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Economia 4 Luglio 2019

Posa della prima pietra per la nuova sede Teapak che sarà realizzata dalla Cefla in via Gambellara

Fervono i lavori di urbanizzazione dei terreni dove sorgerà il nuovo stabilimento della TeaPak. Intervento prodromico sia alla modifica del contiguo incrocio tra le vie Gambellara e Bicocca, ove verrà realizzata (entro l”anno) una rotonda, sia all”avvio della costruzione vera e propria della nuova sede, la cui posa della prima pietra avrà luogo venerdì 5 luglio, con una cerimonia alla quale prenderanno parte Sat Bachan e Giancarlo Marcaccini, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Yogi Tea, l”importante gruppo statunitense a cui fa capo la TeaPak.

La storia di quest”ultima azienda inizia in un garage di Imola, nel 1991, quando Pio Costa, che lavorava all”Ima di Ozzano Emilia, lanciò una sfida al figlio Andrea, che studiava meccanica all”Itis Francesco Alberghetti: acquistare due macchine imbustatrici non più funzionanti, da revisionare e rimettere in funzione. Sfida che venne accettata, così Andrea trascorse i mesi estivi smontando e rimontando ingranaggi complicati, col solo ausilio dei disegni. Il caso volle che di lì a poco Pio entrasse in contatto con un”azienda inglese che stava cercando un confezionatore di tè alla pesca. Le due macchine revisionate vennero quindi trasferite in un capannone in via dell”Agricoltura, idoneo ad ospitare due linee di confezionamento complete. Così Andrea, oggi direttore generale della TeaPak, cominciò ad imbustare con le macchine che lui stesso aveva revisionato. Era il 25 ottobre 1991.

Poi arrivò l”incontro con Yogi Tea, nota azienda di tisane ayurvediche fondata nel 1969 da Yogi Bhajan, maestro indiano di fede Sikh e cominciò un rapporto collaborativo che non si è più interrotto, ma si è fatto via via più stretto, fino al 1999, quando TeaPak è entrata a far parte del gruppo Yogi Tea. Nel 2001, per fare fronte alla crescente produzione, TeaPak si è poi trasferita in via Colombarotto, ingrandendosi sempre più e facendo proprie sempre più fasi del ciclo produttivo, fino al 24 marzo 2011 quando è venuto alla luce il primo lotto di miscela prodotto interamente in TeaPak. E siamo all”oggi. Il progetto di nuova sede è stato messo a punto da TeaPak in collaborazione con lo studio bolognese Open Project. E per la sua realizzazione è stata scelta la Cefla, che si è aggiudicata la commessa nel ruolo di general contractor (alla gara hanno partecipato 14 aziende italiane e 2 straniere). Ecco perché alla posa della prima pietra non potrà mancare Gianmaria Balducci, fresco di riconferma nella carica di presidente della storica cooperativa imolese. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 4 luglio

Nella foto Isolapress il cantiere di via Gambellara

Posa della prima pietra per la nuova sede Teapak che sarà realizzata dalla Cefla in via Gambellara
Cronaca 10 Giugno 2019

Castel Guelfo, tra le priorità del nuovo sindaco Claudio Franceschi il piano di rilancio del centro storico

Grazie al risultato elettorale che ha riconfermato il centrosinistra alla guida del Comune e «promosso» a primo cittadino il vicesindaco uscente Claudio Franceschi, il progetto per il centro storico presentato pubblicamente a marzo, su cui la precedente Giunta aveva lavorato per un anno intero, vedrà ora un’accelerazione. «Il centro del paese è uno dei capisaldi di tutte le strategie di presente e futuro – spiega il sindaco -. Per questo in capo al nuovo assessore Gianluigi Tozzoli ho accorpato le deleghe a Cultura, Commercio e Turismo, oltre che allo Sport, perché si tratta di tematiche strettamente connesse fra loro, nonché interdipendenti per quanto riguarda il nostro piano strategico sul centro storico».

Lo strumento chiave del piano strategico per valorizzare due edifici di pregio, ma abbandonati a loro stessi, all’interno delle mura guelfesi è concessione di valorizzazione. Gli edifici in questione sono il palazzo Zacchiroli, nell’omonima via, e le ex cantine Fabbri, che si trovano sotto al palazzo Malvezzi-Hercolani sede del municipio (in via Gramsci 10). La concessione di valorizzazione è uno strumento che consente di dare in concessione a privati immobili di proprietà dello Stato o degli enti locali a fronte di un canone a lungo termine (fino a 50 anni) concordato sulla base della ristrutturazione dell’immobile secondo un progetto approvato in fase di bando. Per capirci, si tratta dello stesso strumento utilizzato dall’Agenzia del demanio per il recupero di fari, torri ed edifici costieri abbandonati.

Entrambi gli edifici guelfesi interessanti al progetto, palazzo Zacchiroli e le ex cantine Fabbri, sono vincolati (ma non protetti) dalla Soprintendenza di archeologia, belle arti e paesaggio: palazzo Zacchiroli con destinazione d’uso residenziale; le ex cantine invece spaziano dall’uso commerciale a quello artigianale, alla ristorazione.

Un destino diverso è invece quello che attende l’ex oratorio del Santissimo Sacramento, o chiesa della Compagnia, gravemente danneggiata durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Ne restano in piedi solo le mura esterne, appoggiate agli altri edifici del centro storico, mentre il tetto è ormai del tutto inesistente. Trattandosi di un bene culturale protetto dalla Soprintendenza, l’ex chiesa non può rientrare nel percorso della concessione di valorizzazione perché necessita di un minuzioso restauro scientifico. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 giugno

Nelle foto a sinistra le ex cantine Fabbri, a destra l”ex chiesa del Santissimo Sacramento

Castel Guelfo, tra le priorità del nuovo sindaco Claudio Franceschi il piano di rilancio del centro storico
Cronaca 10 Giugno 2019

Partono questa settimana in via Bucci i lavori per il rinnovo della rete gas da parte di Inrete, società del gruppo Hera

Al via questa settimana a Imola, nel tratto di via Bucci tra gli incroci con via Scarabelli e via Galileo Galilei, i lavori della società del gruppo Hera “Inrete” (che gestisce la distribuzione gas ed energia elettrica in Emilia Romagna) per il rinnovo della rete gas. L”intervento, progettato dai tecnici di Hera, è funzionale a mettere in sicurezza la rete e garantire la continuità del servizio in considerazione del fatto che, negli ultimi anni, si sono verificare alcune rotture che hanno richiesto interventi delle squadre di pronto intervento di Inrete.

Per quanto riguarda i particolari, nel corso dell”intervento che dovrebbe terminare entro il mese di luglio, sarà posato un nuovo tratto di rete in polietilene di circa 200 metri in sostituzione del precedente e saranno rinnovati anche gli allacci alle abitazioni della zona. Durante il cantiere non ci saranno interruzioni del servizio gas, dal momento che la nuova condotta sarà collocata a fianco della vecchia e solo al termine della posa, attraverso un meccanismo di by-pass, il flusso del gas verrà deviato. Successivamente poi saranno collegati alla nuova condotta tutti gli allacci degli edifici: soltanto in quel momento ci sarà la sospensione del servizio, ma soltanto per un”ora, previa comunicazione ai residenti. 

Per creare meno disagio possibile il lavoro, concordato con i tecnici comunali, è stato programmato dopo la chiusura delle scuole. Durante l”intervento sarà istituito un senso unico alternato nel tratto immediato all’area lavori, anche se il cantiere occuperà una modesta porzione della strada e per questo non richiederà l”interruzione della viabilità. Passando all”investimento, complessivamente si parla di 80.000 euro di spesa.

Inrete ogni anno ispeziona la rete gas per individuare eventuali perdite o dispersioni, al fine di garantire livelli costanti di sicurezza e continuità del servizio. L”attività di ispezione della società del gruppo Hera risulta molto superiore allo standard minimo richiesto dall”autorità nazionale Arera. Nel solo 2018, infatti, Inrete ha ispezionato il 60,5% delle reti in alta e media pressione e il 78,9% di quelle in bassa pressione a fronte di livelli base del 100% in tre anni per alta e media e del 100% in quattro anni per la bassa pressione. (r.cr.)

Partono questa settimana in via Bucci i lavori per il rinnovo della rete gas da parte di Inrete, società del gruppo Hera
Cronaca 3 Giugno 2019

Piazza Galvani e piazza Martiri Partigiani, conclusi a fine maggio a Castello i lavori di riqualificazione

Lavori conclusi a Castel San Pietro Terme per l”intervento di riqualificazione di piazza Galvani e piazza Martiri Partigiani, iniziato il 30 aprile  e realizzato in accordo con le associazioni di categoria e i commercianti della zona. I lavori hanno permesso la valorizzazione del fronte negozi in piazza Galvani, ottenuta con l”allontanamento dei parcheggi dall”edificio del Cassero e la creazione di un percorso di continuità pedonale, con pavimentazione in porfido larga sei metri, tra via Matteotti, piazza Galvani e via Cavour.

Si sono inoltre realizzati la riasfaltatura delle due piazze, Galvani e Martiri Partigiani e il rifacimento della segnaletica orizzontale. Otto parcheggi in più oltre ad una postazione disabili in piazza Galvani e posteggi taxi spostati in piazza Martiri le ulteriori modifiche effettuate, mentre dal punto di vista della viabilità va segnalata l”inversione del senso di marcia nel tratto di congiunzione con il parcheggio di via Oberdan, in virtù del quale possono accedere al parcheggio i veicoli che provengono da piazza Martiri e non viceversa. 

L”intervento, comprensivo anche della riqualificazione del giardinetto di piazza Martiri Partigiani (realizzato in aprile), è costato 102 mila euro, finanziati interamente dal Comune con i proventi del Piano sosta al pari di altri numerosi interventi realizzati in centro storico dal 2017 ad oggi. Nei giorni scorsi si sono infine completati anche lavori di manutenzione stradale in centro, compresi alcuni interventi per migliorare la regimentazione delle acque piovane durante grossi temporali e l”abbattimento di una barriera architettonica. (r.cr.)

Nella foto piazza Galvani risistemata

Piazza Galvani e piazza Martiri Partigiani, conclusi a fine maggio a Castello i lavori di riqualificazione
Cronaca 8 Maggio 2019

A Castel San Pietro Terme al via 200.000 euro di lavori urgenti su scuole e sicurezza stradale grazie all'avanzo 2018

Lavori urgenti negli edifici scolastici e interventi sulla sicurezza stradale: sono le due destinazioni per le quali il Comune di Castel San Pietro Terme ha deciso di impiegare 200 mila euro derivanti dall”avanzo risultante dal proprio bilancio consuntivo 2018.  Questo è quanto emerge dall”approvazione in Consiglio comunale del Rendiconto 2018.

Complessivamente il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2018 è di 11,5 milioni che, sottratti 7,2 milioni di accantonamenti, significa un risultato netto di circa 4,3 milioni tra fondi vincolati, destinati a investimenti e liberi. L”avanzo, pur con tasse e imposte invariate e una riduzione del prelievo Tari, è pari a 1,3 milioni di euro, ottenuti anche grazie ad un recupero dell’evasione di 1,4 milioni di euro, 700 mila in più rispetto al 2017. La parte subito disponibile per gli investimenti, pari a 200 mila euro, come detto sarà impiegata per lavori urgenti per le scuole e per la sicurezza stradale. «La somma rimanente libera da vincoli, pari a 1,1 milioni, sarà a disposizione della nuova Amministrazione a partire dal mese di luglio», aggiunge il sindaco Fausto Tinti.

Nel dettaglio, sarà effettuata una verifica sismica e strutturale delle scuole medie Pizzigotti e un intervento specifico nel solaio, saranno messi in sicurezza i due attraversamenti sulla via Emilia (quello che porta alla lottizzazione del Borghetto e quello in corrispondenza della fermata dell’autobus a Gallo Bolognese) realizzando una specifica illuminazione e luci lampeggianti all’attraversamento dei pedoni (come davanti all’ospedale), sarà installato un sistema antiallagamenti nei due sottopassi di via San Biagio/Madonnina e via Ercolana, con attivazione automatica di pompe idrauliche, sensori ottici e semafori di sicurezza. Da ultimo, saranno asfaltati altre strade e marciapiedi rispetto a quelli già in programma. (r.cr.)

Nella foto il sindaco di Castel San Pietro Terme Fausto Tinti

A Castel San Pietro Terme al via 200.000 euro di lavori urgenti su scuole e sicurezza stradale grazie all'avanzo 2018
Cronaca 7 Maggio 2019

Bretella, mercoledì 8 maggio un incontro all'hotel Donatello organizzato dal comitato Strade Future

Il comitato Strade future torna all’hotel Donatello per una nuova iniziativa pubblica intitolata Dubbi e incertezze sul progetto Bretella. Questa volta ha invitato attorno allo stesso tavolo Regione, Autostrade per l’Italia, Città metropolitana e Comune di Imola. L’obiettivo è sapere a che punto è il progetto della quarta corsia dell’A14, e, di conseguenza, quando saranno realizzati i lavori connessi a questa, tra cui il completamento della bretella cittadina da via Salvo d’Acquisto a via Punta. «Abbiamo invitato l’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini – anticipa il portavoce del comitato, Mirco Griguoli – che parteciperà assieme a un rappresentante della società Autostrade. Abbiamo inoltre invitato l’assessore allo Sviluppo sostenibile, Massimiliano Minorchio».

L’incontro, aperto a tutti, si terrà mercoledì 8 maggio, alle ore 17.30, all’hotel Donatello (sala Grand Prix 2), in via Rossini 25. Sarà questa anche l’occasione per cercare di avere qualche ulteriore dettaglio sul progetto alternativo presentato nelle scorse settimane dal Comune di Imola in Città metropolitana. Come annunciato infatti da Minorchio nella Commissione consigliare dello scorso 3 aprile, la proposta punta a realizzare l’ultimo tratto in due stralci. Il primo, da 3 milioni di euro, consisterebbe nella realizzazione di due rotonde, una su via Salvo d’Acquisto e una su via Punta. Con il secondo stralcio, da 6 milioni di euro, invece, si procederebbe a realizzare la strada di collegamento, a una corsia per ogni senso di marcia e in trincea di 2 metri e mezzo. Opere che sarebbero finanziate in parte con fondi della Città metropolitana. (r.cr.)

Bretella, mercoledì 8 maggio un incontro all'hotel Donatello organizzato dal comitato Strade Future
Cronaca 6 Maggio 2019

Completati i lavori di miglioramento energetico al palaReggiani in viale 2 Giugno a Ozzano

Sono stati completati gli interventi di ristrutturazione del palazzetto dello sport di viale 2 Giugno. L’obiettivo complessivo era il miglioramento sotto il profilo energetico ottenuto da un lato con la coibentazione della copertura, la sostituzione dei vecchi pannelli da 4 centimetri con altri da 24, cappotto interno per le pareti e sostituzione degli infissi, dall’altro con un nuovo riscaldamento termico con pompe di calore e impianto per l’acqua calda sanitaria integrato con pannelli solari da 8kW.

La spesa complessiva è stata di poco più di 565 mila euro, coperta per circa 163 mila euro con un contributo regionale. L’appalto per i lavori era andato all’associazione di imprese formata da Naldi Impianti Srl, Consorzio Opera e CoInd Srl. «La caratteristica copertura a pannelli colorati bianchi, blu e verdi, molto avveniristica per l’epoca, aveva finito per diventare un ele-mento distintivo ed identificativo del nostro paese tanto da spiccare in tutte le foto aeree di Ozzano. Però, dopo più di trent’anni di attività era giunto il tempo di sottoporla ad alcuni lavori di restyling» ha commentato il sindaco Luca Lelli.

Il palazzetto ozzanese risale al 1987, venne inaugurato dall’allora sindaco di Bologna Renzo Imbeni; dall’autunno scorso è stato chiamato palaReggiani in onore dello sponsor Arti Grafiche Reggiani, inoltre è stato dedicato con una targa alla memoria di Valter Conti, per nove anni sindaco di Ozzano e in precedenza assessore allo Sport. (r.cr.)

Nella foto un”immagine dell”inaugurazione del palazzetto nel 1987, alla presenza dell”allora sindaco di Bologna Renzo Imbeni

Completati i lavori di miglioramento energetico al palaReggiani in viale 2 Giugno a Ozzano
Cronaca 2 Maggio 2019

Osservanza, il Miur finanzia il campus universitario, ma il contributo è inferiore al previsto e il tempo stringe

La risposta che si attendeva dal Miur è arrivata. Il ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha approvato all’inizio di aprile sei progetti dell’Università di Bologna per la realizzazione di alloggi e residenze per studenti universitari, tra questi uno studentato da 45 posti nel complesso dell’Osservanza a Imola, in via Venturini. Questo porterà al recupero di quattro padiglioni, il 17 e 19 che fanno capo ad Osservanza Srl, destinati ad alloggi, e il 6 e l’8 di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola per servizi per gli studenti. Un progetto presentato dall’allora ConAmi a guida Stefano Manara in accordo con la Giunta Manca e annunciato dal rettore Francesco Ubertini in occasione dell’inaugurazione del parco dell’Osservanza a giugno 2016.

Peccato che il finanziamento sia inferiore rispetto a quanto ci si aspettava, invece di 5 milioni ne sono arrivati e già disponibili solo 2,3 sugli 8,9 milioni complessivi del piano di fattibilità, e soprattutto che i tempi siano davvero stretti per non perdere il contributo, dato che l’Alma mater, capofila e coordinatore, dovrà presentare un progetto esecutivo entro il prossimo mese di ottobre. Il tema è ben chiaro a tutti. Non a caso la sindaca Manuela Sangiorgi l’ha sollevato come priorità per soci del ConAmi in occasione della conferenza stampa in cui si parlava, invece, della decisione del Tar di Bologna sulla sospensiva nel ricorso dagli altri 21 sindaci-soci del Consorzio. Un ricorso fatto a seguito della forzatura fatta da Sangiorgi stessa nominando da sola del Cda.

«La realizzazione del campus all’Osservanza avrà risvolti positivi per tutti i Comuni» ha detto, ben sapendo che le occorre il via libera degli altri e, ad oggi, i rapporti sono ancora a dir poco complicati. Nel 2017 per presentare al Miur il progetto del campus, venne approvato dai soci di Osservanza, ovvero allora ConAmi e Comune di Imola, e dall’Università, un documento che parla di concessione in comodato d’uso gratuito degli immobili del campus all’Alma mater, che a sua volta avrebbe portato a Imola alcuni corsi di studio aggiuntivi rispetto a quelli già presenti. Oggi il socio unico di Osservanza Srl, il ConAmi (che ha acquisito la quota del Comune di Imola l’anno scorso), dovrà deliberare il prima possibile coerentemente con quel documento.

Poi c’è il nodo dei soldi mancanti. Un inghippo che si vorrebbe risolvere in via progettuale, limando qua e là per riportare gli esborsi a quelli previsti, cioè 3,8 milioni da dividersi tra ConAmi e Fondazione. «La ristrutturazione dei padiglioni darà lustro ad Imola ma anche alle famiglie residenti negli altri comuni può far piacere che i figli non debbano andare fino a Bologna per frequentare l’università e soprattutto qualifica l’indotto di tutti» aveva aggiunto a sua volta la presidente del ConAmi, Stefania Forte sempre in occasione della conferenza stampa. (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 maggio

Nella foto la presidente di ConAmi Stefania Forte e la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi

Osservanza, il Miur finanzia il campus universitario, ma il contributo è inferiore al previsto e il tempo stringe
Cronaca 20 Aprile 2019

A Castel San Pietro Terme sistemazione del verde e degli arredi nel giardino fra via Oberdan e viale Roma

E’ iniziata la scorsa settimana la riqualificazione del giardino posto fra via Oberdan e viale Roma. «L’intervento, della durata prevista di circa dieci giorni lavorativi, condizioni meteo permettendo, consiste principalmente nella pulizia dell’area verde da arbusti e siepi e nella messa a dimora di nuove specie arboree» dicono dal Comune. Sono previste anche una nuova cordonatura circolare delle tre aiuole, la sostituzione dei cestini, l’inserimento di un nuovo lampione e la sostituzione dei tre esistenti.

Inoltre, in vista delle celebrazioni dell’anniversario della Liberazione, sarà ripulito il monumento dedicato ai caduti. Il tutto a cura di Area Blu, la società in house pubblica che si occupa della manutenzione degli immobili pubblici anche per Castello. Nel frattempo il Servizio verde pubblico del Comune ha tolto alcuni cespugli particolarmente pregiati, che saranno curati fino a quando cresceranno nuove radici, a quel punto verranno piantati in altre aree verdi.

Per la riasfaltatura, invece, occorrerà attendere maggio inoltrato, al termine dei vari interventi previsti nelle contigue piazze Galvani e Martiri Partigiani, in accordo con le associazioni di categoria e con i commercianti della zona (l’avvio lavori è fissato per il 30 aprile).

Nella foto un addetto al lavoro nel giardino

A Castel San Pietro Terme sistemazione del verde e degli arredi nel giardino fra via Oberdan e viale Roma
Cronaca 19 Aprile 2019

In pieno svolgimento i lavori per la costruzione del nuovo centro sociale “Adriano Giovannini' nel quartiere Marconi

Nell’area verde di proprietà comunale compresa fra le vie Cenni, Bucci e Scarabelli, nel quartiere Marconi, fervono i lavori di costruzione del nuovo centro sociale «Adriano Giovannini», in sostituzione della struttura precedente. Nuovo centro sociale che fa parte del Piano triennale di opere pubbliche predisposto dalla precedente Amministrazione comunale.

«Negli anni scorsi – ricorda l’ex assessore ai Lavori pubblici, Roberto Visani – nel quartiere Marconi è nato e si è sviluppato il progetto “Marconi in rete”, un progetto di comunità che ha visto collaborare insieme istituzioni e diverse realtà sociali come la scuola, la parrocchia, il centro sociale. Insieme abbiamo condiviso l’idea di realizzare un nuovo centro sociale dotato di spazi adeguati alle esigenze del quartiere. Dico questo perché quando si realizza un’opera pubblica è importante conoscere la storia che ha portato a maturare questa scelta. Come Partito democratico siamo quindi contenti che la nuova Giunta comunale, espressione di un movimento politico che quando era all’opposizione ha sempre criticato questo progetto, così come ha criticato i progetti dei nuovi centri sociali di Sasso Morelli e di Sesto Imolese, oggi riconosca il valore di questi spazi destinati alla socialità. Dentro al M5S c’è un’anima sociale che è importante emerga pur fra le tante contraddizioni che vive il movimento quando è messo alla prova della responsabilità di governo».

Progettato dai tecnici di Area Blu, il nuovo centro sociale sarà realizzato dall’impresa Zini Elio, per un costo complessivo di poco inferiore ai 500 mila euro. Il cantiere è stato consegnato all’impresa lo scorso 14 gennaio ed i lavori dovranno essere completati entro 330 giorni, quindi entro il 10 dicembre 2019. L’edificio, ad un solo piano a pianta «pseudo rettangolare», avrà una superficie netta di 263 metri quadri (di cui 63 metri quadri per il bar), a cui si aggiungeranno oltre 145 metri di superficie porticata. Di fatto, occuperà gran parte della metà a nord dell’intero quadrilatero dell’area verde. (r.cr.)

L”articolo completo sul nuovo centro sociale “Giovannini” in corso di realizzazione è su «sabato sera» del 18 aprile

Nella foto: un”immagine del cantiere

In pieno svolgimento i lavori per la costruzione del nuovo centro sociale “Adriano Giovannini' nel quartiere Marconi

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