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Cronaca 9 Maggio 2019

La Giunta di Imola perde un altro pezzo: si è dimessa l'assessore Rosa Lucente, le sue deleghe alla sindaca

Le voci si rincorrevano da tempo, ora è ufficiale: si è dimesso l”assessore alle Risorse umane e Affari istituzionali del Comune di Imola Rosa Lucente. Lo annuncia una stringatissima nota dell”ufficio stampa, precisando che le dimissioni hanno effetto da subito.

Le deleghe della Lucente, che comprendono politiche abitative, affari istituzionali, servizi demografici e patrimonio, faranno capo alla sindaca Manuela Sangiorgi fino alla nomina del nuovo assessore. Si tratta del quarto assessore che lascia la Giunta 5Stelle in pochi mesi, dopo le dimissioni di Ezio Roi a dicembre, di Ina Dhimgjini a gennaio e la cacciata di Maurizio Lelli appena due settimane fa. (r.cr.)

Nella foto l”assessore dimissionario Rosa Lucente e la sindaca Manuela Sangiorgi

La Giunta di Imola perde un altro pezzo: si è dimessa l'assessore Rosa Lucente, le sue deleghe alla sindaca
Cronaca 26 Aprile 2019

La sindaca Sangiorgi revoca le deleghe all'assessore Maurizio Lelli, nuovo scossone nella Giunta di Imola

Assessore che arriva, assessore che se ne va. Ancora un cambio nella Giunta Sangiorgi. E” notizia di oggi pomeriggio la revoca della nomina a Maurizio Lelli assessore allo Sport e Grandi Eventi con deleghe a Politiche e Strutture sportive, Autodromo e Turismo, con contorno di Viabilità, Protezione Civile e Parco Acque Minerali. Da notare che, come precisa la nota del Comune, la revoca è stata disposta il 24 aprile e notificata al diretto interessato oggi, nel primissimo pomeriggio, mentre sarà comunicata al Consiglio comunale nella sua prossima seduta, in programma martedì 30 aprile, tanto che proprio questa mattina Lelli interveniva come assessore sul “Corriere di Romagna” per rassicurare sui lavori al Galli e la possibilità che l”Imolese calcio possa giocare “in casa” la prossima stagione di C.

La revoca è stata decretata dalla sindaca Sangiorgi, come si legge nell’atto stesso, “considerato che il rapporto di fiducia con l”assessore Lelli è venuto irrimediabilmente a mancare a seguito delle divergenze in merito agli obiettivi politico-programmatici da realizzare nell”ambito del programma di mandato del sindaco, nonché sul raggiungimento di obiettivi specifici relativi alla gestione delle deleghe assegnate all’assessore e, più in generale, sul metodo di conduzione dell”attività amministrativa”. “La revoca si intende disposta con effetto immediato” è scritto ancora nell’atto. Fino alla nomina di un nuovo assessore le deleghe di Lelli faranno capo alla sindaca stessa.

Per la Giunta pentastellata imolese si tratta dell”ennesimo scossone. In dieci mesi di vita ha già visto a dicembre le dimissioni dell”assessore a Sicurezza e Legalità Ezio Roi in polemica con la sindaca Sangiorgi che chiedeva una linea più decisa sui temi affidatigli, seguite a gennaio da quelle per motivi personali dell”assessore al Welfare Ina Dhimgjini e a stretto giro l”inserimento del poliziotto segretario regionale del Sap Andrea Longhi a sostituire Roi, poi a fine marzo rimpasto di deleghe per inserire la segretaria comunale in pensione Rosa Lucente ritagliandole un assessorato su misura per Politiche abitative, Affari generali, Personale e Servizi demografici.

All”inizio di aprile, infine, il caso Longhi con ripercussioni politiche arrivate fin nel M5S nazionale e accuse da parte della stessa Sangiorgi nei confronti di qualcuno della sua maggioranza, ora l”ipotesi che serpeggia è che quanto accaduto a Lelli possa essere un ulteriore strascico da resa dei conti interna. (r.cr.)

Nelle foto Maurizio Lelli in veste di assessore sui banchi della Giunta, alle sue spalle, in piedi, interviene la sindaca Sangiorgi 

La sindaca Sangiorgi revoca le deleghe all'assessore Maurizio Lelli, nuovo scossone nella Giunta di Imola
Cronaca 16 Aprile 2019

Elezioni comunali, a Medicina sono quattro i candidati che puntano alla carica di sindaco

Quattro candidati pronti a darsi battaglia per la poltrona di primo cittadino nella città del Barbarossa. Matteo Montanari, attuale vicesindaco nella Giunta Rambaldi, è stato il primo a rompere gli indugi per il centrosinistra, poi si è aggiunto Cristian Cavina portacolori del M5S, che siede in Consiglio comunale come capogruppo. A fine marzo si è aggiunto Enrico Raspadori per la lista Sinistra Medicinese, infine Salvatore Cuscini, per il centrodestra, targato (ad oggi) solo Lega e Fratelli d’Italia. Questo il panorama di una campagna elettorale sottotono, ma con improvvisi colpi di scena (vedi il vicino comune termale).

Medicina si presenterà al voto per la seconda volta con il sistema riservato alle città con più di 15 mila abitanti che prevede il ballottaggio se uno dei candidati sindaco non supera il 50 per cento dei voti al primo turno. Montanari, 36 anni, ha lavorato per «cucire» e costruire una coalizione la più ampia possibile, senza rinnegare la tessera del Pd che ha in tasca ma senza simboli di partito. «Quando ho accettato la proposta di candidarmi ho posto una sola condizione, quella di allargare la base che doveva appoggiarmi. Aprire a tutte le persone competenti disposte a partecipare a un progetto che mettesse al centro la nostra città, andando oltre le logiche di partito». Alla fine ha costruito una coalizione con tre liste civiche: Matteo Montanari sindaco, Centrosinistra e sinistra uniti, Medicina democratica e solidale; alla cena di autofinanziamento e presentazione il 31 marzo scorso c’erano oltre 350 persone.

Nel segno della continuità politica anche la candidatura di Cristian Cavina, attivista grillino della prima ora («ero al Vday a Bologna»), ha deciso di impegnarsi sul locale cinque anni fa quando l’allora candidata sindaco Kim Bishop e Medicinalternativa si trasformano in un vero gruppo 5 Stelle. Eletto consigliere, sostituisce la Bishop quando quest’ultima lascia per motivi personali. Cavina, 35 anni, ha un negozio di prodotti in canapa e per il benessere della persona in centro storico a Medicina, diplomato in elettronica e comunicazioni, è operatore iscritto all’albo Asi Fitness & wellness. «Siamo riusciti a raggiungere risultati impensabili per una forza di minoranza. Abbiamo fatto approvare la mozione che impegna il Comune ad acquistare solo auto elettriche» rivendica. «Questo fa capire il nostro iter rispetto ad altre forze, come la Lega, che cavalcano solo un’onda nazionale».

E” Gianni Tonelli, deputato della Lega nonché candidato sindaco a Castel Guelfo per il Carroccio («Sono sempre qua, basta girare»), a presentare l’imprenditore edile in pensione Salvatore Cuscini come portacolori su Medicina. Cuscini, 65 anni, conferma: «Tutto quello che ho realizzato nella vita me lo sono guadagnato e ora mi sento in dovere di dare il mio contributo nel pubblico, ci sono cose da cambiare». Dietro a Cuscini non è certo che ci sarà il centrodestra compatto, come nei tre Comuni della vallata o a Mordano e Castello. «Ad oggi è sostenuto da Lega e Fratelli d’Italia» taglia corto Tonelli.

Per finire, si reitera per l’ennesima volta la storica separazione tra il centrosinistra e quello che in passato era il mondo legato a Rifondazione comunista e dintorni. La lista quest’anno si chiama Sinistra Medicinese, il candidato sindaco è per la seconda volta Enrico Raspadori, 37 anni, insegnante di informatica e matematica in un istituto superiore professionale di Bologna, da sempre impegnato in progetti culturali su cinema, musica, teatro e letteratura con le associazioni medicinesi. «L’idea è partita da me e Jessy Simonini – racconta -, un percorso in cui includere una larga parte della fetta di popolazione che ha fame e sete di sinistra».  (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 aprile

Nella foto i quattro candidati di Medicina: Cristian Cavina, Salvatore Cuscini, Matteo Montanari ed Enrico Raspadori

Elezioni comunali, a Medicina sono quattro i candidati che puntano alla carica di sindaco
Cronaca 16 Aprile 2019

Athos Ponti, che non si ricandiderà a sindaco, traccia un bilancio e guarda al futuro di Fontanelice

«Ho fatto il consigliere comunale per ventiquattro anni, il vicesindaco per quattro e il sindaco per tre mandati. Avevo detto fin dall’inizio che questo sarebbe stato il mio ultimo incarico come primo cittadino, anche perché l’età avanza. Ringrazio i cittadini di Fontanelice per la fiducia che mi hanno accordato per tutti questi anni». Con queste parole Athos Ponti martedì 2 aprile ha salutato i suoi concittadini anche se, per legge, potrebbe candidarsi per una seconda volta. «L’avevo già detto cinque anni fa che ero disponibile solo per un mandato – rimarca -, però rimango a disposizione della lista Insieme per Fontanelice».

Ponti, 64 anni, sarà uno in lista come possibile consigliere comunale ma il suo passo indietro rispetto alla candidatura come primo cittadino è confermata. In effetti, è stato sindaco dal 1995 al 2005 e cinque anni fa la sua disponibilità a ripresentarsi rappresentò, in un certo senso, una sorpresa e soprattutto un grande impegno personale. Ora, la conferma dell’intenzione iniziale, ha trasformato l’incontro dedicato al bilancio 2019 come una sorta di testamento politico, il lascito a chi amministrerà in futuro il paesino della vallata del Santerno.

Ponti raccomanda la cura del patrimonio e dei servizi: «In questi ultimi anni sono aumentate le attività commerciali, è un buon segno, vuol dire che abbiamo giovani che investono e credono nel paese. Per il resto il nostro comune offre diversi servizi di qualità, dalle scuole alla casa protetta. Sono servizi importanti per una piccola realtà che vanno mantenuti e migliorati». Poi c’è la lista delle cose fatte e soprattutto, non è un segreto, delle molte altre ancora da completare. Con tutte le problematiche che derivano dall’essere un piccolo comune: «Il bilancio in costante calo, la carenza di personale che va di pari passo con un aumento della burocrazia, il coordinamento con i comuni vicini grandi e piccoli…» ha ricordato Ponti. Sfide che la prossima amministrazione dovrà affrontare qualunque sia il suo colore politico. «Le tasse sono rimaste invariate, a parte la Tari che nell’ultimo anno è aumentata del 3 per cento – precisa Ponti -. Ma abbiamo trovato i finanziamenti per l’ampliamento della scuola materna “Rosa Vicchi Ravaglia”, per l’efficientamento energetico della casa protetta, per il parco della Conca Verde e per alcuni interventi sulle strade comunali».

I temi più caldi sono quelli della ciclovia Mordano-Castel del Rio e del parco della Conca Verde, due ferite aperte per Fontanelice. Per la seconda «sono in arrivo 160 mila euro di fondi europei grazie a un progetto il cui capofila è il Parco della Vena del Gesso». L’idea è quella di rendere Fontanelice uno degli accessi privilegiati al Parco dirottando quindi sulla Conca i fondi che coinvolgono anche gli altri Comuni del Parco e la cui convenzione è stata tra gli atti urgenti e indifferibili ai quali il Cda del ConAmi ha dato il via libera. «Nella zona verde intorno alla piscina vorremmo fare un “parco avventura” con giochi per i bambini fino ai sette anni. Una parte del finanziamento, circa 10 mila euro, verrà dedicata alla cartellonistica da Monte Penzola alla Conca Verde». Ma la grande attesa è per la piscina, punto di riferimento del paese e di tutta la vallata chiusa ormai da due anni. Il bando per affidarne la gestione è in pubblicazione. Il sindaco è speranzoso: «Sono venute tre società a vedere il complesso e altre devono venire».

In ultimo, ma non meno importante e complesso, il tema della ciclovia lungo il Santerno. Un progetto che promette di inserire anche la nostra vallata nei percorsi di un turismo a due ruote sempre più in crescita, ma che ha fatto molto discutere. «Fontanelice è il comune in vallata a dover fare più espropri per costruirla – ammette Ponti -, ma io credo moltissimo nel progetto della ciclabile. Certo, a differenza degli altri comuni, la pista attraverserà proprio il nostro paese, non ci passerà intorno. E’ per questo che dovremo fare circa 35 espropri, quando comuni come Borgo Tossignano ne hanno al massimo cinque o sei. Però credo sia una grande opportunità, anche per collegare la località di Campo-moro al paese». L’opera, che per il solo tratto di Fontanelice costerà circa 870 mila euro, sarà finanziata per la quasi totalità dalla Città metropolitana, il Comune dovrà compartecipare con 70 mila euro. (re.co.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 aprile

Athos Ponti, che non si ricandiderà a sindaco, traccia un bilancio e guarda al futuro di Fontanelice
Cronaca 15 Aprile 2019

Le temperature non si alzano, a Imola accensione degli impianti di riscaldamento prorogata fino al 27 aprile

Feste pasquali con il riscaldamento acceso per i cittadini imolesi. Poiché infatti le temperature di questo fresco aprile non accennano ad alzarsi, l”Amministrazione comunale ha deciso di prorogare l”accensione degli impianti fino al 27 aprile 2019 compreso. L”ordinanza firmata dalla sindaca Manuela Sangiorgi prescrive tuttavia che la durata giornaliera dell’accensione «non deve essere superiore alla metà di quella consentita a pieno regime»: in sostanza i termosifoni dovranno essere accesi per un massimo di 7 ore giornaliere, comprese tra le 5 e le 23 di ciascun giorno, anche frazionate in due o più periodi.

«Sono pervenute segnalazioni – prosegue l”ordinanza – da parte di cittadini imolesi, in particolare anziani, che, viste le condizioni atmosferiche e considerato il protrarsi della rigidità del clima, lamentano disagio nelle ore più fredde della giornata, considerato anche che diversi sistemi edificio/impianti non sempre consentono di ottenere temperature operanti che garantiscano comfort climatico». Il provvedimento aggiunge inoltre, motivando ulteriormente la decisione presa, che «l”obiettivo primario è tutelare la salute delle fasce più deboli della cittadinanza quali anziani, bambini piccoli e persone in condizioni precarie di salute».

Tuttavia, l’ordinanza invita i cittadini a «limitare l’accensione nelle ore più fredde, ricordando l’obbligo di legge di non superare la temperatura di 18 gradi centigradi più 2 di tolleranza per gli edifici rientranti nella categoria E.8 (edifici adibiti ad attività industriali ed artigianali e assimilabili) e di 20 gradi centigradi più 2 di tolleranza per tutti gli altri edifici. (r.cr.)

Le temperature non si alzano, a Imola accensione degli impianti di riscaldamento prorogata fino al 27 aprile
Cronaca 4 Aprile 2019

Cosa c’è nel Bilancio del Comune di Imola, tra investimenti, aumento Irpef e dubbi dei revisori

Imola ha finalmente approvato il suo bilancio di previsione. Un bilancio, che la stessa sindaca Mauela Sangiorgi ha definito «difficile», che contiene anche piano triennale investimenti e Documento unico di programmazione, il Dup con il dettaglio delle azioni di governo e viene aggiornato man mano.

Quali sono i punti di forza secondo l’Amministrazione? 1.230.000 euro per la manutenzione degli edifici scolastici, «con ulteriori risorse che saranno aggiunte nel prossimo mese di maggio»; 980 mila euro per gli interventi sulla Rocca attraverso l’utilizzo dell’Art Bonus; 1.120.000 euro per il chiostro di San Domenico; 200 mila euro per il sottopasso ferroviario su via Ortignola; 172 mila euro per la messa in sicurezza di viale D’Agostino; 1.850.000 per la manutenzione delle strade comunali; 520 mila euro per la riqualificazione degli alloggi Erp; 240 mila euro per l’abbattimento delle barriere architettoniche.  

Poi c’è il famoso aumento dell’Irpef la cui aliquota salirà dal 0,65% al tetto massimo dello 0,80%. L’incremento dell’imposta sul reddito delle persone fisiche è stato definito necessario «per l’equilibrio di bilancio», porterà circa 8 milioni e 613 mila euro, quasi un milione e mezzo in più rispetto al 2018. Da notare che su questo punto i sindacati Cgil, Cisl e Uil sono riusciti, sul filo di lana, a convincere la Giunta Sangiorgi a tenere come punto di riferimento per l’esenzione il valore dell’Isee, abbandonando l’ipotesi annunciata inizialmente di esentare semplicemente dal pagamento tutti i redditi fino a 10 mila euro. Un punto sostanziale: «L’Isee – avevano motivato Cgil, Cisl e Uil – è un parametro più equo, perché serve a calcolare la situazione economica generale del cittadino. Un reddito basso, infatti, non esclude che la persona possa avere beni immobili o conti in banca per migliaia di euro». Ora, come gli anni scorsi, saranno esenti i redditi fino a 8 mila euro, mentre avranno diritto al rimborso della quota versata i redditi Isee fino a 14.500 euro (gli anni passati fino a 14.000 euro). Per questi rimborsi viene istituito un fondo di 100 mila euro e, come sempre, per ottenerlo occorrerà fare domanda tramite il bando che si aprirà a fine settembre con scadenza ai primi di novembre.  

Ma il vero colpo di scena è stata la lettera del collegio dei revisori del Comune, distribuita direttamente ai consiglieri in aula. Nel documento, si rammenta alla Giunta Sangiorgi che per far quadrare il bilancio sono stati inseriti quasi 6 milioni e 480 mila euro per ciascun anno dal 2019 al 2021 provenienti da utili attesi dal ConAmi, quando mancano ancora il piano triennale delle attività e l’approvazione del consuntivo del Consorzio. In sostanza, il bilancio risulta costruito su voci, al momento, troppo incerte. Da qui l’«invito» pressante dei revisori, organo tecnico previsto dalla legge, «a destinare l’avanzo di amministrazione non vincolato prioritariamente alla salvaguardia degli equilibri di bilancio». Una cifra che corrisponde all’incirca proprio a 7 milioni. Quindi, se non cambieranno le cose, le spese correnti del Comune si reggeranno sul “tesoretto” lasciato dalla precedente Amministrazione Manca. La stessa sindaca Manuela Sangiorgi ha ammesso che «le entrate vengono da ConAmi e sanzioni» assicurando che «i documenti richiesti (dai revisori) arriveranno». Una promessa difficile da mantenere considerando che, al momento, il Cda è quello nominato dalla sola Sangiorgi che sta operando sugli atti urgenti e inderogabili (ed è in attesa di cosa dirà il Tar il 10 aprile sul ricorso avviato dagli altri 21 Comuni soci).

Tutto questo ha ovviamente aperto il fianco ad aspre critiche delle opposizioni, soprattutto considerando anche l’altra voce, assolutamente imprevedibile e poco piacevole, delle entrate per le multe: passate da 1,5 milioni del 2018 ad un’ipotesi di 3,5 milioni per il 2019.  

Opposizioni che, seppur ognuna con i propri distinguo, alla fine hanno bocciato tutte il primo bilancio della Giunta Sangiorgi. Il leghista Simone Carapia ha detto: «Non può essere considerato un bilancio del cambiamento che ci aspettiamo già dal prossimo anno, non ci sono più scuse». Per quanto riguarda il Pd, il capogruppo Roberto Visani, commenta: «L’aumento dell’Irpef all’aliquota massima, una “scorciatoia” che saranno i cittadini a pagare. Un altro aspetto è la sovrastima delle entrate su due grandi voci: le sanzioni da Codice della strada, che passeranno dai 2,1 milioni del 2018 a 3,5 milioni, con un aumento di oltre il 65 per cento. E le entrate derivanti dagli utili delle società partecipate. Una stima basata sul loro andamento storico, anche se nel 2018 la chiusura della discarica ha portato a una perdita di introiti. Una sovrastima che ha portato anche a una tirata d’orecchi abbastanza significativa da parte dei revisori dei conti per il margine di aleatorietà racchiuso in questo bilancio. Senza contare che il Conami è ancora paralizzato, dato che sulla nomina del Cda pende il giudizio del tribunale amministrativo. Gli investimenti sono ridotti al lumicino. Di nuovo non c’è niente – ha puntualizzato -, a parte i lavori pubblici realizzati con l’avanzo di bilancio messo da parte dalle amministrazioni precedenti, un “tesoretto” di quasi 8 milioni di euro, che non è del Pd, ma degli imolesi. E a parte i lavori con risorse sovracomunali». Stessi toni o quasi da Carmela Cappello di Imola guarda avanti: «E’ un bilancio che mette le mani in tasca ai cittadini, aumentando le tasse, ma non incrementa i servizi alla comunità né prevede opere pubbliche importanti, se non quelle che devono essere finanziate dallo Stato, dalla Regione o dalla Città Metropolitana. Non un euro del Comune. Non abbiamo sentito un solo obiettivo concreto, un solo impegno per lo sviluppo della città.» (l.a. lo.mi.)

Cosa c’è nel Bilancio del Comune di Imola, tra investimenti, aumento Irpef e dubbi dei revisori
Cronaca 21 Marzo 2019

Rosa Lucente nella Giunta Sangiorgi. A Claudio Frati anche le deleghe a Welfare e Sanità

La sindaca Manuela Sangiorgi oggi ha ridistribuito le deleghe e inserito in squadra Rosa Lucente, ritagliandole un assessorato su misura con deleghe per Politiche abitative, Affari generali, Personale, Organizzazione, Affari istituzionali e Servizi demografici. La notizia girava da qualche settimana e oggi è arrivata la nota ufficiale. Lucente, 67 anni, originaria di Napoli, segretaria comunale in pensione, già da qualche mese ha un incarico come consulente dell’Amministrazione; viene da Napoli, ma da anni lavora in regione, è stata segretario e direttore generale del Comune di Ozzano e nell”ultima decade per i Comuni di Formigine e Cavriago e per l’Unione dei Comuni del distretto ceramico.

Nel rimpasto le novità più importanti riguardano Claudio Frati che, oltre al Bilancio (Programmazione economica, e Controllo di gestione) seguirà Welfare e Sanità, Pari opportunità e Progetti sociali, Disabilità, Partecipazione, Famiglia, Volontariato. Ovvero le «pesanti» deleghe lasciate a gennaio da Ina Dhimgjini oggi candidata sindaco a Livorno per una lista civica. Pesanti sia per l’importanza per una realtà come Imola dove la sanità rappresenta un’azienda da quasi 2.000 addetti sia per il ruolo nel programma di mandato della Sangiorgi. Poco o nulla cambia per gli altri assessori.

Al vicesindaco Patrik Cavina le deleghe Sviluppo economico, Lavoro, Attività produttive, Agricoltura, Artigianato, Commercio, Centro storico; Rapporti con società ed enti partecipati; Rapporti con il Consiglio comunale; Fondi europei. Ad Andrea Longhi le deleghe per Legalità, Sicurezza, Immigrazione, Polizia municipale, Ambiente e Frazioni. A Massimiliano Minorchio le deleghe a Pianificazione territoriale, Urbanistica ed Edilizia, Toponomastica, Lavori pubblici (compresa la gestione dei rapporti con la società in house Area Blu), Patrimonio, Smart city, Osservanza, Mobilità sostenibile, Innovazione tecnologica. A Maurizio Lelli sempre Sport e Grandi eventi con deleghe a Politiche sportive; Strutture sportive; Autodromo e Grandi eventi, Turismo, Viabilità, Protezione civile, Parco Acque Minerali. Per Claudia Resta le deleghe a Scuola e Infanzia, Università, Edilizia scolastica, Politiche giovanili, Formazione.

La sindaca Sangiorgi ha tenuto per sé Cultura, Tributi e Comunicazione.

Nelle foto Rosa Lucente e Manuela Sangiorgi

Imola

Rosa Lucente nella Giunta Sangiorgi. A Claudio Frati anche le deleghe a Welfare e Sanità
Cronaca 14 Marzo 2019

Con il festival “Le case della scienza' tante occasioni e appuntamenti per conoscere gli “Spazi'

Si rinnova l’appuntamento con “Le case della scienza”, il festival dedicato alla divulgazione scientifica e tecnologica. La rassegna è realizzata dal Comune di Imola in collaborazione con l’associazione ScienzaE. Quest’anno il festival è dedicato agli “Spazi”. Gli spazi naturali che ci circondano hanno un’estensione che va dall’infinitamente piccolo delle particelle subatomiche all’infinitamente grande degli spazi intergalattici.

La manifestazione, iniziata il 12 marzo, offre ancora molti appuntamenti. Giovedì 14 marzo alle ore 20.45, all’auditorium Aldo Villa – Museo di San Domenico “La Relatività generale di Einstein”: l’impresa intellettuale di Einstein ha un protagonista nascosto, il grande matematico lughese, Ricci Curbastro. Ne parla il fisico Ibanez Riccò. “Lo spazio oltre l’immagine: gli specchi nella pittura dal ’400 a oggi” è il titolo dell’incontro di venerdì 15 marzo alle ore 17.30 a palazzo Vespignani, un viaggio alla ricerca degli specchi nell’arte a cura di Maria Grazia Bellardi dell’Università di Bologna. Alle ore 18, presso la sede di Sis.Ter, “Detriti Spaziali e Nano Satelliti”, è il titolo dell’incontro curato da Spacemind, divisione di sviluppo sistemi spaziali Npc.

Sabato 16 marzo due incontri in biblioteca: alle ore 9 “Il pianeta in trasformazione”, sulla modifica degli equilibri della società in conseguenza dei cambiamenti climatici; alle ore 16 “Spazi della memoria. Tra luoghi reali e luoghi immaginari”, in cui gli studenti raccontano l’esperienza “Progettare con il generale Anders”, un progetto a cura di Eredità e Memoria, in collaborazione con istituto Paolini Cassiano, Polo universitario di Imola e Ideas in Action.

Domenica 17 marzo, alle 15.30, alla scuola Pelloni Tabanelli, “Drone che passione!”, un laboratorio sui droni e il loro utilizzo; alle ore 18, concerto presso l’auditorium della scuola di musica Vassura Baroncini. “Da Flatlandia a Lucio Fontana spazi sonori a quattro dimensioni” è il titolo dell’evento, a cura del collettivo Improplayers.

Lunedì 18 marzo alle ore 16.30 il centro culturale Primola organizza un incontro sui cambiamenti climatici e, dalle 18 alle 20, all’Opera Studio si terrà un laboratorio teatrale dal titolo” Guarda il cielo (…e sogna di volare)”, in occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. Il laboratorio prosegue anche martedì 19 e mercoledì 20 e si conclude con un saggio sabato 23 alle ore 18.30.

Che cosa sono le onde gravitazionali, perché è importante osservarle e perché è difficile misurarle è l’argomento dell’incontro di martedì 19 marzo all’auditorium Aldo Villa, dal titolo “Una nuova era per l’astronomia”: sarà presente Filippo Martelli dell’Università di Urbino che ha scoperto le onde gravitazionali insieme ai colleghi americani del team Ligo, premio Nobel per la Fisica 2017.

Mercoledì 20 marzo, in biblioteca, alle ore 21, si parlerà di scienza e letteratura con Oriano Spazzoli; la serata, intitolata” Dal cielo allo spazio: l’universo immaginato”, a cura di Casa Piani in collaborazione con l’Associazione astrofili di Ravenna, prevede letture di brani di Italo Calvino. Alla sede del Cai di Imola i preziosi animali notturni saranno i protagonisti di un incontro dal titolo “Volare con le mani – alla scoperta del mondo dei pipistrelli”. Inizio ore 21.

Con il festival “Le case della scienza' tante occasioni e appuntamenti per conoscere gli “Spazi'
Sport 1 Marzo 2019

Imolese tra nuovo stadio e «Romeo Galli», il punto dell'assessore allo Sport Maurizio Lelli

Si parla di riqualificazione degli impianti sportivi «Bacchilega» e «Zanelli – Tassinari», ma per praticità è meglio dire nuovo stadio che l’Imolese vorrebbe costruire in Pedagna. La società del presidente Lorenzo Spagnoli non ha mai smesso di cullare il desiderio di costruirne uno ex-novo all’interno del centro sportivo Bacchilega, nell’area al momento destinata ai campi ed alla Club house dell’Imola Rugby. I desideri cozzano però da tempo contro la realtà. L’ultima puntata della telenovela riguarda l’avviso esplorativo, emesso nelle scorse settimane da Area Blu, per la riqualificazione, appunto, degli impianti sportivi «Bacchilega» e «Zanelli – Tassinari», quest’ultimo casa della palla ovale. «L’Imolese è stata l’unica a manifestare un interesse – ha ammesso l’assessore allo Sport del Comune di Imola, Maurizio Lelli –, ma senza però corredare la busta con un progetto ed un piano finanziario e, perciò, non conforme a quanto richiesto nell’avviso. Parlare in questo momento di stadio di proprietà in quella zona non ha senso, perché non c’è nulla di concreto. A meno che la società rossoblu non abbia intenzione di prendere in considerazione un’altra area».

Senza tanti misteri, l’area che il Comune gradirebbe è quella vicino al casello autostradale che l’Imolese non prende in considerazione. La situazione sta prendendo sempre più i contorni di una partita a scacchi tra la dirigenza imolese e la Giunta pentastellata. «Tra presentare un progetto e realizzarlo, comunque, la strada è lunga – precisa l’assessore -. Per prima cosa, intanto, andrebbe verificato il suo grado d’interesse pubblico e se fosse migliorativo per la città. In assenza di un elaborato chiaro e definito credo sia anche prematuro, ad oggi, organizzare com’è stato fatto una raccolta firme contro l’impianto». Imolese che, quindi, il prossimo anno dovrebbe continuare a giocare al Galli. Il condizionale è d’obbligo visto che servono lavori per conservare l’omologazione dell’impianto per la serie C. «Stiamo finendo di elaborare il progetto – dice l’assessore Lelli – che poi sarà sottoposto alla Soprintendenza, la quale ha tempi difficilmente prevedibili. Solo dopo procederemo con il bando e l’inizio degli interventi che prenderanno il via a stagione sportiva conclusa».

Calendario alla mano parliamo di giugno. «Prevediamo di partire coi lavori a fine luglio o nei primi giorni di agosto – conclude l’assessore Lelli -, ma al momento è impossibile fornire date certe e parlare di cifre. I lavori strutturali come, ad esempio, l’adeguamento degli spogliatoi e della sala stampa e l’installazione dei seggiolini nei settori ospiti contiamo di concluderli entro l’estate, mentre per la posa delle nuove quattro torri dei fari che sostituiranno il vecchio impianto d’illuminazione ci sono tempi tecnici, anche di un paio di mesi, da rispettare. Il nostro obiettivo, comunque, è di non far traslocare l’Imolese dal Galli nemmeno per una partita, con la speranza che la Federazione ci conceda una deroga limitata al periodo di esecuzione degli ultimi lavori». (d.b.)

Nella foto: lo stadio «Galli»

Imolese tra nuovo stadio e «Romeo Galli», il punto dell'assessore allo Sport Maurizio Lelli
Cronaca 27 Febbraio 2019

Scaduta la convenzione del laghetto Mariver di Osteria Grande, il Comune dovrà pubblicare un nuovo bando

Da una trentina di anni il laghetto Mariver (MAnufatti RInforzati in VEtro Resina, da leggersi con l’accento sulla a) della frazione castellana è in gestione alla scuola guida Scarani di Bologna, la quale, oltre alle patenti stradali, rilascia anche i titoli necessari per la navigazione entro ed oltre le 12 miglia marine. Un servizio quest’ultimo reso possibile fino ad oggi dalla convenzione fra la scuola stessa e il Comune.

Convenzione scaduta però nel 2018. Per cui l’Amministrazione di piazza XX Settembre quest’anno deve emettere un nuovo bando per la gestione dell’area pubblica (per sei anni, a fronte di un canone annuo di circa duemila euro). Dal canto suo la Scarani è interessata a proseguire l’attività «nonostante negli anni la richiesta di patenti nautiche si sia ridotta dell’ottanta per cento per via dell’inasprimento burocratico», spiega il patron della scuola, Pietro Scarani, che l’ha fondata insieme al fratello Giuseppe ben 59 anni fa.

Per chi non lo ricordasse o non lo sapesse, il laghetto Mariver nasce come specchio d’acqua per le prove di galleggiamento delle realizzazioni dell’omonimo cantiere navale attivo ad Osteria Grande dal 1962 al 1988, poi chiuso per raggiunto limite di età del titolare Emilio Bignardi. Prima le lavorazioni del vetro resina per le carene delle moto (anche da corsa, come la Moto Morini giunta seconda al campionato mondiale del 1961), poi le barche a partire dall’anno successivo, per un totale di oltre dieci modelli nel tempo. Da una trentina di anni invece a gestire il laghetto alimentato da un pozzo artesiano è l’autoscuola bolognese, prima in convenzione con la Mariver stessa e poi con l’Amministrazione quando lo specchio d’acqua è stato formalmente consegnato al Comune nel 1992. E da allora Scarani gestisce il laghetto della frazione castellana a fronte dell’affitto che versa all’Amministrazione.

Gestione che, se confermata, sarebbe l’ennesima di una lunga serie. «Abbiamo sempre lavorato bene con il Comune di Castel San Pietro e presenteremo nuovamente la nostra domanda per continuare un lavoro che negli anni ci ha dato tante soddisfazioni – racconta Scarani -. Fino a sette o otto anni fa rilasciavamo una dozzina di patenti ad ogni fine settimana. Avevamo fama di essere ben organizzati e lavoravamo tanto, anche in inverno. Da noi sono venuti anche personaggi noti come il cestista Claudio Coldebella o i piloti Mattia Pasini e Valentino Rossi, quest’ultimo nel 2004. Poi le cose sono cambiate e l’Amministrazione ci è venuta incontro sei anni fa dimezzando il canone di affitto da 4 a 2 mila euro. Purtroppo il settore non si è ancora ripreso».

Grazie alla presenza della scuola nautica, il Mariver ha preso vera forma di parco, con giochi per i bambini e chioschi. L’autoscuola si occupa della gestione ordinaria, mentre resta in capo all’Amministrazione comunale quella straordinaria, come l’intervento per il miglioramento dell’ossigenazione dell’acqua, eseguito qualche anno fa a seguito del rinvenimento di alcuni pesci morti. (mi.mo.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 21 febbraio   

Nella foto Pietro Scarani, titolare dell”omonima scuola di nautica

Scaduta la convenzione del laghetto Mariver di Osteria Grande, il Comune dovrà pubblicare un nuovo bando

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