Economia

Green economy, l'importanza di raccogliere gli oli esausti (ma non alla rocca di Imola)

Green economy, l'importanza di raccogliere gli oli esausti (ma non alla rocca di Imola)

Qualcuno certamente ricorderà quel giorno di settembre in cui un raccoglitore per gli oli vegetali esausti è comparso improvvisamente nel prato circostante la Rocca di Imola, destando curiosità per la raccolta green ma anche non poche proteste per il luogo artistico non consono alla raccolta di rifiuti. Non una trovata ma un set pubblicitario dell”azienda guelfese Nuova C Plastica, che produce appunto raccoglitori per gli oli esausti, alimentari e non.

La raccolta degli oli vegetali esausti. La raccolta degli oli vegetali esausti, quelli utilizzati in cucina per la friggitura ma anche quelli dei sottoli, è forse la differenziata che cresce più rapidamente, almeno in Italia. Secondo il consorzio Conoe, che si occupa di raccolta, riciclaggio e recupero degli oli vegetali esausti, nel 2015 ne sono stati raccolti oltre 62 mila tonnellate, il 44% in più rispetto a 5 anni prima. Dal 2001, anno in cui il consorzio è diventato operativo, ad oggi sono state rigenerate oltre 580 mila tonnellate di oli esausti, che da rifiuti sono diventati risorsa.

Come si recuperano gli oli alimentari esausti? Gli oli vegetali usati possono essere recuperati e riutilizzati in differenti modi. Ad esempio possono essere trasformati in prodotti quali saponi, inchiostri, grassi per la concia delle pelli, biolubrificanti per l’agricoltura o la nautica, cere per auto. Oppure possono diventare una sorgente di energia per gli impianti di co-generazione. Negli ultimi anni, però, il principale mercato di sbocco per il recupero degli oli vegetali esausti è diventato la produzione di biodiesel, combustibile vegetale che può sostituire o miscelare i carburanti di origine fossile, con conseguente risparmio in emissioni di Co2. Il consorzio Conoe destina alla produzione di biodiesel oltre l’80% degli oli recuperati.

L”impegno di Nuova C Plastica. La raccolta degli oli esausti è fondamentale per renderne possibile il riutilizzo. In questo ambito lavora la Nuova C Plastica Srl. L’azienda nasce di fatto all’inizio degli anni Sessanta con il nome CaMa per intuizione di Marco Camoli, padre degli attuali titolari Piero e Gianmarco (insieme a loro anche il cugino Enrico), per la produzione di stampi e stampati di plastica. Nel 2000, oltre ad assumere una nuova configurazione e l’attuale nome di Nuova C Plastica, l’azienda apre la propria divisione Ambiente che da allora si occupa di disegnare, realizzare gli stampi e stampare raccoglitori per oli esausti di tutte le dimensioni, sempre e comunque in plastica. «Abbiamo deciso mettere la nostra lunga esperienza con le plastiche nel settore dei contenitori per la raccolta degli oli esausti sia come secondary business, sia perché crediamo fortemente nell’ecologia quale caratteristica importante oggi per un futuro migliore per i nostri figli. Un solo litro di olio, infatti, può inquinare un tratto di mare grande quanto quattro campi da calcio – spiega Piero Camoli -. Negli anni abbiamo rifornito numerose aziende multiutility che operano nel settore della raccolta dei rifiuti in diversi comuni italiani, inclusa Hera, che qualche anno fa ha regalato ai propri utenti il nostro raccoglitore domestico Ecohouse small da 2,2 litri».

Verso un green world. Hera, però, si è poi orientata sul conferimento dell’olio esausto tramite bottiglie di plastica che, una volta piene, l’utente deve introdurre nei contenitori stradali dedicati, mentre solo alle isole ecologiche è possibile conferire l’olio travasandolo da un altro contenitore. «Con il modus operandi che promuoviamo noi attraverso i nostri prodotti si risparmia il rifiuto plastico, perché l’olio viene trasportato al punto di raccolta con una tanica riutilizzabile – commenta Camoli -. Abbiamo a cuore il pianeta, per questo sul finire dello scorso anno abbiamo presentato ai nostri clienti due novità all’avanguardia, per le quali abbiamo registrato lo spot alla rocca di Imola: una è la tanichetta che reca nel tappo il numero identificativo dell’utente per un più facile conferimento e riconoscimento; l’altra è la stazione di raccolta intelligente, con display che informa l’utente sui dati ambientali positivi dovuti alla raccolta che sta facendo e contemporaneamente traccia i conferimenti in maniera elettronica per conteggiare ed ottimizzare il servizio di raccolta, in favore della tariffazione puntuale da raggiungere entro il 2020. Quando la stazione è quasi piena chiama il camion per la raccolta».

Le novità made in Castel Guelfo sono state presentate pubblicamente a Ecomondo, la fiera di settore che si tiene a Rimini, alla presenza del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Il primo Comune ad acquistare le stazioni intelligenti di Nuova C Plastica è stato Treviso. Altre stazioni tradizionali si trovano, oltre che in Italia, in Slovenia, Spagna, Portogallo, Inghilterra e Grecia. Sempre a Ecomondo l’azienda guelfese ha presentato il raccoglitore da strada in alluminio con doppia bocca per il conferimento, «un prodotto nato dalle richieste di alcuni clienti – spiega Camoli – di avere contenitori anti-coda per gli utenti. A Treviso, così tante persone recuperano gli oli esausti che spesso si crea la fila per il conferimento». Infine, oltre ai raccoglitori per oli alimentari, l’azienda realizza taniche per la raccolta di oli minerali (auto e moto) dalle officine, «ma – precisa Camoli – si tratta di un ramo per il quale abbiamo prevalentemente clienti esteri in diversi Paesi europei».

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Nella foto: il set montato lo scorso settembre alla Rocca di Imola per la realizzazione del video promozionale per il nuovo raccoglitore per gli oli alimentari esausti Oilplan

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