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Calcio, il 16enne Riccardo Turicchia racconta il suo primo anno alla Juventus

Calcio, il 16enne Riccardo Turicchia racconta il suo primo anno alla Juventus

«Nella vita quello che conta è la bellezza del viaggio. Conta il viaggio che il sogno ti porta a compiere, dove arrivi non è la cosa più importante». Questa frase di Vasco Rossi ci è tornata in mente parlando con Riccardo Turicchia, terzino mancino di Borgo Tossignano che da qualche settimana ha concluso la stagione nell’Under 16 della Juventus. Diventare un calciatore professionista è la sua stella polare, ma l’entusiasmo che trasmette quando parla fa capire la cosa più importante, ovvero che a lui, al di là di tutto, questo viaggio sta piacendo davvero parecchio. «Ho iniziato a giocare a Borgo, nel mio paese – racconta Riccardo -, poi sono andato a Casalfiumanese quando nacque la Valsanterno. Da lì sono passato all’Imolese, dove ho giocato per tre anni, uno con mister Ghirelli e due con Massimo Ceroni. Nel 2014 mi ha preso il Cesena: come tecnici ho avuto Abbondanza, Leoni e, per due stagioni, l’ex Milan Lantignotti. Quattro anni splendidi, anche se facendo il pendolare non ho avuto molto tempo per approfondire l’amicizia coi miei compagni di squadra».

Come è nato il trasferimento alla Juventus?

«Mi avevano cercato già nel 2017, ma il Cesena chiese troppo, così non se ne fece nulla. L’anno dopo, col fallimento del Cesena, i dirigenti della Juve si sono ripresentati e hanno acquistato il mio cartellino a parametro zero».

Cos’hai provato quando hai realizzato che saresti veramente andato a giocare nelle giovanili nella squadra più forte d’Italia?

«Ero felicissimo. Quando mi sono presentato per la firma avevo il sorriso stampato in faccia. E’ stata un’emozione fortissima: tra l’altro tifo per la Juve, per me era il massimo».

Ad agosto 2018 è iniziata la tua avventura in Piemonte: raccontaci come l’hai vissuta.

«Il convitto, la scuola e il campo d’allenamento sono presso il centro tecnico di Vinovo. La prima notte che ho passato lì mi sono sentito solo, la lontananza da casa si è fatta sentire, ma già dal secondo giorno ho iniziato a farmi degli amici, e nel giro di una settimana ero ambientato. Frequento il Liceo Sportivo, un indirizzo che mi piace. I professori sono giovani, ci seguono con attenzione e sono disponibili. Ho passato il secondo anno e a settembre inizierò il terzo. Tra l’altro le aule sono attaccate al convitto: faccio colazione e in 30 secondi arrivo in classe. I miei compagni di calcio vanno quasi tutti a scuola lì e con noi ci sono anche tre ragazze della Juventus femminile». (al.mar.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 4 luglio.

Nella foto: Riccardo Turicchia con la maglia della Juventus

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