Cultura e Spettacoli

«Emozioni urbane» è il titolo della XXVII Biennale del Muro Dipinto di Dozza

«Emozioni urbane» è il titolo della XXVII Biennale del Muro Dipinto di Dozza

Ripensare gli spazi cittadini come luoghi emozionali, trasformare muri e volte in punti pubblici di ricarica per le «batterie emotive» quotidianamente prosciugate da ritmi di vita forsennati, senz’altro cavo necessario che non lo sguardo. È questo l’obiettivo della XXVII Biennale del Muro Dipinto di Dozza dal titolo #EmozioniUrbane, organizzata dalla Fondazione Dozza Città d’Arte e dal Comune di Dozza e in programma da lunedì 9 a domenica 15 settembre nel borgo medievale sulle colline imolesi e a Toscanella lungo la via Emilia.

A selezionare gli artisti che parteciperanno realizzando i loro lavori sui muri è una Commissione Inviti di cui fanno parte Enrico Maria Davoli, docente dell’Accademia delle Belle Arti di Brera, la critica d’arte e giornalista Sabina Ghinassi, lo storico dell’arte e docente dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna Claudio Spadoni, e, in rappresentanza della Fondazione, l’artista, illustratore e scenografo Ivan Cavini e la docente Francesca Grandi. «Ho confermato la mia disponibilità a fare parte della Commissione Inviti per la seconda edizione consecutiva per diversi motivi – spiega Enrico Maria Davoli, presente anche nel 2017 -: c’è la confidenza che, nel tempo, si prende con un luogo come Dozza a cui si sommano la consapevolezza e la speranza di poter aggiungere, con il mio contributo, un valore a questo paese. Il mio obiettivo è quello di portare a Dozza uno sguardo sull’arte odierna attraverso delle opere di cui tutta la comunità possa essere orgogliosa».

L’esito della valutazione degli artisti e delle opere sarà noto a fine agosto: nel frattempo è possibile avere un assaggio dell’atmosfera del Muro Dipinto grazie alla mostra Muri d’autore. Gerardo Masini da Dozza a Dakar, inaugurata lo scorso 24 maggio e che rimarrà allestita nella Rocca di Dozza fino al 29 settembre. Curata da Silvia Evangelisti, punta lo sguardo sulle opere di Gerardo Masini evocatrici di quel filone cosiddetto «essenzialista», oltre a dar conto di documenti e testimonianze delle Biennali del Muro Dipinto del 1973 e del 1975, anni in cui l’artista fu uno dei protagonisti della manifestazione.

Nella foto: Andrea Mario Bert nell”edizione 2017 del Muro Dipinto

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