Posts by tag: resistenza

Cronaca 8 Marzo 2019

Sarà reinaugurato sabato 9 marzo a Imola il monumento ai caduti “La Rossa' in viale Amendola

Il Cidra, l’Anpi di Imola e di Riolo Terme e i Comuni di Imola e di Riolo Terme organizzano la cerimonia in memoria degli otto partigiani uccisi dai nazifascisti il 10 marzo 1945 e sepolti in una buca creata da una delle tante bombe d’aereo cadute nella zona, nei pressi del podere La Rossa.  Le vittime erano Lorenzo Baldisserri (di 20 anni), Emilio Benedetti (di 20 anni), Paolo Farolfi (di 21 anni), Dante Giorgi (di 21 anni), Sergio Ragazzini (di 20 anni), Antonio Roncassaglia (di 20 anni), Paolo Roncassaglia (di 22 anni) e Attilio Visani (di 28 anni).

L’iniziativa si svolgerà sabato 9 marzo, alle ore 10, presso il monumento ai caduti La Rossa, in viale Amendola, nei pressi della rotonda Altiero Spinelli. Saranno presenti il presidente dell’Anpi di Imola Gabrio Salieri, l’assessore al Bilancio e Risorse umane del Comune di Imola Claudio Frati, la vice sindaca del Comune di Riolo Terme Francesca Merlini. Il monumento ai caduti La Rossa sarà il primo a essere reinaugurato per la quinta edizione del progetto “Quando un posto diventa un luogo”, ideato e coordinato dall’artista imolese Annalisa Cattani, che quest’anno interesserà undici luoghi e monumenti riferiti alla storia del territorio imolese dal 1943 al 1945.

La reinaugurazione sarà a cura della classe 3ª B della scuola media Andrea Costa, con la professoressa Maria Di Ciaula; l’azione progettata, messa in atto dai ragazzi, è composta da un’installazione artistica e da una performance che intende immaginare un passaggio di testimone tra i giusti tra le nazioni, i partigiani, i profughi di oggi e le vittime di Hiroshima. (r.cr.)

Sarà reinaugurato sabato 9 marzo a Imola il monumento ai caduti “La Rossa' in viale Amendola
Cronaca 4 Marzo 2019

Cambio al vertice per l'Anpi Imola: Gabrio Salieri eletto presidente all'unanimità dopo le dimissioni di Bruno Solaroli

Il comitato direttivo dell’Anpi si è riunito lo scorso martedì 19 febbraio e, tra i punti all’ordine del giorno, c’erano anche la richiesta di dimissioni di Bruno Solaroli, presidente in carica, e la nomina del successore. La rinuncia di Bruno Solaroli non giunge inaspettata, perché «Già da tempo aveva annunciato l’intenzione di lasciare la carica in conseguenza dell’avanzare dell’età – comunicano dall’Anpi – senza alcuna ragione di carattere politico od altro, ma per favorire un avvicendamento che metta in campo protagonisti più giovani in un momento difficile per il Paese, che tuttavia vede l’Anpi di Imola e del territorio in buona salute. Infatti il tesseramento sta andando bene, con la presenza di parecchi reclutati e le numerose iniziative vedono grande interesse e partecipazione».

Il nuovo presidente, eletto all’unanimità, è Gabrio Salieri, già cooperatore e giornalista, figlio di Livia Morini e Alfiero Salieri, dunque di famiglia di partigiani, da sempre impegnato nell’Anpi, mentre Bruno Solaroli ha avuto la carica di presidente onorario. Gabrio Salieri ha accolto con piacere la nomina, esito quasi scontato per uno che dell’associazione ha sempre fatto parte, e spiega i suoi legami con la Resistenza. «Si può dire che sono cresciuto a latte e Resistenza, i miei genitori, Livia Morini e Alfiero Salieri, erano partigiani, così come lo erano anche tanti miei parenti, tra i quali ricordo mio nonno, i miei zii e Prima Vespignani. Sono cresciuto tra queste persone; tanto per fare un esempio, quando sono nato, mia madre mi portò da Anselmo Marabini, che mi fece gli auguri tenendomi sulle ginocchia».

Come nuovo presidente, che indirizzo intende dare all’attività dell’Anpi imolese?
«Il primo obiettivo è continuare le attività già avviate da Solaroli e, possibilmente, ampliarle. Di nuovo c’è questo clima politico favorevole al rafforzarsi dei fascismi e come Anpi dobbiamo mantenere il ruolo che abbiamo sempre avuto, di difensori della Costituzione, dei suoi valori fondamentali e della Repubblica nata da essa. Non basta più aver lottato contro il fascismo durante la Resistenza, ma dobbiamo contrastare con fermezza il fascismo strisciante di oggi e le nuove caratteristiche che sta assumendo, in primo luogo il razzismo, che sta diventando sempre più palese e si diffonde nel corpo del Paese».

Con quali attività intende raggiungere questi obiettivi?
«Oltre a essere presenti sul piano dell’attualità, organizzando conferenze, dibattiti e lezioni su temi e valori che ci stanno a cuore, come ad esempio la Costituzione repubblicana, il mezzo più importante che abbiamo per sostenere le nostre idee è mantenere e diffondere la memoria di ciò che è stato, per impedire che possa ripetersi, anche in forme apparentemente diverse, ma che traggono origine dalla medesima matrice ideologica, che affonda le sue radici nel passato». (fa.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 28 febbraio

Nella foto Gabrio Salieri, nuovo presidente Anpi Imola con Bruno Solaroli, che assume la carica di presidente onorario

Cambio al vertice per l'Anpi Imola: Gabrio Salieri eletto presidente all'unanimità dopo le dimissioni di Bruno Solaroli
Cronaca 18 Febbraio 2019

Il 21 febbraio a Bubano la proiezione del cortometraggio di Paolo Gentilella sul partigiano Dante Cassani

Dante e Paolo non si sono mai incontrati. Pur essendo entrambi di Bubano e quasi coetanei, appartengono a due epoche e mondi diversi: il primo al passato, il secondo al presente. Dante Cassani è caduto il 23 febbraio 1944 all’Albergo di Cortecchio, località nel comune di Palazzuolo sul Senio, durante uno scontro tra fascisti e partigiani della 36ª brigata Bianconcini Garibaldi, di cui faceva parte. Aveva solo 17 anni. Paolo Gentilella, invece, ha appena compiuto 20 anni. E’ al suo secondo anno di università, studia Scienze della comunicazione a Bologna, lavora part time per un artigiano, ha la passione per le arti visive, il cinema e la scrittura.

Paolo è il regista del cortometraggio “Volevamo essere liberi”, ispirato alla storia di Dante Cassani. La presentazione ufficiale si terrà giovedì 21 febbraio, alle 20.30, alla sala civica di Bubano. Lo abbiamo incontrato per chiedergli come è nato questo progetto, la sua opera prima.

Cosa sapevi di Dante Cassani prima di questa esperienza?
«A Bubano è una istituzione. Quando da piccolo giocavo nella piazza che porta il suo nome, ogni tanto mi fermavo alla lapide che lo ricorda. Già da bambino sapevo che è stato tra i primi partigiani a morire e che era morto giovane. Tre anni fa, passando in piazza per caso durante le celebrazioni del 25 Aprile, ho sentito una ragazza che leggeva la sua storia. Quelle parole mi hanno dato degli spunti visivi. E ho pensato che quella storia andava raccontata per immagini. Le prime idee le ho buttate giù in treno, poi ho scritto un soggetto».

Come hai fatto poi a tradurre quegli spunti in un cortometraggio?
«Mi sono rivolto al sindaco di Mordano, in cerca di finanziamenti e dell’appoggio del Comune. Attraverso l’assessorato alla Cultura sono entrato in contatto con l’Anpi di Mordano e di Imola, poi con il Cidra. Mi hanno dato fiducia e di questo li ringrazierò sempre. Così ho cominciato a lavorare alla sceneggiatura».

Seconda guerra mondiale e Liberazione non sono argomenti che oggi fanno molto presa sui giovani. Perché hai voluto cimentarti con un soggetto di questo tipo?
«E’ vero che oggi questi argomenti in genere non interessano i giovani. Un po’ forse è colpa di come vengono comunicati, ma è anche il motivo per cui ho voluto regalare alla mia comunità un progetto del genere. Un film fa entrare meglio nell’emotività dei personaggi. E mi fa piacere che la Rete degli studenti medi mi abbia chiesto di presentare il mio lavoro nelle scuole».

Come ti sei documentato?
«Il libro di Graziano Zappi “La rossa primavera” mi ha aiutato a capire com’era Bubano a quei tempi e a conoscere i volti dei partigiani. Attraverso il Cidra ho potuto consultare i documenti dell’epoca e conoscere anche le versioni non ufficiali della vicenda. Sempre il Cidra mi ha permesso di utilizzare i vestiti originali dei partigiani, così come gli accessori dell’epoca, fazzoletti, cinturoni, un binocolo. Altri costumi ci sono stati forniti dalla Compagnia quasi stabile di Bubano. Per fortuna durante le riprese non abbiamo perso niente…».

Dove e quando avete fatto le riprese?
«Abbiamo girato dal 13 al 16 settembre, in parte a Bubano e in parte in un casolare, messo a disposizione da una delle comparse, a Rapezzo, località non lontana da dove sono successi i fatti. Sono stati giorni molto intensi, abbiamo lavorato anche 11 ore di seguito, senza pause, per ottimizzare i tempi. Alla fine il cameraman aveva i calli alle mani. Poi da settembre fino a inizio febbraio c’è stata la parte di post produzione, il montaggio del girato e del suono, in collaborazione con il fonico, Francesco Baldisserri di Bubano. Giacomo Ronzani, che ha curato la fotografia, è di Massa Lombarda. Giuseppe De Salvia, invece, ha composto le musiche da zero».

Da chi è formato il cast?
«Molti sono amici di Imola e Mordano: Martina Medici, Alessandro Zanoni, Luca Mengoli. Gli attori erano in tutto dieci, ma dietro la macchina da presa eravamo molti di più. Tra loro Eugenio Andalò, segretario di edizione. L’attore che inter-preta Graziano Zappi, Alberto Pirazzini, è un mio vecchio amico di Lugo che studia al Piccolo Teatro di Milano. E’ stato lui a mettermi in contatto con altri aspiranti attori, tutti tra i 19 e i 22 anni. Tra questi c’è il protagonista che interpreta Dante, il romano Flavio Capuzzo Dolcetta». (lo.mi.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 14 febbraio

Nella foto Paolo Gentilella durante le riprese

Il 21 febbraio a Bubano la proiezione del cortometraggio di Paolo Gentilella sul partigiano Dante Cassani
Cronaca 7 Febbraio 2019

Anpi e Auser insieme per far riflettere sui valori e sui principi della Costituzione italiana

Stretta di mano con scambio di tessere tra Giovanni Mascolo, presidente dell’Auser, e Bruno Solaroli, presidente dell’Anpi. Il significato di questo gesto sta nella volontà di intraprendere un percorso comune alle due associazioni, fermo restando che ciascuna di esse conserverà la propria autonomia di attività e programmazione, allo scopo di valorizzare alcuni aspetti che gli associati di entrambe ritengono fondamentali, come si è appreso dall’accordo che i due presidenti hanno siglato.

I temi sui quali Auser e Anpi intendono collaborare riguardano l’antifascismo, la Resistenza e la liberazione, perché «rappresentano le fondamenta della Repubblica Italiana, della Costituzione repubblicana, della costruzione Europea, ehanno  portato alla conquista della libertà, della democrazia, dell’autonomia e della dignità internazionale dell’Italia, oltre che a settanta anni di pace e di progresso; inoltre i principi fondanti della Costituzione (libertà, democrazia,  lavoro, pace, solidarietà, giustizia sociale, convivenza e accoglienza, centralità della persona, nonviolenza, pari opportunità e valorizzazione delle diversità) favoriscono da un lato una nuova crescita nella pace, nella fratellanza, nell’equità sociale e nella sostenibilità ambientale e sono più che mai lo zoccolo duro contro  preoccupanti arretramenti culturali e di comportamento e contro l’avanzare di destre estreme illiberali e persino fasciste, in Italia, in Europa e nel mondo».

Preso atto di questi valori, le due associazioni ritengono di avviare un percorso di collaborazione per aumentare la consapevolezza dei principi e dei valori della Costituzione e si impegnano a collaborare proficuamente nella riuscita delle rispettive iniziative, concordando di avviare un percorso di reciproca informazione per costruire iniziative comuni, di dare ampia diffusione delle iniziative tra i propri associati e anche all’esterno e di coinvolgere altre associazioni che condividano gli stessi principi.

Nella foto da sinistra Giovanni Mascolo e Bruno Solaroli

Anpi e Auser insieme per far riflettere sui valori e sui principi della Costituzione italiana
Cronaca 30 Gennaio 2019

Cordoglio per la scomparsa di Alfiero Salieri, partigiano e antifascista. Il funerale sabato 2 febbraio

Questa mattina a Imola è scomparso Alfiero Salieri, aveva 91 anni. Giovanissimo partecipò alla liberazione di Imola come capo squadra tra le file partigiane e guidò i polacchi verso Castel San Pietro. E” stato riconosciuto partigiano con il grado di sergente maggiore. Operaio meccanico, nel dopoguerra lavorò anche per la coop. Sacmi. Fedele ai valori della Resistenza, è stato militante e dirigente dell”Anpi; negli ultimi anni ha ricoperto anche l”incarico di dirigente locale dell”Anppia (l’Associazioni nazionale perseguitati politici italiani antifascisti). Attivo in politica, ha ricoperto incarichi nell’allora Pci e ha fatto parte dell’Amministrazione comunale del suo paese natale, Fontanelice. Sposò Livia Morini, anch”essa impegnata nella Resistenza e nell”antifascismo, fu assessore all”istruzione per il Comune di Imola. 

L’ultimo saluto ad Alfiero Salieri è fissato per sabato 2 febbraio alle ore 10.15 presso la camera mortuaria di Imola. Nel frattempo sono arrivati tanti messaggi di cordoglio e i ricordi per una persona che è stata punto di riferimento per la comunità imolese e non solo.  

A partire dall’Anpi di Imola che «perde così un altro partigiano – si legge nella  nota inviata – e ne piange la scomparsa. Partecipa al cordoglio e al dolore dei figli, dei nipoti, dei parenti e degli amici. Traendone alimento per rafforzare, secondo il volere di Alfiero, la propria azione per far vivere una memoria dinamica della Resistenza e dell”Antifascismo, per difendere pace, libertà, solidarietà ed eguaglianza anche contro il pericolo di una nuova destra illiberale e reazionaria». 

Tra i tanti, anche quello della sindaca Manuela Sangiorgi: «Alfiero Salieri per anni è stato dirigente Anpi Imola, sia come segretario sia come vice presidente, profondendo sempre il suo forte impegno per diffondere alle nuove generazioni i valori di libertà, pace, democrazia, giustizia e solidarietà, alla base della lotta di Liberazione».  

Il gruppo consiliare del Partito democratico e tutto il Pd territoriale: «La nostra città, Medaglia d”Oro per la Resistenza perde un altro protagonista della Resistenza e dell”impegno per la libertà riconquistata. Mentre assistiamo anche in Italia ad episodi di una deriva culturale e valoriale che poco hanno a che fare con la nostra storia migliore e con i valori di solidarietà e attenzione agli altri che sono scritti nella nostra Costituzione, si assottiglia per ragioni anagrafiche il numero dei testimoni diretti delle vicende che portarono l”Italia alla libertà dopo gli anni bui del fascismo e della guerra». A firmarlo i consiglieri Fabrizio Castellari, Giacomo Gambi, Marco Panieri, Daniela Spadoni, Roberto Visani. 

Molti hanno utilizzato i social network per un saluto e un ricordo. Come Daniele Manca, già sindaco di Imola e deputato Pd che scrive su Facebook: Alfiero Salieri era «una persona straordinaria che generava sicurezza; trasmetteva anche nel portamento i valori migliori della lotta di Liberazione per i quali ha da sempre combattuto. Mai si è fermato di fronte alla necessità di trasmettere ai giovani le radici per vivere in una comunità libera, democratica, solida nei suoi valori autentici». E ancora «Ci mancherà ma il suo insegnamento sono certo ci guiderà anche verso il futuro. Ho avuto l”onore di iniziare le scuole elementari con la mitica Livia Morini, sua moglie, e di fare il Sindaco e di confrontarmi con il Cidra e con l”Anpi con Alfiero! Un grandissimo privilegio che resta dentro di me».

Nella foto Alfiero Salieri

Cordoglio per la scomparsa di Alfiero Salieri, partigiano e antifascista. Il funerale sabato 2 febbraio
Cultura e Spettacoli 11 Dicembre 2018

In un libro di Roberta Mira edito da Coop Bacchilega il repertorio delle stragi nazifasciste nel territorio imolese

Quando si parla di stragi naziste e fasciste la mente va subito a episodi come Marzabotto, Sant’Anna di Stazzema o le Fosse Ardeatine, ma, oltre a questi terribili avvenimenti, sono innumerevoli i fatti violenti terminati con l’uccisione di persone avvenuta non in combattimenti o scontri con i partigiani, ma per rappresaglia o per altre azioni fini a se stesse perpetrate contro i civili o comunque persone indifese.

Anche il nostro territorio non è stato immune da episodi di sangue ed è stato possibile documentarli con precisione grazie all’imponente lavoro che ha permesso di pubblicare l’Atlante delle stragi naziste e fasciste compiute tra l’estate del 1943 e la primavera del 1945 in Italia.

La storica bolognese Roberta Mira ha esaminato in particolare i fatti legati al nostro territorio e ne è nata una pubblicazione intitolata «Stragi naziste e fasciste nell’imolese», edita da Bacchilega editore. Il suo accurato lavoro ha portato alla realizzazione di 89 schede di episodi avvenuti nel nostro territorio e di 11 episodi avvenuti altrove, che hanno coinvolto persone residenti nel circondario, per un totale di 100 schede.

Le vittime complessive per questi casi di violenza sono 179 sul territorio imolese, che salgono a 220 con le persone uccise fuori dai suoi confini.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 dicembre

Nella foto dell”Archivio Cidra un”immagine del gennaio 2944 davanti al poligono di tiro di Bologna, in via Agucchi, prima della fucilazione di antifascisti, tra cui gli imolesi Alfredo e Romeo Bartolini, Alessandro Bianconcini e il professor Francesco D”Agostino 

In un libro di Roberta Mira edito da Coop Bacchilega il repertorio delle stragi nazifasciste nel territorio imolese
Cronaca 3 Dicembre 2018

Una delegazione russa ha deposto una corona davanti alle lapidi di tre partigiani sovietici morti nella Resistenza

Una delegazione russa, composta dal direttore del Centro Russo di Scienza e Cultura a Roma Oleg Osipov e dallo storico Michail Talalay, ha deposto oggi una corona al Cimitero del Piratello davanti alle lapidi dei tre partigiani ignoti russi morti durante la Lotta di Liberazione, poste nel sacrario dei caduti della Resistenza. Ad accompagnarli c”erano l”assessore al Bilancio e risorse umane del Comune di Imola Claudio Frati e il presidente dell”Anpi di Imola Bruno Solaroli.

Il 3 dicembre in Russia si celebra ogni anno dal 2014 il Giorno del Milite Ignoto, in memoria di soldati russi e sovietici morti nei vari conflitti fuori e dentro il loro paese. La scelta è caduta su questo giorno perché il 3 dicembre del 1966, data del 25° anniversrio della sconfitta delle truppe tedesche vicino a Mosca, in una solenne cerimonia furono trasferite le ceneri di un soldato sconosciuto sepolto in una fossa comune al 41° chilometro dell”autostrada di Leningrado (in entrata nella città di Zelenograd) al muro del Cremlino, nel giardino Alexander.

La festività, come detto, è stata istituita per legge nel 2014, su iniziativa di un gruppo di parlamentari della Duma appartenenti a vari partiti. Il presidente Vladimir Putin vi appose la sua firma il 5 novembre di quell”anno. In questo giorno nella Federazione Russa si svolgono varie cerimonie a ricordo dei circa 2 milioni di cittadini sovietici e russi scomparsi nelle guerre e nei conflitti armati del XX e XXI secolo. Attraverso un accurato lavoro di ricerca svolo dal Ministero della Difesa, è stato possibile ricostruire il destino di circa 800.000 militari dichiarati dispersi e ogni anno decine di migliaia di persone, grazie all”aiuto del Memoriale “Banca dati generalizzata” (e-resource), trovano informazioni sui loro parenti e amici di cui si erano perse le notizie dai tempi della grande Guerra Patriottica, come viene definita in Russia la resistenza all”invasione nazista.

Nella foto la delegazione durante la cerimonia al Piratello

Una delegazione russa ha deposto una corona davanti alle lapidi di tre partigiani sovietici morti nella Resistenza
Cronaca 5 Ottobre 2018

Ca' Genasia, domani 6 ottobre la cerimonia di commemorazione dei partigiani uccisi nel 1944

In occasione del 73° anniversario della Resistenza, i Comuni e le sezioni Anpi di Imola e di Riolo Terme organizzano la manifestazione a ricordo dei partigiani del Sap Montano, che si terrà sabato 6 ottobre, alle ore 11, presso il Monumento al partigiano di Ca’ Genasia, in via Sabbioni; inter-verranno Claudio Frati, assessore del Comune di Imola, Francesca Merlini, vice sindaco del Comune di Riolo Terme, e Romano Bacchi-lega, dell’Anpi di Imola. Saranno presenti anche alcune classi di istituti comprensivi di Imola e di Riolo Terme.

II Battaglione Sap Montano partecipò attivamente alla lotta ai nazifascismi, infatti fu costituito quando gli sviluppi della guerra di liberazione suggerirono la necessità di affrontare la nuova situazione derivata dalla liberazione di Roma, avvenuta il 4 giugno 1944, e dalle forze tedesche in ritirata, il Comando unico Emilia Romagna (Cumer), in accordo col Comando partigiano del Cln di Imola, convenne sull’opportunità di costituire un’unità partigiana omogenea di media entità nelle colline alla sinistra del Santerno, nelle località di Torano, Monte-catone, Monte della Valle, Casalfiumanese, e sulle colline della destra, nelle località di Ghian-dolino, Goccianello, Bergullo, Pediano, Toranello, Codrignano, Montemeldola. Alcune di queste fanno parte del Comune di Riolo Bagni.

La nuova unità, in base agli indirizzi e agli obiettivi del movimento partigiano imolese, doveva servire di collegamento con la 36ª Brigata Garibaldi Bianconcini con la funzione specifica, nell’ipotesi di una ritirata dei tedeschi, di operare assieme a reparti della 36ª e altre Sap e Gap per la liberazione di Imola.

Il sanguinoso episodio di Ca’ Genasia ebbe avvio sulla strada Imola-Codrignano, quando, presso Cà Bella Rosa, Rino, Petit e Giuliano attaccarono un carro tedesco: un soldato rimase ucciso e il carico fu abbandonato nelle mani dei partigiani. Stavano portando le vettovaglie e le munizioni verso le proprie basi quando arrivarono una quarantina di tedeschi con due autoblindo che li individuarono e diedero loro la caccia.

I partigiani si organizzarono per resistere sotto Monte Tomba ma, poiché le autoblindo non riuscivano a salire la strada fangosa, i tedeschi desistettero dall’ingaggiare il combattimento. Al calar della notte i partigiani decisero di lasciare la zona, eccetto Rino e Petit, che restarono a Ca’ Genasia.

Il mattino seguente giunse la notizia che Rino e Petit erano morti.

L”articolo completo è su «sabato sera» del 4 ottobre

La foto è tratta dal sito del Comune di Imola

Ca' Genasia, domani 6 ottobre la cerimonia di commemorazione dei partigiani uccisi nel 1944
Cultura e Spettacoli 11 Maggio 2018

Raccolta fondi per il progetto «Grüne Linie», storie e immagini dalla Linea Gotica con Wu Ming2

Imola Antifascista organizza per stasera dalle ore 18.30 presso il Centro sociale Brigata 36 (via Riccione 4) un buffet benefit e, a seguire, la presentazione, insieme al fotografo Giancarlo Barzagli, di Grüne Linie, un progetto foto-narrativo di Giancarlo Barzagli e Wu Ming 2 su luoghi, casolari e paesaggi della 36ª Brigata Garibaldi. Si tratta di una ricerca fotografica sulla memoria degli avvenimenti che ebbero come protagonista una piccola valle nell’Appennino Tosco-Romagnolo investita dal passaggio del fronte durante la Seconda guerra mondiale. Seguendo gli indizi che la storia ha lasciato sul territorio, in bilico tra ricordi d’infanzia e memoria del conflitto, il progetto traccia una linea che incrocia la storia e le testimonianze di chi ha combattuto e vissuto su queste montagne.

Grüne Linie era il nome che l’esercito tedesco aveva dato alla Linea Gotica. Quelle storie hanno lasciato segni indelebili nel paesaggio e nella memoria dei pochi testimoni rimasti. Fino al 23 maggio sarà aperta una campagna di crowdfunding per raccogliere i fondi per realizzare un libro fotografico, con un racconto inedito di Wu Ming 2 e una mappa con itinerari tematici. Si può contribuire pre-acquistando una copia del libro o gli altri pacchetti legati alla campagna di crowdfunding, per la quale andrà anche il ricavato del buffet.

Foto dal volantino dell”iniziativa

Raccolta fondi per il progetto «Grüne Linie», storie e immagini dalla Linea Gotica con Wu Ming2
Cronaca 11 Aprile 2018

Liberazione, quarta edizione del progetto «Quando un posto diventa un luogo»

Anche nel 2018, per il quarto anno, viene riproposto il progetto di arte pubblica «Quando un posto diventa un luogo» dedicato alla storia del territorio imolese dal 1943 al 1945 e che vede coinvolte le istituzioni pubbliche come il Comune, il Cidra e gli Istituti scolastici.

Dopo aver partecipato a laboratori di didattica della storia e aver incontrato i protagonisti ancora viventi della Resistenza, gli studenti hanno lavorato per riproporre i luoghi della memoria in una sorta di vera e propria re-inaugurazione. Il progetto, ideato dall”artista Annalisa Cattani, è stato sostenuto inoltre dall’Anpi, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, dal Con.Ami e dal Ciss/T di Imola e interesserà nove luoghi e monumenti della città di Imola.

Tra questi il Monumento «La Rossa» lungo il viale del Piratello, Pozzo Becca, Monumento ai Caduti nella piazza di Sasso Morelli, Monumento dei Partigiani nella piazza centrale di Ponticelli, Monumento ai Caduti di Sesto Imolese, Monumento al Partigiano di piazzale Leonardo da Vinci, Monumento di piazza Gramsci, lapidi di Maria Zanotti e Livia Venturini e lapide in piazzale Marabini

r.c.

Nella foto (dalla pagina facebook del Comune di Imola): una passata edizione

.

Liberazione, quarta edizione del progetto «Quando un posto diventa un luogo»

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast