#ANGELOCÈ – Le vittorie di Raul e Ai Ogura tra gli addii e i «mannaggia»
La settimana che ha preceduto il Gran Premio d’Olanda è stata caratterizzata dagli addii, con tanto di lettere struggenti che sempre arrivano alla fine di una storia. Della serie: «c’eravamo tanto amati» o «ti amo troppo, quindi ti lascio» che cercano di convincere che sia andato sempre tutto bene e che si concludono con commoventi «sei parte di me, non ti dimenticherò mai».
Ovviamente non è per eccesso d’amore se Pecco Bagnaia lascia la Ducati per l’Aprilia. Discorso che vale anche per Fabio Di Giannantonio, che ha scelto Ktm nonostante il team Vr46 volesse tenerlo, dovendo però mettere le mani al portafoglio. Ma si sa che da quelle parti c’è qualcuno con le braccine troppo corte.
Per non parlare di Jorge Martin che passerà alla Yamaha per incompatibilità con quell’Aprilia che ora lo ha issato in testa al campionato.
E siamo ad Assen, dove a vincere sono state le Aprilia sbagliate: non Bezzecchi (4° nella Sprint e uscito pressoché indenne da una caduta paurosa) e Martin (5° e 3°), ma davanti sono arrivate quelle del Team Trackhouse di Raul Fernandez e Ai Ogura, rispettivamente nella Sprint e nel Gran Premio. Anche fra le Ducati le migliori non sono state le factory di Marc Marquez (6° e 7°) e Bagnaia (7° e ritirato), ma quelle di Diggia (3° e 4°) e del quasi recuperato Alex Marquez, quinto domenica. Alla fine fra un «mannaggia mannaggia» e un «tutti in piedi sul divano» le gare sono state due: quella in pista e l’altra raccontata in cabina di commento. E menomale che Sky Sport non è una radio.
Angelo Dal Pozzo
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Foto prese dalla pagina Facebook della MotoGp
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