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Pallavolo femminile, tutta la gioia della Clai Imola per la promozione in B1

Pallavolo femminile, tutta la gioia della Clai Imola per la promozione in B1

La pallavolo imolese torna nel campionato che merita, per tradizione e movimento. Siamo ancora lontani da quel Famila che per un decennio ha frequentato la seconda serie nazionale, giocando anche due stagioni in A1, ma almeno dopo 15 anni ci sarà una squadra imolese al via della B1. La Clai può così festeggiare contemporaneamente i 50 anni dalla fondazione e il massimo risultato della sua storia. Grazie a questo club, creato e gestito per 40 anni da Francesco Spadoni, presente domenica alla partita decisiva, si sono di fatto avvicinate alla pallavolo migliaia di bambine imolesi. Da una decina di anni la società ha iniziato ad ampliare le prospettive e a capire anche l’importanza di avere una prima squadra in un campionato nazionale. E’ dunque una promozione che arriva da lontano, ma che era nell’aria da oltre un mese e si è concretizzata domenica al palaRuscello. Questo grazie a un gruppo che con la mentalità unita al lavoro ha fatto la differenza rispetto alle più accreditate rivali.

Fra le giocatrici che più hanno inciso nella super stagione della Clai, c’è Sofia Devetag. A 26 anni la schiacciatrice imolese ha disputato una stagione da incorniciare, portando in B1 la squadra della sua città, come aveva promesso due anni fa quando tornò a Imola dopo diverse stagioni al sud fra A2 e B1. «Non conoscevo ancora il valore della squadra e della B2, quindi a qualcuno sarà sembrata una sparata. Però ne ero convinta, perché avevo intuito che c’erano delle aspettative nelle mie compagne e tanta voglia di crescere. Alla fine i fatti mi hanno dato ragione e mi sento molto partecipe di questo risultato».

Perché siete state le più forti?

«Ci sono tanti motivi – risponde la schiacciatrice -. In primis perché lavoriamo parecchio e bene. Inoltre non c’è una prima donna. Poi nessuna ha mai intralciato il lavoro degli altri e c’è sempre stato grande rispetto. In campo abbiamo fatto la differenza, perché giochiamo di squadra e questo ha contribuito a farci diventare un grande gruppo, nonostante ci fossero differenze importanti di età. Questa diversità, che poteva essere un’incognita, si è rivelata un mix vincente, perché abbiamo trovato comunque molti punti in comune. Siamo amiche prima che compagne». 

Su «sabato sera» dell”11 aprile due pagine il servizio completo sulla vittoria della Clai Imola.

Nella foto: Sofia Devetag con lo «scoutman» Andrea Matteuzzi

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