Cronaca

Coronavirus: obbligo di rimanere a casa e avvertire l'Ausl per chi è tornato dalle aree a rischio della Cina. “In caso di dubbi non andare al Pronto soccorso'

Coronavirus: obbligo di rimanere a casa e avvertire l'Ausl per chi è tornato dalle aree a rischio della Cina. “In caso di dubbi non andare al Pronto soccorso'

Il solerte invito fino a ieri riservato a bambini e studenti, oggi è diventato un obbligo e vale per tutti: chi è rientrato dalle aree della Cina interessate dall’epidemia di Coronavirus negli ultimi 14 giorni deve chiudersi in casa e segnalare la sua situazione all’Azienda sanitaria del territorio. Quest’ultima attiverà la «sorveglianza attiva», ovvero il monitoraggio quotidiano dello stato di salute e comparsa di febbre, con eventuale presa in carico per le cure oppure il via libera alla fine del periodo di controllo.

Quanto sta accadendo tra Lombardia, nel lodigiano, piacentino e Veneto (centinaia di persone e paesi letteralmente in quarantena e sedici casi positivi da Covid-19), ha portato il ministero della Salute a disporre misure ferree per arginare la diffusione del virus sul territorio italiano.

La Regione Emilia Romagna, ha diramato una nota nella quale informa che “la Sanità pubblica, in via precauzionale, sta contattando tutte le persone per le quali è ritenuta necessaria un’ulteriore verifica perché valutate potenzialmente a rischio, pertanto ai cittadini si chiede di mantenere la maggiore tranquillità possibile”. Inoltre ricorda la raccomandazione “in caso di sintomatologia collegabile al Coronavirus (febbre e sintomi respiratori) di non accedere direttamente alle strutture di Pronto soccorso, ma di contattare il proprio medico di medicina generale o il numero 118”.

“Chi è entrato in contatto con il paziente zero, il primo a essere stato diagnosticato al Coronavirus è già stato individuato dai Servizi della Regione Lombardia, che sta facendo tutti gli accertamenti del caso – ha aggiunto l”assessore uscente alla Sanità Sergio Venturi -. Voglio tranquillizzare sul fatto che la situazione è monitorata da tutti i servizi, sia quelli lombardi sia i nostri per quanto ci compete”.

La modalità di diffusione del contagio in Italia (da quanto ricostruito sarebbe stata una cena con un manager rientrato da una trasferta di lavoro già guarito e negativo al test) conferma, qualora fosse necessario, che si tratta di un”attività di prevenzione e cautela che non riguarda solo i cittadini di origine cinese ma tutti, anche chi torna da una vacanza o da un viaggio di lavoro e magari non presenta particolari sintomi.  

Nel frattempo, una buona notizia arriva dall’influenza «normale». Quest’anno sono 374mila le persone colpite, ad oggi, in Emilia Romagna dall”inizio della stagione ma il picco sembra sia stato già raggiunto tra fine gennaio e inizio febbraio. I casi gravi segnalati per complicazioni sono stati ventisei, in netto calo rispetto all’anno scorso, tanto che è stata ritenuta un’influenza di «intesità media». Per quanto riguarda il nostro territorio, i dati sono rassicuranti: «Nessun caso grave segnalato» dicono dall’Ausl di Imola. Questo sarebbe dovuto anche all’aumento del numero delle persone vaccinate. (l.a.)

L”ORDINANZA DEL MINISTERO DELLA SALUTE

DOMANDE E RISPOSTE SUL SITO DEL MINISTERO

Foto d”archivio Regione Emilia Romagna

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