Cronaca

Vaccini obbligatori, copertura al 97% in Emilia Romagna per i bambini che frequentano l'asilo nido

Vaccini obbligatori, copertura al 97% in Emilia Romagna per i bambini che frequentano l'asilo nido

L”Emilia-Romagna sempre più virtuosa per quanto riguarda la copertura sui vaccini obbligatori nei bambini che frequentano l”asilo nido. Al 30 giugno 2019 la percentuale dei piccoli vaccinati contro difterite, tetano, poliomelite ed epatite B (le malattie per le quali l”obbligo è dettato dalla legge regionale) è arrivata al 97% e continua a salire in tutte le province della regione anche per i vaccini introdotti successivamente dalla normativa nazionale, vale a dire per pertosse ed emofilo di tipo B, morbillo, parotite e rosolia, patologie per le quali nel 2015 si era scesi all”87%, mentre oggi ci si attesta sul 96,5%, con un recupero di quasi 10 punti.

Il primo risultato importante è avere già superato, al 31 dicembre 2018, il muro del 95%, vale a dire la soglia raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità per garantire la cosiddetta “immunità di gregge”. Con l’aggiornamento al 30 giugno, tuttavia, le percentuali delle coperture vaccinali nei bambini nati nel 2016 risultano ulteriormente migliorate. Questi i dati vaccino per vaccino riferiti al primo semestre del 2019: poliomielite 97,4% (era al 95,7%); difterite 97,3% (era al 95,7%); tetano 97,4% (era al 95,7%); pertosse 97,3% (era al 95,7%); epatite B 97,2% (era al 95,5%), emofilo B 96,6% (era al 95,2%); morbillo-parotite-rosolia (MPR) 96,5% (era al 93,5%). Per questi bambini, lo ricordiamo, non era prevista ancora l”obbligatorietà del vaccino contro la varicella, introdotta per i nati nel 1997. 

Passando alle coperture relative ai vaccini non obbligatori, ma raccomandati, le percentuali superano il 90% e si avvicinano al 95%. il discorso vale per il meningococco C (dal 92,1% del 31 dicembre 2018 al 94,5% del 30 giugno 2019) e per lo pneumococco (dal 93,8% al 94,9%). In alcune province il risultato è superiore al 98% (vedi Ravenna) per tutte le vaccinazioni obbligatorie o anche superiore. E” il caso di Parma, che per i vaccini obbligatori per la legge regionale sfiora una copertura del 100%. Superiori alla media regionale anche le coperture registrate nel territorio dell”Ausl di Imola: le percentuali al 30 giugno sono infatti superiori al 98% per tutti i vaccini previsti dalla legge regionale, sopra al 96% per quelli introdotti dalla legge nazionale e al 95% per i vaccini raccomandati.

«Questi numeri – hanno commentato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini e l”assessore regionale alle Politiche per la Salute, Sergio Venturi – dimostrano come nella stragrande maggioranza dei casi i genitori abbiano capito il senso della nostra battaglia, che l’Emilia-Romagna ha condotto per prima con uno solo scopo, quello di tutelare la salute pubblica e soprattutto dei bambini più deboli. È indubbio infatti che la legge con cui, a novembre 2016, rendemmo obbligatorie le vaccinazioni per l’iscrizione ai nidi, abbia fatto da traino, dandoci la possibilità di avere più tempo per organizzare, spiegare, fare sì che tutto funzionasse. Partendo in netto anticipo rispetto alle altre regioni, abbiamo avuto modo di sensibilizzare i cittadini, con i risultati che oggi vediamo e di cui la nostra comunità, a partire dai più piccoli, può beneficiare. Questo era il senso della nostra legge, che come abbiamo sempre detto non era fatta per escludere, ma per includere e proteggere i più fragili».

E per il futuro, si è deciso di introdurre la vaccinazione gratuita per l”antimeningococco B (non obbligatoria, ma raccomandata) anche per i bambini in età da scuola materna, nati cioè nel 2014, 2015 e 2016, mentre per i nati dal 2017 in avanti la Regione aveva già disposto la gratuità, così da incentivare la vaccinazione nella fascia d”età (0-6) più esposta. Per le famiglie si tratta di un bel risparmio, dal momento che questa vaccinazione prevede la somministrazione di due dosi dal costo di 50 euro l’una. Per eseguire il vaccino le famiglie interessate devono semplicemente chiamare l’Azienda sanitaria di competenza, che fisserà l’appuntamento. (r.cr.)

La foto è tratta dal sito della Regione Emilia-Romagna

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