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Sport 29 aprile 2018

Terzo lunedì di camminate a Casalfiumanese, da Parco Manusardi verso la «StraVallata»

Domani proseguono le «camminate per la salute» in preparazione della «StraVallata» del 20 maggio. Il ritrovo (ore 20) è previsto al Parco Manusardi di Casalfiumanese, si percorrerà via Pineta, «Granarolo» e ritorno. 

Ogni lunedì alle ore 20, per 5 settimane (con ripresa il 21 maggio), un nuovo gruppo di cammino promosso da alcuni cittadini e supportato dalle associazioni di volontariato di Casalfiumanese, prenderà il via da Parco Manusardi per svagarsi e stare in salute tra i magnifici paesaggi delle serate primaverili offerti dalla Vallata. Partecipare a queste passeggiate avrà anche l’obiettivo di arrivare preparati ed in forma per la 1ª «StraVallata», una camminata di gruppo che si svolgerà domenica 20 maggio, con partenza alle 9.30 dal gazebo di Parco Manusardi fino al campo sportivo di Borgo Tossignano e ritorno, circa 12 km che si snodano tra le campagne che uniscono i due Comuni. 

Per informazioni, tel. 333-9893607.

r.s.

Nella foto: Parco Manusardi

Terzo lunedì di camminate a Casalfiumanese, da Parco Manusardi verso la «StraVallata»
Cultura e Spettacoli 29 aprile 2018

Silvana Bissoli, l'artista imolese che incide ulivi sul legno

La bellezza della natura e la bellezza dell’arte. Unite ed esaltate, in modo anche fisico, nelle opere di Silvana Bissoli, pirografista imolese originaria del veronese e legata inscindibilmente al Salento. Un giro d’Italia per un’artista che ha fatto dell’ulivo l’elezione della sua anima e della sua espressività e che crea con la tecnica della pirografia, ovvero dell’incisione tramite calore: su legno, nel suo caso, ma si potrebbe fare anche su altri materiali, ad esempio cuoio o sughero. Tecnica antichissima che veniva utilizzata grazie a ferro rovente, si avvale oggi di moderni strumenti detti pirografi, con punte di metallo che si scaldano con la corrente elettrica e che permettono di incidere il legno, con tanti piccoli trattini o puntini che creano le figure. «L’ulivo è un linguaggio con cui posso comunicare con tutti i popoli del Mediterraneo – si racconta -. Si trova nella mitologia, nella religione. Simboleggia la pace, la resistenza, la rinascita. Quello con l’ulivo è stato un incontro totalmente casuale ma che ha risposto pienamente a un mio bisogno di esprimermi ed essere pienamente me stessa».

Se l’incontro con l’ulivo avviene grazie ad una compagna di università che la ospita a casa sua in Salento per una vacanza, l’espressione artistica arriva più tardi e si concretizza anche con un bel laboratorio che Silvana ha aperto quindici anni fa a Imola, in via Carradori 11, dove lavora e dove tiene mostre e presentazioni di libri: L’ulivo e la luna. «Sono veronese di nascita – spiega -, ma vivo a Imola dal 1975 per amore. Ho studiato Scienze politiche a Bologna perché ho sempre avuto l’esigenza di comunicare, ma poi ho capito che non era quella la strada giusta per me. Ho seguito l’arte. Ho incontrato gli ulivi attraverso una compagna di università che mi ha ospitato a casa sua a Otranto quando avevo circa ventitré anni. Dalla realtà veneta sono stata catapultata in un mondo che non mi sembrava nemmeno Italia, magico con le case bianche, la vita in una masseria… è un’esperienza che mi ha segnata. Poi il Salento ritornava prepotentemente nella mia vita, tra le mie amicizie, con mio fratello che ha sposato una salentina… Fino a che, mentre mi dedicavo alla famiglia e al volontariato, ho incontrato un artista, Giorgio Fersini, che mi ha insegnato la pirografia. Così ho iniziato lo studio dell’ulivo, e nel 2003 ho realizzato il sogno di aprire il laboratorio L’ulivo e la luna, con l’ulivo che è sostanza e radici e la luna che è sogno: sono due componenti essenziali nella vita. È vero che i sogni non sempre si realizzano ma senza sogni non si fa niente».

Nel laboratorio imolese sono esposti diversi lavori di Silvana, tavole di legno dove gli ulivi si animano, spiccano e sembrano quasi uscire dal supporto per allungare i propri rami verso chi li guarda, in un abbraccio salvifico. «L’albero dell’ulivo ha importanza e significato in ogni sua parte, dalle radici alle foglie. Tramite l’ulivo riesco a parlare di ogni tema, guerra, pace, amore, amicizia, attraverso le forme. Per le tavole, utilizzo più che altro il pioppo perché è chiaro: il legno nel tempo scurisce quindi ho bisogno di partire col chiaro. Ho un pirografo con cui incido il legno, in pratica scrivo con il fuoco. È un lavoro lentissimo, che non si cancella. Se la tavola è grande, faccio i contorni con la matita per impostare il lavoro. Tutti i miei ulivi sono reali quindi li devo trovare, non me li invento».

Dalle mani di Silvana prendono vita ulivi che sono madri che abbracciano, giovani amanti, uomini stanchi, dolci animali. Un lavoro a cui Silvana è particolarmente legata è Getsemani, dove gli ulivi sono Gesù e gli apostoli. «Purtroppo il vero campo che ho identificato con Getsemani, dove ho trovato gli ulivi che poi ho rappresentato, è bruciato in estate. Si è salvato, però, l’ulivo che ho identificato con Gesù. E proprio a questo, avendo rifatto la tavola con Gesù come se io ci fossi entrata dentro, ho dedicato la mostra che attualmente è esposta al Castello Aragonese di Otranto (dal 5 aprile al 30 maggio), che ho intitolato E poi fui solo. Passo dopo passo verso dove, con un messaggio che vuole essere positivo perché Gesù si è salvato, e ponendo sempre l’attenzione sulla salvaguardia degli ulivi, un tema importantissimo».

Importante anche Il mondo, un’opera che rappresenta la terra che soffre, con il simbolo della pace che la abbraccia. Si tratta, infatti, di un mappamondo in legno con inciso un ulivo che l’avvolge: «È un blocco di faggio, e ho avuto urgenza nell’inciderlo, perché il ciocco di legno bagnato può fare crepe: me l’hanno consegnato integro ma ha iniziato subito a rompersi. Poi, però, mi sono accorta che il legno mi dava i confini, creava la mappa della Terra, le crepe sono la sofferenza, c’è movimento. Io ho fatto l’ulivo che abbraccia».

s.f.

L”articolo completo su «sabato sera» in edicola dal 25 aprile.

Nella foto: a sinistra Silvana Bissoli con «il mondo» e a destra l”opera «getsemani»

Silvana Bissoli, l'artista imolese che incide ulivi sul legno
Sport 29 aprile 2018

Calcio, l'imolese Alessio Petti ha vinto la serie D con il Rimini. «Il nostro segreto? Lo spogliatoio»

Coincidenze… Quelle che un anno fa videro Alfonso Selleri segnare con il Delta Rovigo la rete che divenne decisiva per la promozione del suo Ravenna, quelle che un mese fa hanno visto Alessio Petti segnare una doppietta con il Mezzolara buona per tenere avanti il Rimini sull’Imolese. Un anno dopo, quindi, ancora una volta per una Imolese che non ha vinto il campionato, c’è un imolese che quella D l’ha vinta: Alessio Petti adesso si gode il primato. «Abbiamo vinto un campionato con una cavalcata che nessuno questa estate avrebbe messo in conto: quando scelsi il Rimini a metà agosto, dopo l’infortunio di Marco Vesi e dopo aver capito che non avrei trovato l’ingaggio in quella serie C nella quale volevo giocare dopo Gubbio, non pensavo certo sarebbe finita così. Fare la serie D a Rimini come seguito ed ambiente, però, vale quella serie C che abbiamo conquistato riuscendo ad essere, partita dopo partita, sempre più compatti, riuscendo così a passare anche momenti di flessione come quello dei tre pareggi di fila con i quali sembrava che l’Imolese potesse arrivare ad agganciarci».

La sfida al Neri è stata impietosa.

«Ha detto che siamo più forti: il segreto è stato nello spogliatoio, siamo stati sempre in sintonia pensando che giocavamo per il Rimini e per noi, riuscendo così a superare anche il momento difficile della sostituzione fra Muccioli e Righetti in panchina, oppure i giorni dopo la partita di andata con l’Imolese. Dopo quella cinquina siamo stati toccati nel nostro orgoglio, da lì abbiamo capito che dovevamo resettare e ripartire, così è stato. Grassi, poi, è un presidente che fa calcio perché gli piace stare nel calcio, vuole provare a portare divertimento alla gente senza strafare, dando un progetto solido al Rimini: spero di farne parte anche il prossimo anno, la mia priorità è giocare in C a Rimini».

E chissà che le strade del calcio non portino nuovamente all’incrocio con l’Imolese.

«Se l’Imolese riuscirà a recuperare gli infortunati e sarà se stessa, è la squadra più forte, quindi è la mia favorita per i play-off che non sono semplici ma nei quali comunque i valori credo verranno fuori. Quest’anno ci sono sempre stati dietro, quindi non ci sono grandi rimpianti da parte loro: ai nastri di partenza pensavo che avrebbero potuto starci davanti, ma poi c’è stato qualcosa che ha fatto la differenza a nostro favore. Consigli all’Imolese per provare a vincere il campionato? No, io adesso faccio il calciatore, certo tutto dipenderà dalla categoria nella quale i rossoblù giocheranno il prossimo anno».

an.mir.

L”intervista completa su «sabato sera» in edicola dal 25 aprile.

Nella foto (Isolapress): l”imolese Alessio Petti con la maglia del Rimini in questa stagione al Galli

Calcio, l'imolese Alessio Petti ha vinto la serie D con il Rimini. «Il nostro segreto? Lo spogliatoio»
Cultura e Spettacoli 28 aprile 2018

Risotto come «salva» pasto. Alcune ricette gustose in vista dell'estate

La bella stagione è sinonimo di qualche pranzo anche all”aria aperta o con amici e parenti. A «salvare» chi si mette davanti ai fornelli è il risotto, piatto che può risolvere ogni problema sia se lo si prepara in modo tradizionale o con ingredienti più sostanziosi e particolari. Ecco alcune ricette da sperimentare anche in vista dell”estate.

Risotto agli asparagi

Ingredienti per 4 persone: g 350 riso Carnaroli ½ mazzo di asparagi ½ cipolla gialla piccola 1 bicchiere di vino bianco secco 1 litro di brodo vegetale g 50 di burro g 50 di parmigiano reggiano grattugiato olio extravergine d’oliva sale & pepe.

Preparare il brodo con un dado vegetale e tenere da parte. Lavare e tagliare a rondelline sottili gli asparagi (lasciando integre le cime). Mettere le cime degli asparagi a bollire dolcemente in acqua leggermente salata per 4-5 minuti, scolare e tenere da parte. Tagliare ? nemente la cipolla e soff riggerla dolcemente in una padella capace e dai bordi alti con poco olio extravergine d’oliva e il burro. Alzare la ? amma e sfumare con vino bianco sino a farlo evaporare. Aggiungere gli asparagi, mescolare e aggiungere un mestolino di brodo. Cuocere per pochi minuti, abbassare la ? amma e aggiungere il riso. Sfumare con il resto del vino e coprire con 2-3 mestoli di brodo. Cuocere a ? amma medio bassa e a tegame scoperto. Mescolare spesso e se necessario aggiungere altro brodo. Spegnere e mantecare con il burro e il parmigiano reggiano grattugiato. Se necessario aggiustare di sale. Decorare i piatti con le cime precedentemente sbollentate.

Risotto al culatello di Parma e melone

Ingredienti per 4 persone: g 350 di riso Carnaroli ½ cipolla gialla piccola g 150 di culatello di Parma (una fetta tagliata spessa) g 100 di melone 1 bicchiere di vino bianco 1 litro di brodo vegetale olio extravergine d’oliva g 50 di burro g 50 di parmigiano reggiano grattugiato sale & pepe.

Preparare il brodo con un dado vegetale e tenere da parte. Tagliare a dadini il culatello e tenere da parte. Tritare ? nemente la cipolla e farla imbiondire in una padella capiente con 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva e il burro. Aggiungere il riso, lasciarlo insaporire mescolando, quindi aggiungere il vino e lasciare che evapori a ? amma moderata. Aggiungere il culatello al riso, coprire con 2-3 mestoli di brodo e, se necessario, aggiungerne. A cottura ultimata spegnere, aggiungere il parmigiano, mescolare, aggiustare di sale e in? ne unire il melone fresco tagliato a pezzetti.

Risotto con funghi e salsiccia

Ingredienti per 4 persone: 2 hg di funghi champignons, una cipolla, 2 etti di salsiccia, 4 bicchieri di riso, ½ bicchiere di vino bianco, un dado.

Rosolare prima la cipolla, poi aggiungere i funghi e in? ne la salsiccia. Aggiungere il riso, rosolarlo e versare ½ bicchiere di vino bianco. Quando si è asciugato, iniziare ad aggiungere il brodo di dado. Per ultimo il parmigiano.

r.c.

Altre ricette su «sabato sera» in edicola dal 25 aprile.

Nella foto: risotto agli asparagi

Risotto come «salva» pasto. Alcune ricette gustose in vista dell'estate
Sport 28 aprile 2018

Basket Andrea Costa, il bilancio finale di Domenicali: «Adesso la società è sana, serve un palazzo e se avessimo lo sponsor…»

C’è una equazione alla base di questa stagione dell’Andrea Costa, vissuta nettamente sopra le righe. Se la settimana scorsa Demis Cavina (artefice principale delle fortune biancorosse) disse che… «Se sono tornato a Imola, il merito e di Gianpiero Domenicali», vuol dire che anche il numero uno di via Valeriani lo è stato (artefice), per la proprietà transitiva. A bocce quasi ferme vediamo quali sono i pensieri del numero uno biancorosso su quello che è stato e su quel che sarà.

Cavina va o resta?

«Ho le idee ben chiare, ma lui ha bisogno di una ventina di giorni per staccare la spina e riflettere. A metà maggio ci rivediamo e ne parliamo. Lui resta il nostro primo e unico obiettivo e nelle prossime settimane non parlerò con altri tecnici o procuratori. Però non voglio aspettare giugno per decidere».

Come giudica questa stagione?                     

«La metto sul podio insieme alla seconda di Ticchi di due anni fa. Quest’anno non abbiamo raggiunto i play-off, ma si è creata una simbiosi tra squadra, tecnico e pubblico, che mai si era vista in passato. Cavina ci ha spinti a fare una scommessa che abbiamo vinto. Abbiamo puntato su giovani come Simioni, Alviti e Toffali (per i più sconosciuti) e sul più conosciuto Penna, ed è stato un successo. Per contro c”è stata una differenza nel rendimento tra le partite in casa e quelle fuori, dove si è vista una diversa carica agonistica e una concentrazione non sempre ottimale».

Quanto valgono i vostri 30 punti e come si spiegano le 13 vittorie in casa e solo due fuori? ?

«Andate a vedere quante volte in passato abbiamo raggiunto questo traguardo e se ne comprenderà il valore. Però è amaro constatare che, pur avendo fatto così bene, siamo solo decimi in classifica. Vincere fuori è bello, ma mai come in casa. Le tante vittorie hanno creato una simbiosi perfetta tra squadra e pubblico e, dopo la vittoria con Montegranaro, ho visto in tanta gente il dispiacere per la fine della stagione e per non poter rivedere questa squadra».

Come giudica i due «Usa»?

«Si sono rivelati utili per le strategie del tecnico, senza essere mai troppo ingombranti. Bell, che aveva fama di primattore, è stato bravo a mettersi a disposizione della squadra e Wilson, dopo l’ottimo campionato e il passaporto comunitario, può ambire a qualcosa di più importante».

Un primo sponsor aiuterebbe?

«Con uno sponsor di spessore nel giro di qualche anno potremmo puntare anche ai primi posti».

Oggi qual è lo stato di salute del club?

«A differenza di un anno fa, è buono. Dall’assemblea d’inizio settimana si è cominciato a parlare di futuro, sperando che la base sociale (che non finirò mai di ringraziare) confermi il proprio impegno».

L’avvento del nuovo sindaco a Imola cosa cambierà per voi?

«Daniele Manca è stato un interlocutore assai positivo, facendoci sentire sempre vicina l’Amministrazione comunale. Chi ne prenderà il posto, a prescindere dal colore politico, dovrà tenere in considerazione l’Andrea Costa come la società sportiva più importante della città. Ai candidati alla prima poltrona di via Mazzini faccio presente l’esigenza di un nuovo palasport, perché dover fare due o più partite a Faenza e turni d’allenamento difficili da gestire sono grossi problemi. Serve un impianto migliore».

p.p.

L”intervista completa su «sabato sera» in edicola dal 25 aprile.

Nella foto (Isolapress): Gianpiero Domenicali esulta assieme a Jeremiah Wilson

Basket Andrea Costa, il bilancio finale di Domenicali: «Adesso la società è sana, serve un palazzo e se avessimo lo sponsor…»
Sport 28 aprile 2018

Attorno a Campiuno con il Cai alla scoperta di «Erbe e fiori della Vena del Gesso»

Domani la sezione imolese del Cai organizza una passeggiata nella zona di Campiuno «Alla scoperta delle erbe e dei fiori della Vena del Gesso». Il ritrovo è alle ore 8.30 al parcheggio Bocciofila in viale Saffi, oppure alle 9 al parcheggio della quercia scolpita di Tossignano. Si camminerà per circa 3 ore affrontando un lieve dislivello di circa 200 metri. Sono necessari abbigliamento e calzature adatte per muoversi su sentieri.

Per informazioni: Antonio (tel. 339-5748308).

r.s.

Nella foto: paesaggio della Vena del Gesso

Attorno a Campiuno con il Cai alla scoperta di «Erbe e fiori della Vena del Gesso»
Sport 28 aprile 2018

Ciclismo Allievi, tutto pronto per il «Memorial Benfenati» a Osteria Grande

La primavera ripropone ogni anno tante abitudini e tradizioni, che si risvegliano con la bella stagione. Tra le più belle c’è la «due giorni» ciclistica delle colline castellane, organizzata come ogni anno dalla società Sergio Dalfiume di Osteria Grande. Anche nel 2018, come già accaduto negli ultimi anni, la «due giorni» ciclistica delle colline castellane si sviluppa in due diversi week-end: domani il 31° Memorial Benfenati per Allievi (15-16 anni), poi la 67ª Coppa Varignana per Elite e Under 23, domenica 13 maggio. Il Memorial Benfenati, denominato anche 11° Trofeo Vifermeca, sarà anche valevole come prima prova della Sprinter Cup, classifica riservata alla categoria Allievi nell’ambito della Bologna Cycling Cup, challenge ideato e promosso dal comitato provinciale bolognese della Federciclismo. Il via della gara per gli Allievi è previsto alle 14.30 dallo stabilimento Vifermeca (via Calabria 27/29) che ospita anche il ritrovo di partenza e le operazioni preliminari; dopo 7 giri del circuito pianeggiante locale di 7,8 km, l’arrivo è previsto attorno alle ore 16, sempre davanti allo stabilimento Vifermeca.

ma.ma.

L”articolo completo su «sabato sera» in edicola dal 25 aprile.

Nella foto: arrivo di una precedente edizione

Ciclismo Allievi, tutto pronto per il «Memorial Benfenati» a Osteria Grande
Sport 28 aprile 2018

Biciclettata ambientalista «Ermes Sasso», genitori e bimbi con l’Avis dal Prato della Rocca

Domani, la Polisportiva Avis Imola, in collaborazione con l’Ufficio Sport del Comune di Imola, Area Blu, Conami ed Hera, col patrocinio del Comune, organizza la 21ª biciclettata ambientalista «Ermes Sasso» (il suo ideatore, più conosciuto come «Ermo»), che partirà dal Prato della Rocca alle ore 10. Come al solito saranno coinvolti bambini, genitori e nonni e a tutti i bimbi sarà offerto dall’Avis un omaggio alla partenza ed all’arrivo un gelato dalla Polisportiva. L’obiettivo della biciclettata è far crescere nei bambini la consapevolezza del rispetto dei beni comuni dei luoghi importanti della nostra città, oltre ai valori morali e civili che sono fondamento dell’Avis. Il tema del 2018 è: «Energia pulita da fonti rinnovabili», il percorso si snoderà per il Parco dell’Osservanza e per quello delle Acque Minerali tra verde e piste ciclabili per arrivare dopo circa 5 km alla centrale idroelettrica del ponte della Tosa. 

r.s.

Nella foto biciclettata dell”Avis (dal programma della manifestazione) 

Biciclettata ambientalista «Ermes Sasso», genitori e bimbi con l’Avis dal Prato della Rocca
Sport 28 aprile 2018

A Castello oggi e domani la gara nazionale del «Lancio del ruzzolone»

Oggi e domani a Castel San Pietro, nel Parco Lungo Sillaro, è in programma la gara nazionale del «Lancio del ruzzolone» (per saperne di più), disciplina sportiva riconosciuta dal Coni e promossa dalla Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali (Figest).

Il ruzzolone è giocato principalmente sull’Appennino ed ha origini molto antiche. Nato prima del XV secolo, deriva dal lancio della forma di formaggio e viene effettuato con un disco di legno e una cordella. «Ci fa molto piacere ospitare per la prima volta una gara nazionale di questo sport minore, davvero molto coinvolgente, che porterà a Castel San Pietro Terme oltre 400 persone – afferma il sindaco Fausto Tinti –. E’ anche grazie a iniziative come questa, che Castel San Pietro Terme si candida sempre più a divenire un polo multifunzionale sportivo e turistico. E’ la prima collaborazione con la Figest e speriamo possa essere l’inizio di un percorso, con l’organizzazione di altre gare sul nostro territorio».

La gara riguarderà le categorie A, B, C, a coppie. Il via, come detto, questa mattina dalle ore 11 con le eliminatorie che proseguiranno anche domani alle 8. Alle 12 sono previste le finali e alle 14 le premiazioni.

r.s.

Nella foto: il tradizionale «Lancio del ruzzolone»

A Castello oggi e domani la gara nazionale del «Lancio del ruzzolone»
Economia 28 aprile 2018

Marco Martelli, l’agricoltore che sostituisce l’albicocco con l’aronia

Per Marco Martelli, dell’Azienda agricola Martelli e Renzi, il futuro si chiama aronia. Nel maggio di un anno fa ha messo a dimora nel suo campo, lungo la strada che da Fontanelice conduce a Gesso, 2.400 piantine che da fine agosto in poi cominceranno a produrre piccoli frutti a grappolo, simili a mirtilli. «L’aronia è stata una meravigliosa sorpresa – racconta, mostrandoci le piante in procinto di fiorire -. Cresce in qualsiasi terreno e clima, non necessita di irrigazione, e, soprattutto, non è intaccata da patogeni, caratteristica molto interessante per la coltivazione biologica».

La scorsa domenica, in occasione della fioritura, Martelli ha aperto al pubblico la sua azienda. Per chi si fosse perso l’appuntamento, è prevista una replica domani, domenica 29 aprile, dalle ore 9 alle 13, previa prenotazione al numero 335/6577002. 

L’incontro con la pianta originaria del Canada e delle lande siberiane è avvenuto quasi per caso. «Da qualche anno – prosegue – stava diventando evidente che l’albicocca, nostra maggiore coltura, stava entrando in crisi strutturale, perché il miglioramento genetico ha reso vocate zone che prima non lo erano. Per sostituire l’albicocco abbiamo preso in considerazione diverse possibilità: dal castagno, al mandorlo a guscio morbido, dalla cotogna al bambù. Abbiamo anche deciso di realizzare un laboratorio aziendale per trasformare frutta fresca in confetture, sciroppati e succhi». Da qui la scelta di cominciare a coltivare anche piccoli frutti, oltre a ciò che produciamo già ovvero kiwi, susine, cotogne, zucche cedrine. E l’aronia.  

Su internet Martelli ha poi individuato il primo e oggi principale produttore italiano, la “4 Principia rerum” in provincia di Gorizia, che nel 2015 ha avviato la coltivazione su 11 ettari. Ha visitato il sito produttivo e ha raccolto informazioni anche sulle proprietà di questo frutto. «Ha tutte le caratteristiche del vino rosso, con il vantaggio di non contenere alcol – sintetizza, entrando poi nel dettaglio -. E’ ricco di antiossidanti, polifenoli, flavonoidi e antociani, che lo rendono uno tra i più potenti anti-età esistenti in natura; ha effetti gastroprotettivi, epatoprotettivi e antinfiammatori; contiene vitamina C e K, che rafforzano il sistema immunitario, abbassano il colesterolo e migliorano la pressione sanguigna. Purifica il tratto urinario ed è più efficace dei mirtilli nel trattamento delle infezioni. Ha inoltre grandi quantità di fibre in grado di combattere stitichezza, emorroidi e di ripulire il colon». Non a caso l’aronia rientra nella categoria dei cosiddetti «superfood», prodotti ricchi di nutrienti, che di solito si trovano in commercio abbinati ad altri frutti. Una nota catena della grande distribuzione, ad esempio, propone il mix aronia, more di gelso e rabarbaro essiccati.  

«Sono stato il primo a coltivare l’aronia in Emilia Romagna» sottolinea. E ci fa assaggiare il risultato, sia sotto forma di frutta secca sia di succo, come quello che intende iniziare a produrre dal prossimo autunno. E’ una bevanda dall’intenso colore rosso rubino; il sapore è leggermente amarognolo e al tempo stesso zuccherino, ma gradevole e dissetante, con un vago sentore di tabacco. «E’ il tannino» spiega Martelli.  

La scorsa estate il coltivatore ha anche avuto modo di testare la resistenza della pianta alla siccità. «Ho fatto solo qualche irrigazione di soccorso, ma ho notato che non ha avuto grossi problemi. Inoltre, in un primo tempo mi era stato detto che cresce meglio all’ombra; in realtà l’ombra non serve. Da fine agosto per tre mesi circa produce il frutto. Ho fatto anche le prove di conservazione e fuori frigo si mantiene anche per cinque mesi, un po’ come l’uva passa». L’arbusto varia da un’altezza di mezzo metro a un metro circa.

Il prossimo passo sarà cominciare a produrre anche confettura con il raccolto dell’annata 2018, nel laboratorio di trasformazione, avviato a fine dicembre utilizzando un contributo pubblico. «Grazie alla tecnologia della cottura in depressione, a 60 gradi anziché a 100 – dice mostrandoci l’ipianto – non usiamo pectina e le proprietà della frutta si mantengono meglio. Inoltre, siamo autosufficienti dal punto di vista energetico. La caldaia a legna esterna produce il vapore e i pannelli fotovoltaici l’energia elettrica necessari».  (lo.mi.) 

L’articolo completo su “sabato sera” del 26 aprile.

Nella foto Marco Martelli nel suo campo di aronia

Marco Martelli, l’agricoltore che sostituisce l’albicocco con l’aronia

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