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Imola 19 Novembre 2019

L'ultimo atto dell'era Sangiorgi: sfiducia a Patrik Cavina. “Mi volevano interdire'. Frati: “Lei ci ha tradito'

Deleghe revocate a Patrik Cavina e l”assessore Andrea Longhi nominato vicesindaco per qualche ora. E’ stato questo, ieri pomeriggio l’ultimo atto amministrativo dell’ormai ex sindaca Manuela Sangiorgi. Un atto inutile che ha il sapore della ripicca seguito dall’ennesimo scambio di accuse reciproche con tre suoi assessori (Cavina stesso, Claudia Resta e Claudio Frati) a beneficio dei social.

«Lo stesso giorno delle mie dimissioni – ha motivato Sangiorgi nell’ultimo lungo video postato sulla sua pagina ufficiale da sindaco 5Stelle – sono venuta a conoscenza di una volontà in parte del mio gruppo della mia forza politica di farmi mettere una specie di interdizione temporanea, prevista dal Tuel se il sindaco sta poco bene di salute, il vicesindaco può prendere in mano la responsabilità di tutto e amministrare la città. Per questo motivo volevo dare un segnale di una sfiducia che è arriva proprio oggi che è l’ultimo giorno perché ci sono persone che sembravano amiche pareva remassimo tutti nella stessa direzione invece così non è soprattutto negli ultimi venti giorni ma ormai alle pugnalate alla schiena ci sono abituata». 

Sangiorgi letteralmente sola sull’Aventino rispetto al resto della sua Giunta e soprattutto al Movimento 5 Stelle imolese che, seppur logorato da mesi di diatribe interne, cerca di ricompattarsi. Conscio che deve sopravvivere alla nottata se tra qualche mese vuole presentarsi agli imolesi con un candidato credibile per le amministrative 2020. Da qui la ricerca anche di un nuovo dialogo con la città, ad esempio con la richiesta degli assessori stessi e del M5s (negata dalla sindaca) di un’ultima giunta per revocare il controverso atto di indirizzo politico di «privatizzazione» della piscina comunale Ruggi approvato, sempre da loro stessi come giunta ovviamente, ma appena tre ore prima che la Sangiorgi desse le dimissioni a sorpresa in piazza Matteotti. 

La risposta all’ultimo video della sindaca non si è fatta attendere. Altra pagina ufficiale, quella del Movimento 5 Stelle. I solitamente felpati Cavina, Resta e Frati si lasciano andare. Frati lamenta: «Siamo stati traditi come gruppo da una persona che per anni ha nascosto parti importanti della propria vita e della propria personalità e quando sei candidata sindaco non lo puoi fare. Cose che se ne fossimo stati a conoscenza a questo punto non ci saremmo mai arrivati». Impossibile non leggerci il riferimento anche alla ormai nota relazione della Sangiorgi con il capogruppo della Lega Simone Carapia.

Ma la Resta va oltre e attacca nel merito delle pesanti accuse fatte dalla Sangiorgi al partito: «La sindaca ha sostenuto che non c’è mai stato aiuto da Roma quando noi sappiamo che c’è stato, che avevamo il numero di Riccardo Fraccaro (deputato M5s) e potevamo chiamarlo quando volevamo ma lei non ha saputo ascoltare e utilizzare le competenze messe a disposizione o fare gruppo per usare quelle interne ma si è fidata di persone che non appartenevano al Movimento 5 Stelle».

La conclusione tocca a Cavina: «Questa vista dell’ultimo periodo non è la politica dei noi intendiamo, quella a servizio dei cittadini, quella che non scappa». E rilancia dando l”appuntamento agli elettori all”anno prossimo: «Questo progetto del M5s non finisce ma va avanti per le future elezioni amministrative che ci saranno in maggio o giugno». (l.a.)

Nella foto un fermo-immagine del video di Frati, Cavina e Resta e della Sangiorgi

L'ultimo atto dell'era Sangiorgi: sfiducia a Patrik Cavina. “Mi volevano interdire'. Frati: “Lei ci ha tradito'
Cronaca 12 Novembre 2019

Il Movimento 5 stelle espelle Manuela Sangiorgi. E i grillini imolesi preparano la sfiducia

La prima cittadina dimissionaria Manuela Sangiorgi è stata espulsa dal Movimento 5 stelle. A comunicarlo è il gruppo grillino imolese, attraverso un post pubblicato su Facebook.

«A chiarimento di notizie false divulgate alla stampa comunica oltretutto che nessuno dallo staff nazionale ha chiesto né ora né mai di prendere particolari posizioni politiche su alcuna mozione o delibera, decisioni in capo alla Giunta e ai consiglieri comunali», aggiunge il Movimento 5 stelle locale.
Inoltre, «facciamo nuovamente appello affinché ogni mozione e ogni delibera vengano calendarizzate nell”ultimo Consiglio comunale disponibile e votate dai consiglieri nell”esclusivo interesse dei cittadini imolesi – continua il gruppo -. Chiediamo quindi che sia il Rue sia la mozione riguardante il ritiro della delibera concernente l’atto di indirizzo verso Area Blu per il complesso Ruggi siano inserite nell’ordine del giorno».

E a stretto giro arriva anche la mozione di sfiducia alla sindaca, votata all’unanimità nel nel corso della riunione degli attivisti di lunedì sera: «Tale mozione si rende necessaria per una presa di posizione comune da parte dei portavoce eletti contro l”operato della sindaca, contro le sue dichiarazioni altamente lesive dell”immagine del Movimento 5 Stelle e dei portavoce tutti – spiega il gruppo –, oltre che per garantire alla città che qualunque ripensamento nei confronti della presentazione delle dimissioni da parte della sindaca non sarà preso in considerazione dalla nostra forza politica». (r.cr.)

Il Movimento 5 stelle espelle Manuela Sangiorgi. E i grillini imolesi preparano la sfiducia
Cronaca 11 Novembre 2019

Panieri: «Pensiamo al futuro dopo il fallimento Sangiorgi»

«Adesso occorre costruire una coalizione larga che sappia trovare le energie migliori in città, ma niente nomi, prima l’idea di Imola che vogliamo. Dopo il fallimento della Sangiorgi pensiamo al futuro».
Marco Panieri, giovane segretario del Pd imolese, un anno o poco più alla guida di quello che fu il “partitone”, si dice pronto anche alla nuova sfida aperta dalle dimissioni della sindaca 5Stelle di Imola. In viale Zappi, sede della Federazione Pd, la soddisfazione è palpabile, anche se si voterà in primavera e prima ci sono le temute regionali del 26 gennaio.

Sangiorgi dice che siete stati voi del Pd, cioè voi cinque consiglieri comunali (sei se aggiungiamo Carmen Cappello di Imola guarda avanti, già candidata sindaco del centrosinistra), a far cadere il suo monocolore pentastellato che partiva sedici mesi fa con un bottino di ben 16 consiglieri.
«Noi in questi mesi abbiamo fatto un lavoro puntuale di opposizione, come ci competeva, e da cassa di risonanza dei problemi di una città bloccata, di un mondo civile che ad un certo punto si è alzato e ha detto è ora di cambiare atteggiamento. In nostro ruolo e quello di Carmen è stato rilevante in questo senso, ma sono stati i contrasti interni allamaggioranza che hanno portato alle dimissioni, perché quando non hai più i numeri cadi».

Sangiorgi ha detto che se rimaneva sarebbe stata «un burattino del Pd».
«Il documento che abbiamo approvato in direzione prima del voto in Umbria diceva che non avremmo mai aperto un dialogo con lei: poteva stare tranquilla».

E le «serrature cambiate» per impedirle di governare?
«Ma se ha cambiato ben due Cda del ConAmi e di Area Blu. Il problema è che si è concentrata nell’opposizione al passato anziché guardare al futuro e ha giocato male di mediazione».

(…) Per il segretario del Partito democratico, adesso cosa succede?
«Dobbiamo guardare alla città e ripartire da dove eravamo, una coalizione che dobbiamo allargare in un progetto di centrosinistra ancora più inclusivo. Ma prima di tutto dobbiamo ricordarci che il nostro principale nemico sono la Lega e il centrodestra. Abbiamo l’orizzonte delle regionali, per noi fondamentali: dall’Emilia Romagna passa la tenuta del governo e il futuro del Pd. Dobbiamo dare una forte connotazione mettendo da parte i personalismi per rispondere con coraggio, fiducia, serenità e pure creatività, per ridurre l’odio e il rancore che avvelenano il clima generale. Per Imola il percorso è appena iniziato, si partirà da dialogo, partecipazione, ascolto».

Molti la vedono già come «papabile».
«Oggi le nostre energie le vogliamo concentrare sulle regionali e nel frattempo per una coalizione di centrosinistra sempre più ampia, recuperando chi non è andato a  votare, dimostrando che abbiamo compreso il passato e lavorando per il futuro di una città che vuole un riscatto».

(…) Ci sarà spazio per i 5Stelle delusi?
«Prima di tutto il dialogo lo faremo al nostro interno, poi con la coalizione, poi cercheremo di recuperare chi ha scelto l’astensione in passato, poi, se ci sarà un dialogo anche con il M5s perché no. Non il gruppo dirigente ma con l’elettorato». (l. a.)

L”intervista completa nel numero del Sabato sera del 7 novembre

Nella foto di Marco Isola/Isolapress, Marco Panieri e Fabrizio Castellari in Consiglio comunale prima della seduta del 29 ottobre

Panieri: «Pensiamo al futuro dopo il fallimento Sangiorgi»
Imola 29 Ottobre 2019

5 stelle e Partito democratico uniti sulle tematiche ambientali anche a Imola

Partito democratico e Movimento 5 stelle fianco a fianco sulle tematiche ambientali anche a Imola, come già accaduto a Castel San Pietro.

Sono la consigliera grillina Federica Boccia e il consigliere dem Giacomo Gambi, infatti, i primi firmatari della mozione che «chiede al Consiglio comunale il riconoscimento dello stato di Emergenza climatica – spiega la Boccia –, accogliendo le istanze del gruppo Friday”s For Future di Imola».
Una mozione, inoltre, «condivisa e firmata da tutti gli altri gruppi consiliari», sottolinea la consigliera del Movimento 5 stelle.

Inserita nell”ordine del giorno dell seduta del Consiglio comunale in programma questo pomeriggio, la mozione verrà discussa compatibilmente con quello che succederà a seguito dell’annuncio delle dimissioni della prima cittadina Manuela Sangiorgi arrivato ieri sera, nel corso dell’incontro pubblico in piazza Matteotti.
C’è da aspettarsi, infatti, che il dibattito già seguito alla notizia infiammerà ulteriormente l’aula. (r.cr.)

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, la consigliera comunale del Movimento 5 stelle Federica Boccia

5 stelle e Partito democratico uniti sulle tematiche ambientali anche a Imola
Imola 29 Ottobre 2019

Le dimissioni di Manuela Sangiorgi spaccano il Movimento 5 stelle a ogni livello

La decisione dell’oramai ex prima cittadina di Imola Manuela Sangiorgi di abbandonare il proprio incarico spacca ulteriormente un Movimento 5 stelle già profondamente diviso al suo interno.

Massimo Bugani
Per dimostrare che i problemi che hanno portato alle sue dimissioni sono nati e si sono sviluppati dentro al Movimento 5 stelle, e ben poco hanno a che fare con il Partito democratico contro cui l’ex sindaca si è scagliata dal palco di piazza Matteotti ieri sera, è sufficiente leggere il post che Massimo Bugani ha pubblicato sulla propria pagina Facebook già alle 21.51 di ieri.
«Un grande ringraziamento a chi ha dato tutto se stesso in questi anni per far vincere il Movimento 5 stelle a Imola. Grazie a Gabriele Betti, Fabrizio Favilli, Patrik Cavina, Annalisa Roda, Maurizio Lelli e a tutti i guerrieri che ci hanno regalato un sogno insieme a loro – fa nomi e cognomi uno fra i quattro soci dell’associazione Rousseau, capogruppo in Consiglio comunale a Bologna e dal 26 settembre scorso nuovo capostaff del Campidoglio a fianco di Virginia Raggi e Roma –. Purtroppo la sindaca ha iniziato a distruggere questo sogno dal giorno dopo la proclamazione».
«Siamo feriti e addolorati – aggiunge Bugani, che aveva tenuto a battesimo la candidatura della Sangiorgi –, ma ancora una volta chi è in buona fede e vuole bene al Movimento ha capito da che parte stare».

Fabrizio Favilli
Non risparmia parole di fuoco Fabrizio Favilli, primo capogruppo grillino in Consiglio comunale e “portavoce” dei sei consiglieri che si sono schierati apertamente contro l’operato della sindaca.
«Hai cacciato gli assessori più rappresentativi del Movimento (Ezio Roi e Maurizio Lelli, ndr), hai supportato Salvini sui giornali sparando invece addosso di continuo al Movimento, sei andata contro il programma e contro l’assemblea che ti ha permesso di essere la candidata – le si rivolge direttamente, anche lui attraverso un post su Facebok –. E i trasformisti sarebbero quelli del Movimento? Ma di cosa stiamo parlando? Davvero qualcuno del Movimento ha il coraggio ancora di difenderla?».

Andrea Cerulli
Fra chi si schiera senza se e senza ma dalla parte dell’ex prima cittadina e contro il Pd c’è Andrea Cerulli, attuale capogruppo grillino a seguito delle dimissioni di Simone Righini, in rotta con la Sangiorgi al pari dei sei consiglieri dissidenti.
«Il M5Stelle, alleandosi con il Partito di Bibbiano, il Partito dello scandalo Sanitá in Umbria, il Partito che nella sua roccaforte emiliano romagnola ha zittito perfino un maxiprocesso come Aemilia, ha perso la Sua identità ed i suoi valori fondanti – commenta, sempre sui social –. Un Movimento che doveva dare la parola agli elettori dopo l”8 agosto, non farsi fagocitare dai poltronari interni e farsi dettare la linea politica dal Pd. Penso che il governo ora debba prendere atto che dopo l”Umbria e dopo Imola ha una sola strada: staccare la spina e dare voce ai cittadini in modo democratico. Mi auguro che questo ulteriore segnale arrivi chiaro e che la democrazia del voto dia ,come giusto che sia, la parola ai cittadini stanchi di una Italia che arranca dietro i diktat di una Europa delle banche e non un Europa dei popoli».
Il riferimento a Imola, però, è quanto mai fumoso. (r.cr.)

Nella fotografia di Marco Isola/Isolapress, i banchi della maggioranza vuoti nel corso dell”ultima seduta del Consiglio comunale

Le dimissioni di Manuela Sangiorgi spaccano il Movimento 5 stelle a ogni livello
Imola 15 Ottobre 2019

Caos 5Stelle, la maggioranza prende tempo, Consiglio comunale rinviato, si scatenano le opposizioni

Nei giorni scorsi sembrava ci fossero state delle prove di dialogo tra la sindaca Manuela Sangiorgi e i sei consiglieri dissidenti della sua maggioranza 5Stelle. Invece ieri è arrivato il rinvio di due settimane della seduta del Consiglio comunale fissata per oggi. Il motivo? «Consentire alla consigliera subentrante di poter partecipare ai lavori del Consiglio comunale» si legge nell’atto a firma della presidente del Consiglio comunale, la pentastellata Stefania Chiappe.

«Non c’è una maggioranza è per questo che viene rinviato il Consiglio» rilancia deciso il vicepresidente dell’aula, il dem Fabrizio Castellari: «Siamo ai titoli di coda, una situazione indecorosa e irrispettosa. La città è bloccata da tempo in molti dei suoi aspetti principali e ora anche in quelli istituzionali. Se non ci sono le condizioni per andare avanti occorre prenderne atto: non si può rinviare il Consiglio finché non si ha una maggioranza. Se non si hanno i numeri per governare si riconsegnino le chiavi agli elettori, non si chiuda il Consiglio comunale».

Difficile dargli torto dopo quanto accaduto venerdì 11, ennesima surreale seduta del Consiglio comunale, durante la quale doveva avvenire la surroga del consigliere dimissionario 5Stelle Righini. Solo la «stampella» del voto arrivato dai banchi dell’opposizione da Giuseppe Palazzolo, di Patto per Imola, ha permesso il via libera. Numeri alla mano, la maggioranza aveva solo otto voti, compresa la presidente Chiappe e la stessa sindaca Sangiorgi, dato che nessuno dei sei consiglieri dissidenti era presente. Considerando che all’opposizione sono in dieci, neppure l’assenza di Simone Carapia tra le file della Lega era sufficiente a salvare la partita. E per oggi la situazione si profilava ugualmente difficile: la nuova consigliera Luciana Franceschini potrà entrare in aula a rimpinguare le esili schiere pentastellate, per l’appunto, solo tra quindici giorni.

Giunti a questo punto, il capogruppo dem Roberto Visani ha chiesto «formalmente una conferenza dei capigruppo alla presenza del segretario generale perché la spaccatura all’interno del M5s sta creando uno stallo istituzionale. Siamo a metà ottobre, in un Comune normale si comincia a ragionare di bilancio preventivo e piano degli investimenti, che significa cosa fare con i soldi incassati dopo che l’Amministrazione ha alzato le tasse ai cittadini».

Marco Casalini segretario imolese della Lega ha rincarato la dose: “L’ennesima dimostrazione di questa Giunta incapace a governare ed amministrare la comunità imolese.Non è concepibile che la città sia ostaggio di un’amministrazione che blocca le istituzioni e che rimanda i lavori d’aula di 15 giorni.Il Comune, gli imolesi, il territorio chiedono normalità, buonsenso, organizzazione invece ci si ritrova nel caos più assoluto e nell’imprevedibilità. Ci si renda conto – conclude – che così non si può continuare. Torniamo al voto”.

Giuseppina Brienza, coordinatrice di Italia in Comune per Imola e circondario, tira per la giacca la presidente Chiappe: “L’assenza della nuova consigliera è talmente importante da bloccare la politica cittadina per due settimane? E la giustificazione per questa assenza è più importante delle altre giustificazioni per assenza presentate nel corso dei mesi dai consiglieri della maggioranza “ribelli” e dai consiglieri di opposizione? In virtù di quale regola?”. (l.a.)

Nella foto i banchi vuoti dei consiglieri 5Stelle non presenti venerdì 11 ottobre

Caos 5Stelle, la maggioranza prende tempo, Consiglio comunale rinviato, si scatenano le opposizioni
Cronaca 3 Ottobre 2019

A Castel San Pietro maggioranza e Movimento 5 stelle uniti sulle tematiche ambientali

Movimento 5 stelle e coalizione di centrosinistra di Castel San Pietro fianco a fianco sulle tematiche ambientali. Nel corso della seduta del Consiglio comunale del 30 settembre, il Gruppo consiliare di maggioranza (Partito democratico-Uniti al centro per Castello-Castello in comune) ha votato favorevolmente i due ordini del giorno presentati dalla capogruppo grillina Elisa Maurizzi e dal consigliere Pietro Latronico che chiedevano al Comune di dichiarare lo stato di emergenza ambientale e climatica (voto contrario del gruppo Prima Castello), e di valutare sgravi per coloro che promuovono eventi “plastic free” (approvazione all’unanimità).

Da notare che i documenti approvati hanno visto l”inserimento di alcuni emendamenti presentati dai Dem, in particolare «abbiamo aggiunto nel testo i numerosi passi compiuti dalla Regione Emilia Romagna e degli strumenti adottati» precisa la capogruppo nonché consigliera regionale Francesca Marchetti. Ad esempio l”invito a modificare il regolamento per concedere spazi e patrocinio solo agli eventi plastic free è stato modificato in senso meno coercitivo di promozione di una campagna di sensibilizzazione, con l”ipotesi di sgravi per chi evita la plastica monouso.

«Bene la sensibilità ambientale mostrata dai 5 Stelle – aggiunge Marchetti, che è anche segretaria del Pd castellano –. Surreale il motivo che ha portato al voto contrario del gruppo consiliare Prima Castello su un tema così delicato e drammaticamente attuale. La Lega poteva limitarsi al solo voto negativo, senza arrivare a motivare in maniera un po’ grottesca e patetica che il termine “emergenza” è esagerato mettendone in dubbio l’esistenza». L”Odg approvato dal Consiglio castellano impegna la Giunta ad atti concreti, tra le altre cose, ad attivare entro il mese di novembre una commissione speciale ambiente che affronti tematiche connesse all”emergenza climatica e ambientale.

Decisamente meno contrastato è sato il documento sul plastic free approvato, come detto, in modo unanime. «In questo caso – conclude il gruppo di maggioranza – si tratta sostanzialmente della riproposizione delle analoghe iniziative intraprese da molti altri Comuni e Regioni, come l’Emilia Romagna, sul tema dell’inquinamento da plastiche monouso. Fa piacere rilevare come, su questo tema, anche il Gruppo Prima Castello abbia avuto un sussulto ambientalista». (r.cr.)

A Castel San Pietro maggioranza e Movimento 5 stelle uniti sulle tematiche ambientali
Imola 3 Ottobre 2019

Il capogruppo dei 5Stelle Simone Righini si dimette da consigliere comunale: “Non ci sono più le condizioni'

Le dimissioni immediate e irrevocabili da consigliere comunale sono state protocollate questa mattina poco dopo le 9. Ora sono ufficiali dopo i rumors dei giorni scorsi. Il capogruppo dei 5Stelle Simone Righini ritiene “conclusa l’esperienza”. Il motivo? “Per me non ci sono più le condizioni per andare avanti. Ritengo non ci sia più una maggioranza dopo che per tre settimane in Consiglio comunale non c’erano i numeri a sostenere il mio ruolo di capogruppo al di là della volontà di ricucire”. Non solo. Righini si ritiene anche fuori dal Movimento 5 Stelle. “Non esiste una tessera da stracciare, ma sono uscito dalle chat di Gruppi e attivisti – precisa -. Per ora mi dedico alla famiglia poi vedremo». 

Questi mesi da consigliere e capogruppo sono stati faticosi. Righini ha quattro figli, un lavoro come responsabile del Dopodinoi di Santa Caterina e ha avuto dei seri problemi di salute, per fortuna oggi superati. Sulla decisione di dimettersi ha pesato non poco quanto accaduto martedì scorso in Consiglio comunale dove, per la seconda volta, sono stati bocciati i nomi proposti per le nomine dei presidenti delle commissioni 3 Urbanistica, 4 Sociale e sanità e 6 Autodromo,per sostituire quelli dei dissidenti 5Stelle. Una bocciatura avvenuta a suon di schede bianche, ovvero di «franchi tiratori» interni (con corollario di siparietti come il nome di Salvatore Cacciatore, admin della pagina Facebook Sei di Imola se…, scritto su una scheda). Un “dispetto” anche per la surroga del consigliere di maggioranza all’Assemblea del Circondario, Stefano Buscaroli, che ha ottenuto i voti ma non quelli per l’immediata eseguibilità della delibera (occorre la maggioranza di almeno 13 voti, le opposizioni ne avevano 9), quindi non parteciperà alla seduta del 7 ottobre che pur aveva motivato l’urgenza della nomina.  

Per non parlare di quanto accaduto con la delibera sui compensi dei revisori dei conti, che ha permesso all’ex 5Stelle Fabiano Cavina di cantar vittoria dai banchi della Lega: “Solo grazie alla mia sfuriata in Consiglio comunale si è ritirato, alla prima seduta, il documento che ieri sera (martedì 24, ndr) è tornato nell’aula del Consiglio con una decurtazione di circa il 10% dalla proposta iniziale. Arriva poi l’ulteriore decurtazione di un altro 10% circa tramite il voto di tutte le opposizioni ad un emendamento proposto dai 6 dissidenti pentastellati”. In conclusione il documento presentato dalla Giunta è stato modificato con i voti delle opposizioni: “Il sindaco si ravveda, si renda conto che così non può governare, lasci il trono e dia la parola agli imolesi”. 

Insomma per il “mediatore” Righini la misura era colma. E a motivare la decisione di chiudere anche con il M5S, c’è il rammarico e la critica per la mancanza di supporto da parte del partito a livello regionale e oltre a fronte delle sue accorate richieste. “Praticamente non ho ricevuto risposta. Penso che se fosse accaduto al Pd il giorno dopo c’era qualcuno sul territorio per cercare di risolvere i problemi, con questo non esalto il Pd – chiarisce – e so che i modelli organizzativi sono diversi, ma ci sono delle situazioni gravi in cui si deve essere in grado di intervenire”. (l.a.)

Nella foto Simone Righini in Cconsiglio comunale

Il capogruppo dei 5Stelle Simone Righini si dimette da consigliere comunale: “Non ci sono più le condizioni'
Cronaca 13 Settembre 2019

L'ex 5Stelle Fabiano Cavina di dimette da presidente della Commissione e battibecca con la Presidente Chiappe

“La mia scelta non è fatta per motivi di poltrone o economici ma una scelta politica chiara invece sono stato attaccato in mille modi. Siete stati degli ottimi compagni di viaggio e vi ringrazio per la meravigliosa possibilità che mi avete dato ma ho deciso di fare un”altra scelta e vi prego di accettarla. Oggi è l”ultima Commissione che presiedo quando ho finito mi dimetto”. Fabiano Cavina, il consigliere comunale pentastellato passato alla Lega nei giorni scorsi, ha motivato così questa mattina la scelta di lasciare la presidenza della Commissione consiliare urbanistica. Una scelta alla quale era stato invitato da più parti dato che il ruolo è “riservato” alla maggioranza mentre da martedì scorso lui è entrato nei ranghi del gruppo di minoranza della Lega.

Nei giorni scorsi Cavina è stato duramente attaccato, soprattutto in rete, via social network, per il suo cambio di partito e gli ex compagni di maggioranza l”avevano invitato formalmente a dimettersi da consigliere. Una richiesta alla quale ha risposto picche. In Commissione Cavina ha mostrato di essere decisamente amareggiato tanto da battibeccare con la Presidente del Consiglio comunale, 5Stelle Stefania Chiappe (“non l”ho mai vista in Commissione”).

Poi, ha concluso dicendo: “Se il problema del M5s a imola era Fabiano Cavina me lo dicevate e io uscivo prima, ora vi vedo coesi e vi auguro il meglio ma per la città – ha strigliato i 5Stelle presenti – datevi una mossa e cominciate a lavorare e smettete con ”e il Pd” e ”quelli di prima hanno avvelentato i pozzi” e ”quelli di Bibbiano”, oggi ci siete insieme al Governo nazionale”. (l.a.)

Nella foto la seduta odierna della Commissione, Fabiano Cavina a capo del tavolo, alla sua destra l”assessora all”Urbanistica Paola Freddi

L'ex 5Stelle Fabiano Cavina di dimette da presidente della Commissione e battibecca con la Presidente Chiappe
Cronaca 11 Settembre 2019

Il Movimento 5 stelle chiede le dimissioni di Fabiano Cavina. La replica è secca: “No a fedelissimi del sindaco'

«Fabiano Cavina ha deciso di rinnegare il vincolo di mandato, deludendo chi con lui ha lavorato e lottato con coerenza in questi anni». Il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle chiede compatto e a gran voce le dimissioni da consigliere comunale di Fabiano Cavina, dopo il suo passaggio alla Lega annunciato ieri con un comunicato ufficiale.

L”attacco
«Per anni è stato in prima linea nel Movimento a Imola e non solo – ricorda il gruppo di maggioranza con una nota diffusa in mattinata –, ma tutto ciò che ha fatto viene certamente buttato alle ortiche con questa mossa inaspettata e incomprensibile». Inoltre, «il suo dissenso non può e non deve in nessun caso fungere da pretesto per un cambio di casacca verso quei partiti a cui il Movimento si è presentato come alternativa fin dalla propria nascita – aggiungono i pentastellati –. Si dimetta e passi alla Lega da libero cittadino, garantendosi il rispetto da parte dei portavoce e degli attivisti del Movimento».

Venendo alle motivazioni dell’abbandono addotte da Cavina, «non è certo un contratto di governo per il Paese con la Lega o col Partito democratico che può essere additato come causa – continua la nota –, visto che per mesi Luigi Di Maio in campagna elettorale ha chiaramente ribadito che dopo le elezioni il Movimento avrebbe cercato una maggioranza per governare il Paese». Insomma, «quello di Fabiano, e ci dispiace davvero dirlo, sa tanto di vecchio trasformismo politico – concludono gli ex compagni di banco in Consiglio comunale –, esattamente ciò che il Movimento combatte da sempre, soprattutto a Imola, dove non siamo nuovi a cambi del genere».

La replica
La replica del diretto interessato arriva attraverso un post pubblicato sul proprio profilo Facebook nel primo pomeriggio: «Se mi dimetto da consigliere, entra un fedelissimo del sindaco, che come gli attuali consiglieri di maggioranza vota tutto ciò che decide il capo, senza obiettare – spiega Cavina –, mentre il mio scopo è quello di ridare voce ai cittadini con nuove elezioni».

Il consigliere ribatte: «Quando i parlamentari si dimetteranno da Roma, io farò lo stesso. Dove era il codice etico del Movimento quando ho letto dai giornali che, se si andava a nuove elezioni, in massa si sarebbero uniti per creare una nuova coalizione?».

Insomma, «prima di insegnare, bisogna imparare ed io faccio ciò che credo giusto – conclude Cavina –. Non potevo gettare la possibilità di fare qualcosa di buono e la lega è stata la logica conseguenza. Adeguatevi». (r.cr.)

Sul “sabato sera” di domani 12 settembre altri particolari sulla vicenda delle dimissioni del consigliere 5Stelle Cavina.

Fabiano Cavina in Consiglio comunale (foto dal profilo Facebook)

Il Movimento 5 stelle chiede le dimissioni di Fabiano Cavina. La replica è secca: “No a fedelissimi del sindaco'

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