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Economia 24 Settembre 2019

La Perla debutta in Borsa a Parigi, ma i licenziamenti di 126 lavoratrici sono ancora in sospeso

La crisi estiva di Governo ha avuto ripercussioni anche sulle imprese in crisi che attendevano risposte dal ministero dello Sviluppo economico (Mise). Tra queste, l’azienda di intimo La Perla, la cui proprietà in giugno aveva annunciato a sorpresa 126 esuberi, su un totale di circa 430 addetti della sede bolognese. Immediata la reazione delle lavoratrici e dei sindacati che si sono subito mobilitati, con scioperi e presidi davanti allo stabilimento produttivo di via Mattei, e con tavoli istituzionali a livello regionale e nazionale per cercare di avviare una trattativa con la proprietà, la società di investimento olandese Tennor Holding (ex Sapinda), controllata dal magnate tedesco Lars Windhorst. «Un tentativo di intesa sindacale si è concluso l’11 settembre – ci aggiorna Roberto Guarinoni, segretario generale della Filctem-Cgil di Bologna – e ora stiamo aspettando che il Mise convochi le parti per la conclusione della procedura. L’azienda si è dichiarata disponibile a verificare i costi di attivazione della cassa integrazione, possibile per casi di riorganizzazione complessa come questo, e a verificare la possibilità di un pacchetto di incentivi per chi decide di anticipare l’uscita».

A fine luglio, la proprietà aveva sospeso la procedura di licenziamento, senza però ritirarla. Licenziamenti che, in base ai tempi tecnici, diventerebbero effettivi dal 13 ottobre. «La crisi di Governo ha allungato i tempi – conferma Guarinoni -. L’incontro al Mise avrebbe dovuto tenersi entro il 13 settembre, ma è stato rinviato a data da destinarsi. Abbiamo però fatto tutte le sollecitazioni necessarie, affinché i tempi si stringano». Lo stato di agitazione, intanto, prosegue. «Dato che la procedura non è stata bloccata – aggiunge-, proseguiremo con gli scioperi. Le prossime otto ore sono già in programma per il giorno dell’incontro al Mise». Nel frattempo, il 6 settembre, La Perla ha debuttato sul mercato Euronext Growth della Borsa di Parigi, riservato alle piccole e medie imprese, con una capitalizzazione di 473 milioni di euro e un prezzo per azione di 4,50 euro, valore già in rialzo dopo le prime sedute. Stando alle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Tennor Holding, Pascal Perrier, riportate nel comunicato stampa di Euronext «la quotazione aiuterà a  incrementare la visibilità e migliorerà l’accesso al capitale. Ciò dimostra anche la credibilità della nostra strategia di crescita, poiché lavoriamo per costruire investimenti commerciali nel settore del lusso». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 19 settembre

Nella foto il presidio delle lavoratrici davanti al Mise il 29 luglio scorso

La Perla debutta in Borsa a Parigi, ma i licenziamenti di 126 lavoratrici sono ancora in sospeso
Economia 30 Luglio 2019

Crisi La Perla, licenziamenti sospesi dopo l'incontro al Mise. A Medicina odg unanime a sostegno delle lavoratrici

Ieri, al termine del primo tavolo di crisi al ministero dello Sviluppo economico (Mise) sul gruppo La Perla, un primo, seppur parziale, risultato è stato ottenuto: i licenziamenti sono stati sospesi fino alla convocazione del prossimo tavolo in programma a settembre. Tutto questo, si legge nella nota stampa del ministero, «al fine di consentire al management di lavorare al piano industriale che verrà presentato già nei prossimi giorni ai sindacati in sede locale e di avviare un dialogo con le organizzazioni sindacali, in discontinuità con quanto fatto finora e con l’obiettivo di cercare delle soluzioni per salvaguardare i lavoratori». Un passo in avanti dopo che l’analogo tavolo regionale non era riuscito a fermare la decisione dell’azienda di aprire la procedura di licenziamento collettivo per 126 addetti (su circa 540).

Gli assessori alle Attività produttive dell’Emilia Romagna e del Comune di Bologna, Palma Costi e Marco Lombardo, entrambi presenti al Mise, hanno commentato: «E’ un primo segnale positivo di apertura al dialogo. Nessuna azione unilaterale verrà intrapresa dall’azienda prima della nuova convocazione del tavolo presso il Mise per la prima metà di settembre. Un primo riconoscimento alle giuste richieste delle lavoratrici».

E’ passato poco più di un mese dall’annuncio degli esuberi e da quel momento le lavoratrici dell’azienda di intimo non hanno smesso di manifestare per difendere i loro posti di lavoro: davanti alla sede dello stabilimento di via Mattei, sotto gli uffici della Regione, in corteo per le strade di Bologna e, da ultimo, in sit-in davanti al ministero dello Sviluppo economico (Mise).

Tra i dipendenti dell’azienda bolognese ci sono molte lavoratrici del circondario imolese, e non per caso, dato che La Perla è nata a Ozzano Emilia negli anni ’50 dalla famiglia Masotti, la madre Ada e poi il figlio Alberto, fino alla vendita nel 2007. Il Consiglio comunale di Medicina una decina di giorni fa ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, proposto dalla maggioranza dem, a sostegno dei lavoratori coinvolti nelle crisi aziendali del territorio, con particolare attenzione proprio alla crisi La Perla. Tra il pubblico le lavoratrici medicinesi dell’azienda e le rappresentanze sindacali. «Condividiamo le preoccupazioni sul futuro e sulle ricadute che avrà sulle famiglie delle dipendenti – ha commentato il sindaco, Matteo Montanari – per questo siamo in contatto con Città metropolitana e Regione che seguono per competenza l’argomento». (lo.mi.) 

Altri particolari sul “sabato sera” dell”1 agosto.

Nelle foto le lavoratrici in Consiglio comunale a Medicina

Crisi La Perla, licenziamenti sospesi dopo l'incontro al Mise. A Medicina odg unanime a sostegno delle lavoratrici
Economia 19 Luglio 2019

E' crisi per il marchio “La Perla': 126 esuberi su 540 dipendenti, le lavoratrici di nuovo in lotta

«L’emozione di un’esperienza indimenticabile». E’ quanto prometteva la nuova campagna del marchio di lingerie di lusso La Perla, lanciando a inizio anno la prima collezione di abiti da sposa “Made to measure”, con capi realizzati su misura, cuciti a mano con preziosi fili d’oro. Invece nelle ultime settimane i tagli sartoriali hanno lasciato il posto alle notizie sui tagli di personale, annunciati a sorpresa lo scorso 24 giugno dalla storica azienda bolognese, passata nel 2018 alla società di investimento olandese Sapinda (di recente trasformatasi in Tennor Holding). Ben 126 esuberi su circa 540 dipendenti dello stabilimento di via Mattei, concentrati soprattutto tra gli addetti della società La Perla Manufacturing, il cuore creativo e produttivo del gruppo, che comprende i reparti campionatura e modellistica.

La Perla è nata a Bologna nel 1954 con Ada Masotti ed è diventata nel tempo un brand conosciuto a livello mondiale. Nell’ultimo decennio ha visto susseguirsi diversi proprietari, dopo che nel 2007 gli eredi della fondatrice hanno venduto l’azienda al fondo di private equity statunitense Jh Partners, che nell’arco di sei anni ha portato La Perla a un passo dalla fine. Nel 2013 è stata acquisita all’asta dal manager Silvio Scaglia (ex Fastweb), che ha sbaragliato la concorrenza di Calzedonia e dell’israeliana Delta Galil Industries. Dopo ingenti investimenti per il rilancio del marchio nel mondo, e in particolare nei mercati asiatici, nel dicembre 2017 la notizia della trattativa di vendita al gruppo cinese Fosun, poi sfumata, e della successiva cessione a Sapinda, guidata dal controverso magnate tedesco Lars Windhorst, più volte al centro di battaglie legali per le sue spregiudicate operazioni finanziarie.

Lo scorso 24 giugno, durante una assemblea di routine tra la direzione aziendale e i sindacati, l’annuncio a sorpresa: l’intenzione di dichiarare un esubero di personale impiegato nel sito di Bologna, motivato con la necessità di ridurre i costi e rilanciare il brand. Immediata la reazione dei sindacati, che hanno dichiarato lo stato di agitazione e un primo pacchetto di 16 ore di sciopero, a cui se ne sono poi aggiunte altre, durante le quali le lavoratrici sono in presidio in via Mattei. Il 2 luglio hanno protestato anche davanti alla sede della Regione, dove si è svolto un primo tavolo di crisi. Si attende ora la data dell’incontro al ministero dello Sviluppo economico e di un nuovo incontro urgente convocato dall’assessore regionale Palma Costi, alla notizia che La Perla ha acquisito di recente una quota di minoranza (del valore di 50 milioni di euro) della casa di moda britannica Ralph & Russo. L’azienda bolognese ha al suo interno anche lavoratrici di Medicina, Castel San Pietro, Ozzano e Imola. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 luglio

Nella foto il presidio delle lavoratrici il 10 luglio scorso

E' crisi per il marchio “La Perla': 126 esuberi su 540 dipendenti, le lavoratrici di nuovo in lotta
Economia 26 Febbraio 2019

Cogne macchine tessili punta sull'innovativo filatoio Fibrespin grazie ai contributi del programma europeo Horizon 2020

Un’idea rimasta nel cassetto per quasi trent’anni. E nuove tecnologie che oggi rendono meno complicato realizzare un progetto in grado di rivoluzionare il mercato. Si tratta di Fibrespin, l’innovativo filatoio che produce bobine di lana o acrilico a una velocità superiore del 52% rispetto alle macchine tradizionali e con un ingombro inferiore del 57%. L’idea in questione è nata all’interno dell’imolese Cogne macchine tessili, la società che nel 2014 ha rilevato il ramo d’azienda della storica Cognetex e che oggi conta una trentina di addetti. Un progetto dal budget di oltre 2 milioni di euro, che senza i contributi del programma europeo di ricerca e innovazione Horizon 2020, pari a oltre 1 milione e 620 mila euro a fondo perduto, non sarebbe stato possibile realizzare.

L’azienda, infatti, è una delle sei aziende aderenti a Confindustria Emilia che hanno superato la seconda fase del cosiddetto Horizon 2020 Sme Instrument, dedicato alle piccole e medie imprese. «Per una azienda piccola come la nostra – ammette con sincerità il presidente, Manlio Nobili – sviluppare un progetto di questo tipo vorrebbe dire andare a fondo». L’iter, che ha già portato all’assegnazione della prima metà dell’importo, è stato lungo e complesso. «Nel 2014 – riassume Nobili – abbiamo partecipato alla prima fase di scrematura. La nostra idea è stata premiata con 50 mila euro. In questo modo abbiamo potuto accedere alla fase seguente, che è stata estremamente selettiva. La percentuale italiana di riuscita è solo del 6-7 per cento». E mostra il corposo plico contenente tutta la documentazione presentata alla Commissione europea. «In questi casi – suggerisce – è consigliabile la consulenza di una agenzia esterna, specializzata proprio nei bandi europei. La somma ottenuta al primo step è stata investita per questo. Nel nostro caso, ad esempio, ci hanno spiegato cosa era necessario migliorare. Ci hanno consigliato, ad esempio, di avviare una partnership con altre aziende e noi abbiamo scelto la faentina Elettronica Gf, che segue la parte elettronica collegata allo sviluppo di Fibrespin. Nell’arco di circa 8 mesi abbiamo ripresentato la domanda 5 volte, così come consentito dal bando, rispondendo a tutte le osservazioni della Commissione europea. E alla fine, nel settembre 2017, la domanda è stata accolta. Per noi è stato un grosso successo. La Commissione europea è molto pignola, ma anche molto seria e corretta. Ci hanno sempre inviato delle risposte molto circostanziate».

Entro l’autunno, così come pre-visto dal programma europeo, l’azienda dovrà presentare due prototipi di Fibrespin, da dare in prova ai propri clienti. Un primo modello, a 24 fusi, è però già stato sottoposto ai primi test nello stabilimento di via Selice. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 21 febbraio

Cogne macchine tessili punta sull'innovativo filatoio Fibrespin grazie ai contributi del programma europeo Horizon 2020
Cronaca 4 Gennaio 2019

Gennaio, tempo di saldi: svendite di fine stagione al via da sabato 5. I consigli per i consumatori

Da domani sabato 5 gennaio prenderanno il via in Emilia Romagna i saldi di fine stagione, che dureranno fino al 5 marzo. Come di consueto le svendite interesseranno tutti i punti vendita dei settori tessile e abbigliamento, accessori e calzature.

Per l”occasione Confcommercio Ascom Imola ripropone anche quest”anno l”operazione «Saldi tranquilli», una campagna che si pone un duplice obiettivo: ricordare ai consumatori le norme che regolano le vendite di fine stagione e offrire un servizio di supporto e informazione ai commercianti, per i quali l”associazione apre uno specifico sportello al quale gli operatori potranno rivolgersi dal lunedì al venerdì (dalle ore 9.30 alle ore 12.30) per avere delucidazioni sulla normativa in questione (per informazioni: sportello Ascom tel. 0542 619611 e/o, indirizzo mail saldi@ascomimola.it).

«I saldi sono un momento sempre più atteso e rappresentano un’occasione sia per i consumatori che per i commercianti – afferma Gianluca Alpi, presidente di Confcommercio Ascom Imola –. Suggerisco di fare acquisti nei negozi “sottocasa”, qui i consumatori possono trovare prodotti d qualità e un servizio altamente professionale, inoltre gli esercizi di vicinato sono il cuore pulsante della città e l’anima del commercio».

E a proposito di informazione, ecco le istruzioni che Confcommercio Ascom Imola ha preparato per ricordare regole e tutele in vigore nel periodo degli sconti.

Comunicazione: la delibera regionale n. 1780 del 2 dicembre 2013 ha eliminato l”obbligo della comunicazione ai Comuni relativa ai saldi di fine stagione da parte degli operatori per snellire e semplificare le procedure a carico delle imprese.

Prodotti in vendita: i capi in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Nulla però vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.

Esposizione dei prezzi: come in tutte le vendite speciali esiste l’obbligo di esporre al pubblico il prezzo iniziale di vendita, la percentuale di sconto e il prezzo scontato finale.

Pagamenti elettronici: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l”adesivo che attesta la relativa convenzione.

Disposizione della merce: per non indurre il consumatore in errore, il commerciante è obbligato a disporre le merci offerte in saldo in maniera inequivocabilmente distinta e separata da quelle che eventualmente siano contemporaneamente poste in vendita alle condizioni ordinarie. Se tale separazione non è possibile, la vendita ordinaria viene sospesa.

Prova dei capi: non esiste un obbligo. La possibilità di fare “provare” i capi in saldo è rimessa alla discrezionalità del negoziante.

Cambi di prodotti acquistati in saldo: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l”obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore deve però denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

Gennaio, tempo di saldi: svendite di fine stagione al via da sabato 5. I consigli per i consumatori
Cronaca 4 Agosto 2018

Assumeva dipendenti in nero, denuncia e multa per un imprenditore tessile a Mordano

Nei giorni scorsi i carabinieri del Comando Provinciale di Bologna hanno eseguito una serie di controlli a tappeto contro l’abusivismo commerciale e la contraffazione, grazie all’ausilio dei Nas (Nuclei Antisofisticazione), del Nil (Nucleo Ispettorato del Lavoro) di Bologna e dell’Ausl di Imola e del capoluogo.

Tra le aziende tessili ispezionate nella provincia di Bologna, alcune sono state sanzionate perché non in regola con le normative vigenti. Nello specifico, a Mordano, i carabinieri di Imola hanno denunciato il titolare di una ditta perché aveva «assunto» sei dipendenti su sette «in nero». L’uomo, un quarantunenne cinese, è stato inoltre sanzionato con una multa di oltre 20mila euro a seguito di una serie di illeciti amministrativi.

r.c.

Foto d”archivio

Assumeva dipendenti in nero, denuncia e multa per un imprenditore tessile a Mordano

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