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Cronaca 7 Aprile 2021

Mense scolastiche biologiche, all’Emilia-Romagna quasi 1,5 milioni di euro. Tra i destinatari anche Medicina e Ozzano

Biologico è la parola d’ordine nelle mense delle scuole della Regione. Per il terzo anno consecutivo, infatti, l’Emilia-Romagna si è aggiudicata aggiudica la quota più alta prevista dal Fondo per le mense scolastiche biologiche: 1 milione e 471mila euro di risorse su 5 milioni di euro complessivi. Tra le amministrazioni locali e le imprese destinatarie anche il Comune di Medicina (oltre 32mila euro) e la Solaris srl (69mila euro), stazione appaltante tra le altre del Comune di Ozzano

La Giunta regionale ha così approvato, con un provvedimento, la ripartizione dei fondi,  relativi al 2020, trasferiti dal ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali alle amministrazioni locali che offrono il servizio di refezione scolastica biologica. Si tratta di risorse che servono a coprire le maggiori spese sostenute per l’erogazione dei pasti bio senza aumentare il costo della refezione scolastica a carico delle famiglie.  Gli importi, che ammontano a 1 milione e 471mila euro corrispondenti a circa 8 milioni di pasti erogati nel 2020, sono calcolati in base al numero di beneficiari del servizio di ristorazione scolastica in ciascun ambito territoriale e relativi alle stazioni appaltanti che gestiscono le mense scolastiche biologiche, in possesso dei requisiti previsti dal decreto ministeriale. (da.be.)

Foto dal sito della Regione Emilia-Romagna

Mense scolastiche biologiche, all’Emilia-Romagna quasi 1,5 milioni di euro. Tra i destinatari anche Medicina e Ozzano
Cronaca 30 Gennaio 2020

Per la casetta di Felicino un progetto per quattro nuovi alloggi, in arrivo risorse dal Sisma Bonus

Il 2020 potrebbe finalmente essere l’anno buono per vedere rinascere la «casetta di Felicino», così come viene chiamata da molti castellani la palazzina di alloggi popolari di via Carducci, nel parco Lungosillaro di Castel San Pietro, non lontano dalla sede degli scout. Fino al 2012 la palazzina è stata abitata da alcuni anziani assegnatari degli allora 5 appartamenti. Poi il terremoto del 2012 (ma già quello del 2003) e la siccità dell’estate di otto anni fa avevano portato a dichiarare inagibile la struttura e traslocare i residenti. Da allora l’immobile è vuoto e inagibile.

A riportare lo stabile a nuovo splendore sarà Solaris Srl, la società in house che gestisce il patrimonio dell’edilizia residenziale pubblica (Erp) per i comuni di Castel San Pietro, Ozzano Emilia, Monterenzio e Dozza. L’idea, già anticipata lo scorso anno, è quella di demolire completamente l’attuale costruzione eccessivamente danneggiata e realizzare un nuovo immobile perché ristrutturare sarebbe troppo costoso, sebbene avrebbe consentito l’ottenimento di un contributo regionale da 160 mila euro per l’adeguamento energetico. Ora la novità è che Solaris potrà beneficiare dei finanziamenti statali del cosiddetto Sisma Bonus per un massimo di 80 mila euro per unità abitativa, una bella cifra se moltiplicata per i quattro appartamenti da ricavare nella nuova palazzina. 

Secondo il nuovo progetto e per rientrare nel Sisma Bonus, la nuova casetta di Felicino si svilupperà su un piano solo (e non più su due) e avrà quattro appartamenti più grandi di quanto previsto nel progetto precedente. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 23 gennaio

Per la casetta di Felicino un progetto per quattro nuovi alloggi, in arrivo risorse dal Sisma Bonus
Cronaca 21 Gennaio 2020

Castel San Pietro proroga al 31 marzo la validità delle graduatorie per gli alloggi Erp

La Giunta Comunale di Castel San Pietro ha prorogato al 31 marzo 2020 la validità delle graduatorie per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) e per gli appartamenti a canone calmierato, gestiti da Solaris, la società pubblica che gestisce l”assegnazione degli alloggi e altri servizi per conto del Comune di Castel San Pietro.

Poiché la validità dell’attestazione ISEE, che viene utilizzata per la valutazione del disagio economico, è stata recentemente modificata a livello nazionale portandola al 31 dicembre di ogni anno, è stato necessario posticipare l’uscita delle nuove graduatorie, prevista per fine dicembre 2019, alla primavera 2020, in modo da poter attribuire i punteggi di valutazione secondo i valori ISEE aggiornati.

I nuclei che erano già in graduatoria e quelli che nel periodo giugno-dicembre 2019 avevano presentato una nuova domanda o apportato aggiornamenti a quella già presentata devono necessariamente presentare a Solaris la DSU con il valore ISEE relativo all’anno 2020, entro le ore 12 di venerdì 28 febbraio. (r.cr.)

Castel San Pietro proroga al 31 marzo la validità delle graduatorie per gli alloggi Erp
Cronaca 13 Gennaio 2020

Con i nuovi lampioni a led risparmio per la bolletta a Castel San Pietro

A partire dai primi giorni del nuovo anno appena iniziato, il nuovo gestore dell’illuminazione pubblica a Castel San Pietro è la cooperativa modenese Cpl Concordia, specializzata in energy management e servizi per l’efficientamento energetico, che si occuperà della manutenzione ordinaria e straordinaria, ergo del corposo intervento di sostituzione dei lampioni più vecchiotti che partirà in primavera.
Cpl si è guadagnata l’incarico per i prossimi quattro anni (più uno eventuale di proroga) vincendo la gara pubblica per l’assegnazione del servizio secondo i criteri richiesti dal nuovo contratto stilato da Solaris, la società in house della quale il Comune di Castel San Pietro è socio che per conto dell’ente locale gestisce servizi come gli alloggi Erp, la refezione, i cimiteri e, appunto, l’illuminazione pubblica.

Come già anticipato un paio di anni fa, quando il Consiglio comunale aveva approvato la gestione del servizio sempre in capo a Solaris e al tempo stesso il nuovo tipo di contratto, la novità più rilevante è il corposo capitolo riservato agli investimenti per interventi di efficientamento energetico volti a ridurre i consumi e le emissioni inquinanti luminose.
Complessivamente, oltre mille lampade (su 4 mila totali) saranno sostituite con led di ultima generazione in tutto il territorio castellano grazie ad un investimento da parte di Solaris di circa 36 mila euro annui (il 10% del contratto siglato con il Comune che complessivamente ammonta a 368 mila euro all’anno per il decennio 2018-2027).
I lavori di ammodernamento dei punti luce, elaborati seguendo le linee guida del Pric (il Piano regolatore dell’illuminazione comunale), inizieranno in primavera. (mi. mo.)

Ulteriori particolari sul numero del Sabato sera del 9 gennaio

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

Con i nuovi lampioni a led risparmio per la bolletta a Castel San Pietro
Cronaca 25 Maggio 2019

La nuova illuminazione per abbellire le piazze di Castello farà bene anche all'ambiente e ai conti del Comune

Solaris ha deciso di utilizzare la luce per valorizzare le piazze XX Settembre e Acquaderni, cuore del centro storico castellano. Un pezzo del Progetto presentato nei giorni scorsi, che ha come obiettivo sia dare risalto all’aspetto culturale ed artistico dei beni storici del territorio sia la riqualificazione e il risparmio energetico, con la promessa di poter utilizzare le economie prodotte per abbattere, in prospettiva, i costi dell’illuminazione pubblica per il Comune. L’intervento, presentato nei giorni scorsi, si inserisce nel nuovo contratto di servizio sottoscritto a marzo 2018, con il quale il Comune di Castello ha confermato per altri dieci anni l’affidamento della gestione degli impianti di illuminazione pubblica alla Solaris, società della quale detiene il 64,40% delle quote (poi c’è Ozzano Emilia al 27,60%, le rimanenti sono di Dozza e Monterenzio). 

Il nuovo contratto contiene diverse novità rispetto al precedente, sia in termini di modalità di variazione del canone, che in termini di possibilità di realizzare interventi prima non possibili per Solaris. Ad esempio, la programmazione di interventi di riqualificazione energetica e ammodernamento degli impianti ed evoluzione tecnologica utilizzando una quota pari al 10% del canone annuo complessivo. Il contratto prevede anche che Solaris possa realizzare interventi di manutenzione straordinaria che prevedono nuovi impianti, su affidamento sempre da parte del Comune. Le economie derivanti dai risparmi energetici ottenuti si potranno utilizzare per ulteriori interventi analoghi, oppure all’inizio del quinto anno il Comune potrà valutare di diminuire il canone annuo. Sono previsti complessivamente interventi per 165.600 euro nei primi cinque anni e una quota variabile tra 184.000 e 261.000 nei successivi cinque (in base, come detto, all’eventuale ricontrattazione del canone).

Il progetto deriva dalla redazione del Piano regolatore dell’illuminazione comunale (Pric) di cui si è occupata sempre Solaris nei mesi scorsi. Il Pric è uno strumento di pianificazione (analisi dell’esistente, priorità, necessità e modalità di intervento) che l’Emilia Romagna ha reso obbligatorio (senza i Comuni non potranno più accedere a finanziamenti regionali per la pubblica illuminazione); è stato completato dalla società Idea srl di Imola a novembre 2018 e ne è stato già avviato l’iter di approvazione per l’adozione nel Piano operativo comunale (Poc) castellano.

«Il Pric prevede importanti azioni contro l’inquinamento luminoso e riguarda tutto il territorio comunale – ha sottolineato il sindaco Fausto Tinti -. L’intervento sulle piazze XX Settembre e Acquaderni avrà un impatto anche sulla sicurezza. Infatti la nuova illuminazione avrà un orientamento più funzionale, verso il basso».

«Il progetto di illuminotecnica che riguarda la parte monumentale rientra nel piano complessivo di riqualificazione del centro storico – ha aggiunto il presidente del Consiglio comunale Stefano Trazzi –, che comprende il recente intervento al voltone del Cassero e quello in corso al palazzo dell’ex Pretura. Il contratto dell’illuminazione pubblica è una base a cui le future Amministrazioni potranno aggiungere altri obietti». (l.a.)  

Nelle foto un rendering della futura illuminazione di piazza Acquaderni e l’amministratore unico di Solaris, Giacomo Fantazzini, il presidente del Consiglio comunale Stefano Trazzi, la progettista di Idea Srl Lorenza Golinelli e il sindaco Fausto Tinti

La nuova illuminazione per abbellire le piazze di Castello farà bene anche all'ambiente e ai conti del Comune
Cronaca 20 Maggio 2019

Un nuovo impianto di luci in arrivo a Castel San Pietro per Piazza XX Settembre e piazza Acquaderni

Una luce nuova per piazza XX Settembre e piazza Acquaderni a Castel San Pietro Terme. Il progetto di riqualificazione, che ha già ottenuto l’ok dell’Amministrazione comunale e che sarà presentato nei prossimi giorni alla Soprintendenza ai beni paesaggistici, è stato illustrato nei giorni scorsi da Solaris, la società in house del Comune di Castel San Pietro che ha in gestione anche il servizio di illuminazione pubblica. Il progetto consiste nella sostituzione di molti dei punti luce esistenti e dell’inserimento di punti luce nuovi, con l’obiettivo di ottenere una maggiore illuminazione e la sottolineatura di alcuni particolari, come il cornicione del frontone comunale, l‘ex-Pretura, le facciate della chiesa parrocchiale e del santuario del Crocifisso e del suo campanile, la stele della Madonna al centro della Piazza, oltre all’installazione di alcuni faretti sui fabbricati intorno per migliorare l’illuminazione del centro della piazza.

Nel dettaglio, mentre i lampioni in ferro battuto presenti sul sagrato del Crocifisso non potranno essere modificati se non sostituendo le lampade attuali con i led, i punti luce su piazza Acquaderni saranno direzionati con la luce verso il basso mediante la sostituzione delle plafoniere, cosa che avverrà anche per le lanterne sulla facciata comunale, anche in questo caso passando ai led. L’intervento, che è stato apprezzato dai proprietari degli edifici che si trovano sulle due piazze, costerà 80mila euro e potrebbe essere realizzato tra la fine del 2019 e la primavera del 2020.

L”intervento è stato illustrato in una conferenza stampa dall”Amministratore unico di Solaris, Giacomo Fantazzini, che è partito dal nuovo contratto di servizio sottoscritto a marzo 2018, con il quale il Comune ha confermato per altri 10 anni l’affidamento della gestione del servizio di illumimnazione pubblica a Solaris. Un contratto che, rispetto al precedente, contiene diverse novità, a cominciare dall”impegno della società in house di eseguire anche interventi di riqualificazione energetica e ammodernamento degli impianti ed evoluzione tecnologica, utilizzando il 10% del canone annuo complessivo.

Il contratto prevede inoltre che Solaris possa realizzare nuovi impianti, su affidamento da parte del Comune e le economie derivanti dai risparmi energetici ottenuti si potranno utilizzare per altri interventi oppure all’inizio del 5° anno il Comune potrà valutare se diminuire il canone annuo di un importo pari al risparmio ottenuto a seguito degli interventi fatti. In cifre, in base al contratto Solaris dovrà realizzare interventi per 165.600 euro al netto dell”Iva nei primi cinque anni e una quota variabile tra i tra i 184.000 e i 261.000 nei successivi cinque.

Il Pric, vale a dire il Piano regolatore dell”illuminazione comunale, è uno strumento di pianificazione reso obbligatorio dalla Regione, che ha stabilito di escludere i Comuni che ne siano sprovvisti dai finanziamenti regionali in materia. In base a tale piano, si stabiliscono priorità, necessità e modalità di intervento per una riqualificazione complessiva degli impianti di illuminazione pubblica esistenti, per la valorizzazione di alcuni elementi storico/artistici del territorio e per una migliore progettazione dei nuovi impianti. Tutto ciò premesso, Solaris ha affidato alla società Idea srl di Imola la redazione del Pric, che è stato consegnato al Comune di Castel San Pietro Terme a novembre 2018. L”Amministrazione ha effettuato una prima presentazione in Consiglio Comunale a dicembre e ha avviato l’iter di approvazione per la sua adozione nel Poc (Piano operativo Comunale). (r.cr.)

Nella foto piazza XX Settembre come sarà con il nuovo impianto di illuminazione

Un nuovo impianto di luci in arrivo a Castel San Pietro per Piazza XX Settembre e piazza Acquaderni
Cronaca 7 Aprile 2018

Il Comune di Dozza «guarda» a Solaris per alloggi Erp e mensa

Due nuovi soci in vista per Solaris Srl, la società in house che attualmente gestisce vari servizi per conto di Castel San Pietro (socio di maggioranza con il 70% delle quote) e Ozzano Emilia (30%). Il Comune di Monterenzio vi ha già affidato la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) da inizio aprile, mentre Dozza ha iniziato il percorso per valutare la partecipazione del Comune in Solaris per passargli la gestione degli alloggi Erp e delle mense scolastiche.

La Giunta di recente ha approvato «l’atto di indirizzo per la predisposizione di un progetto inerente la partecipazione in Solaris Srl». L’anno scorso, infatti, l’ente locale aveva rescisso la convenzione con Acer (rinnovata peraltro nel 2015 dall’attuale Giunta), che da anni si occupa di un patrimonio non indifferente, che include 65 appartamenti sparsi tra via Amendola, via Bachelet, via Bassetta e via Marconi nella frazione di Toscanella e, per quanto riguarda il capoluogo, tra via Calanco, piazza Carducci e via De Amicis, più 32 autorimesse e 5 posti auto. Il recesso diventerà effettivo dal 1° agosto del 2018. «Non siamo contenti della gestione di Acer, che ha un patrimonio di molti alloggi e, forse anche per questo, c’è molta inerzia, sia nelle risposte agli inquilini, sia nel livello di attenzione per le manutenzioni, ma anche nella gestione della morosità. La dimensione di Solaris, più piccola rispetto ad Acer, ci convince di più e, una volta visto il progetto, decideremo» aveva motivato il sindaco dozzese, Luca Albertazzi.

Da notare che nel 2007, al momento della costituzione di Solaris, i Comuni di Medicina e Castel Guelfo scelsero di rescindere la convenzione che avevano con l’Istituzione dei servizi sociali castellana per la gestione associata della refezione scolastica e delle mense comunali. Soltanto Dozza, al contrario, per un paio di anni aveva mantenuto in essere la convenzione delegando a Solaris i servizi di mensa e gestione degli appartamenti protetti destinati agli anziani. Poi il passaggio ad Acer con l’allora sindaco Antonio Borghi. Esigenze opposte, dunque. «Ben vengano nuovi ingressi. E’ il riconoscimento che la società funziona e lavora bene» commenta il sindaco ozzanese Luca Lelli. Stessi toni dal collega castellano Fausto Tinti. «Con Solaris abbiamo migliorato la qualità dei servizi e ridotto i costi – dice -. Non è una società nata per fare utili, semmai reinveste gli utili in interventi di manutenzione. Questo potenziamento è il riconoscimento del valore di questa società, ora dobbiamo chiederci se in futuro Solaris debba o meno crescere ancora. Di sicuro, non cerchiamo soci privati».

Per quanto riguarda i prossimi passi, nel giro di un mesetto si potrebbe già arrivare alla definizione dell’ingresso dei due nuovi soci. Bocche cucite al momento sulla percentuale delle quote che sarà in capo a ogni ente locale. Ad oggi, la strada più probabile dovrebbe essere quella di un aumento di capitale piuttosto che quella ventilata inizialmente di cessione di quote. Per quanto riguarda la mensa, la cucina castellana di via Remo Tosi non dovrebbe avere problemi ad aggiungere alla produzione dei 352 mila pasti per Castel San Pietro e 155 mila per Ozzano anche quelli per Monterenzio, mentre per Dozza bisognerà pensare ad un’altra soluzione che preveda la preparazione ad opera di terzi (attualmente i dozzesi si affidano alla veneta Serenissima).

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 aprile.

Nella foto: la sede di Solaris a Castel San Pietro

Il Comune di Dozza «guarda» a Solaris per alloggi Erp e mensa

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