fuori dal magazzino.

«Durante il convegno forniremo delle autentiche pillole di sicurezza che, se ben applicate, potranno fare diminuire i rischi», anticipa Baroncini. Come l’importanza di avere gli specchietti sempre orientati nel modo giusto. «Sembrerà una banalità ma c’è una normativa europea che impone per i mezzi di trasporto la regolazione degli specchietti prima di mettersi in marcia, perché un corretto angolo di visuale fa sì che si eviti il famoso “arrotamento”».

E poi il corretto fissaggio dei carichi. «Il cattivo stivamento delle merci può provocare lo sbandamento del mezzo e quindi essere causa di incidenti». Ne parlerà Paolo Moggi di Federtrasporti, mentre Girolamo Simonato, comandante di polizia municipale ed esperto di sicurezza stradale, spiegherà come recepire la norma sul fissaggio dei carichi in rap-porto al codice della strada. E ancora: Cinzia Obici (Ausl di Imola) farà il punto sul piano regionale della logistica; mentre Alessandro Millo (Ispettorato del lavoro di Bologna) parlerà degli appalti sottocosto e delle responsabilità del committente.

La sicurezza dentro e fuori dal magazzino, un incontro del Tavolo 81 il 21 novembre a Castel San Pietro
Cronaca 13 novembre 2018

Vaccino antinfluenzale: i consigli del dottor Rangoni, responsabile prevenzione malattie infettive dell'Ausl di Imola

Il 5 novembre l”Azienda Usl di Imola ha dato il via alla campagna di vaccinazione antinfluenzale. Per saperne di più sulle caratteristiche dell”influenza di quest”anno e sul relativo vaccino, abbiamo ascoltato il parere di un esperto, il responsabile prevenzione delle malattie infettive dell”Ausl, Roberto Rangoni.

Quali sono i ceppi quest’anno e quali i vaccini disponibili?
«Nell’emisfero sud ha girato molto il ceppo A, ma non c’è mai certezza – risponde Rangoni -. Da quattro anni, ad esempio, da noi abbiamo soprattutto influenze di tipo B, a differenza del passato. Ed è per questo che dall’anno scorso abbiamo iniziato ad utilizzare il vaccino quadrivalente (due ceppi di A e due ceppi di B) invece del trivalente (due di A e uno di B). Sopra i 75 anni, però, occorre utilizzare un vaccino coadiuvato per il quale non esiste ancora un quadrivalente».

Ho fatto il vaccino, ma mi sono ammalato ugualmente.
«Il vaccino non è efficace al 100 per cento ma previene le conseguenze più gravi, in pratica prendiamo la malattia in una forma attenuata. Detto ciò, non bisogna confondere l’influenza vera e propria (esordio improvviso, febbre alta, 6/7 giorni poi si comincia a stare meglio, periodo di epidemia circoscritto) con le altre forme da raffreddamento o gastrointestinali comuni d’inverno».

I bambini devono vaccinarsi?
«I bambini sono tra i più colpiti dall’influenza ma i soggetti sani e in buona salute la superano molto bene, pertanto la vaccinazione è raccomandata solo per quelli a rischio (chiamati direttamente dall’Ausl). Piuttosto è impor-tante che chi li accudisce si vaccini per evitare di prenderla perché si trasmette con estrema facilità». ( l .a .)

Vaccino antinfluenzale: i consigli del dottor Rangoni, responsabile prevenzione malattie infettive dell'Ausl di Imola
Cronaca 12 novembre 2018

Partita a Imola la campagna antinfluenzale, tra le prime a vaccinarsi l'assessora Ina Dhimgjini

Vaccinazione antinfluenzale sotto il flash del fotografo per l’assessora al Welfare del Comune di Imola, Ina Dhimgjini. In verità un po’ giovane rispetto al target prioritario, cioè gli over 65, ma l’antinfluenzale è utile anche agli adulti e l’obiettivo è più che lodevole: sensibilizzare le persone al tema della vaccinazione.

«Siamo ad una copertura di un anziano su due, dovremmo raggiungere almeno il 75%» dicono in coro il responsabile prevenzione delle malattie infettive Roberto Rangoni («io mi vaccino da molti anni») e il direttore del distretto Alberto Minardi dell’Ausl.

Per cercare di promuovere la campagna in maniera mirata, come l’anno scorso è sceso in campo il Comitato consultivo misto degli utenti, che da un lato ha già ripreso le «incursioni» nei centri sociali in occasione di tombole ed altri eventi, dall’altro ha coinvolto le parrocchie, in particolare l’interparrocchiale di San Giacomo, in pratica i sacerdoti segnaleranno la presenza dei volantini informativi durante la messa.

Tra l’altro non c’è molto tempo: la campagna è partita il 5 novembre, la malattia nella nostra regione arriva normalmente tra fine dicembre e febbraio (a Parma è stato già identificato il primo caso in una ragazza di 27 anni), quindi vaccinarsi nelle prossime settimane, secondo i tecnici, è l’ideale per consentire all’organismo di sviluppare un’adeguata risposta ed essere protetti al momento del culmine dell’epidemia. (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Nella foto l”assessora Ina Dhimgjini si sottopone al vaccino antinfluenzale

Partita a Imola la campagna antinfluenzale, tra le prime a vaccinarsi l'assessora Ina Dhimgjini
Cronaca 5 novembre 2018

Il virologo Roberto Burioni a Imola l'8 novembre per CooperAttivaMente: «Anche io mi vaccino contro l'influenza»

«Ho fatto fare tutti i vaccini a mia figlia e io stesso mi vaccino ogni anno contro l’influenza». Ad affermarlo senza incertezze è Roberto Burioni, professore di Microbiologia e Virologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, specialista di immunologia, diventato famoso per la sua battaglia a sostegno della scienza e della verità in campo medico, a partire dai vaccini. La sua pagina Facebook è seguita da oltre 432 mila persone e i suoi post hanno centinaia di condivisioni. 

Per questo ha ricevuto offese e minacce dal movimento no vax, pesanti attacchi online diretti anche contro la sua famiglia, come l’estate scorsa, quando si era riaccesa la polemica sull’obbligo delle vaccinazioni per poter frequentare le scuole. Nonostante ciò, Burioni non demorde.

Accanto all’impegno sulla rete ha aggiunto l’attività divulgativa con i libri, il terzo, dal titolo «Balle mortali. Meglio vivere con la scienza che morire coi ciarlatani» (Rizzoli editore), lo presenterà a Imola giovedì 8 novembre alle ore 20.30 alla Sala delle Stagioni (via Emilia 25) all’interno del ciclo di iniziative organizzate da CooperAttivaMente, cioè consiglio di Zona soci del circondario imolese di Coop Alleanza 3.0 e Cooperativa Bacchilega con Librerie.coop.

Nei libri si ritrova la stessa capacità di sintesi, semplicità e precisione dei post sui social. In «Balle mortali» Burioni mette in fila alcuni esempi, tra quelli italiani c’è la donna che soccombe ad un linfoma perché si affida alla Nuova Medicina Germanica, la ragazzina che non si risveglia da un coma diabetico perché i genitori ascoltano chi consiglia di somministrarle vitamine anziché insulina, ovviamente le pagine buie di Stamina e del metodo Di Bella preceduti dal siero «anticancro» di Liborio Bonifacio, ricavato da escrementi di capra.

L’assunto è che gli uomini credono a quello che desiderano, non in ciò che è vero. E quando sono ammalati sono disposti a credere a qualunque bugia, a chiunque gli dica che guariranno, per questo le «balle» sono così pericolose.

Tra le pagine di «Balle Mortali» mette in fila una decina di sciocchezze scientifiche o supposte cure per malattie come il cancro o l’Aids, qual è la «balla» che l’ha colpita di più di tutte?
«Le ritengo tutte terribili, specialmente quelle dove lo Stato ha traballato tra la scienza e i ciarlatani (come il caso della cura Di Bella o l’intruglio Stamina di Davide Vannoni, ndr). Ma ad avermi colpito di più è il caso del bambino di sette anni morto per un’otite esattamente come accadde a mia nonna materna Maria nel 1933. Allora non c’erano gli antibiotici, ma è intollerabile che si possa morire nello stesso modo oggi, quando gli antibiotici avrebbero risolto il problema».

Come mai ci sono tanti medici e scienziati nelle fila dei «ciarlatani»? Non crede occorra una presa di posizione chiara dell’Ordine dei medici in tal senso?
«Ritengo che l’Ordine dei medici debba essere molto severo nei confronti dei propri iscritti quando propinano bugie pericolose abusando della fiducia dei loro pazienti. Molti medici sono protagonisti in senso negativo e noi dovremmo cacciarli dal nostro Ordine per la difesa della professione e dei pazienti stessi».

Lei è oggetto di pesanti attacchi da parte dei cosiddetti no vax, cosa l’ha spinta alla battaglia per una corretta informazione su medicina e scienza?
«E’ cominciato tutto due anni fa, quando mi trovavo negli Stati Uniti per lavoro, con la famiglia, leggevo le bugie che giravano sulle vaccinazioni e decisi di scrivere qualcosa nella mia pagina Facebook per contrastarle. Da lì sono cominciati gli attacchi, ed è incredibile perché è come attaccare chi dice che 2 più 2 fa 4 o che la terra è rotonda, io esprimo solo quanto dice la scienza. Hanno minacciato pure la mia famiglia, mia figlia, ma per me 2 più 2 continua a fare 4». (l.a.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 1° novembre

Il virologo Roberto Burioni a Imola l'8 novembre per CooperAttivaMente: «Anche io mi vaccino contro l'influenza»
Cronaca 1 novembre 2018

Bombe d'acqua e allagamenti, sopralluogo e proposte per i punti critici di Medicina e Ganzanigo

Le piogge particolarmente intense e concentrate, le cosiddette «bombe d’acqua», si stanno verificando con sempre maggior frequenza. L’estate scorsa hanno messo sott’acqua alcune cantine e fatto scorrere la pioggia a rivoli intensi e profondi lungo alcune strade del medicinese. I cittadini hanno fatto rimbalzare disagi e segnalazioni dai social alle Consulte territoriali fino in Comune.

Da qui la decisione della Giunta Rambaldi di verificare la situazione e martedì 23 ottobre i risultati sono stati illustrati in una riunione delle Consulte alla quale hanno partecipato una quarantina di persone. «Sono emersi problemi dovuti alla conformazione del terreno che si potranno risolvere aggiungendo caditoie o modificando quelle presenti – sintetizza l’assessore ai Lavori pubblici, Matteo Montanari -, in altri casi ci sono errori tecnici o problematiche che dipendono dai privati. Poi ci sono casi più complessi, non solo di recepimento dell’acqua nella fogna ma anche nei canali. Ad esempio nelle zone attorno a via Piave a Medicina e via Baroncini a Ganzanigo, dovremo valutare bene insieme alla Bonifica Renana come è meglio intervenire, per il potenziamento delle fognature o dei canali, e come sostenere i costi».

Il sopralluogo dei punti dolenti è stato fatto il 19 settembre insieme ai tecnici di Hera Spa, che ha in gestione impianti e condotte dell’acqua. Per quanto riguarda uno dei casi più complessi, quello della frazione di Ganzanigo e dell’allagamento che si è verificato in varie zone nel corso del temporale di domenica 2 settembre a partire da via Baroncini-via Pedretti, la relazione spiega che «lo scolo Rondone faticava a ricevere le acque dalla fognatura di via Ganzanigo, in quanto il livello di piena dello scolo era a quota superiore rispetto all’immissione della condotta fognaria. Quest’ultima non potendo scaricare si è velocemente riempita e le caditoie conseguentemente non hanno più svolto la funzione di raccolta di acqua piovana. Gli allacci sono corretti e anche lo scarico sul Rondone ma in casi straordinari ci sono problemi».

Da qui l’esigenza di un’ulteriore valutazione. I tecnici, però, non hanno mancato di puntualizzare la necessità anche di effettuare la pulizia dei fossi che costeggiano via Bottrigara e via Stradellaccio, e il Comune ha già le comunicazioni pronte da inviare alle proprietà private confinanti, come prevedono regolamenti e Codice della strada. Per quanto riguarda l’altra nota dolente, l’area di via Piave nel capoluogo, c’è «un’urbanizzazione non recente priva di sistema di raccolta acque piovane» chiarisce la relazione, per la quale «occorrerà realizzare un nuovo tratto di rete fognaria bianca per il quale Hera ha già formulato un preventivo».

Hera si è impegnata a verificare anche la funzionalità della condotta di via San Carlo che da via Buozzi arriva in via Piave e il tratto successivo che costituisce il naturale proseguimento da via Giovanni XXIII fino in via San Paolo. Nel frattempo, il Comune ripristinerà il fosso di scolo che costeggia via Piave e quello che attraversa l’area verde limitrofa.

«Occorre capire se a valle di via Piave lo scolo di via del Piano sarà in grado di recepire le acque che vi verranno convogliate – aggiunge l’assessora all’Ambiente Francesca Zandi -. Dovremo fare verifiche un po’ in tutta quell’area, dove vi sono zone più critiche e altre meno, ad esempio in via Giovanni XXIII rimane uno spazio verde che permette una maggior permeabilità del terreno, mentre su via Piave c’è un’urbanizzazione nuova, iniziata negli anni ’90, quindi l’imperme-abilizzazione è maggiore». (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 1° novembre

Bombe d'acqua e allagamenti, sopralluogo e proposte per i punti critici di Medicina e Ganzanigo
Cronaca 31 ottobre 2018

Dal 5 novembre al via la campagna antinfluenzale, vaccino gratis per over 65 e per alcune categorie di persone

Lunedì 5 novembre comincia la campagna di vaccinazione antinfuenzale. La malattia nella nostra regione arriva normalmente tra fine dicembre e febbraio, quindi vaccinarsi nelle prossime settimane, secondo i tecnici, è l’ideale per consentire all’organismo di sviluppare un’adeguata risposta anticorpale e di essere protetti al momento dell’arrivo dell’epidemia.

Sottovalutata, ritenuta spesso una malattia innocua, l’influenza può invece riservare brutte sorprese, cioè complicanze serie, soprattutto nelle persone più fragili come anziani, donne in gravidanza, bambini e adulti con patologie croniche. E’ per questo che la vaccinazione è gratuita, ovvero rientra tra quelle «offerte» dalla Regione.

Questo vale, in particolare, per chi ha più di 65 anni, nonché, come già l’anno scorso, per altre categorie di persone come gli operatori sanitari e sociosanitari o i familiari di persone ad alto rischio (per evitare di passar loro l’influenza), gli addetti ai cosiddetti servizi pubblici essenziali (insegnanti, autisti di mezzi pubblici), i donatori di sangue, il personale a contatto con gli animali (per diminuire la probabilità di ricombinazioni genetiche tra virus influenzali animali e umani).

Le vaccinazioni vengono effettuate dal medico di medicina generale o dal pediatra. Fino al 30 novembre anche presso gli ambulatori di Igiene pubblica dell’Azienda usl (verificare le modalità di prenotazione e accesso sul sito web www.ausl.imola.bo.it oppure contattando il numero verde regionale 800033033 o l’Ambulatorio vaccinazioni adulti al tel. 0542/604916.

La Regione ha già predisposto un primo invio di 815.000 vaccini per rispondere alle richieste delle categorie «gratuite», a Imola ne sono arrivati 24 mila. Tutti gli altri che vogliono vaccinarsi contro l’influenza possono farlo acquistando il vaccino in farmacia e rivolgendosi poi al proprio medico per l’inoculazione oppure prenotare tramite Cup la prestazione all’Ambulatorio vaccinale.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 1° novembre

Dal 5 novembre al via la campagna antinfluenzale, vaccino gratis per over 65 e per alcune categorie di persone
Cronaca 29 ottobre 2018

Castel San Pietro disciplina il gioco d'azzardo, presto anche orari comuni per le slot con Imola e Medicina

Il Consiglio comunale di Castel San Pietro la scorsa settimana ha approvato all’unanimità il regolamento per la prevenzione e il contrasto delle patologie e delle problematiche legate al gioco d’azzardo. Di fatto, dopo Imola e Medicina, anche Castel San Pietro sceglie di disciplinare il gioco legale di slot machine e videolottery (comunemente slot e vlt), anche se per il momento preferisce non sbilanciarsi nel definire degli orari di funzionamento per le cosiddette «macchinette», come invece hanno fatto a suo tempo i due vicini, rispettivamente nel 2014 e 2016.

Ma è solo questione di tempo ha assicurato l’assessore alla Legalità Fabrizio Dondi: «Approvare il regolamento che disciplina il gioco d’azzardo è un’azione importante per il contrasto alle ludopatie. Al regolamento seguirà, nei prossimi mesi, un’ordinanza del sindaco con gli orari di stop alle macchinette, ma prima vogliamo confrontarci con Imola e Medicina per creare un documento uniforme ed evitare che si crei un “turismo del gioco”».

Sia il gruppo di maggioranza sia le minoranze del Consiglio comunale castellano (Lega e 5Stelle) hanno chiesto con forza che il lavoro della Giunta giunga celermente ad un obiettivo concreto in tema di orari; già due anni fa, infatti, il gruppo consiliare 5Stelle aveva proposto di limitare l’utilizzo di slot e vlt alle fasce orarie dalle 10 alle 13.30 e dalle 17 alle 22.30 poi tutto si è fermato nella speranza di una condivisione territoriale.

L’ordinanza in vigore ad Imola, infatti, prevede che le vlt e slot non possano funzionare nella fascia notturna dall’1 alle 8 del mattino, quella medicinese, invece, ne permette il funzionamento solo tra le 10.30 e le 21.30. Ciò che si vorrebbe evitare, e sul quale è stato interessato da tempo il Circondario, è che per giocare le persone si spostino da un paese all’altro, perlomeno nei territori dei dieci comuni, e che questo finisca anche per danneggiare impropriamente le attività economiche, bar e locali.

Un tema, condiviso da tempo da tutte le forze politiche, che è tornato in auge a livello nazionale con l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del «decreto dignità» che, oltre a voler combattere il lavoro precario, contiene alcune norme sul gioco d’azzardo, in particolare il divieto di nuovi contratti pubblicitari. Per il ministro Di Maio «un passo storico di grande valore culturale», che ricalca quanto fatto lo scorso anno dal Comune di Imola che nel nuovo regolamento comunale sulle pubblicità aveva dichiarato guerra alle pubblicità sessiste e relative al gioco d’azzardo. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera»  del 25 ottobre

Castel San Pietro disciplina il gioco d'azzardo, presto anche orari comuni per le slot con Imola e Medicina
Cronaca 22 ottobre 2018

Uno studio dell'Istituto Ramazzini sui ratti conferma il legame tra le onde elettromagnetiche e l'aumento dei tumori

L’istituto Ramazzini ha da poco concluso uno studio sugli effetti delle onde prodotte da ripetitori e trasmettitori di telefonia mobile. I risultati sono stati esposti venerdì 28 settembre a San Lazzaro in una conferenza promossa da centro sociale Malpensa, Legambiente e associazione San Lazzaro in transizione. L’esito del lavoro, anticipato nei mesi scorsi, è diventato di attualità in quanto si è appena conclusa l’asta delle radiofrequenze che porterà nelle casse dello Stato la cifra record di oltre 6,55 miliardi di euro, sborsati dalle principali società di telefonia.

Lo studio del Ramazzini esamina gli effetti delle frequenze su cui viaggiano le conversazioni e i messaggi dei nostri cellulari, wifi incluso, in particolare la nuova tecnologia 5G. «Tra i nostri obiettivi c’è la divulgazione dei numeri e delle buone pratiche per proteggere la nostra salute – spiega Andrea Vornoli, ricercatore del Ramazzini, 32 anni, che ha lavorato sia in Italia che negli Stati Uniti –. In attesa che «la Iarc (agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, ndr) riveda le sue posizioni sui danni causati dall’esposizione ai campi elettro-magnetici».

L’esito dello studio riapre un controverso dibattito sulla salute pubblica: i cellulari possono generare il cancro? «Sui topi i dati lasciano pochi dubbi» affermano i ricercatori del Ramazzini. Due gli studi che li hanno convinti. Il primo, svolto negli Stati Uniti dal National Toxicology Program (Ntp), il secondo, a suffragio dei risultati americani, eseguito in Italia dal Ramazzini, che a Bologna ha tre sedi: il poliambulatorio di via Libia, il centro clinico di prevenzione oncologica di Ozzano, che tra le altre cose offre visite di prevenzione oncologiche gratuite per gli over 65, e un centro di ricerca presso il castello di Bentivoglio.

Il succo della ricerca si trova nei risultati dei due studi, americano e italiano. Sebbene le cavie statunitensi sono state esposte a radiofrequenze mille volte superiori a quelle della prova svolta dal Ramazzini, «i ratti si ammalano, nei due continenti, dello stesso tumore».

Nello studio italiano circa 2.500 ratti sprague-dawley, quelli più usati negli studi clinici, sono stati esposti a radiazioni gsm con una frequenza di 1.8 gigahertz (Ghz), ossia quella delle antenne per la telefonia mobile. L’esposizione è stata di 19 ore al giorno per tutta la loro vita, dalla gravidanza delle madri fino alla loro morte, con dosi identiche a quelle cui siamo esposti noi quotidianamente. L’indagine italiana ha valutato l’impatto generale delle radiazioni ambientali, mentre gli americani hanno verificato gli effetti di quelle emesse dai cellulari posizionati a poca distanza da specifici tessuti.

Entrambe le ricerche hanno osservato nei ratti maschi un aumento nell’incidenza dell’1,4% di rari schwannomi maligni, tumori che colpiscono le cellule nervose cardiache, mentre nelle femmine quello di gliomi maligni al cervello. In entrambi i sessi è stata osservata anche l’iperplasia delle cellule di Schwann, che sono nel sistema nervoso periferico. Un caso, dunque, che due studi sui ratti sottoposti a onde elettromagnetiche abbiano generato gli stessi risultati? I ricercatori sono convinti di no. «Sulla base dei risultati comuni – ha spiegato Vornoli– riteniamo che la Iarc debba rivedere la classificazione di radiofrequenze, da “possibili” cancerogeni, come definite finora, a “probabili”». (ti. fu.)

L’articolo completo è su «sabato sera» del 18 ottobre

Uno studio dell'Istituto Ramazzini sui ratti conferma il legame tra le onde elettromagnetiche e l'aumento dei tumori

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