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Cronaca 15 Gennaio 2020

L'Istituto Ramazzini, che ha un poliambulatorio anche a Ozzano, si avvia a diventare un Irccs

C”è un motivo di interesse in più per l”incontro  che si svolgerà domani a Imola nell”ambito della rassegna CooperAttivaMente ambiente e salute e per i prossimi due in programma il 30 gennaio e il 13 febbraio. L”Istituto Ramazzini, dal quale provengono i ricercatori che relazionano il pubblico sulle tematiche oggetto della rassegna, si è visto infatti accogliere la proposta formalizzata ieri alla Regione Emilia-Romagna di essere riconosciuto come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs). Non solo: la Regione ha deciso di avviare immediatamente l”attività istruttoria per arrivare al riconoscimento.

Si tratta di un importante traguardo per l”Istituto, fondato 40 anni fa dal professor Cesare Maltoni e che, dal 2015, ha aperto un poliambulatorio anche a Ozzano Emilia dopo quello già in funzione a Bologna, mentre i laboratori del Centro di ricerca intitolato proprio al fondatore si trovano dagli anni Settanta nel Castello di Bentivoglio. Il Centro di ricerca sul cancro «Cesare Maltoni» è diventato negli anni una realtà d’eccellenza indipendente e riconosciuta a livello internazionale, che ha ottenuto dalle sue ricerche risultati fondamentali nel campo della medicina ambientale e del lavoro, portando al lancio di programmi di prevenzione e di protezione della salute pubblica.

Per quanto riguarda i prossimi passi del percorso di costituzione e riconoscimento in Irccs, occorrerà innanzitutto il pronunciamento favorevole dell’Assemblea legislativa che sarà elettra il 26 gennaio, poi l’Istituto “Ramazzini” dovrà presentare una nuova formale domanda di riconoscimento alla Giunta, che dovrà verificare i requisiti necessari e inviare poi la documentazione al Ministero della Salute, competente sul riconoscimento.  Gli Irccs hanno una grande importanza, sottolinea la Regione in una nota, «per lo sviluppo della programmazione sanitaria regionale, in quanto coniugano attività di ricerca, clinica e sperimentale favorendo l’erogazione di prestazioni assistenziali di grande qualità e innovazione». In tutto in Emilia-Romagna queste realtà sono quattro: l”Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, l”Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, l”Istituto in tecnologie avanzate e modelli assistenziali in oncologia di Reggio Emilia l”e Istituto Scientifico Romagnolo per lo studio e la cura dei tumori di Meldola. (r.cr.)

Nella foto tratta dal sito dell”Istituto Ramazzini il professor Cesare Maltoni

L'Istituto Ramazzini, che ha un poliambulatorio anche a Ozzano, si avvia a diventare un Irccs
Cronaca 14 Novembre 2019

Otto nuove telecamere in arrivo entro fine anno a Castel San Pietro grazie a un cofinanziamento regionale

Installare nuove telecamere, riqualificare via Mazzini e promuovere i gruppi d icontrollo di vicinato. Sono questi i tre assi sui quali si muove «CSPT- Citizens Security emPowermenT» (tradotto, potenziamento della sicurezza dei cittadini), il progetto di prevenzione integrata dell’Amministrazione castellana che ha appena ottenuto un cofinanziamento dalla Regione Emilia Romagna pari al 70%, risorse stanziate in attuazione della legge regionale numero 24 del 2003 sulla promozione di un sistema integrato di sicurezza delle città e del territorio regionale e per la prevenzione della criminalità. 

Una prima linea di intervento, come detto, riguarda l’installazione di nuove telecamere. Nello specifico, si tratta di cinque nuove postazioni leggi-targa (o targasystem), in grado quindi di leggere le targhe dei veicoli, segnalando in tempo reale alle forze dell’ordine la presenza di un veicolo senza assicurazione o non in regola con la revisione periodica, nonché, pur se ancora con qualche limitazione, i mezzi rubati. Queste nuove telecamere saranno installate all’incrocio tra via Emilia e via Riniera, tra gli Stradelli Guelfi e via San Giovanni, lungo la Sp 21 Val Sillaro all’altezza della frazione di Molino Nuovo, in via Liano nei pressi della località Picchio e in via Madonnina in corrispondenza della lottizzazione Borghetto. Tutte controlleranno i veicoli in entrata a Castel San Pietro.

A queste si aggiungeranno altre tre telecamere ambientali che verranno posizionate lungo via Mazzini e che terranno sotto controllo alcuni bar, la sala scommesse e l’area del centro sociale Scardovi e relativo giardino. La via Mazzini, poi, sarà interessata da un vero e proprio intervento di riqualificazione. Infine, il progetto prevede la promozione dei gruppi di vicinato, ossia cittadini che si scambiano informazioni tramite messaggi sul telefonino se qualcuno nota qualcosa di strano. Complessivamente, il progetto ha un costo di 96 mila euro, dei quali 66 mila derivanti da contributo regionale, che si aggiungono ai 35 mila (su 50 mila totali) già erogati da viale Aldo Moro nel 2017 per il progetto di rianimazione sociale ed educatori di strada. (gi.gi.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 14 novembre

Nella foto di gruppo scattata durante la conferenza stampa di presentazione del progetto da sinistra: il luogotenente Antonio Rossi, comandante della stazione Carabinieri di Castello; l”ispettore capo Leonardo Marocchi della polizia locale di Castel San Pietro; il vicesindaco Andrea Bondi, il sindaco Fausto Tinti; il sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale Giammaria Manghi; la consigliera regionale Francesca Marchetti; il responsabile dell”Area Sicurezza urbana e Legalità della Regione Gian Guido Nobili; l”aAssessore Giuliano Giordani.

Otto nuove telecamere in arrivo entro fine anno a Castel San Pietro grazie a un cofinanziamento regionale
Cronaca 8 Novembre 2019

Attenzione al monossido di carbonio, le regole per non correre il rischio di un'intossicazione che può essere letale

Due episodi di intossicazione da monossido di carbonio nell”ultimo mese e mezzo nel circondario imolese, con il secondo che ha coinvolto ben nove persone, costrette a ricorrere alle cure del pronto soccorso e che per fortuna, grazie alla tempestività della diagnosi, se la sono cavata senza gravi conseguenze. Lo fa sapere l”Azienda usl di Imola attraverso il direttore sanitario, Andrea Neri, che sottolinea la soddisfazione per il lavoro fatto dalla nostra équipe, che ha lavorato in sinergia dimostrando ottime capacità professionali. Un plauso per come hanno gestito la situazione e al grande lavoro che svolgono quotidianamente».

L”Ausl tuttavia ha ritenuto opportuno allertare i cittadini sui rischi che questo tipo di intossicazione comporta, mettendo in guardia da un nemico insidioso, che può sprigionarsi a causa del cattivo funzionamento degli impianti di riscaldamento o dall”accensione di bracieri in luoghi non sufficientemente areati e che colpisce, dunque, soprattutto nella stagione invernale. «Il monossido di carbonio (CO) – ricorda Gabriele Peroni, responsabile del Dipartimento di sanità pubblica – è un gas inodore e incolore: in genere l’intossicazione è dovuta al funzionamento non adeguato di sistemi di combustione quali caldaie, cucine, scaldabagni, caminetti o alla carenza di un sistema efficiente di evacuazione dei gas. L”accumulo di monossido di carbonio in spazi completamente o parzialmente chiusi può provocare la morte per avvelenamento di persone e animali. In condizioni ottimali il carbonio presente nel combustibile si combina con l”ossigeno dell”aria e viene trasformato nell’innocua anidride carbonica, mentre con carenza di ossigeno si forma il micidiale CO».

«Il ridotto apporto di ossigeno agli organi – prosegue Peroni – provoca uno stato di asfissia dei tessuti, che colpisce maggiormente gli organi che necessitano di più l”ossigeno: il cuore ed il cervello. L’intossicazione non dipende solo dalla concentrazione di CO nell’aria, ma anche dalla durata dell’esposizione e dal volume respirato. Chi possiede una respirazione più rapida, ad esempio i bambini, le persone impegnate in un’attività fisica e anche gli animali, raggiunge più rapidamente un tasso di carbossiemoglobina elevato, qualora il CO sia presente nell’ambiente. Per questo motivo un malessere nei bambini e nel nostro animale domestico possono costituire un campanello di allarme per un adulto che ancora non percepisce alcun sintomo».

Il vero problema, dice ancora il responsabile del Dipartimento di sanità pubblica, è legato al fatto che le persone difficilmente avvertono in tempo la presenza del monossido di carbonio. «I primi sintomi di questa intossicazione sono generici: un leggero mal di testa, un po” di affanno, sensazione di vertigini, uno stato confusionale mentale, generici disturbi della vista, nausea, vomito – aggiunge Peroni -. In seguito sopravviene la perdita di coscienza e di lì a poco la morte. In caso di sospetta intossicazione da CO il soccorso rapido è essenziale. Areare l’ambiente, allontanare subito la persona colpita, facendo attenzione al contempo a non compromettere la propria incolumità e chiamare il 118, sono le azioni da mettere in atto immediatamente». 

Per evitare il rischio, è importante soprattutto applicare alcune semplici regole di prevenzione. Occorre pertanto tenere sotto controllo l’efficienza del sistema di evacuazione dei fumi (canale da fumo, canna fumaria, comignolo), la corretta ventilazione dei locali, la cubatura ed idoneità dei locali in cui è installato il generatore di calore, lo stato di manutenzione dell’impianto e l’utilizzo di mezzi di riscaldamento non a norma. Gli impianti di riscaldamento, poi, devono essere sicuri, installati e controllati da installatori abilitati, in grado di rilasciare le certificazioni di conformità alle norme di sicurezza, evitando le soluzioni improvvisate. «In presenza di un caminetto – suggerisce l”Ausl –  è bene far controllare da un tecnico abilitato la sua efficienza e quella della canna fumaria prima dell”inizio della stagione fredda o dopo un lungo periodo di utilizzo. Fondamentale è poi assicurare sempre un”efficiente aerazione e ventilazione nei locali dove si trovano gli impianti tramite le aperture, previste dalla legge in base al tipo di apparecchio ed alla potenza termica, indispensabili per la regolare combustione e per prevenire la formazione di gas tossici.  Queste aperture, protette da una griglia, non devono essere mai ostruite e vanno pulite periodicamente perché non perdano la loro efficacia. Infine, non si devono accendere bracieri od altri fuochi in locali chiusi». (r.cr.)

Nella foto, un caminetto: tra le regole di prevenzione contro le intossicazioni da monossido di carbonio cӏ il controllo della canna fumaria

Attenzione al monossido di carbonio, le regole per non correre il rischio di un'intossicazione che può essere letale
Cronaca 8 Novembre 2019

Diabete: il mese della prevenzione si passa “in famiglia'

La Giornata mondiale del diabete si celebra ogni anno il 14 novembre, in oltre 150 Paesi e corrisponde alla data di nascita di Frederick Banting il co-scopritore dell’insulina con Charles Best nel 1922.
E’ stata istituita nel 1991 dalla International diabetes federation e dall’Organizzazione mondiale della sanità per promuovere la prevenzione e la sensibilizzazione nei confronti del diabete; nel nostro Paese l’appuntamento è promosso da Diabete Italia (associazione tra la Società italiana di diabetologia e l’associazione dei Medici diabetologi) in collaborazione con le associazioni di pazienti e con la partecipazione volontaria di centinaia di medici, infermieri e operatori sanitari.

«Quest’anno il tema nazionale “Famiglia e diabete” ci ha fornito un ottimo spunto per organizzare il nostro convegno territoriale annuale aperto a tutti i cittadini» sottolinea Silvia Penazzi, presidentessa Glucasia Adici, l’associazione diabetici del circondario.
Così, il terzo degli appuntamenti del mese di novembre dedicati al diabete di sabato 16 novembre è stato intitolato “Famiglia e diabete: l’importanza di una gestione partecipata » e si terrà dalle ore 9.45 alle 12 presso la prestigiosa Sala Auditorium Aldo Villa dei Musei Civici San Domenico, in via Sacchi 4 a Imola.
«I vari relatori contribuiranno a mettere in evidenza l’importanza della famiglia nella gestione del diabete – continua Penazzi –, poiché chi ha questa patologia non deve sentirsi solo e la vicinanza dei familiari può fare davvero la differenza nella gestione e nella qualità della vita. Sono argomenti importanti che ci riguardano da vicino pertanto invitiamo tutti a partecipare e a portare domande, riflessioni a cui risponderemo alla fine del convegno». (r.cr.)

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 16 novembre

Diabete: il mese della prevenzione si passa “in famiglia'
Cronaca 30 Ottobre 2019

Malattie professionali, nel 2018 in crescita i casi diagnosticati. L'Ausl di Imola: «C'è più attenzione su questo tema»

Nell”ambito delle statistiche relative alla sicurezza sul lavoro presentate dall”Ausl di Imola, un dato interessante è quello delle malattie professionali, che passano dalle 125 del 2017 alle 160 del 2018. Vengono considerate tali perché sono strettamente legate al lavoro svolto, ma possono esserci anche altre cause. «Aumentano anche perché c’è più attenzione a questo tema, sia da parte dei lavoratori, sia da parte dei medici, che le riconoscono più spesso come malattie professionali» legge così il dato Donatella Nini dell’unità operativa Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ausl di Imola.

Oltre la metà riguardano tendiniti, tunnel carpale ed ernia del disco. Dieci, invece, sono i casi di tumori, tanti quanti nel 2014, mentre nel 2017 erano 6. Quali i più diffusi? Il mesotelioma pleurico (3 casi) e al polmone (3). «Il primo è legato all’esposizione all’amianto, il secondo può dipendere anche dalla silice o dalle emissioni di motor diesel» spiega Nini. Da notare che un annetto fa l’Ausl ha avviato un ambulatorio per la sorveglianza sanitaria dei lavoratori che sono stati esposti all’amianto. (gi.gi.)

Nella foto: tra le malattie professionali più diffuse anche quelle che riguardano la schiena, in particolare l”ernia del disco

Malattie professionali, nel 2018 in crescita i casi diagnosticati. L'Ausl di Imola: «C'è più attenzione su questo tema»
Cronaca 28 Ottobre 2019

Vaccini obbligatori, copertura al 97% in Emilia Romagna per i bambini che frequentano l'asilo nido

L”Emilia-Romagna sempre più virtuosa per quanto riguarda la copertura sui vaccini obbligatori nei bambini che frequentano l”asilo nido. Al 30 giugno 2019 la percentuale dei piccoli vaccinati contro difterite, tetano, poliomelite ed epatite B (le malattie per le quali l”obbligo è dettato dalla legge regionale) è arrivata al 97% e continua a salire in tutte le province della regione anche per i vaccini introdotti successivamente dalla normativa nazionale, vale a dire per pertosse ed emofilo di tipo B, morbillo, parotite e rosolia, patologie per le quali nel 2015 si era scesi all”87%, mentre oggi ci si attesta sul 96,5%, con un recupero di quasi 10 punti.

Il primo risultato importante è avere già superato, al 31 dicembre 2018, il muro del 95%, vale a dire la soglia raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità per garantire la cosiddetta “immunità di gregge”. Con l’aggiornamento al 30 giugno, tuttavia, le percentuali delle coperture vaccinali nei bambini nati nel 2016 risultano ulteriormente migliorate. Questi i dati vaccino per vaccino riferiti al primo semestre del 2019: poliomielite 97,4% (era al 95,7%); difterite 97,3% (era al 95,7%); tetano 97,4% (era al 95,7%); pertosse 97,3% (era al 95,7%); epatite B 97,2% (era al 95,5%), emofilo B 96,6% (era al 95,2%); morbillo-parotite-rosolia (MPR) 96,5% (era al 93,5%). Per questi bambini, lo ricordiamo, non era prevista ancora l”obbligatorietà del vaccino contro la varicella, introdotta per i nati nel 1997. 

Passando alle coperture relative ai vaccini non obbligatori, ma raccomandati, le percentuali superano il 90% e si avvicinano al 95%. il discorso vale per il meningococco C (dal 92,1% del 31 dicembre 2018 al 94,5% del 30 giugno 2019) e per lo pneumococco (dal 93,8% al 94,9%). In alcune province il risultato è superiore al 98% (vedi Ravenna) per tutte le vaccinazioni obbligatorie o anche superiore. E” il caso di Parma, che per i vaccini obbligatori per la legge regionale sfiora una copertura del 100%. Superiori alla media regionale anche le coperture registrate nel territorio dell”Ausl di Imola: le percentuali al 30 giugno sono infatti superiori al 98% per tutti i vaccini previsti dalla legge regionale, sopra al 96% per quelli introdotti dalla legge nazionale e al 95% per i vaccini raccomandati.

«Questi numeri – hanno commentato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini e l”assessore regionale alle Politiche per la Salute, Sergio Venturi – dimostrano come nella stragrande maggioranza dei casi i genitori abbiano capito il senso della nostra battaglia, che l’Emilia-Romagna ha condotto per prima con uno solo scopo, quello di tutelare la salute pubblica e soprattutto dei bambini più deboli. È indubbio infatti che la legge con cui, a novembre 2016, rendemmo obbligatorie le vaccinazioni per l’iscrizione ai nidi, abbia fatto da traino, dandoci la possibilità di avere più tempo per organizzare, spiegare, fare sì che tutto funzionasse. Partendo in netto anticipo rispetto alle altre regioni, abbiamo avuto modo di sensibilizzare i cittadini, con i risultati che oggi vediamo e di cui la nostra comunità, a partire dai più piccoli, può beneficiare. Questo era il senso della nostra legge, che come abbiamo sempre detto non era fatta per escludere, ma per includere e proteggere i più fragili».

E per il futuro, si è deciso di introdurre la vaccinazione gratuita per l”antimeningococco B (non obbligatoria, ma raccomandata) anche per i bambini in età da scuola materna, nati cioè nel 2014, 2015 e 2016, mentre per i nati dal 2017 in avanti la Regione aveva già disposto la gratuità, così da incentivare la vaccinazione nella fascia d”età (0-6) più esposta. Per le famiglie si tratta di un bel risparmio, dal momento che questa vaccinazione prevede la somministrazione di due dosi dal costo di 50 euro l’una. Per eseguire il vaccino le famiglie interessate devono semplicemente chiamare l’Azienda sanitaria di competenza, che fisserà l’appuntamento. (r.cr.)

La foto è tratta dal sito della Regione Emilia-Romagna

Vaccini obbligatori, copertura al 97% in Emilia Romagna per i bambini che frequentano l'asilo nido
Cronaca 26 Ottobre 2019

Influenza, in regione negli ultimi anni vaccinati in crescita soprattutto tra ultra 65enni e donne in gravidanza

Continua negli anni il trend di crescita della copertura antinfluenzale in Emilia Romagna. Nella stagione 2018-2019, il numero dei vaccinati in regione ha sfiorato quota 786.000, il 17,6% della popolazione complessiva, con un aumento del 7% rispetto all’anno precedente, quando le persone vaccinate erano state 735.527. L’aumento è stato consistente soprattutto tra gli over 65enni, cresciuti dal 53,1% della stagione 2017-2018 al 54,6% di quella successiva. Nel dato regionale relativo a questa fascia d’età, spicca il risultato dell’Ausl di Imola che, lo abbiamo raccontato nel luglio scorso (leggi l’articolo), è superiore di circa 4 punti percentuali rispetto alla media registrata in Emilia-Romagna, attestandosi al 58,5%.

Sono aumentate, in Emilia Romagna, anche le persone vaccinate di età inferiore ai 65 anni e affette da malattie croniche. Il loro numero è passato da 116.388 a 126.798 nelle ultime due stagioni. Più netto l’incremento tra gli operatori sanitari, cresciuti di circa 10 punti percentuali, dal 29,6 al 39,5%, ma se si tiene conto solo degli operatori addetti all’assistenza la percentuale arriva al 42,8%. Per quanto riguarda le donne in gravidanza, quelle vaccinate sono passate da una-due centinaia fino alla stagione 2015-16 a 742 nel 2016-17, 1.030 nel 2017-18 e addirittura 2.886 nel 2018-2019.

Passando invece all’incidenza dei casi di influenza, nel 2018-2019 secondo le stime le persone colpite dall’influenza in Emilia Romagna sono state 579.000 persone. La fascia di età più colpita è stata quella 0-4 anni, seguita da quella 5-14. I casi gravi segnalati sono stati 172, 76 dei quali nella popolazione under 65 anni. Di questi 76, 63 sono risultati non vaccinati, mentre nelle persone di 65 anni e più, 96 casi in tutto, 57 erano quelle vaccinate. Tra i casi gravi anche tre donne incinte, tutte non vaccinate. I decessi sono stati 57. (r.cr.)

Influenza, in regione negli ultimi anni vaccinati in crescita soprattutto tra ultra 65enni e donne in gravidanza
Cronaca 26 Ottobre 2019

Al via da lunedì 28 ottobre la campagna di vaccinazione antinfluenzale e contro lo pneumococco

Parte lunedì 28 ottobre la campagna di vaccinazione antinfluenzale dell’Ausl di Imola, che coinvolge medici e pediatri di famiglia, oltre agli ambulatori vaccinali aziendali. La vaccinazione è fortemente consigliata soprattutto ad anziani, donne in gravidanza, bambini e adulti con patologie croniche, ovvero le persone più fragili e a rischio di complicanze anche serie legate all’influenza. Basta una sola dose di vaccino (solo per i bambini sotto i 9 anni a rischio e mai vaccinati serviranno due dosi) per avere una copertura per tutta la stagione e il periodo giusto per vaccinarsi è proprio nelle prossime settimane, così da poter avere una giusta risposta anticorpale al momento dell’arrivo dell’epidemia, previsto tra fine dicembre e febbraio.

I soggetti per i quali il vaccino è raccomandato sono invitati dall’Ausl ad effettuarlo gratuitamente o dal proprio medico di base, oppure recandosi fino al 30 novembre negli ambulatori di Igiene pubblica dell’azienda sanitaria. Questi gli orari di apertura: Imola: Ambulatori Igiene Pubblica (piano primo) a libero accesso dal martedì al venerdì 8.30– 10.30, il sabato 8.30-12.30 solo su prenotazione Cup (numero verde 800 040606). Per informazioni tel. 0542 604916, dalle 12 alle 13.30, Nucleo di Cure Primarie: martedì 9.30-11.30, giovedì 9.30-11.30 e 14.30-16.30 solo su prenotazione Cup (numero verde 800 040606); Casa della Salute Vallata del Santerno a Borgo Tossignano (Via dell’8° Centenario 4) – Ambulatorio Igiene Pubblica venerdì 9.30 – 10.30 a libero accesso. Per informazioni tel. 0542 94627; Casa della Salute Castel San Pietro Terme (V.le Oriani 1): ambulatorio Igiene Pubblica: martedì 9–10.30 a libero accesso (per informazioni tel. 051 6955344), Nucleo Cure primarie: martedì 9.30–12.30 solo su prenotazione CUP (numero verde 800 040606); Casa della salute Medicina (Via Saffi 1): ambulatori Igiene Pubblica: giovedì 9–10.30 a libero accesso (per informazioni tel. 051 6978806), Nucleo Cure Primarie: giovedì 9.30–12.30 solo su prenotazione Cup (numero verde 800 040606).

Passando ai bambini, la vaccinazione è raccomandata soltanto per le categorie a rischio, pur essendo l’età pediatrica la più colpita dall’influenza dal punto di vista numerico. Alle famiglie dei bambini per i quali il vaccino è raccomandato viene spedito un avviso postale con l’inviato ad eseguirlo (anche in questo caso con esenzione dal ticket) negli ambulatori della pediatria di comunità previo appuntamento da chiedere entro novembre  L’Ambulatorio Vaccinazioni pediatriche, tramite avviso postale, invita all’esecuzione della vaccinazione presso i propri ambulatori i bambini iscritti dal Pediatra di libera scelta, che sono esenti ticket per le patologie a rischio (secondo le indicazioni regionali). Queste vaccinazioni vengono eseguite presso gli ambulatori della Pediatria di Comunità previo appuntamento telefonico da richiedere entro il mese di novembre telefonando, per l’ambulatorio di Imola, Castel San Pietro Terme e Medicina, allo 0542 604246 dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 10. Ulteriori informazioni sulla campagna si possono comunque richiedere al proprio medico o pediatra di famiglia, all’Ausl di Imola (ambulatorio vaccinazioni adulti dal lunedì al venerdì 12-13,30, tel. 0542.604916) o al numero verde gratuito del Servizio Sanitario Regionale 800 033.033, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30, il sabato dalle 8.30 alle 13.30.

In concomitanza con la partenza della campagna antinfluenzale, è in partenza anche quella per la vaccinazione contro lo pneumococco, che viene eseguita una sola volta e offre una protezione di lunga durata. Per le persone dai 65 anni in su la vaccinazione è gratuita nella nostra regione e quindi nel 2019 riceveranno l’invito a vaccinarsi tutti i nati nel 1954, che potranno andare ad eseguirla dal proprio medico di famiglia. Ai nati nel 1953 che sono già stati vaccinati l’anno scorso sarà invece somministrata una dose di vaccino antipneumococcico 23valente a completamento della protezione dalla malattia. Potranno infine vaccinarsi gratuitamente anche le persone delle classi 1952 e 1953 che non avessero ancora risposto alla chiamata. (r.cr.)

Al via da lunedì 28 ottobre la campagna di vaccinazione antinfluenzale e contro lo pneumococco
Cronaca 16 Ottobre 2019

La scuola del cuore, la Croce rossa in piazza per informare sull'arresto cardiaco e le manovre salvavita

Una giornata in piazza per promuovere la formazione alla rianimazione cardiopolmonare e divulgare l”importanza delle manovre salvavita come la disostruzione, la disostruzione pediatrica e il massaggio cardiaco. La organizza il Comitato di Imola della Croce rossa italiana per sabato 19 ottobre, nell”ambito della campagna “La scuola del cuore”, che coinvolge 154 comitati Cri in tutta Italia in occasione della “World Restart a Heart Day 2019″ (la giornata mondiale di sensibilizzazione sull”arresto cardiaco).

A Imola l”appuntamento è in piazza Caduti per la Libertà sabato 19 ottobre, dalle 9 alle 19. Durante tutta la giornata saranno presenti in loco volontari della Croce rossa che mostreranno come si eseguono correttamente le procedure salvavita, anche mediante l”utilizzo del Dae, il defibrillatore semi-automatico esterno. Saranno inoltre fornite ai cittadini indicazioni su come effettuare in maniera efficace la chiamata ai soccorsi in caso di emergenza e saranno mostrati video che saranno ritrasmessi in diretta streaming sui canali social della Croce rossa. Per l”occasione il personale, che indosserà magliette rosse, distribuirà gadget e materiale informativo.

La giornata sarà inoltre l”occasione per presentare alla cittadinanza il nuovo mezzo della Cri di Imola, acquistato anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, attrezzato anche per il trasporto di disabili (potrà infatti caricare fino a quattro carrozzelle). La cerimonia di benedizione avverrà alle 10, con la presenza del vicario generale della Diocesi di Imola, don Andrea Querzè. 

«Nell”arco della giornata – esorta la presidente del Comitato di Imola Fabrizia Fiumi – sono attesi tutti i cittadini, in particolare gli alunni e studenti delle scuole di Imola e circondario, i fruitori dei centri sociali e delle associazioni sportive. Costruiamo una cultura del soccorso, facciamo la differenza con facili manovre alla portata di tutti, impariamo a salvare una vita». (r.cr.)

Nella foto il logo della campagna “La scuola del cuore”

La scuola del cuore, la Croce rossa in piazza per informare sull'arresto cardiaco e le manovre salvavita
Cronaca 8 Ottobre 2019

I consigli delle forze dell'ordine e di Hera per difendersi dalle truffe a domicilio dei falsi tecnici

Per mettere sull’avviso i cittadini, carabinieri e polizia hanno stilato dei vademecum con gli accorgimenti utili per cercare di scongiurare furti e truffe. Inoltre, ciclicamente, vengono organizzati incontri per parlare dell’argomento. Da ultimo, quello che si è svolto giovedì 19 settembre, presso la sala Bcc Città&Cultura di piazza Matteotti dal titolo «In difesa dei più fragili» su come combattere le truffe agli anziani, organizzato dal Comune di Imola in collaborazione con le forze dell’ordine. Cosa si può fare dunque?

Innanzitutto, suggeriscono carabinieri e polizia, «non fidarsi delle apparenze: il truffatore si presenta distinto e particolarmente gentile. Per carpire la vostra fiducia si spaccia per un tecnico dell’acqua, oppure del gas, della luce, ma anche per carabiniere, poliziotto, funzionario delle poste o dell’Inps», tanto per fare qualche esempio. Quando uno sconosciuto suona alla porta, è bene «prima di aprire, controllare dallo spioncino e, nel caso, aprire con la catenella attaccata», per mantenere una sorta di barriera. Inoltre, bisogna ricordarsi che, di norma, «i controlli vengono sempre preannunciati dalle aziende. Nel dubbio, si può sempre chiedere di mostrare un tesserino o fare una telefonata di verifica, senza però utilizzare telefoni o numeri forniti dall’intruso. Sarebbe utile avere a portata di mano, accanto al telefono, un’agenda con i numeri dei servizi di pubblica utilità (Hera, Enel, Telecom, ecc…). Se ci fossero ancora dubbi, chiamare il 112 o il 113». 

Capita che a volte ci si renda conto del raggiro quando il truffatore è già in casa. «Bisogna mantenere la calma, non perderlo di vista e invitarlo ad uscire. Normalmente non hanno intenzioni violente» aggiungono le forze dell’ordine. Se ci si accorge della truffa solo a posteriori, «è importante focalizzare più particolari possibili, magari scrivendoli». Altrimenti risalire all’identità dei truffatori è molto difficile.

Da parte sua Hera, che gestisce buona parte delle utenze nel circondario imolese, sottolinea che i propri operatori sono «identificabili da divisa e tesserino di riconoscimento e non sono incaricati a intervenire sugli impianti interni, tranne nei casi di sostituzione, manutenzione o lettura dei contatori posizionati all’interno dell’abitazione». E’ comunque disponibile il Servizio clienti (800999500 per le utenze domestiche, 800999700 per le utenze non domestiche, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22 e al sabato dalle 8 alle 18), che si può contattare per chiedere conferma del nominativo dell’addetto che si reca a domicilio, poiché gli operatori del numero verde dispongono dell’elenco costantemente aggiornato di tutti gli autorizzati. (gi.gi.)

Nella foto un momento dell”incontro organizzato a Imola dal Comune in collaborazione con le forze dell”ordine

I consigli delle forze dell'ordine e di Hera per difendersi dalle truffe a domicilio dei falsi tecnici

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