Posts by tag: sicurezza

Cronaca 13 Giugno 2019

In funzione le telecamere targa system a Imola, controllano chi non ha assicurazione o revisione in regola

Questa settimana sono entrate in attività a Imola le 18 telecamere targa system (leggi-targa) che scansionano il traffico e permettono di riconoscere i veicoli senza copertura assicurativa o con mancata revisione. Per multare i veicoli non a norma occorre sia presente una pattuglia che, notata l’irregolarità sul tablet, ferma il conducente in tempo reale. Ma i varchi controllano costantemente il traffico agendo anche come strumento per le forze dell”ordine e in prospettiva potranno essere collegati anche ad altre banche dati per fornire informazioni utili per il controllo e la sicurezza del territorio. 

«La realizzazione del sistema risponde alla necessità delle forze di polizia dello Stato e della Polizia locale di perseguire l’obiettivo di un controllo efficace di tutti i veicoli in transito nella città e nel circondario» sottolinea Andrea Longhi, assessore alla Legalità e Sicurezza del Comune di Imola, con delega alla Polizia municipale, nell’annunciare l’avvio operativo delle nuove telecamere. Il costo di 126 mila euro è stato coperto dal Comune di Imola tramite i fondi stanziati a fine 2017 dall’allora Giunta Manca.

Le postazioni su cui sono state installate sono: in zona Punta/Montericco, Dante/Pirandello, Marconi/Vittorio Veneto, Costa/stazione ferroviaria, I Maggio/del lavoro, Cooperazione, Selice/Fossetta, San Vitale frazione di Sesto Imolese, Pisacane/ Hotel Olimpia, Montanara/ ristorante Fagiano, Lughese/Lasie, Selice/Bicocca. (l.a.)

Altri particolari sul “sabato sera” del 13 giugno.

Nella foto una pattuglia della municipale di Imola controlla il tablet del “targa system” mobile (foto d”archivio)

In funzione le telecamere targa system a Imola, controllano chi non ha assicurazione o revisione in regola
Cronaca 17 Maggio 2019

Domani sabato 18 maggio il saggio di educazione stradale per la prima volta all'autodromo

A conclusione del percorso di educazione stradale per questo anno scolastico domani, sabato 18 maggio, la polizia municipale organizza il 34° Saggio di educazione stradale, che per la prima volta si svolgerà all’autodromo «Enzo e Dino Ferrari».

Il programma prevede il ritrovo alle ore 9 al paddock dell’autodromo con i ragazzi di quinta elementare e tutti gli adulti che vogliono partecipare. Alle ore 9.15 partenza in bicicletta per percorrere una parte della pista (non sarà completato l’intero giro). Al ritorno al paddock, i ciclisti saranno accolti dalla Banda musicale di Imola. Alle 9.45, inoltre, è previsto l’arrivo degli studenti delle scuole medie che la polizia locale ha incontrato durante l’anno scolastico con un progetto che parla di legalità, percezione del rischio, guida in stato di ebbrezza. All’iniziativa sono stati invitati anche i circa 400 bimbi di 5 anni delle scuole dell’infanzia.

Alle ore 10 si svolgeranno le premiazioni del concorso fotografico Obiettivo Sicurezza Urbanae del concorso grafico Immagine sul Patentino del ciclista: il segnale che vorrei. Il concorso, che ha visto in gara tutte le 19 classi quinte che hanno svolto il programma di educazione stradale, è stato vinto dalla classe 5ª B Cappuccini con un disegno che rappresenta un segnale di obbligo (tondo blu) con all’interno un caschetto per la bici e lo slogan “Se in bici vuoi andare… il casco devi agganciare”, che verrà stampato sui Patentini del ciclista e sulle magliette, che saranno consegnati a tutti i ragazzi che parteciperanno al Saggio finale di educazione stradale.

Alle ore 10.30 si svolgeranno dimostrazioni di pronto intervento da parte di polizia locale, carabinieri, polizia di Stato, polizia stradale, vigili del fuoco, 118, Cri, protezione civile, Gev, Volontari civici, volontari del centro anziani Tiro a Segno. Ci saranno veicoli speciali e attrezzature, quali etilometro, autovelox, targa system, e occhiali che, grazie a lenti particolari che deformano e limitano la percezione visiva, simulano gli effetti dell’abuso di alcool sulle attività e i comportamenti. (r.cr.)

Nella foto lezione di educazione stradale alla scuola di Chiusura

Domani sabato 18 maggio il saggio di educazione stradale per la prima volta all'autodromo
Cronaca 17 Aprile 2019

Gli effetti del Decreto Salvini nel territorio imolese: a rischio il sistema di accoglienza diffusa e molti posti di lavoro

In quanti si sono accorti che il circondario imolese sta accogliendo 190 migranti? Forse in pochi e non è un caso. Sul territorio, infatti, dal 2016 è attivo un sistema di accoglienza diffusa, un progetto che dipende dal Circondario e che coinvolge quattro comuni: Imola, Casalfiumanese, Castel San Pietro e Castel Guelfo. Qui sono attivi 18 punti, tra Centri di accoglienza straordinaria (Cas) e sistemi di seconda accoglienza, i cosiddetti Sprar (Sistemi di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Il progetto, nato su spinta di Trama di terre e Caritas, promuove forme di accoglienza integrata assieme alle istituzioni locali, centrata sull’inserimento sociale ed economico delle persone accolte e sulla tutela dei diritti di asilo.

Il decreto Salvini su immigrazione e sicurezza rischia di smantellare tutto ciò. L’allarme arriva dal Comitato territoriale pace e diritti, nato lo scorso settembre e composto da 12 associazioni di volontariato, 3 sindacati e 5 partiti, più singoli cittadini. «I gestori avranno un ruolo di guardiani e non più di operatori di accoglienza  – spiega Tiziana Dal Pra di Trama di terre -. Per questo noi, così come molti altri enti, non parteciperemo alla nuova gara di appalto per la gestione dei centri di accoglienza, in scadenza il 27 aprile.

In attesa degli esiti del bando, le gestioni attuali sono state prorogate fino al 30 giugno. Poi non si sa. Le nuove strutture potranno accogliere, a differenza di ora, solo chi ha già ottenuto la protezione internazionale, escludendo così le persone richiedenti asilo». I nuovi capitolati di gara riducono il numero di operatori sociali in rapporto al numero delle persone accolte. Anche l’importo giornaliero pro capite passerà, per i centri in accoglienza in rete fino a 50 posti, da 35 a 21,35 euro, tagliando in questo modo tutta una serie di servizi finora garantiti come, ad esempio, l’insegnamento della lingua italiana e il supporto psicologico. Una conseguenza diretta sarà anche la perdita di posti di lavoro.

«Oggi nel circondario – prosegue Dal Pra – sono una trentina gli operatori fissi assunti all’interno delle strutture esistenti, numero che sale a 45 se si considerano le figure professionali con contratti a carico delle associazioni: psico-terapeuti, insegnanti di italiano, operatori degli sportelli lavoro».A livello metropolitano, conferma la segretaria generale della Cgil di Imola, Mirella Collina «ci sono circa 300 operatori, senza contare l’indotto. Dai tavoli metropolitani si evince che potrebbe esserci una riduzione di posti di lavoro del 50 per cento». Per sensibilizzare istituzioni e cittadini su quanto potrebbe ac-cadere al positivo modello locale di accoglienza, il Comitato pace e diritti ha organizzato una serie di iniziative dal titolo “Territori accoglienti”. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 aprile

Nella foto un momento della presentazione della rassegna “Territori accoglienti”

Gli effetti del Decreto Salvini nel territorio imolese: a rischio il sistema di accoglienza diffusa e molti posti di lavoro
Cronaca 10 Aprile 2019

Sicurezza, l'importanza dei gruppi di controllo del vicinato. Il racconto del referente di Castello Alessandro Collina

Nacquero otto anni fa i primi gruppi di controllo del vicinato su un’intuizione dei cugini guelfesi Elena e Federico Visentin, ideatori del sistema «Tamtam Fadora» tramite sms. Una rete auto-organizzata di cittadini cresciuta nel tempo grazie anche alle applicazioni gratuite come Whatsapp il cui scopo era, ed è tuttora, elevare il livello di attenzione e far sì che i cittadini potessero essere d’aiuto nella prevenzione e risoluzione dei reati attraverso segnalazioni alle forze dell’ordine, in particolare contro ladri e furti in appartamento. Un modo per far sentire tutti più sicuri, meno soli, partecipi e consapevoli, senza inutili allarmismi creati dalla paura. In questi anni tra i comuni del circondario imolese e Ozzano Emilia i gruppi sono diventati alcune decine e sono stati parecchi gli episodi in cui si sono rivelati efficaci e fondamentali.

Recentemente tra Sesto Imolese e Castel San Pietro, ad esempio, hanno permesso di individuare e denunciare gli autori dell’ennesima «truffa dello specchietto», sgradevole trucchetto per estorcere denaro fingendo un fantomatico urto tra due auto e relativo danno, normalmente allo specchietto retrovisore (leggi la news). Sotto il Cassero i gruppi di controllo del vicinato sono comparsi tra il 2015 e il 2016, dopo un primo avvio nella zona di Poggio. «C’è il gruppo del capoluogo (il centro città), quello di Poggio, Osteria Grande, Molino Nuovo e Gallo Bolognese – illustra il referente di Castello Alessandro Collina -, più quello dei commercianti utilizzato principalmente per le truffe e i furti nei negozi o nelle aziende. Siamo collegati anche con i gruppi della provincia di Ravenna. Per iscriversi bisogna contattare l’indirizzo mail gruppivicinato@ gmail.com oppure su Whatsapp il numero 392/3486900». Proprio l’anno scorso la rete castellana è stata interessata da un profondo restyling. In particolare per quello del capoluogo, «ci sto lavorando con Sauro Serotti – precisa Collina – ora è in rete con gli altri ed è stata creata una pagina Facebook, ci sono diversi nuovi iscritti ma ne sarebbero necessari altri». (da.be.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 4 aprile.

Nella foto: da sinistra l”avvocato penalista Giovanni Cerri, il professore universitario Costantino Cipolla, Alessandro Collina ed il segretario nazionale Ugl polizia di Stato Gianni Pollastri

Sicurezza, l'importanza dei gruppi di controllo del vicinato. Il racconto del referente di Castello Alessandro Collina
Cronaca 25 Marzo 2019

Siccità e temperature superiori alla media, stato di attenzione per gli incendi boschivi fino al 2 aprile in tutta la regione

Fino a martedì 2 aprile è in vigore lo “stato di attenzione” per gli incendi boschivi in tutta l’Emilia-Romagna. La decisione, presa dall’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile dopo un incontro tecnico che si è svolto in Regione e al quale hanno partecipato anche la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco, il Comando Regione Carabinieri Forestale e Arpae, è motivata dai numerosi focolai di incendio già verificatisi in tutte le province, favoriti dall’assenza di piogge significative, unite a temperature notevolmente superiori alla media stagionale.

Il provvedimento, firmato dal direttore dell’Agenzia regionale Maurizio Mainetti, raccomanda di usare cautela quando si bruciano stoppie, legname e altri residui vegetali durante i lavori agricoli e forestali. Queste operazioni non sono infatti vietate dal Regolamento forestale regionale, ma soltanto disciplinate con una serie di prescrizioni e in ogni caso, prima di procedere, occorre darne comunicazione ai Vigili del fuoco al numero verde 800841051. Sono tuttavia possibili divieti emanati dai singoli Comuni in riferimento al loro territorio. (r.cr.)

Siccità e temperature superiori alla media, stato di attenzione per gli incendi boschivi fino al 2 aprile in tutta la regione
Cronaca 11 Marzo 2019

Svolta obbligata a destra per chi esce dall'A14 a Castel San Pietro: soluzione provvisoria in attesa della rotatoria

Svolta obbligata a destra per chi si immette sulla San Carlo provenendo dal casello dell’A14. Per ritornare verso Castel San Pietro occorrerà andare fino alla rotatoria di Ca’ Bianca-Outlet, scendere e ritornare indietro. Questa l’idea della Città metropolitana, in accordo con il sindaco di Castel San Pietro, nonché vicesindaco metropolitano, Fausto Tinti, nell’attesa che si sblocchi l’impasse tra Autostrade per l’Italia Spa (Aspi) e Governo sulla quarta corsia e la rotonda. A raccontarlo è lo stesso Tinti: «E’ una proposta che nasce dalle indicazioni dei tecnici della Viabilità e che io sottoscrivo vista la pericolosità di quell’intersezione». La Città metropolitana (titolare della strada) ha inviato una lettera a Società Autostrade «perché la scelta inciderà sullo svincolo che è di proprietà di quest’ultima – precisa Tinti -, e sarà informato anche il ministero dello Sviluppo economico».

Una soluzione provvisoria per migliorare la sicurezza di uno dei punti critici castellani. «Ogni anno rileviamo una settantina di incidenti nel nostro territorio, quell’intersezione è dove interveniamo più spesso» conferma Leonardo Marocchi della municipale castellana. Nel 2018 si parla di sei incidenti di cui cinque con feriti per la sola municipale, a questi ne vanno aggiunti «almeno un paio al mese con soli danni ai mezzi che si concludono con la constatazione amichevole» e quelli nei quali sono intervenute altre forze dell’ordine, in particolare in orario notturno.

E’ ormai una decina d’anni che le amministrazioni susseguitesi hanno cercato soluzioni. Come non ricordare, ad esempio, la travagliata discussione con Società Autostrade in merito al quinto braccio della rotonda per la cittadella dello sport e commercio di Decathlon, tramontata negli anni della crisi economica. Quando finalmente, mesi fa, è giunta a termine la progettazione dell’ampliamento dell’A14 con annessa rotonda, sembrava che i cantieri dovessero partire a breve, invece si è bloccato tutto. «La rotatoria all’uscita del casello – continua il sindaco -, così come tutto l’ampliamento dell’A14, è arrivata alla progettazione esecutiva dopo un percorso conclusosi nel 2018 con le Conferenze dei servizi, ed è pronta per la gara pubblica. Il progetto è fermo tra i ministeri dello Sviluppo economico e quello dell’Ambiente per le “verifiche tecniche di ottemperanza delle prestazioni”, questo è quanto mi hanno detto. Ma sia chiaro, ad oggi Regione Emilia Romagna ed enti locali hanno fatto tutto quanto compete loro. Ora tocca a Governo e Autostrade» conclude Tinti.

Non a caso Tinti ha appoggiato, insieme ai colleghi di Dozza, Ozzano, Medicina e Castel Guelfo, per rimanere nel circondario e dintorni, la manifestazione che si è svolta sabato, voluta dal sindaco metropolitano Virginio Merola, per sollecitare il Governo a sbloccare le infrastrutture per l’Emilia Romagna, a partire dal passante di mezzo, per molti versi strettamente intrecciato con la quarta corsia. (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 marzo 

Nella foto l”uscita del casello dell”A14 sulla San Carlo

Svolta obbligata a destra per chi esce dall'A14 a Castel San Pietro: soluzione provvisoria in attesa della rotatoria
Cronaca 7 Marzo 2019

Per i semafori di Toscanella in arrivo luci a led e sincronizzazione, l'obiettivo è migliorare la sicurezza

A breve verrà messa in atto l’annunciata sincronizzazione dei semafori lungo la via Emilia che attraversa Toscanella in modo da ridurre i tempi di attraversamento del centro abitato. Sarà il tassello finale di una serie di interventi avviati questa settimana con l’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale e soprattutto cercare di ovviare agli annosi problemi di attraversamento nella frazione cresciuta attorno alla via Emilia.

La prima parte dell’intervento consiste nella sostituzione delle lanterne semaforiche nell’impianto presente tra la statale, via Poggiaccio e piazza Gramsci con dei led. Questo consentirà un risparmio energetico, oltre a migliorare la visibilità rispetto a quelle attuali ad incandescenza, vecchie ed obsolete, e ad aumentare la sicurezza della viabilità. Inoltre «diminuirà il rischio di guasti, riducendo conseguentemente anche i disagi alla circolazione stradale» garantiscono dal Comune.

Successivamente si procederà alla sincronizzazione dei due semafori della frazione in modo da creare un flusso continuo con una velocità di percorrenza contenuta a circa 40 chilometri orari, in grado di offrire migliori standard di sicurezza, in particolare per pedoni e ciclisti, nonché minori emissioni inquinanti e rumore. «La sincronizzazione verrà monitorata nel tempo per verificarne l’efficacia e la necessità di aggiustamenti – commenta il sindaco Luca Albertazzi –. Con questa “onda verde” le code che si creeranno nei periodi di massimo flusso saranno confinate al di fuori del centro abitato portando a Toscanella importanti benefici. Questi interventi erano attesi anche a livello sovracomunale essendo la via Emilia un’arteria di collegamento molto utilizzata». (r.cr.)

Per i semafori di Toscanella in arrivo luci a led e sincronizzazione, l'obiettivo è migliorare la sicurezza
Cronaca 27 Gennaio 2019

Scoperta a Imola dalla Polizia municipale un'auto con targa estera che aveva accumulato 432 multe mai pagate

Era stata multata ben 432 volte per avere sostato gratis nei parcheggi a pagamento imolesi, ma nessuna delle sanzioni era mai stata pagata. La scoperta è stata fatta dalla Polizia municipale di Imola nell’ambito dei normali controlli svolti per verificare la regolarità dei documenti degli automobilisti in circolazione e, da quando è in vigore il Decreto sicurezza, la regolarità delle auto con targhe straniere che circolano sulle strade del territorio comunale.

Proprio un controllo effettuato da una pattuglia su un’auto con targa estera, alla cui guida era una cittadina comunitaria residente in Italia, ha portato alla luce, in seguito ad un più approfondito controllo, l’esistenza delle 432 sanzioni insolute relative ad altrettante “soste abusive” dell’auto in questione dal 2013 ad oggi. Tali sanzioni non erano state pagate a causa dell’impossibilità di risalire al proprietario per potergli notificare il verbale: l’auto era infatti immatricolata all’estero (in un paese comunitario) e sulla violazione del Codice della Strada compiuta, la sosta irregolare, gli accordi internazionali tra i paesi non consentono scambi di informazioni.Una situazione completamente cambiata dopo le modifiche al Codice della Strada introdotte dal Decreto sicurezza, che considerano il conducente del mezzo ‘obbligato in solido’, ovvero tenuto a pagare le sanzioni al pari del proprietario, eliminando in questo modo possibilità di aggirare la legge.

Dopo il controllo, dunque, alla conducente saranno notificate 13 sanzioni, quelle accertate a carico del mezzo da lei guidato a partire dal 4 dicembre 2018, giorno della conversione in legge del Decreto sicurezza. Non solo: alla signora è stata contestata dalla Polizia municipale anche la violazione del nuovo articolo 132 del Codice della Strada, con l’applicazione di quanto previsto per chi circola da più di un anno sul territorio italiano con un veicolo immatricolato estero: 712 euro di sanzione pecuniaria e l’immediata sospensione dalla circolazione del veicolo, che è stato quindi trasportato, tramite carro appositamente attrezzato, in un luogo non soggetto a pubblico passaggio. Toccherà ora alla conducente, se vorrà evitare la confisca del mezzo, provvedere entro 180 giorni alla immatricolazione del veicolo in Italia o alla richiesta del foglio di via per condurlo oltre confine. 

I controlli della Pm hanno portato, inoltre, ad elevare la stessa sanzione ad altri tre cittadini comunitari, questa volta per la violazione dell’art. 93 del Codice della Strada, vale a dire per avere circolato alla guida di un veicolo immatricolato all’estero e con targa straniera, pur essendo residenti in Italia da più di 60 giorni. Anche in questi tre casi sono state comminate la sanzione pecuniaria di 712e euro e la sospensione dalla circolazione.

«Si tratta di una norma efficace, decisa dal governo per contrastare l’elusione delle sanzioni previste dal codice della strada, dovuta alla difficoltà di rintracciare il domicilio estero del proprietario dell’auto – sottolinea Andrea Longhi, assessore alla Legalità e Sicurezza con delega alla Polizia Municipale del Comune di  Imola – , ed in particolare per evitare la circolazione incontrollata di veicoli con targa straniera che sfuggono più facilmente agli accertamenti amministrativi consentendo ai proprietari di viaggiare spesso in spregio al codice della strada».

Per chi intende mettersi in regola, comunque, l’Amministrazione comunale informa che il Comando di Polizia municipale di Imola è a disposizione per fornire tutte le informazioni utili al fine di regolarizzare la propria posizione ed evitare quindi di incorrere nelle sanzioni previste. (r.cro.)

Scoperta a Imola dalla Polizia municipale un'auto con targa estera che aveva accumulato 432 multe mai pagate
Cronaca 24 Gennaio 2019

Il ponte di Filetto è solido, ma va ripristinata la briglia e intanto resta il divieto per i mezzi pesanti

Chi attraversa ogni giorno il ponte di Filetto, che passa sopra il Santerno lungo la via Maddalena nei pressi di Fontanelice, può dormire sonni più tranquilli. La struttura non presenta, al momento, alcuna anomalia. Questo è quanto sta scritto nella relazione, finalmente completata e resa nota, avviata dopo la scoperta di alcuni problemi alla piccola diga che si trova alla sua base e il timore di eventuali dubbi anche sulla stabilità strutturale del ponte. Per il momento, però, l’ordinanza per le limitazioni al transito rimane in vigore.

Il ponte è sotto sorveglianza da quando, nel marzo del 2017, venne segnalato che la briglia non funzionava più a dovere. Si tratta di una piccola diga, realizzata anni fa, con l’obiettivo di rallentare la potenza del flusso in modo tale che i pilastri del ponte non fossero continuamente messi sotto sforzo dalla corrente del fiume. L’acqua, però, invece di passare sopra la briglia, come avrebbe dovuto fare, aveva iniziato a passarci sotto. Tutto faceva pensare che si fosse creato un foro, detto sifone, come in effetti è stato poi dimostrato da un controllo dei sommozzatori. A quel punto il Servizio Area Reno e Po di Volano, a cui competono le opere nell’alveo del fiume, ha ordinato di effettuare dei controlli e, nel contempo ridurre l’impatto sul ponte introducendo delle limitazioni al peso dei veicoli in transito.

L’esame a cui è stata sottoposta in questi mesi la struttura lo dettaglia il responsabile dell’Ufficio tecnico associato del Circondario, Carlo Arcangeli: «Abbiamo affidato all’ingegnere Maccaferri l’incarico di produrre una relazione attraverso una verifica strumentale della stabilità. Sono stati svolti vari tipi di analisi: alcune visive con un cestello particolare che permetteva di vedere al di sotto della struttura, inoltre sono state poste delle sonde controllate dal satellite per capire la movimentazione della struttura». L’ispezione «non ha evidenziato alcuna anomalia», il ponte è solido. «Tuttavia – aggiunge Arcangeli -, ora serve un piano da parte del Servizio Area Reno e Po di Volano perché si deve comunque intervenire nell’alveo per non rischiare che si scalzi il basamento del ponte. Occorre un tempestivo ripristino della briglia» conclude.(re.co.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 17 gennaio

Il ponte di Filetto è solido, ma va ripristinata la briglia e intanto resta il divieto per i mezzi pesanti
Cronaca 17 Gennaio 2019

Conclusi a Castel San Pietro i lavori per rettificare l'alveo del Sillaro e allontanarlo dalla strada comunale

Il corso del torrente Sillaro ha subito una lieve rettifica a ridosso della strada comunale Destra Sillaro, a 1,7 chilometri da San Clemente, nel territorio del comune di Castel San Pietro Terme. Non si è trattato di un evento spontaneo, ma dell”esito di un intervento che la Regione Emilia-Romagna ha compiuto per allontanare il torrente dalla strada.

L”erosione della sponda destra del Sillaro, infatti, aveva determinato un pericoloso avvicinamento del corso d”acqua alla sede stradale, che si trovava a meno di 10 metri. I lavori si sono dunque resi necessari per tutelare la strada comunale. A tal fine l”alveo di magra del torrente (ossia la porzione che resta bagnata anche in condizioni di magra) è stato deviato verso una posizione più centrale rispetto alla sua sede demaniale, con il risultato che il punto più vicino alla strada ora dista 95 metri.

Non è escluso, viste le caratteristiche della zona, che in futuro si rendano necessari altri interventi da parte del Comune. In quel tratto infatti, come scrive l”Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile-Servizio Area Reno e Po di Volano nella comunicazione di conclusione dei lavori, «il torrente Sillaro scorre in un normale e ampio alveo demaniale pedecollinare a morfologia instabile, con predisposizione alla ramificazione e tendenza al deposito del materiale più grossolano e a possibili erosioni spondali, generate dai filoni di corrente dei depositi alluvionali».

Intanto il sindaco di Castel San Pietro, Fausto Tinti, sottolinea l”importanza dell”intervento realizzato dalla Regione «grazie alle puntuali azioni messe in campo dai consiglieri regionali Francesca Marchetti e Roberto Poli». «Il territorio prosegue Tinti – va monitorato e curato con attenzione e noi in questi anni l”abbiamo fatto, utilizzando tutte le risorse e le opportunità disponibili».

Soddisfatta «della positiva sinergia e collaborazione» si definisce anche la consigliera regionale castellana Francesca Marchetti, che aggiunge: «Vista la particolare natura del territorio, sarà importante anche in futuro valutare le necessità e ciò non può prescindere da azioni di prevenzione. Sono certa che si manterrà questa proficua relazione tra Comune e Regione, riducendo i disagi per la popolazione». (r.cro.)

Nella foto il Sillaro prima e dopo l”intervento

Conclusi a Castel San Pietro i lavori per rettificare l'alveo del Sillaro e allontanarlo dalla strada comunale

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