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I pareri delle calciatrici della zona dopo l'exploit ai Mondiali: «Azzurre, non è stata solo un'impresa sportiva»

I pareri delle calciatrici della zona dopo l'exploit ai Mondiali: «Azzurre, non è stata solo un'impresa sportiva»

Abbiamo raccolto una serie di pareri tra ex calciatrici della nostra zona, che con grande orgoglio hanno assistito alle partite della Nazionale femminile che è entrata nelle prime 8 al Mondiale di calcio in Francia.

Katia Salomoni difensore Packcenter «Mi ricordo gli allenamenti, tra sudore e risate. Che fatica, ma che meraviglia. Le mie compagne di squadra sono ancora con me come una famiglia. Orgogliosa di vedere questa Italia». Veronica Vallone centrocampista Packcenter «La domenica, un attimo prima del fischio d’inizio della partita, portavo gli occhi agli spalti e ci trovavo qualche parente e qualche amico, ora ad accogliere e tifare per queste ragazze c’è tutta l’Italia, o quasi. Le Azzurre, con sacrificio e determinazione, hanno abbattuto i muri dell’indifferenza spesso rivolta ad uno sport così meraviglioso declinato al femminile. Forza ragazze, il tifo è ancora tutto per voi, dentro e fuori dal rettangolo di gioco».

Annalisa Bagnari portiere Packcenter Imola «Guardando quelle atlete così brave e così belle nelle loro divise azzurre, penso alle tante ore di allenamento a tutte le temperature, alle infinite ore in pullman, in treno, in aereo per le trasferte, la miriade di domeniche passate sui campi da calcio di tutta Italia, che io e le mie compagne abbiamo passato insieme. Sacrifici di tutto un movimento che oggi comincia a raccogliere i frutti di tanto lavoro». Francesca Muzzi difensore Lazio femminile «Nella mia carriera ho vinto lo scudetto e pure la Coppa Italia con la Lazio, ma ho pianto quando ho assistito alla prima vittoria delle Azzurre in questo Mondiale. Sembra una banalità, una semplice partita, una delle tante, tantissime imprese sportive. Non è così. Le ragazze del calcio stanno finalmente distruggendo il tetto invisibile che le teneva sotto la superficie dello sport italiano».

Veronica Minoccheri attaccante Cervia «Quando sei piccolo e provi passione per qualcosa che sia uno sport o una professione ti crei un idolo e gli sforzi che impieghi nella tua passione sono tali per poter avvicinare, emulare o addirittura superare questo idolo. Io mi innamorai della leggerezza, dell’eleganza e della concretezza di Marco Van Basten. Della sportività, della professionalità e della lealtà di Paolo Maldini. Non sapevo nemmeno che esistesse il campionato di calcio femminile, nemmeno che la mia città, Imola, avesse una squadra. Non avrei mai potuto emulare, figuriamoci superare i miei idoli, ma io passavo ugualmente ore a giocare tra i maschi, a palleggiare con i piedi con la palla da pallavolo. Quante sgridate mi sono presa. Quante volte mi sono sentita dire che ero un maschiaccio. Quanto tempo passato a guardare gli altri giocare da dietro una rete. La passione fine a stessa, ecco cos’è il calcio delle donne, purissima, fortissima passione». (m.o.)

Nella foto: da sinistra Veronica Vallone, Francesca Muzzi, Moira Orrù, Katia Salomoni, Giorgia Geminiani, Veronica Minoccheri ed Annalisa Bagnari

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