Economia

Cogne macchine tessili punta sull'innovativo filatoio Fibrespin grazie ai contributi del programma europeo Horizon 2020

Cogne macchine tessili punta sull'innovativo filatoio Fibrespin grazie ai contributi del programma europeo Horizon 2020

Un’idea rimasta nel cassetto per quasi trent’anni. E nuove tecnologie che oggi rendono meno complicato realizzare un progetto in grado di rivoluzionare il mercato. Si tratta di Fibrespin, l’innovativo filatoio che produce bobine di lana o acrilico a una velocità superiore del 52% rispetto alle macchine tradizionali e con un ingombro inferiore del 57%. L’idea in questione è nata all’interno dell’imolese Cogne macchine tessili, la società che nel 2014 ha rilevato il ramo d’azienda della storica Cognetex e che oggi conta una trentina di addetti. Un progetto dal budget di oltre 2 milioni di euro, che senza i contributi del programma europeo di ricerca e innovazione Horizon 2020, pari a oltre 1 milione e 620 mila euro a fondo perduto, non sarebbe stato possibile realizzare.

L’azienda, infatti, è una delle sei aziende aderenti a Confindustria Emilia che hanno superato la seconda fase del cosiddetto Horizon 2020 Sme Instrument, dedicato alle piccole e medie imprese. «Per una azienda piccola come la nostra – ammette con sincerità il presidente, Manlio Nobili – sviluppare un progetto di questo tipo vorrebbe dire andare a fondo». L’iter, che ha già portato all’assegnazione della prima metà dell’importo, è stato lungo e complesso. «Nel 2014 – riassume Nobili – abbiamo partecipato alla prima fase di scrematura. La nostra idea è stata premiata con 50 mila euro. In questo modo abbiamo potuto accedere alla fase seguente, che è stata estremamente selettiva. La percentuale italiana di riuscita è solo del 6-7 per cento». E mostra il corposo plico contenente tutta la documentazione presentata alla Commissione europea. «In questi casi – suggerisce – è consigliabile la consulenza di una agenzia esterna, specializzata proprio nei bandi europei. La somma ottenuta al primo step è stata investita per questo. Nel nostro caso, ad esempio, ci hanno spiegato cosa era necessario migliorare. Ci hanno consigliato, ad esempio, di avviare una partnership con altre aziende e noi abbiamo scelto la faentina Elettronica Gf, che segue la parte elettronica collegata allo sviluppo di Fibrespin. Nell’arco di circa 8 mesi abbiamo ripresentato la domanda 5 volte, così come consentito dal bando, rispondendo a tutte le osservazioni della Commissione europea. E alla fine, nel settembre 2017, la domanda è stata accolta. Per noi è stato un grosso successo. La Commissione europea è molto pignola, ma anche molto seria e corretta. Ci hanno sempre inviato delle risposte molto circostanziate».

Entro l’autunno, così come pre-visto dal programma europeo, l’azienda dovrà presentare due prototipi di Fibrespin, da dare in prova ai propri clienti. Un primo modello, a 24 fusi, è però già stato sottoposto ai primi test nello stabilimento di via Selice. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 21 febbraio

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