Cronaca

«Rubrica salute»: attenzione e memoria, quando stress e troppi stimoli mandano in tilt il cervello

«Rubrica salute»: attenzione e memoria, quando stress e troppi stimoli mandano in tilt il cervello

Non ci ricordiamo più dove abbiamo messo le chiavi di casa, dimentichiamo i bambini in auto, veniamo urtati da un’auto mentre guardiamo il cellulare… Tutti avvenimenti molto diversi tra loro e, soprattutto, con diverse conclusioni ma tutte azioni che hanno una cosa in comune, un sovraccarico di stimoli per il nostro cervello che va in tilt. «Nella nostra vita – spiega Massimo Menetti, responsabile della Geriatria ospedaliera e territoriale dell’Ausl di Imola – abbiamo un sovraccarico attenzionale sempre maggiore. Il nostro cervello può contenere fino ad un certo numero di informazioni indipendenti contemporaneamente, ogni compito aggiuntivo diventa un superlavoro per la nostra memoria. Facendo molte cose allo stesso tempo la memoria di lavoro si satura rapidamente di informazioni».

E nella nostra quotidianità sono tanti i pensieri, le situazioni che possono occupare lo «spazio» a nostra disposizione. «E poi, stanchezza e malattia – aggiunge Menetti – possono ulteriormente compromettere la nostra attenzione. Sono eventi, situazioni, che possono condizionare la capacità di ricordare». Ma qual è il confine tra smemoratezza benigna e malattia? Quando, insomma, ci dobbiamo preoccupare? «Non esiste, almeno ad oggi – continua Menetti – un test specifico laboratoristico o strumentale che possa confermare il sospetto di malattia di Alzheimer. Se le dimenticanze sono episodiche non ci dobbiamo allarmare; il declino cognitivo, poi, fa parte del trascorrere del tempo e, quindi, dell’età. Possiamo invece avere qualche sospetto se i difetti di memoria a breve termine divengono sempre più frequenti. E se, soprattutto, sono le persone che vivono con noi, o che frequentiamo più spesso, a confermare il dato. Una buona percentuale degli uomini e donne che si rivolgono al Centro per i disturbi cognitivi e demenze dell’Ausl di Imola, perché temono di avere un problema di memoria, torna a casa con una diagnosi di disturbo soggettivo di memoria». (Alessandra Giovannini)

L”articolo completo su «sabato sera» del 26 settembre.

Nella foto: Massimo Menetti, Responsabile della Geriatria ospedaliera e territoriale dell”Azienda Usl di Imola

1 Comment

  • Purtroppo é un problema molto dilagante e preoccupante !!!

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