Cronaca

Promuovere la lettura tra legge e buone pratiche, se n'è parlato in un incontro con politici e professionisti

Promuovere la lettura tra legge e buone pratiche, se n'è parlato in un incontro con politici e professionisti

In Italia solo il 40% dei cittadini legge un libro all’anno. Se già considerare lettore una persona che legge un volume in 12 mesi è alquanto ottimistico, pensare che siano solo due italiani su cinque a farlo sconsiglierebbe di intraprendere qualsiasi professione legata ai libri. Comprensibile quindi che serva una legge per promuovere la lettura. Il Parlamento italiano questa legge l’ha scritta nella scorsa legislatura e la Camera la ha già approvata a grande maggioranza in quella in corso, ora deve passare all’esame del Senato.

Di questa legge si è parlato sabato 21 settembre alla festa di Left Wing, l’associazione che, fra l’altro, cura una web radio e produce un rivista di politica, economia e cultura fondata tra gli altri dall’ex presidente del Pd, Matteo Orfini. Nella cornice della Città dell’Altra economia, all’ex Mattatoio del Testaccio si svolto un seminario in cui a fianco della deputata Pd Flavia Piccoli Nardelli, che ha scritto e portato avanti la legge, c’erano esponenti della politica come gli onorevoli Maria Chiara Gadda (firmataria della legge contro lo spreco alimentare) e Francesco Verducci, la presidente di Alleanza Cooperative Italiane Comunicazione Giovanna Barni, rappresentanti dell’Associazione italiana editori, degli editori indipendenti di Adei, dei librai e delle biblioteche. Fra gli invitati al seminario anche Paolo Bernardi, presidente della Coop. Bacchilega che ha portato il proprio contributo raccontando alcune delle pratiche che la cooperativa imolese affianca alle prestigiose pubblicazioni di libri per bambini e ragazzi e alla rivista Lo Spunk, senza contare i corsi di Officina Passo Passo.

Un incontro che grazie alla qualità degli intervenuti ha messo in evidenza il valore della legge e la necessità di dare impulso alla lettura, incrementare i lettori e consentire lo sviluppo di una filiera editoriale equilibrata, che tenga in conto l’esigenza di un rapporto virtuoso tra pubblico e privato nella gestione dei luoghi della lettura e delle attività culturali in genere. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 26 settembre

Nella foto un momento dell”incontro a Roma

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