Imola

L'ultimo atto dell'era Sangiorgi: sfiducia a Patrik Cavina. “Mi volevano interdire'. Frati: “Lei ci ha tradito'

L'ultimo atto dell'era Sangiorgi: sfiducia a Patrik Cavina. “Mi volevano interdire'. Frati: “Lei ci ha tradito'

Deleghe revocate a Patrik Cavina e l”assessore Andrea Longhi nominato vicesindaco per qualche ora. E’ stato questo, ieri pomeriggio l’ultimo atto amministrativo dell’ormai ex sindaca Manuela Sangiorgi. Un atto inutile che ha il sapore della ripicca seguito dall’ennesimo scambio di accuse reciproche con tre suoi assessori (Cavina stesso, Claudia Resta e Claudio Frati) a beneficio dei social.

«Lo stesso giorno delle mie dimissioni – ha motivato Sangiorgi nell’ultimo lungo video postato sulla sua pagina ufficiale da sindaco 5Stelle – sono venuta a conoscenza di una volontà in parte del mio gruppo della mia forza politica di farmi mettere una specie di interdizione temporanea, prevista dal Tuel se il sindaco sta poco bene di salute, il vicesindaco può prendere in mano la responsabilità di tutto e amministrare la città. Per questo motivo volevo dare un segnale di una sfiducia che è arriva proprio oggi che è l’ultimo giorno perché ci sono persone che sembravano amiche pareva remassimo tutti nella stessa direzione invece così non è soprattutto negli ultimi venti giorni ma ormai alle pugnalate alla schiena ci sono abituata». 

Sangiorgi letteralmente sola sull’Aventino rispetto al resto della sua Giunta e soprattutto al Movimento 5 Stelle imolese che, seppur logorato da mesi di diatribe interne, cerca di ricompattarsi. Conscio che deve sopravvivere alla nottata se tra qualche mese vuole presentarsi agli imolesi con un candidato credibile per le amministrative 2020. Da qui la ricerca anche di un nuovo dialogo con la città, ad esempio con la richiesta degli assessori stessi e del M5s (negata dalla sindaca) di un’ultima giunta per revocare il controverso atto di indirizzo politico di «privatizzazione» della piscina comunale Ruggi approvato, sempre da loro stessi come giunta ovviamente, ma appena tre ore prima che la Sangiorgi desse le dimissioni a sorpresa in piazza Matteotti. 

La risposta all’ultimo video della sindaca non si è fatta attendere. Altra pagina ufficiale, quella del Movimento 5 Stelle. I solitamente felpati Cavina, Resta e Frati si lasciano andare. Frati lamenta: «Siamo stati traditi come gruppo da una persona che per anni ha nascosto parti importanti della propria vita e della propria personalità e quando sei candidata sindaco non lo puoi fare. Cose che se ne fossimo stati a conoscenza a questo punto non ci saremmo mai arrivati». Impossibile non leggerci il riferimento anche alla ormai nota relazione della Sangiorgi con il capogruppo della Lega Simone Carapia.

Ma la Resta va oltre e attacca nel merito delle pesanti accuse fatte dalla Sangiorgi al partito: «La sindaca ha sostenuto che non c’è mai stato aiuto da Roma quando noi sappiamo che c’è stato, che avevamo il numero di Riccardo Fraccaro (deputato M5s) e potevamo chiamarlo quando volevamo ma lei non ha saputo ascoltare e utilizzare le competenze messe a disposizione o fare gruppo per usare quelle interne ma si è fidata di persone che non appartenevano al Movimento 5 Stelle».

La conclusione tocca a Cavina: «Questa vista dell’ultimo periodo non è la politica dei noi intendiamo, quella a servizio dei cittadini, quella che non scappa». E rilancia dando l”appuntamento agli elettori all”anno prossimo: «Questo progetto del M5s non finisce ma va avanti per le future elezioni amministrative che ci saranno in maggio o giugno». (l.a.)

Nella foto un fermo-immagine del video di Frati, Cavina e Resta e della Sangiorgi

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