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Cronaca 14 Marzo 2019

Con il festival “Le case della scienza' tante occasioni e appuntamenti per conoscere gli “Spazi'

Si rinnova l’appuntamento con “Le case della scienza”, il festival dedicato alla divulgazione scientifica e tecnologica. La rassegna è realizzata dal Comune di Imola in collaborazione con l’associazione ScienzaE. Quest’anno il festival è dedicato agli “Spazi”. Gli spazi naturali che ci circondano hanno un’estensione che va dall’infinitamente piccolo delle particelle subatomiche all’infinitamente grande degli spazi intergalattici.

La manifestazione, iniziata il 12 marzo, offre ancora molti appuntamenti. Giovedì 14 marzo alle ore 20.45, all’auditorium Aldo Villa – Museo di San Domenico “La Relatività generale di Einstein”: l’impresa intellettuale di Einstein ha un protagonista nascosto, il grande matematico lughese, Ricci Curbastro. Ne parla il fisico Ibanez Riccò. “Lo spazio oltre l’immagine: gli specchi nella pittura dal ’400 a oggi” è il titolo dell’incontro di venerdì 15 marzo alle ore 17.30 a palazzo Vespignani, un viaggio alla ricerca degli specchi nell’arte a cura di Maria Grazia Bellardi dell’Università di Bologna. Alle ore 18, presso la sede di Sis.Ter, “Detriti Spaziali e Nano Satelliti”, è il titolo dell’incontro curato da Spacemind, divisione di sviluppo sistemi spaziali Npc.

Sabato 16 marzo due incontri in biblioteca: alle ore 9 “Il pianeta in trasformazione”, sulla modifica degli equilibri della società in conseguenza dei cambiamenti climatici; alle ore 16 “Spazi della memoria. Tra luoghi reali e luoghi immaginari”, in cui gli studenti raccontano l’esperienza “Progettare con il generale Anders”, un progetto a cura di Eredità e Memoria, in collaborazione con istituto Paolini Cassiano, Polo universitario di Imola e Ideas in Action.

Domenica 17 marzo, alle 15.30, alla scuola Pelloni Tabanelli, “Drone che passione!”, un laboratorio sui droni e il loro utilizzo; alle ore 18, concerto presso l’auditorium della scuola di musica Vassura Baroncini. “Da Flatlandia a Lucio Fontana spazi sonori a quattro dimensioni” è il titolo dell’evento, a cura del collettivo Improplayers.

Lunedì 18 marzo alle ore 16.30 il centro culturale Primola organizza un incontro sui cambiamenti climatici e, dalle 18 alle 20, all’Opera Studio si terrà un laboratorio teatrale dal titolo” Guarda il cielo (…e sogna di volare)”, in occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. Il laboratorio prosegue anche martedì 19 e mercoledì 20 e si conclude con un saggio sabato 23 alle ore 18.30.

Che cosa sono le onde gravitazionali, perché è importante osservarle e perché è difficile misurarle è l’argomento dell’incontro di martedì 19 marzo all’auditorium Aldo Villa, dal titolo “Una nuova era per l’astronomia”: sarà presente Filippo Martelli dell’Università di Urbino che ha scoperto le onde gravitazionali insieme ai colleghi americani del team Ligo, premio Nobel per la Fisica 2017.

Mercoledì 20 marzo, in biblioteca, alle ore 21, si parlerà di scienza e letteratura con Oriano Spazzoli; la serata, intitolata” Dal cielo allo spazio: l’universo immaginato”, a cura di Casa Piani in collaborazione con l’Associazione astrofili di Ravenna, prevede letture di brani di Italo Calvino. Alla sede del Cai di Imola i preziosi animali notturni saranno i protagonisti di un incontro dal titolo “Volare con le mani – alla scoperta del mondo dei pipistrelli”. Inizio ore 21.

Con il festival “Le case della scienza' tante occasioni e appuntamenti per conoscere gli “Spazi'
Sport 1 Marzo 2019

Imolese tra nuovo stadio e «Romeo Galli», il punto dell'assessore allo Sport Maurizio Lelli

Si parla di riqualificazione degli impianti sportivi «Bacchilega» e «Zanelli – Tassinari», ma per praticità è meglio dire nuovo stadio che l’Imolese vorrebbe costruire in Pedagna. La società del presidente Lorenzo Spagnoli non ha mai smesso di cullare il desiderio di costruirne uno ex-novo all’interno del centro sportivo Bacchilega, nell’area al momento destinata ai campi ed alla Club house dell’Imola Rugby. I desideri cozzano però da tempo contro la realtà. L’ultima puntata della telenovela riguarda l’avviso esplorativo, emesso nelle scorse settimane da Area Blu, per la riqualificazione, appunto, degli impianti sportivi «Bacchilega» e «Zanelli – Tassinari», quest’ultimo casa della palla ovale. «L’Imolese è stata l’unica a manifestare un interesse – ha ammesso l’assessore allo Sport del Comune di Imola, Maurizio Lelli –, ma senza però corredare la busta con un progetto ed un piano finanziario e, perciò, non conforme a quanto richiesto nell’avviso. Parlare in questo momento di stadio di proprietà in quella zona non ha senso, perché non c’è nulla di concreto. A meno che la società rossoblu non abbia intenzione di prendere in considerazione un’altra area».

Senza tanti misteri, l’area che il Comune gradirebbe è quella vicino al casello autostradale che l’Imolese non prende in considerazione. La situazione sta prendendo sempre più i contorni di una partita a scacchi tra la dirigenza imolese e la Giunta pentastellata. «Tra presentare un progetto e realizzarlo, comunque, la strada è lunga – precisa l’assessore -. Per prima cosa, intanto, andrebbe verificato il suo grado d’interesse pubblico e se fosse migliorativo per la città. In assenza di un elaborato chiaro e definito credo sia anche prematuro, ad oggi, organizzare com’è stato fatto una raccolta firme contro l’impianto». Imolese che, quindi, il prossimo anno dovrebbe continuare a giocare al Galli. Il condizionale è d’obbligo visto che servono lavori per conservare l’omologazione dell’impianto per la serie C. «Stiamo finendo di elaborare il progetto – dice l’assessore Lelli – che poi sarà sottoposto alla Soprintendenza, la quale ha tempi difficilmente prevedibili. Solo dopo procederemo con il bando e l’inizio degli interventi che prenderanno il via a stagione sportiva conclusa».

Calendario alla mano parliamo di giugno. «Prevediamo di partire coi lavori a fine luglio o nei primi giorni di agosto – conclude l’assessore Lelli -, ma al momento è impossibile fornire date certe e parlare di cifre. I lavori strutturali come, ad esempio, l’adeguamento degli spogliatoi e della sala stampa e l’installazione dei seggiolini nei settori ospiti contiamo di concluderli entro l’estate, mentre per la posa delle nuove quattro torri dei fari che sostituiranno il vecchio impianto d’illuminazione ci sono tempi tecnici, anche di un paio di mesi, da rispettare. Il nostro obiettivo, comunque, è di non far traslocare l’Imolese dal Galli nemmeno per una partita, con la speranza che la Federazione ci conceda una deroga limitata al periodo di esecuzione degli ultimi lavori». (d.b.)

Nella foto: lo stadio «Galli»

Imolese tra nuovo stadio e «Romeo Galli», il punto dell'assessore allo Sport Maurizio Lelli
Cronaca 27 Febbraio 2019

Scaduta la convenzione del laghetto Mariver di Osteria Grande, il Comune dovrà pubblicare un nuovo bando

Da una trentina di anni il laghetto Mariver (MAnufatti RInforzati in VEtro Resina, da leggersi con l’accento sulla a) della frazione castellana è in gestione alla scuola guida Scarani di Bologna, la quale, oltre alle patenti stradali, rilascia anche i titoli necessari per la navigazione entro ed oltre le 12 miglia marine. Un servizio quest’ultimo reso possibile fino ad oggi dalla convenzione fra la scuola stessa e il Comune.

Convenzione scaduta però nel 2018. Per cui l’Amministrazione di piazza XX Settembre quest’anno deve emettere un nuovo bando per la gestione dell’area pubblica (per sei anni, a fronte di un canone annuo di circa duemila euro). Dal canto suo la Scarani è interessata a proseguire l’attività «nonostante negli anni la richiesta di patenti nautiche si sia ridotta dell’ottanta per cento per via dell’inasprimento burocratico», spiega il patron della scuola, Pietro Scarani, che l’ha fondata insieme al fratello Giuseppe ben 59 anni fa.

Per chi non lo ricordasse o non lo sapesse, il laghetto Mariver nasce come specchio d’acqua per le prove di galleggiamento delle realizzazioni dell’omonimo cantiere navale attivo ad Osteria Grande dal 1962 al 1988, poi chiuso per raggiunto limite di età del titolare Emilio Bignardi. Prima le lavorazioni del vetro resina per le carene delle moto (anche da corsa, come la Moto Morini giunta seconda al campionato mondiale del 1961), poi le barche a partire dall’anno successivo, per un totale di oltre dieci modelli nel tempo. Da una trentina di anni invece a gestire il laghetto alimentato da un pozzo artesiano è l’autoscuola bolognese, prima in convenzione con la Mariver stessa e poi con l’Amministrazione quando lo specchio d’acqua è stato formalmente consegnato al Comune nel 1992. E da allora Scarani gestisce il laghetto della frazione castellana a fronte dell’affitto che versa all’Amministrazione.

Gestione che, se confermata, sarebbe l’ennesima di una lunga serie. «Abbiamo sempre lavorato bene con il Comune di Castel San Pietro e presenteremo nuovamente la nostra domanda per continuare un lavoro che negli anni ci ha dato tante soddisfazioni – racconta Scarani -. Fino a sette o otto anni fa rilasciavamo una dozzina di patenti ad ogni fine settimana. Avevamo fama di essere ben organizzati e lavoravamo tanto, anche in inverno. Da noi sono venuti anche personaggi noti come il cestista Claudio Coldebella o i piloti Mattia Pasini e Valentino Rossi, quest’ultimo nel 2004. Poi le cose sono cambiate e l’Amministrazione ci è venuta incontro sei anni fa dimezzando il canone di affitto da 4 a 2 mila euro. Purtroppo il settore non si è ancora ripreso».

Grazie alla presenza della scuola nautica, il Mariver ha preso vera forma di parco, con giochi per i bambini e chioschi. L’autoscuola si occupa della gestione ordinaria, mentre resta in capo all’Amministrazione comunale quella straordinaria, come l’intervento per il miglioramento dell’ossigenazione dell’acqua, eseguito qualche anno fa a seguito del rinvenimento di alcuni pesci morti. (mi.mo.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 21 febbraio   

Nella foto Pietro Scarani, titolare dell”omonima scuola di nautica

Scaduta la convenzione del laghetto Mariver di Osteria Grande, il Comune dovrà pubblicare un nuovo bando
Cronaca 20 Febbraio 2019

Tasse, la Giunta Sangiorgi aumenta l’Irpef allo 0,80%. Esenti i redditi sotto i 10 mila euro

La Giunta Sangiorgi ha deciso di aumentare l’Irpef dallo 0,65% allo 0,80%. A motivare la decisione di ritoccare l”imposta comunale la necessità di “riequilibrare i conti del 2018 nell”assestamento di luglio – si legge in una nota del Comune – per sopperire a mancate entrate di circa 6,7 milioni di euro dovuti in massima parte a due singole voci inserite tra le entrate del nostro ente senza garanzia di copertura”.

Quali sono le due voci? Dall”Amministrazione pentastellata non lo dicono, ma aggiungono che il problema sarebbe da imputare ai “famigerati 3 milioni di euro di riserve derivanti dal ConAmi sui quali Imola non può far più conto senza l”assenso dei Comuni soci del consorzio e ciò a seguito della modifica statutaria voluta per tentare di imbrigliare il Comune di Imola”. Posizione nota che stride un po’ con il fatto che non più tardi di un paio di mesi fa Imola ha chiesto e ottenuto dai Comuni soci del ConAmi la ripartizione delle riserve chiesta proprio per le difficoltà annunciate di chiudere il bilancio 2018.  “L’Amministrazione Comunale si è messa al lavoro, col preziosissimo supporto degli uffici comunali, per redigere il bilancio preventivo 2019 – aggiungono dall’Amministrazione -. Dopo mesi di lavoro di controllo minuzioso dei conti e di importanti razionalizzazioni, nonostante la nostra volontà, purtroppo è emersa la necessità di adeguare l”addizionale Irpef”.

Il problema vero, quindi, è di prospettiva, non tanto il bilancio passato quanto quelli a venire, e il fatto che le riserve, così come gli utili del ConAmi, si stanno assottigliando e occorrerebbe lavorare in fretta (Cda e assemblea dei soci) per un nuovo e adeguato piano industriale se si vuole poter avere qualcosa su cui contare per in futuro, a partire dallo stesso bilancio preventivo 2019. Ma il ConAmi, come ben sappiamo, è pressoché bloccato,nonostante la nomina in solitaria del Cda fatta dalla sindaca Sangiorgi, al netto di attività di ordinaria amministrazione o che possono dare adito a problemi di danno erariale. 

Va detto che il ritocco dell”Irpef si tradurrà concretamente per le persone in un aumento medio di poche decine di euro su base annua, parametrato al reddito. Ad l”esempio, per lo scaglione da 15.000 a 28.000 euro, che da solo rappresenta la metà dei contribuenti, l”aumento medio sarà di circa 30 euro. Come contraltare all”aumento c”è l”esenzione totali per i redditi più bassi fino a 10.000 euro: chi nel 2018 aveva conseguito un reddito di 9.500 euro pagava all’anno circa 60 euro di addizionale comunale e nel 2019, a parità di reddito, non pagherà nulla. Va ricordato che in precedenza, invece, ogni anno veniva rinnovato un accordo tra Comune di Imola e sindacati per tutelare le face più deboli che prevedeva la restituzione dell”Irpef per i redditi fino a 14.000 euro. (l.a.)

Nella foto la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi

Tasse, la Giunta Sangiorgi aumenta l’Irpef allo 0,80%. Esenti i redditi sotto i 10 mila euro
Sport 20 Febbraio 2019

Riqualificazione impianti sportivi «Zanelli-Tassinari» e «Bacchilega», l'interesse dell'Imolese non soddisfa il Comune

Una sola proposta presentata, che però “non è conforme a quanto richiesto nell’avviso”. E’ questo, secondo quando reso noto dal Comune, l’esito dell’avviso esplorativo per la presentazione di proposte operative per la riqualificazione, gestione e valorizzazione dell’impianto sportivo comunale «Zanelli-Tassinari» (destinato al rugby) e dell”impianto sportivo comunale «Bacchilega» (calcio). Nell’avviso pubblico, da presentare entro il 18 febbraio, si chiedeva agli operatori economici interessati e in possesso dei requisiti generali di manifestare interesse alla presentazione di eventuali proposte operative di valorizzazione degli impianti in oggetto.

Allo scadere dei termini di presentazione, i tecnici di Area Blu hanno verificato che è arrivata una manifestazione di interesse, quella dell’Imolese Calcio 1919 Srl, la quale però non ha corredato l’istanza di elaborati grafici, relazioni e di un piano economico finanziario, dichiarando che ad oggi non sussistono le condizioni per la stesura e la pubblicazione di simili documenti, essendo numerose le variabili che non permettono la definizione della documentazione citata. Da qui la constatazione che la documentazione presentata non è conforme a quanto richiesto dall’avviso. «Era importante per l’Amministrazione comunale conoscere formalmente se c’erano dei progetti per la riqualificazione dell’area. Prendiamo atto, dopo la manifestazione di interesse pubblicata, che non c’è nessun progetto presentato al riguardo. Prendiamo comunque atto inoltre dell’interesse esplicitato dall’Imolese Calcio 1919 Srl» ha dichiarato Maurizio Lelli, assessore allo Sport. (re.spo.)

Nella foto (dal sito dell”Imolese): un”immagine del Centro Sportivo Bacchilega

Riqualificazione impianti sportivi «Zanelli-Tassinari» e «Bacchilega», l'interesse dell'Imolese non soddisfa il Comune
Cronaca 19 Febbraio 2019

Sulla pagina web del Comune di Imola le foto degli oggetti smarriti e ritrovati

Avete perso le chiavi di casa? Se qualcuno le ha trovate e portate alla polizia municipale oppure all’ufficio oggetti smarriti del Comune ora potete scoprirlo sulla pagina web (il link qui). Inoltre, due link rinviano ai relativi siti web di carabinieri e polizia di Stato nei quali sono raccolti, in maniera analoga, gli oggetti ritrovati dalle forze dell’ordine, solitamente a seguito di un reato (sequestro, furto, ricettazione). In questo modo dal computer o dallo smartphone si può verificare se l’oggetto perduto o rubato è ricomparso e rivolgersi a colpo sicuro all’ufficio che lo ha in custodia. «Prima per gli oggetti smarriti c’era solo un elenco pubblicato nell’Albo pretorio – sintetizza l’assessore alla Sicurezza Andrea Longhi -, ora le immagini e la tecnologia consentono un notevole risparmio di tempo sia al cittadino che agli uffici, che non dovranno ripetutamente mostrare gli oggetti alle persone». «Questa iniziativa si allinea a quelle di altri grandi Comuni italiani» ha aggiunto la sindaca Manuela Sangiorgi durante la conferenza stampa di presentazione.

Michele Pascarella, primo dirigente del Commissariato conferma: «Lo stesso Questore ha espresso soddisfazione». Stessa lunghezza d’onda per il maggiore Claudio Gallù, comandante Compagnia dei carabinieri di Imola: «Si tratta di uno strumento che agevola sia il nostro lavoro che il cittadino». Pascarella non ha mancato di sottolineare l’importanza e la necessità di denunciare il furto o lo smarrimento senza farsi prendere dalla pigrizia oppure dal fatto che si tratti di oggetti di scarso valore: «La denuncia è l’unico titolo per poter ritornare in possesso del bene». Non basta dire che uno zainetto è proprio quello della foto per ottenerne la restituzione ma occorrerà dimostrarlo con particolari o caratteristiche che non vengono rese note sul web (ad esempio il contenuto). Vasco Talenti, comandante della municipale, precisa: «La dimostrazione della legittimità della proprietà è un elemento sul quale continueremo a porre la massima attenzione». Da notare che, per legge, se un oggetto smarrito non viene reclamato dopo dodici mesi può essere rivendicato da colui che l’ha trovato. (l.a.)

Nella foto (Isolapress): la conferenza stampa di presentazione

Sulla pagina web del Comune di Imola le foto degli oggetti smarriti e ritrovati
Cronaca 13 Febbraio 2019

Costi altissimi per il ripristino della ferrovia a Medicina, così dice lo studio di fattibilità della società Tps Pro di Bologna

Il risultato dell’analisi costi benefici per riattivare la linea ferroviaria Budrio-Medicina (e prosieguo verso Massa Lombarda e Ravenna) dice che c’è «mancanza di sostenibilità economica degli interventi in tutti e quattro gli scenari analizzati». Non solo. I quattro scenari ipotizzati vedono tutti come «condizione indispensabile» la contestuale realizzazione del raddoppio della tratta Bologna Via Larga-Budrio della linea verso Portomaggiore del Sistema ferroviario metropolitano (progettata ma priva di copertura finanziaria). Altrimenti occorrerà prevedere il cambio a Budrio che determina un allungamento dei tempi su ferro a valori prossimi a quelli della gomma «con conseguente perdita di appetibilità del nuovo servizio».

Questo è in estrema sintesi quanto si legge sul documento redatto da Tps Pro, società di ingegneri di Bologna esperti di mobilità, e visibile anche sul sito del Comune di Medicina. Questo è quanto detto durante la seduta di giovedì 24 gennaio della Commissione trasporti ferrovia con la quale si è concluso il percorso tecnico avviato a inizio 2018 dal Consiglio comunale. I soli costi d’investimento stimati per realizzare l’infrastruttura vanno da quasi 89 milioni (fermandosi a Medicina) salendo fino a 196 milioni (per arrivare a Ravenna). I 26 chilometri della ferrovia Budrio-Massa Lombarda, gestiti dall’allora Società Veneta, vennero inaugurati nel 1887, ma l’avvento dell’automobile fu tra i principali motivi che portarono alla chiusura nel 1964, con il servizio che venne via via sostituito da autobus.

Il ripristino è un decennale cavallo di battaglia di Legambiente e ora del Movimento 5 stelle del medicinese con raccolte firme, petizioni, pagine Facebook per sensibilizzare sul tema, visto come una soluzione percorribile e utile per un trasporto pubblico locale meno inquinante. Durante gli incontri del Piano strategico locale medicinese è emersa la richiesta di fare almeno un aggiornamento dello studio di fattibilità (commissionato nel 2003 dalla Provincia di Bologna che parlava di oltre 130 milioni di euro per la riattivazione delle rotaie). Il Comune un anno fa ha acconsentito stanziando 20 mila euro. E’ stata istituita anche la Commissione consigliare ad hoc, alla quale hanno partecipato anche dirigenti e tecnici della Città metropolitana e della Regione, nonché assessori dei comuni limitrofi.

In particolare, l’aggiornamento dello studio di fattibilità, ha presentato anche una ricognizione del sedime, evidenziato vantaggi e criticità alla luce delle caratteristiche che una nuova infrastruttura dovrebbe oggi avere per legge, individuato un’ipotesi di nuovo tracciato e di servizio realizzabile, stimato i relativi costi di realizzazione, gestione e gli effetti sulla domanda di trasporto dei potenziali interessati. Ovviamente per la linea è stata prevista solo la finalità del trasporto persone, in quanto il trasporto merci ha standard differenti e la programmazione regionale e nazionale esclude il transito merci dentro la città di Bologna. La ricognizione fatta dai tecnici sul tracciato dice che è ancora in gran parte riconoscibile, anche se per oltre la metà «oggetto di riuso per viabilità e posa di sottoservizi (principalmente acqua, gas e fognature)», e per un 5 per cento «compromesso», cioè coperto da case e attività produttive.

Per il tratto di Medicina la proprietà è del 52 per cento del Comune e il 45 per cento del ConAmi, che al di sotto ha fatto scorrere acquedotti e altri sottoservizi, il 9 per cento della Cooperativa lavoratori della terra, un 3 per cento proprio non esiste più. L’ipotesi di ripristino prevede l’innesto con la linea Bologna-Portomaggiore alla stazione di Budrio secondo il tracciato originale e con la linea Lugo-Lavezzola a Massa Lombarda in variante proprio per l’indisponibilità dell’ex sedime (un’ipotesi prevista, tra l’altro, anche dagli strumenti urbanistici comunali di Massa Lombarda). Nel Psc di Medicina nel tratto che non è ripristinabile è stato mantenuto un ipotetico tracciato con una fascia verde come unica tutela possibile dal punto di vista urbanistico (la ferrovia non c’è nella programmazione provinciale e regionale della mobilità).

Il vicesindaco Matteo Montanari conclude: «Nel Piano della mobilità della Città metropolitana, condiviso con la Regione, è previsto che sia realizzata una Brt tra Medicina e Bologna cioè tratti di corsie preferenziali per gli autobus che così possono superare i punti di rallentamento extraurbani del traffico e garantire un tempo di percorrenza più veloce e costante per tutta la giornata. Questa è la prospettiva nel medio o breve periodo perchè, come ci dice lo studio, anche se fossimo d’accordo e ci fossero i soldi per la ferrovia, occorrono almeno 10 o 15 anni per averla».(l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 febbraio

Nella foto la riunione della Commissione trasporti dedicata alla ferrovia

Costi altissimi per il ripristino della ferrovia a Medicina, così dice lo studio di fattibilità della società Tps Pro di Bologna
Cronaca 13 Febbraio 2019

Il bilancio del sindaco Rambaldi a fine mandato: «Abbiamo fatto molto per rendere lo sviluppo sostenibile per i cittadini»

Quando, dieci anni fa, Onelio Rambaldi iniziò il suo primo mandato disse che avrebbe solo preparato il terreno per qualcun altro, per i giovani, poi cinque anni fa le condizioni per il suo passo indietro non ci furono e ritornò ad indossare la fascia tricolore da sindaco. Ora è tempo di bilanci e di appendere quella fascia al chiodo.

Qualche esempio delle cose più importanti fatte in questi anni?
«Medicina nel 2009 veniva da un periodo di sviluppo intenso e rapido, fu un bene ma alle volte quando vai di fretta dimentichi qualcosa, in più c’erano già le prime avvisaglie della crisi. L’obiettivo fu rendere più vivibile e meno impattante per i cittadini quello sviluppo. Ad esempio, la rotonda su via Fava dedicata a Luciano Landi ha risolto un problema del traffico, altri piccoli interventi hanno teso a ricucire comparti scollegati con ciclabili, marciapiedi, parcheggi. Poi è stato fatto un grande e complesso lavoro per mettere in regola con fogne, luce, acquedotto la zona produttiva di Fossatone, coinvolgendo aziende, ConAmi ed Hera (che sta completando una nuova condotta per allacciare tutta l’area al depuratore). Questo permetterà di ottenere le certificazioni necessarie oggigiorno, l’area sarà appetibile e si potrà sviluppare. Poi, abbiamo lavorato sugli impianti sportivi, riqualificando le strutture o sostituendole, come il palazzetto per la ginnastica, responsabilizzando le società sportive: noi abbiamo allungato le convenzioni ma loro hanno collaborato investendo. Poi, ovviamente c’è la piscina coperta. Infine la messa in sicurezza delle scuole: abbiamo speso almeno 1 milione per miglioramenti antincendio, sismici e manutenzioni straordinarie».

In cosa sono stati diversi primo e secondo mandato?
«Sono stati diversissimi, il primo è stato caratterizzato dal patto di stabilità. Non potevamo spendere neppure l’avanzo, l’assessore Balestrazzi sintetizzava così: “Rischiamo di morire di fame col frigo pieno”. Abbiamo gestito una situazione immobile. Negli ultimi cinque anni invece abbiamo cominciato a mettere mano a temi che attendevano da anni con progettualità di medio e lungo periodo, vedi la riqualificazione del Canale di Medicina. Per fortuna nei primi cinque anni abbiamo anche messo a posto in modo maniacale il bilancio e siamo tra i pochi Comuni che l’hanno approvato a dicembre, quindi ogni onere che entra ora possiamo spenderlo e sappiamo bene come: la tariffe non vengono aumentate per il settimo anno consecutivo, anzi abbiamo previsto nuove agevolazioni per le persone fragili e le famiglie. Abbiamo una Casa della salute che offre servizi di qualità e grande umanità senza bisogno che le persone si spostino. E l’Asp è la dimostrazione di una gestione associata che funziona».

A proposito di gestioni associate, attualmente è presidente del Circondario, dove Imola pentastellata a giorni alterni parla di uscirne. Cosa pensa debba fare Medicina?
«Il Circondario ha senso se il comune più grande, cioè Imola, ci crede. Medicina ha i numeri per fare da sola ma oggi non vai molto lontano. Con Castel San Pietro si è ragionato di lavorare con altri, come Ozzano, che intendono fare le cose insieme».

Cosa si augura per Medicina e cosa attende il pensionato Rambaldi?
«Ricordo che io sono già un pensionato (ha 69 anni, ndr), ho accettato a suo tempo di fare il sindaco per dare una mano alla mia comunità, visto che me l’avevano chiesto. Per Medicina mi auguro che il Carmine venga recuperato e che la chiesa di Bologna ci metta lo stesso impegno che all’epoca ebbe il mondo cooperativo per la Sala del Suffragio (per vent’anni Rambaldi è stato presidente della Cooperativa lavoratori della terra di Medicina, ndr). Poi vorrei esserci per consegnare alla comunità il Centro feste Ca’ Nova, anch’esso un lascito del passato del mondo cooperativo, sarà nel 2027 quando avremo finito di pagare il mutuo, per cederlo senza debiti al Comune. In generale, noi quattro che siamo in Giunta dall’inizio, io, Matteo Montanari, Dilva Fava e Mauro Balestrazzi, abbiamo lavorato a progetti che andassero oltre il nostro mandato, io mi auguro che si continui, con metodi nuovi».

E sul fronte politico?
«Sono iscritto al Pd e ho ricoperto tanti incarichi politici, ma dopo il 26 maggio vorrei solo andare a lavare dei piatti nel Centro feste Ca’ Nova. Non sono stanco, ho la licenza da revisore legale, e continuo a fare il corso di aggiornamento perché la cooperativa autonoma di volontari che lo gestisce ha bisogno di un revisore, ovviamente gratis». (l.a.)

Il sindaco di Medicina, Onelio Rambaldi, in versione volontario alla Festa de l”Unità

Medicina

Il bilancio del sindaco Rambaldi a fine mandato: «Abbiamo fatto molto per rendere lo sviluppo sostenibile per i cittadini»
Cronaca 13 Febbraio 2019

Il Comune di Imola fa chiudere un asilo abusivo frequentato da bimbi non vaccinati

Non aveva i requisiti necessari, così ha dovuto cessare l’attività una sorta di «asilo» aperto sulle prime colline imolesi da un’associazione di promozione sociale di fuori territorio, spacciato per campo estivo ma più somigliante a un’attività di tipo educativo, in altre parole una scuola. Per di più frequentata da bimbi non in regola con gli obblighi vaccinali. A darne notizia è stata l’Amministrazione di piazza Matteotti, per bocca dell’assessore alla Scuola Claudia Resta. «L’Azienda sanitaria di Imola aveva riscontrato tutta una serie di rilievi – ha raccontato -. Appena abbiamo ricevuto la segnalazione dell’Asl ci siamo immediatamente attivati inviando la comunicazione di avvio di procedimento amministrativo e diffida per la cessazione dell’attività di tipo educativo».

Tutto era iniziato con la presentazione, nell’autunno scorso, della Scia, la segnalazione al Comune di inizio attività, da parte dell’associazione stessa, per l’apertura di un centro ricreativo estivo da settembre a giugno. Un periodo insolito per un campo solare. Particolare che ha fatto drizzare le antenne, con segnalazione all’Azienda sanitaria e avvio di verifiche che hanno fatto emergere una realtà diversa: e cioè, che l’attività (avviata in spazi attigui ad un ristorante, concessi in comodato d’uso), doveva essere classificata come scuola.Malgrado la mancanza dei requisiti necessari ed il conseguente ritiro della Scia, l’associazione però non ha sospeso l’attività, fino a che, in occasione di un sopralluogo condotto dagli operatori dell’Ausl, è stata constatata anche l’inosservanza degli obblighi vaccinali nei bimbi presenti. Segnalazione al Comune, che ha inviato immediatamente una diffida. «Nell’atto inviato – ha dettagliato l’assessore alla Scuola – venivano dati all’associazione titolare dell’attività cinque giorni per presentare memorie, deduzioni e documentazioni. Così come previsto dalla legge 241/90, si è trattato di un tempo ridotto per presentare eventuali memorie e documentazioni, dato atto che sussistevano esigenze di celerità che giustificano i tempi brevi».

L’associazione, appena il messo le ha notificato la comunicazione (il 5 febbraio), ha provveduto il giorno stesso a cessare l’attività svolta ed a sgomberare i locali utilizzati, ottemperando in tal modo alla diffida e dandone comunicazione (l’8 febbraio) al Comune. «La fattiva collaborazione fra l’Azienda sanitaria ed il Comune ha permesso di far cessare, in tempi molto brevi, una volta appuratane l’esistenza, questa attività priva dei requisiti necessari, dimostrando che le istituzioni sul territorio ci sono e svolgono con attenzione il proprio compito», ha commentato soddisfatta l’assessore Claudia Resta.Per quanto riguarda il procedimento amministrativo, l’Amministrazione comunale esaminerà i contenuti della comunicazione inviata dall’associazione e valuterà in accordo con l’Asl le eventuali azioni congiunte da adottare. (re.cro.)

Nella foto: l’assessore alla Scuola Claudia Resta

Il Comune di Imola fa chiudere un asilo abusivo frequentato da bimbi non vaccinati
Cronaca 12 Febbraio 2019

Il presidente Bonaccini il 13 febbraio a Medicina per il nuovo Palazzo comunale e il progetto Parco dello Sport

A Medicina mercoledì 13 febbraio ci sarà anche il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini alla presentazione dei lavori fatti dopo il terremoto per il consolidamento del palazzo comunale e l’avvio del laboratorio partecipativo per il Parco dello Sport. L’Amministrazione guidata da Onelio Rambaldi ha deciso di racchiudere in un solo pomeriggio i due eventi. Si comincerà alle ore 17 presso il municipio di via Libertà con un percorso espositivo e rappresentazioni teatrali che condurranno in un tour del palazzo che sarà accompagnato da un progetto di virtual tour che consente di vivere un’esperienza multimediale immersiva ed interattiva a 360 gradi.

L’intervento di consolidamento e miglioria sismica del palazzo comunale si era reso necessario dopo che il terremoto del 2012 e i conseguenti controlli avevano evidenziato varie criticità nell’antico edificio (l’impianto originario è del Cinquecento). E’ costato oltre 1 milione ed è stato finanziato con fondi della Protezione civile nazionale per le attività di prevenzione sismica (ora è più sicuro di oltre il 60% rispetto alla situazione precedente), a questi il Comune ha aggiunto fondi propri per completare una vera e propria ristrutturazione «per la messa in sicurezza del luogo quotidianamente frequentato da centinaia di cittadini e anche al fine di valorizzare il bene e il territorio per accrescere la propria at-trattività in ambito metropolitano».

A seguire, alle ore 18.30, presso la palestra di via Battisti si terrà la presentazione del laboratorio di idee e percorso di progettazione partecipata con il quale Medicina intende dare vita ad un parco sportivo aperto a tutti all’interno della cosiddetta Città dello Sport di via Battisti, ovvero l’area del capoluogo attorno alla quale insistono palestre e campi sportivi. Il laboratorio di idee, che fa parte del Piano strategico locale comunale, si svolgerà nei mesi di febbraio e marzo ed è finalizzato a ripensare insieme ai cittadini spazi aperti, aree verdi ed eventuali attrezzature. Gli esiti del laboratorio con i cittadini diventeranno le linee guida di un concorso per i progettisti, che prepareranno il progetto del parco. Il gruppo di lavoro è formato da Elena Farnè, architetto ed esperta di progettazione partecipata, dall’architetto Riccardo Tagliaferri e per l’ammini-strazione comunale dall’ingegnere Rachele Bria e dalla geometra Silvia Suzzi. (r.cro.)

Nella foto il Palazzo comunale di Medicina dopo i lavori di consolidamento

Il presidente Bonaccini il 13 febbraio a Medicina per il nuovo Palazzo comunale e il progetto Parco dello Sport

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