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Basket C Gold, Marco Regazzi è il nuovo coach della Vsv Imola: «Ai tifosi chiedo pazienza, ma proveremo a stupire»

Basket C Gold, Marco Regazzi è il nuovo coach della Vsv Imola: «Ai tifosi chiedo pazienza, ma proveremo a stupire»

Iniziamo dalla notizia. Marco Regazzi è il nuovo allenatore della Virtus Spes Vis. Ha firmato un contratto 2+1, cioè due anni, con la possibilità di andare avanti. Richiesta questa fortemente voluta dal coach per provare a costruire qualcosa in un arco di tempo piuttosto ampio. Che sarà un anno zero è ovvio, viste le dipartite numerose. Non solo la società si è rifatta il trucco (addio a Danilo Francesconi, la presenza più «ingombrante»), non solo l’allenatore Davide Tassinari (deludente come i suoi numerosi predecessori), ma anche giocatori cardine, come Casadei, Percan, Nucci, Magagnoli, Zhytaryuk, hanno già chiuso il trolley. Un’altra sottolineatura va fatta sul budget, che sarà probabilmente più ristretto rispetto al passato e non sarà facile restare nel gruppo delle prime, considerando la potenza di fuoco che metteranno sul parquet squadre come Ferrara (la favorita), Bologna Basket, Scandiano e Fiorenzuola. Mentre Imola proverà a stupire con qualche idea innovativa, tenendo conto che la maggioranza dei giocatori della zona si è già accasata e che si dovrà operare a lungo raggio, con poco tempo a disposizione (6-7 atleti da ingaggiare entro Ferragosto). C’è pure chi sussurra che si sonderà il mercato slavo e americano (in C Gold se ne possono tesserare due).

Ma il protagonista di oggi è «Rega», che dovrà sbrogliare svariate matasse ed è giusto che cominci a spiegare questo ritorno a casa.

«Dieci anni dopo, passando da Castrocaro, da un anno di pausa, da 7 stagioni a Faenza e dall’ultima a Castello. Per me sarà una stagione importante, tenendo conto che nel 2009 fui uno degli artefici della fusione tra la Virtus 1936 e la Spes Vis». 

Zero dubbi per accettare la proposta?

«La sfida è interessante, anche se devo ancora conoscere la struttura esatta della nuova società. Non è questione di zero dubbi, quello che mi ha convinto è l’idea di una programmazione basata su più anni, col sogno di entusiasmare e stupire i tifosi. E alla fine del percorso provare a scrivere un finale diverso rispetto a quello che è successo in tutti questi anni».

Lo slogan potrebbe essere: «Tutto, ma non subito».

«Servirà il tempo necessario, partendo quasi da zero. Diciamo che abbiamo anche idealizzato un punto di arrivo, magari andando a sognare un derby con Faenza nella serie superiore. Ce la metterò tutta, non solo per me stesso o per la squadra, ma anche per una promessa che ho fatto al povero Gnacci (Antonio Castaldi, nda) e che non posso tradire». (p.z.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 18 luglio.

Nella foto: la stretta di mano del 2015 tra Marchi e Regazzi, unico rapporto avuto negli ultimi 10 anni

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