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Cronaca 12 Marzo 2019

Dal 12 al 26 marzo stato di attenzione in tutta la regione per gli incendi boschivi a causa del clima secco

Questo anticipo di primavera particolarmente secco ha indotto il direttore dell”Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, Maurizio Mainetti, a dichiarare lo stato di attenzione per gli incendi nei boschi dal 12 al 26 marzo 2019. Il provvedimento è stato emesso a seguito di un vertice in Regione con i rappresentanti della Direzione regionale dei Vigili del fuoco, del Comando Regione Carabinieri Forestale e di Arpae ER. 

Come detto, la decisione è stata assunta per via delle persistenti condizioni di tempo secco, con temperature superiori alla media del periodo, tenendo conto dei numerosi incendi registrati nei giorni scorsi e del fatto che le condizioni del terreno e le temperature che si manterranno sopra le medie stagionali, associate alla quasi assenza di piogge, potrebbero innescare nuovi focolai, simili agli episodi avvenuti quasi in ogni provincia (Bologna compresa), che hanno richiesto l’intervento di squadre a terra e in qualche caso anche di elicotteri.

La situazione ha fatto scattare anche alcune raccomandazioni dalla Protezione Civile, che invita a «gestire con cautela gli abbruciamenti di stoppie, legname e altri residui vegetali durante i lavori agricoli e forestali». Inoltre, l”Agenzia regionale ricorda di fare attenzione agli «eventuali, locali divieti emanati dai singoli Comuni». Non si tratta però, è bene precisarlo, di un divieto: gli abbruciamenti non sono proibiti, ma severamente disciplinati. Questa stabilisce a riguardo il Regolamento forestale regionale, in vigore dal 1° agosto 2018: «l’abbruciamento controllato del materiale vegetale di risulta dei lavori forestali e agricoli deve terminare entro le quarantotto ore successive al momento in cui viene dato l’avviso, il terreno su cui si effettua l’abbruciamento deve essere circoscritto e isolato con mezzi efficaci ad arrestare il propagarsi del fuoco, si deve procedere in assenza di vento e in giornate particolarmente umide, raggruppando il materiale in piccoli cumuli».

Prima di bruciare legname, stoppie e sfalci, tuttavia, è obbligatorio darne comunicazione ai Vigili del Fuoco, usando il numero verde 800841051.(r.cr.)

La foto è tratta dal sito della Regione Emilia-Romagna

Dal 12 al 26 marzo stato di attenzione in tutta la regione per gli incendi boschivi a causa del clima secco
Economia 29 Gennaio 2019

Cimice asiatica, come comportarsi quando ci si imbatte in questa ospite indesiderata

La cimice asiatica è originaria della Cina e in Italia è stata segnalata per la prima volta nel 2012. Nel periodo primaverile-estivo arreca gravi danni alle produzioni agricole in quanto si nutre della linfa delle piante, mentre dalla fine dell’estate e per tutto l’autunno migra verso le città, creando disagi alla popolazione. Le cimici asiatiche non pungono, quindi non sono pericolose per l’uomo, ma possono creare fastidio. Infatti, se rimangono all’aperto non sopravvivono alle basse temperature invernali, per cui, con l’arrivo dei primi freddi, si rifugiano all’interno degli edifici, infestando abitazioni, magazzini e garage.

Per impedirne l’ingresso occorre installare zanzariere o reti antinsetto alle finestre, attorno ai comignoli dei camini non in uso, sulle prese d’aria e alle finestre dei sottotetti; inoltre sigillare, dove possibile, crepe, fessure e tutti quegli accessi che ne consentono il passaggio, quali tubazioni, canalizzazioni, feritoie, profilati ed altre aperture. Per eliminare le cimici penetrate nelle abitazioni è consigliabile impiegare esclusivamente metodi naturali, senza ricorrere all’uso di insetticidi, che risultano poco efficaci.

Per stanare le cimici annidate in cassonetti, infissi, tubature, eccetera, meglio utilizzare strumenti per la pulizia della casa che emettono vapore, mentre per raccogliere le cimici che si trovano in posti più facilmente raggiungibili, come soffitti e verande, o che sono state stanate col vapore, è sufficiente l’aspirapolvere (le cimici però, com’è noto, se molestate, emettono un odore sgradevole). E’ possibile usare anche bombolette di ghiaccio spray per farle cadere a terra prima di raccoglierle.

Le cimici raccolte non vanno liberate ma eliminate, per impedire che si vadano ad annidare in altri edifici e che la primavera successiva si diffondano nuovamente nei campi a danneggiare le coltivazioni. Per ucciderle la soluzione più semplice è quella di immergerle in una bacinella d’acqua saponata per qualche minuto: l’acqua, se non saponata, non è sufficiente per annegarle, mentre il sapone impedisce loro di galleggiare, causandone così il rapido annegamento. Le cimici morte possono poi essere smaltite nei contenitori dell’organico.

Cimice asiatica, come comportarsi quando ci si imbatte in questa ospite indesiderata
Economia 29 Gennaio 2019

Cimice asiatica, due bandi in Regione da 2,7 milioni di euro a favore delle aziende agricole per azioni a difesa dei frutteti

L’Emilia Romagna intensifica la lotta alla Halyomorpha halys, meglio conosciuta come cimice asiatica (proviene dalla Cina), insetto in grado di provocare gravi danni agli alberi da frutto (in particolare pero, kiwi, melo e pesco), tanto da costituire una grave minaccia per l’intero settore produttivo frutticolo. Attraverso un bando che resterà aperto dal 10 gennaio al 15 marzo, la Regione investe oltre 2,7 milioni di euro per azioni di prevenzione.

«Questo nuovo bando del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 è stato predisposto raccogliendo anche i suggerimenti e le esigenze espresse dagli agricoltori e dalle associazioni di categoria, legati alle caratteristiche delle aziende emiliano-romagnole anche per consentire l’accesso a realtà di dimensioni ridotte», spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli. In particolare si punta ad estendere la protezione degli impianti frutticoli tramite la chiusura laterale, con reti antinsetto, delle coperture antigrandine già esistenti. Modalità che ad oggi risulta essere il mezzo di prevenzione più indicato. «E’ un altro importante tassello che mettiamo in campo per limitare i danni provocati dalla cimice asiatica, cercando di salvaguardare gli equilibri biologici dei diversi agroecosistemi del nostro territorio», aggiunge l’assessore regionale.

I fondi sono destinati alle imprese agricole, che dovranno attuare un piano d’investimenti della durata massima di 12 mesi dalla data dell’atto di concessione del sostegno. Le spese ammesse, da un minimo di 2.500 euro a un massimo di 250 mila euro e finanziate al 50% dai fondi Psr, sono per l’acquisto e messa in opera di reti antinsetto (compresi i dispositivi di apertura/chiusura meccanizzata/automatizzata per l’accesso) esclusivamente a completamento di impianti di copertura esistenti e per l’acquisto e messa in opera di reti antinsetto monofila. Sono inoltre accettate le spese tecniche generali, come onorari di professionisti o consulenti, nel limite del 3% dell’importo ammissibile.

I criteri di priorità delle domande riguardano: il rapporto tra la superficie a frutteto oggetto di investimento e la superficie aziendale totale a frutteto; il grado di rischio di diffusione dell’infestazione, con maggiore punteggio alle aree ad alto rischio (pianura del reggiano, modenese, bolognese, ferrarese, ravennate e di Forlì-Cesena) e alla diversa suscettibilità delle specie frutticole. Ulteriori incrementi di punteggio sono destinati alle domande di superfici frutticole a produzione integrata (incremento del 30%) oppure già a coltivazione biologica o in regime di conversione (incremento del 100%). Le domande – come detto – potranno essere presentate dal 10 gennaio e fino alle ore 13 del 15 marzo, sulla piattaforma Siag di Agrea, l’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura (https://agreagestione.regione.emilia-romagna.it/siag/). Entro il 14 giugno i servizi territoriali competenti invieranno le domande al Servizio competitività delle imprese agricole ed agroalimentari, per la graduatoria generale che verrà emanata entro il 20 giugno 2019. (r.eco.)

L”immagine è tratta dal sito della Regione Emilia-Romagna

Cimice asiatica, due bandi in Regione da 2,7 milioni di euro a favore delle aziende agricole per azioni a difesa dei frutteti
Cronaca 17 Gennaio 2019

Conclusi a Castel San Pietro i lavori per rettificare l'alveo del Sillaro e allontanarlo dalla strada comunale

Il corso del torrente Sillaro ha subito una lieve rettifica a ridosso della strada comunale Destra Sillaro, a 1,7 chilometri da San Clemente, nel territorio del comune di Castel San Pietro Terme. Non si è trattato di un evento spontaneo, ma dell”esito di un intervento che la Regione Emilia-Romagna ha compiuto per allontanare il torrente dalla strada.

L”erosione della sponda destra del Sillaro, infatti, aveva determinato un pericoloso avvicinamento del corso d”acqua alla sede stradale, che si trovava a meno di 10 metri. I lavori si sono dunque resi necessari per tutelare la strada comunale. A tal fine l”alveo di magra del torrente (ossia la porzione che resta bagnata anche in condizioni di magra) è stato deviato verso una posizione più centrale rispetto alla sua sede demaniale, con il risultato che il punto più vicino alla strada ora dista 95 metri.

Non è escluso, viste le caratteristiche della zona, che in futuro si rendano necessari altri interventi da parte del Comune. In quel tratto infatti, come scrive l”Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile-Servizio Area Reno e Po di Volano nella comunicazione di conclusione dei lavori, «il torrente Sillaro scorre in un normale e ampio alveo demaniale pedecollinare a morfologia instabile, con predisposizione alla ramificazione e tendenza al deposito del materiale più grossolano e a possibili erosioni spondali, generate dai filoni di corrente dei depositi alluvionali».

Intanto il sindaco di Castel San Pietro, Fausto Tinti, sottolinea l”importanza dell”intervento realizzato dalla Regione «grazie alle puntuali azioni messe in campo dai consiglieri regionali Francesca Marchetti e Roberto Poli». «Il territorio prosegue Tinti – va monitorato e curato con attenzione e noi in questi anni l”abbiamo fatto, utilizzando tutte le risorse e le opportunità disponibili».

Soddisfatta «della positiva sinergia e collaborazione» si definisce anche la consigliera regionale castellana Francesca Marchetti, che aggiunge: «Vista la particolare natura del territorio, sarà importante anche in futuro valutare le necessità e ciò non può prescindere da azioni di prevenzione. Sono certa che si manterrà questa proficua relazione tra Comune e Regione, riducendo i disagi per la popolazione». (r.cro.)

Nella foto il Sillaro prima e dopo l”intervento

Conclusi a Castel San Pietro i lavori per rettificare l'alveo del Sillaro e allontanarlo dalla strada comunale
Cronaca 9 Gennaio 2019

Il picco dell'influenza arriverà tra fine gennaio e inizio febbraio, ma i vaccinati sono in aumento

Tra Natale 2017 e l’Epifania dello scorso anno tantissimi italiani erano finiti ko a causa dell’influenza. Quest’anno invece i casi crescono più gradualmente e il picco della malattia, che ha risparmiato le feste, è atteso tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Tale picco avrà però, stando alle previsioni degli esperti, un’incidenza minore rispetto alla scorsa stagione.

Il perché di questo ottimismo si basa sul successo della campagna antinfluenzale di quest’anno, rafforzata dalla corrispondenza tra i virus in circolazione e i vaccini somministrati. I numeri, non ancora consolidati, ma comunque significativi, li fornisce il dottor Roberto Rangoni, responsabile prevenzione malattie infettive del Dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Imola: «Le dosi acquistate dall’Ausl di Imola quest’anno, che in buona approssimazione sono quelle somministrate, sono state 27.200 (13.500 di vaccino split tetravalente e 13.700 di vaccino adiuvato trivalente, raccomandato per gli ultrasettancinquenni) – spiega -. Lo scorso anno le dosi somministrate furono 23.587, un numero sensibilmente inferiore pur determinando un tasso tra i migliori in regione. Un ulteriore elemento che fa ben sperare è che i virus influenzali circolanti quest’anno sono in gran parte A (H1N1 e H3N2) e quindi sono ben correlati con i ceppi vaccinali somministrati». 

Pare insomma avere funzionato la maxi campagna a favore del vaccino svolta dai Comitati aziendali degli utenti (Comitato consultivo misto e Comitato utenti e familiari) con alcuni medici di medicina generale, che tra ottobre e dicembre 2018 hanno effettuato 20 «incursioni» nei centri sociali, tra tombole, pranzi, cene e incontri associativi. «Visti i buoni risultati dello scorso anno, abbiamo scelto di proseguire con questa formula smart, che ci ha permesso di incontrare le persone durante i tanti eventi ricreativi già previsti, per spiegare loro l’importanza di aderire alla campagna vaccinale», racconta il direttore di distretto Alberto Minardi. 

Grazie a queste incursioni, è stato possibile dare a circa 2.700 persone, con particolare riguardo per gli ultrasessantacinquenni e per quelli affetti da patologie croniche, informazioni su come e dove effettuare la vaccinazione. «Una sorta di “educazione tra pari e di comunità” – conclude Minardi – che ci pare il modo migliore per stare davvero accanto ai nostri cittadini per informarli correttamente e con grande semplicità su come prendersi cura della propria salute. Per questa azione di comunità, vorrei davvero ringraziare tutti i volontari dei Comitati aziendali, i medici di famiglia, le comunità parrocchiali, gli organizzatori degli eventi ed i cittadini che ci hanno sempre accolto benissimo».  

Nelle foto alcuni momenti delle incursioni svolte nei centri sociali per sensibilizzare i presenti alla vaccinazione antinfluenzale

Il picco dell'influenza arriverà tra fine gennaio e inizio febbraio, ma i vaccinati sono in aumento
Cronaca 1 Dicembre 2018

Giornata mondiale contro l'Aids, in regione sempre meno sieropositivi ma vietato abbassare la guardia

In Emilia Romagna sono sempre meno le persone che contraggono l’infezione da Hiv, in dieci anni, dal 2008 al 2017, le nuove diagnosi tra i residenti sono diminuite quasi del 40%. I nuovi casi di sieropositività sono stati 262 (193 uomini e 69 donne) lo scorso anno, con un’incidenza del 5,9% ogni 100 mila abitanti. Una buona notizia nella Giornata mondiale contro l”Aids, oggi 1° dicembre, che arriva dall”assessorato regionale alle Politiche per la salute. Questo non significa che si può abbassare la guardia, gli esperti della sanità dicono che occorre continuare a sensibilizzare e informare affinché il numero dei malati si abbassi ulteriormente.

Non solo, oggi grazie alle terapie antiretrovirali il numero di persone che sopravvive nonostante la malattia è aumentato ma potrebbe essere ancora migliore se le persone arrivassero in tempi più rapidi a scoprire di avere contratto l’infezione, “poiché la diagnosi precoce consente di attivare tempestivamente cure efficaci” dicono dalla Regione. Invece, un malato su due ancora oggi scopre di essere positivo nella fase avanzata dell’infezione o quando è già in Aids conclamato (nei nuovi casi il 38%).

I dati regionali ci dicono che tra le persone sieropositive il 74% è maschio, il 32% ha dai 30 ai 39 anni, il 69% è italiano. La classe di età più colpita è quella tra i 20 e i 49 anni (79%). Le persone straniere con Hiv sono sensibilmente più giovani rispetto agli italiani e prevalentemente di sesso femminile. La modalità di trasmissione principale (91% nel 2017) è quella sessuale, nel 51% dei casi eterosessuale. 

“È anche grazie a giornate come questa- afferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi- che si riesce a spiegare e ad avvicinare i cittadini, giovani in primis, a un tema così importante, di cui negli ultimi anni si tende purtroppo a parlare meno. Invece la soglia di attenzione deve rimanere alta, perché la prevenzione e la diagnosi precoce sono fondamentali”. 

Per la lotta all”Aids, in Emilia-Romagna è attiva una rete di servizi di prevenzione e assistenza. Un telefono verde permette la prenotazione, in forma anonima e gratuita, del test Hiv in tutta la regione: 800 856080 la telefonata è gratuita per chi chiama dai cellulari e dai telefoni fissi dell”Emilia Romagna. Gli operatori rispondono dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 18 e il lunedì anche dalle 9 alle 12. Inoltre, 24 ore su 24 è attivo un sistema automatico di risposta, che dà informazioni di carattere generale su Aids, Hiv e Centri di riferimento nei quali è possibile effettuare il test.

Il sito regionale www.helpaids.it, gestito dall’Azienda Usl di Modena, offre informazioni, approfondimenti e consulenze personali in anonimato.

Per quanto riguarda i servizi per la consulenza e la prevenzione, i punti di riferimento sono gli Spazi giovani e Spazi per le donne immigrate e loro bambini dei Consultori familiari, Dipartimenti di sanità pubblica, Servizi per le tossicodipendenze (Sert), Centri prelievo Hiv, Blq Checkpoint per l’effettuazione del test in convenzione con l’Ausl di Bologna, Ambulatori per le malattie a trasmissione sessuale.

Nella foto l”immagine della campagna regionale di sensibilizzazione contro l”Aids

Giornata mondiale contro l'Aids, in regione sempre meno sieropositivi ma vietato abbassare la guardia
Cronaca 27 Novembre 2018

Il 28 novembre ultima iniziativa del Tavolo 81, si premiano le idee per migliorare la sicurezza sul lavoro

Il quarto e ultimo appuntamento con «Le settimane della sicurezza», la rassegna di iniziative promossa annualmente in novembre dal Tavolo 81 (www.tavolo81imola.org), è dedicato a startup e idee innovative. Gli organizzatori si son chiesti infatti: può il mondo dell’innovazione dare un con-tributo al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro? E per dare una risposta a questa domanda, l’incubatore Innovami, il campo prove Piùsicurezza e altri partner hanno promosso il bando Open innovation for a safer workplace, allo scopo di individuare idee innovative e tecnologie all’avanguardia per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro: dal monitoraggio degli ambienti e dei rischi alle procedure ed alle attrezzature, fino alle tecnologie ed agli strumenti per la prevenzione e la formazione dei lavoratori e degli addetti alla salute nei luoghi di lavoro.

In palio un montepremi complessivo di 26 mila euro, tra premi in denaro e servizi. Il bando, rivolto a team di progetto e startup (costituite o meno) del territorio nazionale, si è chiuso giovedì 8 novembre. La premiazione delle tre migliori startup, che si aggiudicheranno i premi in palio, è in programma mercoledì 28 novembre, presso l’auditorium di Sacmi, in via Provinciale Selice 17/A, ad Imola. Il programma inizierà alle ore 14.30 con i saluti istituzionali e l’illustrazione del bando. A seguire, le startup finaliste saranno chiamate a presentare i loro progetti davanti al comitato di valutazione e al pubblico presente. Dalle ore 16 si succederanno alcuni interventi di aziende, che presenteranno loro prodotti innovativi ed esperienze. Alle ore 17.40 proclamazione del vincitore e premiazione. La partecipazione è gratuita.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 22 novembre

Il 28 novembre ultima iniziativa del Tavolo 81, si premiano le idee per migliorare la sicurezza sul lavoro
Cronaca 20 Novembre 2018

La sicurezza dentro e fuori dal magazzino, un incontro del Tavolo 81 il 21 novembre a Castel San Pietro

Dopo molti anni di relativa calma, il settore della logistica in Italia è oggi in piena trasformazione, spinto com’è dai rapidi e radicali cambiamenti imposti dall’e-commerce e da altri trend epocali. Si pensi a cosa succede con Amazon, alle centrali di stoccaggio e scambio che porteranno a ridosso delle città un traffico maggiore dal punto di vista della necessità di veicolare merci e un traffico minore dal punto di vista dei volumi trasportati.

«Il trasporto su gomma, per quanto vituperato, rimarrà comunque la modalità di trasporto di riferimento», tiene a rimarcare Davide Baroncini, responsabile commerciale di Dekra, una delle più importanti organizzazioni al mondo nei settori della mobilità, industriale e della formazione.

Lo scorso 16 ottobre Dekra ha presentato a Roma il rapporto annuale sulla sicurezza stradale del trasporto merci. Ebbene, tale rapporto ha evidenziato un costante aumento degli incidenti mortali causati dal fattore umano ed al contempo ha lanciato un grido di allarme sullo stato delle infrastrutture nel nostro Paese, insufficienti e con una manutenzione carente. Ecco perché il terzo appuntamento con Le settimane della sicurezza (organizzate come ogni anno dal Tavolo 81), in agenda per mercoledì 21 novembre, con inizio alle ore 14.30, presso la sede di Trascoop, in via Giulio Golini 251, a Castel San Pietro, sarà dedicato alla sicurezza in logistica, dentro e fuori dal magazzino.

«Durante il convegno forniremo delle autentiche pillole di sicurezza che, se ben applicate, potranno fare diminuire i rischi», anticipa Baroncini. Come l’importanza di avere gli specchietti sempre orientati nel modo giusto. «Sembrerà una banalità ma c’è una normativa europea che impone per i mezzi di trasporto la regolazione degli specchietti prima di mettersi in marcia, perché un corretto angolo di visuale fa sì che si eviti il famoso “arrotamento”».

E poi il corretto fissaggio dei carichi. «Il cattivo stivamento delle merci può provocare lo sbandamento del mezzo e quindi essere causa di incidenti». Ne parlerà Paolo Moggi di Federtrasporti, mentre Girolamo Simonato, comandante di polizia municipale ed esperto di sicurezza stradale, spiegherà come recepire la norma sul fissaggio dei carichi in rap-porto al codice della strada. E ancora: Cinzia Obici (Ausl di Imola) farà il punto sul piano regionale della logistica; mentre Alessandro Millo (Ispettorato del lavoro di Bologna) parlerà degli appalti sottocosto e delle responsabilità del committente.

La sicurezza dentro e fuori dal magazzino, un incontro del Tavolo 81 il 21 novembre a Castel San Pietro
Cronaca 13 Novembre 2018

Vaccino antinfluenzale: i consigli del dottor Rangoni, responsabile prevenzione malattie infettive dell'Ausl di Imola

Il 5 novembre l”Azienda Usl di Imola ha dato il via alla campagna di vaccinazione antinfluenzale. Per saperne di più sulle caratteristiche dell”influenza di quest”anno e sul relativo vaccino, abbiamo ascoltato il parere di un esperto, il responsabile prevenzione delle malattie infettive dell”Ausl, Roberto Rangoni.

Quali sono i ceppi quest’anno e quali i vaccini disponibili?
«Nell’emisfero sud ha girato molto il ceppo A, ma non c’è mai certezza – risponde Rangoni -. Da quattro anni, ad esempio, da noi abbiamo soprattutto influenze di tipo B, a differenza del passato. Ed è per questo che dall’anno scorso abbiamo iniziato ad utilizzare il vaccino quadrivalente (due ceppi di A e due ceppi di B) invece del trivalente (due di A e uno di B). Sopra i 75 anni, però, occorre utilizzare un vaccino coadiuvato per il quale non esiste ancora un quadrivalente».

Ho fatto il vaccino, ma mi sono ammalato ugualmente.
«Il vaccino non è efficace al 100 per cento ma previene le conseguenze più gravi, in pratica prendiamo la malattia in una forma attenuata. Detto ciò, non bisogna confondere l’influenza vera e propria (esordio improvviso, febbre alta, 6/7 giorni poi si comincia a stare meglio, periodo di epidemia circoscritto) con le altre forme da raffreddamento o gastrointestinali comuni d’inverno».

I bambini devono vaccinarsi?
«I bambini sono tra i più colpiti dall’influenza ma i soggetti sani e in buona salute la superano molto bene, pertanto la vaccinazione è raccomandata solo per quelli a rischio (chiamati direttamente dall’Ausl). Piuttosto è impor-tante che chi li accudisce si vaccini per evitare di prenderla perché si trasmette con estrema facilità». ( l .a .)

Vaccino antinfluenzale: i consigli del dottor Rangoni, responsabile prevenzione malattie infettive dell'Ausl di Imola
Cronaca 12 Novembre 2018

Partita a Imola la campagna antinfluenzale, tra le prime a vaccinarsi l'assessora Ina Dhimgjini

Vaccinazione antinfluenzale sotto il flash del fotografo per l’assessora al Welfare del Comune di Imola, Ina Dhimgjini. In verità un po’ giovane rispetto al target prioritario, cioè gli over 65, ma l’antinfluenzale è utile anche agli adulti e l’obiettivo è più che lodevole: sensibilizzare le persone al tema della vaccinazione.

«Siamo ad una copertura di un anziano su due, dovremmo raggiungere almeno il 75%» dicono in coro il responsabile prevenzione delle malattie infettive Roberto Rangoni («io mi vaccino da molti anni») e il direttore del distretto Alberto Minardi dell’Ausl.

Per cercare di promuovere la campagna in maniera mirata, come l’anno scorso è sceso in campo il Comitato consultivo misto degli utenti, che da un lato ha già ripreso le «incursioni» nei centri sociali in occasione di tombole ed altri eventi, dall’altro ha coinvolto le parrocchie, in particolare l’interparrocchiale di San Giacomo, in pratica i sacerdoti segnaleranno la presenza dei volantini informativi durante la messa.

Tra l’altro non c’è molto tempo: la campagna è partita il 5 novembre, la malattia nella nostra regione arriva normalmente tra fine dicembre e febbraio (a Parma è stato già identificato il primo caso in una ragazza di 27 anni), quindi vaccinarsi nelle prossime settimane, secondo i tecnici, è l’ideale per consentire all’organismo di sviluppare un’adeguata risposta ed essere protetti al momento del culmine dell’epidemia. (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”8 novembre

Nella foto l”assessora Ina Dhimgjini si sottopone al vaccino antinfluenzale

Partita a Imola la campagna antinfluenzale, tra le prime a vaccinarsi l'assessora Ina Dhimgjini

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