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Cultura e Spettacoli 3 Agosto 2019

Torna a Ozzano «Agosto con noi», due settimane di musica e solidarietà per l'Istituto Ramazzini

È uno degli appuntamenti spettacolari e benefici più atteso dell’estate e, dal 3 al 16 agosto, torna con la sua trentatreesima edizione «Agosto con noi», la festa organizzata dai soci e dalle socie dell’Istituto Ramazzini che si tiene a Ozzano, nel piazzale antistante il palazzetto dello sport in viale Due giugno. Tantissimi eventi e stand gastronomici con le specialità emiliane sono il centro di una formula che ha lo scopo di sostenere le attività di ricerca e prevenzione dell’Istituto Ramazzini, impegnato da oltre trent’anni nella ricerca per la lotta al cancro e alle malattie ambientali. Come ogni anno sono numerosissimi gli artisti che hanno accolto l’invito della direttrice artistica Umberta Conti per esibirsi sul palco della kermesse, molti affezionati amici della manifestazione: non mancheranno Andrea Mingardi, Paolo Mengoli, Ivan Cattaneo, Marco Ferradini, Iskra Menarini, Wilma Goich, Cristiano Cremonini, Fio Zanotti, Franco Fasano, Roberta Giallo, I Corvi, Franz Campi, Marco Dondarini e Davide Dalfiume, Nearco.  E accanto a loro siesibiranno alcuni dei fuoriclasse delle musiche delle nostre terre, come Mirko Casadei, Massimo Budriesi, Davide Salvi, Stefano Linari, Roberto Scaglioni e molti altri.

Al taglio del nastro di «Agosto con noi», nella serata del 3 agosto, interverranno dal palco il direttore generale dell’Istituto Ramazzini, Pier Paolo Busi, e il sindaco di Ozzano Luca Lelli.

Per la serata finale, invece, interverranno il presidente dell’Istituto Ramazzini, Simone Gamberini, e l’assessora ai servizi sociali del Comune di Ozzano, Elena Valerio. L’impegno del Ramazzini sul versante della tutela ambientale sarà evidente anche durante i giorni della kermesse:il servizio gastronomia, attivo ogni sera dalle 18.30, sarà come sempre «plastic free», cioè nessuna stoviglia sarà in plastica. Inoltre, i volontari della sezione di Ozzano saranno presenti con uno stand con le piante antismog, utili per abbattere la presenza di inquinanti dalle abitazioni.«La comunità di soci e socie che ogni anno, da decenni, si mobilita per dare vita a questo grande evento di raccolta fondi è per noi motivo di orgoglio – ha dichiarato Simone Gamberini, presidente dell’Istituto Ramazzini, che è una cooperativa sociale onlus con quasi trentamila soci -. L’impatto degli studi condotti nel Centro di ricerca sul cancro “Cesare Maltoni” di Bentivoglio è di portata mondiale ed è importante sottolineare che questo enorme beneficio parte dalla generosità di una comunità solidale e operosa».Tutte le serate sono a ingresso gratuito e gli spettacoli iniziano alle 20.30. Informazioni e programma completo sul sito www.ramazzini.org. (r.c.)

Nella foto Andrea Mingardi sul palco lo scorso anno

Torna a Ozzano «Agosto con noi», due settimane di musica e solidarietà per l'Istituto Ramazzini
Cronaca 26 Luglio 2019

Focolaio di leishmaniosi in via Calunga Buore e via Strascina, ordinanza del Comune per prevenire l'epidemia

Prevenire la leishmaniosi viscerale nel territorio comunale. E” l”obiettivo che ha portato la sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, a firmare un”ordinanza a seguito di una segnalazione del Dipartimento di Sanità pubblica dell”Ausl nella quale si comunica la presenza di un focolaio della malattia nelle vie Calunga Buore e Strascina. Nella nota che l”Azienda sanitaria ha inviato al Comune, si sottolinea infatti che la leishmaniosi «costituisce una malattia grave, potenzialmente mortale ad esordio lento e di difficile diagnosi, trasmessa da flebotomi Spp (pappataci) e riconosce un serbatoio animale fonte di infezione costituito in principalmente dai canidi, in primis dal cane domestico».

Ecco allora la decisione di disporre, attraverso lo strumento dell”ordinanza, una serie di misure di sorveglianza e controllo a sostegno dell’attività dell”Unità di Igiene Veterinaria dell”Ausl, impegnata nella ricerca dei cani infetti e a tutela della salute dei residenti nell’ambito territoriale di diffusione della malattia». In particolare, il provvedimento, per evitare che la patologia si diffonda nella popolazione canina, impone ai cittadini della zona interessata dal focolaio queste misure indicate dall”Azienda sanitaria: l”immediata registrazione di tutti i cani di proprietà mediante applicazione del microchip e iscrizione nell’anagrafe regionale animali d’affezione (Araa) alla pubblicazione all’Albo Pretorio dell”ordinanza (obbligo peraltro già previsto dalla normativa vigente e sanzionabile se non si ottempera entro 30 giorni dall”entrata in possesso di un cane); obbligo di informare l”Igiene Veterinaria della presenza di cani di proprietà, ma registrati in altri Comuni (Dipartimento di Sanità Pubblica – Front Office, telefono 0542-604950 dal lunedì al sabato 8.30-12.30 e al martedì dalle 14.30 alle 17 – mail: frontoffice@ausl.imola.bo.it); obbligo di sottoporre i cani ai controlli di laboratorio prescritti o eseguiti dall’Igiene Veterinaria; obbligo di aderire alle prescrizioni (terapeutiche/di approfondimento diagnostico) impartite dalla stessa Unità di Igiene Veterinaria per i cani rivelatisi infetti/sospetti; obbligo di applicare ai cani un collare impregnato di antiparassitario ad effetto repellente fino alla fine del mese di ottobre. (r.cr.)

Nella foto l”area di attenzione nella quale è stato segnalato il focolaio della malattia

Focolaio di leishmaniosi in via Calunga Buore e via Strascina, ordinanza del Comune per prevenire l'epidemia
Cronaca 24 Luglio 2019

Malore per un giovane agricoltore. E' ancora allarme “rosso' in pianura per il calore, l'Ausl ricorda anche il rischio ozono

Il caldo e l”afa di questi giorni possono giocare brutti scherzi anche a chi è molto giovane o abituato a lavorare all”aperto. Oggi, nel primo pomeriggio, elisoccorso e ambulanza del 118 sono intervenuti a San Prospero perché un agricoltore di 25 anni si era sentito male mentre si trovava nel campo. Il giovane è stato trasportato al pronto soccorso di Imola per accertamenti ma pare essersi ripreso senza gravi conseguenze.

Proprio per oggi l”Arpae prevedeva condizioni di forte disagio bioclimatico (livello di allerta rosso per temperature e umidità) per le zone di pianura della provincia di Bologna, compresi i territori di Imola, Medicina e Castel Guelfo. E la situazione si ripeterà anche nelle giornate di domani e venerdì. A renderlo noto è l”Azienda usl di Imola che rinnova l”avvertimento a prevenire disidratazione e colpi di calore (leggi qui per saperne di più).

L”Azienda sanitaria  mette in guardia i cittadini anche dall”esposizione all”ozono, una sostanza che si genera tramite reazione fotochimica dai gas inquinanti emessi dal traffico. Tra l”altro, i livelli pericolosi sono soprattutto nelle aree verdi: «L’ozono che si forma nelle zone urbane o industriali – spiegano dall”Ausl – viene trasportato dalla brezza e non trova inquinanti primari (in particolare ossidi di azoto) con cui ricombinarsi chimicamente, restando quindi libero. L’effetto irritativo di questo gas sulle mucose respiratorie e sulla congiuntiva è in grado di provocare riniti, congiuntiviti, scatenare un attacco d’asma o aggravare altre patologie respiratorie come enfisemi e bronchiti in soggetti che ne sono affetti».

Anche in questo caso, l”attenzione maggiore deve essere prestata ai soggetti a rischio. «La maggior parte degli effetti provocati dall”ozono, infatti, sono considerati in genere a breve termine e cessano quando la persona non è più esposta ad alti livelli di questo gas – spiegano dall”Ausl -, ma occorre qualche cautela in più per i bambini, che durante l”estate trascorrono molto tempo all”aperto e hanno una frequenza respiratoria più elevata, per gli anziani e per chi soffre di malattie respiratorie croniche. Tra i comportamenti da evitare, è fortemente sconsigliata l”attività fisica svolta all”aperto tra le 12 e le 17, quando le temperature sono più elevate, mentre permette permette di ridurre la concentrazione di ozono negli ambienti chiusi l”abitudine di mantenere freschi i locali di casa dando aria al mattino presto e nelle ore notturne».

Una mano arriva dalla dieta e da alcuni prodotti in particolare: quelli ricchi di sostanze antiossidanti, come la vitamina C contenuta nella frutta e verdura, la vitamina E di cui sono ricchi i germogli di grano e di soia, la lecitina di soia, l’olio di semi di girasole, di soia e di mais crudo, oppure il selenio, presente nel pesce, nei legumi, nella carne, nell’aglio e le fibre contenute nei prodotti integrali e nella frutta e verdura fresche. (r.cr.)

Nella foto piccola l”intervento dell”ambulanza a San Prospero (Isolapress)

Malore per un giovane agricoltore. E' ancora allarme “rosso' in pianura per il calore, l'Ausl ricorda anche il rischio ozono
Cronaca 19 Luglio 2019

Telecamere contro l'abbandono dei rifiuti fuori dai cassonetti, il Comune investe 60.000 euro

Occhi elettronici contro l”abbandono dei rifiuti fuori dai cassonetti. Non ha perso tempo l”Amministrazione comunale di Imola davanti al moltiplicarsi, in concomitanza dell”avvio del nuovo sistema di raccolta del pattume porta a porta in centro storico, dei casi di sacchi lasciati sulla strada vicino ai contenitori della differenziata. 

Probabilmente in maniera fin troppo frettolosa (forse, visto che il porta a porta è appena stato introdotto, sarebbe stato opportuno uno sforzo maggiore per informare i cittadini e aiutarli a digerire il nuovo sistema), stanno infatti entrando in funzione le telecamere che il Comune ha fatto installare per “beccare” i furbetti dei rifiuti. A regime, il progetto prevede un totale di quindici telecamere, la cui presenza sarà regolarmente segnalata. Gli apparecchi potranno tuttavia essere installati e spostati in posizioni diverse da quelle inizialmente decise. Per cominciare, delle quindici complessive, undici sono installate all”interno del centro storico, quattro all”esterno dei viali, per un investimento, tutto a carico del Comune stesso, di 60.000 euro.

«L’obiettivo è quello di contrastare il comportamento di chi abbandona i rifiuti fuori dai cassonetti, causando un danno all’ambiente e un aumento dei costi di smaltimento per tutti i cittadini – spiega l”assessore all”Ambiente, Andrea Longhi -. A questo proposito ricordo che l’anno scorso, solo per raccogliere i sacchetti di rifiuti lasciati fuori dai cassonetti e ripulire l’area attorno, sono stati spesi da tutti i cittadini imolesi complessivamente 151.000 euro. Chi abbandona i rifiuti fuori dai cassonetti non si rende conto che con il suo comportamento incivile fa aumentare la Tari non solo per sé, ma anche per tutti gli altri utenti virtuosi, che fanno onestamente la propria parte nella raccolta differenziata».

L”assessore aggiunge poi qualche informazione tecnica sulle telecamere introdotte che sono «intelligenti – sottolinea -, in grado di riprendere da più parti la posizione indicata, che si attivano con rilevatori di movimento e memorizzano i filmati solo quando la registrazione è completa». I filmati realizzati grazie ai nuovi occhi elettronici dovrebbero pertanto consentire il riconoscimento di chi abbandona i rifiuti e la possibilità di elevare sanzioni in maniera mirata ed efficace. Le multe previste per i cittadini che non smaltiscono correttamente i rifiuti, ricordiamo, vanno da un minimo di 104 euro a oltre 800. Una quindicina di sanzioni sono già state applicate fino ad ora dalle Guardie ambientali metropolitane nei casi in cui è stato possibile o cogliere in flagrante i responsabili del gesto oppure risalire agli autori.

Quanto infine alle motivazioni, Longhi mette in evidenza che il fine “educativo” dell”iniziativa. «Il nostro scopo non è quello di fare cassa, ma quello di educare i cittadini a comportamenti corretti – afferma l”assessore -. Devo dire, a questo proposito che la stragrande maggioranza è con noi e si smaltisce correttamente i rifiuti, tanto è vero che la percentuale di raccolta differenziata è in aumento. Purtroppo una piccola parte attua comportamenti che non riesco a definire civili e che contrastano nettamente con l’impegno di quasi la totalità dei cittadini impegnati nel contribuire a migliorare l’ambiente anche con i propri piccoli gesti quotidiani». (r.cr.)

Telecamere contro l'abbandono dei rifiuti fuori dai cassonetti, il Comune investe 60.000 euro
Cronaca 17 Luglio 2019

Vaccinazione antinfluenzale, l'Ausl di Imola prima in regione per la copertura sui cittadini oltre i 65 anni

L’Ausl di Imola in testa alla classifica regionale in tema di vaccinazione antinfluenzale sui cittadini oltre i 65 anni di età. La percentuale raggiunta nella stagione invernale 2018-2019 è infatti del 58,5%, ben 3,5 punti oltre la media registrata in Emilia Romagna. Un risultato al quale ha certamente contribuito la campagna di sensibilizzazione che ha coinvolto l’azienda insieme ai Comitati consultivi misti (Ccm e Cuf, vale a dire Comitato consultivo misto e Comitato utenti e familiari della salute mentale), attraverso un’opera di promozione nei centri sociali in occasione di tombole, pranzi e cene, per far capire agli anziani quanto sia importante proteggersi dall’epidemia e dalle sue possibili complicanze. 

Tale progetto, avviato da alcuni anni, ha consentito di migliorare costantemente la copertura vaccinale degli ultrasessantancinquenni del circondario imolese, passata dal 52,9% del 2016-2017 al 56% del 2017-18 e, appunto, all’attuale 58,5%. «Non è solo un’opera di maquillage – commenta il direttore di distretto sanitario, Alberto Minardi -. E’ anche grazie a questi risultati che non ci sono stati casi gravi o morti imputabili all’influenza tra gli assistiti dell’Ausl di Imola negli ultimi due anni. Inoltre, l’ospedale di Imola non è andato in affanno ma ha anzi superato l’inverno senza la necessità di ridurre gli interventi chirurgici programmati, in quanto costretto a impegnare posti letto da dedicare alle complicanze legate all’epidemia influenzale». 

Soddisfatto per la performance anche il Ccm, che è costituito da membri delle associazioni ed organizzazioni di volontariato, tutela dei diritti e promozione sociale, da rappresentanti dell’Ausl e dei medici di medicina generale. La presidente Carla Govoni sottolinea così l’attività svolta e in particolare le “incursioni” nei centri sociali mirate a sensibilizzare i cittadini: «Visti i buoni risultati della prima iniziativa, lo scorso anno abbiamo riproposto e rinforzato la formula delle incursioni, effettuandone oltre 20 durante i tanti eventi ricreativi già previsti dai calendari dei centri sociali e delle associazioni. Pochi minuti sottratti al divertimento, in cui un medico di famiglia, noi volontari ed il direttore del distretto invitavano i presenti, in particolare gli ultrasessantacinquenni o con patologie croniche, a presentarsi dal loro medico per effettuare la vaccinazione, spiegandone l’importanza e consegnando materiale informativo. Considerando le presenze a ciascun appuntamento, sono stati circa 2.700 i cittadini che hanno ricevuto questo messaggio di sensibilizzazione, in una sorta di “educazione tra pari e di comunità” per informare correttamente e con grande semplicità su come prendersi cura della propria salute».  

E per il 2019-2020 ci si prepara a continuare su questa strada, coinvolgendo sempre più persone nella campagna di promozione della vaccinazione antinfluenzale anche attraverso nuove iniziative che il Ccm sta studiando per aumentare l’efficacia dell’azione di prevenzione. (c.cr.)

Nella foto i dati di tutte le Ausl della regione

Vaccinazione antinfluenzale, l'Ausl di Imola prima in regione per la copertura sui cittadini oltre i 65 anni
Economia 16 Luglio 2019

Vespa cinese, per salvare castagni e raccolti occorre preservare l'equilibrio tra il parassita e il suo antagonista naturale

Rieccolo il Dryocosmus kuriphilus, il cinipide parassita del castagno arrivato dal nord della Cina, meglio noto come vespa cinese. In Europa questo parassita non era presente fino al 2002, anno in cui fu accidentalmente introdotto in Italia, in una zona a sud di Cuneo. E oggi è segnalato in varie regioni italiane, tra cui l’Emilia Romagna. «Abbiamo ricevuto segnalazioni un po’ da tutta la regione in merito alla presenza della vespa cinese», conferma Giovanni Benedettini fitopatologo del Servizio fitosanitario della Regione Emilia Romagna che, insieme al collega Massimo Bariselli, è intervenuto all’incontro svoltosi qualche settimana fa a Castel del Rio, proprio per parlare delle problematiche del castagno.

Il cinipide adulto è simile ad una piccola vespa, lunga circa 2,5 millimetri. Attacca sia il castagno europeo, selvatico o innestato, sia gli ibridi euro-giapponesi. E’ un insetto galligeno in quanto induce la comparsa di galle su germogli e foglie delle piante infestate, ovvero ingrossamenti tondeggianti tendenti al rossastro nei quali la sua larva compie il ciclo vitale. Per contrastare la diffusione della vespa cinese, la Regione Emilia Romagna ha introdotto prescrizioni obbligatorie e dal 2009 ha avviato un progetto di lotta biologica basato sull’introduzione del parassitoide Torymus sinensis, un imenottero. Lotta biologica col Torymus già sperimentata con successo in Giappone, dove ha portato ad una riduzione delle infestazioni al di sotto della soglia di danno nell’arco di una decina d”anni.

Un equilibrio tra parassita e parassitoide che si sta raggiungendo anche qui da noi. «Ormai il cinipide si è inserito nell’ecosistema castagneto e, con esso, il suo antagonista, il Torymus sinensis – conferma Elvio Bellini, uno dei maggiori esperti nazionali del settore castanicolo e coordinatore del centro studi di Marradi -. Entrambi convivono ormai in equilibrio e noi dobbiamo favorire nel migliore dei modi questo raggiunto equilibrio, per esempio evitando di bruciare il materiale di potatura che contiene galle secche, nelle quali la larva compie il ciclo vitale, ma dove è certamente presente anche il Torymus». Non a caso le misure di contrasto alla diffusione del parassita vietano il taglio delle galle, specialmente in autunno, al fine di favorire l’azione del Torymus, le cui larve si cibano delle larve di Dryocosmus. A quanto pare, invece, si sta diffondendo l’abitudine di distruggerle. «Purtroppo – conferma Benedettini – dobbiamo rilevare che, in particolare nei boschi di Castel del Rio, c’è una non ottimale gestione del materiale di risulta delle potature del castagno. I rami e le foglie con le galle secche, contenenti la vespa ma anche il loro antagonista, in alcuni casi sono stati bruciati e a morire è stato proprio chi dovrebbe aiutare a sconfiggere il malefico parassita che, nel frattempo, può essere già volato via. Le potature – esorta – vanno conservate almeno due anni».

A suggerire buone norme per la conservazione del materiale di potatura è anche Sergio Rontini, titolare, insieme alla figlia Monia, dell’azienda agricola Il Regno del Marrone, a Castel del Rio, dove coltiva più di 50 ettari di castagneti. «Si è parlato della dannosità della bruciatura – racconta – anche nel corso del settimo convegno nazionale sul castagno, organizzato dalla Fondazione Edmund Mach e dalla Società di ortoflorifrutticoltura italiana, che si è svolto dall’11 al 14 giugno a Pergine Valsugana, in provincia di Trento, e dove ho partecipato anche in veste di vicepresidente del Consorzio castanicoltori di Castel del Rio. Speriamo che le cose cambino, altrimenti a rischiare il raccolto siamo tutti. Bruciare vuol dire far impoverire il terreno, danneggiare le coltivazioni vicine e la montagna in generale». (al.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 4 luglio

Nella foto le galle rossastre che contengono le larve della cosiddetta vespa cinese

Vespa cinese, per salvare castagni e raccolti occorre preservare l'equilibrio tra il parassita e il suo antagonista naturale
Cronaca 2 Luglio 2019

Lotta alle zanzare, nuova ordinanza del Comune di Castel San Pietro con i moduli per comunicare i trattamenti

Nuova puntata a Castel San Pietro Terme nella lotta alle zanzare. Nei giorni scorsi l’Amministrazione comunale ha emesso un’ordinanza per recepire le più recenti normative regionali sulla prevenzione di malattie come Chikungunya, Dengue, Zika, West Nile, che sono trasmesse all’uomo dalle punture di insetti vettori come la zanzara tigre e la zanzara comune.

Il nuovo provvedimento deriva dalle linee guida dettate dalla delibera regionale 785 arrivata il 20 maggio che prevede un maggior impegno per i cittadini: prima di tutto occorre comunicare con almeno cinque giorni di anticipo al Comune e al Servizio igiene pubblica dell’Ausl l’intenzione di effettuare dei trattamenti adulticidi (quelli mirati, per capirci, a uccidere le zanzare adulte). Per farlo c”è l”apposito modulo da utilizzare, allegato all”ordinanza contenente anche la sezione “Dichiarazione di trattamento adulticida”, che va fatta firmare dalla ditta specializzate incaricate di effettuare i trattamenti (oppure dal proprietario o conduttore se sono eseguiti da lui personalmente). Un secondo modulo, l”allegato 2, contiene l”avviso che va stampato e affisso almeno 48 ore prima del trattamento per garantire la massima informazione alla popolazione che sta per essere fatto un trattamento.

Novità a parte, l”ordinanza ribadisce poi i comportamenti che tutti i cittadini sono tenuti ad osservare per prevenire la diffusione delle zanzare, evitando la formazione di acqua stagnante e facendo i trattamenti larvicidi. La lotta agli insetti adulti, che comporta l”immissione nell”ambiente di sostanze tossichei, deve essere un”arma da usare «solo in via straordinaria» dove «i livelli di infestazione hanno superato la ragionevole soglia di sopportazione» e «sempre e solo a seguito di verifica del livello di infestazione presente». 

I kit gratuiti di prodotto antilarvale sono disponibili allo Sportello cittadino in municipio, che ne fornirà un”unica dotazione per ogni edificio. Il Comune consiglia pertanto che il ritiro venga effettuato da una sola persona, il cui nome e cognome vengono registrati in un apposito elenco. Il prodotto, in vendita anche nelle farmacie a un prezzo convenzionato con l”Ausl di Imola, va applicato una volta al mese, fino a ottobre, in tombini, caditoie, grondaie e pozzetti sbrecciati.

Da parte sua, inoltre, il Comune continua ad eseguire nelle aree pubbliche trattamenti larvicidi con l’utilizzo di tecnologie di lotta integrata a basso impatto ambientale, affidati a una ditta specializzata secondo un calendario che l’assessorato all’Ambiente ha messo a punto in collaborazione con il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl di Imola.I n ogni caso per informazioni si può chiamare l”Ufficio Ambiente del Comune di Castel San Pietro Terme ai numeri di telefono 051 6954 140-146-133 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30, il martedì e giovedì anche dalle 15 alle 17. Per chi desidera invece consultare l’ordinanza completa può  trovarla pubblicata all’albo pretorio on line http://castelsanpietroterme.trasparenza-valutazione-merito.it/web/trasparenza/albo-pretorio. (r.cr.)

Nella foto un esemplare di zanzara tigre

Lotta alle zanzare, nuova ordinanza del Comune di Castel San Pietro con i moduli per comunicare i trattamenti
Cronaca 1 Luglio 2019

E' arrivato il caldo, i consigli dell'Azienda usl di Imola per prevenire disidratazione e colpi di calore

È cominciato il mese di luglio ed ecco, puntuale, un’ondata di caldo e umidità in aumento che in provincia di Bologna dovrebbe raggiungere l’apice, secondo le previsioni diffuse dall’Arpae, nella giornata di martedì 2. Come ogni anno, l’Azienda usl di Imola fornisce dunque una serie di consigli per prevenire quelli che sono i maggiori pericoli legati alle alte temperature del periodo soprattutto per anziani e bambini: la disidratazione e i colpi di calore.

Nel prontuario dell’Ausl non può mancare, al primo posto, l’indicazione di bere almeno due litri di acqua al giorno, che corrispondono a otto grandi bicchieri. Meglio evitare le bevande gassate, ghiacciate e zuccherate, ma scegliere l’acqua fresca o a temperatura ambiente. Attenzione anche agli alcolici e alle bevande come tè e caffè che contengono caffeina, perché sono diuretiche e favoriscono la disidratazione. Ma soprattutto, raccomanda l’Azienda sanitaria, occorre bere anche quando non si ha sete, soprattutto dopo una certa età perché lo stimolo della sete è un segnale di allarme che spesso, nelle persone anziane, non funziona come si deve.

A tavola, con il caldo, gli alimenti da privilegiare sono la frutta e la verdura, meglio se crude e di stagione, al naturale oppure frullate o centrifugate, perché forniscono acqua, vitamine e sali minerali. Meglio evitare carni rosse, insaccati e formaggi, ma scegliere piuttosto carne bianca e pesce, evitando comunque i cibi preparati con metodi di cottura troppo pesanti come fritture e intingoli. Vanno bene, invece, pasta, riso e patate, purché non troppo abbondanti e conditi in modo leggero, il latte, lo yogurt, gelati e sorbetti di frutta.

Per abbassare la temperatura corporea, inoltre, è bene fare bagni o docce più frequenti con acqua tiepida, usando alla fine prodotti per reidratare la pelle. Meglio cambiare più volte la biancheria intima e i pannoloni per chi soffre d’incontinenza, mentre alle persone allettate farà bene cambiare spesso posizione. L’abbigliamento da preferire, nei giorni di maggiore afa, è quello leggero, in fibre naturali come lino e cotone, che favoriscono la traspirazione, di colore chiaro e meglio non aderente. Consigliati cappello e occhiali da sole quando si esce di casa. Per uscire, comunque, le ore più adatte sono quelle del mattino presto e della sera dopo il tramonto del sole, mentre è vietata la fascia tra le 11 e le 17.

Per quanto concerne il raffrescamento degli ambienti, il primo accorgimento da osservare è aprire le finestre al mattino presto, alla sera e di notte, mentre nelle ore più calde finestre, tapparelle e tende devono essere tenute chiuse. Condizionatori e ventilatori possono essere utili, ma occorre fare attenzione ad alcuni fattori: la temperatura non deve mai essere più di 6-7 gradi inferiore a quella esterna, non devono esserci troppi sbalzi tra ambienti rinfrescati e altri non condizionati e il getto d’aria degli apparecchi non deve essere troppo forte né orientato verso le persone.

Infine, l’Ausl spiega come fare a riconoscere i sintomi di un colpo di calore e come comportarsi qualora dovessero manifestarsi. Tra i sintomi da non sottovalutare troviamo dunque lingua e le mucose orali secche, occhi infossati, aumento della temperatura corporea, nausea, aumento del battito cardiaco (tachicardia), abbassamento della pressione, aumento della respirazione, confusione mentale, torpore e debolezza. Se ravvisiamo in noi o nelle persone vicine a noi uno o più segnali, occorre chiamare subito il medico oppure, nei giorni prefestivi, festivi e di notte, la continuità assistenziale (numero di telefono 800 040 050). Intanto però è consigliabile bere acqua, stendersi con le gambe sollevate e una pezzuola bagnata o una borsa del ghiaccio sulla fronte. (r.cr.)

Nella foto la mappa del disagio in provincia di Bologna legato all”ondata di caldo dei primi giorni di luglio

E' arrivato il caldo, i consigli dell'Azienda usl di Imola per prevenire disidratazione e colpi di calore
Cronaca 30 Giugno 2019

Le regole d'oro della Polizia postale per scegliere la propria casa vacanze su internet in sicurezza

Scegliere online la casa in cui trascorrere le vacanze è un’operazione che può comportare rischi. Proprio per prevenire le truffe online, pertanto, la Polizia postale e delle Comunicazioni, l’Unione nazionale consumatori e la piattaforma Subito (numero uno in Italia in fatto di annunci di compravendita, con oltre 11 milioni di utenti unici mensili) hanno messo a punto un’azione di “sicurezza partecipata” al fine di informare e mettere in guardia i cittadini che, sempre più di frequente, ricorrono proprio a internet per programmare le loro ferie. Basti dare un’occhiata ai dati forniti dal Politecnico di Milano, infatti, per scoprire che solo il 2% degli italiani tra i 18 e i 75 anni, nel 2018, non ha usato la rete per organizzare l’ultima vacanza.

Ecco allora le otto regole d’oro suggerite da Polizia postale Subito e Unione nazionale consumatori per programmare un soggiorno in tutta sicurezza. Innanzitutto, è importante verificare che le immagini a corredo di un annuncio corrispondano effettivamente alla realtà, che siano realistiche, complete e non troppo “patinate”. Si può dunque usare un motore di ricerca web per immagini sul quale caricare le foto dell’annuncio per escludere che si tratti di una foto di repertorio, ma corrisponda a una casa reale. Seconda regola: verificare tramite le mappe satellitari se l’immobile scelto e la zona indicata dall’annuncio corrispondono alla descrizione fornita. Inoltre è buona norma, questo è il terzo consiglio, contattare via chat l’inserzionista, al fine di chiedere informazioni e foto aggiuntive sull’alloggio.

Andando avanti nella lista dei consigli utili, al quarto posto troviamo la voce “prezzo”: per capire se è troppo alto, basso o se è giusto, meglio fare una ricerca nella zona per capire se è in linea con la località in cui si trova e con le altre case della stessa tipologia. Ed ecco la quinta regola: se possibile, incontrare l’inserzionista per visitare la casa e consegnare di persona la cifra pattuita. Restando in tema di soldi, al sesto posto troviamo un’indicazione sul valore della caparra eventualmente richiesta, che è legittima, ma non deve superare il 20% del totale. Le ultime due regole, infine, riguardano documenti e modalità di pagamento: mai inviare documenti personali (patente, passaporto, carta d’identità) che possono essere usati per fini illeciti ed effettuare i pagamenti sempre su Iban (verificando tramite strumenti tipo Iban calculator se il conto corrente è italiano) o in ogni caso con metodi tracciati.

A questi consigli sarà data massima diffusione mediante pubblicazione sulle piattaforme di Polizia postale, Subito e Unc, sui social network e attraverso un video che le sintetizza ed è disponibile sul canale Youtube della Polizia di Stato. (r.cr.)

Le regole d'oro della Polizia postale per scegliere la propria casa vacanze su internet in sicurezza
Cronaca 13 Giugno 2019

Contro le zanzare in arrivo i boy scout “porta a porta' per informare e istruire i cittadini sulle azioni da fare

Ora scendono in campo pure i boy scout a Imola nella lotta alla zanzara tigre e alle altre specie di zanzare che infestano l”estate imolese. La singolare trovata è contenuta nell”accordo che il Comune ha concluso con l”Azienda usl di Imola e le squadriglie dell”Agesci, vale a dire gruppi da sei a otto ragazzi scout tra i 12 e i 16 anni, per una campagna mirata a contrastare la diffusione dei fastidiosi insetti.

In sostanza, l”accordo prevede che circa trenta boy scout partecipino al corso propedeutico tenuto da esperti dell”Ausl per poi andare ‘porta a porta’ a sensibilizzare i cittadini sulla necessità di contribuire alla lotta contro le zanzare e fornire loro istruzioni pratiche sulle azioni da fare. Indossando la tipica uniforme, ragazzi e ragazze, muniti di prodotto larvicida e di retine da applicare ai tombini, si rivolgeranno in particolare ai proprietari di case con giardini o a quelli in cui sono presenti colture idroponiche, ovvero quelle “fuori terra”, comprese le piante in vaso. Le visite partiranno dalle aree perimetrali degli edifici scolastici di quartiere e si concentreranno maggiormente nelle zone più popolate da bambini e anziani, i più a rischio di contrarre le malattie trasmesse dalle punture di zanzara. 

Una soluzione insolita, insomma, per un problema che torna puntuale a manifestarsi ogni anno con l”arrivo del caldo estivo, anche se con dimensioni diverse a seconda dell”andamento climatico e con punte di particolare intensità come quella che si è registrata nell”estate di un anno fa. Per evitare il ripetersi dell”emergenza 2018 il Comune di Imola, contestualmente all”operazione boy scout, ha comunicato di avere emesso una nuova ordinanza (n. 21/2019) relativa ai trattamenti adulticidi, cioè mirati all”eliminazione degli esemplari adulti sia di zanzare tigre che di zanzare comuni. Il provvedimento, che revoca il precedente (n. 13/2019), stabilisce che i trattamenti adulticidi possano essere eseguiti sempre, mentre la vecchia ordinanza dava la possibilità di eseguirli solo in via straordinaria, qualora fosse emersa la necessità di ricorrere a misure emergenziali, limitatamente al periodo 15 luglio – 15 settembre.

Resta comunque l’obbligo di comunicare preventivamente l”intenzione di eseguire questi trattamenti mediante invio, almeno giorni prima dell”operazione, del modulo “Comunicazione di disinfestazione adulticida contro la zanzara e altri insetti di interesse pubblico” (Appendice 1a) al Comune di Imola – Uff. Ambiente v. Cogne n. 2, oppure tramite fax al n. 0542 602259 o, infine, mediante e-mail all’indirizzo: ambiente@comune.imola.bo.it; oppure al Servizio Igiene Sanità Pubblica del Dipartimento Sanità Pubblica dell’Ausl di Imola v. Amendola n. 4 – Imola, oppure mediante e-mail all’indirizzo frontoffice@ausl.imola.bo.it. Inoltre, la ditta specializzata incaricata di effettuare il trattamento, oppure il proprietario o il conduttore in caso di interventi eseguiti personalmente, dovrà sottoscrivere la sezione Dichiarazione di Trattamento Adulticida della comunicazione (Appendice 1b) ed esporre almeno 48 ore prima gli avvisi (secondo il modello Appendice 2) per garantire la massima trasparenza e informazione alla popolazione interessata. (r.cr.)

Contro le zanzare in arrivo i boy scout “porta a porta' per informare e istruire i cittadini sulle azioni da fare

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