Cronaca

Partita la mobilitazione per sbloccare le grandi opere viarie dell'Emilia Romagna, anche i sindaci si schierano

Partita la mobilitazione per sbloccare le grandi opere viarie dell'Emilia Romagna, anche i sindaci si schierano

Il passante di mezzo, la bretella Sassuolo-Campogalliano, la Cispadana, la quarta corsia autostradale… Opere viarie strategiche per la competitività e lo sviluppo. Ma l’esecutivo nazionale gialloverde le ha bloccate tutte, una dopo l’altra, così come sta accadendo, peraltro, nel resto d’Italia. Ecco perché si svolgerà una manifestazione a Bologna (molto probabilmente il 9 marzo) per chiedere la fine dell’ostracismo verso le grandi infrastrutture dell’Emilia Romagna.Sarà una chiamata a raccolta di istituzioni, forze sociali ed economiche. Nulla però a che vedere con la manifestazione pro Tav di Torino. Niente piazza. Si cerca quel dialogo tra Roma e Bologna finora mancato.

«Noi abbiamo pensato ad una iniziativa a cui invitare il Governo per far sentire la voce dei territori, del mondo del lavoro e delle imprese perché tutti noi condividiamo la grande preoccupazione per quanto sta accadendo e un obiettivo fonda-mentale: che l’Emilia Romagna non venga fermata», ha spiegato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, al termine di una riunione a cui hanno preso parte amministratori locali, categorie imprenditoriali e sindacati per fare il punto sulle infrastrutture viarie in stand by. Condivisa l’idea di chiederne lo sblocco. «Ci troviamo di fronte a un interlocutore che sta smantellando gli accordi chiusi. Qui ci sono 2,5 miliardi di euro di opere che si vanno a bloccare – ha affermato Bonaccini -. Chiediamo che il Governo inizi a dare risposte vere e concrete e che permetta la realizzazione di opere il cui iter autorizzativo è stato completato, per le quali sono stanziate le risorse necessarie e indispensabili per la competitività del nostro sistema produttivo e turistico».

«Integrare e sostituire le infrastrutture esistenti può rappresentare un’opportunità, che potrebbe diventare l’ennesima occasione persa se non si saprà cogliere il momento. Penso al passante di Bologna, alla bretella Campogalliano-Sassuolo, alla Cispadana, infrastrutture strategiche per la competitività e lo sviluppo», ha dichiarato il presidente di Confindustria Emilia Alberto Vacchi. Dello stesso parere i sindacati: «Solo in Romagna tra trivelle e blocco dell’E45 si rischiano di perdere in qualche mese 20 mila posti di lavoro. Se aggiungiamo il blocco delle grandi opere, altri lavoratori dell’edilizia continueranno a restare a casa in cassa integrazione o perderanno il lavoro. Il problema è serio. Se pensiamo anche al blocco della Campogalliano-Sassuolo e al distretto ceramico è fuori discussione che anche lì in futuro potremo avere dei problemi», ha avvertito il segretario della Uil dell’Emilia Romagna e di Bologna, Giuliano Zignani.

Anche i sindaci del nostro territorio intanto si schierano per lo sblocco delle opere strategiche. Fausto Tinti,Luca Albertazzi, Luca Lelli, Daniele Meluzzi, Fabio Anconelli, Onelio Rambaldi, Cristina Carpeggiani, rispettivamente sindaci di Castel San Pietro, Dozza, Ozzano dell’Emilia, Castel Bolognese, Solarolo, Medicina e Castel Guelfo, hanno dichiarato il loro appoggio alla manifestazione proposta dal sindaco di Bologna Virginio Merola per sollecitare il Governo a sbloccare le infrastrutture. Una mobilitazione che inizialmente era stata pensata per promuovere la realizzazione del passante di Bologna, ma che nelle ultime ore ha visto allargare il fronte alle diverse opere che sono a rischio nell’intero sistema territoriale regionale, fra le quali c’è anche l’ampliamento dell’A14, con la quarta corsia dal casello di San Lazzaro fino alla diramazione per Ravenna.

«L’ampliamento dell’A14 interessa tutti i territori a est della città di Bologna e della provincia di Ravenna, da San Lazzaro a Castel Bolognese – sottolineano i sindaci -. E a questa infrastruttura è obbligatoriamente legata anche la realizzazione di opere strategiche, sia di ampliamento (tra cui i nuovi caselli autostradali di Toscanella e di Solarolo-Castel Bolognese, la rotatoria al casello di Castel San Pietro sulla via San Carlo), sia di adduzione sulla viabilità provinciale e comunale di tutti i terri-tori interessati (tra cui numerose rotatorie, viabilità tangenziali e la famosa bretella di Imola). Siamo quindi a sostenere pienamente la proposta lanciata dal sindaco metropolitano di Bologna di una manifestazione pro-infrastrutture per stimolare un Governo oggi inerte e nullafacente su un asset fondamentale e strategico per lo sviluppo del paese Italia e della regione Emilia Romagna».Le opere di adduzione ammontano in totale a oltre 29 milioni di euro.

Il servizio completo è su «sabato sera» del 21 febbraio

1 Comment

  • Evviva la mobilità sostenibile di stampo emiliano-romagnolo: + strade/cemento e + auto per tutti!
    Cari Sindaci, a quando la mobilitazione per potenziare il trasporto ferroviario e consumo di suolo zero???…

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