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Cronaca 12 Novembre 2019

Il Comune di Ozzano si prepara ad assumere sette persone

Il Comune di Ozzano si prepara ad assumere sette dipendenti con un contratto a tempo indeterminato. Un numero davvero cospicuo per una cittadina da poco meno di 14 mila abitanti.
«Per noi è una boccata d’ossigeno importante, che in un colpo solo farà crescere di circa il 10% il personale comunale (attualmente composto da un’ottantina di dipendenti, ndr)». Gongola il sindaco Luca Lelli all’indomani della pubblicazione dei relativi bandi sul sito dell’Unione dei comuni Savena-Idice. Una buona notizia anche per chi è alla ricerca di un posto di lavoro «sicuro».

Nel dettaglio, le selezioni riguardano tre posti di categoria D, quindi riservati a chi è in possesso della laurea, e quattro posti di categoria C, quindi per diplomati, tutti in scadenza tra lunedì 18 e mercoledì 20 novembre (i bandi sono su https://uvsi.it/categoria/bandi-e-concorsi).
Le prove scritte sono previste in dicembre e gli orali a gennaio, ma dipenderà anche da quanti si presenteranno attirati dalla prospettiva del posto fisso.

Per quanto riguarda i posti da istruttore direttivo, «due saranno destinati all’ufficio ragioneria e uno all’ufficio tecnico» dice Lelli.
Tra i quattro da assumere in categoria C, invece, «tre sono amministrativi e lavoreranno negli uffici Urp, scuola e tecnico, mentre il quarto è un tecnico geometra».

Ulteriori particolari nel numero del Sabato sera del 7 novembre

Fotografia tratta dalla pagina Facebook del Comune di Ozzano

Il Comune di Ozzano si prepara ad assumere sette persone
Cronaca 9 Novembre 2019

Nell'Odg dell'ultimo Consiglio comunale non c'è la Variante al Rue, sconcerto Aite e parole dure del Pd: “Dispetto alla città'

Non c”è pace per la Variante 3 al Regolamento urbanistico ed edilizio. La novità introdotta dall”allora assessore all”Urbanistica Minorchio e votata dalla maggioranza 5Stelle in giugno è operativa ma in attesa del definitivo voto di approvazione. Ieri durante la Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari per decidere quale sarebbe stato l’ordine del giorno del prossimo e ultimo Consiglio Comunale dell’era Sangiorgi, previsto per la prossima settimana, il punto è stato cassato.

La notizia ha allarmato il presidente dell”Aite Giovanni Baruzzi: “Se così fosse tale atto sarà rimandato al commissario prefettizio oppure, con maggiori probabilità, affidato al nuovo sindaco se così fosse resterebbe dimostrato lo scollamento tra la politica, anche amministrativa, e l’interesse e la volontà democratica dei cittadini”. L”Aite è l”associazione indipendente che riunisce circa 270 tecnici del circondario. Da quando la Variante è stata adottata si è mobilitato per presentare alcune correzioni, in particolare ai vincoli draconiani introdotti sui locali accessori (cantine, lavanderie e soffitte), tanto da impedirne la salubrità, come evidenziato anche dall’Ausl di Imola. L”obiettivo dichiarato da Minorchio era evitare abusi ma l’unico effetto è stato di bloccare i nuovi progetti residenziali. La stessa sindaca Sangiorgi e l’assessora Paola Freddi, subentrata a Minorchio, si erano impegnate nelle scorse settimane verbalmente a cambiare gli articoli in questione. Anche le controdeduzioni arrivate come di prassi hanno tenuto conto di ciò, mettendo d’accordo Città metropolitana, Commissioni consiliari e associazioni, tra cui l’Aite stessa. Di fatto, in merito alle caratteristiche dei locali accessori, sono stati ripristinati gli articoli preesistenti, con l’obbligo di indicare in progetto la dicitura «locali non abitabili», ed è stato aggiunto l’obbligo di rispettare le norme regionali in materia. 

Gli stessi tecnici del Comune di Imola avevano presentato in Commissione gli articoli con le modifiche recepite, in sostanza si ritornava al documento precedente l”adozione. Mancava solo l’approvazione del Consiglio comunale, che avrebbe dovuto esprimersi il 29 ottobre. La seduta, però, durante la quale la sindaca Sangiorgi ha formalizzato le sue dimissioni e a quel punto l’assessora Freddi ha deciso di ritirare la delibera. «Nell’ipotesi in cui la variante 3 controdedotta non sia inserita all’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio comunale – puntualizzava Baruzzi a “sabato sera” – resterà vigente la variante 3 così come adottata e non controdedotta; tale eventualità “bloccherebbe”qualsiasi iniziativa di nuova costruzione in ambito residenziale nel comune di Imola».

Marco Panieri, segretario dei dem imolesi, non usa mezzi termini. Già durante il Consiglio comunale ha attaccato l”assessora Freddi chiedendo le motivazioni per il ritiro. Ieri ha dichiarato deciso: “La sindaca e la Giunta 5 Stelle continuano a tener bloccata la nostra città” e ha aggiunto “dopo le richieste delle associazioni e la commissione urbanistica persistono in questa linea solo per compiere l”ennesimo dispetto nei confronti della città. Quanta irresponsabilità e inadeguatezza. (r.cr.)

Nella foto la Giunta e Marco Panieri

Nell'Odg dell'ultimo Consiglio comunale non c'è la Variante al Rue, sconcerto Aite e parole dure del Pd: “Dispetto alla città'
Imola 29 Ottobre 2019

Dimissioni Sangiorgi, i commenti delle forze di opposizione dentro e fuori dal consiglio comunale

Continuiamo a raccogliere i commenti del mondo politico alle dimissioni annunciate ieri sera in piazza dalla sindaca Manuela Sangiorgi, ormai ex M5s, cominciando da Giuseppe Palazzolo, capogruppo di Patto per Imola e candidato sindaco civico per il centrodestra alle elezioni del 2018, secondo il quale la fine dell’esperienza di governo pentastellata è dovuta soprattutto all’incapacità di dialogo della sindaca. «Una città si governa certamente con il coraggio e la determinazione, però non bisogna dimenticare di essere anche prudenti, avveduti e dialoganti – ragiona il consigliere comunale -. Questo è mancato, non si può dire sempre no, se lo dici devi avere anche una proposta alternativa. Insomma, puoi anche avere ragione, ma non puoi scontrarti con tutti: la ragione qualcuno deve dartela.  Se nessuno te la dà, devi porti qualche domanda». Secondo il civico, la Sangiorgi avrebbe dovuto ammettere gli errori commessi e comunicarli alla città. Il più grande di questi? Palazzolo ritiene che sia stata l’incapacità di leggere la situazione politica, soprattutto interna al Movimento 5Stelle. «Pensava: se mi dimetto, vanno a casa tutti e riteneva che questo avrebbe fermato la minoranza interna, ma non è andata così – sottolinea il consigliere -. E’ mancata la politica, necessaria soprattutto in un movimento che non ha regole di gestione interna e dove il sindaco vale quanto un attivista». L’ultima battuta è per quelle dimissioni annunciate in piazza senza avvertire nemmeno i suoi assessori: «Almeno un messaggio su whatsapp…».

Il segretario cittadino della Lega, Marco Casalini, si sofferma innanzitutto su quanto successo ieri sera: «La Sangiorgi ha spiazzato tutti con una scelta personale, si è visto dalla reazione dei suoi assessori, che hanno partecipato ad una serata teatrale, con finale che smonta tutto. Prima gli assessori che spiegano quel poco che è stato fatto e cosa intendono fare in futuro, poi lei, che parte lenta, si ferma e dopo diventa quasi un’altra persona. A livello istituzionale sarebbe stato più corretto convocare un consiglio comunale straordinario, dove anche gli altri potessero dire la loro. Invece ancora una scelta senza contraddittorio, almeno mi aspetto che oggi non scappi dopo avere annunciato le dimissioni». Passando alla lettura politica, Casalini ritiene che «tutto sia nato quando la Sangiorgi ha creduto di poter fare quello che voleva, poi ha sbattuto la testa contro il macchinario delle istituzioni. Imola fa parte di realtà più grandi, come consorzi ed enti di secondo grado, dove non puoi decidere da sola. Se prendi in mano una macchina dopo 70 di governo di altri è normale trovare muri, ma non puoi abbatterli con la testa, altrimenti te la rompi. Non era preparata ad amministrare ed è rimasta bruciata dal sistema. Quando invece ha cercato di accontentare il sistema, sulla discarica, sull’autodromo, sui rifiuti, ha creato ancora più problemi e ha scontentato il suo movimento». Per l”immediato futuro, il segretario della Lega spera in una gestione commissariale che permetta di tornare a una gestione «normale della città e delle partecipate». «Credo che ConAmi – chiosa – non possa finire così».

Giuseppina Brienza, coordinatrice di Italia in Comune per Imola e circondario, titola così la sua nota di commento alle dimissioni della sindaca: «Finalmente Imola può tornare a respirare». L’ex assessora alla Scuola dell’ultima Giunta Manca prosegue poi con queste parole: «Dopo un anno e quattro mesi di completo immobilismo, Imola può tornare a costruire il proprio futuro da protagonista e a ripensarsi in un ruolo all’altezza delle sue reali potenzialità, non soffocata da una sindaca in grado esclusivamente di sminuirla e svilirla. Che cosa rimane, infatti, del mandato di Manuela Sangiorgi? Niente. Il nulla. Il vuoto. E’ tempo di lasciarsi alle spalle gli errori e rimboccarsi le maniche. Senza Manuela Sangiorgi sarà più semplice per tutti».

Tra i commenti registriamo, infine, quello di Serse Soverini, deputato eletto nel collegio di Imola e da poco entrato nel Pd, che si rivolge direttamente alla sindaca dimissionaria: «Cara sindaca, oramai “ex”, dopo che per sedici lunghi e sofferti mesi tutti hanno cercato di comprendere la nuova situazione e la sua solitudine, dopo la conclusiva manifestazione di narcisismo in piazza, ieri sera, dopotutto temo che sarà ricordata come colei che ha fatto un passo indietro proprio quando c”era  bisogno di farne due in avanti. Con diverse aggravanti: lascia una città umiliata, un”amministrazione bloccata e un”economia abbandonata a se stessa». Durissimo il giudizio finale: «Lei ha tradito il suo elettorato, che si aspettava ben altro. In qualità di deputato del collegio imolese, pur non essendo cittadino, aggiungo che ha mancato di rispetto alla città e ai doveri di rappresentante di una comunità sana e orgogliosa». (mi.ta.)

Nelle foto Giuseppe Palazzolo e Marco Casalini (foto tratte dai rispettivi profili Facebook)

Dimissioni Sangiorgi, i commenti delle forze di opposizione dentro e fuori dal consiglio comunale
Cronaca 28 Ottobre 2019

Al via oggi i lavori di ripristino dell'Orologio del municipio

Al via oggi i lavori di ripristino dell’Orologio da torre del Palazzo comunale, fermo dalla primavera del 2017 per evitare danneggiamenti dopo il montaggio del ponteggio per i lavori di consolidamento dei voltoni che sorreggono la torre.

Affidato dal Comune alla ditta Roberto Trebino snc di Uscio (Genova), specializzata a livello internazionale in questo settore, l’intervento di rimessa in funzione consiste nell’aggiornamento e nel miglioramento dell’attuale orologio di comando, e nell’inserimento all’interno di ciascun quadrante di un ricevitore per l’avanzamento delle lancette esterne.
L’importo complessivo dell’intervento è di 11.475 euro.

Oggi, in particolare, il titolare della ditta Giorgio Trebino smonterà le lancette dei vari quadranti e i meccanismi posti al loro interno e li porterà in azienda, dove i tecnici provvederanno alle verifiche ed agli interventi manutentivi del caso.
Poi Giorgio Trebino ritornerà ad Imola per rimontare le lancette e i meccanismi smontati e installare in ogni quadrante il ricevitore per l’avanzamento delle lancette.
Il lavoro si dovrebbe concludere entro l’anno (r.cr.)

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

Al via oggi i lavori di ripristino dell'Orologio del municipio
Cronaca 4 Ottobre 2019

Sottopasso della ferrovia a 3 corsie messo alla prova, al mattino meno fila ma alla sera…

E’ stata la prima opera pubblica targata 5Stelle e firmata dall’ex assessore Massimiliano Minorchio che, però, si è dimesso prima di vederla ultimata. Si tratta dell’intervento con cui sono state ridisegnate le corsie dell’asse attrezzato nel tratto che passa sotto il ponte della ferrovia, un imbuto dove in passato, la mattina in orario di punta, si formavano lunghe code che potevano arrivare anche all’altezza dello svincolo per la via Emilia, come dimostra la foto pubblicata qui sotto. Dal 26 agosto Area Blu è intervenuta per ricavare tre corsie là dove in precedenza ce n’erano due, spostando le righe di mezzeria, aggiungendo il cordolo e una striscia di asfalto sul lato che dà verso il Centro Leonardo. La spesa per i lavori è stata di circa 57 mila euro.

Lo stesso assessore Minorchio aveva detto lo scorso aprile: «Prima di intervenire sul ponte ferroviario per allargare il sottopasso, cosa che avrebbe costi e tempistiche ben diverse, preferiamo procedere con questa soluzione, sperimentale e transitoria, che speriamo basti a risolvere il problema». Tanta resa e poca spesa, insomma. La soluzione è effettivamente servita a risolvere il problema? Abbiamo voluto vederlo coni nostri occhi, andando sul posto e percorrendo l’asse attrezzato negli orari di punta sia la mattina sia nel tardo pomeriggio.

Mercoledì 25 settembre, ore 7.33, imbocchiamo l’asse attrezzato da via Salvo d’Acquisto. Per farlo ci vogliono alcuni minuti, perché la fila arriva all’altezza del campo sportivo Bacchilega. Sono i veicoli che provengono da viale D’Agostino, per i quali la realizzazione del tratto mancante della bretella agevolerebbe non poco il percorso casa-lavoro, così come per i veicoli che arrivano dal lato opposto, dalla Pedagna ovest, e che anche loro si devono immettere nella stessa rotonda. Una volta raggiunto l’asse attrezzato lo percorriamo senza problemi. Il traffico è scorrevole, in prossimità del ponte della ferrovia si fa più sostenuto. I veicoli che si immettono dalle strade laterali sulla destra non intralciano il flusso e la seconda corsia agevola i frettolosi.

L’unica perplessità riguarda i mezzi pesanti. La larghezza delle corsie (3 metri) è regolamentare, ma lungo il percorso abbiamo davanti un camion che occupa l’intera carreggiata e che azzarda un sorpasso. Se due mezzi pesanti si trovassero affiancati, rischierebbero di invadere la corsia opposta e, in quel caso, preferiremmo non trovarci nei paraggi. Comunque, in assenza di fila, rispettando il limite di velocità dei 60 chilometri orari, impieghiamo tre minuti per percorrere tutto l’asse attrezzato, da via Salvo d’Acquisto fino alla rotonda Maestri del lavoro (quella della Comet per intenderci).

Sempre mercoledì 25 settembre, ore 18.09, imbocchiamo via della Cooperazione dalla rotonda di via Primo Maggio come tanti altri imolesi al ritorno da una giornata di lavoro. Rispetto alla mattina lo scenario, però, è totalmente diverso. La fila delle auto che devono imboccare l’asse attrezzato arriva a più di un chilometro di distanza, fino all’altezza della vecchia sede della Bargam. Per arrivare all’altezza della centrale Hera servono diversi minuti, perché i veicoli, incolonnati, procedono a passo d’uomo. La fila ininterrotta costringe chi deve svoltare in via Casalegno ad affidarsi al buon cuore altrui per ridurre i tempi di attesa in mezzo alla strada, con la freccia sinistra lampeggiante.

Conclusione: la modifica della viabilità ha sì migliorato la percorrenza nelle ore di punta mattutine, ma ha semplicemente spostato il problema al tardo pomeriggio. E’ vero  che chi rientra da una giornata di lavoro non ha l’assillo del cartellino da timbrare, ma l’intervento così come è stato pensato ci sembra una soluzione a metà. Ora che tipo di intervento verrà messo in campo per risolvere il nuovo problema? (lo.mi.)

Nel «sabato sera» del 3 ottobre troverete l”articolo completo

Sottopasso della ferrovia a 3 corsie messo alla prova, al mattino meno fila ma alla sera…
Imola 3 Ottobre 2019

Il capogruppo dei 5Stelle Simone Righini si dimette da consigliere comunale: “Non ci sono più le condizioni'

Le dimissioni immediate e irrevocabili da consigliere comunale sono state protocollate questa mattina poco dopo le 9. Ora sono ufficiali dopo i rumors dei giorni scorsi. Il capogruppo dei 5Stelle Simone Righini ritiene “conclusa l’esperienza”. Il motivo? “Per me non ci sono più le condizioni per andare avanti. Ritengo non ci sia più una maggioranza dopo che per tre settimane in Consiglio comunale non c’erano i numeri a sostenere il mio ruolo di capogruppo al di là della volontà di ricucire”. Non solo. Righini si ritiene anche fuori dal Movimento 5 Stelle. “Non esiste una tessera da stracciare, ma sono uscito dalle chat di Gruppi e attivisti – precisa -. Per ora mi dedico alla famiglia poi vedremo». 

Questi mesi da consigliere e capogruppo sono stati faticosi. Righini ha quattro figli, un lavoro come responsabile del Dopodinoi di Santa Caterina e ha avuto dei seri problemi di salute, per fortuna oggi superati. Sulla decisione di dimettersi ha pesato non poco quanto accaduto martedì scorso in Consiglio comunale dove, per la seconda volta, sono stati bocciati i nomi proposti per le nomine dei presidenti delle commissioni 3 Urbanistica, 4 Sociale e sanità e 6 Autodromo,per sostituire quelli dei dissidenti 5Stelle. Una bocciatura avvenuta a suon di schede bianche, ovvero di «franchi tiratori» interni (con corollario di siparietti come il nome di Salvatore Cacciatore, admin della pagina Facebook Sei di Imola se…, scritto su una scheda). Un “dispetto” anche per la surroga del consigliere di maggioranza all’Assemblea del Circondario, Stefano Buscaroli, che ha ottenuto i voti ma non quelli per l’immediata eseguibilità della delibera (occorre la maggioranza di almeno 13 voti, le opposizioni ne avevano 9), quindi non parteciperà alla seduta del 7 ottobre che pur aveva motivato l’urgenza della nomina.  

Per non parlare di quanto accaduto con la delibera sui compensi dei revisori dei conti, che ha permesso all’ex 5Stelle Fabiano Cavina di cantar vittoria dai banchi della Lega: “Solo grazie alla mia sfuriata in Consiglio comunale si è ritirato, alla prima seduta, il documento che ieri sera (martedì 24, ndr) è tornato nell’aula del Consiglio con una decurtazione di circa il 10% dalla proposta iniziale. Arriva poi l’ulteriore decurtazione di un altro 10% circa tramite il voto di tutte le opposizioni ad un emendamento proposto dai 6 dissidenti pentastellati”. In conclusione il documento presentato dalla Giunta è stato modificato con i voti delle opposizioni: “Il sindaco si ravveda, si renda conto che così non può governare, lasci il trono e dia la parola agli imolesi”. 

Insomma per il “mediatore” Righini la misura era colma. E a motivare la decisione di chiudere anche con il M5S, c’è il rammarico e la critica per la mancanza di supporto da parte del partito a livello regionale e oltre a fronte delle sue accorate richieste. “Praticamente non ho ricevuto risposta. Penso che se fosse accaduto al Pd il giorno dopo c’era qualcuno sul territorio per cercare di risolvere i problemi, con questo non esalto il Pd – chiarisce – e so che i modelli organizzativi sono diversi, ma ci sono delle situazioni gravi in cui si deve essere in grado di intervenire”. (l.a.)

Nella foto Simone Righini in Cconsiglio comunale

Il capogruppo dei 5Stelle Simone Righini si dimette da consigliere comunale: “Non ci sono più le condizioni'
Imola 27 Settembre 2019

Cortocircuito 5Stelle, il gruppo di maggioranza tenta di dare “la linea' ma i dissidi continuano

Ha suscitato più di una perplessità il comunicato stampa diffuso dal Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Imola nel pomeriggio di ieri l’altro. «Un rendiconto utile in risposta ai dubbi e perplessità legati all’attuazione del nostro programma elettorale – si legge nella nota -. Anche se abbiamo sempre posto la trasparenza e la rendicontazione del nostro operato tra i dogmi della stessa attività amministrativa, l’informazione non è mai abbastanza». Segue l’elenco dei traguardi che il Movimento rivendica: due pagine e mezzo con ogni singolo atto fatto in questi quattordici mesi, piccolo e grande, su urbanistica, sanità, sicurezza e legalità, ambiente, scuola, discarica e raccolta dei rifiuti, Polizia municipale, Area Blu…

Ma l’impressione è che quello che vorrebbe essere un mea culpa, per così dire, sia diretto verso i dissidenti interni più che all’esterno, cioè a richiamare “alla linea” i sei consiglieri comunali che il 17 durante il Consiglio comunale hanno presentatoin aula una dura critica e si sono dimessi da ogni incarico e commissione. Una profonda divisione all’interno della maggioranza pentastellata che si è confermata martedì quando, sempre in Consiglio comunale, i sei si sono astenuti sui nomi proposti dal loro gruppo per i nuovi presidenti delle commissioni 3, 4 e 5. Di fatto hanno fatto mancare la maggioranza e bocciare le candidature. Martedì prossimo si replica.

Chi è quindi il «Gruppo» che ha scritto la nota? Quello dei consiglieri della maggioranza fedelissimi alla prima cittadina oppure la frangia critica? Un cortocircuito nel quale il M5s non sembra trovare una via d’uscita e che continua a rimbalzare commenti tra chat e social network. «Non sosteniamo certo di non meritare alcuna critica – osserva decisa la nota -. Rammentiamo, però, che per essere da poco più di un anno al timone del governo cittadino e al netto delle palesi difficoltà riscontrate a causa della carenza numerica di personale comunale, delle “rigidità” ereditate dal precedente e consolidato sistema di gestione del Comune, e non ultimo anche dal fisiologico periodo di apprendistato della complessa macchina municipale, non abbiamo mai perso di vista il nostro programma elettorale, forgiato su un quinquennio amministrativo che ci permetterà di sviluppare e realizzare quanti più punti tematici possibili».  

«Sostenere di agire contro il nostro programma o che abbiamo rinunciato a realizzarlo è, semplicemente, falso e poco corretto intellettualmente» aggiunge il comunicato, senza esplicitare il destinatario di questo messaggio, anzi alimentando la convinzione che si tratti di un dibattito tutto interno. «Sono considerazioni legittime e del tutto personali – conclude la nota – quelle che vertono sull’operato dell’attuale Amministrazione in linea o meno con presunte tempistiche o crono programmi che, lo ribadiamo, prevedono un percorso di mandato di cinque anni».

Mandato che si prospetta sempre più complicato proseguire per l’Amministrazione Sangiorgi che vede buona parte delle truppe a fedeltà condizionata (ai temi del programma elettorale), soprattutto con la spada di Damocle del bilancio da approvare (una bocciatura in consiglio sarebbe l’equivalente di una mozione di sfiducia). (r.cr.) 

Nella foto la sindaca Manuela Sangiorgi in Consiglio comunale martedì 17  

Cortocircuito 5Stelle, il gruppo di maggioranza tenta di dare “la linea' ma i dissidi continuano
Sport 27 Settembre 2019

Giovani campioncini imolesi Under 18 premiati in Comune

Giovedì scorso l’Amministrazione comunale ha premiato 7 giovani atleti imolesi Under 18 che si sono distinti nelle rispettive discipline e categorie in ambito nazionale ed internazionale.

Ad essere premiati sono stati Nadia Lo Sapio (campione d’Italia Cadetti nel kung-fu), Enrico Baldisserri (tricolore nel doppio Under 16 di tennis); Gaia Colucci (bronzo mondiale nella coppia Senior di pattinaggio artistico a rotelle); Riccardo Baldisserri (campione europeo Juniores con gli azzurri Under 12 del baseball); Pietro Mirri (primo italiano agli Europei Under 18 di scacchi); Samantha Valentini (ballerina 15enne, campionessa italiana showdance classe B); Jacopo Campoli (campione Europeo Cadetti di pattinaggio artistico in coppia). (r.s.)

Nella foto: i giovani atleti imolesi Under 18 premiati in Comune

Giovani campioncini imolesi Under 18 premiati in Comune
Cronaca 27 Settembre 2019

Oneri di urbanizzazione, Medicina agevola chi riqualifica e le imprese, ma contiene gli aumenti sulle nuove costruzioni

Contenere l”aumento rispetto al massimo consentito dalla normativa regionale e introdurre una serie di riduzioni per promuovere il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio dentro al centro urbano del capoluogo e per aiutare imprese e frazioni. Queste, in sintesi, le scelte fatte dall”Amministrazione di Medicina in tema di oneri di urbanizzazione e approvate dal Consiglio comunale nei giorni scorsi. La delibera, che interviene su una materia che da quasi vent”anni non subiva adeguamenti, introduce le modifiche rese necessarie al fine di adempiere alle disposizioni della nuova legge urbanistica della Regione Emilia-Romagna.

Nel dettaglio, queste sono le principali novità contenute nell”atto approvato: per quanto riguarda le nuove costruzioni, il Comune di Medicina le disincentiva fuori dal territorio urbanizzato, ma provvede a calmierare l”aumento regionale che prevedeva un aumento fino a tre volte l”ammontare degli oneri di urbanizzazione precedenti; passando alle frazioni, gli oneri vengono ridotti del 30% sulle abitazioni (escludendo però Ganzanigo e Villa Fontana) e si prevede un”agevolazione per le attività produttive; a tutti gli interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana si applica una riduzione del contributo di costruzione pari al 35%; le nuove residenze destinate agli anziani e le strutture socio-sanitarie risultano agevolate con la riduzione del 30% sugli oneri di urbanizzazione secondari; sempre del 30% è anche la riduzione per i nuovi edifici costruiti con elevati standard qualitativi e di efficienza energetica; infine, riduzioni sono previste per il piccolo commercio.

L’obiettivo di massima, dunque, è incentivare la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, il piccolo commercio e gli artigiani, mentre tutte le agevolazioni hanno lo scopo di sostenere la qualità e lo sviluppo sostenibile del territorio. «Lo scopo – conferma il sindaco Matteo Montanari – è favorire la rigenerazione e riqualificazione dell’edilizia per ridurre il consumo di suolo alla base della nuova legge regionale e favorire le zone periferiche». (r.cr.)

Oneri di urbanizzazione, Medicina agevola chi riqualifica e le imprese, ma contiene gli aumenti sulle nuove costruzioni
Cronaca 18 Settembre 2019

Caos nella maggioranza 5Stelle, la sindaca Sangiorgi: “Vado avanti'. Il nodo delle commissioni. Il post rimosso

Si potrebbe dire “tanto rumore per nulla” il giorno dopo il Consiglio comunale che ha visto la maggioranza 5Stelle imolese spaccarsi. Sei consiglieri hanno reso noto in aula di dimettersi dalle commissioni e dalle deleghe loro assegnate e soprattutto di sentirsi “le mani libere” di votare solo delibere e mozioni in linea col programma di mandato. Alla base una critica all’operato della sindaca a 360 gradi e alle «politiche incoerenti di questa giunta».

Uno spettacolo per certi versi drammatico e inusuale, urla e accuse reciproche, scontri verbali al limite della decenza, che hanno portato al ritiro della delibera da cui tutto è partito, ovvero la necessità di sostituire il presidente della Commissione urbanistica Fabiano Cavina, anch’esso 5Stelle passato la scorsa settimana alla Lega. A testimoniare, se ce ne fosse bisogno, che il disagio e le crepe in casa pentastellata sono reali, sono tante e vengono da lontano.

Poi, dopo cotanta furia, la seduta ieri sera è ripresa. Si è passati alla delibera di revisione degli oneri di urbanizzazione e tutti i consiglieri 5Stelle, dissidenti e non, alla fine hanno votato a favore della proposta della Giunta (con l’aggiunta del consigliere di minoranza di Patto per imola Giuseppe Palazzolo), bocciati tutti gli emendamenti presentati dalle minoranze che chiedevano un’ulteriore ritocco al ribasso, in particolare per ristrutturazioni e riqualificazioni. Il capogruppo Simone Righini ha fatto quadrato ricordando alle sue truppe recalcitranti l’importanza del tema per la città. E chi si aspettava colpi di scena è stato deluso. L’obiettivo dei sei, quindi, è parso più un tentativo di commissariamento della sindaca Manuela Sangiorgi senza alcuna intenzione di arrivare alla spallata definitiva.

Ora ci sarà sa capire cosa comporterà concretamente la dichiarazione fatta dai dissidenti. Domattina sono fissate varie Commissioni consiliari, forse l’occasione per formalizzare davvero le dimissioni, come ha fatto venerdì scorso Cavina.

I rimbalzi intanto proseguono a colpi di social network (come si conviene ad un Movimento che ha fatto del web il luogo della politica). E se il post pubblicato ieri dalla sindaca Sangiorgi nel culmine del caos e immediatamente rimosso denotava quasi una resa, oggi ne ha postato un altro su Fb di rinnovata sicurezza, in cui ringrazia “per le centinaia di messaggi” e assicura che “non intendo rassegnare le dimissioni. La volontà mia e dei membri della Giunta è quella di continuare a lavorare per la nostra comunità, portando avanti quel programma votato dalla maggioranza dei cittadini imolesi. Ci possono essere divergenze e posizioni diverse, ma deve sempre prevalere il senso di responsabilità verso la comunità che rappresentiamo”. La parola d’ordine è sorridere, andare avanti e nel frattempo cercare di risolvere i problemi interni al gruppo. E non sarà una facile. Sotto la superficie il malumore continua. 

Sulla pagina del Movimento 5 Stelle Imola è stato pubblicato già ieri per intero il testo letto dai dissidenti in aula, così come un post di “massima solidarietà” alla consigliera Valeria Basile “aggredita verbalmente in maniera pesantissima prima in aula, poi nei corridoi, dal consigliere Cerulli”. Consigliere che, va detto, è da sempre il primo sostenitore della Sangiorgi e si è poi scusato in mattinata per i “toni alti”, ovviamente sempre via Fb.  (l.a.)

Nelle foto la sindaca Sangiorgi accanto alla Presidente del consiglio comunale Stefania Chiappe al riavvio della seduta del consiglio e i consiglieri di maggioranza, il post delle dimissioni poi rimosso e quello pubblicato oggi

Caos nella maggioranza 5Stelle, la sindaca Sangiorgi: “Vado avanti'. Il nodo delle commissioni. Il post rimosso

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