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L'Imolese e lo sponsor Arredoquattro, dal nome sulle maglie al sogno del nuovo stadio

L'Imolese e lo sponsor Arredoquattro, dal nome sulle maglie al sogno del nuovo stadio

Gullit, Ronaldo (il Fenomeno), Romario, Robben e Mertens. Sono alcuni dei campioni che hanno portato la maglia del Psv con lo sponsor Philips sul petto. Due anni fa la griffe dell’elettronica sparì dalle casacche della squadra di Eindhoven, ma l’impianto di gioco (un gioiellino fra gli stadi europei) continua a chiamarsi Philips Stadion.

Provate ad immaginare qualcosa di simile per Imola. Arredoquattro è lo sponsor principale dell’Imolese dal 2009 e lo sarà anche quest’anno. In futuro potrebbe essere il nome dell’impianto che la società ha in animo di costruire nel centro sportivo Corso Bacchilega. «I contratti di sponsorizzazione si fanno di anno in anno, lo stadio ha un respiro più ampio». Sandro Baraldi è l’azionista di riferimento della Spa che allestisce boutique nel mondo per i grandi marchi della moda. «Noi crediamo molto in questa sponsorizzazione e ci crediamo di più in serie C – chiarisce Baraldi -. Siamo rimasti scottati dalla mancata promozione di due anni fa, che è stata veramente ad un passo. Eravamo già pronti a quel risultato e anche la società sarebbe stata in grado di salire di categoria. Ora finalmente ci siamo. La nostra presenza a fianco dell’Imolese è molto legata al sogno dello stadio».

Lo definisce sogno, ma ci sembra qualcosa di più concreto.

«Il Romeo Galli è in uno scenario meraviglioso che ha avuto una deroga per questa stagione, ma per varie ragioni non sarà idoneo in futuro: ci saranno sempre delle difficoltà di convivenza con gli altri eventi che si svolgono all’autodromo e per tanti aspetti presenta delle criticità. Per questo non solo condivido l’idea di un nuovo stadio, ma il progetto dell’impianto di proprietà è molto interessante per uno sponsor come noi. Lo dico pensando all’Allianz Stadium della Juventus, alla Dacia Arena dell’Udinese o al Wanda Metropolitano dell’Atletico Madrid».

Parliamo di esempi da Champions, ma può andare bene anche per la serie C?

«L’Imolese ha una proprietà che pensa in modo imprenditoriale. Fare calcio oggi deve significare fare impresa. Una squadra di calcio deve essere gestita come un’azienda e così come un’azienda ha stabilimenti di proprietà, anche una società sportiva che ha un progetto di impresa deve avere una casa propria. L’asset dello stadio darà valore alla squadra».

La sua visione collima con quella dei vertici dell’Imolese. Per questo vi capite così bene?

«Arredoquattro trent’anni fa aveva sede a Villanova di Castenaso e di fronte c’era l’azienda della famiglia Poggi. Spesso ci incontravamo al bar nella pausa pranzo. Ora ci siamo ritrovati all’Imolese. E’ una famiglia di imprenditori e questo è un valore».

La serie C è un passo avanti anche per la visibilità del marchio Arredoquattro?

«La nuova categoria ci porta in territori nuovi e più grandi e la viviamo con orgoglio. Riportare l’Imolese in questa categoria dopo decenni è sempre stato un sogno. Lo era la C, lo è ancora lo stadio nuovo. A maggior ragione in serie C l’impianto del Bacchilega deve partire».

p.b.

L”articolo completo sull”inserto di «sabato sera» del 20 settembre dedicato all”Imolese.

Nelle foto: da sinistra Sandro Baraldi, azionista di riferimento dell’azienda Arredoquattro. Lo stesso Baraldi (il primo a destra) ai box dell’autodromo nel 2015 assieme a Lorenzo Spagnoli e ai giocatori dell’Imolese. Nella circostanza sponsorizzava una Porsche.

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