Cronaca

Dal biometano alle colonnine elettriche i progetti di Hera per incentivare la mobilità sostenibile anche nel circondario imolese

Dal biometano alle colonnine elettriche i progetti di Hera per incentivare la mobilità sostenibile anche nel circondario imolese

Dai servizi per le auto elettriche alla produzione di biometano, dal biocarburante prodotto dall’utilizzo degli oli alimentari esausti alle azioni interne per incentivare tra i dipendenti scelte a minor impatto ambientale negli spostamenti casa-lavoro. Sono alcuni fra i progetti portati avanti dal gruppo Hera che, anche attraverso ingenti investimenti e partnership, punta con decisione sullo sviluppo della mobilità sostenibile, che cresce anche nel circondario imolese. 

Passando al dettaglio, prosegue l”installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli a trazione elettrica. A Imola sono 10 le colonnine di ricarica pubbliche installate dal gruppo, a cui sono seguite collaborazioni con enti pubblici e aziende. La rete complessiva di Hera è composta di circa cinquanta punti per la ricarica, attraverso la firma di vari protocolli con i comuni, l’ultimo dei quali prevede la prossima installazione di tre colonnine a Castel Guelfo, in luoghi che dovranno essere scelti insieme all’Amministrazione. Proseguendo con i progetti, Hera ricorda inoltre la produzione di biometano a Sant’Agata Bolognese, nell’impianto che ricava il combustibile dal trattamento di sfalci, potature e rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata svolta dai cittadini. Con il biometano targato Hera, sottolineano dall”azienda, si risparmiano 6.000 tonnellate di petrolio all’anno, pari a 14.000 tonnellate di CO2 evitate. Un risultato al quale la multiutility contribuisce anche utilizzando il combustibile per molte sue auto aziendali e mettendolo a disposizione dei cittadini alla stazione di rifornimento che si trova in via Lasie 9D a Imola. 

Passando invece alle partnership, la multiutility ha siglato di recente un accordo con Eni relativo alla trasformazione dell’olio esausto di uso domestico in biocarburante. Grazie a questa intesa, l’olio raccolto da Hera (circa 17 mila chilogrammi nei primi sei mesi del 2019 raccolti nel circondario imolese, 9.800 solo a Imola, in base ai dati comunicati dall”azienda), viene inviato alla bioraffineria Eni di Venezia, a Porto Marghera, primo esempio al mondo di conversione di una raffineria di petrolio in bioraffineria, che li trasforma in green diesel, prodotto completamente rinnovabile che costituisce il 15% dell’Enidiesel+.

Da rimarcare, infine, l’iniziativa che Hera ha assunto nell’ambito della ‘Settimana Europea della Mobilità Sostenibile’ della settimana scorsa per incentivare tra i propri dipendenti l’utilizzo di mezzi a basso impatto. Tra le azioni messe in campo citiamo il rimborso di una parte del costo dell’abbonamento di treno o autobus utilizzato per muoversi, valido anche per i familiari; il servizio navetta attivo a Imola per collegare la stazione con le sedi di via Casalegno e via Molino Rosso; la sfida promossa in occasione del 20 settembre con la quale si assegnavano punti ai dipendenti che avessero provato di avere abbandonato, per quella giornata, l’auto privata a vantaggio di mezzi più sostenibili come autobus, treno, bici o le proprie gambe, con l’obiettivo di stabilire quale fosse, per numero di punti accumulati, la sede Hera più virtuosa. «La nostra – ha commentato Cristian Fabbri, amministratore delegato di Hera Comm -. è una mobilità sostenibile che spesso si coniuga con il concetto di economia circolare, dando vita a circuiti virtuosi che hanno come obiettivo la riduzione dei rifiuti e il loro recupero».  (r.cr.)

La foto è tratta dal sito del Gruppo Hera

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