Posts by tag: investimenti

Economia 13 Settembre 2019

La Regione Emilia-Romagna stanzia 560 mila euro per rilanciare l'apicoltura di qualità

Acquisto di interi sciami e famiglie con api regine per favorire il ripopolamento degli alveari minacciati dagli effetti negativi dei cambiamenti climatici e dell’uso scorretto dei prodotti chimici per la difesa delle colture; sostegno alle analisi di laboratorio finalizzate al miglioramento della qualità del miele; ammodernamento delle attrezzature per la conduzione degli apiari, i laboratori di smielatura e per praticare il nomadismo (cioè lo spostamento delle arnie sul territorio) seguendo le fioriture stagionali; nuovi metodi di lotta contro le malattie delle api; potenziamento dell’assistenza tecnica; partecipazione a corsi di aggiornamento professionale. Sono alcuni degli interventi finanziati dal bando varato ad inizio agosto dalla Giunta regionale, che ha messo a disposizione quasi 560 mila euro per dare attuazione al piano 2019-2020 di aiuti al settore dell’apicoltura. Primo step del Programma regionale triennale 2020-2022 approvato dall’Assemblea legislativa, che ha stimato un fabbisogno complessivo che sfiora i 3 milioni di euro nel prossimo triennio.

Metà delle risorse sono di provenienza comunitaria, l’altra metà è resa disponibile dal Governo italiano. Il budget per il 2019 è stato calcolato in base al numero di alveari presenti in Emilia Romagna a fine 2018 (113 mila quelli censiti dall’Anagrafe apistica nazionale). «L’apicoltura – sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli – è un settore di crescente importanza economica in Emilia Romagna, anche se quest’anno sta vivendo un’annata sfavorevole a causa delle cattive condizioni meteo della stagione primaverile, con piogge insistenti nel mese di maggio che hanno provocato un drastico calo della produzione di miele. Grazie al programma triennale di aiuti e alla nuova legge approvata nel marzo scorso dall’Assemblea legislativa, che ha rafforzato le misure di tutela delle api come sentinelle dell’ambiente, poniamo le basi per il rilancio del settore nel segno della qualità e della tipicità della produzione».

Le domande potranno essere presentate fino al 19 novembre 2019 attraverso la piattaforma informatica di Agrea (Sop). Gli aiuti sono in prevalenza riservati ad apicoltori singoli o aderenti a cooperative, associazioni apistiche, organizzazioni di produttori e, in parte, anche a enti ed istituti di ricerca. I contributi si riferiscono a spese sostenute nel periodo 1 agosto 2019-31 luglio 2020 e le percentuali di aiuto variano dal 50% al 100% a seconda della tipologia dell’intervento. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 12 settembre

La Regione Emilia-Romagna stanzia 560 mila euro per rilanciare l'apicoltura di qualità
Cronaca 9 Settembre 2019

L'ex assessore Raffini sullo sviluppo del territorio: «No consumo suolo zero a priori, ma valutare caso per caso»

Nelle scorse settimane abbiamo ricevuto in redazione una lettera in cui si esponeva il caso di un grande gruppo italiano intenzionato a costruire un nuovo stabilimento a Imola, creando così decine di posti di lavoro, e che si è visto bocciare il progetto dall’Amministrazione comunale in virtù del principio del consumo di suolo zero. «Il sindaco di Castel San Pietro, molto acuto – puntualizza la lettera – ha preso la palla al balzo e, udite udite, ha invitato l’azienda a costruire a Poggio. Terribile perdita per Imola». Dopo aver appurato che quanto sostenuto dal nostro lettore corrisponde al vero (ma i diretti interessati preferiscono non intervenire in merito), ci siamo trovati ancora una volta di fronte alla questione dell’effettiva attrattività del territorio imolese per le imprese che intendono insediarsi o ampliarsi qui.

Proprio per cercare di arginare il problema, l’ex assessore allo Sviluppo economico Pierangelo Raffini nel maggio 2016 aveva dato avvio al progetto Manufacturing zone restart, che metteva in campo una serie di facilitazioni per gli investitori. In questo modo una decina di imprese hanno scelto di puntare su Imola: Teapak, Medi-Care Solutions e Label-Aire, per citare le principali. Abbiamo incontrato Raffini, che oggi si occupa di sviluppo del business per la società di innovazione tecnologica Antreem, nella torre direzionale verde-nera Top code,da cui con lo sguardo si abbraccia tutta la zona industriale imolese.

Raffini, è possibile conciliare lo sviluppo economico-produttivo di un territorio con il principio del consumo zero di suolo?
«A mio parere, non bisogna basarsi sul preconcetto del consumo di suolo zero. Imola è già di per sé una città molto verde. Un conto è chiedere di utilizzare 20 mila metri quadri di terreno per farci un piazzale dove parcheggiare dei camion. In questo caso anch’io sono contrario, perché un investimento di questo tipo non porta sviluppo economico, ma solo svantaggi dal punto di vista ambientale. Quando però ci sono imprese che vogliono espandersi, a fronte di un piano industriale che prevede l’assunzione di decine di persone, bisogna essere realisti. Occorre valutare caso per caso. In un momento come questo, non ci si può permettere il lusso di dire dei no a priori. Io sono il primo a non volere consumo di suolo; da assessore avevo anche la delega all’Agricoltura, vengo da quel mondo, è importante che una parte del territorio rimanga agricola, ma in queste situazioni bisognerebbe usare il bilancino. “Cum grano salis”, come dicevano gli antichi. Magari si possono siglare degli accordi “do ut des”, che impegnino l’azienda a rendere verde un’altra zona».

L’utilità del progetto Manufacturing zone è stata riconosciuta anche dall’attuale Amministrazione, che ha scelto di mantenerlo, nonostante la tendenza a dare un taglio netto a tutto quanto fatto dai predecessori…
«Con l’attuale assessore Patrik Cavina il confronto è stato sempre onesto. Non voglio dare consigli a chi oggi amministra, non voglio fare il solone né insegnare agli altri. Racconto solo la mia visione personale,frutto della mia esperienzadi impresa». (lo.mi.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 5 settembre

Nella foto l”assessore della Giunta Manca allo Sviluppo del territorio Pierangelo Raffini

L'ex assessore Raffini sullo sviluppo del territorio: «No consumo suolo zero a priori, ma valutare caso per caso»
Cronaca 5 Settembre 2019

A Castel San Pietro cresciute le aziende e l'occupazione. E ora il sindaco Tinti punta su commercio e turismo

Nel corso del precedente mandato amministrativo del sindaco Fausto Tinti, riconfermato a maggio di quest’anno alla guida della città del Sillaro, diverse aziende si sono insediate o sviluppate in quel territorio comunale. Si tratta, ad esempio, della Robopac del gruppo Aetna, leader nel settore delle macchine per il packaging, che ha riutilizzato lo stabilimento prospiciente l’autostrada in passato occupato dalla Malaguti. Ma anche del maxi-accordo urbanistico firmato con Crif-Palazzo di Varignana, società al tempo stesso leader nell’informatica e con interessi nel settore alberghiero, onde favorirne lo sviluppo nell’area collinare e la realizzazione di un auditorium a Osteria Grande ove svolgere attività formative e meeting per i dipendenti e clienti provenienti da tutto il mondo.

Una capacità di attrarre investimenti e investitori certo non dovuta ad una formula magica, bensì ad una ricetta collaudata che ora il sindaco di Castel San Pietro intende replicare anche per lo sviluppo dei settori commercio e turismo. «Su mia proposta – spiega Tinti – la Giunta comunale ha deciso di istituire un nuovo servizio di sviluppo economico e promozione del territorio,con un dirigente dedicato e personale preparato, allo scopo di assistere e supportare le imprese che hanno un progetto di insediamento o sviluppo». Fra i motivi che possono attrarre (e far rimanere) un’azienda in un territorio, oltre a fattori come posizione o disponibilità di servizi, vi sono la capacità di offrire soluzioni su misura, nonché snellezza e certezza dei tempi delle procedure insediative. 

«E’ quel che stiamo cercando di fare con questo nuovo servizio – tiene a sottolineare Tinti -, che punta a facilitare il dialogo tra Amministrazionee impresa, onde garantire tempi rapidi e certi di risposta per il rilascio di titoli edilizi e autorizzazioni ambientali di competenza comunale, lavorando in collaborazione con gli uffici tecnici che conoscono le disponibilità del territorioper individuare le opportunità insediative da proporre a possibili investitori. Ovviamente, muovendosi all’interno degli strumenti normativi previsti». (mi.mo.)

A Castel San Pietro cresciute le aziende e l'occupazione. E ora il sindaco Tinti punta su commercio e turismo
Cronaca 26 Agosto 2019

Sono partiti oggi a Imola i lavori di adeguamento del sottopasso dell'asse attrezzato sotto la ferrovia

E” partito oggi a Imola, come anticipato dal nostro settimanale (leggi il nostro articolo), l”intervento di adeguamento della porzione di asse attrezzato (via della Cooperazione) compresa tra il ponte di via Borghi e la rotatoria con via Di Vittorio. I lavori in programma oggi, della durata di circa tre ore, riguardavano il ridisegno della segnaletica orizzontale della corsia in direzione sud-area residenziale e di quella adiacente in direzione nord e non prevedevano nessuna interruzione della circolazione.

Per quanto riguarda la seconda corsia in direzione nord-zona industriale, la più a destra a ridosso della spalla del tunnel ferroviario, i lavori previsti dureranno circa due settimane, per consentire la copertura di un fosso e l”asfaltatura della banchina. Per tutta la durata del cantiere sarà introdotto in zona il limite dei 30 chilometri orari. L”obiettivo dell”intervento è quello di cercare di porre rimedio al congestionamento provocato dal traffico nelle ore di punta. Si calcola infatti che siano circa 2.000 le auto che transitano sotto il ponte nell”orario tra le 7.30 e le 8.30 del mattino, dal momento che l”asse attrezzato è la principale strada di collegamento tra i quartieri residenziali a sud della via Emilia e l”area industriale e artigianale a nor della ferrovia.

L”oggetto dei lavori è la trasformazione del sottopasso, che attualmente ha una sola corsia per senso di marcia, in un tratto a tre corsie, due in direzione nord (verso la zona industriale) e una in direzione sud (verso le aree residenziali). Tale risultato, non potendo allargare lo spazio utile del ponte oltre i 12 metri attuali, si otterrà sfruttando diversamente tale spazio: le due corsie esistenti saranno ridotte, modificando la segnaletica orizzontale, da quattro a tre metri e mezzo di larghezza, recuperando per la terza corsia una parte della banchina laterale a destra della strada in direzione nord a partire dalla rampa di immissione di via Marzabotto fino ad oltre il sottopasso, dove avviene l”immissione nella rotatoria con via Di Vittorio. Oltre alla segnaletica orizzontale, saranno anche sistemate nuove cordolature a protezione del fosso stradale esistente, che per brevi tratti sarà anche tombato. L”intervento, progettato dalla società in house Area Blu, è di circa 70.000 euro, interamente a carico del Comune di Imola. (mi.ta.)

Nella foto l”avvio del cantiere questa mattina. La foto ci è stata inviata da un automobilista di passaggio

Sono partiti oggi a Imola i lavori di adeguamento del sottopasso dell'asse attrezzato sotto la ferrovia
Cronaca 26 Agosto 2019

Installata la wi-fi gratuita negli uffici postali e nuove cassette per le lettere nei piccoli comuni del circondario imolese

Wi-fi gratuito negli uffici postali di sei comuni, mentre in quattro paesi è stato fatto il restyling delle cassette rosse. Così nel circondario imolese è stato realizzato, tra gennaio e luglio, il programma dei “dieci impegni” che Poste Italiane ha riservato ai Comuni italiani sotto i 5.000 abitanti e che era stato presentato dall’amministratore delegato Matteo Del Fante all’incontro con i “Sindaci d’Italia” avvenuto nel novembre 2018 a Roma.

Nel dettaglio, nei primi sette mesi del 2019 Poste Italiane ha installato il wi-fi gratuito nei comuni o frazioni di Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Mordano e Fontanelice, mentre l’intervento sulle cassette rosse ha interessato Casalfiumanese, Castel del Rio, Castel Guelfo e Mordano. Il programma è tuttora in corso e prevede altri interventi per i prossimi mesi, con l’obiettivo, così sottolinea la nota dell’azienda, di definire «l’avvio di un nuovo dialogo e di un confronto aperto che avvicina ancora di più Poste Italiane ai territori e alle comunità locali».

Poste Italiane, azienda nata 157 anni fa, ha una rete di 13.000 uffici postali, per un totale di 134 mila dipendenti in tutta Italia. Per quanto riguarda le attività finanziarie, il giro è di 514 miliardi, con 35 milioni di clienti. Tra gli impegni presi nei confronti dei comuni sotto i 5.000 abitanti c”è anche quello di non chiudere nessun ufficio postale, al fine di sostenere, conclude l”azienda, «la crescita e lo sviluppo dei territori, in accordo con enti e pubbliche amministrazioni locali». (r.cr.) 

Nella foto un momento della presentazione del programma per i Piccoli Comuni avvenuta nel novembre 2018 a Roma

Installata la wi-fi gratuita negli uffici postali e nuove cassette per le lettere nei piccoli comuni del circondario imolese
Cronaca 10 Agosto 2019

Scade a fine agosto il bando regionale per finanziare le opere pubbliche dei Comuni sotto i 50 mila abitanti

E” aperto fino al 31 agosto il bando della Regione Emilia-Romagna che mette a disposizione dei Comuni sotto i 50 mila abitanti 2,5 milioni di euro per le opere pubbliche. I contributi possono arrivare fino a 100 mila euro per ciascun progetto, con una copertura massima dell”intervento da realizzare dell”80%. Non solo: le caratteristiche del bando prevedono meccanismi di premialità per le fusioni di Comuni e le aree montane. 

Tra le opere che potranno essere finanziate ci sono strade, scuole, interventi di messa in sicurezza degli edifici, impianti sportivi, spazi di aggregazione culturale, praticamente tutte le opere che i Comuni possono mettere in campo per rispondere ai bisogni delle loro comunità. «Un aiuto concreto – sottolinea la consigliera regionale Francesca Marchetti –  per le comunità in risposta alla sforbiciata che il Governo ha dato ai territori – dice Marchetti –. In particolare, il bando si rivolge anche a quei Comuni che stanno vivendo una situazione di estrema difficoltà nella progettazione a causa dei minori trasferimenti statali. Questo bando è l”occasione per vedere entro l”anno avviati oltre 30 cantieri». (r.cr.)

Scade a fine agosto il bando regionale per finanziare le opere pubbliche dei Comuni sotto i 50 mila abitanti
Economia 4 Luglio 2019

Posa della prima pietra per la nuova sede Teapak che sarà realizzata dalla Cefla in via Gambellara

Fervono i lavori di urbanizzazione dei terreni dove sorgerà il nuovo stabilimento della TeaPak. Intervento prodromico sia alla modifica del contiguo incrocio tra le vie Gambellara e Bicocca, ove verrà realizzata (entro l”anno) una rotonda, sia all”avvio della costruzione vera e propria della nuova sede, la cui posa della prima pietra avrà luogo venerdì 5 luglio, con una cerimonia alla quale prenderanno parte Sat Bachan e Giancarlo Marcaccini, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Yogi Tea, l”importante gruppo statunitense a cui fa capo la TeaPak.

La storia di quest”ultima azienda inizia in un garage di Imola, nel 1991, quando Pio Costa, che lavorava all”Ima di Ozzano Emilia, lanciò una sfida al figlio Andrea, che studiava meccanica all”Itis Francesco Alberghetti: acquistare due macchine imbustatrici non più funzionanti, da revisionare e rimettere in funzione. Sfida che venne accettata, così Andrea trascorse i mesi estivi smontando e rimontando ingranaggi complicati, col solo ausilio dei disegni. Il caso volle che di lì a poco Pio entrasse in contatto con un”azienda inglese che stava cercando un confezionatore di tè alla pesca. Le due macchine revisionate vennero quindi trasferite in un capannone in via dell”Agricoltura, idoneo ad ospitare due linee di confezionamento complete. Così Andrea, oggi direttore generale della TeaPak, cominciò ad imbustare con le macchine che lui stesso aveva revisionato. Era il 25 ottobre 1991.

Poi arrivò l”incontro con Yogi Tea, nota azienda di tisane ayurvediche fondata nel 1969 da Yogi Bhajan, maestro indiano di fede Sikh e cominciò un rapporto collaborativo che non si è più interrotto, ma si è fatto via via più stretto, fino al 1999, quando TeaPak è entrata a far parte del gruppo Yogi Tea. Nel 2001, per fare fronte alla crescente produzione, TeaPak si è poi trasferita in via Colombarotto, ingrandendosi sempre più e facendo proprie sempre più fasi del ciclo produttivo, fino al 24 marzo 2011 quando è venuto alla luce il primo lotto di miscela prodotto interamente in TeaPak. E siamo all”oggi. Il progetto di nuova sede è stato messo a punto da TeaPak in collaborazione con lo studio bolognese Open Project. E per la sua realizzazione è stata scelta la Cefla, che si è aggiudicata la commessa nel ruolo di general contractor (alla gara hanno partecipato 14 aziende italiane e 2 straniere). Ecco perché alla posa della prima pietra non potrà mancare Gianmaria Balducci, fresco di riconferma nella carica di presidente della storica cooperativa imolese. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 4 luglio

Nella foto Isolapress il cantiere di via Gambellara

Posa della prima pietra per la nuova sede Teapak che sarà realizzata dalla Cefla in via Gambellara
Cronaca 10 Giugno 2019

Castel Guelfo, tra le priorità del nuovo sindaco Claudio Franceschi il piano di rilancio del centro storico

Grazie al risultato elettorale che ha riconfermato il centrosinistra alla guida del Comune e «promosso» a primo cittadino il vicesindaco uscente Claudio Franceschi, il progetto per il centro storico presentato pubblicamente a marzo, su cui la precedente Giunta aveva lavorato per un anno intero, vedrà ora un’accelerazione. «Il centro del paese è uno dei capisaldi di tutte le strategie di presente e futuro – spiega il sindaco -. Per questo in capo al nuovo assessore Gianluigi Tozzoli ho accorpato le deleghe a Cultura, Commercio e Turismo, oltre che allo Sport, perché si tratta di tematiche strettamente connesse fra loro, nonché interdipendenti per quanto riguarda il nostro piano strategico sul centro storico».

Lo strumento chiave del piano strategico per valorizzare due edifici di pregio, ma abbandonati a loro stessi, all’interno delle mura guelfesi è concessione di valorizzazione. Gli edifici in questione sono il palazzo Zacchiroli, nell’omonima via, e le ex cantine Fabbri, che si trovano sotto al palazzo Malvezzi-Hercolani sede del municipio (in via Gramsci 10). La concessione di valorizzazione è uno strumento che consente di dare in concessione a privati immobili di proprietà dello Stato o degli enti locali a fronte di un canone a lungo termine (fino a 50 anni) concordato sulla base della ristrutturazione dell’immobile secondo un progetto approvato in fase di bando. Per capirci, si tratta dello stesso strumento utilizzato dall’Agenzia del demanio per il recupero di fari, torri ed edifici costieri abbandonati.

Entrambi gli edifici guelfesi interessanti al progetto, palazzo Zacchiroli e le ex cantine Fabbri, sono vincolati (ma non protetti) dalla Soprintendenza di archeologia, belle arti e paesaggio: palazzo Zacchiroli con destinazione d’uso residenziale; le ex cantine invece spaziano dall’uso commerciale a quello artigianale, alla ristorazione.

Un destino diverso è invece quello che attende l’ex oratorio del Santissimo Sacramento, o chiesa della Compagnia, gravemente danneggiata durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Ne restano in piedi solo le mura esterne, appoggiate agli altri edifici del centro storico, mentre il tetto è ormai del tutto inesistente. Trattandosi di un bene culturale protetto dalla Soprintendenza, l’ex chiesa non può rientrare nel percorso della concessione di valorizzazione perché necessita di un minuzioso restauro scientifico. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 giugno

Nelle foto a sinistra le ex cantine Fabbri, a destra l”ex chiesa del Santissimo Sacramento

Castel Guelfo, tra le priorità del nuovo sindaco Claudio Franceschi il piano di rilancio del centro storico
Cronaca 10 Giugno 2019

Partono questa settimana in via Bucci i lavori per il rinnovo della rete gas da parte di Inrete, società del gruppo Hera

Al via questa settimana a Imola, nel tratto di via Bucci tra gli incroci con via Scarabelli e via Galileo Galilei, i lavori della società del gruppo Hera “Inrete” (che gestisce la distribuzione gas ed energia elettrica in Emilia Romagna) per il rinnovo della rete gas. L”intervento, progettato dai tecnici di Hera, è funzionale a mettere in sicurezza la rete e garantire la continuità del servizio in considerazione del fatto che, negli ultimi anni, si sono verificare alcune rotture che hanno richiesto interventi delle squadre di pronto intervento di Inrete.

Per quanto riguarda i particolari, nel corso dell”intervento che dovrebbe terminare entro il mese di luglio, sarà posato un nuovo tratto di rete in polietilene di circa 200 metri in sostituzione del precedente e saranno rinnovati anche gli allacci alle abitazioni della zona. Durante il cantiere non ci saranno interruzioni del servizio gas, dal momento che la nuova condotta sarà collocata a fianco della vecchia e solo al termine della posa, attraverso un meccanismo di by-pass, il flusso del gas verrà deviato. Successivamente poi saranno collegati alla nuova condotta tutti gli allacci degli edifici: soltanto in quel momento ci sarà la sospensione del servizio, ma soltanto per un”ora, previa comunicazione ai residenti. 

Per creare meno disagio possibile il lavoro, concordato con i tecnici comunali, è stato programmato dopo la chiusura delle scuole. Durante l”intervento sarà istituito un senso unico alternato nel tratto immediato all’area lavori, anche se il cantiere occuperà una modesta porzione della strada e per questo non richiederà l”interruzione della viabilità. Passando all”investimento, complessivamente si parla di 80.000 euro di spesa.

Inrete ogni anno ispeziona la rete gas per individuare eventuali perdite o dispersioni, al fine di garantire livelli costanti di sicurezza e continuità del servizio. L”attività di ispezione della società del gruppo Hera risulta molto superiore allo standard minimo richiesto dall”autorità nazionale Arera. Nel solo 2018, infatti, Inrete ha ispezionato il 60,5% delle reti in alta e media pressione e il 78,9% di quelle in bassa pressione a fronte di livelli base del 100% in tre anni per alta e media e del 100% in quattro anni per la bassa pressione. (r.cr.)

Partono questa settimana in via Bucci i lavori per il rinnovo della rete gas da parte di Inrete, società del gruppo Hera
Cronaca 3 Giugno 2019

Piazza Galvani e piazza Martiri Partigiani, conclusi a fine maggio a Castello i lavori di riqualificazione

Lavori conclusi a Castel San Pietro Terme per l”intervento di riqualificazione di piazza Galvani e piazza Martiri Partigiani, iniziato il 30 aprile  e realizzato in accordo con le associazioni di categoria e i commercianti della zona. I lavori hanno permesso la valorizzazione del fronte negozi in piazza Galvani, ottenuta con l”allontanamento dei parcheggi dall”edificio del Cassero e la creazione di un percorso di continuità pedonale, con pavimentazione in porfido larga sei metri, tra via Matteotti, piazza Galvani e via Cavour.

Si sono inoltre realizzati la riasfaltatura delle due piazze, Galvani e Martiri Partigiani e il rifacimento della segnaletica orizzontale. Otto parcheggi in più oltre ad una postazione disabili in piazza Galvani e posteggi taxi spostati in piazza Martiri le ulteriori modifiche effettuate, mentre dal punto di vista della viabilità va segnalata l”inversione del senso di marcia nel tratto di congiunzione con il parcheggio di via Oberdan, in virtù del quale possono accedere al parcheggio i veicoli che provengono da piazza Martiri e non viceversa. 

L”intervento, comprensivo anche della riqualificazione del giardinetto di piazza Martiri Partigiani (realizzato in aprile), è costato 102 mila euro, finanziati interamente dal Comune con i proventi del Piano sosta al pari di altri numerosi interventi realizzati in centro storico dal 2017 ad oggi. Nei giorni scorsi si sono infine completati anche lavori di manutenzione stradale in centro, compresi alcuni interventi per migliorare la regimentazione delle acque piovane durante grossi temporali e l”abbattimento di una barriera architettonica. (r.cr.)

Nella foto piazza Galvani risistemata

Piazza Galvani e piazza Martiri Partigiani, conclusi a fine maggio a Castello i lavori di riqualificazione

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast