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Sport 23 Ottobre 2019

Un punticino per l’Imolese contro un Gubbio scarsissimo

E” finita 1-1. Serve questo punto a Gubbio? Sinceramente poco, ma almeno ha fatto capire che ci sono squadre più scarse nel girone, perché gli umbri sono veramente poca cosa. Peccato però, perché se non si fosse preso un gol così a freddo, al primo minuto, era una partita che si poteva tranquillamente vincere. Boccardi, finora mai entrato nelle 10 partite giocate, entra da titolare come terzino destro (nell’inedito modulo 4-4-2) e segna il rigore del definitivo 1-1. Continua però la cronica assenza di reti su azione in vista del posticipo di lunedì 28 ottobre contro il Carpi.

La cronaca. Neanche il tempo di mettersi a sedere, l’Imolese è già sotto. Un’azione dalla sinistra porta al tiro Tavernelli, che colpisce il palo: sulla ribattuta è lesto Cesaretti che insacca. E così gli umbri, unici a non avere ancora vinto in questa stagione, iniziano a crederci. Per fortuna che l’Imolese è pronta a crederci, con l’inedito 4-4-2 ed inizia a martellare in attacco. Al 5’ Vuthaj spedisce alto un colpo di testa dopo un bel cross di Valeau. Al 6’ succede il contrario: Vuthaj per Valeau, ma il tiro è fuori. Un minuto ancora per vedere Marcucci servire Alimi, ma il suo colpo di testa non vale per la posizione di fuorigioco. Al 26’ ancora Marcucci pennella per Carini, che addirittura segna, ma il guardalinee segnala ancora la posizione irregolare del difensore rossoblù. Praticamente zero Gubbio dopo la rete iniziale.

La ripresa. Ancora Imolese in avanti, con Vuthaj che colpisce di testa in maniera non troppo precisa. Al 52’ Atzori cambia tutto il centrocampo: Latte Lath, Bolzoni e Schiavi al posto di Tentoni, Alimi e Valeau e solo due minuti dopo c’è la svolta. Bismark palla al piede percorre l’area parallelamente alla porta e viene toccato nel piede. Rigore che Boccardi segna alla destra del portiere Ravaglia, che aveva intuito la traiettoria. Adesso la squadra del presidente Spagnoli vuol provare a vincere, ma Vuthaj non trova mai lo specchio della porta. Addirittura al 67’ il Gubbio vorrebbe un rigore per un mani di Bolzoni e al 73’ si può annotare nel taccuino una soluzione pericolosa di Lakti. L’ultimo brivido favorevole arriva al 76’, con un’azione corale dell’Imolese, che però prosegue nella sua innata incapcità di segnare su azione. (p.z.)

Gubbio – Imolese 1-1 (1-0)

Imolese (4-4-2): Rossi; Boccardi, Carini, Della Giovanna, Ingrosso; Tentoni (52’ Latte Lath), Marcucci, Alimi (52’ Bolzoni), Valeau (52’ Schiavi); Vuthaj (72’ Padovan), Bismark (90’ Belcastro). All. Atzori.

Gol: 1’ Cesaretti (G), 54’ Boccardi (rig.) (I).

Un punticino per l’Imolese contro un Gubbio scarsissimo
Sport 23 Ottobre 2019

Calcio serie C, stasera l'Imolese di scena a Gubbio. Il tecnico Atzori: «Al momento è la gara più importante dell'anno»

Turno infrasettimanale per l”Imolese che, questa sera (ore 18.30), sale a Gubbio per l”undicesima giornata di serie C. I rossoblù, ultimi in classifica, arrivano all”appuntamento dopo la sconfitta casalinga contro la Feralpisalò (la settima in dieci partite) e hanno la necessità di fare punti in Umbria, visto che i padroni di casa occupano il penultimo posto a quota 6 punti. «Per il momento è forse la partita più importante dell’anno – ha commentato il tecnico Atzori -. Abbiamo avuto solamente due allenamenti per preparare la trasferta di Gubbio ma penso sia più importante l’aspetto mentale piuttosto che quello fisico. Bisogna capire come loro abbiano reagito al cambio di allenatore e sarà perciò importante approcciare la partita nella giusta maniera ed approfittare delle loro debolezze. Noi abbiamo acquisito tante sicurezze ma serve trasformarle in goal».

Il Gubbio, infatti, ancora a secco di vittorie, dopo la sconfitta casalinga contro il Carpi ha cambiato allenatore e, al posto di Federico Guidi, è tornato Vincenzo Torrente, già in panchina tra il 2009 ed il 2011, che ha esordito nel ko per 3-0 in casa del Sudtirol. Davanti all’estremo difensore Ravaglia, in prestito dal Bologna, la linea a quattro sarà composta con Zanoni sulla corsia di sinistra e Cinaglia a destra mentre nel ruolo di centrali dovrebbero essere confermati Bacchetti e Maini. A centrocampo, con Benedetti infortunato, accanto a capitan Malaccari, Ricci e Sbaffo. Il tridente offensivo sarà composto da Cesaretti al centro, Tavernelli a sinistra e De Silvestro a destra. In panchina, infine, potrebbe trovare spazio Juanito Gomez, se però verrà completato in tempo il suo tesseramento. (d.b.)

Sono, invece, 22 i convocati del mister dell”Imolese Atzori che potrebbe optare anche per un cambio di modulo e passare al 4-4-2.

Portieri. 1 Libertazzi, 12 Seri, 22 Rossi. Difensori. 2 Alboni, 5 Checchi, 19 Boccardi, 26 Carini, 27 Valeau, 28 Della Giovanna, 29 Ingrosso. Centrocampisti. 4 Marcucci, 6 Alimi, 8 Tentoni, 10 Belcastro, 11 Provenzano, 21 Bolzoni, 25 Artioli. Attaccanti. 7 Latte Lath, 9 Vuthaj, 14 Ngissah, 18 Padovan, 20 Sall.

Probabile formazione

Imolese: Rossi; Boccardi, Ingrosso, Carini, Della Giovanna; Marcucci, Alimi, Tentoni, Valeau; Ngissah, Vuthaj.

Foto tratta dalla pagina facebook dell”Imolese

Calcio serie C, stasera l'Imolese di scena a Gubbio. Il tecnico Atzori: «Al momento è la gara più importante dell'anno»
Sport 19 Ottobre 2019

Calcio serie C, Imolese-Feralpi e il ritorno dell'ex Carraro: «Volevo comprare casa, ma poi è cambiato tutto»

Ve lo confesso, è la prima partita che ho cercato quando è uscito il calendario». Il «colpevole» è Federico Carraro, centrocampista oggi alla Feralpisalò e ieri mente pensante dell’Imolese dei miracoli. Il playmaker veneto domenica 20 ottobre (ore 15) tornerà al Galli da avversario, vestendo quella maglia verdeblù alla quale, nello scorso campionato, diede un dispiacere con un gol meraviglioso da fuori area a fissare la vittoria dell’Imolese.

Sei mesi dopo la storia è cambiata e Carraro tornerà alle Acque Minerali da avversario.

«Per me sarà una grande emozione – ammette il regista della Feralpi – ritornare ad Imola, una città nella quale sono stato benissimo e nella quale, se avessi firmato quel triennale che mi era stato proposto lo scorso dicembre (niente accordo per un problema legato alla procura, nda), avevo già pensato di comprare casa assieme a mia moglie. Poi le cose sono cambiate e, quando a fine stagione il presidente Spagnoli mi ha esposto i piani per l’anno in corso, ho capito che era giusto andare via, visto che la squadra sarebbe stata cambiata molto e ci sarebbero state meno ambizioni. A questo, aspetto che non nego, si è aggiunta l’offerta economica della Feralpisalò che era irrinunciabile, anche perché arrivata da una società che ha ambizioni di salire di categoria». (an.mir.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 17 ottobre.

Nella foto (dal suo profilo Instagram): Federico Carrara con la maglia della Feralpi

Calcio serie C, Imolese-Feralpi e il ritorno dell'ex Carraro: «Volevo comprare casa, ma poi è cambiato tutto»
Sport 13 Ottobre 2019

«Piacere, Atzori», intervista «insolita» al nuovo mister dell'Imolese

A pochi giorni dal suo arrivo sulla panchina dell”Imolese ecco un ritratto del nuovo mister Gianluca Atzori, tra calcio, idee e passioni. Iltutto alla vigilia del match di domani dei rossoblù che, alle 17.30, sfideranno in trasferta la Fermana.

Questa è un’intervista diversa dal solito, cominciamo dal tuo motto…

«Una buona squadra è fatta da chi para, chi segna, chi insegna… Ve lo spiego. Se dovessi mai costruire una squadra partirei da quei 3 aspetti perché chi para porta punti, chi segna porta punti, l’allenatore porta punti, quindi queste sono le 3 pedine che io andrei a scegliere».

Hobby: dove ti trovo se ti cerco nel tempo libero?

«Mi piace tutto quello che è sport dove si fa fatica. Appena ho smesso di giocare a calcio mi sono dato al tennis: se fosse per me giocherei 3-4 volte alla settimana, ma con il mal di schiena mi sono dovuto fermare. Quel dolore mi ha fatto smettere anche di correre: ho fatto 2 maratone e una mezza: non quelle di Boston o New York, ma quella di Ravenna o qui attorno. Ora mi sono innamorato della bicicletta da 6 anni, sia da strada che mountain bike».

Chiudiamo con una domanda sul calcio «allenato». Hai vissuto stagioni diverse finora nella tua carriera: preferisci partire ad inizio stagione o subentrare?

«Come tutti, mi piacerebbe arrivare ad inizio stagione. Ci sono dinamiche diverse, quando subentri a stagione in corso devi raccogliere tutto più in fretta e non puoi pensare di mettere 25 persone tutte d’accordo. Oggi entro con la mia testa: pian piano cerco di imporre la mia idea e la squadra mi viene dietro progressivamente. Quando invece alleni dall’inizio dell’anno e come quando prendi un cucciolo a casa: l’imprinting iniziale glielo dai in ritiro, dove nasce il rapporto fra me e loro su quello che deve essere il nostro cammino».

L”articolo completo su «sabato sera» del 10 ottobre.

Nella foto (Isolapress): il mister dell”Imolese Gianluca Atzori

«Piacere, Atzori», intervista «insolita» al nuovo mister dell'Imolese
Sport 6 Ottobre 2019

Calcio serie C: Atzori, emozioni e propositi per l'esordio al Romeo Galli contro il Fano. IL VIDEO

Il nuovo allenatore dell”Imolese Gianluca Atzori è pronto per il suo esordio in panchina allo stadio Romeo Galli dopo aver allenato i rossoblù domenica scorsa a Cesena. Stavolta sarà la sua prima vera Imolese, dopo una settimana di allenamenti. Nell”intervista video che vi proponiamo ecco come l”allenatore vorrebbe vedere la sua squadra. Dalle sue parole si intuisce che ci saranno novità nella formazione che affronterà il Fano alle 17.30. Noi la immaginiamo così…

IMOLESE (4-3-2-1): 22 Rossi; 23 Garattoni, 5 Checchi, 28 Della Giovanna, 29 Ingrosso; 8 Tentoni, 21 Bolzoni, 6 Alimi; 11 Provenzano, 10 Belcastro; 9 Vuthaj. (1 Libertazzi, 12 Seri, 19 Boccardi, 27 Valeau, 30 Schiavi, 2 Alboni, 4 Marcucci, 17 Maniero, 25 Artioli, 26 Carini, 7 Latte Lath, 14 Bismark, 20 Sall). All. Atzori.

Nella foto: mister Atzori insieme a Belcastro

Sport 5 Ottobre 2019

Calcio serie C, conosciamo meglio il nuovo tecnico dell'Imolese Gianluca Atzori

Una buona squadra come dev’essere fatta? Chi para, chi segna e chi insegna». E’ una delle frasi che Gianluca Atzori, nella sua carriera da allenatore, ha spesso utilizzato per descrivere gli ingredienti dai quali partire per le proprie squadre. Il primo impatto è stato diverso, visto che si è passati da quel «frustrante» che è stato il ritornello dell’ultima conferenza stampa di Federico Coppitelli da allenatore dell’Imolese dopo il ko con la Virtus Verona, alla sicurezza che Gianluca Atzori ha mostrato sulle possibilità che la squadra a lui affidata possa togliersi da quei guai nei quali è precipitata con l’ultimo posto e le 4 sconfitte consecutive.

Parole rassicuranti, quelle che ha usato l’allenatore nato nel 1971 a Collepardo (paesino in provincia di Frosinone) ma ravennate di adozione, visto che vive nella città dove ha giocato 4 anni in serie B. Un Ravenna poi diretto al primo anno da allenatore (stagione 2008/09), dopo le esperienze come vice di Silvio Baldini a Parma, Lecce e Catania (dove ha collaborato anche con Walter Zenga nell’ultimo anno al Cibali). I play-off per la promozione in serie B conquistati con il Ravenna (eliminazione in semifinale) gli aprono le porte al salto doppio, visto che nel 2009 viene chiamato a dirigere i rossoazzurri, venendo però esonerato a dicembre quando la società etnea affida la panchina a Mihajlovic. La storia di Atzori in panchina riparte sempre nel sud, visto che con la Reggina in B nell’anno successivo centra il 6º posto ed i play-off per la promozione in serie A terminano in semifinale con il Novara. Proprio a Reggio Calabria Atzori conosce Vincenzo Franco, preparatore atletico che ritrova ad Imola e che resta, assieme a Stefano Fabi, nello staff della prima squadra anche dopo l’esonero di Coppitelli.

A proposito di staff, ci sono due nomi che lavorano con Atzori che non passano inosservati: il primo e più famoso è certamente Carlo Simionato (preparatore atletico assieme a Franco), velocista nato a Ravenna nel 1961 che è stato medaglia d’argento della staffetta 4×100 ai Mondiali di Helsinki dell’83 assieme a Mennea, Tilli e Pavoni. Il secondo è quello di Flavio Giampieretti (allenatore in seconda), uno degli uomini simbolo dell’Empoli dei miracoli, dove giocava assieme ad Atzori ed ai vari Di Natale, Rocchi, Cappellini e Vannucchi. Simionato e Giampieretti sono due «pretoriani» di Aztori e con lui hanno condiviso tante tappe di una sorta di giro dell’Italia (paragone d’obbligo, visto che Aztori è un cicloamatore) su panchine come quelle della Sampdoria, dello Spezia, della Reggina, del Siena, della Pistoiese e della Pro Vercelli, che contraddistinguono gli ultimi anni in panchina del nuovo allenatore dell’Imolese. Mister che al Bacchilega ha ritrovato pure Filippo Ghinassi che, ai tempi del Ravenna, ha svolto il ruolo di osservatore per lui. (an. mir.)

Nella foto (Isolapress): Gianluca Atzori

Calcio serie C, conosciamo meglio il nuovo tecnico dell'Imolese Gianluca Atzori
Sport 28 Settembre 2019

Calcio serie C, intervista a Francesco Bolzoni dell'Imolese: «Scudetto con l'Inter e presenze in Champions»

Ci sono state almeno due epoche nella storia dell’Inter penalizzanti per un calciatore del settore giovanile che ambisse a mettersi in luce; la prima negli anni ’60, coi nerazzurri allenati dal «mago» Helenio Herrera; poi quella dello «special one» Josè Mourinho. Ed è in quest’ultima che Francesco Bolzoni, centrocampista 30enne dell’Imolese (che domani alle 17.30 sfida al Manuzzi il Cesena), si ritrovò a lottare per ritagliarsi uno spazio in prima squadra. Mission impossible, considerando che nel 2008 aveva solo 19 anni e che in mezzo al campo l’Inter annoverava Cambiasso, Zanetti, Muntari Stankovic, Jimenez e Vieira. E infatti Bolzoni da titolare in quella stagione giocò un solo spezzone di partita, il 24 maggio 2009 a Cagliari nell’ultima di campionato, subentrando a Chivu. «Entrai per il quarto d’ora finale nel centrocampo a tre con Zanetti e Cambiasso – ha raccontato Bolzoni, che è nativo di Lodi, ma risiede a Gallarate insieme alla moglie Federica e al figlio Leonardo, che compirà 7 anni il prossimo gennaio -. Perdemmo 2-1, ma almeno con una presenza posso dire di aver vinto uno scudetto anch’io, insieme a giocatori come Toldo, Ibrahimovic, Maicon, Figo, Crespo, Materazzi».

E puoi anche vantarti di aver giocato in Champions.

«Capitò l’anno prima con Roberto Mancini, che mi fece esordire al Meazza col Psv Eindhoven. Vicemmo 2-0 e io feci gli ultimi 20 minuti al fianco di Cambiasso davanti alla difesa. Poi al ritorno in Olanda giocai tutta la partita. Vincemmo anche lì 1-0. Quella volta eravamo disposti a tre in mezzo, io Stankovic e Dacourt». (a.d.p.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 26 settembre.

Nella foto (Isolapress): Bolzoni all”esordio in rossoblù contro il Modena

Calcio serie C, intervista a Francesco Bolzoni dell'Imolese: «Scudetto con l'Inter e presenze in Champions»

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