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Cronaca 12 Dicembre 2019

Ridimensionato ma in stallo il progetto della nuova stazione ecologica in Pedagna, si attende il permesso di costruire

A che punto è il progetto della stazione ecologica prevista nell’area dell’ex centrale di cogenerazione di via Montericco? Il primo a parlarne fu, nel 2015, l’allora assessore all’Ambiente Davide Tronconi. «Per diminuire i costi della raccolta dei rifiuti e rimanere dentro i parametri europei della raccolta differenziata – aveva spiegato – stiamo ragionando sull’opportunità di realizzare una nuova stazione ecologica». L’impianto, al servizio degli abitanti dei quartieri Pedagna e Cappuccini, ma anche della frazione di Ponticelli, in origine doveva essere un centro di raccolta (non però per l’organico), presidiato nelle ore diurne e self service nelle ore notturne, raggiungibile in auto 24 ore su 24, con i rifiuti non a vista, ma chiusi in cassoni.

Nella stessa area era previsto in teoria anche un centro di riuso per tutti gli oggetti che potevano essere recuperati. A quattro anni di distanza il progetto è fermo. «Da ultimo se ne è occupato l’ex assessore Longhi – riassume il direttore di ConAmi, Stefano Mosconi -. Il progetto era stato candidato a un bando di finanziamento europeo, che non è stato ottenuto. Si trattava di un pacchetto di interventi per oltre 4 milioni di euro, che comprendeva anche attività in collaborazione con altri Paesi Ue per diffondere le buone pratiche. Il contributo europeo avrebbe coperto più della metà della spesa». Venuta a mancare questa possibilità, gli oneri di realizzazione sono ricaduti tutti sul ConAmi.

«Alla luce di ciò – prosegue Mosconi – c’è stato un lavoro di mesi, in collaborazione anche con Atersir, l’autorità regionale che bandisce le gare per i gestori delle strutture di questo tipo, per rivedere il progetto, dimezzando la spesa pur cercando di mantenere le stesse dotazioni e adattandolo alle esigenze specifiche della città. E’ stato così raggiunto un punto condiviso con il Comune.
A ottobre, sull’area sono stati fatti i sondaggi archeologici necessari a ottenere il permesso della Sovrintendenza e si è ora in attesa del rilascio del permesso di
costruire da parte del Comune». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 5 dicembre

Nella foto la palazzina di via Mentana dove ha sede il ConAmi

Ridimensionato ma in stallo il progetto della nuova stazione ecologica in Pedagna, si attende il permesso di costruire
Cronaca 4 Dicembre 2019

Pronti a partire a Medicina i lavori per la pista ciclopedonale che collegherà il centro storico con la bus station

C’è anche Medicina fra i venti Comuni dell’Emilia Romagna (e i quattro della provincia di Bologna) che avranno la possibilità di usufruire del finanziamento che la Regione ha destinato alla riqualificazione di percorsi pedo-ciclabili già esistenti e alla realizzazione  di nuove piste ciclabili. Medicina ha ottenuto un contributo per la realizzazione della ciclopedonale lungo via Saffi, con il duplice obiettivo di «migliorare il collegamento fra il centro storico e la nuova bus station invia di completamento e favorire l’intermodalità piedi-bici-bus, per migliorare la qualità della vita» spiegano in una nota dal Comune.

Complessivamente, i lavori hanno un costo di 122 mila euro, dei quali 97.600 (ossia l’80%) verranno finanziati da viale Aldo Moro. «Il nuovo percorso ciclopedonale andrà dall’autoscuola Masi a via Fava, dove si attraverserà per raggiungere la bus station – spiega il sindaco, Matteo Montanari –. La pavimentazione verrà sistemata in porfido. Inoltre, verrà potenziata la rete di raccolta dell’acqua piovana e verranno sistemate le aiuole e gli stalli per la sosta e dell’isola ecologica per la raccolta dei rifiuti». La volontà è quella di «creare un collegamento bello e sicuro verso l’ex stazione ferroviaria – aggiunge Montanari –. Una volta terminati gli interventi di riqualificazione il flusso di persone che vi si recherà aumenterà».

L’opera «è già stata appaltata, tramite gara, alla ditta Strazzari di Poggio, e l’intervento inizierà a breve – continua il sindaco –. Poi, da capitolato, ci sono tre mesi di tempo per ultimare i lavori». Procedono, nel frattempo, i lavori di riqualificazione dell’ex stazione ferroviaria, dove troveranno casa la già citata bus station, ma anche, al primo piano dell’immobile, le associazioni cittadine Linea gialla e La strada, che si occupano di giovani e di tematiche di lor ointeresse, e le società Handmedia e Sinergo, che operano nei settori della formazione, dell’innovazione digitale e del marketing, selezionate sulla base dei progetti che hanno presentato nel settembre scorso, in risposta al bando per l’assegnazione deglispazi.  (lu.ba.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 28 novembre

Nelle foto: via Saffi come si presenta oggi, il cantiere all”ex stazione dei treni

Pronti a partire a Medicina i lavori per la pista ciclopedonale che collegherà il centro storico con la bus station
Cronaca 28 Novembre 2019

A Fontanelice e Castel del Rio in arrivo nuovi lampioni a led per illuminare le strade

Sono partiti in questi giorni gli interventi per migliorare l’illuminazione pubblica a Fontanelice e Castel del Rio. Partendo da Fontanelice, l’Aministrazione comunale ha deciso di destinare i contributi facenti parte del decreto legge cosiddetto «Crescita» del 30 aprile 2019 «Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi» al miglioramento della sicurezza ed efficientamento dei lampioni stradali. Si tratta di 42 mila euro che, come previsto dal progetto redatto dagli uffici tecnici comunali in collaborazione con la società di ingegneria I-dea Srl di Imola, prevede di intervenire sugli impianti più carenti del comune, ossia lungo la via Montanara, nella frazione Villa San Giovanni, in via dei Platani e nel parcheggio di via Andrea Costa (zona porta dei due leoni).

Nello specifico, lungo la via Montanara si prevede la sostituzione dei punti luce esistenti con nuovi apparecchi led ad alta efficienza, luce bianca calda, senza emissione di luce verso l’alto e con un sistema di riduzione del flusso luminoso automatico preimpostato durante le ore notturne. In via dei Platani, invece, è previsto il rinnovo completo del sistema di illuminazione con la sostituzione dei pali, che saranno più alti degli attuali per garantire il corretto illuminamento, e l’installazione di nuovi apparecchi illuminanti. Nel parcheggio di via Andrea Costa, infine, sarà realizzato un nuovo punto luce per consentire agli abitanti un miglior utilizzo dell’area,  illuminata. «Il risparmio di energia elettrica per il Comune sarà pari a circa il 72% rispetto ai consumi attuali degli impianti, con un minor esborso economico di circa 8 mila euro all’anno – afferma il sindaco di Fontanelice, Gabriele Meluzzi -. Tutela dell’ambiente e risparmio energetico sono temi attuali con i quali continueremo a confrontarci nei prossimi anni in una logica di cura e manutenzione urbana».

Anche il Comune di Castel del Rio, come detto, si appresta a migliorare l’illuminazione all’interno del territorio comunale. In particolare, l’ente locale utilizzerà 49 mila euro di fondi statali per riqualificare i lampioni lungo viale II Giugno e presso il complesso sportivo «I Giochi». In entrambi i casi, l’intervento di sostituzione dei lampioni dovrebbe essere ultimato all’inizio del 2020. (r.cr.)

Nella foto il sindaco di Fontanelice Gabriele Meluzzi accanto ad uno dei lampioni che saranno sostituiti

A Fontanelice e Castel del Rio in arrivo nuovi lampioni a led per illuminare le strade
Cronaca 23 Ottobre 2019

A Ozzano in arrivo una «bretella» per alleggerire il traffico della via Emilia, sta per nascere via Freddie Mercury

Sta per entrare nel vivo la realizzazione della cosiddetta «bretella», ovvero il quarto braccio della rotonda lungo la via Emilia all’incrocio con via Tolara di Sotto, poco oltre lo stabilimento Ima. Un tratto lungo poco meno di 600 metri, «che consentirà di alleggerire notevolmente il traffico sulla via Emilia» si augura il sindaco, Luca Lelli. In sostanza, la bretella, che verrà intitolata a Freddie Mercury, servirà per congiungere la rotonda con via Tolara di Sopra all’altezza dell’incrocio con via Nardi. Oltre alle corsie per i veicoli, ci saranno anche una pista ciclopedonale e un’area verde a protezione delle case che verranno realizzate dall’immobiliare De’ Toschi (gruppo Banca di Bologna) tra via Tolara di Sopra e la nuova bretella.

A fronte di questo accordo urbanistico, sarà proprio la De’ Toschi a realizzare il quarto braccio della rotonda per una spesa di circa 1 milione e 800 mila euro. «L’avvio dei lavori è imminente – aggiorna Lelli -. E’ già stata fatta la gara e sarà la ditta imolese Zini Elio a realizzare la strada. L’obiettivo è preparare il sottofondo prima dell’inverno e poi completare l’opera nel corso del 2020». Da notare che la lingua d’asfalto sulla quale verrà realizzata labretella è di proprietà di un privato che, in cambio della possibilità di realizzare a sua volta una parte di residenziale sempre in quella zona, si è detto disponibile a cedere gratuitamente al Comune l’area necessaria per realizzare la strada, accelerando così i tempi rispetto a una procedura di esproprio.

Il cantiere della bretella dovrebbe intersecarsi con l’intervento di Ima che, alle spalle dello stabilimento lungo la via Emilia, ha intenzione di realizzare un parcheggio da circa 600 posti che verrà collegato alla nuova viabilità. In questo modo, «potremo eliminare il semaforo sulla via Emilia che consente ai dipendenti di entrare e uscire dal piazzale, creando code negli orari di punta» conclude Lelli. (gi.gi.)

Nella foto: la rotonda sulla via Emilia dove verrà realizzato il quarto braccio in corrispondenza della striscia di erba verde (foto Isolapress)
A Ozzano in arrivo una «bretella» per alleggerire il traffico della via Emilia, sta per nascere via Freddie Mercury
Cronaca 23 Ottobre 2019

Novità in vista per la viabilità a Ozzano: in via Tolara di Sotto nascerà una nuova rotonda

La viabilità di via Tolara di Sotto, a Ozzano Emilia, è destinata a cambiare volto nei prossimi mesi, con una rotatoria e un nuovo accesso alla zona industriale Quaderna. Percorrendo la strada provinciale, appena oltrepassatala frazione di Osteria Nuova, si intravede già metà della rotonda che verrà realizzata al centro della strada, nonché il cantiere del nuovo stabilimento produttivo del gruppo Ima. La nuova rotatoria, così come le altre opere di viabilità tra cui un nuovo tratto di pista ciclabile e una nuova strada, verranno realizzate dalla Cmre Srl, immobiliare con sede a Bologna interamente posseduta da Ima Spa, che si sta occupando della costruzione dei nuovi uffici e del capannone incorso di realizzazione.

Nel dettaglio,in estate sono cominciati i lavori lungo via Tolara di Sotto,tra la fine di Osteria Nuova e l’inizio della zona industriale Quaderna, per la realizzazione della nuova rotonda. «In primavera – aggiunge il sindaco ozzanese, Luca Lelli -, comincerà l’intervento per realizzare una nuova strada di accesso alla zona industriale che correrà a fianco del nuovo stabilimento e che sarà dotata anche di un tratto di pista ciclabile, che si collegherà con quella da poco realizzata all’interno di Osteria Nuova grazie ai contributi del cosiddetto bando periferie». Complessivamente, come prevede la convenzione urbanistica siglata, le opere di urbanizzazione sono a carico del soggetto attuatore.

Oltre alla nuova rotonda e alla nuova strada includono, come di prassi, anche fognature, reti e illuminazione pubblica e avranno un costo di oltre 2 milioni di euro. Una volta completati i lavori, cambierà anche la viabilità di accesso alla zona industriale Quaderna. «Al termine dell’intervento- illustra Lelli -, sarà possibile accedere alla zona industriale utilizzando soltanto le due strade più esterne, ossia via Piemonte e la nuova che verrà realizzata.Verrà invece chiuso l’accesso da via Bertella, ricalcando così quanto già avviene in via Liguria e in via Lombardia». (gi.gi.)

L”articolo completo e altri servizi sugli interventi previsti sono su «sabato sera» del 17 ottobre

Nella foto la metà già realizzata della nuova rotonda e, sullo sfondo, il cantiere Ima

Novità in vista per la viabilità a Ozzano: in via Tolara di Sotto nascerà una nuova rotonda
Economia 13 Settembre 2019

La Regione Emilia-Romagna stanzia 560 mila euro per rilanciare l'apicoltura di qualità

Acquisto di interi sciami e famiglie con api regine per favorire il ripopolamento degli alveari minacciati dagli effetti negativi dei cambiamenti climatici e dell’uso scorretto dei prodotti chimici per la difesa delle colture; sostegno alle analisi di laboratorio finalizzate al miglioramento della qualità del miele; ammodernamento delle attrezzature per la conduzione degli apiari, i laboratori di smielatura e per praticare il nomadismo (cioè lo spostamento delle arnie sul territorio) seguendo le fioriture stagionali; nuovi metodi di lotta contro le malattie delle api; potenziamento dell’assistenza tecnica; partecipazione a corsi di aggiornamento professionale. Sono alcuni degli interventi finanziati dal bando varato ad inizio agosto dalla Giunta regionale, che ha messo a disposizione quasi 560 mila euro per dare attuazione al piano 2019-2020 di aiuti al settore dell’apicoltura. Primo step del Programma regionale triennale 2020-2022 approvato dall’Assemblea legislativa, che ha stimato un fabbisogno complessivo che sfiora i 3 milioni di euro nel prossimo triennio.

Metà delle risorse sono di provenienza comunitaria, l’altra metà è resa disponibile dal Governo italiano. Il budget per il 2019 è stato calcolato in base al numero di alveari presenti in Emilia Romagna a fine 2018 (113 mila quelli censiti dall’Anagrafe apistica nazionale). «L’apicoltura – sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli – è un settore di crescente importanza economica in Emilia Romagna, anche se quest’anno sta vivendo un’annata sfavorevole a causa delle cattive condizioni meteo della stagione primaverile, con piogge insistenti nel mese di maggio che hanno provocato un drastico calo della produzione di miele. Grazie al programma triennale di aiuti e alla nuova legge approvata nel marzo scorso dall’Assemblea legislativa, che ha rafforzato le misure di tutela delle api come sentinelle dell’ambiente, poniamo le basi per il rilancio del settore nel segno della qualità e della tipicità della produzione».

Le domande potranno essere presentate fino al 19 novembre 2019 attraverso la piattaforma informatica di Agrea (Sop). Gli aiuti sono in prevalenza riservati ad apicoltori singoli o aderenti a cooperative, associazioni apistiche, organizzazioni di produttori e, in parte, anche a enti ed istituti di ricerca. I contributi si riferiscono a spese sostenute nel periodo 1 agosto 2019-31 luglio 2020 e le percentuali di aiuto variano dal 50% al 100% a seconda della tipologia dell’intervento. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 12 settembre

La Regione Emilia-Romagna stanzia 560 mila euro per rilanciare l'apicoltura di qualità
Cronaca 9 Settembre 2019

L'ex assessore Raffini sullo sviluppo del territorio: «No consumo suolo zero a priori, ma valutare caso per caso»

Nelle scorse settimane abbiamo ricevuto in redazione una lettera in cui si esponeva il caso di un grande gruppo italiano intenzionato a costruire un nuovo stabilimento a Imola, creando così decine di posti di lavoro, e che si è visto bocciare il progetto dall’Amministrazione comunale in virtù del principio del consumo di suolo zero. «Il sindaco di Castel San Pietro, molto acuto – puntualizza la lettera – ha preso la palla al balzo e, udite udite, ha invitato l’azienda a costruire a Poggio. Terribile perdita per Imola». Dopo aver appurato che quanto sostenuto dal nostro lettore corrisponde al vero (ma i diretti interessati preferiscono non intervenire in merito), ci siamo trovati ancora una volta di fronte alla questione dell’effettiva attrattività del territorio imolese per le imprese che intendono insediarsi o ampliarsi qui.

Proprio per cercare di arginare il problema, l’ex assessore allo Sviluppo economico Pierangelo Raffini nel maggio 2016 aveva dato avvio al progetto Manufacturing zone restart, che metteva in campo una serie di facilitazioni per gli investitori. In questo modo una decina di imprese hanno scelto di puntare su Imola: Teapak, Medi-Care Solutions e Label-Aire, per citare le principali. Abbiamo incontrato Raffini, che oggi si occupa di sviluppo del business per la società di innovazione tecnologica Antreem, nella torre direzionale verde-nera Top code,da cui con lo sguardo si abbraccia tutta la zona industriale imolese.

Raffini, è possibile conciliare lo sviluppo economico-produttivo di un territorio con il principio del consumo zero di suolo?
«A mio parere, non bisogna basarsi sul preconcetto del consumo di suolo zero. Imola è già di per sé una città molto verde. Un conto è chiedere di utilizzare 20 mila metri quadri di terreno per farci un piazzale dove parcheggiare dei camion. In questo caso anch’io sono contrario, perché un investimento di questo tipo non porta sviluppo economico, ma solo svantaggi dal punto di vista ambientale. Quando però ci sono imprese che vogliono espandersi, a fronte di un piano industriale che prevede l’assunzione di decine di persone, bisogna essere realisti. Occorre valutare caso per caso. In un momento come questo, non ci si può permettere il lusso di dire dei no a priori. Io sono il primo a non volere consumo di suolo; da assessore avevo anche la delega all’Agricoltura, vengo da quel mondo, è importante che una parte del territorio rimanga agricola, ma in queste situazioni bisognerebbe usare il bilancino. “Cum grano salis”, come dicevano gli antichi. Magari si possono siglare degli accordi “do ut des”, che impegnino l’azienda a rendere verde un’altra zona».

L’utilità del progetto Manufacturing zone è stata riconosciuta anche dall’attuale Amministrazione, che ha scelto di mantenerlo, nonostante la tendenza a dare un taglio netto a tutto quanto fatto dai predecessori…
«Con l’attuale assessore Patrik Cavina il confronto è stato sempre onesto. Non voglio dare consigli a chi oggi amministra, non voglio fare il solone né insegnare agli altri. Racconto solo la mia visione personale,frutto della mia esperienzadi impresa». (lo.mi.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 5 settembre

Nella foto l”assessore della Giunta Manca allo Sviluppo del territorio Pierangelo Raffini

L'ex assessore Raffini sullo sviluppo del territorio: «No consumo suolo zero a priori, ma valutare caso per caso»
Cronaca 5 Settembre 2019

A Castel San Pietro cresciute le aziende e l'occupazione. E ora il sindaco Tinti punta su commercio e turismo

Nel corso del precedente mandato amministrativo del sindaco Fausto Tinti, riconfermato a maggio di quest’anno alla guida della città del Sillaro, diverse aziende si sono insediate o sviluppate in quel territorio comunale. Si tratta, ad esempio, della Robopac del gruppo Aetna, leader nel settore delle macchine per il packaging, che ha riutilizzato lo stabilimento prospiciente l’autostrada in passato occupato dalla Malaguti. Ma anche del maxi-accordo urbanistico firmato con Crif-Palazzo di Varignana, società al tempo stesso leader nell’informatica e con interessi nel settore alberghiero, onde favorirne lo sviluppo nell’area collinare e la realizzazione di un auditorium a Osteria Grande ove svolgere attività formative e meeting per i dipendenti e clienti provenienti da tutto il mondo.

Una capacità di attrarre investimenti e investitori certo non dovuta ad una formula magica, bensì ad una ricetta collaudata che ora il sindaco di Castel San Pietro intende replicare anche per lo sviluppo dei settori commercio e turismo. «Su mia proposta – spiega Tinti – la Giunta comunale ha deciso di istituire un nuovo servizio di sviluppo economico e promozione del territorio,con un dirigente dedicato e personale preparato, allo scopo di assistere e supportare le imprese che hanno un progetto di insediamento o sviluppo». Fra i motivi che possono attrarre (e far rimanere) un’azienda in un territorio, oltre a fattori come posizione o disponibilità di servizi, vi sono la capacità di offrire soluzioni su misura, nonché snellezza e certezza dei tempi delle procedure insediative. 

«E’ quel che stiamo cercando di fare con questo nuovo servizio – tiene a sottolineare Tinti -, che punta a facilitare il dialogo tra Amministrazionee impresa, onde garantire tempi rapidi e certi di risposta per il rilascio di titoli edilizi e autorizzazioni ambientali di competenza comunale, lavorando in collaborazione con gli uffici tecnici che conoscono le disponibilità del territorioper individuare le opportunità insediative da proporre a possibili investitori. Ovviamente, muovendosi all’interno degli strumenti normativi previsti». (mi.mo.)

A Castel San Pietro cresciute le aziende e l'occupazione. E ora il sindaco Tinti punta su commercio e turismo
Cronaca 26 Agosto 2019

Sono partiti oggi a Imola i lavori di adeguamento del sottopasso dell'asse attrezzato sotto la ferrovia

E” partito oggi a Imola, come anticipato dal nostro settimanale (leggi il nostro articolo), l”intervento di adeguamento della porzione di asse attrezzato (via della Cooperazione) compresa tra il ponte di via Borghi e la rotatoria con via Di Vittorio. I lavori in programma oggi, della durata di circa tre ore, riguardavano il ridisegno della segnaletica orizzontale della corsia in direzione sud-area residenziale e di quella adiacente in direzione nord e non prevedevano nessuna interruzione della circolazione.

Per quanto riguarda la seconda corsia in direzione nord-zona industriale, la più a destra a ridosso della spalla del tunnel ferroviario, i lavori previsti dureranno circa due settimane, per consentire la copertura di un fosso e l”asfaltatura della banchina. Per tutta la durata del cantiere sarà introdotto in zona il limite dei 30 chilometri orari. L”obiettivo dell”intervento è quello di cercare di porre rimedio al congestionamento provocato dal traffico nelle ore di punta. Si calcola infatti che siano circa 2.000 le auto che transitano sotto il ponte nell”orario tra le 7.30 e le 8.30 del mattino, dal momento che l”asse attrezzato è la principale strada di collegamento tra i quartieri residenziali a sud della via Emilia e l”area industriale e artigianale a nor della ferrovia.

L”oggetto dei lavori è la trasformazione del sottopasso, che attualmente ha una sola corsia per senso di marcia, in un tratto a tre corsie, due in direzione nord (verso la zona industriale) e una in direzione sud (verso le aree residenziali). Tale risultato, non potendo allargare lo spazio utile del ponte oltre i 12 metri attuali, si otterrà sfruttando diversamente tale spazio: le due corsie esistenti saranno ridotte, modificando la segnaletica orizzontale, da quattro a tre metri e mezzo di larghezza, recuperando per la terza corsia una parte della banchina laterale a destra della strada in direzione nord a partire dalla rampa di immissione di via Marzabotto fino ad oltre il sottopasso, dove avviene l”immissione nella rotatoria con via Di Vittorio. Oltre alla segnaletica orizzontale, saranno anche sistemate nuove cordolature a protezione del fosso stradale esistente, che per brevi tratti sarà anche tombato. L”intervento, progettato dalla società in house Area Blu, è di circa 70.000 euro, interamente a carico del Comune di Imola. (mi.ta.)

Nella foto l”avvio del cantiere questa mattina. La foto ci è stata inviata da un automobilista di passaggio

Sono partiti oggi a Imola i lavori di adeguamento del sottopasso dell'asse attrezzato sotto la ferrovia
Cronaca 26 Agosto 2019

Installata la wi-fi gratuita negli uffici postali e nuove cassette per le lettere nei piccoli comuni del circondario imolese

Wi-fi gratuito negli uffici postali di sei comuni, mentre in quattro paesi è stato fatto il restyling delle cassette rosse. Così nel circondario imolese è stato realizzato, tra gennaio e luglio, il programma dei “dieci impegni” che Poste Italiane ha riservato ai Comuni italiani sotto i 5.000 abitanti e che era stato presentato dall’amministratore delegato Matteo Del Fante all’incontro con i “Sindaci d’Italia” avvenuto nel novembre 2018 a Roma.

Nel dettaglio, nei primi sette mesi del 2019 Poste Italiane ha installato il wi-fi gratuito nei comuni o frazioni di Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Mordano e Fontanelice, mentre l’intervento sulle cassette rosse ha interessato Casalfiumanese, Castel del Rio, Castel Guelfo e Mordano. Il programma è tuttora in corso e prevede altri interventi per i prossimi mesi, con l’obiettivo, così sottolinea la nota dell’azienda, di definire «l’avvio di un nuovo dialogo e di un confronto aperto che avvicina ancora di più Poste Italiane ai territori e alle comunità locali».

Poste Italiane, azienda nata 157 anni fa, ha una rete di 13.000 uffici postali, per un totale di 134 mila dipendenti in tutta Italia. Per quanto riguarda le attività finanziarie, il giro è di 514 miliardi, con 35 milioni di clienti. Tra gli impegni presi nei confronti dei comuni sotto i 5.000 abitanti c”è anche quello di non chiudere nessun ufficio postale, al fine di sostenere, conclude l”azienda, «la crescita e lo sviluppo dei territori, in accordo con enti e pubbliche amministrazioni locali». (r.cr.) 

Nella foto un momento della presentazione del programma per i Piccoli Comuni avvenuta nel novembre 2018 a Roma

Installata la wi-fi gratuita negli uffici postali e nuove cassette per le lettere nei piccoli comuni del circondario imolese

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